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"A.Aveta" SUORE DOMENICANE DI POMPEI
Cardinale Augusto Silj
5° Vescovo del Santuario di Pompei
Nacque a Calcara di Ussita, nella
provincia di Macerata, il 9 luglio 1846.
Nominato Delegato Straordinario della Santa Sede, il 10 febbraio 1906, ne prese possesso il 20 febbraio successivo.
Nominato Vescovo il 22 dicembre 1906, fu consacrato il 13 gennaio 1907, con il titolo di Arcivescovo tit. di Cesarea del Ponto.
Nominato Cardinale nel Concistoro del 15-18 dicembre 1919.
Prelato Domestico di Papa Pio X il 20 febbraio 1906, dopo che il Venerando Commendatore Bartolo Longo ebbe rassegnate le sorti di tutti gli Istituti da lui fondati nelle mani del Santo Padre, Mons. Augusto Silj, a nome della Santa Sede, assumeva il governo dell’Opera Pompeiana.
Egli continuò con spirito mirabile di
sapienza e di carità, l’opera grande dell’insigne fondatore, di colui che è
stato in Italia l’uomo della
Madonna e della Provvidenza, Il Comm. Bartolo
Longo, per il quale Mons. Silj ebbe sempre la più deferente ed affettuosa
amicizia”.
Il 17 dicembre 1919 fu elevato all’alta dignità di Cardinale assumendo il titolo di Santa Cecilia dal Santo Padre Benedetto XV, che nel 1920 lo nominava suo Vicario per la Basilica Pontificia Pompeiana.
Da porporato fece il suo ingresso in Valle di Pompei il 15 febbraio 1920.
Ebbe cura particolare per la Congregazione delle Figlie del Rosario di Pompei, all’Ospizio Educativo per i Figli dei Carcerati.
Il 13 gennaio 1907 Mons. Silj fu promosso dal Santo Padre Pio X Arcivescovo titolare di Cesarea del Porto (Kayseri in Turchia).
“Durante il suo governo fu progettato e costruito il monumentale Campanile, la Canonica per il Clero del Santuario; furono ampliati gli Istituti di beneficenza, si costruì l’edificio per accogliere le Figlie dei Carcerati.
Di quest’ultima opera non vide il compimento: morì, a Roma, il 27 febbraio del 1926.
Dagli scritti del Beato Bartolo Longo
“In questi mesi la Storia del Santuario di Pompei ha
scritto un’altra fra le sue tante pagine gloriose. Mons. Augusto Silj, il
prelato prudente e pio preposto da Sua Santità alla generale direzione delle
Opere po
mpeiane (…), dopo un anno di sapiente governo di
questa Valle, era elevato all’altissimo ufficio di Elemosiniere Pontificio ed
era contemporaneamente nominato Arcivescovo di Cesarea
del Ponto. (…) Avremmo voluto ricevere solennemente in Valle di Pompei il
Delegato Pontificio, divenuto Arcivescovo, al ritorno da Roma. (…) Sarebbe stata
una festa spontanea ed universale della Pompei cristiana all’illustre Presule,
che col suo spirito equanime, caritatevole e mite ha, in così breve, tempo
conquistato i cuori di tutti. Ma la modestia dell’insigne Prelato, (…), gemma
della sua mitra pastorale ci impedì di dargli questo attestato di grato e
riverente omaggio che era nella nostra coscienza e nel nostro cuore.”
(Bartolo Longo)
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