
Istituto
"A.Aveta" SUORE DOMENICANE DI POMPEI
Madre
Immacolata Savino
Quinta Madre Generale dal 1944 al 1965
“Sia fatta la volontà di Dio!” Sono le parole che hanno accompagnato gli oltre 70 anni di vita religiosa Suor Maria Immacolata Savino; parole pronunciate con la voce, con il cuore, con la vita e che si sono intensificati negli ultimi tempi, quando la croce si appesantiva e le forze dello spirito perdevano tono.
Con la serenità delle anime grandi, silenziosamente, e con il suo inconfondibile sorriso sulle labbra, che diventava a mano a mano diafano e spento, ci ha lasciato Suor Maria Immacolata l’8 maggio 1993.
Era l’alba del giorno solennissimo per Pompei e per il mondo intero; giorno di grande trionfo per la Madre di Dio e di tante grazie che scendono benefiche su migliaia di devoti della Sovrana di Pompei: a mezzogiorno, infatti, dell’8 maggio moltissimi cuori si sintonizzano con Pompei nella recita meravigliosa della “Supplica”, sgorgata dall’ardente animo del Beato Bartolo Longo.
Riesce certamente difficile trovare le parole adatte a tracciare il profilo umano, morale, spirituale, religioso di Suor Maria Immacolata, una donna di eccezionale personalità e di grande intelligenza, una presenza significante per la nostra famiglia religiosa.
Nata
a Montella (Av) il 2 Aprile 1898, entrò giovanissima, appena diplomata,nel
nostro Istituto, dove l’aveva già preceduta
una delle due sorelle con il nome di
Suor Maria Antonietta.
Prese l’abito il 30 aprile del 1919. Emise la prima Professione in data 4 agosto 1920 ed i Voti Perpetui il 15 agosto 1926.
Per la sua illuminata saggezza e per la raffinata cultura, viene ricordata come una <<pietra miliare>> della Congregazione delle Suore di Pompei.
Laureatasi, a pieni voti, in Lingue, all’Istituto Orientale Universitario di Napoli, raggiunse Paola nel 1925 e in questa cittadina calabrese, per 20 anni, Suor Maria Immacolata ha seminato a “piene mani” quanto di bello e di grande il Signore aveva messo nel suo sensibile cuore di madre, di direttrice, di promotrice di significative strutture scolastiche all’avanguardia, come l’Istituto Magistrale “S. Caterina da Siena”.
Per questa opera benefica, Paola fu lieta di conferirle la Cittadinanza Onoraria in data 24 aprile 1945, a conclusione del suo mandato di Superiora dell’ Istituto.
Una sua alunna ha voluto lasciarci questa testimonianza:
“Madre Immacolata non è più, è ritornata alla casa del Padre. Sono stata sua allieva a Paola (Cs) quando bellezza e virtù spirituali scaturivano in tutta la loro vitalità dalla sua persona. L’ho rivista nei suoi ultimissimi giorni: diafana, ma ancora capace di coinvolgere, viva nella luce dei suoi occhi già rivolti altrove. Nella consapevolezza della fine ormai prossima è riuscita a darmi ancora, come allora (50 anni orsono), la serenità. Con questa sensazione desidero ricordarla a me stessa e agli altri” (Rosa Avino Leone)
Dal
1945 al 1965, Suor Maria Immacolata venne chiamata a ricoprire la massima carica
nella Congregazione delle Suore di Pompei, con la nomina a Superiora generale,
compito che ella svolse con illuminata saggezza e con ammirabile spirito di
servizio, aperta ai segni dei tempi e ai grandi cambiamenti nella società.
Nel 1965, accanto alla carica di Vicaria generale, ella assunse il compito delicato di Maestra delle Novizie, che svolse fino al 1980.
Negli anni successivi Suor Maria Immacolata ha continuato ad essere un elemento valido nel Consiglio Generale e ad assumere ruoli di particolare importanza.
Fu sempre apprezzata ed amata dalle consorelle che le furono particolarmente vicine durante gli anni cinquanta, periodo difficile che visse la Congregazione.
Luminoso e fecondo di bene, ad ogni livello, si è rivelato il suo lungo iter apostolico a Paola, come valida Insegnante, ottima Superiora e intelligente creatrice di strutture scolastiche, e a Pompei, nei suoi delicati ruoli di Superiora Generale, di Vicaria Generale e di Madre Maestra delle Novizie.
Suor Maria Immacolata è stata una creatura particolarmente privilegiata dallo Sposo divino e amata dalla Madonna. A noi piace vederla tra le schiere angeliche, accanto alla sua e nostra Mamma, la Vergine Immacolata, di cui ha portato il nome, rispecchiando la trasparenza di un’anima candida e bella.
Nel
suo lungo periodo di apparente inattività, ha saputo seminare ancora esempi di
bontà, di serenità, di spirito interiore e di intensa comunione con Dio, ma è
stata soprattutto grande nel suo letto di dolore, che si era trasformato in
altare per un continuo e sofferto olocausto di amore, di preghiera, di
donazione.
Ha saputo pregare, soffrire e consumare il suo olocausto con dignità, gioia e fortezza; ha saputo amare ciascuna nel giusto modo, con cuore materno e ricchezza di sentimenti.
Ella ha lasciato una “cara eredità di affetti”, insieme ad un profondo rimpianto nell’animo di tutte.
I rapporti interpersonali con le consorelle avevano sempre una carica di incoraggiamento a far meglio, ad essere credibili nella vita di consacrazione, a saper ringraziare il Signore per i doni ricevuti.
La Regina del Rosario e il Beato Bartolo Longo sono stati i suoi “amori” preferiti, e ha pronunciato incessantemente i loro nomi.
In definitiva, il messaggio spirituale lasciatoci da Madre Immacolata richiama alla mente le parole di Gesù: “Io faccio sempre ciò che piace al
Padre mio … Imparate da Me che sono mite ed umile di cuore”.
Questo cercheremo di portare sempre nel cuore insieme alla sua dolcezza e alla profondità del suo sguardo, insieme all’ampiezza della sua “carità”.
Addio, carissima Madre!
Continui a pregare per la fecondità della sua e nostra Congregazione, per la pace nel mondo, per il trionfo del regno di Dio!
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