
Istituto
"A.Aveta" SUORE DOMENICANE DI POMPEI
Madre Lucia Pedone
Sesta Madre Generale dal 1965 al 1971.
Sesta Madre Generale, al secolo Rosa, è
nata a Nocera Superiore (SA) il 10 agosto 1913 da
Giuseppe e da Raffaella
Bevilacqua.
Conseguì il Diploma di Abilitazione all’ insegnamento Elementare all’Istituto “Regina Margherita” di Salerno.
Insegnante di ruolo nella Scuola Elementare e con un’esperienza didattica già matura, era venuta a Pompei nel 1945, per abbracciare l’ideale domenicano entrando nella famiglia religiosa delle “Figlie del S. Rosario di Pompei”, fondata dal Beato Bartolo Longo nel 1897, per dare delle “madri e maestre” alle orfane da Lui raccolte nel “giardino” di Valle di Pompei.
Emise la prima Professione il 6 agosto 1947 e i voti perpetui l’11 febbraio 1954.
Ricoprì numerosi incarichi direttivi e, contemporaneamente, conseguì la laurea in Materie Letterarie al Magistero “Suor Orsola Benincasa” di Napoli, l’ 11 novembre 1958.
Madre Lucia ci offre una valida testimonianza di suora autentica, umile, semplice, che vive con fedeltà ed entusiasmo la sua consacrazione, senza alcuna “incrinatura” o “apatia”, ancorata al suo dovere di “sentinella” della Regina del Rosario, che ha amato intensamente e pregata con la “sua” corona.
La sua vita religiosa l’ ha trascorsa tutta a Pompei nelle Istituzioni del Beato Bartolo Longo.
Fu prima valida in
segnante tra le orfane e poi loro direttrice per vari
anni, con il particolare “carisma” di donare amore, tenerezza materna, fiducia,
speranza.
Centinaia di orfane hanno avuto la gioia di apprendere da lei l’arte della “sapienza del cuore”, accanto ad una buona formazione umana e culturale.
Nell’ agosto del1965, Madre Lucia fu chiamata a ricoprire la massima carica della Congregazione col titolo di Superiora Generale.
Succedeva a Madre Immacolata Savino, che era stata al timone della nostra famiglia per 20 anni. Per questo gravoso compito, prestò servizio paziente e prudente fino al 1971. Dal 1971 al 1974, Madre Lucia fu, poi, Superiora del Pensionato “De Fusco” e, in seguito, per qualche tempo, Responsabile della grande comunità di Casa Madre.
Intanto la
sua salute fisica si faceva sempre più precaria per cui fu necessario il
passaggio all’inferme
ria di Casa Madre, dove è rimasta per vari anni offrendo a
tutte un luminoso esempio di docilità alla volontà di Dio, accettando con amore
e fortezza la sua croce quotidiana.
Dimenticando ogni senso di stanchezza, ella ha saputo sorridere, interessarsi premurosamente a tutte le consorelle che le facevano visita, sempre pronta ad offrire i suoi consigli oculati e saggi, improntati a quella bontà naturale che rasserenava l’animo di chi la incontrava nel proprio cammino di sofferenza e di crucci feriali.
Madre Lucia ha amato la “preghiera del cuore”, fatta non di tante parole, ma di contemplazione e di contatto con Gesù Eucaristia e con la Madonna del Rosario.
Una devozione speciale era, poi, riservata da lei per le anime del Purgatorio e per il nostro Fondatore, Beato Bartolo Longo.
Questi “amori” spirituali coniugati con le “perline” dell’umiltà, della carità operativa, della fedeltà al Signore, della docilità alla voce dell’obbedienza, del generoso donarsi a tutti con gratuità, la rendevano oltremodo serena e felice, perché convinta che più si ama e più si è nella certezza di “aver scelto la parte migliore che non ci verrà tolta”. (Cfr. Lc 10,42).
