
Istituto
"A.Aveta" SUORE DOMENICANE DI POMPEI
Card. Camillo Mazzella
3° Vescovo del Santuario di Pompei
Era gemello del Vescovo di Bari, Ernesto; nacque a Vitulano in provincia di Benevento il 10 febbraio 1833.
Fu educato dai Padri Gesuiti ed a soli 22 anni fu ordinato sacerdote.
A ventiquattro anni vestì l’abito di S. Ignazio.
Insegnò filosofia e Sacra Teologia sin in Italia che in Francia dove rimase fino al 1866 e, dopo il rientro a Roma, fu inviato negli Stati Uniti come insegnante di Teologia con la carica di Prefetto Generale degli Studi.
Fu molto apprezzato e benvoluto da Leone
XIII il quale lo volle a Roma come Prefetto Generale degli Studi
nell’Università
Gregoriana. Il 7 giugno 1886 lo creò Cardinale.
Dopo la morte del Card. Raffaele Monaco La Valletta, che avvenne il 14 luglio del 1896, il Santo Padre, il 26 agosto del 1896, (ne prese possesso il successivo 15 settembre) lo nominò successore Vicario Pontificio del Santuario di Pompei, consacrandolo poi nel 1897, Vescovo di Palestrina.
Bartolo Longo chiese al nuovo protettore Cardinale Mazzella “di erigere canonicamente nell’Orfanotrofio la Congregazione Regolare delle Figlie del Rosario di Pompei, sotto la regola del Terz’Ordine della Penitenza di S. Domenico, ma con statuti speciali opportuni ai loro ministeri di carità, secondo i bisogni di questo luogo, di questo Santuario, di questo popolo”.
Il Card. Mazzella occupa un ruolo di primo piano avendo fatto da tramite con la Santa Sede per l’istituzione della Congregazione delle Suore volute da Bartolo Longo.
Egli firmò i decreti di erezione della Congregazione delle “Figlie del Rosario di Pompei” e del Noviziato.
Esse adottarono le stesse regole delle Suore Domenicane del Terz’Ordine della Congregazione del SS. Rosario negli Stati Uniti d’America da lui fondate nel 1888 e di cui era protettore.
Ebbe cura anche dell’Ospizio dei Figli dei Carcerati riferendone al Papa in maniera edificante.
“Si compiacque di benedire egli stesso la nuova Cappella di detto Ospizio, dove ogni anno ritornava a celebrarvi la S. Messa, specialmente in occasione della festa di S. Giuseppe Calasanzio.
Il 26 marzo del 1900, morì a Roma (da più parti è riportato, maggio).
![]()