
Istituto A. Aveta" SUORE DOMENICANE DI POMPEI
Mons. Francesco Saverio Toppi
Nato a Brusciano (NA) il 26 giugno 1925.
Nominato Delegato Pontificio del Santuario di Pompei ed Arcivescovo-Prelato il 13 ottobre 1990.
Ordinazione episcopale e presa di possesso il 7 dicembre successivo.
Lasciò per limiti di età nel 2001.
Morì a Nola, presso il convento dei Frati Cappuccini, il 2 aprile 2007.
Ricordo di Mons. Toppi
“Chiedo di essere sepolto, vestito dell’abito di frate cappuccino, nella Cripta del Santuario per fare da piedistallo sotterraneo al trono di Maria”.
In queste poche parole, scritte nel suo testamento sono
racchiusi tutta l’umiltà e l’amore alla Vergine ed insieme
tutta la grandezza
umana e spirituale di
Mons. Francesco Saverio
Toppi, Arcivescovo Emerito di
Pompei e frate cappuccino, morto il 2 aprile a Nola, presso il Convento dei
Frati Cappuccini, i cui funerali si sono svolti martedì 3 aprile nel Santuario
della Beata Vergine del Santo Rosario, con la partecipazione di tutti i Vescovi
della Campania, guidati dal Presidente della Conferenza Episcopale regionale, il
Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli.
Erano presenti anche il
Cardinale Michele Giordano, Arcivescovo Emerito di Napoli, il Vescovo di Tursi-Lagonegro (PZ), Mons. Francescantonio Nolè e l’Arcivescovo-Vescovo di
Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, Mons. Domenico Sorrentino, che, dal 2001 al
2003, era stato Arc
ivescovo di Pompei, succedendo proprio a Toppi.
Tra i concelebranti, il Vicario Generale dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, Padre Felice Cangelosi; il Vicario Provinciale di Napoli, Padre Mariano Parente; il Ministro Provinciale di Palermo, Padre Calogero Peri; Mons. Tommaso Caputo, Capo del Protocollo della Segreteria di Stato e tutto il clero di Pompei.
Il Santo Padre Benedetto XVI, nel telegramma firmato dal Segretario di Stato,
Cardinale
Tarcisio Bertone, ha ricordato la “singolare serafica bontà speciale
amore at Eucaristia et Vergine Maria et generosa dedizione at popolo di Dio at
lui affidato” di Mons. Toppi ed ha implorato “dal Signore per intercessione
Regina del S
anto Rosario et San Francesco d’Assisi premio eterno per anima
zelante pastore”.
Ottantuno anni, Mons. Toppi aveva guidato la diocesi mariana dal 1990 al 2001.
Nato a Brusciano (NA), in Diocesi di Nola, nel 1925, era stato ordinato sacerdote nel 1948.
Laureato in Storia Ecclesiastica all’Università Gregoriana e diplomato alla Scuola Vaticana in Biblioteconomia e in Archivistica, ha scritto diversi testi di spiritualità e di agiografia francescana.
Nell’ordine dei Frati
Minori Cappuccini ha ricoperto diversi incarichi di grande responsabilità
,
visitando anche numerose missioni estere.
Nel 1948 incontrò Chiara Lubich avvicinandosi, così, al nascente Movimento dei Focolari.
Profondamente partecipe al dolore per la sua dipartita, la fondatrice dei Focolari, dopo aver ricordato che Mons. Toppi “..appariva semplice, nascosto, di poche parole, un vero figlio di San Francesco, ma quando parlava esprimeva tutta la sapienza di un’anima contemplativa, e le sue parole erano il frutto della preghiera e dell’ardente amore”, si è detta certa che Maria, da lui tanto amata, lo ha accolto come figlio prediletto.
Messaggi di cordoglio e partecipazione sono giunti dai
Cardinali Miloslaw
Vlk, Arcivescovo di Praga, ed Ennio Antonelli, Arcivescovo di
Firenze; dal Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Mons. Angelo
Bagnasco;
da Mons. Giuseppe Costanzo, Arcivescovo di Siracusa e da Mons. Antonio Cantisani, Arcivescovo Emerito di Catanzaro.
Nell’omelia, il Vescovo-Prelato e Delegato Pontificio di Pompei, Mons. Carlo Liberati, ha ricordato che la vita religiosa, sacerdotale ed episcopale di Mons. Toppi è stata profondamente mariana.
I laici impegnati nella comunità ecclesiale pompeiana, ricordandone il
quotidiano lungo impegno pastorale per la Chiesa tutta di Pompei, nel quale sono
prevalse sempre la dolcezza e l’amabilità, lo spirito di mansuetudine
francescano, la ricerca ed il raggiungimento della perfetta letizia, lo stupore
evangelico, che testimoniava un cuore ancora fanciullo, e gli slanci
appassionati nelle omelie, lo hanno accolto al mattino sul sagrato della
basilica mariana, con le campane che suonavano a fe
sta, come lui stesso aveva
chiesto: “le esequie siano festose, l’Eucaristia come Azione di Grazie e Lode ne
esprima tutto il senso della mia vita”.
Tra le autorità erano presenti i Sindaci di Pompei, Avv. Claudio D’Alessio; di Viggiano (PZ), Avv. Giuseppe Alberti; e di Pollena Trocchia (NA), Agostino Maione; il Consigliere Provinciale, Dott. Giuseppe Tortora; il Gran Priore dell’Ordine di Malta, Fra’ Antonio Nesci, il Dott. Angelo Scelzo, Sottosegretario del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali; il Delegato di Pompei dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, Prof. Luigi Ramunno; il Capitano Pasquale Sario, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Torre Annunziata. In prima fila la sorella di Mons. Toppi, Rosa, ed i numerosi nipoti e pronipoti.
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Lettera di Giovanni Paolo II a Monsignor Francesco Saverio Toppi, Prelato di Pompei, per il Centenario delle Suore Domenicane del Santo Rosario
Al diletto Fratello
Mons. FRANCESCO SAVERIO TOPPI, O.F.M. Capp.
Prelato di Pompei
Stanno per compiersi i cento anni da quando il Beato Bartolo Longo dette inizio alla Congregazione delle Suore Domenicane del Santo Rosario di Pompei e la Comunità religiosa si appresta a commemorare, tra l’esultanza della popolazione della Prelatura e dei devoti del Santuario, il felice giubileo della propria fondazione.
L’importanza di quell’inizio, da cui sarebbe venuto così significativo impulso alle opere educative, assistenziali e sociali sorte attorno al Santuario, merita di essere ricordata, a conforto di tutte le Suore che costì operano e ad incoraggiamento per i devoti della Madonna di Pompei, Regina delle Vittorie.
Sono lieto pertanto di rivolgere a Lei, venerato Fratello, alla Superiora Generale dell’Istituto, alle suore ed ai numerosi giovani e fanciulli ospiti delle molteplici opere educative e formative operanti all’ombra del Santuario, il mio beneaugurante saluto, sempre memore dell’accoglienza calorosa riservatami in occasione della Visita Pastorale del 21 ottobre 1979. Mi unisco al comune rendimento di grazie al Signore per i tanti doni spirituali che nella Famiglia religiosa si sono riversati e per la fioritura di bene sviluppatasi dapprima nell’ambito del Santuario di Pompei, e poi in altre località d’Italia e del mondo.
Per l’iniziativa ed il fervore di Bartolo Longo, Pompei irradia oggi un’intensa opera di evangelizzazione, che attira al Vangelo molte anime, desiderose di pace interiore e di riconciliazione con Dio mediante i sacramenti e la preghiera.
A tale “miracolo” della grazia cooperano le Suore del Santo Rosario, che Bartolo Longo volle associare alla Famiglia religiosa di San Domenico, non solo perché l’Ordine dei Frati Predicatori ha diffuso fin dagli inizi la devozione del Santo Rosario, ma anche perché tra le sue caratteristiche ha quella di unire la vita contemplativa all’attiva, traendo dalla meditazione dei misteri rivelati nella vita di Cristo incentivi sempre rinnovati alle attività caritative a servizio del prossimo.
Per natura sua la preghiera del Rosario - “una delle più eccellenti ed efficaci preghiere in comune, che ogni famiglia cristiana è invitata a recitare” (Paolo VI, Marialis cultus, 54) - consente ai religiosi come ai laici, nei conventi e nelle chiese, nel lavoro e nelle case, di ripercorrere e rivivere la memoria degli eventi della vita di Cristo.
Attorno a questa preghiera, adatta alla vita contemplativa e nello stesso tempo a quella attiva, il Fondatore delle Suore del Santo Rosario di Pompei ha voluto organizzare la missione specifica della Comunità. Le suore sono chiamate ad essere, come Maria, costantemente impegnate a conservare e meditare nel loro cuore le cose che riguardano Gesù (cf. Lc 2, 51), mentre curano la crescita e la maturazione umana e cristiana dei numerosi giovani, ragazzi e fanciulle, affidati alle loro cure pedagogiche e materne.
Auspico, pertanto, che codesta Comunità continui a coltivare e diffondere sempre più la preghiera del Rosario, intensificando l’unione con la Vergine, la quale ben sa indicare, a chi La invoca la via sicura e facile che conduce a Gesù ed al compimento della volontà del Padre. L’esempio del Beato Bartolo Longo sostenga inoltre i propositi e gli sforzi delle Religiose dell’Istituto nella diffusione del Vangelo tra il popolo, soprattutto tra gli umili ed i poveri.
Con tali voti imparto a Lei, venerato Fratello, alla Madre Generale delle Suore Domenicane del Santo Rosario di Pompei, ai sacerdoti e diaconi, come pure ai fedeli della Prelatura, una speciale Benedizione Apostolica, che volentieri estendo ai giovani ospiti delle Opere sociali annesse al Santuario.
Dal Vaticano, il 5 ottobre 1996.
IOANNES PAULUS PP. II
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Per la dipartita di S.E.Rev.ma Mons. Francesco Saverio Toppi, Arcivescovo Prelato Emerito di Pompei e delegato Pontificio per il Santuario della B. V. Maria del S.Rosario
Mons. Francesco Saverio Toppi, al secolo Vincenzo, è nato a Brusciano (Napoli) il 26-6-1925, ordinato sacerdote il 29-6-1948.
Laureato in
Storia Ecclesiastica all'Università Gregoriana il 20-6-1951. Diplomato alla
Scuola Vaticana in biblioteconomia (1949) e in archivistica (1950).
Superiore Provinciale dei Cappuccini di Napoli dal 1959 al 1968, dei Cappuccini
di Palermo dal 1971 al 1976. Nell’espletamento di questi incarichi è stato più
volte in America Latina e in Africa. Da Provinciale di Napoli ha aperto una
Missione, ora Vice-Provincia, nel Sud dello Stato di Bahia, in Brasile.
Ha insegnato Storia Ecclesiastica nello studio Teologico dei Cappuccini di Napoli dal 1957 al 1971; dal 1974 al 1976 nell’Ateneo "San Giovanni Evangelista" di Palermo, del quale è stato anche socio confondatore.
Conta al suo attivo diverse pubblicazioni di spiritualità e di agiografia francescana. La sua tesi di laurea "Maria Lorenza Longo e l'Opera del Divino Amore a Napoli" è riportata nei testi di storia per il contributo apportato alla conoscenza della riforma pretridentina a Napoli e in Italia.
Ha lavorato in varie parrocchie, nell'Azione Cattolica di Benevento e nell’Ordine Francescano Secolare a Napoli. Si è dedicato al ministero della Parola in mezzo al popolo e in modo particolare con Esercizi Spirituali e Ritiri al clero e ai religiosi. È stato membro del Consiglio Presbiterale e del Consiglio Pastorale Diocesano di Nola dal 1984 al 1989.
Nominato Arcivescovo-Prelato di Pompei il 13 ottobre 1990,
è stato consacrato il 7 dicembre 1990, nel Santuario di Pompei. Dal 17 febbraio
2001 è Arcivescovo Emerito.
Nella notte tra la Domenica delle Palme e il Lunedì Santo, alle ore 1 Mons.
Toppi si è congedato da noi per entrare nella vita senza fine della gloria di
Dio, dopo anni di sofferenza accolta con gioia e offerta a Gesù per mezzo di
Maria.
Il 7 dicembre 1990,
giorno della sua ordinazione episcopale a Pompei, Mons. Toppi così salutava i
sacerdoti convenuti nel santuario per partecipare al rito della sua investitura
episcopale presieduta dal Card. Michele Giordano assieme a numerosi Vescovi e
una grande folla di fedeli.
“L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore” (Lc 1, 46-47). «L’anima di Maria sia nella mia anima perché magnifichi il Signore, lo spirito di Maria sia nel mio spirito perché esulti in Dio mio salvatore». E ancora «Vieni Vergine Maria ed eleva il cantico di lode al Padre per mezzo del Figlio nello Spirito Santo per quanto ha operato in me, “guardando alla pochezza del suo servo” (cfr. Lc 1, 48)».
Segue una affettuosa litania di invocazioni alla Madre di Gesù e nostra, e nella quale ripercorre le tappe più significative della sua vita. È un grido di esultanza umile, accorata e commossa così come risulta dall’inno di ringraziamento e di lode di Maria SS.ma, nel Magnificat dopo che Elisabetta ha esaltato in Lei la benevolenza di Dio e ne ha riconosciuto, nell’esultanza dello Spirito Santo, la Madre del Signore (cfr. Lc 1, 46-55).
Poi segue il riferimento preciso a quello che per dieci
anni sarà il popolo di Dio e il mondo d’amore donato alle sue cure pastorali.
«Vieni o Madre e magnifica il Signore per tutte le componenti di questa Chiesa
privilegiata di Pompei… per i più umili e nascosti, sofferenti, emarginati,
poveri, anziani e alle strutture portanti di questa Chiesa: religiose,
religiosi, sacerdoti che lavorano in questo splendido campo in cui vorrò
spendere e consumare tutte le mie energie e tutto me stesso».
Nella “immaginetta-ricordo”
della sua ordinazione episcopale ha scritto: “O Maria, ottienimi col tuo Rosario
di contemplare, vivere e irradiare nel mondo intero il Mistero del Cristo Gesù”.
E questo programma lo annuncia con chiarezza nel corso della sua allocuzione
affermando:
«… mi propongo di
presentare… il Vangelo compendiato nel Rosario, che il Beato Bartolo Longo
incise nelle pietre di questo Santuario stupendo, incarnò nelle Opere di carità
annesse, diffuse con un apostolato capillare a dimensioni cosmiche».
L’ansia missionaria e apostolica lo spinge a dire: «Il
Concilio afferma che “con l’incarnazione, il Figlio di Dio si è unito in un
certo modo ad ogni uomo (GS 22)”;
ottienici o Madre della
Chiesa che noi Lo riconosciamo e Lo serviamo in ogni prossimo, specie nei
fanciulli maternamente accolti e formati all’ombra del tuo Santuario».
Ma ciò che acquista uno spessore profetico e conserva il valore di
un’assoluta attualità è un’invocazione particolare alla Madonna, quando, con
totale fiducia e abbandono Le chiede:
«Vergine Santa, ti affido in
modo particolare i sacerdoti, i religiosi, le suore: che siano testimoni della
Risurrezione con la santità della vita e la fedeltà ai consigli evangelici.
Annuncino, comunichino con la trasparenza della loro gioia la felicità di una
vita consacrata in modo speciale all’amore di Dio e del prossimo e vi
coinvolgano tanti, tanti giovani ».
Poi da quell’uomo umile e abbandonato alla divina volontà
che è stato, quasi temendo di aver osato troppo, si chiede: «… il programma è
troppo ambizioso? È sproporzionato alle mie capacità?» E risponde: «Senz’altro
se guardo solo alle mie forze. Ma se lavoreremo tutti, in comunione, in dialogo
fraterno, “se saremo uniti nel nome del Signore, il Signore sarà in mezzo a noi”
(cfr. Mt 18,20), e allora non saremo più noi, ma sarà il Signore ad operare in
noi e compirà meraviglie».
Infine, con la mente e il cuore reclinati sul cuore immacolato di Maria, invoca
la Madre di Gesù e nostra con questa invocazione:
«Maria, Serva del Signore,
appaga questa mia ambizione: imitarti soprattutto nel servire e nell’amare come
te!».
Ma la Chiesa che è in Pompei lo ha capito?
È riuscita a collaborare con un programma di fede così profondo, eucaristico e mariano, così umile, disponibile, oblativo e perseverante nelle opere dell’amore proveniente dal cuore di Gesù e di Maria come una fontana cristallina, inesauribile, zampillante?
Ognuno veda di rispondere davanti a Dio!
A me che
l’ho conosciuto, ultimo in ordine di tempo, lascia la profonda convinzione di
aver incontrato un vero uomo di Dio, silenzioso, contemplativo, spesso immerso
in preghiera e che ha amato intensamente Gesù Risorto, vivo e presente
nell’Eucaristia. Questo autentico servo di Dio era totalmente consacrato a
Cristo Signore con lo stesso spirito di amore che è nel cuore della Vergine
SS.ma, alla quale si rivolgeva con l’abbandono di un bimbo nelle braccia della
mamma, attraverso la preghiera del S. Rosario, la “catena dolce che ci unisce a
Dio, il vincolo d’amore che ci unisce agli angeli” (cfr. Beato Bartolo Longo).
Così vogliamo ricordarlo con affetto profondo come ho scritto al popolo di Dio
che è in Pompei e ai tre milioni di pellegrini sparsi nel mondo.
Gesù, Redentore dell’uomo, che Mons. Toppi contemplava nel silenzio orante delle
lunghe ore dell’adorazione eucaristica e la Vergine SS.ma, Madre del suo e
nostro “Sì” alla divina volontà, lo accolgano nella gioia senza fine del
Paradiso. Da parte nostra accogliamo con gioia le sue spoglie mortali – fino al
giorno della Risurrezione – sotto il trono della Vergine SS.ma nella cripta di
questa Basilica, accanto alla Madre di Gesù che amò tenerissimamente.
Pompei, 3 aprile 2007
+ Mons. Carlo Liberati
Vescovo-Prelato e Delegato Pontificio
per il Santuario di Pompei
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