Istituto "A.Aveta" SUORE DOMENICANE DI POMPEI

  Reg.e Cost.Parte III

Regole e Costituzioni "Parte Terza"

Capitolo 1 

Scopo e fondamento della vita comune

Capitolo 2 

La preghiera

Capitolo 3

Frugalità e mortificazione  

Capitolo 4

Custodia della castità e correzione fraterna

   

Capitolo 5 

Oggetti d'uso quotidiano e loro custodi   

Capitolo 6

Il condono delle offese

   

Capitolo 7 

Spirito dell'autorità e dell’obbedienza

Capitolo 8 

Osservanza della Regola  

   

La Regola di Sant'Agostino

“Fratelli carissimi, si ami anzitutto Dio e quindi il prossimo, perché    sono questi i precetti che ci vennero dati come fondamentali.” (S. Agostino - Regola,1)

S. Agostino nel percorrere il suo cammino di esperienza umana e cristiana   approdò a una particolare intuizione di Vita monastica, conformata allo stile degli Apostoli e della prima comunità cristiana di Gerusalemme, e fissò il suo pensiero in merito scrivendo un testo intitolato appunto "Regola per i servi di Dio" che è precisamente quello qui riportato.

 La “Regola agostiniana” è un codice stabile di norme che organizzano e  orientano la Vita Comune sulla base dei Consigli Evangelici di Povertà, Castità, Obbedienza.

 Il movente che spinse alla composizione della "Regola" è certamente da  vedersi in relazione con i Monasteri fondati da Agostino e che richiamavano continuamente le sue attenzioni e premure.

La data esatta che stabilisce l'origine di questo autorevole testo non ci è tramandata e non è facile stabilirla, comunque sono molte le ragioni che ci orientano verso un periodo abbastanza preciso per cui certamente non si è lontano dal vero se si colloca verso l'anno 400, nel momento più fecondo e intenso della vita pastorale e culturale del Vescovo Agostino.

La Regola agostiniana è molto breve, essenziale e concreta; scende ai particolari solo quando è necessario, mentre su tanti aspetti, dopo aver dato le indicazioni basilari, lascia spazio alla libertà, all'intuizione e alla maturazione della Comunità.

Agostino, nel tracciare le norme per i suoi monasteri, prende spunto da motivazioni bibliche ed ecclesiali, prosegue poi esponendo tutta la sua ricchezza spirituale e la profonda conoscenza delle persone e delle varie realtà della vita umana.

Ne è venuto fuori così un capolavoro di dottrina teologica, di sensibilità psicologica e di equilibrata esperienza umana dove il buon senso, la comprensione, il primato dell'amore, della verità e della giustizia, assieme al rispetto per l'autorità e all'attenzione per le persone singole, trovano una meravigliosa ed armonica combinazione.

La fortuna di questo testo, veramente illuminato e prezioso, è testimoniata non solo dalla continuità e vitalità della fondazione monastica, maschile e femminile, di cui Agostino è padre e maestro, ma anche dal fatto che moltissimi Istituti religiosi sorti in ogni epoca lo hanno scelto o ricevuto dalla Chiesa come norma di vita e fondamento di organizzazione.

Chi volesse approfondire la conoscenza della vita religiosa e monastica secondo S. Agostino troverà utilissimo completare la lettura di queste pagine con altri scritti del medesimo santo qui elencati per comodità dei lettore:

- Il lavoro dei monaci

- La verginità consacrata

- Le lettere 48, 60, 78, 157, 210, 211, 243

- Il commento al Salmo 132

- I Discorsi 355, 356

- Parte dei Dialoghi e delle Confessioni.

Auguriamo che la miglior conoscenza di S. Agostino nella sua ricchezza umana e cristiana aiuti gli uomini di oggi a penetrare il senso e l'esperienza di "essere Chiesa" e a provare la gioia di impegnarsi, ciascuno nella sua vocazione e missione, per promuovere il Regno di Cristo.   (Autore: P. Marziano Rondina OSA)