Istituto A. Aveta" SUORE DOMENICANE DI POMPEI

     S.Tomm.e la Musica

San Tommaso e la musica

[...] L'azione dei santi in ambito musicale prosegue instancabile anche dopo Gregorio Magno.

Il XIII secolo, in un clima di significativo fervore religioso, è particolarmente importante. Spicca decisamente san Tommaso d'Aquino (1225-1274), eminente teologo e filosofo, ma anche cultore del canto liturgico. Per lui il canto è fondamentale; in un certo senso supera anche la parola in se stessa: «Sebbene alcuni fedeli non capiscano ciò che cantano, capiscono tuttavia perché si canta, cioè per dare lode a Dio; e ciò basta ad eccitare la devozione». Il nome di san Tommaso è legato ad alcune delle più importanti composizioni liturgiche. Felice Cignani (1681) S.Tommaso cinto dagli angeli (Affresco murale. Cappellina sala della consulta: Conv.S.Domenico, Bologna)

Suo è l'inno eucaristico "Pange Lingua", sua la sequenza "Lauda Sion".

Si deve a Tommaso la riuscita del non facile compito di creare una nuova liturgia per la messa del "Corpus Domini", estesa a tutta la Chiesa il 19 giugno 1264 e celebrata per la prima volta da papa Urbano IV.

Il lavoro di san Tommaso dovette consistere in un felice adattamento dei brani migliori del repertorio gregoriano ai nuovi testi.

L'Introito ad esempio è stato trasferito di peso dal lunedì dopo Pentecoste. Con un'arcata melodica saldamente stabilita sulle note fondamentali del secondo modo gregoriano (la do re fa) il canto si apre e si chiude in un'atmosfera gioiosa, sulle parole della prima frase, "Cibavit eos ex adipe frumenti" (Salmo 81).

La melodia sale poi ulteriormente con una nuova arcata più elevata (do re fa sol la) poggiante soprattutto sulla nota sol, che conferisce alle parole "et de petra melle saturavit eos" un esuberante slancio.

Tre Alleluia riccamente ornati degradano con sinuosi ondeggiamenti verso la tonica. Questa antifona così «riuscita» esteticamente, prepara degnamente l'intonazione del versetto salmodico successivo, che è allo stesso tempo inno d'esultanza e di ringraziamento.

San Tommaso ha proseguito egregiamente la sua opera scegliendo con cura testi e melodie anche per le altre parti di questa messa. Per il Graduale, testo e musica sono stati trasferiti dalla XX domenica dopo Pentecoste; per l'Offertorio al testo desunto dal Levitico è stata applicata la melodia dell'Offertorio di Pentecoste. L'Alleluia è seguito dalla seguenza "Lauda Sion Salvatorem", intonata su motivi della "Laudes Crucis attollamus" di Adamo di san Vittore.

Se san Tommaso d'Aquino è un nome ricorrente per il canto liturgico (suo è anche il popolare ritmo "Adoro te devote latens Deitas") non meno importante per il canto religioso in genere del XIII secolo è quello di San Francesco.

Anzi, si può essere d'accordo sul fatto che a tutto il secolo in questione, le "laudi" francescane (o di ispirazione francescana) costituiscano l'unico fenomeno musicale in Italia in lingua romanza di cui ci sia rimasta traccia. [...]

tratto da: Bruno GALLOTTA, La musica, in Litterae Communionis, anno XV, aprile 1988, p. 151-152.