Istituto "A.Aveta" SUORE DOMENICANE DI POMPEI

     Scheda Vincenzo Le Q.L.

Santi Andrea Dung Lac e Pietro Truong Van Thi - Sacerdoti e Martiri (21 Dicembre)

+ Hanoi, Tonchino-Vietnam, 21 dicembre 1839

Nella regione del Tonchino, Annam e Cocincina - ora Vietnam - ad opera di intrepidi missionari, risuonò per la prima volta nel sec. XVI la parola del Vangelo.

Il martirio fecondò la semina apostolica in questo lembo dell'Oriente. Dal 1625 al 1886, salvo rari periodi di quiete, infuriò una violenta persecuzione con la quale gli imperatori e i mandarini misero in atto ogni genere di astuzie e di perfidie per stroncare la tenera piantagione della Chiesa.

Il totale delle vittime, nel corso di tre secoli ammonta a circa 130.000.

La crudeltà dei carnefici, non piegò l'invitta costanza dei confessori della fede: decapitati, crocifissi, strangolati, segati, squartati, sottoposti a inenarrabili torture nel carcere e nelle miniere fecero rifulgere la gloria del Signore, "che rivela nei deboli la sua potenza e dona agli inermi la forza del martirio" (M. R., prefazio dei martiri).

Giovanni Paolo II, la domenica 19 giugno 1988, accomunò nell'aureola dei santi una schiera di 117 martiri di varia nazionalità, condizione sociale ed ecclesiale: sacerdoti, seminaristi, catechisti, semplici laici fra cui una mamma e diversi padri di famiglia, soldati, contadini, artigiani, pescatori.

Un nome viene segnalato: Andrea Dung-Lac, presbitero, martirizzato nel 1839 e beatificato nel 1900 anno giubilare della redenzione da Leone XIII. Il 24 novembre è il giorno del martirio di alcuni di questi santi. (Mess. Rom.)

Emblema: Palma

Martirologio Romano: Ad Hanoi nel Tonchino, ora Viet Nam, passione dei Santi Andrea Dung Lac e Pietro Tru?ng Van Thi, sacerdoti e martiri, che conclusero con la decapitazione il loro combattimento rifiutando l’ordine di oltraggiare la croce. La loro memoria si celebra il 24 novembre.

Andrea Dung Lac

Nacque nella provincia di Bac-Ninch, da genitori pagani e così poveri che se ne disfecero volentieri, vendend
olo ad un catechista.

Questi lo condusse alla missione di Vinh-Tri, dove fu battezzato, istruito e dopo otto anni promosso catechista.

Trascorsi altri dieci anni con buona riuscita nella sua attività, intraprese gli studi teologici, coronati, il 15 marzo 1823, con l'ordinazione sacerdotale.

Parroco in varie parrocchie, si trovava da ultimo in quella di Ké-Dam, quando, distruttagli la casa dai pagani, fu obbligato a ritirarsi a Ké-Sui, donde si recava presso le varie cristianità per amministrare i Sacramenti.

Là fu arrestato la prima volta e condotto alla prefettura di Ly-Nham, ma fu riscattato dalla generosità dei cristiani che offrirono al mandarino tre verghe di argento.

Allora, per poter continuare i suoi ministeri, cambiò il nome di Dung in quello di Lac, passò in un'altra prefettura e diede libero sfogo al suo zelo, spingendosi audacemente nelle pericolose province di Hanoi e di Nam-Dinh e riportandone un amaro rimpianto:

«Quelli che muoiono per la fede, salgono al cielo; noi, invece, ci nascondiamo continuamente, spendiamo denaro per sottrarci ai persecutori! Varrebbe meglio lasciarsi arrestare e morire! ».

Fu esaudito nel suo desiderio quattro anni dopo, il 10 novembre 1839, mentre si trovava a Ké-Song, dove fu scoperto nella casa del Beato Pietro Thi, dal sindaco Phap, che finì col lasciarlo libero dietro versamento di duecento pezze d'argento raccolte tra i cristiani.

Libertà brevissima, perché, salito sulla barca per attraversare il fiume, mentre stava per raggiungere l'altra riva si trovò in difficoltà e tese la mano per essere aiutato a scendere a terra.

Chi lo soccorse era il segretario del prefetto che lo riconobbe esclamando:

«Ho preso un maestro di religione! ».

Arrestato e condotto nella prigione di Hanoi (16 novembre 1839), ebbe a subire vari interrogatori e vari inviti ad apostatare e a calpestare la croce; ma, restando fermo nella professione della sua fede, venne condannato alla decapitazione. Approvata dal re, la sentenza fu eseguita il 21 dicembre 1839.

Fu beatificato il 27 maggio 1900. (Autore: Celestino Testore)

Pietro Thi

Nato da umile famiglia cristiana nel 1763 a Ké-So, nella provincia di Hanoi, il Thi era divenuto catechista nel
1796, quindi per la sua ardente carità ed il suo vivo zelo religioso gli era stato consentito d'ascendere al sacerdozio, ricevendo infatti l'ordinazione sacra il 22 marzo 1806.

Assegnato dapprima alla cristianità di Song-Chay, venne poi trasferito, nel 1832, a Ké-Song, dove, nonostante le sue malferme condizioni di salute, si adoperò sempre instancabilmente in favore dei fedeli affidati alle sue cure spirituali.

Da sei anni ormai il Thi esercitava il suo ministero sacerdotale a Ké-Song, quando il capo di quel villaggio, il pagano Phap, che sino allora non aveva molestato in alcun modo i cristiani locali, pensò bene di farlo arrestare, più per cupidigia di denaro che in odio alla religione cattolica; venuto infatti a sapere, il 10 novembre 1839, che un altro sacerdote, Andrea Dung detto anche Lac, si era recato dal Thi per confessarsi, ordinò che venissero entrambi catturati nella segreta speranza di ottenere dai cristiani del paese una forte somma di denaro, in cambio della libertà dei due ministri di Dio.

Essendo stata però versata solo metà della somma richiesta, fu liberato soltanto il Dung, che si era incaricato di andare a reperire il resto, ma l'improvvisa notizia della sua cattura da parte del mandarino sottoprefetto della provincia spaventò talmente il Phap, il quale, temendo di vedere smascherata la sua venalità, ordinò l'immediato invio del vecchio Thi a Binh-Luc, dov'era stato intanto portato Andrea Dung.

Quivi furono ambedue ripetutamente interrogati dal mandarino locale e istigati insistentemente ad apostatare calpestando la croce, proposta che entrambi respinsero con orrore, dichiarando di preferire senz'altro la morte.

Condotti infatti ad Hanoi, furono chiusi in carcere in attesa della sentenza reale recante la loro condanna alla decapitazione, che, giunta il 21 dic. 1839, venne eseguita quel giorno stesso. Il corpo del Thi potè essere ricuperato, e portato a seppellire nel suo paese natale di Ké-So.

Il missionario francese Jeantet, che aveva conosciuto personalmente il martire nel 1835 a Ké-Song, così scriveva di lui in una lettera del 13 aprile 1840 al Girod, vicario generale della diocesi di Saint-Claude: « La grazia ha trionfato su tutte le debolezze umane e ha dato al suo carattere docile una forza che non era nella sua natura». (cf. An-nales de la Propagation de la Foi, XIV [1842], pp. 409-426). Beatificato da Leone XIII il 27 maggio 1900, il Thi viene commemorato il 21 dicembre. (Autore: Niccolò Del Re)

Giaculatoria. - Santi Andrea Dung Lac e Pietro Truong Van Thi, pregate per noi.  

Santi Martiri Vietnamiti (Andrea Dung Lac e 116 compagni)

La storia del cattolicesimo in Vietnam, iniziò nel secolo XVI con padre Alessandro de Rhodes, missionario francese, considerato il primo apostolo di questa giovane Chiesa asiatica, allora divisa un tre distinte regioni: Tonchino, Annam e Cocincina.

Ma dal 1645 quando padre de Rhodes fu espulso, ci fu tutto un sopravvenire di persecuzioni, alternate da periodi di pace, in cui i missionari di varie Congregazioni si stabilizzavano nelle regioni, rincuorando i fedeli e soprattutto istituendo le "Case di Dio" per la formazione del clero locale e dei catechisti.
Dal 1645 al 1886, si ebbero ben 53 editti contro i cristiani con la morte di circa 113.000 fedeli.

Durante il regno di Minh-Manh (re dal 1821), la persecuzione divenne spietata, condannando a morte anche chi osava solo nascondere i cristiani; altro re particolarmente contrario fu Tuc-Dúc che regnò dal 1847 al 1883, il quale profondamente avverso alla politica coloniale francese, odiava tutto ciò che fosse europeo, non distinguendo la politica dalla religione; stabilì che chi collaborava alla cattura di un missionario riceveva 300 once d’argento, mentre il missionario, dopo avergli spaccato il cranio, doveva essere gettato nel fiume.

I sacerdoti locali ed i catechisti stranieri venivano sgozzati, mentre ai catechisti locali veniva impressa sulla guancia la scritta “Ta dao” che significa “falsa religione”, additandoli così al pubblico disprezzo; i semplici fedeli cristiani potevano aver salva la vita se calpestavano la croce davanti al giudice.
Inoltre davanti alla fermezza nella fede dei cristiani, ne ordinò la dispersione, separando i mariti dalle mogli ed i figli dai genitori, esiliandoli in regioni lontane in mezzo ai pagani, confiscando tutti i loro beni.

Di questa miriade di martiri, eroi della fede, la Chiesa ne ha beatificati un certo numero negli anni: 1900 da Leone XIII, 1906 e 1909 da Pio X, 1951 da Pio XII; di questi 117 sono stati proclamati santi da papa Giovanni Paolo II il 19 giugno 1988, così suddivisi: 8 vescovi, 50 sacerdoti, 59 laici; 96 sono vietnamiti, 11 spagnoli, 10 francesi; fra i laici vi sono 16 catechisti, una mamma, 4 medici, 6 militari, molti padri di famiglia.

Il capolista dei 117 martiri è Andrea Dung-Lac prima catechista e poi sacerdote vietnamita. Nacque nel 1795 da genitori pagani ma così poveri che se ne disfecero volentieri vendendolo ad un catechista, visse alla missione di Vinh-Tri, dove fu battezzato, istruito e diventando anche catechista; continuò
gli studi teologici e il 15 marzo 1823 fu consacrato sacerdote, nominato parroco in varie zone, alla fine fu arrestato più volte durante la persecuzione del re Minh-Manh, ogni volta fu riscattato presso i mandarini, dai cristiani locali, continuando, pericolosamente per lui, l’apostolato fra i fedeli e amministrando i sacramenti.

Arrestato ancora una volta il 10 novembre 1839 dal sindaco di Ké-Song, fu rilasciato dietro il pagamento di 200 pezze d’argento raccolte fra i cristiani, ma mentre attraversava il fiume in barca per allontanarsi, ebbe delle difficoltà per cui fu aiutato a scendere a terra sull’altra sponda; chi l’aiutò era il segretario del prefetto che riconosciutolo esclamò: “Ho preso un maestro di religione!”.

Condotto nella prigione di Hanoi il 16 novembre 1839, fu sottoposto a snervanti interrogatori e invitato più volte ad apostatare e calpestare la croce, ma essendo restato fermo nella sua fede venne condannato alla decapitazione, sentenza eseguita il 21 dicembre 1839.
È stato posto come capolista nel calendario liturgico, sia per il culto che gode nel suo Paese, sia per l’esempio luminoso dato durante la sua vita. Gli altri 116 santi martiri nel Tonchino (Vietnam) hanno ognuno una storia edificante del loro martirio, compiutasi in luoghi e date diverse, ma accomunati nella gloria dei santi. Non è possibile in questo spazio elencarli tutti, riporto solo i nomi degli otto vescovi: Geronimo Hermosilla, Valentino Berrio-Ochoa, Domenico Henares, Ignazio Delgado Cebrián, Giuseppe Maria Diaz Sanjurjo, Melchiorre Garcia Sampredo Suárez, tutti domenicani e Pietro Rosa Orsola Borie, Stefano Teodoro Cuenot delle Missioni Est
ere di Parigi.

Si riportano di seguito i nomi dei 117 santi martiri, prima i vescovi, seguono i sacerdoti e poi i laici tonchinesi o vietnamiti.

Vescovi:
Domenico Henares, Ignazio Delgado Cebrián, Giuseppe Maria Diaz Sanjurjo, Melchiorre García Sampredo Suarez, Hieronymo Hermosilla, Valentino Berrio-Ochoa, tutti domenicani e Stefano Teodoro Cuenot, Pietro R
osa Ursula Borie, delle Missioni Estere di Parigi.

Sacerdoti domenicani:
Francesco Gil de Federich, Matteo Alonso Leciniana, Giacinto Castañeda, Vincenzo Lê Quang Liêm, Vincenzo Do Yen, Giuseppe Fernandez, Domenico Nguyen Van Hanh, Pietro Nguyen Van Tu, Domenico Tuóc, Tommaso Dinh Viet Du, Domenico Nguyen Van Xuyen, Giuseppe Do Quang Hien, Domenico Trach, Domenico Mau, 
Giuseppe Tuan, Pietro Almato Ribera.

Sacerdoti Terziari domenicani:
Domenico Cam, Tommaso Khuong.

Sacerdoti delle Missioni Estere di Parigi:
Francesco Isidoro Gagelin, Giuseppe Marchand, Giovanni Carlo Cornay, Francesco Jaccard, Jean-Louis
Bonnard, Pietro Francesco Néron, Teofano Vénard.

Sacerdoti diocesani tonchinesi:
Andrea Dung Lac, Emanuele Nguyen Van Trié, Giovanni Dat, Pietro Le Tuy, Pietro Nguyen Bá Tuan, Bernardo Vu Van Due, Giacomo Do Mai Nam, Giuseppe Dang Dinh Vien, Vincenzo Nguyen Thé Diem, Pietro Vo Dang Khoa, Pietro
Truong Van Thi, Paolo Pham Khac Khoan, Luca Vu Ba Loan, Paolo Nguyen Ngan, Giuseppe Nguyen Din Nghi, Martino Ta Duc Thinh, Poeto Khanh, Filippo Phan Van Minh, Lorenzo Nguyen Van Huong, Paolo Lé Bao Tinh, Paolo Lé Van Loc, Pietro Doan Cong Quy, Pietro Nguyen Van Luu, Giovanni Doan Trinh Hoan.

Laici cristiani vietnamiti:
Tommaso Tran Van Thién, Emanuele Le Van Phung e altri 57 martiri, dei quali 10 erano terziari domenicani.

La comune festa liturgica dei 117 martiri del Tonchino (Vietnam), fu fissata al 24 novembre, con memoria singola per alcuni di essi, specie per quelli appartenenti a Congregazioni Missionarie.

Giaculatoria. - Santi Martiri Vietnamiti, pregate per noi.