L'attività musicale nelle Opere - Istituto Aveta

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L'attività musicale nelle Opere

Il Santuario > Bartolo Longo

La Banda Musicale: una tradizione ininterrotta
Ancora oggi i nostri ragazzi vengono avviati allo studio della musica strumentale
"Tanto nomini nullum par elogium"; sì, proprio così bisogna dire del Beato Bartolo Longo, perché la sua grande Anima, come un vulcano, ha saputo dare alla Chiesa ed al mondo civile delle Istituzioni tali da superare ogni umana aspettativa: il Santuario, le Scuole, i laboratori, la tipografia, gli asili… la "Banda Musicale", quella che formerà l’oggetto del presente articolo.
Parlare della Banda dell’Istituto Bartolo Longo di Pompei, è come ricordare le glorie della grande
Famiglia Pompeiana, e le tante gioie delle numerose cittadine campane e pugliesi che hanno ascoltato i giovani e giovanissimi suonatori dell’Istituto.
Quando Bartolo Longo mise mano alla fondazione di un istituto per ragazzi, superando le non poche difficoltà di locali, attrezzature, maestri d’arte, educatori… volle allinearsi ai grandi esemplari della storia ecclesiastica, quali S. Giuseppe Calasanzio, S. Giovanni Battista de la Salle, S. Giovanni Bosco, e, come loro, intese dar vita a delle istituzioni che avessero, come programma, l’<<Ora et labora>> del grande S. Benedetto.
Dopo l’adempimento dei doveri religiosi del mattino, i ragazzi trascorrevano molte ore della giornata nei laboratori, dove imparavano un mestiere per affrontare dignitosamente la vita di domani. Affinché l’educazione dei giovani avesse un tutto armonico, e la crescita morale e civile fosse armonizzata con quella professionale, Bartolo Longo volle inserire nell’orario l’educazione fisica, il gioco, le competizioni sportive, il saggio ginnico.
Ma ciò che forse ha dato più spicco e risalto all’Istituto, è precisamente la "Banda Musicale" che il Fondatore volle e curò fin dal primo inizio dell’Opera. Sono 20/25 frugoletti della 4/5 elementare che costituiscono il "Primo Complesso Musicale" di Pompei, complesso che via via, negli anni, ha raggiunto la ottantina di elementi. Gli alunni, stando nell’Istituto fino all’apprendimento del mestiere, giovani maturi e robusti, potevano dar fiato ad ogni tipo di strumento, e dedicare allo studio della musica, ben due ore al giorno.
Per questo fatto, e soprattutto per la presenza del valente maestro Tortolano, la Banda ha raggiunto una bravura tale, da meravigliare valenti professionisti in materia. Ne è evidente prova l’archivio musicale, ricchissimo, e quanto mai vario di musica dei più noti compositori.
La Banda rallegrava e completava le varie feste nell’interno dell’Istituto; nei giorni della Supplica, di buon mattino, faceva il giro della Città, per dare inizio festoso al "grande giorno"; richiesta, dava concerti nelle città vicine, lasciando, ovunque, un ottimo ricordo e tanta meraviglia, come, dei "giovanissimi" potessero fondersi in un tutto armonico e di alta classe.
Come un valente pittore, per dare risalto e completezza alla sua opera, sceglie una cornice adatta; come lo scultore studia il piedistallo confacente alla statua di sua creazione, così, il nostro Beato, pensava della Musica in un complesso educativo, tanto eterogeneo, e "sui generis" quale poteva essere la raccolta, qui a Pompei di gioventù carente di affetto familiare, traumatizzata, forse, da fatti di violenza, privi di sostegno paterno e forse, anche materno.
E proprio all’insegnamento musicale, ed alla pratica dei vari strumenti, il geniale Bartolo Longo ricorre, onde ammorbidire i lineamenti duri ed incivili dei giovani accolti nel Suo Istituto.
Egli, abile suonatore e cultore di musica, precorre di diversi lustri gli attuali programmi ministeriali che vogliono l’educazione musicale nell’orario scolastico, e, da santo geniale e volitivo, non bada a
spese, pur di attrezzare la ben capiente "Sala di Musica", ricca di un centinaio di strumenti, tutti in piena efficienza.
Anche oggi, sull’esempio del Fondatore, lo studio della musica strumentale si inizia in tenera età, e le primissime leve della Scuola Media si esercitano, giornalmente, sotto la guida del caro Maestro De Honestis, tanto che per la prossima Pasqua, qualche elemento più bravino avrà la gioia di far parte della "Grande Banda" dell’Istituto che oggi, conta una sessantina di elementi. Certo le nuove "reclute", muovono i primi passi, non hanno al loro attivo l’esperienza dei veterani; però la sostanza, l’impegno e l’assiduità potranno dar presto i loro buoni frutti.
Suonare nella Banda, dare concerti, essere ascoltato ed applaudito… quante belle emozioni, soprattutto, quante sane ed umane aspirazioni di questa nostra Gioventù che "mira ed è mirata" – e in cor s’allegra".
Studiare ed eseguire le "Opere" dei grandi musicisti, di cui è ricchissima la nostra Patria, e quindi gustare le belle soavi melodie, è come un balsamo gustoso per le giovanissime anime, oggi, tanto insidiate da mode perverse ed avvilenti. La musica, quella che costituisce uno dei maggiori vanti dell’Italia nostra, la musica classica e sacra, quella che aveva nell’animo il nostro Beato Fondatore, quella che nel corso dei secoli ha rallegrato ed educato innumerevoli generazioni, quella, e non altra, entra nel piccolo repertorio della Banda dell’Istituto.
La musica è compostezza, eleganza, armonia; la musica è capace di commuovere, di esaltare; la musica deve educare l’animo all’equilibrio, all’ardimento; la musica riposa, distende, e tutto deve portare a buon fine.
Proprio per questo, Bartolo Longo ha voluto che dirimpetto al trono della Vergine SS. Vi fosse un maestoso organo, monumentale, per la forma e per il contenuto numerico dei registri, per cantare le lodi del Signore e della Sua e nostra Madre carissima; ed un campanile tale, che potesse avere un concerto di campane per spandere il suono armonioso nella vasta Valle di Pompei.
(Da: Il Rosario e la Nuova Pompei – Anno 97 – n. 3 – Marzo 1981 – Autore: Silvestro Deodati)
In alto: una gustosa immagine dell’Archivio del Santuario di alcuni allievi della Banda Musicale.


1985: Anno Europeo della Musica
L'attività musicale nell'Opera Pompeiana
Una geniale intuizione pedagogica del nostro Fondatore, ha promosso l'amore per la musica nei nostri Istituti

Il 1985 è stato proclamato l'Anno Europeo della musica, secondo la proposta fatta dal Parlamento di Strasburgo già nel 1980 e accolta successivamente dalla CEE e dal Consiglio D’Europa.
L’importante proclamazione, è stata suggerita dalla straordinaria concentrazione di ricorrenze centenarie di sommi compositori. Le manifestazioni celebrative sono state aperte ufficialmente
il 1° gennaio 1985 con il tradizionale Concerto di Capodanno dei Wiener Philarmoniker diretti dal bravo Lorin Maazel e si stanno diffondendo in tutte le grandi e piccole città dei 24 Paesi Europei che hanno aderito all’iniziativa. La CEE ha anche messo a disposizione dei fondi per finanziare alcuni progetti, ma la maggior parte delle iniziative le hanno programmate e le stanno finanziando le singole nazioni. E, da quanto è dato sapere, esse riguardano tutti i settori della musica popolare. Due date vedranno infine celebrazioni contemporanee in tutta Europa: il 21 giugno, "Festa della Musica" e il 28 settembre, quando ci sarà un grande raduno di ben 20.000 coristi in Piazza S. Pietro per la S. Messa celebrata da Giovanni Paolo II.
Bartolo Longo e la Musica
A questo punto il lettore abituale de "Il Rosario e la Nuova Pompei" si chiederà cosa possano significare tali notizie su un bollettino come questo.
La risposta è semplice e deriva dal fatto che qui a Pompei, all’ombra del Santuario, la musica è
stata sempre amata, insegnata, coltivata, eseguita e privilegiata. E, come vedremo, non c’è stato bisogno di aspettare l’Anno Europeo per spronare a fare quello che da sempre si è fatto.
Il primo a volere in auge l’arte musicale fu lo stesso Bartolo Longo, se è vero, come è vero, che Egli la privilegiò fino al punto di inserirla tra le attività più importanti degli Istituti da lui fondati. "Il sentimento estetico viene coltivato mediante la musica sia vocale che strumentale – egli scriveva -. In essa i fanciulli e le fanciulle non solo trovano distrazione alla monotonia dello studio e dei lavori cui attendono, ma soprattutto un validissimo mezzo per educare ed ingentilire il cuore". Nella sua intuizione educativa il Beato precorreva di un buon mezzo secolo i programmi statali della scuola dell’obbligo, che hanno inserito l’Educazione Musicale nell’orario scolastico soltanto nel 1962.
Egli inoltre fu ammiratore devoto della Patrona della musica, S. Cecilia, alla quale dedicò il suo primo lavoro letterario pubblicandone la Vita. Egli fece anche erigere un altare in suo onore nella basilica, ne fece affrescare le sembianze sotto la volta della cantoria dal pittore Paliotti. Infine egli la pose a protettrice e modello sia delle fanciulle che giornalmente cantano nella basilica, sia dei ragazzi che coltivano in modo speciale quest’arte; protettrice e modello nell’arte e nella via verso la santità.
Il canto liturgico e la Musica Organistica
Dopo Bartolo Longo è stata sempre somma cura dei responsabili del Santuario provvedere alla nomina di valenti organisti ed ottimi maestri per il canto sacro e di esperti istruttori e direttori del complesso Bandistico dell’Istituto maschile.
Il primo organista della basilica fu il M° Giacinto Liucci. Era molto caro a Bartolo Longo. La sua scuola di canto cominciava con le bambine dell’asilo e terminava con le giovani delle ultime classi delle scuole superiori. Scrisse musica adatta alla sua scuola ed alle necessità del nascente Santuario ed arricchì man mano il repertorio seguendo i desideri del "Signor Commendatore".
La piccola Amalia Serena, una delle prime alunne accolte nelle Opere Pompeiane e che a tre anni aveva cantato già degli assolo, rimase nella scuola di canto fino a quando ebbe 80 anni e più, finché, ritiratasi nell’infermeria, nel suo 85° anno passò a cantare in cielo le glorie della SS. Vergine.
Il M° Liucci morì nel 1908. Ora una lapide marmorea lo ricorda ai posteri.
Altro celebre organista e direttore del Coro è stato il M° Luigi Ferrari Trecate. Buon compositore ed eccellente pianista, usava organizzare anche le feste onomastiche del "Commendatore". Rimasero celebri alcune sue tarantelle e serenate, ripetute più volte durante il suo soggiorno pompeiano. Breve, purtroppo, perché, toccati più ambiziosi traguardi, dovette recarsi a Parma a dirigere il locale Conservatorio.
Passò per Pompei anche il M° Marziano Perosi, fratello del più celebre Lorenzo, l’indimenticabile direttore della Cappella Pontificia Sistina in Roma. Memorabile, durante la sua permanenza, è rimasta l’esecuzione della Messa a quattro voci dispari "Benedicamus Domino" del fratello Lorenzo, avvenuta nella chiesa del Gesù Nuovo di Napoli ed accompagnata dall’orchestra del teatro S. Carlo.
Poi ci fu il M° Egisto Giovannetti, organista sensibile e fine compositore. Durante il suo soggiorno il Coro raggiunse, forse, le vette più alte. Accettando poi l’incarico di professore di organo al Conservatorio di Bogotà in Colombia, egli fu costretto, non senza rimpianti, a lasciare la direzione musicale del Santuario e l’Italia.
Gli subentrò il M° Giuseppe Fugazzola, altro valente organista, compositore e direttore. Durante la sua permanenza fu inaugurata la cupola e, per questa solenne circostanza, egli scrisse delle eccellenti musiche.
Arriviamo così all’attuale organista, il M° Fratel Nicolino Sicignano, dei Fratelli delle Scuole Cristiane. Egli è al servizio liturgico del Santuario fin dal 1975. Sono quindi ben 28 anni che dispensa la sua arte e fa sentire la sua valentia alle innumerevoli schiere di fedeli che giornalmente frequentano il Santuario. A lui dobbiamo le notizie qui riportate.
Egli ha vissuto, si può dire, tutta la storia del Santuario, sia perché pompeiano di nascita, sia perché ha svolto molta parte del suo apostolato scolastico presso il locale Istituto Bartolo
Longo, dove risiede ed esercita ancora la sua attività artistica alla bella età di 82 primavere, portate con buona salute e francescana semplicità. Mitezza e semplicità che sembrano improvvisamente scomparire quando, seduto alla tastiera del monumentale organo, fa vibrare in tutta la sua potenza le 8.000 canne disposte nei due corpi che costituiscono l’attuale grandiosa struttura e situata sul portale e nella cupola.
L’organo odierno è quello rinnovato ed ampliato nel 1950, in occasione del 3° Giubileo della venuta della prodigiosa immagine della Madonna a Pompei (1875 – 1950), opera della fabbrica Mascioni di Cuvio (VA).
La cantoria con il davanzale barocco sormontato da una gelosia ricca di artistici intagli e dorature, non fu toccata ed è quella primitiva dovuta ai celebri ebanisti fratelli Rispoli di Castellammare di Stabia.
Il Coro Polifonico Pompeiano
Svolge la sua attività artistica presso il Santuario anche il Coro Polifonico Pompeiano, costituitosi in quest’ultimo decennio e diretto attualmente dal M° D. Franco Di Fuccia.
Il complesso bandistico dell’Istituto Bartolo Longo
L’altra impegnativa attività musicale che è andata di pari passo con quella liturgica della Basilica è rivolta ai ragazzi dell’Istituto maschile ed al Complesso Bandistico da loro formato. Purtroppo esso è come la fenice, destinato a continua rinascita perché ogni anno escono i migliori elementi ed entrano i piccoli alle prime armi, in una perenne ricostruzione. Ma ciò non impedisce il raggiungimento dello scopo educativo, che è la meta primaria, non disgiunta, tuttavia, da apprezzabili risultati suscitatori di ammirazione e compiacimenti lusinghieri.
Gli artefici principali di tali traguardi sono sicuramente i Maestri preposti a questo delicato settore.
Primo fra tutti in ordine di tempo fu Giovan Battista Tortolano. Egli riuscì a portare negli anni Venti il Complesso Bandistico ad una fierezza invidiabile, testimoniata da un repertorio ricchissimo e quanto mai vario, che andava dalle sinfonie delle più celebrate opere di Rossini, Verdi, Bellini, Dinizzetti, alle fantasie da lui stesso tratte e orchestrate dalle Opere.
Altri Maestri eccellenti sono stati Francesco D’Andria, Antonio Capasso fino all’attuale, Giuseppe De Honestis, cui spetta il compito arduo di perpetuare gli allori dei suoi predecessori, ma con ragazzi sempre più piccoli. I successi però, lo ripagano ampiamente delle fatiche che affronta con disponibilità totale, con competenza indiscussa e stile signorile.
Accanto ai Maestri non possono essere dimenticati i pazienti ed appassionati istruttori religiosi che si sono succeduti negli anni ed hanno affiancato l’opera dei Maestri Direttori. Parliamo qui di Fratel Ottavio Rinaldi, del fine violinista Fratel Silvano Tommasi, divenuto religioso quando aveva già assaporato i successi dell’Arena della sua Verona e suonato con i più celebri direttori d’orchestra del suo tempo. E giù, giù, fino all’attuale Fratel Silvestro Deodati, Al quale chiediamo:
- Come è possibile costituire un complesso bandistico apprezzabile di circa 70 ragazzi costretti come siete ad inserire ogni anno elementi nuovi ed inesperti?
- È un miracolo possibile solo con tanta passione, tanto amore, tanta pazienza e costanza da
parte mia e degli altri istruttori, il M° Carmine Artone, i Signori Bezzeccheri e Coppola. Ci sorregge molto anche la convinzione di fare un’opera altamente meritoria ed utile a questi ragazzi.
- A che età li fate entrare propriamente nella Banda, sicuri che rechino un apporto positivo?
- I ragazzi iniziano in prima media lo studio basilare della teoria; poi, a seconda delle loro inclinazioni, ma soprattutto della loro costituzione fisica e delle capacità dimostrate, si affida loro uno strumento in modo tale che, più o meno, siano ricoperti tutti i ruoli necessari.
Dopo circa un anno di esercizio quotidiano di un’ora tutti sono in grado di unirsi agli altri e di contribuire alla buona riuscita delle esecuzioni.
- E dove avvengono queste esecuzioni?
- La maggior parte di esse avvengono qui a Pompei, nelle diverse manifestazioni dell’Istituto e nelle principali feste del Santuario. Ma non mancano occasioni per andare fuori. Ultimamente, per esempio, siamo andati a Lamezia Terme per un concorso di carattere scolastico (e, debbo dire senza falsa modestia, che siamo andati molto bene, tanto da partecipare alla finale nazionale che si è tenuta nello scorso marzo a Chiusi); come pure, nello scorso dicembre, fummo invitati e partecipammo ad uno spettacolo della TV di Napoli "Canale 21". Riceviamo poi tanti inviti che purtroppo non possiamo accettare sia perché i ragazzi debbono pensare alla scuola, e sia perché il più delle volte si riferiscono a date in cui essi sono in vacanza presso le rispettive famiglie.
Un pensiero coro, ancora una volta, a Bartolo Longo, può servirci ottimamente per concludere e far riflettere tutti, musicisti e non, intonati e stonati…
Lo riassumiamo così:
Il piccolo flauto fa certamente meno rumore della grancassa, ma, senza di esso, il concerto sarebbe incompleto. Allora quello che conta non è suonare più o meno forte, ma nel miglior modo possibile. Questo è il dovere di tutti.
Questa è la nostra "partitura"!
(Fr. Rodolfo Meoli)
Il Coro Pompeiano canta nella Basilica di Dan Pietro (29.12.2015)
Misericordes sicut Pater… in aeternum misericordia eius.
Il 13 novembre 2015, l’Arcivescovo Tommaso Caputo ha aperto la Porta Santa del Santuario "accompagnato" dal canto orante del Coro Pompeiano che ha intonato l’Inno del Giubileo della Misericordia con le parole del Figlio che ci indica come modello Dio Padre. La gioia della rivelazione della infinita misericordia di Dio, che Papa Francesco ci invita a sperimentare con la proclamazione dell’anno giubilare straordinario, ci immerge in un’atmosfera intensa di comunione spirituale con i fratelli e ci introduce alla contemplazione del Mistero dell’Incarnazione.
La preghiera si scioglie in canto di lode a Dio Amore e unisce i cuori in accenti di esultanza.
Con queste emozioni, ripetendo l’esperienza già vissuta del Giubileo del 2000, il Coro Pompeiano, dopo aver animato le celebrazioni natalizie, il 28 dicembre ha iniziato il pellegrinaggio verso la porta Santa della Basilica di San Pietro e delle Basiliche maggiori di Roma, cantando e pregando lungo i percorsi penitenziali insieme ai pellegrini provenienti da ogni parte del mondo e partecipando alla celebrazione eucaristica nella Basilica di Santa Maria in Vallicella.
Nel cammino verso San Pietro, partendo da Castel Sant’Angelo e percorrendo in meditazione e
preghiera cantata le tappe lungo Via della Conciliazione, il gruppo è stato accolto dall’abbraccio del Colonnato del Bernini e ha attraversato la Porta Santa, intonando l’inno giubilare. Percorrendo la navata centrale, si gustano la serenità e la pace che invadono l’intimo nell’avvicinarsi a Gesù Crocifisso.
L’esortazione "Siate dunque misericordiosi come il Padre vostro è misericordioso" acquista una forza ed una pregnanza tali da trasformare e convertire il cuore e riempire di senso le proprie scelte esistenziali.
Inaspettato è giunto l’invito ad animare, il giorno 29 dicembre, con i canti natalizi, la Celebrazione Eucaristica delle ore 17 nella Basilica di San Pietro. Per i coristi e il loro direttore ha rivestito il significato speciale di un rinnovamento della "chiamata" particolare alla preghiera in canto e di una richiesta di confermare la disponibilità e l’impegno nel servizio per la Liturgia che da decenni caratterizza questo gruppo corale.
La benedizione del Papa all’udienza di mercoledì 30 dicembre, con l’esortazione ai cori presenti a non stancarsi mai di innalzare canti di gioia al Signore, ha infuso rinnovato entusiasmo e ha donato a questo pellegrinaggio il senso della conferma di una vocazione.
(Autore: Giovanna Giordano)
Prima foto: La ormai famosa banda dell’Istituto Bartolo Longo
Seconda foto: L’Organista Fratel Nicolino accompagna Mario Del Monaco in un suo "omaggio" alla Madonna di Pompei
Terza foto: L’affermato "Coro Pompeiano"

Quarta foto: Fratel Nicolino Sicignano (1903-1989) figlio di S. Giovanni Battista de La Salle. A Pompei Egli, nel Suo lungo servizio al Santuario, prima come insegnante di canto e poi come organista.

Quinta foto: Il "Coro" dell’Orfanotrofio femminile, fedele e diligente nel servizio liturgico in Santuario

Sesta foto: "26 aprile 1983" Invito del Parroco di S. Flaviano in Montefiascone (VT), ai ragazzi della Banda musicale dell'Istituto B.L.
Settima foto: Il preziosissimo e monumentale organo plurifonico del Santuario di Pompei
Ottava foto: Il Coro nella Basilica di San Pietro anima la celebrazione del 29 dicembre 2015, guidato dal Maestro don Francesco Di Fuccia. I nostri cantori impreziosiscono con la loro voce tutte le funzioni religiose in Santuario.


1894-1994 Centenario del Complesso Bandistico "Bartolo Longo"
Il 27 maggio del 1894 nasceva il primo nucleo della Banda musicale dell’Istituto "Bartolo Longo".
Una ventina di piccoli suonatori, alcuni così che a stento sollevavano i propri strumenti, sotto la guida del bravo e paziente Maestro G.B. Tortolano, si esercitavano in un’ampia e luminosa sala appositamente allestita.
Più tardi, il Fondatore avrebbe così motivato l’iniziativa: "Ho prescelto mezzi ausiliari di educazione per siffatti monelli lo svolgimento delle forze fisiche e muscolari, come la ginnastica
e gli esercizi militari, il salto, la corsa e i bagni.
Il pianetto militare quindi, ossia l’ampia spianata che è al settentrione dell’Ospizio, è stata per me una soluzione di ogni problema per ottenere che i ragazzi non stiano mai in ozio, o sedersi appartati per raccontarsi le proprie vicende, o sollazzarsi in ricreazione libera: ma sempre occupati e in movimenti, ora a correre e ora a saltar barriere, ora a salir le pertiche, ora a suonare in concerto.
Nel mio metodo educativo è di grandissimo momento il frammezzare la fatica del mestiere, o l’esercizio delle arti meccaniche, con lo studio della Musica, e con l’apprendere l’arte degli strumenti musicali, e col sonare in concerto.
In generale la Musica è per me un elemento dei più rilevanti per la educazione di questa classe di fanciulli.
E perciò la Musica, nella quale questi già cominciano a progredire notevolmente, è entrata nel vasto complesso educativo, onde è frutto il singolare buon andamento dell’Ospizio, perché così
suggerivano la Pedagogia e l’esperienza.
La Pedagogia mi insegnava quali frutti di disciplina, di ordine, di armonia nel volere e nell’operare derivano dall’affiatamento e dalla simultaneità che sono necessari in una Banda musicale.
E m’insegnava altresì che lo sforzo mentale non lieve che gli si deve accompagnare per suonar bene o dividere il tempo, costituiscono l’espediente più sicuro per dare uno sfogo regolato e, diciamo così, ufficiale alla instancabile attività, alla inesauribile vivacità fanciullesca, le quali, senza questa potente valvola di sicurezza, non potrebbero essere in alcun modo infrenate".
Attualmente su cento alunni ben 90 fanno parte della Banda dell’Istituto.
Il Maestro, Franco Federico, è coadiuvato da Rosario Senatore, Amico Morelli, Mauro Caturano istruttori, e dal tecnico Leandro Bezzeccheri, Fratel Silvestro Deodati è, invece, l’"Anima della Banda".
(Autore: Fr. Armando Rapuano)
Prima foto: Foto d'archivio, il complesso bandistico agli albori della sua storia.

Seconda foto: La banda dell'Istituto Bartolo Longo durante l'esecuzione di un concerto in occasione della festa liturgica di Bartolo Longo (5 ottobre).


 
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