
Istituto
"A.Aveta" SUORE DOMENICANE DI POMPEI
La facciata del Santuario di Pompei
Ě costruita a doppio ordine, con portico
a tre arcate, sul modello delle basiliche romane, tutta in travertino del
monte Tifana, in S. Angelo in Formis (Caserta): la stessa pietra servì a Masuccio
Secondo per
la torre di S. Chiara in Napoli (1328) ed a Luigi Vanvitelli per il
palazzo reale di Caserta (1752).
Su progetto del prof. Arch. Giovanni Rispoli, di Napoli, la costruzione fu iniziata il 15 maggio 1893, ed inaugurata il 5 maggio 1901.
Il costo di £. 1.700.000 fu coperto da raccolte, anche minime, tra 4.000.000 persone che da ogni paese risposero all’iniziativa di Bartolo Longo.
Nelle intenzioni del Beato doveva essere, e realmente fu, il plebiscito del mondo per la pace universale.
Essa fu cominciata prima che lo Czar di Russia convocasse le potenze al Congresso dell’Aia.
Bartolo Long
o fu anche
invitato a partecipare al Congresso Internazionale di Glasgow ed i promotori di
esso ne proposero la candidatura al premio Nobel per la Pace.
La proposta fu accantonata perchè avversata da alcuni di ispirazione laicista, ma il Longo fu eletto membro della celebre Howard Association di Londra e socio onorario di molte società filantropiche in Europa ed in America.
L’ordine inferiore del monumento è di stile ionico, decorato da quattro colonne binate di granito rosa, lucidate a specchio nel corpo centrale, e di capitelli marmorei sui pilastri delle arcate. Tra i due ordini corre un fregio di granito con la scritta in lettere cubitali di bronzo:
VIRGINI – SS. ROSARII – DICATUM
L’ordine superiore è di ricco stile
corinzio con colonne binate di granito grigio, cornicione e timpa
no di mensole
scolpite.
Al centro si apre la Loggia Papale, ornata da due preziose colonne in granito di Finlandia, adoperate per la prima volta in Italia e provenienti dall’esposizione di S. Pietroburgo.
Il prezzo delle due colonnine, pattuite all’ordinazione in dollari, fu di fatto pagato, per imposizione dello Czar, in “oro”.
Bartolo Longo non si perse in commenti,
non recriminò, ma non rinunziò alle colonnine, or
mai della Madonna.
E pagò quanto e come venne richiesto, annotando: pagammo con l’oro della Madonna.
Il 21 ottobre 1979, il Papa Giovanni Paolo II, in visita a Pompei, si affacciò dalla Loggia per la recita dell’Angelus e per impartire la benedizione alla folla presente ed al mondo intero.
Si avverava una profezia del Beato:”un giorno, da questa loggia vedremo la bianca figura del rappresentante di Cristo benedire le genti accolte in questa piazza, acclamanti la Pace Universale” (discorso di Bartolo Longo per lo scoprimento della facciata).
A coronamento del finestrone della
loggia, un angelo di bronz
o, e più in alto lo stemma marmoreo di
Leone XIII.
La facciata culmina con la colossale statua della Vergine del Rosario, opera dello scultore Gaetano Chiaramente, ricavata da un solo blocco di marmo di Carrara, del peso di 180 quintali.
In corrispondenza dei due finestroni laterali, in due tondi, sono posti un orologio elettrico a sinistra ed una meridiana sulla destra.
Alle spalle della “Loggia Papale”, in un vastissimo salone, è sistemato l’Archivio Storico Bartolo Longo dove sono custoditi innumerevoli documenti storici.
Nel pronao della Basilica si aprono
quattro nicchie con le statue del beato Luigi Guanella, (Arnaldo Gelli – 1970)
del Beato P. Ludovic
o da Caloria (Arnaldo Gelli – 1970) di Santa Francesca
Saverio Cabrini (Domenico Ponzi – 1970) e San Leonardo
Murialdo, fondatore dei
Giuseppini (Domenico Ponzi – 1970).
Proseguendo sul lato destro si può ammirare l’imponente mole dell’edificio.
L’esterno, tutto in travertino di Tivoli lavorato a massi, poggia sopra una fascia di granito che corre tutt’intorno alla Basilica.
Sono di granito rosa le colonne a sostegno del cornicione e quelle binate della cupola (del peso di 85 quintali ciascuna) e dei cupolini.
La cubatura totale è di 40.000 metri,
La copertura metallica della grande cupola, dei cupolini, dei tetti e delle semicalotte sulle cappelle, richiese kg. 55.000 di rame fornito e messo in opera dalla ditta di Saverio Ascolese della vicina città di Sarno.
La fornitura dei marmi e la loro
lavorazione furono affidate alla ditta Paolo Medici e figlio di Roma.
Intorno, a destra, un ampio giardino di circa 1.500 mq. Che crea un comodo accesso alla Basilica ed alla Cripta.
In questo giardino, trovasi il monumento a San Massimiliano Maria Kolbe, opera di Tarcisio Musto, frate minore conventuale, inaugurato il 16 ottobre 1976, ed uno dei cinque angeli (opera del Cepparulo) che erano sul trono originario della Madonna nel 1887.
![]()