La Vergine ad Aprile - Istituto Aveta

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La Vergine ad Aprile

Tit.Mariani

*Vergine della Rivelazione

(12 aprile)
Il mio corpo non poteva marcire e non marcì. Con questa terra di peccato opererò potenti miracoli per la conversione degli increduli. Le Ave Maria che voi dite con fede e con amore sono tante frecce d'oro che raggiungono il Cuore di Gesù.
Il messaggio contenuto in questa pagina è una versione ridotta dell'originale. La versione completa del segreto affidato a Bruno Cornacchiola è depositato nell'Archivio della Congregazione per la Dottrina della Fede in Vaticano. Esiste una copia di questo messaggio, copia che è stata ritrovata negli appunti di Bruno insieme ad altri messaggi sempre della
Vergine della Rivelazione. Questi scritti sono stati pubblicati in un bellissimo libro, curato dal giornalista Saverio Gaeta e pubblicato dalla Salani editrice. Vi invito ad acquistarlo. Per altre informazioni su questo libro, cliccate sul link qui sotto.
... E in mezzo a questa luce soprannaturale, vedo un masso di tufo. Sollevata in aria, sopra quel masso, vedo con stupore ed emozione che appena si possono sopportare, una figura di Donna di Paradiso.
E' in piedi.
Il mio primo istinto è di parlare, gridare, ma la voce mi muore in gola. Sul masso di tufo, non al centro della Grotta ma alla sinistra di chi guarda, proprio dove stanno inginocchiati i bambini, c'è veramente la Bella Signora, quella che invocano continuamente.
Impossibile descriverne la bellezza e lo splendore.
A chi mi chiede: "Come era bella la Madonna?", spesso rispondo:
"Pensa alla cosa più bella che tu possa immaginare. L'hai pensata? Bene. La Vergine, preferisco chiamarLa così e non Madonna, è molto, molto più bella. Pensa ad una Donna giovane e bellissima ricolma di grazie donatele direttamente dalla Santissima Trinità, di virtù vissute nell'obbedienza d'Amore, di quei doni che può avere soltanto la gran Madre di Dio, di quella dignità celeste che soltanto la Regina del Cielo e della terra può avere... Eppure è ancora poco, perché il nostro sentire è umanamente limitato".
Descrivo la Vergine cara, scarsamente, come posso. Dico soltanto che sembra il tipo di Donna orientale con carnagione olivastra, scura. Poggiato sulla testa ha un manto verde; verde come il colore dell'erba dei prati a primavera.
Il manto le scende lungo i fianchi fino ai piedi nudi. Da sotto il manto verde si intravedono i capelli neri con la discriminatura al centro, come un'indiana.
Ha un vestito bianchissimo e lungo, con maniche larghe, chiuso al collo. I fianchi sono cinti da una fascia rosa, con due lembi che Le scendono a destra, all'altezza del ginocchio.
Ha l'apparente età di una giovane di sedici - diciotto anni. Dopo considererò l'altezza di un metro e sessantacinque.
Eccola, veramente, la Bella Signora, davanti a me povera creatura!
Questi occhi di peccatore che hanno visto tanto male La vedono, queste orecchie che hanno ascoltato tante eresie La sentono!
La Vergine è veramente bella, di una bellezza che noi non possiamo neanche immaginare! Di una bellezza celestiale, di una bellezza spirituale, di una bellezza fisica. Certo noi non potremo mai immaginare quanto è bella la Madre di Dio e Madre nostra, ma se l'amiamo, la vedremo con gli occhi del cuore.
Ha un libretto color cenere sul petto che tiene nella mano destra, che è la Bibbia cioè la Rivelazione Divina e, con l'indice della mano sinistra, mi indica un drappo nero con vicino un Crocifisso di legno spezzato in più parti, quello che io, tornato dalla Spagna avevo rotto sulle ginocchia e gettato nel secchio dell'immondizia.
Il drappo nero è una veste talare sacerdotale.
Ora poggia la mano sinistra sulla destra che tiene il libretto sul petto. C'è in Lei una dolcezza materna, una dolce mestizia. Incomincia a parlare con voce calma, uguale, senza interruzione, che penetra profondamente nello spirito.
Si presenta. Sento la Sua voce, meravigliosa e melodiosa che dice:
"Sono Colei che sono nella Trinità divina. Sono la Vergine della Rivelazione. Tu mi perseguiti; ora basta! Torna nell'Ovile Santo, Corte Celeste in terra. Ubbidisci alla Chiesa, ubbidisci all'Autorità. Ubbidisci, e lascia subito questa via che tu hai intrapreso e cammina nella Chiesa che è la Verità e allora troverai pace e salvezza.
Fuori della Chiesa, fondata da mio Figlio, c'è buio, c'è perdizione. Tornate, tornate alla fonte pura dell'Evangelo, che è la vera via della Fede e della santificazione, che è la via della conversione(...).
La Vergine prosegue: "Il giuramento di un Dio è e rimane eterno e immutabile. I nove venerdì del Sacro Cuore, che la tua fedele sposa ti fece fare prima di entrare nella via della menzogna, ti hanno salvato (...)"
La Vergine cara si degnò anche di rivelare a me, indegno peccatore, la Sua vita dal principio della Sua creazione in Dio fino al termine della Sua vita terrena con la gloriosa Assunzione corporea:
"Il mio Corpo non marci, né poteva marcire. Mio Figlio e gli Angeli mi vennero a prendere al momento del mio trapasso (...).
Si preghi assai e si reciti il Rosario quotidiano per la conversione dei peccatori, degli increduli e per l'unita dei Cristiani. Recitate il Rosario! Perché le Ave Maria che voi dite con Fede e Amore sono
tante frecce d'oro che raggiungono il Cuore di Gesù. Pregate perché sia fatta l'unita di tutti i cristiani nella Chiesa fondata da mio Figlio, e si formi un solo Ovile e un solo Pastore, con la Santità del Padre (così la Vergine chiama il Papa).
Io sono la calamìta della Trinità Divina, che attira le anime alla salvezza. Il male organizzato aumenterà nel mondo e negli eremi e nei conventi entrerà il carname del mondo. Siate fedeli ai Tre Punti Bianchi e troverete la salvezza nell'umiltà, nella pazienza, nella verità: l'Eucaristia, l'immacolata, cioè nei dogmi che la chiesa ha stabilito nei miei riguardi, e la Santità del Padre, Pietro, il Papa. La Chiesa sarà lasciata vedova per le persecuzioni. Ecco!"
La Vergine cara continua a parlare: "Molti dei miei figli Sacerdoti si spoglieranno nello spirito, internamente, e nel corpo, esternamente, cioè gettando i segni esterni sacerdotali. Le eresie aumenteranno. Gli errori entreranno nel cuore dei figli della Chiesa.
Vi saranno confusioni spirituali, vi saranno confusioni dottrinali, vi saranno scandali, vi saranno lotte nella stessa Chiesa, interne ed esterne. Pregate e fate penitenza. Amatevi e perdonatevi. Questa è l'azione vera, lucente, piena di Carità. E' la più bella penitenza. La più efficace penitenza è l'Amore".
La Vergine mi dice ancora che ci saranno contestazioni, violenze, che le mode prenderanno lo spirito dell'umanità, che l'impurità aumenterà nelle sue varie forme, che l'indifferenza nelle cose sante "prenderà piede e avanzerà nella Chiesa di mio Figlio.
Prosegue: "Chiamatemi Madre. Si chiamatemi Madre perché io sono Madre. Io sono vostra Madre e Madre del puro Clero, Madre del santo Clero, Madre del fedele Clero, Madre del vivente Clero, Madre dell'unito Clero".
Si, fratelli, cerchiamo di fare entrare nel Cuore di Gesù quelle frecce d'oro per mezzo di Maria. Preghiamo, recitiamo ogni giorno il S. Rosario. Quando l'umanità nega l'Autorità, quando nega la Verità, la Gerarchia, quando nega l'infallibilità, la Fede, dove possiamo trovare la salvezza? La Vergine della Rivelazione continua a ripeterci che abbiamo la salvezza: la Chiesa, che abbiamo l'Autorità che ci guida alla salvezza: la Chiesa, che abbiamo la Fede: la Chiesa!
"Chi è dentro, per grazia, non esca dice chi è fuori; per grazia, entri!"
Poi per darmi la certezza che la Visione è una realtà divina mi dà un segno. Inoltre mi invita ad essere prudente e paziente: "Quando narrerai agli altri quello che hai veduto, non ti presteranno fede alcuna, ma tu non lasciarti deprimere ne deviare (...). La scienza rinnegherà Dio e ne declinerà gli inviti".
La Madre di Misericordia prosegue:"Prometto un favore grande, speciale: Io convertirò i più ostinati con miracoli che opererò con questa terra di peccato (la terra del luogo dell'Apparizione,). Venite con Fede e sarete guariti nel corpo e nell'anima spirituale (Poca terra e molta Fede). Non peccate! Non andate a letto con il peccato mortale perché le disgrazie aumenteranno ".
Cosa ci ha detto la nostra cara Madre?
Ci ha voluto avvertire che si può morire in qualunque momento, con qualunque mezzo, specialmente in questi tempi: con le disgrazie, le calamità naturali, le malattie, i vizi, le violenze, le rivoluzioni, le guerre che sono in aumento in tutto il mondo.
Ci ha detto di fare penitenza e di pregare per far capire al mondo che il Sacerdote nella Chiesa è la salvezza dell'umanità.
Collaboriamo onestamente col Sacerdote, senza essergli d'impedimento nel suo dovere. La sua opera è opera di Dio. É Cristo stesso. Imitiamolo in tutto ed egli sarà per noi un tutto divino.
Camminiamo nella Via della Verità, portiamo al mondo intero la Verità, che dobbiamo conoscere, amare, obbedire e difendere.
Ascoltiamo il Sacerdote che vive nell'Autorità del Vescovo, ascoltiamo il Vescovo che vive ed è unito alla Santità del Padre, ascoltiamo il Papa vivente nella Chiesa, che è nell'Autorità e nella Fede di N. S. Gesù Cristo, come vero suo Vicario e successore di Pietro che continuamente ed infallibilmente ci indica la Via della Verità per ottenere la Vita.
Questo è un saggio del Messaggio del 12 aprile. Queste le cose che servono a me e a voi. Questo è quello che dobbiamo comprendere, praticare e fare vivere con l'esempio e la parola.
La Vergine cara mi dettò anche un Messaggio segreto che, per Sua volontà, dovevo consegnare personalmente alla "Santità del Padre", accompagnato da "un altro Sacerdote (distinto dai precedenti) che tu conoscerai e sentirai legato a te. Ti indicherà chi ti accompagnerà". Questo Messaggio rimarrà segreto finché Dio vorrà.
Non cerchiamo di conoscere le cose nascoste che la Vergine ha detto e che non sono per tutti. Cerchiamo invece di vivere le cose che Lei nascostamente ha vissuto, le virtù che sono per tutti.
La Vergine parla per circa un'ora e venti minuti.
Quindi tace, e sempre con le mani sul petto, sorridendo, fa alcuni passi, ci saluta con un cenno del capo, attraversa la Grotta e giunta sulla parete di destra, un po' verso il fondo, scompare penetrando nel muro di tufo, in direzione di San Pietro.
Non c'è più...! E rimasto il Suo profumo di Paradiso, delicato, fresco, intenso, inconfondibile, che inonda noi e la Grotta.
Io mi ritrovo con le mani nei capelli, come all'inizio dell'Apparizione.
Siamo sbalorditi. Io sono anche turbato, perché avverto che un grande avvenimento sacro è veramente accaduto.
Tutti torniamo adagio alla normalità. Rivedo le piante, il sole, i bambini che si muovono...
(Tratto da "Amatevi". Bollettino dell'Associazione S.A.C.R.I. Numero 9, maggio 2013. Speciale Biografia di Bruno Cornacchiola. S.A.C.R.I.)


*Madonna del Sangue - Venerata a Re (VB)

(29 aprile)
Miracolo del 29 aprile 1494

L’antica Chiesa Parrocchiale di Re, piccolo paese della valle Vigezzo, a circa venti chilometri da Domodossola, aveva la bassa porta di ingresso protetta da un portico.
A destra della porta, un pittore locale aveva dipinto l’immagine della Madonna con il Bambino Gesù poppante, e con tre rose nella mano destra.
Sotto, in un cartiglio aveva scritto «in gremio Matris sedet Sapientia Patris», in altre parole «nel seno della Madre siede la Sapienza del Padre».
La sera del 29 aprile 1494 un giovane, certo Giovanni Zuccone, arrabbiato perché ha perso al gioco, lancia un sasso contro l’Immagine della Madonna, dipinta sulla facciata della chiesa dedicata a San Maurizio.
Un compagno lo rimprovera: “Sciagurato hai colpito la Santa Vergine!”. Il giovane riconosce la malefatta e si pente, ma tutti e due fuggono spaventati.
Il giorno dopo, un vecchietto di nome Bartolomeo, prima di entrare in chiesa, come suo solito, tocca l’Immagine della Madonna, per farsi il segno della Croce. Con meraviglia si accorge che l’affresco è bagnato di sangue e che un rigagnolo sgorga dalla ferita provocata dal sasso e scende fino a terra.
Le prove del Miracolo
Il fatto straordinario è ampiamente documentato dalla testimonianza autorevole di notai ed officiali civili. Due pergamene, conservate nell’Archivio parrocchiale, costituiscono i documenti più importanti ed irrefutabili sulla veridicità del Miracolo, perché redatti da testimoni oculari.
La prima pergamena è dello stesso anno 1494, con l’attestazione del Podestà di Valle Vigezzo, Daniele de Crispis, «il quale, dopo la sottoscrizione del Notaio, appose la sua firma sul
documento».
La seconda pergamena porta la data del 1500 (sei anni dopo l’avvenimento), redatta dal Podestà di Valle Vigezzo, Angelo Romano.
È interessante per noi poter leggere dalla prima pergamena, tradotta in lingua italiana corrente, la descrizione dell’avvenimento, da parte di chi lo aveva verificato: «Il glorioso Iddio, il Signor Nostro Gesù Cristo e la Grazia dello Spirito Santo si degnino di illuminare i cuori di coloro che descrivono prodigi tanto grandi.
In località Re della Val Vigezzo, Diocesi di Novara, sul muro esterno della Chiesa di San Maurizio, proprio sotto il portico della Chiesa, vi è un’immagine di antica data, della gloriosa Vergine Maria con quella del di Lei Figlio Unigenito, raffigurato in grembo alla Vergine. Questa immagine della Vergine, il martedì 29 aprile dell’anno 1494, cominciò a versare sangue dalla fronte.
Questo sangue sparso fu visto, e si può vedere, e appare dalla parte della fronte lungo la faccia della stessa Vergine e lungo quella dell’immagine dell’Unigenito. Per più giorni esso venne fuori dalla fronte, un poco più sotto, sopra la stessa immagine della Vergine e dell’Uni­genito; molte gocce dello stesso sangue scesero fino in terra su di un pannolino disteso là dove le gocce di sangue cadevano (oppure «e in un calice messi là dove le gocce di sangue cadevano»). Il sangue sparse una mirabile fragranza.
Divulgatasi la fama di queste cose per le contrade della Val Vigezzo, lo spettabile signore Daniele de Crispis, cittadino milanese, podestà della predetta valle, e tutto il clero, i nobili e gli uomini delle località della valle salirono fino alla Chiesa dove è dipinta l’immagine per vedere; videro l’immagine e il sangue che appare sparso dalla fronte lungo l’immagine e apparirà di nuovo miracolosamente.
Il predetto podestà e gli altri clerici e nobiluomini dapprima esaminarono i muri della chiesa e le loro parti per vedere se il fatto fosse stato provocato artificialmente, e si convinsero che il sangue era sceso e scendeva miracolosamente e non artificialmente, dalla fronte dell’immagine e poiché quel punto sembrava alquanto percosso, il predetto podestà, sentito che un tal Giovanni Zuccone, proprio in quello stesso martedì aveva scagliato un sasso contro l’immagine, raccolse alcune testimonianze contrassegnate dal notaio Pietro di Balcone, cancelliere di questo stesso podestà, testimonianze che fanno fede a quanto abbiamo premesso.
Seguirono anche segni prodigiosi e miracoli annotati presso la stessa chiesa. Dato poi che la località di Re, dove si trova l’immagine, è silvestre e dato che gli abitanti sono assai poveri, essi hanno iniziato, a lode ed onore della Vergine, un nuovo tempio, maestoso, ma non potendolo portare a termine, per la loro povertà, si vedono costretti ad implorare aiuti dai fedeli seguaci di Cristo».
Seguono le firme ed i timbri dei testimoni ufficiali: «Io, Pierino, figlio del fu Guglielmo da Balcono pubblico notaio della Val Vigezzo, insieme al predetto Signor Podestà e ai notai infrascritti, presenziai alle cose suddette e vidi così come sopra appare notato e in fede di quanto fu detto mi sottoscrissi.
Io, Giovannino, figlio del fu Dionigi de’ Rossi, pubblico notaio della Val Vigezzo, insieme al predetto Signor Podestà e ai notai infrascritti, presenziai alle cose suddette e vidi così come sopra appare notato e in fede di quanto fu detto mi sottoscrissi.
Io, Pietro de’ Rossi, figlio del Signor Giovannino, abitante a Santa Maria della predetta Valle Vigezzo, pubblico notaio, presenziai a tutte le suddette cose insieme con il Signor Podestà e coi notai sopracitati, e vidi più volte scorrere il predetto sangue, insieme a molti Chierici e nobili che stavano colà con me, e in fede delle predette cose mi sottoscrissi.
A tutti ed a ciascuno di quanti osserveranno queste cose, io, Daniele de Crispis, cittadino di Milano e podestà della Val Vigezzo, attesto che, divulgatasi la fama della sopradescritta emissione di sangue, mi recai alla predetta località di Re, insieme ad una grande moltitudine di Chierici e di nobiluomini della valle e qui vidi la soprascritta immagine cosparsa di sangue ed esaminai e feci esaminare i muri, dove è dipinta questa immagine, e appurai che le predette cose sono avvenute miracolosamente e non artificiosamente ed esaminai le testimonianze come sopra è indicato.
Quindi, in fede e in forza del quanto è sopradescritto, ordinai che si rendessero validamente note con l’apposizione del mio sigillo.
Io, Pietro, figlio del fu Antonio da Balcone, di Craveggia, della Val Vigezzo, notaio e cancelliere del predetto Signor Podestà presenziai a quanto premesso e mi sottoscrissi.
Daniele L. S. (luogo del sigillo andato perduto)».
Giovanni Zuccone, il giovane «percussore de la imagine», nonostante il suo pentimento, pochi giorni dopo l’offesa alla Madonna «et altro delitto», fu allontanato dalla Valle e con lui, secondo le usanze del posto, anche i familiari. Con questo miracolo del Sangue la Madonna ha manifestato, ed ancor oggi manifesta, la sua materna protezione verso i tanti fedeli che a Lei si rivolgono, come testimoniano i tanti e meravigliosi Ex voto conservati nel Santuario.
(Autore: Don Mario Morra - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Madonnna del sangue, intercedete per noi  


*Beata Vergine Maria di San Luca (Giovedì della VI settimana di Pasqua - celebrazione mobile)
Beata Vergine di San Luca è il  santuario di Bologna che si erge sul Colle della Guardia come presidio e decoro della città emiliana.
Il Santuario, ben visibile da tutta la città, rappresenta un punto di ritrovo spirituale per tutti i turisti e per la gente del posto. Chi fa visita al Santuario della Beata Vergine di San Luca è motivato da varie ragioni personali e spirituali per meditare, riflettere e pregare.
Il luogo di culto segue il programma pastorale integrato diocesano attuando le indicazioni fornite dal vescovo che presiede la chiesa pellegrina di Bologna.
Il rettore del Santuario e i sacerdoti diocesani hanno l’importante compito di accogliere nel confessionale i pellegrini per donare loro conforto e sostegno con il sacramento della
riconciliazione. Inoltre, fanno parte di questo particolare luogo di culto:
- il diacono, che viene nominato ed inviato dal vescovo per svolgere l’attività liturgica
- le ragazze messicane della Congregazione Missionarie di Gesù Ostia che hanno il compito di accogliere i sacerdoti in sagrestia, di curare le suppellettili e gli abiti liturgici e di occuparsi della segreteria per la prenotazione di sante messe e pellegrinaggi
- la confraternita dei Domenichini che trasportano a spalla la venerata immagine ogni qualvolta esce dal  santuario di Bologna.
Inoltre, ogni terza domenica del mese, alle ore 07:00, i Domenichini si ritrovano presso l'Arco del Meloncello per salire insieme in pellegrinaggio verso il Santuario dove, alle ore 08:00, partecipano alla celebrazione della santa messa
- la confraternita femminile del comitato per le onoranze della Beata Vergine di San Luca con compiti organizzativi e di accoglienza.
Questo gruppo di donne presta servizio nella settimana in cui la venerata immagine si trova in cattedrale e la domenica si dedica alla raccolta offerte presso il Santuario
- la confraternita dei Sabatini che ogni sabato alle 6:00 salgono in pellegrinaggio penitenziale
- la confraternita La Pia Unione dei Raccoglitori Gratuiti che sono addetti alla raccolta delle offerte per le necessità della chiesa e dei servizi annessi all’attività
- i componenti del coro della Basilica che in ogni occasione animano con il canto liturgico la santa messa
Il  santuario di Bologna  è meta assidua di gruppi organizzati e pellegrini e dispone di locali appositamente allestiti anche per persone diversamente abili.
Il Santuario della Beata Vergine di San Luca dispone di quattro sale: Santa Clelia Barbieri, Beato Bartolomeo Maria dal Monte, Sala San Luca, Canonico don Arturo Fabbri, tutte dedicate a importanti personaggi storici e religiosi.
Le varie sale possono accogliere fino ad un centinaio di persone e sono disponibili per iniziative di carattere formativo, incontri di fraternità, corsi di preparazione al sacramento del matrimonio e per momenti di ristoro.
Presso il Santuario è disponibile anche la cripta dove i vari pellegrini, accompagnati dai loro sacerdoti, possono celebrare messe o riti. La sala è dotata di impianto di amplificazione e di uno strumento per l’accompagnamento del canto.
L’icona della Madonna di San Luca arriva in città verso la fine del XIII secolo. Sono questi gli anni che vedono la nascita del  Santuario della Beata Vergine di San Luca a Bologna.
Trasportata da un pio pellegrino, in seguito l'immagine viene affidata dai maggiorenti della città ad alcune monache di un convento sul Colle della Guardia che, nel tempo, si sono preoccupate di adornarla con fiori e gioielli.
Punto di convergenza della devozione popolare, l'icona raffigura una Madonna con il Bambino secondo la classica iconografia orientale di tipo odigitria anche in virtù di intensi contatti tra le correnti orientali e occidentali.
Le varie fonti attestano che l’origine del Santuario deriva dalla richiesta di una donna bolognese di buona famiglia al pontefice di edificare un luogo di culto sul Monte della Guardia.

(Fonte: Santuario della Beata Vergine di San Luca)


 
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