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*Ministero dell'Istruzione, dell'università e della ricerca

Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (abbreviato in MIUR) è il dicastero del governo italiano preposto all'amministrazione dell'istruzione, dell'università, della ricerca e dell'alta formazione artistica, musicale e coreutica. Ha sede in uno storico palazzo in viale Trastevere.

L'attuale ministro è Lucia Azzolina, in carica da gennaio 2020.
Cenni storici

La configurazione dell'odierno Ministero si ricollega alla Riforma Bassanini, approvata dal Governo D'Alema I mediante d.lgs. n. 300/1999. La riforma, nell'ambito di una più ampia riorganizzazione delle strutture ministeriali, provvide all'accorpamento del Ministero della pubblica istruzione e del Ministero dell'università e della ricerca scientifica e tecnologica (istituito dalla legge 9 maggio 1989 n. 168) e alla costituzione di un nuovo dicastero, il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca (MIUR). La riunificazione entrò in vigore nel 2001, con il Governo Berlusconi II; nel 2006, tuttavia, il Governo Prodi II stabilì un nuovo spacchettamento del ministero, tramite la ricostituzione del Ministero della pubblica istruzione e del Ministero dell'università e della ricerca.
Il ritorno alla struttura prevista dalla Riforma Bassanini fu disposto dalla legge 24 dicembre 2007 n. 244 (la legge finanziaria 2008). Le due strutture ministeriali furono così di nuovo accorpate in unico dicastero, divenuto operativo nel 2008, con il Governo Berlusconi IV.
Funzioni
Il ministero è responsabile dell'istruzione nelle scuole (Leggi Bassanini di ogni ordine e grado, sia pubbliche che private (per queste ultime limitatamente ai programmi). Cura la vigilanza sulle istituzioni universitarie, dotate di forte autonomia per dettato costituzionale ex art. 33. Sovraintende alla ricerca dello Stato attraverso le apposite strutture. Tramite l'amministrazione centrale, programma e orienta le politiche educative che poi vengono attuate e gestite localmente dagli Uffici regionali, dagli Uffici degli ambiti territoriali (UAT) e dalle singole istituzioni scolastiche. Il sito ufficiale del Miur è un punto di riferimento per le comunicazioni ufficiali. Ma altrettanto importante è il portale di Istanze on line. Quest'ultimo è un sito dedicato allo snellimento delle procedure amministrative.

Organizzazione

Il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca è stato riorganizzato con il D.P.C.M. 11 febbraio 2014, n. 98, recante "Regolamento di organizzazione del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca".

Uffici di supporto

Sono uffici di diretta collaborazione del Ministro:
1. l'Ufficio di gabinetto
2. la Segreteria del ministro
3. il Segretario particolare del ministro
4. l'Ufficio legislativo
5. l'Ufficio stampa
6. il Servizio di controllo interno
7. la Segreteria tecnica del ministro
8. Segreterie dei sottosegretari di Stato
I sottosegretari di Stato si avvalgono dell'Ufficio di gabinetto, dell'Ufficio legislativo e dell'Ufficio del consigliere diplomatico che opera presso l'Ufficio di gabinetto.
Struttura centrale
Il MIUR è articolato in 3 Dipartimenti:
*Dipartimento per il sistema educativo di Istruzione e Formazione
, suddiviso in 3 Direzioni generali:
°Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione
°Direzione generale per il personale scolastico
°Direzione generale per lo studente, l'integrazione e la partecipazione
*Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca, suddiviso in 3 Direzioni generali:
°Direzione generale per la programmazione, il coordinamento e il finanziamento delle istituzioni della formazione superiore
°Direzione generale per il coordinamento, la promozione e la valorizzazione della ricerca
°Direzione generale per lo studente, lo sviluppo e l'internazionalizzazione della formazione superiore
*Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, suddiviso in 3 Direzioni generali:
°Direzione generale per le risorse umane e finanziarie
°Direzione generale per i contratti, gli acquisti e per i sistemi informativi e la statistica
°Direzione generale per interventi in materia di edilizia scolastica, per la gestione dei fondi strutturali per l'istruzione e per l'innovazione digitale
Sono presenti a livello centrale, vari organi, comitati o commissioni:
a) CUN - Consiglio Universitario Nazionale.
Organo elettivo di rappresentanza delle istituzioni autonome universitarie e consultivo del Ministro
b) CSPI: Consiglio superiore della Pubblica istruzione.
Garantisce a livello centrale la rappresentanza e partecipazione delle diverse componenti della scuola Esprime pareri facoltativi esclusivamente su indirizzi in materia di politiche del personale della scuola su direttive del ministro e sugli obiettivi indirizzi e standard del sistema di istruzione e infine sulla organizzazione generale dell’istruzione. Le tematiche da sottoporre al consiglio sono determinate dal Presidente sentito l'Ufficio di Presidenza proposte da almeno 5 consiglieri vincolati all'approvazione del consiglio stesso
c) CNAM - Consiglio nazionale per l'alta formazione artistica e musicale.
Organismo costituito con d.m. 5 luglio 2000 che esercita le competenze consultive in materia di alta formazione artistica e musicale, ai sensi della legge 508/99, concernente la riforma delle Accademie e dei Conservatori
d) CNSU - Consiglio nazionale degli studenti universitari.
Organo consultivo di rappresentanza degli studenti universitari
e) CNPC - Consiglio nazionale dei presidenti delle consulte.
Organo consultivo di rappresentanza degli studenti delle scuole superiori
f) CEPR - Comitato di esperti per la politica della ricerca.
Organo di consulenza per la politica della ricerca e per produrre studi sullo stato della ricerca, nazionale e internazionale
g) CNVSU - Comitato nazionale per la valutazione del sistema universitario,
previsto dall'art. 2 della legge 19 ottobre 1999 n. 370, e costituito con DM 4 aprile 2000, è subentrato all'Osservatorio per la valutazione del sistema universitario
h) CIVR - Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca.
Ha il compito di definire i criteri generali per le attività di valutazione dei risultati della ricerca e di promuovere la sperimentazione di nuove metodologie di valutazione, a sostegno della qualità della ricerca scientifica nazionale, ai sensi dell'art. 5 del d.lgs. 204/98, come modificato dal d.lgs. 381/98 e del quale il d.m. 24 novembre 1999 ha disciplinato l'organizzazione e il funzionamento
i) Gruppo di lavoro congiunto CNAM-CUN.
Costituito con d.m. 21 febbraio 2008, ha lo scopo di stabilire utili forme di reciproca e costante collaborazione tra i due sistemi di alta formazione ricercando ogni forma di sinergia istituzionale ed evidenziando le specificità dei due sistemi. Il Gruppo di lavoro è formato pariteticamente da sei componenti, di cui tre indicati dal Consiglio universitario nazionale (CUN) e tre dal Consiglio per l'alta formazione artistica e musicale (CNAM).

Struttura territoriale
Il MIUR si articola a livello periferico in diversi uffici:

°18 Uffici scolastici regionali - USR.
Costituiscono autonomi centri di responsabilità amministrativa, attuano le disposizioni dei Dipartimenti e svolgono il ruolo di diretto supporto e consulenza alle singole scuole, articolando i propri uffici sul territorio.
°104 Uffici con competenza per ambiti territoriali - AT.
Dipendenti dagli USR, applicano le disposizioni degli uffici regionali e del ministero, quale presidio intermedio rispetto alle istituzioni scolastiche. Gli AT sono diffusi pressoché su tutto il territorio nazionale.
Sono fatte salve le disposizioni per le Regioni e Province autonome, ai sensi dell'art. 6 del d.P.R. 347/2000. In particolare, non sono presenti USR in Valle d'Aosta e in Trentino-Alto Adige. In Sicilia, seguitano ad applicarsi, per quanto concerne l'organizzazione dell'amministrazione scolastica, le disposizioni previste dai rispettivi statuti e relative norme di attuazione o in base ad essi adottate, in particolare, l'art. 9 del d.P.R. 14 maggio 1985, n. 246.

Enti vigilati
Il MIUR vigila sui seguenti enti:

°Agenzia Spaziale Italiana - ASI;
°Area di Ricerca Scientifica e Tecnologica di Trieste - AREA Science Park;
°Consiglio Nazionale delle Ricerche - CNR;
°Istituto italiano di studi germanici;
°Istituto Nazionale di Astrofisica - INAF;
°Istituto Nazionale di Alta Matematica "Francesco Severi" - INDAM;
°Istituto Nazionale di Fisica Nucleare - INFN;
°Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - INGV;
°Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale - OGS;
°Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica - INRIM;
°Museo storico della fisica e Centro di studi e ricerche "Enrico Fermi";
°Stazione zoologica Anton Dohrn;
°Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione - INVALSI;
°Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa - INDIRE.

Elenco dei  Ministri dell'istruzione, dell'università e della ricerca della Repubblica Italiana

1- Letizia Maria Brichetto Arnaboldi, vedova Moratti (Milano, 26 novembre 1949), è una politica e manager italiana. È stata la prima donna a essere nominata presidente della RAI e la prima donna a essere eletta sindaco di Milano.
2- Giuseppe Fioroni (Viterbo, 14 ottobre 1958) è un politico italiano. Esponente del Partito Democratico, membro della Camera dei deputati dal 1996 al 2018, Ministro della pubblica istruzione dal 2006 al 2008.
3- Fabio Mussi (Piombino, 22 gennaio 1948) è un politico italiano, già presidente di Sinistra Democratica e attualmente membro di Sinistra Italiana.
Appartenente all'ultima generazione di dirigenti nazionali del Partito Comunista Italiano, è stato  deputato e poi capogruppo del Partito Democratico della Sinistra e dei Democratici di Sinistra e Ministro dell'università e della ricerca del governo Prodi II. Rifiutandosi nel 2007 di partecipare alla confluenza dei DS nel Partito Democratico, ha fondato, con Cesare Salvi ed altri, Sinistra Democratica.
4- Mariastella Gelmini (Leno, 1º luglio 1973) è una politica italiana, membro della Camera dei deputati dal 2006 e Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca del governo Berlusconi IV dall'8 maggio 2008 al 16 novembre 2011. Dal 27 marzo 2018 è capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.
5- Francesco Profumo (Savona,  3 maggio  1953) è un accademico e politico italiano, ex presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca del Governo Monti dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013. Già presidente di Iren SpA (2013-2016), dal 2014 è Presidente della Fondazione Bruno Kessler e dal 2016 presiede la Compagnia di San Paolo. Dal 14 luglio 2014 è Presidente della business school ESCP Europe presso il campus di Torino.
6- Maria Chiara Carrozza (Pisa, 16 settembre 1965) è una politica e ingegnere italiana. Dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 è stata Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca nel governo Letta. Ha svolto ricerca nei campi della biorobotica, della biomeccatronica e della neuro-robotica.
7- Stefania Giannini (Lucca, 18 novembre 1960) è una linguista, glottologa e politica italiana, Vicedirettrice dell'Unesco dal 29 marzo 2018 e Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca del governo Renzi dal 22 febbraio 2014 al 12 dicembre 2016.
Professore ordinario di Glottologia e linguistica dal 1999, già rettore dell'Università per stranieri di Perugia dal 2004 al 2013, è stata coordinatore politico di Scelta civica.
8- Valeria Fedeli (Treviglio, 29 luglio 1949) è una sindacalista e politica italiana.
Senatrice del Partito Democratico dalla XVII legislatura, dal 21 marzo 2013 al 12 dicembre 2016 ha rivestito la carica di vicepresidente del Senato con funzioni vicarie per poi essere nominata ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca nel Governo Gentiloni.
9- Marco Bussetti (Gallarate, 28 maggio 1962) è un politico e  docente italiano. È stato ministro dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca nel Governo Conte I.  
10- Lorenzo Fioramonti (Roma, 29 aprile 1977) è un accademico e politico italiano, dal 5 settembre 2019 ministro dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca nel secondo governo Conte.
11- Lucia Azzolina (Siracusa, 25 agosto 1982) dal 2020 ministro dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca nel governo Conte.






1° Ministro del MIUR della Repubblica Italiana

Letizia Maria Brichetto Arnaboldi, vedova Moratti

(Milano, 26 novembre 1949), è una politica e manager italiana. È stata la prima donna a essere nominata presidente della RAI e la prima donna a essere eletta sindaco di Milano.






2° Ministro del MIUR della Repubblica Italiana

Giuseppe Fioroni

(Viterbo, 14 ottobre 1958) è un politico italiano. Esponente del Partito Democratico, membro della Camera dei deputati dal 1996 al 2018, Ministro della pubblica istruzione dal 2006 al 2008.

 










3° Ministro del MIUR della Repubblica Italiana

Fabio Mussi

(Piombino, 22 gennaio 1948) è un politico italiano, già presidente di Sinistra Democratica e attualmente membro di Sinistra Italiana. Appartenente all'ultima generazione di dirigenti nazionali del Partito Comunista Italiano, è stato  deputato e poi capogruppo del Partito Democratico della Sinistra e dei Democratici di Sinistra e Ministro del MIUR del governo Prodi II.










4° Ministro del MIUR della Repubblica Italiana

Mariastella Gelmini

(Leno, 1º luglio 1973) è una politica italiana, membro della Camera dei deputati dal 2006 e Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca del governo Berlusconi IV dall'8 maggio 2008 al 16 novembre 2011. Dal 27 marzo 2018 è capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati.

 










5° Ministro del MIUR della Repubblica Italiana

Francesco Profumo

(Savona,  3 maggio  1953) è un accademico e politico italiano, ex presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Ministro dell' istruzione, dell'università e della ricerca del Governo Monti dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013. Già presidente di Iren SpA (2013-2016), dal 2014 è Presidente della Fondazione Bruno Kessler e dal 2016 presiede la Compagnia di San Paolo.









6° Ministro del MIUR della Repubblica Italiana

Maria Chiara Carrozza

(Pisa, 16 settembre 1965) è una politica e ingegnere italiana. Dal 28 aprile 2013 al 22 febbraio 2014 è stata Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca nel governo Letta. Ha svolto ricerca nei campi della biorobotica, della biomeccatronica e della neuro-robotica.

 









7° Ministro del MIUR della Repubblica Italiana

Stefania Giannini

(Lucca, 18 novembre 1960) è una linguista, glottologa e politica italiana, Vicedirettrice dell'Unesco dal 29 marzo 2018 e Ministro del MIUR del governo Renzi dal 22 f2014 al 12 dicembre 2016.  Professore ordinario di Glottologia e linguistica dal 1999, già rettore dell'Università per stranieri di Perugia dal 2004 al 2013, è stata coordinatore politico di Scelta civica.









8° Ministro del MIUR della Repubblica Italiana

Valeria Fedeli

(Treviglio, 29 luglio 1949) è una sindacalista e politica italiana.
Senatrice del Partito Democratico dalla XVII legislatura, dal 21 marzo 2013 al 12 dicembre 2016 ha rivestito la carica di vicepresidente del Senato con funzioni vicarie per poi essere nominata ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca nel Governo Gentiloni.

 






9° Ministro del MIUR della Repubblica Italiana

Marco Bussetti

(Gallarate, 28 maggio 1962) è un politico e  lt docente italiano. È stato ministro dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca nel Governo Conte I.  






10° Ministro del MIUR della Repubblica Italiana

Lorenzo Fioramonti

(Roma, 29 aprile 1977) è un accademico e politico italiano, dal 5 settembre 2019 ministro dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca nel secondo governo Conte.




11° Ministro del MIUR della Repubblica Italiana

Lucia Azzolina

(Siracusa, 25 agosto 1982) dal 2020 ministro dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca nel governo Conte.

*Ministro dell'Istruzione - Lucia Azzolina

Biografia
Lucia Azzolina nasce a Siracusa il 25 agosto del 1982. Come politica è divenuta nota al grande pubblico quando il 10 gennaio 2020, a seguito delle dimissioni di Lorenzo Fioramonti dopo la Legge di Bilancio, è stata promossa da sottosegretario a Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Lucia Azzolina è appartenente al Movimento 5 Stelle.
Sempre nello stesso anno, in virtù degli sconvolgimenti che l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus porta nelle scuole italiane, determinandone la chiusura a livello nazionale, il volto di Lucia Azzolina diventa ancora più noto.
Vediamo di seguito cosa ha portato l’ex insegnante, sindacalista e avvocato ad abbracciare la politica, fino al percorso che l'ha portata a ricoprire la carica di Ministro, senza dimenticare qualche curiosità che la riguarda.
Dalle due lauree alle esperienze sindacali
Da ragazza mostra la propria inclinazione per lo studio diplomandosi con successo presso il Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Floridia. La passione per l’apprendimento della giovane Lucia si conferma forte; consegue infatti la laurea triennale in Filosofia, specializzandosi nella magistrale in Storia della Filosofia presso l’Università degli studi di Catania, ottenendo anche l’abilitazione all’insegnamento delle stesse materie presso la SSIS e quello per l’insegnamento di sostegno presso l’Università di Pisa.
Inizia a svolgere docenze presso gli istituti superiori delle province di La Spezia e Sarzana, ma sente il bisogno di dare un ulteriore spinta alla propria carriera. Intraprende perciò un nuovo percorso di formazione presso l’Università degli Studi di Pavia, dove riesce a conseguire a dicembre del 2013, mentre già lavora, la laurea in Giurisprudenza.
Sceglie per la propria tesi un approfondimento nel diritto amministrativo; svolge la pratica forense focalizzandosi invece nel diritto della scuola. I due elementi, istruzione e passione giuridica, non smettono di intersecarsi, poiché nel gennaio 2014 viene nominata insegnante di ruolo in un istituto tecnico di Biella.
Nel frattempo, Lucia Azzolina matura anche un’importante esperienza come sindacalista all’interno del comparto ANIEF (Associazione nazionale insegnanti e formatori) delle regioni di Piemonte e Lombardia.
Di fronte all’intensificarsi dell’attività didattica, preferisce mettere da parte il ruolo nel sindacato, per dedicarsi esclusivamente all’insegnamento e alla nascente passione politica.
Nel maggio del 2019 viene nominata dirigente scolastico a seguito del superamento del concorso.

L'ascesa in politica di Lucia Azzolina

Da giovane professionista, molto attiva a livello pubblico, si avvicina al Movimento 5 Stelle. Il Movimento, in previsione di costruire una classe dirigente per le elezioni politiche del 2018, indice le parlamentarie, alle quali Lucia Azzolina si candida per la zona di Biella-Vercelli-Verbania; ottiene più voti di tutte le candidate donne.
A seguito dell’ottimo risultato del partito alle elezioni del 4 marzo, Azzolina diventa deputato e ben presto entra a far parte della Commissione Cultura della Camera. Si distingue fin da subito per la gran quantità di interrogazioni parlamentari presentate, per porre all'attenzione degli eletti questioni rilevanti riguardo il mondo della scuola.
Nel Governo Conte II, i cui membri giurano a settembre 2019 a seguito della crisi d'estate, diventa sottosegretario di Lorenzo Fioramonti, Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca. A gennaio 2020 Fioramonti entra in polemica con il Movimento 5 Stelle, lasciando la propria carica.
Per ricoprirne il ruolo, la scelta ricade su Lucia Azzolina, che ottiene grande supporto da tutto il sistema scolastico. Diversi attori del mondo dell'istruzione, infatti, vedono in lei una persona che, conoscendo i meccanismi interni, può apportare una conoscenza e un'esperienza in prima persona.
In virtù del proprio ruolo istituzionale, divenuto ancor più cruciale a seguito dell'emergenza sanitaria, sociale ed economica provocata dal Coronavirus, che ha investito prima di tutto la scuola, decide di concordo con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte di chiudere gli istituti scolastici e universitari di ogni grado a partire dalla fine di febbraio 2020.

Chi è la nuova ministra della Scuola

Lei che è super secchiona l’hanno fatta passare per una mezza raccomandata perché a 37 anni ha vinto il concorso da preside. Il bello è che la storia di Lucia Azzolina, ex sottosegretario e nuovo ministro alla Pubblica istruzione, due lauree, deputata, volto noto per i duelli in tv ("con una spiccata vocazione polemica") casomai è segnata da un certo tono da prima della classe.
Eppure La Repubblica , che ai tempi di Valeria Fedeli nulla commentò su una ministra dell’Istruzione minuta di solo diploma (per di più di avviamento), adesso pubblica la lettera di un commissario d’esame che sostiene di averla trovata impreparata in informatica (ma la domanda sarebbe da fare a lui: "Se meritava zero in informatica perché l’avete promossa?").
La Azzolina è siciliana, ma da anni è trapiantata a Biella. È una trentasettenne molto combattiva, una che dopo la batosta delle regionali ripeteva: "Torneremo a vincere". È nata a Siracusa e raccontava di sé: "Vengo da una famiglia monoreddito. Mia madre casalinga, mio padre agente di polizia penitenziaria". Il padre prestava servizio nel carcere di Brucoli e poi a Cavadonna.
Lucia era bambina quando per il terremoto del 1990 le celle saltarono, i detenuti insorsero, e alcuni addirittura evasero. Suo padre venne assalito e sbattuto ad una cancellata. "Tornò a casa contuso e distrutto. Il carcere non era a norma, ma l’umiliazione di essere stato colpito lo feriva. Dopo quell’episodio, "per anni temevo per lui ogni giorno che andavo a scuola".
L’episodio ha una qualche importanza perché – diceva la futura ministra – "la mia passione per la legalità non nasce in astratto ma dall’aver imparato presto quanto può costare farla rispettare. A milleduecento euro al mese".
A casa sua "non c’era un libro". "Forse per questo li ho amati così tanto, è stato un contrappasso", racconta. "Devo tutto alla scuola pubblica, al professor Ierla, responsabile di biblioteca, che d’estate mi apriva la porta e diceva: ‘Prendi tutti i volumi che vuoi!'". Lei li saccheggiava.
Il padre guadagna 2 milioni di lire quando lei è bambina, e 1.200 euro al mese dopo il cambio della moneta. La Azzolina capisce che l’unica via che ha è lo studio: alla maturità prende 100 su 100 e menzione d’onore, alla laurea arriva con 110 su 110 (con lode) in Filosofia. Tesi della triennale – ironia della sorte – sul contratto sociale di Rousseau (ma curiosamente non gliel’aveva assegnata Casaleggio). La tesi specialista – a Catania – era stata sulla diatriba tra Voltaire e Rousseau, in filosofia morale.
Finisce al nord, come tanti professori inseguendo una cattedra: "Un giorno ho preso la cartina geografica e le graduatorie, ho incrociato i dati e sono partita: prima a La Spezia. Da lì a Biella". Si ritiene fortunata ad aver studiato Filosofia (anche se voleva Giurisprudenza) perché la famiglia non aveva i soldi per andare fuori Catania: "Mia madre mi disse. ‘C’è il mutuo da pagare, mille spese e c’è tua sorella’".
Ma quella passione non realizzata diventa lo stimolo per seguire un nuovo corso di laurea, per un secondo pezzo di carta: a Pavia – dove ha la cattedra – si iscrive ancora all’università. Prende la seconda laurea con 105. Questa seconda tesi su "Il contenzioso sul diritto scolastico" – nuova coincidenza – gli è utilissima al ministro, oggi.
"Ho sempre votato a sinistra. E per un po’ ho lavorato all’Anief (un sindacato scuola, ndr), esperienza che mi ha fatto capire, purtroppo, come funziona il sindacato", dice.
Si avvicina al Movimento 5 Stelle dopo essere andata a vedere uno spettacolo di Beppe Grillo a Taormina: "Fino ad allora lo vedevo come un comico. Da quel giorno ho scoperto la sua capacità di mobilitare le coscienze sull’ecologia e i diritti. E ho iniziato a studiare su quei temi".
La candidatura, come per tanti altri, è quasi per caso: "L’avvocato di Biella dove facevo pratica era consigliere comunale del M5S. Sono rimasta colpita dalla sua passione. E sono entrata nel gruppo". Il bello è che a tutto pensava tranne che di poter arrivare al Parlamento: "Mi proposero di stare in lista il mio amico avvocato e gli altri: ‘Perché non ci provi?'".
Lei ci prova, sostiene, convinta che il fatto di essere una militante recente renda impervia l’impresa: "Postai solo due cose per le parlamentarie: un video sulla scuola e il mio curriculum". Ma il giorno in cui poi capisce che è stata tra le più votate addirittura piange: "Pensai. Vengo dal Sud, sono stata adottata da questa città. E, soprattutto, c’è un’Italia che ti sceglie solo per il merito". "Il M5S – ripete oggi – ha difetti ma un pregio. Ha dato voce a questa Italia". Non è finita.
Quando nasce il governo giallorosso scopre di essere entrata al governo "solo un’ora prima di entrarci, da una chiamata di Di Maio". Il quale non si attarda in cerimonie: "Mi disse: ‘Vai alla pubblica istruzione, come sottosegretario. Abbiamo tanto da fare, auguri!'". E attacca, click. Un chiacchierone. Dopo scopre di essere stata spinta dal mondo della scuola e dal gruppo parlamentare.
Sembra una favola per una che era finita in disgrazia durante l’alleanza con la Lega: "Ero ferocemente contro – dice oggi – e questo mi ha creato non pochi problemi. Ci sta". Ma si era dissociata pubblicamente sulla Diciotti e questo l’aveva allontanata dalla prima linea e dalla tv per un anno. Oggi dice: "Io credo che elettoralmente ancora stiamo pagando l’alleanza con la Lega". Forse è per questo che dopo il Conte-bis risorge, anche mediaticamente.
Segue il decreto scuola, con grande pignoleria, e va orgogliosa di essere riuscita a strappare – dopo un braccio di ferro con il Mes – l’assunzione (anche retroattiva, dal punto di vista economico) dei novemila insegnanti necessari a coprire le cattedre liberate da quota cento. "Non solo non erano scontate, ma nella prima bozza non c’erano. Una delle gente follie di questo paese, perché i precari lì pagavano uguale, e chi ci rimetteva erano gli studenti, costretti a pagare l’instabilità sul piano didattico!".
Nutre una fiducia granitica, e forse esagerata, nell’idea che i consensi perduti si possano recuperare: "Nel lungo periodo si raccolgono i frutti". Il suo riavvicinamento a Di Maio è figlia della svolta a sinistra e di questa certezza: "Il leader è lui. Deve restare alla guida, anche se tutti noi siamo meno importarti del Movimento".
Di formazione garantista, la Azzolina ha un pallino: il progetto della scuola in carcere. "Far studiare e lavorare i detenuti è un investimento sociale. E ridurre tutto a una guerra tra buoni e cattivi non aiuta: rieducare si può".
Nel penitenziario di Biella, dove va spesso a far visita, c’è anche il liceo artistico: "I detenuti che studiano escono diversi da come sono entrati. Il giorno in cui abbiamo consegnato alla città
una panchina rossa contro la violenza sulle donne ho avuto la certezza che quello era uno dei tanti mattoni che separano la nostra strada da quella di Salvini".

Curiosità su Lucia Azzolina

Nonostante non si sappia molto sulla vita privata e sentimentale di Lucia Azzolina, va notato che la ministra pentastellata risulta particolarmente attiva nell'universo social, che lei ritiene fondamentale anche per entrare in contatto con studenti e professori.
È presente su Twitter, Facebook e Instagram. I contenuti pubblicati sono molto composti e relativi alla sua professione.
Grazie all'innegabile bella presenza, che si accompagna all'eloquenza e alla competenza, Azzolina viene scelta come volto di rilievo del Movimento 5 Stelle, partecipando in prima linea a molti talk show per spiegare le azioni del Governo. Lucia tiene molto alla propria salute e alla propria linea; pratica svariate discipline sportive con costante frequenza.
Frase di Lucia Azzolina
La scuola deve saper stimolare nei ragazzi un atteggiamento critico e rispettoso nell'utilizzo del web e dei social. In una società sempre più digitalizzata è un aspetto fondamentale dell'essere cittadini responsabili e consapevoli.


Preghiera dell'Alfabeto
Aiutami a fare la tua volontà.
Benedici la mia famiglia e me.
Confortami.
Donami la pace interiore.
Eleva i pensieri della mia mente.
Fammi trovare amici veri.
Guidami.
Ho bisogno di te.
Illuminami.
Lavami dalle colpe passate.
Mantienimi nella tua grazia.
Non lasciare che mi scoraggi.
Orientami nelle difficoltà.
Perdona i miei peccati.
Quando mi dimentico di te non dimenticarti di me.
Resta sempre con me.
Sostienimi nella tentazione.
Tienimi nella tua grande mano.
Usami come strumento della tua pace.
Visitami nelle ore buie della solitudine.
Zuccherami a volontà, perché c'è troppa gente acida quaggiù.  Amen.


Proposta che piace ai Pinocchi e ai Lucignoli
Con la proposta della riapertura delle Scuole a ottobre, si privilegiano altri interessi. In questo caso, dell'industria del tempo libero. Nessuno più si preoccupa della crescita dei ragazzi. ‹‹Dove vai, Lucignolo››. ‹‹Vado ad abitare nel più bel paese del mondo. Si chiama il Paese dei
Balocchi. Perché non vieni anche tu?››.
‹‹Io? No davvero!››. ‹‹Hai torto, Pinocchio!
Dove vuoi trovare un paese più salubre per noialtri ragazzi? Lì non vi sono scuole; lì non vi sono maestri; lì non vi sono libri. In quel paese benedetto non si studia mai.
Il giovedì non si fa scuola e ogni settimana è composta da sei giovedì e una domenica... Ecco come dovrebbero essere tutti i paesi civili!...››.
Un passetto alla volta, anche noi ci avviciniamo al fantastico Paese dei balocchi. Il senatore Giorgio Rosario Costa, propone la riapertura della scuola a ottobre, invece che a settembre com'è adesso. Motivi didattici? saggia decisione pedagogica per aiutare la crescita dei ragazzi?
Sostegno alla scuola e agli insegnanti? Niente di tutto questo.
Un mese di vacanze in più allungherebbe la stagione turistica che ora soffre di cadute occupazionali e reddituali.
Così scrive il senatore nel suo italiano avventuroso. Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, si dice  ‹‹aperta su questo tema perchè il nostro Paese vive di turismo››.
Ancora una volta sulla nostra povera scuola, che va avanti a forza di aggiustamenti e riformine, gli interessi dell'industria del tempo libero.  
La proposta entusiasma, si capisce, i Pinocchi e i Lucignoli. Piace ad albergatori, gestori di spiagge, località vacanziere, tour operators.
Spiace ai genitori che a settembre sono già al lavoro e non saprebbero dove mandare i figli ancora in vacanza. Costringe gli insegnanti precari a rinunciare a un mese di stipendio.
Disturba gli insegnanti stabili, che devono organizzare un programma di studi.
Ignora la direttiva europea che prevede almeno 200 giorni di lezioni all'anno.
Pesta i piedi alle Regioni che hanno già fissato il calendario scolastico secondo le esigenze locali.
Allungare la vacanza non c'entra niente con l'istruzione e la formazione dei giovani. La scuola è "sgarrupata", per usare la parola resa celebre dal maestro napoletano Marcello D'Orta nel suo vendutmastrocola paolaissimo libro "Io speriamo che me la cavo".
Paola Mastrocola, insegnante e scrittrice, commenta con amara ironia la proposta del senatore Costa: ‹‹Per come è oggi la scuola, meno ci stanno i ragazzi meglio è.
Trovo più giusto che abbiano tempo per riflettere, stare da soli... Però, meglio in classe che davanti a mille schermi che rimbambiscono››.
Ancora Collodi: ‹‹Nel Paese dei balocchi, si leggevano sui muri scritte col carbone delle bellissime cose: Viva i balocci! Non vogliamo più shole. Abbasso Larin Metica (l'aritmetica)...
Dopo cinque mesi di cuccagna, Pinocchio, con sua grande meraviglia, sente spuntarsi un bel paio d'orecchie asinine e diventa un ciuchino, con la coda e tutto››.  
(Autore: Franca Zambonini)


 
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