Missioni Mariane dell'Anno 1996 - Istituto Aveta

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Missioni Mariane dell'Anno 1996

Il Santuario > Madonna Pellegrina > Anni 1990/1999

"1996" La Regina di Pompei a:
Maddaloni (CE)

Dal 4 all’ 11 Febbraio 1996 – Chiesa del: "Corpus Domini"
A Maddaloni un grande evento spirituale

La nostra città di Maddaloni dal 4 all’11 febbraio è stata al centro di un grande evento spirituale: la santa Missione Mariana con la visita della prodigiosa Immagine della Madonna di Pompei nella Chiesa del Corpus Domini, ottenuta grazie al tenace e fervido interessamento di Mons. Cesare Scarpa.
La Vergine Santa ha levato la Sua voce potente per chiamare da ogni parte di Maddaloni e dei centri vicini i suoi figli devoti che si sono riversati in Chiesa numerosissimi per venerarle e impegnarsi nella recita del santo Rosario.
È stato un vero e proprio miracolo perché una così massiccia partecipazione e tanto fervore dei suoi figli, ha superato anche la più rosea immaginazione.
Tutti hanno partecipato, dalle giovani mamme che hanno offerto alla Mamma Celeste i loro
bambini neonati per la solenne benedizione, agli uomini e giovani che con entusiasmo hanno partecipato alla grande Veglia Mariana, con il sacramento della Confessione e Santa Comunione.
Stupenda è stata anche la partecipazione degli studenti delle varie scuole e soprattutto dei bambini delle scuole elementari che hanno ricevuto in dono la Coroncina del Rosario e con entusiasmo lo hanno recitato insieme ai Missionari.
Toccante è stato anche il grandioso incontro con la Vergine del Santo Rosario di tutti gli ammalati che sono i membri eletti di Gesù Crocifisso.
Tutti hanno sentito bruciare nel petto la fiamma dalla fede e sono corsi a venerare la Madre Celeste affidando al Suo Cuore Immacolato pe preghiere, le speranze, le afflizioni e i propositi.
Tutti guardavano commossi la Santa Vergine proprio come un bimbo guarda la sua mamma, ignaro delle cose che lo circondano, e tutti insieme formavano un quadro meraviglioso.
È stato veramente stupendo sentire recitare dai fedeli così numerosi, con fervore la preghiera scritta con amore, lacrime e sofferenze dal Beato Bartolo Longo nel lontano agosto del 1879 allorché era affetto dalla febbre tifoidea e non aveva più speranza di sopravvivere.
L’opera dei Missionari: Mons. Baldassarre Cuomo, Vicario Generale, di Don Adolfo l’Arco, Sr. Maria Angelina, Sr. Maria Sabina e la presenza nell’ultima sera di S. E. Mons. Francesco Saverio Toppi, Delegato Pontificio del Santuario di Pompei, è stata più che positiva.
Mons. Cuomo ha parlato, con semplicità e così diretta al cuore dei fedeli, dell’umiltà della Vergine assomigliata al nardo odorifero perché, come diceva S. Antonino, la piccola odorosa pianticina del nardo raffigura l’umiltà di Maria, il cui odore salì al cielo, e trasse nel suo seno verginale il Verbo divino.
Quanta dolcezza hanno provato i fedeli nel sentirsi chiamare più volte da Padre l’Arco "beniamini della Madonna" e come si sono sentiti commossi nell’ascoltare le sue omelie punteggiate da storielle umoristiche.
Cosa è rimasto della Missione Mariana? Molto, anzi moltissimo.
Le persone hanno dimostrato una grande fede che si è accresciuta perché come hanno dimostrato dispiacere nel veder partire la Sacra Immagine della Vergine per la terra di Pompei, così non si separeranno mai più dalla Madre Celeste.
(Autore: Michele Di Lucca)


"1996" La Regina di Pompei a:
Conselice (RA)

24-31 Marzo 1996 - Chiesa Parrocchiale

Quando domenica, 31 marzo, la venerata Icona di Nostra Signora del S. Rosario di Pompei ha lasciato Conselice, la commozione era veramente grande!
Assieme al Vescovo diocesano, al Sindaco, al parroco e ai missionari batteva il cuore di un’intera popolazione.
Ma che cosa ha di particolare quel quadro? La Madonna attraverso quel segno è venuta a visitarci!
Conselice è un piccolo centro della Bassa Romagna (Ravenna), dove particolari situazioni storiche
e sociali alla fine del secolo scorso favorirono una generale cristianizzazione e un anticlericalismo, che ebbe anche sussulti di violenza.
Basti pensare che nel lontano 1914, in occasione della settimana rossa, a pochi chilometri dall’abitato fu incendiato un piccolo santuario, dedicato alla Madonna di Loreto e che nell’ultimo dopoguerra ben tre sacerdoti furono uccisi in odio al loro ministero pastorale. Ora la situazione è profondamente cambiata: sono cadute le barriere ideologiche e in questa terra generosa e ardente sta lentamente riemergendo il bisogno di Dio.
In questo contesto umano e sociale è calata la grazia della visita della Madonna e dei figli e delle figlie del Beato Bartolo Longo.
Era così anche Pompei alla fine del secolo scorso: una terra spiritualmente desolata, in cui Bartolo Longo pensò di far giungere il Vangelo per mezzo del semplicissimo mezzo del santo Rosario.
La parola ricca, dolce e rasserenante di Mons. Baldassarre Cuomo; gli interventi vivaci, profondi e simpaticissimi di Don Adolfo L’Arco; la materna attenzione e l’impeccabile organizzazione delle amabili Sr. M. Marcella e Sr. M. Sabina hanno ritmato le intense giornate.
Chi avrebbe creduto che a Conselice, per una settimana intera, catechesi e preghiera si sarebbero alternate quasi ininterrottamente dal primo mattino alla tarda sera?

E i frutti? I tempi di Dio non sono quelli dell’uomo, ma i segno sembrano aprire anche per Conselice orizzonti di nuove speranze.
Un grazie a S. E. Monsignor Toppi, che per ben due giorni è rimasto con noi… lasciando le 99 pecore per quella perduta! E infervorando di amore a Gesù sofferente e a Maria l’intero presbiterio diocesano, nella giornata sacerdotale; grazie ai missionari e alle missionarie, grazie soprattutto alla Madonna, che sotto la dolce effige di N. S. del santi Rosario di Pompei, ha visitato la nostra "povera" cittadina, che, pur indegna, osa confidare nella sua particolare materna protezione.

(Autore: Pietro Mongardi)


"1996" La Regina di Pompei a:
Monticelli di Olevano sul Tusciano (SA)

24-27 Aprile 1996 - Parrocchia: "S. Maria delle Grazie" - Parroco: "Don Silvio Capone"
Clima di festa nella Comunità di Monticelli

Grazie alle premurose insistenze del Parroco Don Silvio Capone, presso la Direzione del Santuario della Beata Vergine di Pompei, il quadro itinerante della Sacra Immagine della Madonna è finalmente giunto nella Chiesa S. Maria delle Grazie di Monticelli di Olevano sul Tusciano (SA) per sostare dal 24 al 27 aprile 1996.
All’arrivo del quadro erano presenti le massime autorità civili e militari del Comune picentino, tutti gli appartenenti ai vari gruppi parrocchiali, una grande folla di fedeli (circa quindicimila) che attendevano pregando e cantando.
Il paese era in festa: lungo le strade sventolavano bandierine colorate, coperte esposte ai balconi, nonché manifesti e cartelloni sui muri che testimoniavano la gioia e la fede di tutti.
Durante questo grande ed eccezionale avvenimento la comunità parrocchiale ha partecipato a tutti i momenti di preghiera programmati: tre veglie notturne, celebrazioni eucaristiche, rosari meditati, suppliche, incontri con i bambini e ragazzi della scuola materna, elementare e media, giornata dell’ammalato.
Questi momenti sono stati resi più sentiti e forti grazie alle catechesi di Monsignor Baldassarre
Cuomo ed ai rosari meditati di Don Adolfo L’Arco, con le sue toccanti omelie dialogare.
In ogni momento di preghiera Suor Maria Sabina attiva ed umile collaboratrice della missione, era sempre attenta e vigile perché l’opera evangelizzatrice procedesse con spirito perfetto e zelante.
Molto bella e commuovente la giornata in cui i ragazzi delle scuole medie, elementare e materna, si sono recati in chiesa per salutare e pregare la Madonna offrendole un cartellone con un grande cuore rosso, simbolo dei loro cuori che si affidavano alla sua protezione.
Un altro momento intenso e indimenticabile è stato vissuto nella giornata dell’ammalato durante la quale oltre a partecipare alla Santa Messa ed a ricevere Gesù Eucarestia in un’atmosfera di profonda partecipazione, gli ammalati hanno ricevuto il Sacramento dell’unzione degli infermi.
Questi sono stati davvero giorni di "grazia" per tutto il paese: circa diecimila persone hanno reso omaggio alla Madonna, numerose le confessioni e tanti, tanti cuori inariditi e lontani, sono ritornati a Dio.
Quando la sacra Immagine è ripartita in direzione di Contursi è stata accompagnata con canti, preghiere e applausi mentre la commozione e le emozioni prendevano tutti nel vedere allontanarsi il Quadro tra le lacrime ed i ringraziamenti, per aver toccato il cuore di ognuno.
La presenza dell’Immagine della B. V. di Pompei nella comunità di Monticelli è stata definita più che una "missione" un momento di riflessione, di contemplazione e soprattutto di conversione che si sono susseguiti in un clima di profonda ed autentica fede.
La distribuzione delle coroncine ed il libretto di preghiere ha voluto significare promessa ed impegno della recita del S. Rosario nelle famiglie ed in qualunque gruppo di devoti.
Quindi promozione umana e sociale, elevazione degli animi a Dio e riscoperta evangelica della chiamata al Padre, sulla Parola di Gesù Cristo e con l’aiuto di Maria, che è e rimane sempre speranza unica: "la sola speranza del mondo disperato e angosciato".
O Maria, che hai voluto onorare con la tua presenza, rimani sempre accanto ai nostri cuori per confortarli ed infiammarli di spirito evangelico. Rendi le nostre menti disponibili alla chiamata divina con le tue medesime risposte: "Sì" ed "Eccomi".

(Autore: Silvio Capone)


"1996" La Regina di Pompei a:
Contursi Terme (SA)

Dal 27 Aprile al 2 Maggio 1996 – Santuario Mariano: "Madonna delle Grazie"   Parroco "…"
A Contursi come nella casa di Elisabetta

La visita del Quadro della Madonna del Rosario di Pompei a Contursi Terme, svoltasi dal 27 aprile al 2 maggio, è stata una permanenza di grazie. Si è ripetuta dopo quasi 30 anni. Il "Quadro", allora, fu ricevuto nella chiesa parrocchiale.
Questa volta è stato "ospitato" nel Santuario mariano della Madonna delle Grazie perché la stessa chiesa parrocchiale è in ricostruzione.
Andammo a riceverlo allo svincolo dell’autostrada. Al ponte di S. Maria cominciò il corteo. Precedevano il Quadro torce e vento. Il corteo si fermò in piazza dove la Madonna ricevette il saluto della popolazione, del parroco che, a nome del popolo di Contursi, ringraziava la Madonna che visitava il paese per portare grazie come venti secoli fa quando si recò a far visita a Santa Elisabetta. In particolare, implorava dalla Vergine di guardare anche i bisogni materiali specie il lavoro che a tanti manca.
Quindi il corteo si recò verso il Santuario. Si è visto sin dal mattino del giorno 28 con la messa delle ore 8 sino alla sera alle ore 19, un continuo via vai di gente: anziani, giovani, bambini, che si accostavano all’Immagine della Madonna e la baciavano spesso con le lacrime agli occhi.
Man mano che passavano i giorni il Quadro era sempre più meta di piccoli pellegrinaggi e di persone singole che venivano a effondere le proprie pene e i propri bisogni.
Si sono fatte continue preghiere: il S. Rosario recitato nei misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi; conversazioni e prediche da parte di Mons. Cuomo, Vicario del Santuario di Pompei e Don Adolfo L’Arco. Insomma sono state giornate di preghiera vissute con molta intensità.
La Chiesa era diventata veramente un luogo di preghiera. Sono venuti a visitare la Madonna tutte le scuole: ragioneria e geometri, medie, scuole elementari con i propri professori.
A tutti gli alunni è stato dato un ricordo gradito: una coroncina e un libretto del Beato Bartolo Longo.
Quando è arrivato il momento della partenza del Quadro, il santuario era pieno di gente. Mons. Cuomo ha donato alla parrocchia un bel quadro della Madonna di Pompei, da sistemare nella ricostruita chiesa parrocchiale e una preziosa reliquia del Beato Bartolo Longo.
Nel saluto di commiato, il parroco si è impegnato con la comunità a ricambiare la visita a Pompei insieme ai ragazzi che intanto avrebbero ricevuto la loro prima Eucarestia il 2 giugno.
Di fronte ad un mondo confuso dal pensiero debole e da tanti modelli sociali ed esistenziali non propriamente cristiani, la Vergine è davvero uno dei pochi modelli cui si può far riferimento per quanto Ella ha saputo esprimere nella sua vita personale.
Noi cristiani, forti della sua fiduciosa e materna protezione, continueremo sempre più ad offrire una vera e autentica testimonianza proclamando Maria unica speranza e "vincolo di amore che ci rannoda a Dio; porto sicuro nel comune naufragio".

(Autore: Salvatore Siani)


"1996" La Regina di Pompei a:
Tricarico (MA)

Dal 02 al 05 Maggio 1996 – Parrocchia: "S. Potito Martire"
Dono di Dio la visita di Maria a Tricarico

Grande e significativo dono di Dio la visita della venerata immagine della Madonna di Pompei nella nostra Parrocchia S. Potito Martire in Tricarico nei giorni dal 2 al 5 maggio 1996, durante i quali abbiamo potuto godere la sua bontà misericordiosa ed usufruite a piene mani dei suoi tesori di grazia.
L’avevamo attesa con vivo desiderio fin dalla sua precedente venuta a chiusura dell’anno mariano diocesano nel 1988; l’avevamo più fortemente richiesta e più ansiosamente attesa questa sua venuta da circa due anni; ci eravamo preparati in quest’ultimo mese con la fervida preghiera di alcune case religiose e di tutta la comunità parrocchiale nei trenta cenacoli in ciascuno dei quali ogni sera una ventina di famiglie si riunivano per la recita del santo Rosario dinanzi ad un quadro della Madonna di Pompei che passava di casa in casa.
Si era così creato nella Parrocchia un clima di alta spiritualità che ci ha fatto toccare con mano,
già in anticipo, la presenza salvifica della Vergine Santa nelle riappacificazioni e nei ritorni alla fede! Al suo solo semplice arrivo esplose l’entusiasmo e la gioia la sera del giovedì 2 maggio sull’Appia, a Tre Cancelli dove eravamo andati ad attenderla per il primo saluto e farle scorta d’onore con un corteo di macchine verso la nostra cittadina.
All’inizio del territorio della Parrocchia l’accolse tutto il popolo di figli devoti con i canti e la recita del Santo Rosario per accompagnarla in processione "aux-flambeaux" verso la Chiesa resa più festosa dalle variopinte luminarie.
Così Maria iniziava solennemente la sua missione fra noi.
Fin dal primo momento l’avevamo voluta ed attesa come la grande missionaria per attuare fra noi la sua missione di sempre, donarci il Figlio Gesù, al di là di ogni tentazione festaiola o trionfalistica che pure non mancò ed alla quale fummo costretti a resistere con forza.
Così l’accoglieva e la salutava il Parroco a nome di tutti i fratelli, "Augusta Regina delle Vittorie, venuta come ai giorni della visita nella casa della cugina Elisabetta per portare Gesù al non ancora nato Giovanni Battista".
Di tanto si faceva interprete il nostro amatissimo Vescovo Mons. Francesco Zerrillo che, nella fervida omelia della concelebrazione eucaristica con tutti i sacerdoti di Tricarico, ci esortava ad accogliere responsabilmente il dono di grazia e ad aprire il cuore alla Vergine Santa.
La successiva intronizzazione della venerata immagine nella Chiesa dava l’avvio alle tre giornate missionarie durante le quali Maria vide passare tantissimi suoi figli: a Lei tutti portarono lacrime ed angosce, gioie e speranze, croci e dolori, insoddisfazioni e propositi di bontà; tutti accolse con cuore di Madre, a tutti fece brillare il suo sorriso e la speranza di giorni migliori.
Fu così in tutti e tre i giorni nelle ore delle celebrazioni eucaristiche, della preghiera comunitaria specialmente a mezzogiorno per la recita della Supplica sempre affollata e della susseguente adorazione eucaristica.
Maria ci ha evangelizzato innanzitutto con la sua persona, per quello che Lei è, Rosario vissuto nei misteri della sua vita inscindibilmente intrecciati con quelli della vita di Gesù, meravigliosa rivisitazione della storia della salvezza, "sintesi di tutto il Vangelo" come lo definisce Pio XII, vera "catena dolce che ci riannoda a Dio" come la proclama la Supplica a Lei indirizzata.
Il Santo Rosario è stato posto al centro di ogni riflessione o preghiera, fin dalla consegna gratuita a tutti della sua corona ed all’istruzione pratica circa il modo di recitarlo.
Alla proclamazione di questo messaggio erano finalizzati tutti gli incontri e quelli delle speciali celebrazioni per le varie categorie di fedeli.
La giornata conclusiva di domenica 5 maggio, fu tutta un trionfo per la Vergine Madre e per i devoti suoi figli.
Si aprì al mattino con la meravigliosa manifestazione dei fanciulli e dei ragazzi "per un fiore a Maria", prima della celebrazione eucaristica ed a conclusione del festoso incontro di canti e preghiere.
Al pomeriggio, alle ore 17.00, la solenne messa di congedo celebrata dal nostro Vescovo: c’eravamo veramente tutti dinanzi a Lei per dirle il nostro affettuoso grazie per i tanti prodigi
che come ricordò il Parroco nel salutarla, sono stati prodigi di vittoria sul male, operati da Lei che è Regina delle Vittorie.
E poi quando la sua venerata immagine lasciava il trono che le avevano preparato, soprattutto quando lasciava la nostra Chiesa per incamminarsi sulla via del ritorno a Pompei, abbiamo avvertito che si portava via con sé il nostro cuore.
L’abbiamo seguita tutti in processione sotto le arcate luminose fino alle ultime abitazioni della Parrocchia, l’abbiamo voluto accompagnare, numerosissimi, fino alla Basentana dove siamo stati costretti a salutarla ma con un affettuoso arrivederci al prossimo 15 giugno, quando in pellegrinaggio andremo a restituirle la visita nel suo glorioso Santuario di Pompei.
Ed ora che quella sua venerata immagine non c’è più in mezzo a noi, mentre continuiamo a riunirci in questo mese di maggio dinanzi al bel quadro che i suoi missionari inaspettatamente ci lasciarono a ricordo nel momento della permanenza, noi riandiamo, commossi, con la mente e con il cuore a quelle giornate missionarie mariane.
Abbiamo imparato a guardare a Maria, Icona e Madre della Chiesa il cui fondamento e il culmine è l’Eucarestia; alla missione di Maria, donare il Figlio e far crescere la famiglia intorno al Figlio; alla Chiesa che con Maria, nel Rosario, contempla, vive e annunzia il Vangelo, aprendo i cuori alla comunione con la santissima Trinità.
A Lei, alla nostra celeste Regina, ripetiamo e rinnoviamo questi impegni assunti, mentre ci risuonano a dolce conforto le parole di un canto mariano popolare: "Ma nell’alma più vivo ci resta – il pensier di tua dolce beltà – e nel cuor nuovi affetti ridesta – il tuo nome che spira bontà".

(Autore: Gaspare Sarti)


"1996" La Regina di Pompei a:
Città di Castello (PG)

26 Maggio-02 Giugno 1996 - Cattedrale

Per una settimana la Madonna del S. Rosario di Pompei si è trasferita a Città di Castello – Perugia. La sera del 26 maggio, giorno di Pentecoste, alle ore 17,00 come previsto è giunta, con la sua auto-cappella, la bellissima Immagine della Madonna di Pompei.
I Confratelli del Buon Consiglio l’hanno prelevata e portata trionfalmente, tra due ali di popolo festante, in Cattedrale. La corale "Abbatini" intanto intonava il bel canto del "Magnificat".
L’Immagine è stata, con un po’ di fatica, intronizzata sulla balaustra del presbiterio, di fronte ai fedeli che subito si sono messi in debita venerazione.
I Confratelli di Santo Spirito, l’hanno adornata di molti fiori e recintata di banchi, con drappi rossi, per la preghiera di chi ama Maria come Madre di Gesù, della Chiesa e di ogni povero peccatore che aspetta da Lei pace e salvezza.
Accompagnavano il Quadro tre Missionari di Pompei: Mons. Baldassarre Cuomo, Don Adolfo L’Arco e Sr. M. Sabina Rechichi.
Intronizzata Maria, i canti sono cessati e Mons. Cuomo ha rivolto un breve saluto a tutti.
Poi Don L’Arco ha tenuto la sua prima riflessione per orientare i cuori allo spirito di conversione, perché Maria è giunta per ridestare la fede, portare la pace, ottenere il perdono dei peccati e la conversione dei cuori.
Alle 18,30 il Vescovo, Pellegrino Tomaso Ronchi, con alcuni concelebranti, ha presieduto la S. Messa, con il rosso fuoco dello Spirito Santo. È iniziata così la Settimana Missionaria Mariana.
Ogni giorno, fin dal mattino, con la prima Messa delle ore 7,15 i devoti sono sempre venuti e onorare la Madre di Dio. Nella giornata, è stato recitato il Santo Rosario, con la meditazione dei Misteri Gaudiosi, Dolorosi e Gloriosi, tenuta da Don L’Arco.
Alle ore 9.15, durante la seconda messa, molta gente si è accostata al sacramento della confessione e della S. Comunione.
Alle ore 12.00 si è recitata la Supplica alla Madonna di Pompei, pronunciata da tutti i presenti. È seguita l’esposizione della SS. Eucaristia, l’adorazione e la benedizione.
Nei pomeriggi ci sono stati alcuni momenti forti: l’incontro di preghiera e di riflessione con le religiose; l’incontro con le mamme e la benedizione dei bambini; l’incontro con gli anziani e i malati caratterizzato dalla celebrazione della S. Messa e il Sacramento dell’Unzione degli infermi.
Il sabato, 1° del mese, c’è stato il Cenacolo del Movimento Sacerdotale Mariano con la
partecipazione di molti fedeli.
Ogni sera poi si è tenuto il pellegrinaggio delle varie Parrocchie della città, con molti fedeli venuti a onorare Maria e ad ascoltare la parola del missionario.
Domenica 2 giugno, Solennità della SS. Trinità, giornata conclusiva.
Molte confessioni e Sante Comunioni ad ogni messa. Alle ore 11.00 ha celebrato la santa Messa l’Arcivescovo di Pompei, S. E. Mons. Francesco Saverio Toppi, assistito dal segretario, Mons. Rendina.
Alle ore 12.00, al termine della Messa, il Vescovo, insieme a tutti i presenti, ha recitato la Supplica alla Madonna. La sera alle ore 16.00 con il saluto a Maria ed ai missionari, l’Immagine è partita per San Sepolcro.
A conclusione possiamo dire che è stato un avvenimento straordinario di fede e di sincera devozione. Tornerà mai più, la Madonna di Pompei a Città di Castello? La storia vedrà! Ma forse, lo dico con un po’ di rammarico, si poteva approfittare di più di quella visita della Mamma Celeste.
(Autore: Loris Giacchi)


"1996" La Regina di Pompei a:
Afragola (NA)

Dal 21al 29 Settembre 1996 - Parrocchia: "Santa Maria d'Ajello" - Parroco: "Don Giorgio Montefusco"
Non c’è dubbio ormai: Afragola è una città squisitamente mariana, lo evidenzia chiaramente la viva devozione che gli afragolesi dimostrano per la santa Vergine.
L’occasione felice della visita della Madonna di Pompei alla parrocchia di S. Maria d’Ajello, dal 21 al 29 settembre 1996, lo evidenzia eloquentemente.
Veramente suggestiva e commovente la fiumana di popolo, accorsa per salutare l’arrivo della Sacra Immagine al corso Garibaldi e la partenza, nel tardo pomeriggio di domenica, da piazza Santa Maria.
Come mai la Madonna è tornata nella stessa parrocchia dopo 11 anni? È semplice: aveva un debito da saldare con questa comunità. Infatti, al termine della missione dell’anno 1985, i fedeli furono esortati a favorire le vocazioni sacerdotali. Poco dopo, un gruppetto di adolescenti fu avviato al seminario di Pompei ed il 14 settembre di questo anno, uno di loro, don Giuseppe Esposito, è stato ordinato sacerdote da S. E. Mons. Toppo, all’altare di quel Santuario ed incardinato in quella prelatura apostolica.
Un altro profumatissimo fiore di carne, sbocciato alla luce ed al calore della Vergine.
In un baleno sono trascorsi gli otto giorni della missione mariana. Interminabile e composto il pellegrinaggio dei fedelissimi e piccini, studenti di ogni ordine e grado, giovani, anziani, malati e handicappati, sono accorsi numerosi per partecipare alle varie liturgie e per sostare in preghiera davanti all’Immagine della celeste Mediatrice.
Una settimana meravigliosa, nonostante l’inclemenza del tempo, contrassegnata da entusiasmo e tripudio di fede e di gioia senza precedenti e quasi irreali in un momento storico in cui egoismo, consumismo ed edonismo sfrenati sembrano aver preso il sopravvento. È apparso evidente che la gente è ormai stanca degli "ismi" fallaci e ingannatori, per cui ricorre ora fiduciosa all’eterna sorgente di ogni Bene, senza la quale è impossibile sorridere veramente alla vita.
L’eccezionale fervore dei sacerdoti che si sono succeduti all’altare e l’appassionato attivismo
delle due suorine che hanno accompagnato la Vergine, hanno efficacemente contribuito ad impressionare favorevolmente un po’ tutti. Sono state altresì, gratuitamente distribuite rilevanti quantità di immagini e immaginette sacre, libretti di preghiere, rosari, ecc.
Gli interventi, numerosi per la verità, dell’intramontabile don Adolfo L’Arco, salesiano, ottantunenne ma sprizzante una sorprendente freschezza giovanile, innamorato della Madonna, che ama seguire in ogni missione, hanno affascinato i fedeli con la sua penetrante, forbita parola.
Mons. Baldassarre Cuomo, vicario generale del Santuario di Pompei, angelo onnipresente della riuscitissima missione, ha posto a dura prova la sua resistenza fisica, operando al limite della possibilità umane. Il parroco, don Giorgio Montefusco, visibilmente soddisfatto, ha esclamato alla fine: "Tanto stanco, ma tanto felice!".
Il rito conclusivo è stato officiato da Mons. Francesco Saverio Toppi, Arcivescovo di Pompei, il quale ha rivolto, tra l’altro, ai fedeli presenti accorate raccomandazioni. Usando le stesse parole della Vergine alle nozze di Cana ha detto: "Fate quello che vi dice Lui", eseguire, cioè, concretamente gli insegnamenti di Gesù Cristo; ha altresì, esortato a non tralasciare mai la recita quotidiana del Santo Rosario: "Catena dolce che ci rannoda a Dio", definito così dal Beato Bartolo Longo; è seguito, poi, il rituale appello a favorire le vocazioni sacerdotali e religiose, in considerazione, soprattutto oggi, che "la messe è molta e gli operai sono pochi".
Alla fine è stato scoperto, tra gli scroscianti applausi di tutti, un quadro della Madonna di Pompei, che l’eminente prelato ha felicemente donato alla parrocchia.
(Autore: Gennaro Piccirillo)


"1996" La Regina di Pompei a:
Barletta (BT)

13-20 Ottobre 1996 - Parrocchia: "SS. Crocifisso" - Parroco: "Don Luigi Filannino"
Per Barletta una fonte di grazia divina

La venuta dell’Icona della Beata Vergine del Rosario di Pompei a Barletta presso la Parrocchia del SS.mo Crocifisso è stata, ancora una volta, segno della materna benevolenza di Maria verso questa Comunità.
La Madonna sin dal 7 ottobre 1992, inizio della raccolta di offerte per la costruzione della Chiesa parrocchiale, è stato davvero, come ebbe a definirla il Parroco, Don Luigi Filannino, "la cassiera" della Chiesa in costruzione.
Avevamo atteso con grande desiderio questa Sua venuta; ci eravamo preparati a questo grande incontro con la recita del Santo Rosario, ogni sera, per le vie della Parrocchia: il Parroco, accompagnato da componenti della comunità, presiedeva la preghiera.
Si era così creato un clima di spiritualità che ci ha fatto toccare con mano, già in anticipo, la presenza materna della Vergine nelle riappacificazioni e nei ritorni alla fede.
Così il 13 ottobre Maria iniziava la sua missione fra noi. Fin dal primo momento l’avevamo voluta ed attesa come la grande e prima missionaria per attuare fra noi la sua missione di donarci il Figlio Gesù, al di là di ogni tentazione festaiola o trionfalistica.
Con questi sentimenti, sul piazzale della Chiesa, l’attendeva un popolo plaudente, insieme al Vicario Generale dell’Arcidiocesi e al Sindaco, con il gonfalone della città scortato da vigili urbani
mentre venivano fatti volare uno stormo di colombi bianchi e palloncini inneggianti alla Vergine Santissima.
Di tanto si faceva interprete il nostro amatissimo Parroco, Don Luigi Filannino, nell’accogliere e salutare la Vergine del Rosario nonché il Delegato Pontificio, custode della Venerata Immagine; si univa a lui il Vicario Generale e il Sindaco che metteva in risalto la devozione mariana dei cittadini barlettani fieri di avere come protettrice della città la Vergine SS.ma sotto il titolo dello Sterpeto.
Per l'intera Settimana nelle ore delle celebrazioni eucaristiche, della recita comunitaria del S. Rosario, in modo particolare a mezzogiorno per la recita della Supplica e susseguente Adorazione e Benedizione Eucaristica e, per tutta la giornata, Maria ha visto passare tantissimi suoi figli: a Lei tutti hanno portato lacrime ed angosce, gioie e speranze, croci e dolori, insoddisfazioni e propositi di bontà; tutti accolti con cuore di Madre, a tutti ha fatto brillare il sorriso e la speranza di giorni migliori.
Tutti gli incontri, e particolarmente quelli delle speciali celebrazioni per le varie categorie di fedeli, erano finalizzati alla proclamazione della Parola di Dio e, soprattutto, alla divulgazione della Recita del Rosario vissuto nei misteri della Redenzione, sintesi del Vangelo "catena dolce
che ci rannodi a Dio" come viene proclamato nella Supplica.
Abbiamo imparato a guardare a Maria a Maria, Icona e Madre della Chiesa il cui fondamento e il culmine è l’Eucarestia; alla Missione di Maria: donare il Figlio e far crescere la famiglia intorno al Figlio "Ad Jesum per Mariam"; a Maria: che nel Rosario annunzia, come la Chiesa, il Vangelo aprendo i cuori alla comunione con la Santissima Trinità.
La fase conclusiva della settimana, ha visto l’arrivo del Sig. Cardinale Paolo Agostino Mayer, Prefetto Emerito della sacra Congregazione dei Sacramenti e del Culto divino che, nelle ore serali, ha presieduto la Veglia Mariana.
Nella giornata conclusiva il Cardinale presiedeva l’Eucarestia concelebrata da: Mons. Giuseppe Carata, Arcivescovo Emerito e Mons. Francesco Monterisi, figlio di questa parrocchia e Nunzio Apostolico di Bosnia; seguiva la Supplica alla Vergine del Rosario recitata dal Presidente e da tutti i figli devoti della Madonna presenti alla celebrazione.

(Autore: Leonardo Ragno)


"1996" La Regina di Pompei a:
Termoli (CB)

Dal 03 al 10 Novembre 1996
A Termopoli (Campobasso) per un’invasione di grazia

L’occasione della visita della visita della Venerata Effige della Madonna del Rosario di Pompei, è stata, per la nostra comunità parrocchiale, per la città, e per l’intera diocesi, momento di sintesi di coscienza tra genuina pietà popolare e approfondimento della verità di fede. Grazie al contributo di tutti coloro che hanno preparato e annunciato l’evento, la settimana mariana è stata vissuta secondo una intensa partecipazione, affettiva e numerica.
Abbiamo potuto manifestare schiettezza d’affetti e, al contempo, meditare la pienezza di adesione all’amore di Dio, a cui siamo chiamati: l’infiammarsi ed unificarsi a un amore che, per somma benevolenza, non dissolve ed identifica; l’essere chiamati ad essere Uno, in Lui e, al contempo, il rimanere uomini (l’individualità è rispettata).
Ci è stato detto di un amore così eccelso che ci fonde senza confonderci. Una passione così abissale, per l’uomo, che vuole deificare ("grazia deificante" dovremmo dire, più che "grazia santificante") e che pure, per sua infinitudine, sempre trascendente la "debolezza" della nostra
risposta: "uno solo è impazzito d’amore", uno solo brilla d’Amore proprio, da uno soltanto procede lo Spirito, la Pienezza di Vita, una "passione" e una carità non velate in nulla. Occorre accogliere la Pienezza che dilata all’universale ogni vita.
Vogliamo che sia stata sperimentata questa unione, che poi è l’unità della Chiesa, l’unione mistica, più perfetta delle forme che la precedono, pur se più nascosta. Dunque ci siamo accorti che la perfezione si nasconde? … l’unione affettiva, ad esempio, è più perfetta di quella fisica, l’unione sostanziale fra anima e corpo, che fa una cosa sola delle due realtà, è ancora più perfetta, ancora più nascosta, e così via. Ci siamo accorti, stavamo dicendo, che la perfezione si nasconde? Che ingigantisce il nascondimento, l’umiltà? Ci siamo accorti che la luce, pur illuminando tutto, rimane nascosta, invisibile, fenomeno misterioso pure ai fisici?
La persona sana, ci è stato detto, è come l’occhio, che vede tutto ma non se stesso. E ancora non realizziamo che la cultura moderna non cristiana è cultura della frantumazione, che volatilizza la coscienza, frange la persona, cultura che rende l’uomo schizofrenico (come diceva Don L’Arco) dopo averne insediato i principi morali (in tutta la morale, che è un tutt’uno con l’etica, si verifica il tuo amore per i fratelli).
Ancora non realizziamo che il peccato è sempre denigrazione dell’Amore, che il peccato ci rende presenti solo a noi stessi e non ai fratelli, che il peccato insedia in noi fini che non sono l’Amore per la Persona (divina) e la persona (umana). Non ci accorgiamo ancora che il peccato sradica il fratello dal nucleo di una coscienza fatta per amare? Resta il fatto che ci siamo sentiti tutti fratelli (speriamo, per sempre), uguali in dignità, come le "stelle del cielo" promesse ad Abramo, che non solo sono tante, sono tutte bellissime, tutte brillano.
Non è certamente stato l’arrivo di un quadro, se pur venerato, ad infiammare i nostri cuori di devozione filiale verso la Madre del nostro Salvatore, quanto piuttosto la certezza che Maria è vicina più di quanto noi vogliamo immaginare al nostro percorso di conversione, di ascesi, di contemplazione, di relazione all’amore divino.
"Non hanno più vino…".
La Madonna ha intercesso per noi, per i nostri bisogni, per le nostre esigenze quotidiane.
"Non hanno più salute, non hanno più fede, non hanno più speranza, non hanno più Dio…". Nelle celebrazioni quotidiane, dal Rosario meditato alla santa Messa, dagli incontri serali con gli ammalati, con i giovani, con le associazioni e i movimenti ai momenti di preghiera personale, ogni istante della settimana è stato caratterizzato dalla presenza silenziosa ma tangibile della Mamma celeste che ha vegliato sui suoi figli ed ha sorretto la nostra preghiera, ha soccorso i nostri bisogni… Sentiamo che siamo stati invasi dalla Grazia e che Essa ha compiuto il miracolo di trasformare e unificare i cuori alla Volontà divina: sentirsi parte del corpo mistico e vivere questa appartenenza in maniera radicale.
Questi momenti di Grazia hanno raggiunto anche paesi e diocesi molto lontani, grazie all’impegno e all’interessamento di un’emittente cattolica della città di Vasto, T.R.S.P. (Teleradio S. Pietro); che ha trasmesso in diretta tutte le celebrazioni eucaristiche e i momenti principali della settimana, raggiungendo l’intera popolazione degli Abruzzi, parte della Puglia e delle Marche, e naturalmente il Molise. Mons. Cuomo e Don L’Arco, che insieme a Suor Maria Emanuela e Suor Maria Sabina hanno guidato e dettato le riflessioni, invitato alla conversione del cuore, amministrato i Sacramenti dell’Unzione degli Infermi, della Riconciliazione e dell’Eucarestia ed esercitato la loro capacità di convocare alla presenza del Signore, hanno reso la settimana un’intensa successione di accanimenti meravigliosi.
(Autore: Biagio Danilo)


"1996" La Regina di Pompei a:
Castelbuono (PA)

Dal 20 al 25 Novembre 1996 – Chiesa Madre - Parrocchia: "Santa Natività di Maria Vergine" - Parroco "Monsignoe Antonino Di Giorgi"
Grande gioia per i devoti di Castelbuono

I giorni dal 20 al 25 Novembre 1996 sono stati per la Comunità ecclesiale di Castelbuono (Palermo), un periodo di grande gioia e di intenso fervore mariano grazie alla presenza della Prodigiosa effigie di Maria Santissima del Rosario di Pompei.
Grandissima è risultata la partecipazione dei fedeli che si sono stretti attorno a Maria tramite la "dolce catena" del Santo Rosario.
Una grande folla di castelbuonesi, nel pomeriggio di mercoledì 20, ha atteso l’arrivo dell’effigie mariana assieme alle autorità religiose, civili e militari, tributando una calorosa e commossa accoglienza alla Madre Celeste ed accompagnandola in processione alla Chiesa Madre, Parrocchia Santa Natività di Maria Vergine.
Ivi Mons. Rosario Mazzola, Vescovo di Cefalù, ha presieduto la solenne Concelebrazione Eucaristica dando il benvenuto a nome della Comunità diocesana, ai sacerdoti ed alle religiose di Pompei che accompagnavano la Madonna.
I giorni successivi hanno visto un incessante pellegrinaggio di devoti che hanno affollato la chiesa
per la recita del S. Rosario, della Supplica, nelle Celebrazioni eucaristiche e negli incontri di settore.
Adulti, anziani, giovani e fanciulli, intere famiglie, comunità, tutti hanno rivolto il loro sguardo ed elevato il loro pensiero a Maria.
Domenica 24, Castelbuono riceve anche la visita di Mons. Francesco Saverio Toppi, Arcivescovo e Prelato di Pompei, che durante la solenne Concelebrazione Eucaristica, con parole di intensa spiritualità ha reso quasi tangibili i misteri della salvezza contemplati nel Santo Rosario, calandoli nel quotidiano di ciascun credente.
La Comunità della Parrocchia Santa Natività di Maria Vergine, assieme a tutta Castelbuono rinnovano i sentimenti di devozione alla Vergine Santissima del Rosario di Pompei, il cui culto nel centro madonita risale agli inizi del ventesimo secolo presso la chiesa dell’ex Monastero benedettino di Santa Venera dove si trova il simulacro della Madonna di Pompei.
Il Parroco Monsignor Antonino Di Giorgi, il vice-parroco Don Paolino Marchese e tutta la Comunità ringraziano di cuore Mons. Toppi, Mons. Baldassarre Cuomo, Don Adolfo L’Arco, Don Salvatore e le Suore, per queste giornate di grazia e di letizia.
La commozione ed il rinnovato fervore hanno lasciato profonda eco nella Comunità Castelbuonese e la partenza della Sacra effigie della Madonna, giorno 25, è stato preludio di rinnovato impegno e di costante preghiera.
(Autore: Francesco Sapuppo)


"1996" La Regina di Pompei a:
Ribera (AG)

25-30 Novembre 1996 - Parrocchia: "San Francesco"
Speranza, Pace e Amore per Ribera

Con questo annuncio "Se sapeste quanto vi amo piangereste di gioia" l’immagine della Madonna di Pompei ha fatto il suo ingresso nella cittadina di Ribera, in provincia di Agrigento.
Con un programma ben definito e curato nei minimi dettagli, i sacerdoti hanno coinvolto tutta la popolazione dai più piccoli ai più grandi, dagli alunni ai lavoratori, dai giovani ai vari gruppi ecclesiali.
Il quadro della Madonna è arrivato con un camper-cappella la sera del 25 novembre 1996, nella piazza principale del paese, dove l’attendeva una folla con canti, preghiere, e fiaccole accese.
Qui il sindaco ha offerto le chiavi della città, quindi con una fiaccolata la Madonna è stata portata alla chiesa di San Francesco, dove Mons. Toppi, Vescovo di Pompei, ha presieduto una Messa solenne.
La presenza della Madonna di Pompei ha trasformato per quattro giorni la nostra chiesa in una grande Basilica: c’era un continuo pellegrinaggio di fedeli che venivano non solo da ogni parte di Ribera ma anche dai paesi limitrofi: si pregava, come previsto dal programma, in qualsiasi ora della giornata dalle sette del mattino con una prima Messa sino alle 23 quando si concludeva l’ultima veglia di preghiera.
Lo scopo di tale visita non era di poco conto. L’iniziativa del pellegrinare della miracolosa icona è inquadrata in una grandissima missione, quella di Bartolo Longo. L’umanità ha bisogno di una continua evangelizzazione. La più pratica del S. Rosario "La catena che ci rannoda a Dio"", la Supplica alla regina della Valle di Pompei devono essere diffuse e recitate da tutti i popoli della terra.
Ad accompagnare la Madonna c’erano due Suore e due sacerdoti, don L’ Adolfo L’Arco e don Baldassarre Cuomo. Come non ricordare le frizzanti omelie dell’uno e le pacate suadenti meditazioni dell’altro?
Quando parlavano, l’assemblea era in atteggiamento di lieto ascolto, la partecipazione era profonda, dai loro interventi traspariva un senso di umorismo e di ottimismo che si diffondeva tra i fedeli.
Le battute e gli aneddoti che si intrecciavano con pensieri di alta teologia avevano lo scopo di penetrare non solo nella mente ma anche nel cuore. Tutti sapevamo che si trattava solo di una icona, ma nella chiesa gremita di fedeli, si respirava un’atmosfera di festa, ci si sentiva protagonisti di un dono particolare e privilegiati, per essere stati visitati dalla Madre Celeste.
La Madonna ripartì sabato 30 in un freddo pomeriggio, dopo aver dato il suo messaggio di pace, di speranza e di amore, una folla immensa, incurante di tutto, era lì a salutare.
Non dimenticheremo presto tale emozione e tale esperienza e spero che tutti noi non perdiamo quella collana con le 4 perle che don Adolfo ci ha lasciato negli ultimi momenti. Io ce l’ho ancora al collo e la porterò sempre con me.
La comunità di Ribera è grata alla Madonna per questa bellissima visita e sicura di essere amata da Tale Madre, chiede ed invoca sempre la sua protezione.

(Autore: Giuseppina Pandolfi)


"1996" La Regina di Pompei a:
Trinitapoli (BT)

Dal 15 al 22 Dicembre 1996
A Trinitapoli come da Santa Elisabetta

Se mi è consentita una riflessione, desidererei paragonare la visita della Beata Vergine di Pompei a Trinitapoli a quella di Maria Vergine e Santa Elisabetta, perché considero Maria colei che, nella sua esperienza itinerante, è sempre vigile e attenta a raccogliere i suoi figli intorno alla centralità della figura di Cristo, verso cui noi tutti siamo diretti per celebrarlo fra tre anni, nel giubileo del Duemila.
In secondo luogo, in tutta fede, credo che la regina di Pompei abbia voluto un nuovo incontro con
uno dei suoi figli prediletti ed amati: P. Giuseppe Maria Leone, consigliere spirituale del Beato Bartolo Longo.
Infatti l’idea di chiedere l’immagine della Nostra Signora di Pompei è nata allorquando abbiamo dedicato, anche allora ufficialmente come Chiesa di Trinitapoli, un monumento a P. Leone.
I rapporti ricchi di fraternità e di stima fra le città gemelle di Trinitapoli e Pompei hanno accelerato i tempi tecnici per realizzare la settimana Mariana a Trinitapoli.
L’arrivo dell’Immagine Sacra il 15 dicembre 1996 ha destato, assieme, attenzione e venerazione grandissime per Colei che da antica data richiama pellegrini da tutto il mondo nel Suo Santuario di Pompei.
La commozione nasceva dalla constatazione che era Lei a venire da noi questa volta. È stata una visita piena di maternità e di tenerezza, che ha toccato i cuori più lontani e disattenti. In massa hanno partecipato agli incontri programmati, tutte le scuole di ogni ordine e grado, per ossequiare l’Ospite d’onore e per sentire la parola del missionario, che lasciava il segno nell’animo di ciascuno. E che dire della condivisione di tutte le parrocchie di Trinitapoli? Uno spettacolo di fede e di edificazione.
Un grazie immenso a tutti coloro che hanno contribuito a rendere la visita di Maria SS. A Trinitapoli un Tabor da cui ripartire e a cui attingere gioia e speranza di nuova vita.

(Autore: Stefano Sarcina)


 
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