Missioni Mariane dell'Anno 2002 - Istituto Aveta

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Missioni Mariane dell'Anno 2002

Il Santuario > Madonna Pellegrina > Anni 2000/2009

"2002" La Regina di Pompei a:  
Sorrento (NA)

22/24 Gennaio 2002

Un’intensa e commossa accoglienza della Madonna di Pompei a Sorrento, ha caratterizzato l’invocazione per la Pace in concomitanza con la preghiera di Assisi guidata da Giovanni Paolo II insieme ai Rappresentanti delle più importanti religioni.
La giornata di preghiera per la pace del 24 gennaio 2002, voluta da Giovanni Paolo II, dopo quella del 1986, sempre ad Assisi, e alla quale hanno partecipato rappresentanti delle più importanti religioni del mondo, ha fatto da sfondo alla Peregrinatio dell’icona della vergine del Rosario di Pompei nell’arcidiocesi di Sorrento-Castellammare.
Nei giorni dal 22 al 24 gennaio scorso, nella "città delle sirene" e, poi nell’antica Stabia l’Immagine della Madonna ha accompagnato un popolo fervente ed orante nell’invocazione della pace universale, tra i popoli e tra le religioni.
Nella città delle sirene
Sorrento è una cittadina che, a buon diritto può definirsi mariana, per le numerose chiese dedicate alla madre di Dio e le molte confraternite che onorano la Madonna.
Questa devozione alla Vergine si è manifestata con straordinaria intensità, martedì, 22 gennaio, con la visita del Quadro della Madonna di Pompei, giunto nella città delle sirene, accolto da un’immensa folla proveniente da tutta la penisola, plaudente e commossa di poter ammirare nella piazza Lauro l’icona prodigiosa della Madonna del Rosario.
Giunto a Sorrento il Quadro della Madonna è accolto da un lungo applauso ed è stato portato a spalle, in processione, verso la Chiesa Cattedrale. L’Arcivescovo di Sorrento-Castellammare, Mons. Felice Cece, rivolgendo il saluto dei sorrentini alla vergine Maria, ha invitato tutti a rivolgersi a Lei per invocarne la protezione e l’intercessione per la pace tra gli uomini, i popoli e le religioni, in comunione con la preghiera di Assisi.
Subito dopo, la "Peregrinatio" lungo il corso Italia ha impegnato la folla nella recita del Rosario guidato da don Adolfo L’Arco. Poi, nella cattedrale, un’intensa veglia di preghiera ha caratterizzato la
lunga serata mariana a Sorrento.
Il mattino successivo, mercoledì, l’icona è stata raggiunta in pellegrinaggio dalle scolaresche, dalle diverse associazioni locali e da numerosissimi fedeli, che si sono alternati ai piedi della Vergine.
Tra le varie invocazioni ed intenzioni di preghiera.
Anche quella per il Sinodo diocesano, recentemente indetto dall’Arcivescovo. Nel pomeriggio l’immagine è ripartita per Castellammare.

(Autore: Nino Cuomo)


"2002" La Regina di Pompei a:
Castellammare di Stabia (NA)

23-25 Gennaio 2002 – Chiesa Concattedrale

Un’intensa e commossa accoglienza della Madonna di Pompei a Castellammare, ha caratterizzato l’invocazione per la Pace in concomitanza con la preghiera di Assisi guidata da Giovanni Paolo II insieme ai Rappresentanti delle più importanti religioni.
La giornata di preghiera per la pace del 24 gennaio 2002, voluta da Giovanni Paolo II, dopo quella del 1986, sempre ad Assisi, e alla quale hanno partecipato rappresentanti delle più importanti religioni del mondo, ha fatto da sfondo alla Peregrinatio dell’icona della vergine del Rosario di Pompei nell’arcidiocesi di Castellammare.
Nei giorni dal 22 al 24 gennaio scorso, nell’antica Stabia l’Immagine della Madonna ha accompagnato un popolo fervente ed orante nell’invocazione della pace universale, tra i popoli e tra le religioni.

Nell’antica Stabia
Anche a Castellammare, città ricca di Santuari mariani (S. Maria di Pozzano, S. Maria della libera, S. Maria della Santità) ha vissuto un’intensa giornata alla presenza dell’Immagine della madonna di Pompei per pregare per la Pace.
Mercoledì 23 gennaio 2002 alle ore 18.00 l’autocappella proveniente da Sorrento, con l’Icona della Madonna è stata ascoltata calorosamente in piazza Matteotti, da dove, portata a spalle, è stata trasferita nella Chiesa Concattedrale.
Durante il percorso è stato recitato il Santo Rosario.
Significativa è stata la sosta dell’effigie davanti a "Porta del Quartuccio", antica porta della città, quasi a voler affidare la comunità stabiese all’intercessione della vergine del Rosario.
Giunti in Cattedrale, l’Arcivescovo ha presieduto una solenne concelebrazione eucaristica con i parroci e i sacerdoti della città.
Alle ore 22.00 è iniziata la veglia di preghiera animata dai giovani.
La chiesa è rimasta aperta per tutta la notte, ospitando gruppi di persone che si sono alternati nell’ora di guardia a Maria.
Anche la giornata di giovedì è stata caratterizzata da intensi momenti di preghiera con la partecipazione delle scuole e delle varie realtà ecclesiali.
Alle 17.00 dopo la recita del Rosario e la Supplica, l’Immagine della Madonna ha lasciato la Concattedrale per fare ritorno a Pompei.
Durante il percorso, il Quadro ha sostato brevemente presso il monastero delle monache Adoratrici Perpetue del SS.mo Sacramento, che al canto del Salve Regina hanno salutato la Vergine delle Vittorie, Regina della Pace.

(Autore: Ciro Esposito)


"2002" La Regina di Pompei a:
Pignataro Maggiore  (CE)

17/24 Marzo 2002 – Parroco: "Don Giovanni Palumbo"
Una città innamorata di Maria

La comunità di Pignataro fa parte, da tempi ormai remoti, della storia di Pompei.
Dopo le vicende belliche del secolo scorso, inizia, promosso da alcuni soldati sopravvissuti alla guerra, il pellegrinaggio a piedi che ogni anno in centinaia compiono per esprimere il loro amore alla Vergine.

Pignataro Maggiore fa parte della storia del santuario di Pompei avendovi recato note particolari di religiosità e di cultura. Risale a tempi ormai lontani la sua devozione alla Madonna del Rosario sotto il titolo di Pompei, ma s’intensifica e prende aspetti singolarmente vivaci dopo la seconda guerra mondiale.
Giovani soldati esposti ai rischi imprevedibili di quel conflitto assurdo conclusosi con perdite incredibili di uomini e di cose, avevano fatto voto di recarsi a piedi a Pompei se fossero sopravvissuti.
Tornati illesi in patria, intendono immediatamente porre in atto la parola data.
Ed eccoli, in numero sparuto, partire a piedi recando con sé poche provviste su un carro agricolo. La meta è Pompei, da raggiungere a qualunque costo. Lungo il tragitto incontrano persone che, durante lo stesso conflitto avevano trovato scampo nell’entroterra campano, tra cui Pignataro Maggiore.
Incontrarsi dopo vicende segnate da lutti e rovine, potersi guardare in volto, narrarsi avventure ed esprimere cordialità, è un tutt’uno. Intanto, la meta si avvicina: una ventina di chilometri e sarebbero al Santuario della Madonna di Pompei. Potersi prostrare davanti a quel Quadro sognato durante i momenti difficili della guerra e sentire la carezza della Madonna è come risposta del cielo.
Tra lacrime, gioia e sacrifici, si compiva il primo pellegrinaggio. È il primo, perché altri ne seguiranno, pur con qualche interruzione, fin quando non ne diventa anima il carissimo don Peppino Palmesano.
Sacerdote dal cuore apostolico, dotto Professore, egli studia l’animus del popolo e ne scopre le istanze: il pellegrinaggio a Pompei a piedi è un evento che fonde i cuori in un ideale cristiano ed umano. Egli diventa come la bandiera di questo evento, ed ogni anno, a piedi, conduce i suoi concittadini a Pompei, fino a quando la forte fibra gli risponde generosamente. L’anno scorso, purtroppo, per la prima volta, don Peppino era assente: le forze non reggevano più, ma lo spirito era a Pompei insieme agli amati concittadini ugualmente fervorosi.
Questo pellegrinaggio comincia nella notte del 5 maggio col raduno nella chiesa parrocchiale, poi il via: tutti compatti, senza distinzione di giovani o anziani, ed anche le donne procedono in perfetta sintonia con tutto il gruppo. Si canta, si prega, si cammina.
Pompei li accoglie alla vigilia della Supplica, verso le 12, col suono delle campane, mentre il gruppo, formato di alcune centinaia di persone, sfila in ginocchio dalla porta del Santuario ai gradini del presbiterio che tutti baciano per poi sistemarsi nei vari spazi della Basilica. Sudati o bagnati, stanchi o ancora carichi di energie, sono tutti ai piedi della Madonna, felici di aver mantenuto la parola a
nome proprio e di quelli che, in tempi lontani, fecero la promessa. Evento cittadino che sta ormai nel sangue del popolo.
In questo contesto si inserisce dal 17 al 24 marzo 2002, la Settimana Missionaria Mariana. Scatta un’autentica gara di generosità tra i cittadini per accogliere degnamente la Madonna.
Il Parroco, Don Giovanni Palumbo, pur vincolato da impegni diocesani che lo costringono ad estenuanti convegni fuori sede, dà il meglio di sé per vivere e far vivere in pienezza da tutto il popolo l’eccezionale settimana.
Il Vescovo Francesco Tommasiello, paterno ed affettuoso, è in prima fila ad accogliere, davanti ad un popolo sterminato, la veneranda Icona Pompeiana accompagnata dal Delegato Pontificio del Santuario di Pompei, l’Arcivescovo Domenico Sorrentino, dai sacerdoti e dalle Suore di Pompei.
Tutto il paese è ornato a festa come in ubbidienza ad un ordine spiccato da un’autorità superiore.
Un Comitato organizzatore ha curato nei minimi dettagli tutto il programma, ma, in realtà, è il cuore del popolo che pulsa ed esige di far bella figura con la Madonna.
I festoni che fasciano tutte le strade sono semplicissimi ma creano l’aria di gioiosa attesa e di affettuoso saluto: piccoli piatti di plastica, capovolti, reggono al centro, mediante un filo, altrettanti bicchieri di plastica anch’essi, quasi a formare una sfilza di lampioncini di vari colori in cui domina l’azzurro.
Il saluto del rappresentante della Cittadina è seguito dalla parola del parroco, Don Giovanni Palumbo,
è, come era da attendersi, dagli scoppi dei mortaretti e dagli squilli della banda musicale.
La settimana è stata un viavai di persone che non hanno mai lasciato vuota la chiesa parrocchiale.
Numerosissime le confessioni, infaticabili i confessori inchiodati per ore ed ore al confessionale, felici, però, di distribuire la misericordia di Dio.
Più volte anche da Pompei sono accorsi Sacerdoti per le Confessioni soprattutto in alcune circostanze, tra cui la serata degli uomini.
Questa resterà memorabile nella storia cittadina sia per il numero sia per il contegno dei partecipanti: il soprannaturale li aveva conquistati. La chiesa era gremita fino all’inverosimile.
Magnifica la Concelebrazione Eucaristica del Clero della Diocesi di Teano-Calvi. Il Vescovo Tommasiello dominava dalla cattedra non solo per la sua imponente statura ma soprattutto per la più che visibile gioia di Pastore.
I bambini, come sempre, hanno aggiunto le loro note di gaiezza e di candore, cantando e pregando. Ad essi è stato affidato il "piccolo Rosario". Servirà loro non solo negli anni dell’innocenza, ma soprattutto quando le incertezze e le difficoltà del domani porranno problemi che tutti conosciamo.
Ci auguriamo di vedere ogni anno il pellegrinaggio popolare di Pignataro Maggiore. Il loro fervore ed il
senso di commozione che li pervade contagia tutti noi.
Quel pellegrinaggio è atteso, e chi vi assiste si accorge bene che ad animare i pellegrini è la fede sincera.
Terminiamo col sottolineare l’entusiasmo del nostro Arcivescovo Domenico Sorrentino: egli ha visto, ha partecipato, ha celebrato, e perciò rende testimonianza.
Ha sperimentato ancora una volta la forza del messaggio ricevuto da Bartolo Longo nelle campagne di Valle di Pompei: "Se cerchi salvezza, propaga il Rosario".
Grazie, cittadini di Pignataro. Il fervore e la carità che avete mostrato in quella Settimana vi – incoronino -  di gioia e di santo orgoglio".

(Autore: Baldassarre Cuomo)


"2002" La Regina di Pompei a:
Messina  (ME)

Dal 14 al 21 Aprile 2002 - Parrocchia: "Madonna delle Lacrime" - Parroco: "Mons. Mario Di Pietro"
A Messina in una comunità fortemente impegnata

Dal 14 al 21 aprile, la Parrocchia Madonna delle Lacrime, in Messina, ha ospitato l’immagine della Vergine del Rosario di Pompei. Gli incontri di preghiera, le celebrazioni e, soprattutto, la visita al Policlinico hanno offerto forti emozioni spirituali alla settimana mariana.
Si parte. Destinazione Messina, zona Santo-Bordinaro, Parrocchia Madonna delle Lacrime: 14 aprile 2002, ore 7,45.
L’équipe missionaria Don Baldassarre Cuomo, Don Adolfo L’Arco, Sr. Maria Sabina – si completerà con Sr. Maria Chiara da prelevare presso l’Istituto "Santa Caterina da Siena" a Paola e con Don Andrea Fontanella che arriverà martedì 16, da solo in auto. Autisti: i fratelli Franco e Michele Longobardi.
Si viaggia sotto la pioggia, un po’ di nebbia, intermittenti schiarite, con l’unico inconveniente delle bizze del tergicristallo, che, a scadenze impreviste, s’incanta.
Sosta a Paola: allietata dall’accoglienza più che fraterna delle nostre Suore.
Arrivo a Messina in perfetto orario, alle ore 16,30 e, poco dopo, scortati dalla Polizia, alla Parrocchia della Madonna delle Lacrime. È festa, festa di popolo che accoglie la Madonna nel proprio quartiere.

Una Icona bellissima
La santa Immagine domina la folla col fascino di una visione celeste. È bella, esclamano i bravi fedeli. Ed è giusto. Questa è l’Icona pellegrinante che irradia, dovunque giunge, l’irrepetibile riflesso della Icona "sedente" del Santuario di Pompei.
E qui potremmo aprire una parentesi ricordando il miracolo dell’8 dicembre 1881, quando la Madonna abbellì prodigiosamente l’immagine del suo volto nel dipinto del Prof. Federico Maldarelli, a Pompei.
A Messina la venerata Immagine entra "umilmente" nella nuova Parrocchia della Madonna delle Lacrime: la porta è bassa ed è stretta.
La Madonna non ci bada e, pur di stare con i suoi figli, è felice del discendere fino a farsi trainare con un carrello alto appena cinque centimetri.
D’altronde, a Lei si suol cantare: "É di marmi preziosi quel trono / che i tuoi figli ti offrirono in dono. / Tu lo lasci, ti fai pellegrina: / tra i tuoi figli ti senti Regina".
La regalità di Maria si esprime nel farsi piccola per servire i piccoli.
E qui, nel quartiere Santo-Bordinaro, i piccoli abbondano.
Una comunità presente sul territorio
Un breve colloquio col Parroco, Mons. Mario Di Pietro, ci ha informati di quanti sforzi si facciano localmente per una crescita socio-culturale-religiosa di tutto il quartiere.
Collaboratori fervorosi intrecciano le proprie occupazioni con impegni concordati col Parroco ed il Consiglio Pastorale per entrare in tutti gli ambienti, iulluminare, dare quanto si può.
E si dà davvero molto, partendo da una coraggiosa preevangelizzazione per arrivare alla solennità dei riti con cori, ministranti, Lettori, Accoliti, da ricordare, rispettando le debite proporzioni, le Basiliche romane.
Ci si muove tra le cime e le valli, ma il regno di Dio è annunziato con fervore.
Qui la madonna ha trovato il suo habitat connaturale per realizzare il "qui facis utraque unum": conciliare i distanti, arrocati su opposte sponde, nella legge dell’amore che annulla distanze e rende fecondi i più modesto e nascosti sforzi.
Le parrocchie limitrofe si sono avvicendate insieme con i loro Pastori nelle celebrazioni vespertine. Ed Ecc.mi Vescovi hanno onorato le assemblee col tocco della loro paternità ecclesiale.
Anzitutto l’Arcivescovo Giovanni Marra, che, pur avendo potuto partecipare personalmente, ha voluto scrivere di proprio pugno l’invito ai fedeli per la Visita della Madonna.
Inoltre, l’Arcivescovo Emerito Ignazio Cannavò, il Vescovo di Cefalù Francesco Sgalambro, il Vescovo
Ausiliaro Francesco Montenegro. Il programma consueto delle nostre Settimane Missionarie è stato puntualmente realizzato.
Certo, non erano le folle a gremire la vasta chiesa, ma il fervore era eccellente e la carità, l’accoglienza, espressa in stile di finezza ammirevole.
Vorremmo ringraziare le singole persone, ma "il tacere è bello"; tuttavia dobbiamo sottolineare l’accoglienza della Casa "Villareale" dove, tra la gioia della Direzione e del personale, nonché dei sacerdoti ospiti, abbiamo trascorso ore di respiro evangelico. E vorremmo chiedere scusa se abbiamo costretto qualche Suorina a vegliare fino a notte più che inoltrata per attendere i Missionari che vi giungevano dopo gli impegni programmati.
La perla della settimana mariana
Una perla, inoltre, si incastona in questa singolare esperienza missionaria: la visita al Policlinico della città, accompagnati dal cappellano Padre Giacinto Manto, cappuccino, che viveva con commozione la vigilia del suo 50° sacerdotale (in parentesi, formuliamo i più caldi auguri!). Qui la vecchietta non vedente, in dialisi, stando sul suo lettino, avendo udito i canti dei fedeli che ci accompagnavano, si offrì a cantare anche lei.
"È un canto alla Madonna, disse, non uno spettacolo, e non voglio applausi".
Cantò: "Ho visto una luce nel buio del cielo; / ho visto una casa aperta sul mondo… / Quella luce, quella casa se Tu, Maria…".
Non saranno precisamente queste le parole, ma quel canto sulle labbra di una donna che non vede ma ti guarda e sorride, mentre le cure spossanti della dialisi la tormentano, commosse tutti: e molti
istintivamente si asciugarono furtivamente le lacrime.
L’applauso ci fu ugualmente, e lei non lo rifiutò: donna stupenda.
Di lacrime ne abbiamo viste parecchie in questa Missione: sincere come gli animi partecipi dell’ora di grazia che passava ed interpellava tutti.
Del resto, eravamo nella Parrocchia della Madonna delle Lacrime.
E il ricordo va al Beato Bartolo Longo che, nelle campagne di Valle di Pompei, non appena scoprì la strada della sua salvezza e si sentì invadere l’animo di una mai gustata pace, pianse: "… mi accorsi che sulle guance era corsa una lagrima…".
Auguriamo queste lacrime a tutti noi: pace degli animi che si rifletta nel luccichio felice degli occhi immersi nella luce della verità.
(Autore: Baldassarre Cuomo)


"2002" La Regina di Pompei a:
Foggia (FG)

Dal 12 al 19 Maggio 2002 - Parrocchia: "Sant’Alfonso Maria de’ Luguori" - Parroco: "Alberto Maria Ceneri"
Una straordinaria esperienza d’Amore

Il parroco di "S. Alfonso Maria de’ Liguori" in Foggia racconta con linguaggio appassionato ed intenso i sussulti di fede ed il clima di entusiasmo tra i suoi fedeli per la presenza dell’Icona della Vergine del Rosario di Pompei dal 12 al 19 maggio 2002.
Vi sono degli avvenimenti nella vita di una comunità che lasciano il segno ed un ricordo indelebili. Celebrare "La Settimana Missionaria Mariana" in questo secondo anno del piano pastorale parrocchiale, sembra un evento difficile da realizzare, poi la richiesta della presenza della Madonna era per il mese di maggio; ma la predilezione della Madonna per i figli di S. Alfonso ha permesso che tutto ciò avvenisse.
La parrocchia "S. Alfonso Maria de’ Liguori" conta circa 7.000 anime ed è situata in un quartiere dormitorio alla periferia nord della città di Foggia. Animata dai missionari redentoristi dal 1968, la comunità vive i suoi tre ambiti (liturgia, catechesi e carità) in una prospettiva tipicamente missionaria.
La venuta della Vergine del Rosario, pellegrina nella nostra comunità, è stato uno degli eventi che resteranno nella storia, ma soprattutto nel cuore dei fedeli. Sussulti di fede e un clima di entusiasmo ha destato la Sua presenza. Nessuno potrà sapere il ben operato ma è certo che, per le mani di Maria, il seme del risveglio e del rinnovamento è stato sparso abbondantemente, grazie anche allo zelo di Mons. Baldassarre, alla sapienza di Don L’Arco e alla bontà materna si Suor Maria Agnese e di Suor Maria Sabina, e ai tanti laici impegnati nell’organizzazione.
La programmazione della Settimana è divenuto un momento di forte spiritualità e di preghiera anche per la comunità diocesana. Numerosa la partecipazione dei fedeli sin dall’arrivo a Foggia della
Venerata Immagine e per tutta la settimana si sono susseguite iniziative atte a coinvolgere tutti gli uomini di buona volontà e anche coloro che vivono la fede con superficialità.
La giornata mariana si apriva con la recita del santo rosario meditato seguito dalla celebrazione eucaristica. In questo primo momento erano coinvolte, in modo particolare, le mamme impegnate per il prosieguo della giornata con figli e mariti.
L’incontro con le realtà scolastiche presenti nel territorio   parrocchiale ci accompagnava fino alle ore 11,30 quando iniziava il santo rosario che ci preparava alla partecipata e sentita Supplica alla Vergine del Rosario alle ore 12,00.
La celebrazione vespertina delle 18.30 era animata da diversi gruppi religiosi che si sono alternati nell’arco della settimana. Particolarmente partecipata è stata la celebrazione presieduta dal nostro Arcivescovo Mons. Domenico D’Ambrosio, che ci ha invitati a contemplare Maria che ci educa alla
preghiera "Catena dolce che ci rannoda a Dio". Nell’occasione è stato inaugurato anche il Centro parrocchiale per anziani.
Commovente la serata per soli uomini. Mai nella nostra chiesa era stata organizzata una cosa simile, ma vedere la compostezza e l’ardore con cui hanno recitato il rosario e poi l’Eucarestia ha incantato tutti.
Un momento di intensa spiritualità ha determinato l’incontro di molti giovani della nostra diocesi: la celebrazione della Veglia di Pentecoste. Grande è stata la partecipazione e l’impegno dei giovani, già dalle prime fasi dell’organizzazione, a testimonianza di quel "fuoco vivo" che abita in loro. Forte il messaggio che Don L’Arco ha offerto loro: essere esempio di santità con la purezza del cuore, nella preghiera e nella giovialità dell’età stessa. "Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetto", questo il desiderio che ha spinto numerosi fedeli alla fiaccolata per le vie del quartiere l’ultimo giorno della "Settimana".
Domenica pomeriggio la Venerata Immagine silenziosamente ha lasciato la nostra chiesa e sotto una pioggia battente è stata accompagnata da una processione di auto fino al monastero delle Monache
Redentoriste che al canto del Magnificat hanno salutato la Signora del Rosario. La Vergine "quest’anno" ha desiderato celebrare la Pentecoste in questa comunità, ora come gli apostoli, spetta a noi tradurre quei sussulti di fede e di entusiasmo in impegni concreti e costanti di vita per crescere insieme in Cristo, per camminare insieme, per operare insieme. Fare della nostra parrocchia un’autentica comunità in comunione, capace di esprimere visibilmente la presenza santificatrice di Cristo attraverso la Vergine Santa, come insegna il nostro Padre Sant’Alfonso. "La Madre di Dio, è figura della chiesa nell’ordine della fede, della carità e della perfetta unione con cristo" (LG 6,3). A Maria ci uniremo come alla Madre della nostra comunità. Guarderemo Maria come modello di zelo pastorale e a lei affidiamo il nostro piano pastorale parrocchiale.
A Maria affideremo con filiale pietà la nostra preghiera perché sia avvalorata dalla sua intercessione ed essere segno e strumento di unità, di concordia e di progresso nella città terrena.

(Autore: Alberto Maria Ceneri)


"2002" La Regina di Pompei a:
Orignano - Pente (SA)

Dal 05 al 09 Giugno 2002 - Parrocchie: "S. Bartolomeo Apostolo - Santa Maria delle Grazie" - Parroco: "Don Antonio Pisani"

Un'accoglienza plebiscitaria per la Madonna di Pompei
Orignano e Penta, in provincia di Salerno, hanno ospitato per alcuni giorni l'icona della Vergine del Rosario. Il popolo, guidato da Don Antonio Pisani, ha accolto con entusiasmo e disponibilità
la predicazione dei missionari e l’invito a intraprendere la via della santità alla scuola di Maria.
Penta, non cinque porte soltanto come suona il suo nome e la sua storia narra, ma tutta se stessa ha spalancato per accogliere, in immagine, la Madre di Dio.
Brevi le giornate: dalla sera del 5 giugno al 9, segnate al centro da un gioiello liturgico qual è la solennità del Sacro Cuore.
Il programma, rispettando ed amalgamando i vari quartieri, entusiasma sin dalle prime ore i duemila abitanti che, tra Orignano che è nel comune di Baronissi, e Penta che è nel comune di Fisciano, compongono la Parrocchia di S. Bartolomeo Apostolo – Santa Maria delle Grazie.
Una chiesa monumentale
San Bartolomeo è, nel tempo, l’ultimo titolo riconosciuto della grande chiesa dopo molteplici vicissitudini. Spaziosa, artistica, è stata splendida cornice alla Icona della Madonna del Rosario di Pompei, che vi è entrata fra scrosci di applausi di una folla traboccante. Sarebbe interessante indagare sugli eventi che costellano, in campo civile ed ecclesiale, i lunghi secoli di questo tempio, ma c’imbatteremmo nella grintosa ed avida mano dei conquistatori che i beni offerti dal popolo alla Chiesa sogliono strappare al legittimo proprietario per farne svendita ai furbi ricchi di turno.
A Penta la proprietà passò a mani rispettose e devote, ma la realtà della espoliazione resta, legata alle leggi che all’Italia unita vollero imporre lo stampo del laicismo di Stato.

Chiesa monumentale, quasi degna del titolo di cattedrale, San Bartolomeo inizia la sua storia intorno al 1090, parte integrante dell’omonimo monastero benedettino dipendente dall’abbazia di Montevergine. Diventa Parrocchia nel 1511.
Gravemente danneggiata dal terremoto del 1600, è riedificata ab imis nel 1648. Nuovamente devastata dal sisma del 23 novembre 1980, è stata riaperta al culto l'8 agosto 2000. Un sobrio barocco su linea rinascimentale, eleganti stucchi e ben curate pitture, ne fanno una stupenda domus orationis.
Faceva parte di questa chiesa un capolavoro del Veronese, ora al museo di Capodimonte, del 1492, raffigurante la Madonna delle Grazie tra San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista.
Vi sono opere del pittore Michele Ricciardi da penta del 1600. Ne ricordiamo qualcuna:
a) nel vasto spazio dell’abside un grande quadro della Visitazione; b) Crocifissione tra San Benedetto e San Guglielmo di Vercelli, Fondatore del Santuario di Montevergine; c) tela della Madonna di Montevergine; d) vastissima pittura raffigurante la Madonna delle Grazie tra le anime del Purgatorio, su tavola, che copre tutto il soffitto.
Opere di Paolo de Maio (metà del 600):
a) Sogno di San Giuseppe: b) Immacolata tra San Nicola di Bari e Santa Rosa; c) Madonna in trono col pettirosso, tra San Gaetano e San Nicola da Tolentino (scomparso a causa del sisma del 1980). Il Bambino regge con la sinistra il pettirosso, mentre la Mamma carezza col pollice, l’indice e il medio, di fattura delicatissima, la punta del piedino del Figlio; d) statua lignea di San Rocco, Patrono di Penta, restaurata nel 1999 e ribenedetta dal Papa Giovanni Paolo II; e) all’altare destro del transetto, di ignoto i Quindici Misteri del Rosario su tavolette.
Nell’ambito del territorio parrocchiale va sottolineata la chiesa di Santa Maria delle Grazie, che il
popolo ha ribattezzata di Sant’Anna: risale al 1300.
Inoltre la chiesa di Santa Lucia, che riscuote larga venerazione.
Nella zona, tra Fisciano, Lancusi, sviluppatissimo è stato per tradizione l’artigianato.
A Penta è fiorita soprattutto la lavorazione del rame che ha posto in gara i vari artigiani, e qualcuno è riuscito, dopo pazienti tentativi, ad ottenere patine quasi indistruttibili. Altra tradizione è la produzione a mano delle serrature con chiavi di ogni dimensione.
La settimana mariana
Le Giornate Missionarie Mariane hanno toccato il cuore della popolazione, che, oltre ad un’accoglienza plebiscitaria, si è distinta nel non lasciare mai sola la Santa Immagine.
Anche qui la Celebrazione per gli infermi, l’incontro per le mamme con i bambini piccoli e gestanti, la serata degli uomini, hanno inciso fortemente nell’animo di tutti.
La presenza autorevole dell’Arcivescovo di Salerno, Mons. Gerardo Pierro all’accoglienza e dell’Arcivescovo-Prelato di Pompei, Mons. Domenico Sorrentino a conclusione, dei sindaci di Baronissi, dr. Giovanni Moscatiello, e di Fisciano, dr. Gaetano Sessa, hanno dato all’evento il tocco della
condivisione e della unità di intenti tra la Chiesa e la società civile.
Due momenti, l’uno previsto e l’altro sopraggiunto, coloriscono ancor più lo snodarsi di queste Giornate. Il primo è l’apertura del cantiere per la costruzione di una strada di accesso alla chiesa di Santa Lucia, raggiungibile fin ora soltanto per un percorso ripidissimo ed impervio.
La cessione del terreno da parte dell’Istituto per il Sostentamento del Clero di Salerno e l’autorizzazione del Comune di Baronissi, hanno consentito questo beneficio a favore del popolo.
Il secondo è la provvidenziale "serenitas" al venerdì 7 giugno. Nell’imminenza della processione penitenziale, quando tutto è pronto, comincia a scendere la pioggia. Cosa fare? Si prega.
La pioggia cessa immediatamente, e la processione penitenziale con la meditazione dei misteri dolorosi lungo le strade della Parrocchia si snoda senza il minimo disturbo. Era la Solennità del Sacro Cuore: quale perfetto accordo tra il Figlio e la Madre!
Il Parroco don Antonio Pisani ha spiegato tutto il suo zelo nel preparare il popolo e, prima ancora, nel seguire gli ingenti lavori di restauro.
A lui, alla sua mamma Anna Maria, ai collaboratori, a tutto il popolo, in primis alle Autorità, il grazie della chiesa pompeiana che ama riconoscersi soprattutto nel contemplare con la Madre Divina il Volto di Cristo.
(Autore: Baldassarre Cuomo)


"2002" La Regina di Pompei a:
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Dal xx al xx Maggio 2002 - Parrocchia: "xxx" - Parroco: "xxx"


 
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