Missioni Mariane Anno 2014 - Istituto Aveta

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Missioni Mariane Anno 2014

Il Santuario > Madonna Pellegrina > Anni 2010/2019

"2014" La Regina di Pompei a:
Ceccano (FR)

22/26 Gennaio 2014 - Parrocchia: "San Nicola" - Parroco: "Don xxx"


"2014" La Regina di Pompei a:
Salerno (SA)

05/09 Febbraio 2014 - Parrocchia: "San Giuseppe Lavoratore" - Parroco: "Don Marcello Tamburo"
A Salerno una grande testimonianza di fede
Un grande evento per risvegliare la fede, per riscoprire il santo Rosario, per ritrovare nella preghiera il conforto nel tempo difficile della crisi.
Tanti devoti hanno accolto a Salerno l’Icona pellegrina della madonna di Pompei, che ha fatto visita alla parrocchia di San Giuseppe Lavoratore, nel popoloso quartiere Irno, dal 5 al 9 febbraio 2014.
Nel giorno dell’arrivo, l’autocappella che trasportava il prezioso dipinto è giunto ai confini
parrocchiali, presso il Faro della giustizia della grande Cittadella giudiziaria ormai in fase di completamento.
Quasi non riusciva a procedere tanto era il desiderio della folla di osservare da vicino l’Icona benedetta.
Nei quattro giorni di permanenza, è stato intenso il programma di celebrazioni ed incontri, che hanno avuto anche l’intento di far conoscere meglio la storia e il carisma del Santuario di Pompei e l’esistenza eccezionale del suo fondatore, l’avvocato pugliese Bartolo Longo, convertitosi dopo anni giovanili di traviamento spirituale.
Alle 18.30 di ogni sera è stata celebrata l’Eucarestia. Le Messe sono state presiedute da Monsignor Marcello De Maio, Direttore Diocesano dell’Ufficio di pastorale familiare e del Consultorio familiare, nonché Delegato Arcivescovile ad omnia; da Don Gerardo Albano, Rettore del Seminario "Giovanni Paolo II" di Pontecagnano Faiano; da Monsignor Gerardo Pierro, Arcivescovo emerito di Salerno-Campagna-Acerno; da Monsignor Tommaso Caputo, Arcivescovo di Pompei.
La funzione conclusiva della domenica è stata officiata dall’Arcivescovo Luigi Moretti, che ha anche guidato la recita della Supplica. Parlando dell’evento di grazia, il Parroco Don Marcello
Tamburo l’ha così descritto: "È stata – ha detto – un’occasione importante di ritrovare il Signore, di interrogarsi, di lasciarsi guidare dalla Madonna.
Un avvenimento di grande testimonianza di fede che ha coinvolto l’intero quartiere ma che ha interessato tutta la città per la sua forte valenza emotiva e spirituale". L’obiettivo è stato far rinascere la fede in tanti salernitani anche attraverso la potente preghiera del Rosario meditato, considerata dai credenti la più cara a Maria perché capace di ripercorrere i fatti della vita di Cristo.
Il Carisma pompeiano è fortemente radicato in quella preghiera, in cui si ripete per cinquanta volte l’Ave Maria. Lo stesso Bartolo Longo comincia la sua opera dopo aver ascoltato un’ispirazione interiore che gli ripeteva: "Chi propaga il Rosario è salvo".
A San Giuseppe si è recitato il Santo Rosario ogni giorno e si è pregato tanto anche per le vocazioni, intenzione grande e speciale cui è stata dedicata la veglia di Preghiera di giovedì 6, quando le porte della chiesa sono rimaste aperte per tutta la notte e i fedeli hanno potuto a lungo adorare l’Eucarestia. "É stata un’occasione dello spirito per la riconciliazione", ha detto il parroco ricordando i tanti che hanno scelto le ore notturne per accostarsi al sacramento della Confessione.
Anche a Salerno, si è ripetuto il "Buongiorno a Maria", la preghiera di saluto alla Madonna che nel santuario di Pompei si recita al primo mattino, quando il Quadro viene scoperto dalla protezione che ne garantisce la custodia notturna. E si è anche ripetuta la preghiera intima e familiare del "Buonanotte a Maria".
In visita al 19° Reggimento Cavalleggeri Guide di Salerno
Il 5 febbraio, prima che l’Icona della Vergine di Pompei giungesse nel quartiere Irno, è stata accolta don militari del 19° Reggimento Cavalleggeri Guide di Salerno e dal neo-cappellano Don Claudio Mancusi.
A volere che il Quadro visitasse la caserma è stato il Colonnello Diodato Abagnara, Comandante del Reggimento. C’è un legame forte tra i militari e la Madonna di Pompei. Non a caso, il 12 dicembre dello scorso anno, fu proprio il Santuario ad accogliere la celebrazione del Natale delle forze armate.
Alla presenza del generale Vincenzo Lops, Comandante del presidio militare interforze, dei vertici militari della Campania e dei rappresentanti della Basilica, Calabria e Molise, la funzione religiosa fu presieduta dall’Arcivescovo Santo Marcianò, che il 10 ottobre 2013 è stato nominato ordinario militare per l’Italia da Papa Francesco.
Nell’occasione il presule affidò alla Madonna di Pompei l’opera pacificatrice dell’esercito italiano. Le "Guide", trasferitesi a Salerno nel 1991, hanno operato in tante missioni di pace: in Bosnia, in Kosovo, in Somalia, in Afghanistan. In Italia sono state impegnate recentemente nell’operazione "strade sicure" in concorso con le forze di polizia in Campania e nell’emergenza che sta toccando il territorio definito "Terra dei fuochi".
(Autore: Andrea Fontanella)


"2014" La Regina di Pompei a:
Casal di Principe (CE)

26 Febbraio - 02 Marzo 2014 - Parrocchia: "Spirito Santo" – Parroco: "Don Francesco Manzo"
La Madre della Speranza in visita a Casal di Principe
Casal di principe affida la propria rinascita a Maria Santissima, qui già venerata come patrona sotto il titolo di santa Maria Preziosa. Tante le tradizioni. Si racconta che una statua che rappresentava il volto della Vergine si trovava ad Aversa e tanti paesi la reclamavano come propria protettrice.
Il simulacro aveva una caratteristica: era talmente pesante da risultare impossibile ogni spostamento: quando però tentarono di sollevarla alcuni bambini di Casal di Principe, la statua fu
sollevata senza alcuna fatica.
I bambini la portarono nel proprio paese e la cittadinanza l’accolse e scelse Santa Maria come patrona.
La grande devozione del popolo è confermata dalla partecipazione alla processione del martedì in albis, quando il quadro che ritrae Maria è accompagnato dalla Chiesa del Santissimo Salvatore alla Chiesa di Santa Maria Preziosa, dov’è custodito fino al mese di settembre.
Per due volte, inoltre, il popolo di Casale ha voluto incoronare la Madonna: l’8 settembre 1908 e l’11 settembre 2008. A celebrare il centenario, in uno stadio comunale affollato di circa trentamila persone, fu l’Arcivescovo di Napoli, il Cardinale Crescenzio Sepe.
Dal 26 febbraio al 2 marzo, l’Icona pellegrina della Madonna di Pompei è stata accolta dalla gente di Casale, guidata dal Parroco dello Spirito Santo Don Francesco Manzo.
È la prima volta nella storia di questa terra antica, le cui prime notizie risalgono ad epoche pre-romane. "È stata una tappa importante – ha spiegato il sacerdote – quella che ha vissuto la comunità parrocchiale dello Spirito Santo in Casal di Principe.
La venuta del Quadro della Madonna del Rosario certamente ha contribuito ad un’attenta riflessione in un periodo particolarmente importante; non a caso questa visita è giunta nell’Anno della Speranza e alle porte della Quaresima".
Migliaia di persone hanno accolto la Madonna alle porte della città per accompagnarla verso la chiesa parrocchiale.
Nei cinque giorni di permanenza, sotto lo sguardo di Maria, la comunità ha vissuto tanti appuntamenti che hanno unito la preghiera alla riflessione, perché ognuno rileggesse la propria vita alla luce del Vangelo e dell’esperienza della Vergine Santissima, modello di accoglienza totale e docile della volontà di Dio. È dalla sua imitazione che passa il riscatto e il futuro di una comunità.
L’Eucarestia, che nel 2005 il Sinodo dei Vescovi definì "fonte e culmine della vita e della missione della Chiesa" è stato il vero centro della visita di Maria a Casal di Principe. Le Messe serali sono state presiedute da Monsignor Mario Milano, Vescovo emerito di Aversa; da Monsignor Paolo Dell’Aversana, coordinatore della Curia di Aversa; da Don Francesco Picone, Vicario Generale della diocesi di Aversa. Domenica 2 marzo, la Messa di chiusura è stata celebrata da Monsignor Angelo Spinillo, Vescovo di Aversa, che al termine ha guidato la recita
della Supplica.
Dal Buongiorno a Maria delle 6.30. Le giornate sono state intense e la comunità ha adorato l’Eucarestia, ha pregato con il Santo Rosario e la Coroncina della Divina Misericordia, ha seguito la processione serale del Quadro per le vie del paese, illuminate dai flambeaux, luci che hanno rischiarato la notte di sabato 1 marzo.
La visita è stata anche l’occasione per seguire le catechesi sul Beato Bartolo Longo e il Santuario di Pompei, sulla figura di Maria, sul suo essere "donna Eucaristica" e "donna dell’attesa", sul suo stare "presso la Croce".
Un modo per conoscere di più e per amare di più la Madonna, la città mariana e il suo fondatore e per pensare a Maria come modello di santità da imitare nella propria vita.
(Autore: Andrea Fontanella)


"2014" La Regina di Pompei a:
Bari (BA)

13/16 Marzo 2014 - Parrocchia: "Santa Croce" – Parroco: "Don Alberto D'Urso"
I cuori e le porte di Bari spalancate a Maria Santissima
Abbiamo accolto Maria in Santa Croce dal 13 al 16 marzo, chiosando le parole scritte sulle antiche porte della città per dare il benvenuto ad un ospite amico: "Patet ianua, patet et cor": "con le porte della nostra chiesa, ti apriamo, Maria, le porte dei nostri cuori".
La venerata Effige della Madonna in realtà è tornata tra noi: l’abbiamo ospitata una prima volta tra il 2 e il 6 febbraio del 1988.
Come allora, anche questa volta l’abbiamo accolta con altre due comunità parrocchiali baresi: del redentore e di Maria Santissima.
Per tutti Maria è la "Madre nostra cara". Questa sensibilità l’ho colta sul volto delle persone e nei loro occhi piangenti di amore e di commozione, convenute nell’ampio Cortile del Redentore per accoglierla.
Da allora la Madonna non è rimasta mai sola!
L’abbiamo accompagnata lungo le strade di Bari con due fiaccolate che "sprizzavano" la luce della fede della gente, anche di quella incrociata lungo il percorso e dei fedeli di altre comunità parrocchiali o di istituti scolastici, presso i quali abbiamo sostato per prolungati e spontanei momenti di preghiera (Santa Cecilia, Preziosissimo Sangue in San Rocco, Scuola Elementare e Materna delle Suore Domenicane…).
L’abbiamo circondata di crescente affetto nella chiesa di Santa Croce strapiena di "folla orante": Maria ci ha affratellati e calamitati con il suo amore materno.
Ognuno di noi aveva qualcosa da dirle, da ognuno di noi – piccoli e grandi – è salita verso di lei una lode riconoscente: è sembrato che ad ognuno lei stesse donando una corona del suo Rosario per "rannodarci" a Dio in maniera più stretta, più vera, più autentica lungo il cammino quaresimale che da qualche giorno avevamo iniziato.
Durante la "tre giorni" numerosi bambini le hanno fatto festa "a modo loro"; numerosi anziani e malati hanno ricevuto l’Unzione degli Infermi, centinaia di persone hanno chiesto di confessarsi
e migliaia di persone si sono avvicinate all’Eucarestia.
La preghiera del Rosario "riannoda a Dio" in tutte le sue forme. E infatti "il Vangelo di Maria" ci ha aiutato a rilanciare il percorso della penitenza e del digiuno per liberarci dalla schiavitù dei nostri legami inquinati, incerti, senza futuro. Con convinzione più volte abbiamo ripetuto: "sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio".
A lei ho riaffidato il mio sacerdozio come avevo fatto il 3 Luglio del 1961, il giorno successivo alla mia ordinazione sacerdotale; a lei sono tornato ogni anno con due pellegrinaggi, per affidarle gli inizi dell’Anno Pastorale (mese di ottobre) e la sua conclusione (maggio – giugno).
Da sempre, la sua Corona è nelle mani dei nostri malati che la sentono consolatrice, aiuto, conforto; dal 1988 unisce trenta famiglie che giorno dopo giorno si scambiano la sua Effige per riunire nelle loro case altri condomini e condividere con loro l’esperienza del Rosario.
Maria è venuta a visitarci come ha fatto con Elisabetta portandoci Gesù: è venuta come "Madre Odegitria" per avvicinarci a Gesù attraverso i misteri della salvezza presenti nel Rosario.
Ritorneremo a Pompei per ringraziarla, certi che continuerà anche per noi la sua Missione di Madre.
Durante il mese di maggio la sua Effige sarà intronizzata in cinque cortili della comunità i cui abitanti (centinaia di famiglie) ne hanno fatto richiesta, segno di una sensibilità filiale che tutti desiderano continuare a coltivare.
Anche per questi "miracoli" di ritrovata preghiera, come parroco, rendo grazie a Maria guardando con fiducia verso i suoi "occhi misericordiosi".
(Autore: Don Alberto D'Urso – Parroco di Santa Croce in Bari)


"2014" La Regina di Pompei a:
Casapulla (CE)

26/30 Marzo 2014 - Parrocchia: "San Luca Evangelista" – Parroco: "Don Filippo Melone"
Il popolo di Casapulla si rimette in cammino
Una lunga attesa di nove anni ha reso ancora più intensa la commozione del popolo di Casapulla (CE), che finalmente, dal 26 al 30 marzo, ha potuto accogliere la Madonna pellegrina nella Parrocchia di San Luca evangelista.
Il Parroco, Don Filippo Melone, che ha fortemente voluto la visita di Maria, ha spiegato le ragioni di questo grande evento di grazia: "È un’opportunità propizia – ha detto -  non solo per alimentare la propria fede in questo tempo austero e meditativo di Quaresima, ma anche per consolidare la venerazione, sempre da nutrire e testimoniare, verso Maria alla luce della Parola di Dio".
E, proseguendo, soffermandosi sui contenuti della visita, il sacerdote ha spiegato: "Sono stati quattro giorni intensi di preghiera vissuti in una chiesa dalle porte continuamente aperte, dove nell’ascolto ognuno ha potuto cercare e trovare vie e pensieri diversi dal solito quotidiano, e sentire il bisogno di proiettarsi nell’orizzonte dello spirito, che
apre alle sorprese di Dio. Ciò che è possibile se ognuno si porrà nello stesso atteggiamento di Maria, la donna dell’ascolto, della decisione, dell’azione.
Tre parole che, come dice Papa Francesco, indicano una strada anche per tutti noi cristiani di fronte a ciò che ci chiede il Signore nella vita.
Non basta solo ascoltare Dio che ci parla, che bussa in molti modi alla porta del cuore, che pone segni nel nostro cammino, bisogna anche decidere, per
trarre dall’ascolto le spinte forti per vivere il presente in una concreta azione di testimonianza di quanto abbiamo ricevuto: Gesù e il suo Vangelo".
Tanti gli eventi che hanno caratterizzato i quattro giorni di missione: veglia di preghiera, catechesi dedicate ai gruppi parrocchiali e alle scuole, la recita del Santo Rosario e della Supplica, soprattutto la celebrazione quotidiana dell’Eucarestia.
In particolare, la Messa d’apertura della missione è stata officiata dall’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, e quella conclusiva dell’Arcivescovo di Capua, Monsignor Salvatore Visco.
(Autore: Andrea Fontanella)


"2014" La Regina di Pompei a:
Napoli-Soccavo (NA)

08/12 Aprile 2014 - Parrocchia: "San Giovanni Battista" – Parroco: "Don Giuseppe Ferrara"
Con Maria un nuovo inizio per la comunità di Soccavo
"Con l'arrivo della Madonna si intraprende sempre un nuovo inizio, un cammino nuovo. Si aprono i cuori e, soprattutto, quando c’è lei, ci sentiamo consolati, abbracciati, sicuri. Come i bimbi che si aggrappano alle proprie madri, noi ci aggrappiamo a lei".
Lo ha detto Don Giuseppe Ferrara, Parroco di san Giovanni Battista, nel quartiere Soccavo a
Napoli, la cui comunità ha accolto e custodito l’Icona della Madonna pellegrina dall’8 al 12 aprile 2014.
La dimensione della devozione popolare si è potuta constatare nella processione che ha inaugurato la missione. Lungo il cammino, ai devoti che avevano atteso il Quadro alle soglie del territorio parrocchiale si aggiungevano sempre più persone, mentre tanti si affacciavano ai balconi per unirsi alla preghiera.
Ed è stata grande la partecipazione agli eventi in programma anche nei giorni successivi quando intere famiglie hanno varcato le porte della chiesa per fermarsi a pregare davanti a quell’Icona amata e familiare.
Non mancano i problemi alla gente di Soccavo: "Questo è un territorio ferito – ha detto ancora il parroco – dove non mancano esigenze e angosce. È un territorio che ha bisogno di quest’incontro personale con Maria, perché lei possa infondere un po’ di speranza. Papa Francesco ci dice che dobbiamo scendere nelle strade ed andare nelle periferie esistenziali. Questa parrocchia si trova proprio in una periferia esistenziale, dove c’è gente che soffre, dove si ascolta il grido della gente, che dice: "non ce la faccio più!".
Mai però cedere allo sconforto, alla disperazione che blocca ogni azione. Maria è sempre lì ad accogliere chi vive le difficoltà anche gravi della quotidianità.
È vera Madre della speranza. "Dove non possiamo arrivare noi – ha aggiunto Don Giuseppe – arriva tu, Maria! Del resto il Beato Bartolo Longo disse tra l’altro: "Tu sei onnipotente per grazia!".
Se noi tuoi figli non possiamo rivolgerci a te quando siamo in crisi, a chi possiamo rivolgerci? Allora ecco che la visita della Madonna a Soccavo è stata voluta perché Maria apra il nostro cuore alla speranza e ci dia la forza per riprendere il cammino e il gusto per la vita. La Madonna è qui per farci gustare la vita nonostante i tanti problemi".
Nel corso della missione, i fedeli hanno vissuto momenti intensi di preghiera, in particolare le celebrazioni Eucaristiche quotidiane, presiedute tra gli altri dall’Arcivescovo di Pompei, Mons. Tommaso Caputo, e dal Vescovo di Pozzuoli, Mons. Gennaro Pascarella.
(Autore: Andrea Fontanella)


"2014" La Regina di Pompei a:
Caserta (CE)

29 Maggio 2014 - "Brigata Bersaglieri Garibaldi" e "Carcere Militare di Santa Maria Capua Vetere" - Parroco: "Don Roberto Tortora e Padre Giuseppe Palmesano"
I Militari con lo sguardo rivolto a Maria donna della pace
La Madonna pellegrina ha fatto visita agli enti militari in una Peregrinatio straordinaria vissuta nell’intera giornata di giovedì 29 maggio.
La prima tappa è stata la città di Caserta, dove l’Icona venerata è stata accolta, con i massimi onori militari, dalla Brigata Bersaglieri Garibaldi e dalle autorità civili, guidate dal Sindaco Pio Del Gaudio.
I militari, dopo il saluto del cappellano, Don Roberto Tortora, hanno partecipato alla celebrazione Eucaristica presieduta da Don Antonio Marrese, Vicerettore del Santuario di Pompei, che nella sua omelia ha riflettuto sulla figura di Maria come donna della pace tra le nazioni, madre che vuole la concordia tra tutti i suoi figli e che intercede perché sia fruttuoso l’impegno dei nostri soldati impegnati in missioni umanitarie.
È tra l’altro prevista nel prossimo autunno una nuova missione pacificatrice in terra di conflitto.
Alla Vergine il Vicecomandante della Brigata, il Colonnello Attilio Monaco, ha consegnato simbolicamente una targa commemorativa dell’evento.
Dopo la messa, i soldati hanno sostato in preghiera silenziosa e personale, prima di recitare il Santo Rosario, guidato da Don Franco Soprano, responsabile della Missione mariana, e poi la
Supplica.
Il viaggio è poi proseguito verso Santa Maria Capua Vetere dove la Madonna ha fatto visita al locale carcere militare, l’unico in Italia.
Toccante l’accoglienza da parte dei circa 100 detenuti e delle loro famiglie, che hanno pregato dinanzi al Quadro della Vergine e hanno recitato la Supplica.
A loro è stato anche permesso di baciare l’Icona e gli è stato fatto dono di un Rosario e di un libretto di preghiera. Ad accogliere la Madonna il Comandante dell’organizzazione penitenziaria militare, Raffaele D’Ambrosio, e il Cappellano, Padre Giuseppe Palmesano.
In ultimo, Maria Santissima ha visitato il Raggruppamento Unità Addestrative di Capua, la struttura più grande in Italia.
Ad accogliere la Vergine erano presenti circa mille militari, radunati nell’hangar e guidati dal Generale Gabriele Toscani De Col e da cappellano Don Gianni Ciorra. È stato un modo per concludere così il mese di maggio e per affidare l’opera e la vita dei militari alla Madonna.
Dopo una breve saluto di accoglienza, il Cappellano militare ha guidato la Supplica recitata con devozione e fede da tutti i presenti.
In particolare, Don Ciorra ha espresso tutta la gioia per quest’evento: "La visita della Madonna Pellegrina del Santuario di Pompei – ha detto – è per la nostra comunità militare un avvenimento di grazia e una benedizione. Maria, la nostra Madre celeste, si fa vicina ai suoi figli, raccoglie ed ascolta le preghiere e i desideri del cuore di ciascuno di noi e ci esorta ad accogliere il messaggio del suo Figlio Gesù il quale ci invita continuamente alla preghiera e alla conversione dei cuori".
Dopo la recita della Supplica, tutti i militari presenti e le famiglie si sono avvicinati al quadro della Vergine manifestando la propria venerazione.
Dopo l’atto devozionale da parte dei fedeli l’immagine ha fatto rientro verso il Santuario di Pompei.
(Ultima Foto) A Santa Maria Capua Vetere, la Madonna pellegrina è stata accolta presso l’Istituto scolastico "Antonio Aveta", scuola Parificata Paritaria per l’Infanzia e Scuola Primaria, retto dalle Suore Domenicane di Pompei.
Molto bella l’accoglienza dei bambini, che hanno dedicato a Maria canti e preghiere.

(Autore: Francesco Paolo Soprano)


"2014" La Regina di Pompei a:
Torre Del Greco (NA)

04-08 Giugno 2014 - Anno Giubilare Parrocchiale: "Spirito Santo" - Parroco: "Mons. Raffaele Borriello"
Le chiavi di Torre del Greco affidate a Maria Santissima
Sono stati cinque giorni di intensa preghiera e di grande partecipazione di numerosi fedeli, molti provenienti anche da altre comunità parrocchiali.
Nei Torresi il prevedibile richiamo è stato forte e convinto. Una moltitudine di fedeli ha affollato a mattino e a sera la chiesa, unendosi in preghiera e partecipando alle recite del Santo Rosario ed alle celebrazioni Eucaristiche.
La Sacra Immagine è stata accolta da una folla festante presso la Villa delle Terrazze dell’Ospedale Filippo Bottazzi. All’arrivo, dopo il saluto dei Dirigenti dell’ASL Napoli 3, il
Commissario Prefettizio Pasquale Manzo ha offerto una targa con la chiave della città di Torre del Greco; quindi, in processione, ci si è recati nella Parrocchia dello Spirito Santo, dove l’Arcivescovo Prelato di Pompei, Mons. Tommaso Caputo, ha presieduto la solenne concelebrazione Eucaristica.
La Delegazione dell’équipe missionaria, guidata da Mons. Francesco Soprano, coadiuvato da Confratelli e Suore provenienti dal Santuario dedicato alla Vergine, ha guidato la Comunità torrese nella riflessione e nella preghiera, favorendo la crescita della devozione alla Madonna, Madre di Gesù, che ci è vicina in ogni momento.
Con grande attenzione, i fedeli hanno recitato il Santo Rosario, come si recita a Pompei, imparando a conoscere un modo diverso di rivolgersi alla Vergine Maria. Nel corso della presenza della Sacra Icona della Vergine di Pompei, i fedeli hanno avuto modo di meditare sul ruolo magnifico svolto da Maria per il suo popolo, intercedendo presso il suo Figlio Gesù: Maria, sostegno nei momenti di crisi, ascolto nei momenti di sconforto, gioiosa con fare materno nei momenti belli della vita di tutti noi, è la guida sicura che non dobbiamo mai abbandonare.
Il messaggio che è scaturito da questi cinque giorni, è un messaggio di speranza, un messaggio di amore e di affetto della nostra Madre celeste, dal quale discende l’esigenza di un rinnovamento nel nostro modo di vivere, di agire e di pensare, non solo come singoli cristiani, ma anche come chiesa.
Alla luce delle miserie umane, che tanto hanno anche colpito la Comunità Torrese e quella cittadina in senso più ampio, il messaggio lasciatoci da Maria è nel senso di dare un impulso
nuovo per seguire e vivere meglio le tante situazioni della vita corrente.
Purtroppo non sempre agli eventi religiosi ed alle celebrazioni liturgiche corrispondono comportamenti di vita vissuta in coerenza agli insegnamenti dello Spirito Santo e della nostra Madre celeste. Ed è proprio questo il "miracolo" compiuto dalla Madonna di Pompei, quello di rendere più attento e fervoroso la crescita e l’impegno ecclesiale.
L’ultimo giorno, quello più forte ed intenso quanto commuovente, il momento cioè del distacco, è coinciso con la Festa di Pentecoste. La presenza del quadro della Vergine ha invogliato a riflettere profondamente sui frutti dello Spirito Santo, misericordia, perdono e pace.
Alla Madonna di Pompei, i fedeli della Parrocchia dello Spirito Santo hanno chiesto la grazia di ottenere gli stessi "benefici" che lo Spirito Santo ha concesso agli Apostoli quando discese su di essi, riuniti in preghiera insieme a Maria nel cenacolo".

(Autore: Tommaso Gaglione)


"2014" La Regina di Pompei a:
San Rufo (SA)

26-29 Giugno 2014 - Parrocchia: "Santa Maria Maggiore" - Parroco: "Don Michele Della Monica"
La folla silenziosa di San Rufo
Il 26 Giugno 2014 il quadro pellegrino della Madonna di Pompei fa il suo ingresso a San Rufo (SA), piccolo centro cilentano a pochi chilometri di distanza da Teggiano.
Fino al 29, una folla silenziosa, composta nella preghiera e con una fede sincera, ha reso omaggio
alla Madonna e salutato l’équipe missionaria, composta da Don Francesco Paolo Soprano, Don Rosario, Suor Maria Virginia, Suor Maria Fatima, Annamaria, Mena e Vincenzo.
A fare gli onori di casa, visibilmente commosso, Don Michele Della Monica, parroco della chiesa dedicata a Santa Maria Maggiore.
Si è aggiunto poi al corteo che ha accompagnato in processione il quadro alla chiesa, l’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, che ha celebrato la Messa di apertura della missione. "Ho sentito il bisogno di presentare alla comunità cristiana il vangelo attraverso l’annunzio di sacerdoti, suore
e laici – ha detto il parroco spiegando le ragioni della visita di Maria – questo per risvegliare la fede in alcuni assopita e mi è sembrato che l’immagine della Madonna di Pompei, venerata dai fedeli, potesse attirare intorno a sé tanta gente".
E così è stato.
La comunità si è preparata attraverso una sensibilizzazione non soltanto del parroco ma anche degli amministratori pubblici.
Che bello poter testimoniare la gioia ed il carisma che semplici sacerdoti mettono nel preparare questo evento di fede. Con lo stesso entusiasmo Don Michele ha promesso che la sua comunità ricambierà la visita con un pellegrinaggio di ringraziamento a Pompei.
(Autore: Vincenzo Vangone)


"2014" La Regina di Pompei a:
Scafati (SA)

13 Settembre 2014 - "R.N.S." - Direttore del Rinnovamento nello Spirito Santo


"2014" La Regina di Pompei a:
Casoria (NA)

14-17 Settembre 2014 - Parrocchia: "San Paolo" - Parroco: "Don Nunzio D'Elia"
Casoria è la cittadella di Maria
Che bella esperienza! Ci voleva! Così si è espressa la comunità della parrocchia di San Paolo in Casoria e certamente anche altri fedeli delle parrocchie circostanti.
"Chi prega il Rosario è salvo: accogli Maria nella tua casa".
Queste parole hanno motivato i giorni, pochi purtroppo, in cui la venerabile immagine della Vergine di Pompei è stata presente nella Chiesa di San Paolo dal 14 al 18 settembre scorso.
Infatti, domenica 14 eravamo in tanti ad aspettare l’autocappella che trasportava la sacra Immagine.
Alle 18, con l’arrivo del Quadro, accolto tra gli applausi, si è concretizzata l’emozione dei tantissimi che erano in attesa.
Il parroco per primo ha salutato con queste parole: "Benedetta tu fra le donne; piena di Grazia, tutte le generazioni ti chiameranno beata!".
In questi giorni abbiamo voluto immaginare di stare nella casa di Nazareth, la casa di Maria, dove il silenzio, la contemplazione, l’amore e l’attesa del Salvatore diventano il paradigma del nostro essere con Maria. Abbiamo gioito come Elisabetta: "A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?".
La risposta è di ciascuno che, nella preghiera del Rosario, trova la sua pace, la sua gioia, la festa a Maria. Dopo, con parole lodevoli, il sindaco dott. Vincenzo Carfora ha salutato a nome della cittadinanza e ha pregato Maria perché vegli su Casoria. La chiave della città è stata consegnata nelle mani di Mons. Francesco Paolo Soprano, responsabile della Missione mariana, come per affidare tutta la città alla Madonna. Subito dopo ha avuto inizio il corteo. All’ingresso del Quadro in chiesa la corale è esplosa di gioia con il canto a 4 voci del "Tota Pulchra", guidato dal Maestro Alessandro Borroni.
Al termine, ha avuto inizio la celebrazione Eucaristica, presieduta dall’Arcivescovo Prelato Mons. Tommaso Caputo. Ancora una volta il parroco ha salutato il Prelato ricordando che dinanzi alla miracolosa Immagine della Vergine di Pompei hanno pregato e aperto il loro cuore milioni di
persone. Il Tempio di Pompei appartiene alla città. L’ha voluto Padre Ludovico da Casoria così intimo di Bartolo Longo e poi è stato consacrato dal Cardinale Luigi Maglione di Casoria. Nei giorni successivi si sono svolte tutte le celebrazioni del programma, Tra Eucarestia, Liturgia delle Ore, Rosari e catechesi.
Durante le funzioni religiose a tutti i canti solenni è stato aggiunto una bella "Ave Maria" a 4 voci del Maestro Bonaventura Somma. Dalla mattina alla sera la comunità è stata sempre impegnata nella preghiera. Tra tanti eventi non è mancato quello delle "Litanie Lauretane" a 2 voci e l’Ave Maria del Maestro Lorenzo Perosi a 2 voci. Tutto è stato preparato con attenzione per testimoniare l’amore alla Vergine Maria.
Dal punto di vista formativo, molto interessante è stata la Conferenza che Mons. Pasquale Mocerino ha tenuto sul rapporto tra il Beato Bartolo Longo e il Beato Ludovico da Casoria, canonizzato il 23 novembre. Suggestivo, in serata, era il saluto della "Buona Notte a Maria".
La Missione della Madonna pellegrina è stata, dunque, una forte esperienza spirituale in unione a Maria. Siamo certi che non c’è una autentica vita spirituale cristiana se non è anche mariana.
Casoria è stata per questi giorni la Cittadella di Maria. Non è stata mai sola. Quanta preghiera, quanta emozione, quante speranze. Tutto è stato posto nelle mani e nel cuore di Maria. Più volte il Responsabile di questa Missione popolare mariana ha esortato a non perdere i frutti di questi giorni.
Anzi, ha ottenuto una promessa: ogni primo martedì del mese alle ore 21 si reciterà il Rosario di
Pompei nella Parrocchia di San Paolo. Ci voleva! Tutti ci siamo resi conto dell’importanza di Maria nella vita personale, familiare e comunitaria. È cresciuta la fede, la pace.
Maria ha parlato a ciascuno di noi nel segreto del nostro cuore perché ci convertiamo e ci lasciamo guidare da Lei a Cristo.
Grazie a Don Rosario, che ha visitato alcuni malati. Grazie alle Suore, che ci hanno invitato alla preghiera e al canto. Grazie ai laici missionari di Maria provenienti da Pompei, grazie alla Caritas Parrocchiale che ha provveduto alla dignitosa e affettuosa ospitalità nella casa canonica.
Grazie all’Arcivescovo di Pompei, Mons. Caputo, per averci fatto un grande dono.
La Peregrinatio è proseguita nella Parrocchia di Santa Maria delle Grazie, ove sono continuate le celebrazioni in onore della Vergine di Pompei, accolta con entusiasmo e gioia per una nuova esperienza.
A tutti grazie, a tutti l’abbraccio della Vergine Maria.

(Autore: Don Nunzio D'Elia)


"2014" La Regina di Pompei a:
Casoria (NA)

17-21 Settembre 2014 - Parrocchia: "Santa Maria delle Grazie" - Parroco: "Don Elpidio Moccia"


"2014" La Regina di Pompei a:
Villa Literno (CE)

24-28 Settembre 2014 - Parrocchia: "Santa Maria Assunta" - Parroco: "Don Giuseppe Cartesio"
La gioiosa accoglienza di Villa Literno
Profonda e sincera è la devozione per Maria Santissima del popolo che vive in Terra di Lavoro. L’Icona pellegrina della Madonna è stata accolta a Villa Literno, nella provincia di Caserta, dal 24 al 28 settembre ed è stata custodita per cinque giorni nella chiesa di Santa Maria Assunta, guidata dal Parroco Don Giuseppe Cartesio.
Nella cittadina della provincia di Caserta alla Vergine è riconosciuta particolare venerazione sin
dal Medioevo e la chiesa dell’Assunta, che un tempo veniva chiamata "Santa Maria del Castello di Vico Pantano", è parrocchia sin dal 1560.
La permanenza a Villa Literno della Madonna di Pompei è stata un’occasione per pregare, per rinnovare e ravvivare la fede, ma anche per meditare.
La centralità della giornata è stata certamente la celebrazione della Messa perché Maria conduce a cristo ed è "donna eucaristica" come la definì San Giovanni Paolo II nell’enciclica "Ecclesia de Eucharistia" del 17 aprile 2003. Solo guardando a lei, possiamo vivere questo smisurato mistero, che lo stesso Papa definì "il tesoro della Chiesa, il cuore del mondo, il pegno del traguardo a cui ciascun uomo, anche inconsapevolmente, anela".
Ogni sera a presiedere la funzione religiosa si sono alternati l’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, il Vescovo di Sessa Aurunca, Monsignor Francesco Piazza; il Vescovo di Aversa, Monsignor Angelo Spinillo; il Vescovo Emerito di Aversa, Monsignor Mario Milano. E in
ogni celebrazione si è toccato un tema diverso.
Si è riflettuto su Maria alle nozze di Cana e poi sulla stessa Madre di Cristo ai piedi della Croce e, ancora, nel Cenacolo.
Tanti i momenti che hanno caratterizzato gli intensi giorni di missione: l’adorazione Eucaristica, la recita del Santo Rosario e della preghiera del "Buongiorno" così come della "Buonanotte" a Maria, gli incontri di preghiera con le famiglie, le catechesi sul sacramento della confessione o sul secondo mistero della Luce, la più pratica della Via crucis, la processione del Quadro della Madonna per le strade del territorio animata dai giovani e illuminata dalle fiaccole, l’incontro con i bambini delle scuole primarie "Rosari" e "De Fonseca".
L’ultimo saluto a Maria è stata la Supplica, recitata alle 12 di domenica 28 settembre.
(A cura di: Francesco Paolo Soprano - Autore: m.c.)


"2014" La Regina di Pompei a:
Qualiano (NA)

05-09 Novembre 2014 - Parrocchia: "Santo Stefano Protomartire" - Parroco: "Mons. Raffaele Marino"
La benedizione di Maria su Qualiano

Questa nostra comunità parrocchiale di Santo Stefano Protomartire a Qualiano, nella provincia di Napoli, ha avuto la gioia di rivivere, dopo tredici anni dall’accoglienza della missione mariana, una seconda visita dell’Icona pellegrina della madonna di Pompei dal 5 al 9 novembre).
È stato un evento di grazia che sicuramente porterà frutti abbondanti come abbiamo già sperimentato, un evento atteso e preparato a lungo per ringraziare il buon Dio e affidare alla Vergine la nostra comunità e, in particolare, il nostro Parroco che ha festeggiato i 25 anni di ordinazione sacerdotale.
Già prima che l’Icona venerata giungesse, gli operatori pastorali hanno iniziato la missione ricevendo il crocifisso e iniziando ad annunciare in ogni famiglia l’evento di grazia. Hanno
visitato tutte le 5100 famiglie della nostra parrocchia portando loro l’immagine della Vergine di Pompei e il programma della missione.
La visita della Madonna ha suscitato tanto entusiasmo e attesa nella comunità, una grande gioia che è "esplosa" nell’accoglienza di mercoledì 5 novembre, quando ad accogliere il Quadro della Vergine e i missionari di Pompei c’era l’intera comunità con il Sindaco, Signor Ludovico De Luca, il Parroco Monsignor Raffaele Marino, il Vicario parrocchiale Don Alessandro Palumbo e tutti i rappresentanti delle aggregazioni laicali della comunità.
Dopo il saluto, ci siamo recati in chiesa in processione per partecipare alla celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo. Dopo che il Sindaco ha consegnato simbolicamente le chiavi della nostra città alla Vergine, mettendole nelle mani del Prelato, abbiamo iniziato tre intense giornate.
L’intera comunità ha pregato intensamente il Santo Rosario e ha ricevuto il buon annuncio del Vangelo da parte dei missionari: bambini, studenti, fidanzati, famiglie, insieme ai sacerdoti, hanno pregato insieme e gioito nella fede.
Sicuramente questa missione resterà scolpita nella mente e nei cuori di tutti noi e i frutti della
semina non si faranno attendere, come è avvenuto per la precedente missione.
Dopo quell’evento, vissuto nel 2001, la comunità è stata benedetta con l’ordinazione di quattro nuovi sacerdoti e un gruppo numeroso di uomini che ogni sabato sera, da 13 anni, pregano il Rosario insieme al Parroco e al vicario parrocchiale.
Chiudendo la missione, nel salutare la Vergine e i missionari, sacerdoti, religiose e laici, guidati da Monsignor Francesco Paolo Soprano, la comunità si è impegnata a ricordare l’evento ogni 5 del mese pregando il Rosario.
È stato scelto il quinto giorno del mese per ricordare l’arrivo della Madonna a Qualiano, ma anche il giorno della festa del Beato Bartolo Longo.
Con la nostra preghiera vogliamo accompagnare i missionari di Pompei nelle altre comunità dove porteranno l’Immagine pellegrina della Beata Vergine.

(Autore: La Comunità Parrocchiale)


"2014" La Regina di Pompei a:
Galatro (RC)

16-19 Novembre 2014 - Parrocchia: "S. Nicola Maria SS. Della Montagna" - Parroco: "Don Giuseppe Calimera"


"2014" La Regina di Pompei a:
Flumeri (AV)

22-23 Novembre 2014 - Parrocchia: "Santa Maria Assunta e San Nicola  - Parroco: "Don Claudio Lettieri"
A Flumeri due giorni di preghiera e carità
La piccola cittadina di Flumeri, poco più di tremila abitanti nella provincia di Avellino, ha accolto l’Icona pellegrina della Madonna il 22 novembre 2014.
Don Claudio Lettieri, il parroco, pensò di
fare questo dono alla comunità durante un recente pellegrinaggio al Santuario di Pompei. Ed è stato un grande dono.
Ad accogliere Maria Santissima era presente tutto il paese, una grande folla guidata da Monsignor Pasquale Cascio, Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi, Nusco, Conza, Bisaccia.
Insieme al parroco Don Claudio erano presenti anche il Sindaco Angelo Lanza, i consiglieri comunali, il maresciallo Luciano Morante, il comandante della locale Caserma dei Carabinieri, la Confraternita di San Rocco, con il priore Franco Bravoco e i suoi associati, l’Associazione
Bagliori di Luce con la presidente Antonietta Raduazzo e agli associati di tanti altri gruppi e aggregazioni.
La processione che accompagnava il Quadro ha percorso tutto il paese fino a raggiungere la Chiesa Madre, dov’è stato posto a lato dell’altare maggiore per la venerazione dei fedeli.
Domenica 23 la missione è ripartita, ma i due giorni sono stati intensi di appuntamenti, culminati nella centralità della celebrazione Eucaristica.
Tutti si sono accostati al sacramento della Confessione e poi alla Comunione, l’intera comunità ha recitato la potente preghiera del Santo Rosario e agli incontri di formazione.
Ma Pompei vuol dire anche carità ed è stato bello che la locale Confraternita di San Rocco abbia voluto dare un segno di condivisione e amicizia nei confronti di chi ogni giorno affronta i problemi legati alla disabilità.
Il 22, nella sede della Confraternita, è stato offerto un pranzo a tutti i disabili non solo del paese, ma anche delle località vicine.
Un modo per non farli sentire soli, per mettere sulle proprie spalle un po’ della loro sofferenza.
(A cura di: Francesco Paolo Soprano)


"2014" La Regina di Pompei a:
Casagiove (CE)

26-30 Novembre 2014 - Parrocchia: "San Michele Arcangelo" - Parroco: "Don Stefano Giaquinto"
La gente di Casagiove ripete con Maria il sì al Signore
La Madonna di Pompei è arrivata con la sua Icona pellegrina nella nostra comunità di san Michele Arcangelo in Casagiove, una tranquilla cittadina situata a pochi passi dalla Reggia di Caserta, il 26 novembre 2014. L’attendevano il parroco, Don Stefano Giaquinto, e una moltitudine di fedeli, che hanno a lungo preparato la visita della Beata Vergine accolta con senso di speranza e gioia.
L’équipe missionaria, diretta da Don Francesco Paolo Soprano, ha accompagnato e vivificato la visita di Maria in mezzo a noi.
Nel giorno dell’accoglienza, dopo la preghiera del Rosario e gli inni della corale parrocchiale, in
tanti hanno partecipato alla celebrazione dell’Eucarestia.
La Santa Messa è stata presieduta dall’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo. Era presente anche il Sindaco Elpidio Russo, che ha consegnato le chiavi della città al Prelato e ha spiegato il significato simbolico di questo gesto: "Le affido – ha detto – le chiavi del cuore di ogni cittadino perché Maria vi possa entrare liberamente e portarvi la luce e la gioiosa disponibilità al progetto divino!".
L’Arcivescovo, nella sua omelia, ha ricordato la vicinanza di Dio Padre agli uomini attraverso la venuta di Gesù Cristo, fattosi carne grazie al "sì" senza tentennamenti della Vergine Maria. Con il suo "fiat", Maria ha messo in circolo il grande "Amore Divino che si dona gratuitamente e genera in modo gratuito la carità".
L’omelia di Monsignor Pasquale Mocerino, Rettore del Santuario di Pompei, nella celebrazione Eucaristica del giorno dopo, ha ripreso i temi del servizio gratuito e della gioiosa accoglienza di Maria, Madre di Cristo e Madre di tutti noi, facendo sentire l’urgenza dell’appello divino e spalancare le porte delle chiese a tutti. Solo così il Vangelo potrà incarnarsi e portare frutto negli angoli dove le tenebre ancora oscurano la vita o laddove si brama la speranza che dà senso e sollievo all’esistenza.
Anche il parroco Don Stefano Giaquinto ha chiesto di aprire il cuore a Maria e, attraverso Lei, a Cristo.
Don Francesco Paolo Soprano ha guidato gli incontri formativi cin i fanciulli, i giovani, i dipendenti e gli amministratori comunali e ha presieduto la Liturgia delle Ore e la recita del Rosario. Don Francesco Soprano ha, in particolare, raccontato la vita del Beato Bartolo Longo e
ha invitato i fedeli a seguirne l’esempio: "Usciamo dall’io e passiamo al noi. Aiutiamo gli altri a dissotterrare i propri talenti.
Esultiamo per le vittorie e la felicità degli altri". È così che la comunità, come Maria, eleva il suo Magnificat, quando accoglie l’Emmanuele e con Lui visita l’ammalato, conforta il carcerato, si adopera per ridare la luce al cieco, inteso non solo in senso fisico, sostiene le famiglie in difficoltà, si fa compagno di strada di chi vive in solitudine, si pone in accogliente e costruttivo ascolto di colui che lancia il suo grido disperato. Lo spirito missionario che ha accompagnato la Madonna pellegrina ha testimoniato un Dio Amore che mostra misericordia, sollecitudine, attenzione, collaborazione, unità. In qualsiasi momento: nelle confessioni, nella visita ai malati della nostra parrocchia, nel condividere le gioie, la stanchezza, la Parola, la mensa, il Pane Spezzato, il cammino. Maria, Porta dell’Avvento, si è rivelata in questo quadro itinerante la Madre di tutte le Madri.
Sin dalle prime ore della giornata, davanti alla sua Immagine, hanno sostato in preghiera operai, famiglie, operatori pastorali, gruppi ed associazioni, giovani, scolaresche, cittadini ma anche
pellegrini provenienti da altre città.
Tutti hanno venerato la Madonna e riconosciuto in Lei la Mamma che può intercedere presso il Figlio perché cambi, come alle nozze di Cana, l’acqua nel vino che è venuto a mancare.
La visita di Maria ha messo in risalto la grande sete di Dio che ha la gente di Casagiove. È una sete che si colma rimanendo in silenzio davanti all’Immagine della Madonna di Pompei ed in adorazione dinanzi al Santissimo Sacramento, suo Figlio Redentore.
La comunità si è infine impegnata, su invito di Don Francesco Soprano, a riunirsi ogni 5 del mese per pregare il Rosario davanti alle stupende Icone della Madonna e del Beato Bartolo Longo consegnate nelle mani del nostro parroco.
(Autore: Antonietta Gravina)


"2014" La Regina di Pompei a:
Secondigliano (NA)

03-05 Dicembre 2014 - Cappella del: "Carcere di Secondigliano" - Parroci: "Don Raffaele Grimaldi e Don Michele Vinzi"
La Madre dei detenuti fa visita ai suoi figli
L’icona pellegrina della Madonna di Pompei è stata accolta nella struttura detentiva napoletana, una realtà dura e difficile, ma dov’è comunque possibile trovare le ragioni della speranza.
La predilezione per i carcerati e le loro famiglie fa parte del carisma pompeiano. La carità non conosce limiti di mura e sbarre, ma è capace di entrare anche in un carcere a di liberare dalla schiavitù dell’errore.

Tante mani salutavano dalle grate delle celle, alcune trattenevano tra le dita una corona del Santo Rosario, altre sventolavano fazzoletti bianchi, altre ancora si stringevano nel segno di un "ciao" quasi a voler rubare gli ultimi secondi alla Madonna che tornava a Pompei. Alcuni detenuti erano riusciti a salire sui muriccioli delle finestre che danno all’esterno a mandavano baci, altri gridavano "Viva Maria" e tante voci ripetevano facendo da eco.
Forse il momento del saluto è stato il più commuovente della visita della Madonna pellegrina presso il Centro penitenziario di Secondigliano, vissuta dal 3 al 5 dicembre scorso. Proprio nell’ultimo giorno, L’Arcivescovo di Pompei Tommaso Caputo ha celebrato Messa nella cappella
della struttura. Erano tra gli altri presenti i due cappellani Don Raffaele Grimaldi e Don Michele Vinzi, il direttore Liberato Guerriero e numerosi agenti della Polizia penitenziaria.
Nella sua omelia, il presule ha voluto dare coraggio e speranza ai centoventi detenuti che hanno partecipato alla funzione religiosa. Ha raccontato in particolare la storia del Santuario di Pompei e la vita del suo Fondatore, il Beato Bartolo Longo. Anch’egli, un uomo conosciuto come un santo, era caduto nell’errore ai tempi in cui era giovane studente a Napoli. Si era così tanto allontanato dalla fede da diventare un nemico della religione. Eppure in lui ci fu una profonda e totale conversione.
Attraverso il Santo Rosario cambia la propria vita. Monsignor Caputo ha parlato anche dell’incontro di Bartolo Longo con un uomo che stava andando a costituirsi e che gli domandò cosa sarebbe stato dei suoi figli. "Il pensiero lo rode dentro – ha spiegato l’Arcivescovo -  finché non fonda un collegio per i figli dei carcerati nel 1891. Bartolo Longo diceva di aver fatto un voto: il voto del cuore per i figli dei carcerati, un grido represso da anni. Voi oggi avete tante persone che vi stanno vicino e vi aiutano, tentando di risollevarvi. All’epoca non era così. Siamo alla fine del 1800 e i detenuti erano abbandonati da tutti. L’operazione era pericolosa e Bartolo Longo lo sapeva, ma diceva anche: "Il Cuore di Gesù lo vuole! La Mamma di Pompei è per questo anche madre dei detenuti, soprattutto madre dei detenuti.
I figli dei detenuti sono i figli della Madonna di Pompei e noi continueremo a prendercene cura, continueremo la nostra opera perché questa è la nostra vocazione. Per questo era necessario che la Madonna vi venisse a trovare. Noi andremo via, ma a tutti lasceremo una corona del Rosario, che rannoda a Dio e ci fa fratelli. Ovunque noi siamo, in un Santuario o in una cella, la Madonna ci ascolta e ci risolleva dalle pene. Sentitela vicina! La Madonna vi accompagni, vi benedica e vi consoli!". Nel carisma di Pompei è anche il sostegno dei detenuti così come volle il Beato Bartolo Longo. E come se il Santuario estendesse le sue mura a tutte le strutture di detenzione e a quelle case dove manca la presenza di un padre o di una madre, ma non manca il dolore. I carcerati non sono solo dinanzi al dramma della privazione della libertà, ma nella città mariana è incessante la preghiera perché abbiamo il coraggio di affrontare il presente, meditare sugli errori e ricostruire finalmente la propria vita.
Anche per questo ad ogni detenuto è stato donato il calendario del santuario ed una corona del santo Rosario. I detenuti potranno così pregare e leggere la storia di un’orazione così potente da essere capace di abbattere le sbarre di una cella e di dare la libertà del cuore. Inoltre, al
direttore del carcere Liberato Guerriero è stata donata una riproduzione del Quadro della Madonna di Pompei e un’immagine del beato Bartolo Longo così che chiunque entri nella cappella possa fermarsi in preghiera col pensiero rivolto alla Basilica mariana. È un modo diverso di essere pellegrini. Non fisicamente, ma nello spirito. Al termine della Messa il Quadro della Vergine è stato accompagnato dinanzi a tre reparti, due particolarmente delicati: l’infermeria e l’Ospedale Psichiatrico Giudiziario. Dinanzi ad ogni plesso, i detenuti scendono lentamente e baciano l’Icona, proprio come si fa il 13 novembre a Pompei.
In tanti piangono mentre l’Arcivescovo Caputo guida la recita dell’Ave Maria seguito dai detenuti affacciati alle loro celle. Un detenuto chiede di cantare e intona la sua Ave Maria. Un altro legge una sua lettera alla Madonna che chiama "mamma di tutte le mamme": "Ti prego – dice – di stare vicino a chi ci guarda cioè alla Polizia Penitenziaria che svolgono un lavoro quotidiano di sorvegliarci, di custodire le loro famiglie e le nostre famiglie.
Noi che siamo chiusi in questo carcere, come è stato chiuso anche tuo figlio Gesù, ti chiediamo di non abbandonarci, anche se questa vita l’abbiamo scelta noi di farla. Tu che sei nostra mamma ti preghiamo con tutto il nostro cuore di darci la forza di affrontare questa vita e di darci la forza di cambiare vita una volta usciti da questo istituto".
(Autore: Giuseppe Pecorelli)
L'incontro con il Cappellano
A parlare della realtà del Centro di Secondigliano è stato Don Raffaele Grimaldi, che tra l’altro è anche parroco nella vicina Giugliano. Nel carcere sono presenti 1250 detenuti, circa il 75% dei quali è in regime di "alta sicurezza". La cappella per loro diventa luogo di speranza". Vi si celebra Messa ogni sabato, ma per ovvie ragioni di spazi vi possono partecipare solo alcuni detenuti. Per questo le diverse sezioni si alternano.
In ogni caso ogni settimana la Messa è celebrata non in cappella, ma comunque in tutti i reparti. Don Raffaele ci racconta che non sono pochi i detenuti che cominciano proprio in carcere una vita di fede cambiando totalmente la propria vita. Per esempio due ex carcerati, usciti da poco,
tornano spesso nella struttura per aiutare i cappellani o solo per partecipare alla Messa. Uno dei due è attivissimo presso il Centro Regina Pacis, che lo stesso Don Raffaele ha fondato a Giugliano, e si occupa in particolare di chi è bisognoso di accoglienza e soccorso: migranti, senza tetto, ammalati. Per Don Raffaele "è la fede ritrovata ad averli liberati e ad averli portati ad una vita onesta". In carcere è nata anche una cooperativa dal nome "Liberiamo la speranza".
Nel terreno di pertinenza sono coltivati ortaggi che vengono rivenduti all’interno della struttura detentiva o nelle parrocchie. Con il ricavato si aiutano in particolare i detenuti che vivono situazioni di grave disagio. Don Raffaele è cappellano a Secondigliano da ventuno anni e, nel tempo, ha visto cambiare in positivo la realtà carceraria. Si cerca in ogni modo di assolvere alla funzione rieducativa della pena.
"É un carcere vissuto più umanamente – dice – grazie anche ai quaranta volontari che assicurano la propria opera. Tra loro ci sono cinque diaconi permanenti". La visita di Maria, preparata da lungo tempo in collaborazione con l’Ufficio Missione Mariana, guidato da Don Francesco Paolo Soprano, rinvigorisce la speranza. Alla Madonna tanti hanno chiesto la libertà e, dinanzi al suo Quadro, hanno pregato per le loro famiglie e per le necessità materiali. Don Raffaele ci racconta anche un bell’aneddoto. Appena è arrivato il Quadro in cappella, uno dei primi detenuti ad aver pregato davanti alla Madonna di Pompei è stato raggiunto dalla notizia di essere stato liberato. Ed è stata festa grande tra i detenuti, i sacerdoti presenti, il personale della Polizia penitenziaria, guidato dal Comandante Antimo Cicala. Un segno visibile che Maria è colei che accompagna a Gesù e quindi alla liberazione, soprattutto alla liberazione del cuore.
(Autore: Don Raffaele Grimaldi)


"2014" La Regina di Pompei a:
Ariccia (RM)

10-14 Dicembre 2014 - Santuario: "Santa Maria di Galloro" - Parroco: "Don Andrea De Matteis"
Il cuore mariano di Ariccia
Cinque giorni di preghiera e di formazione per rendere più viva la fede e rileggere la propria vita alla luce del Vangelo, riponendola sotto il manto della Madonna del Rosario. Ariccia ha accolto la Missione Mariana dal 10 al 14 dicembre scorso e la sua bella comunità ha confermato una devozione profonda, testimoniata dal luogo dove l’Icona venerata è stata accolta, il seicentesco Santuario di Santa Maria Galloro.
Il tempio, che sorge nello splendidi scenario dei Castelli romani, è, come la Basilica di Pompei, luogo particolarmente caro al popolo.
Si racconta che, nel 1656, la peste mietesse vittime e che l’ondata di morte sembrasse
inarrestabile, Gli aricciani, in preda allo scoramento, si affidarono a Maria. Qualche anno prima – alcuni dicono nel 1621, altri nel 1623 – un bambino di origini toscane, Sante Bevilacqua, aveva trovato un quadro della Madonna in un fosso nella zona tra Monticella piccola e Monticella grande.
Era un dipinto abbandonato ritrovato tra le sterpaglie mentre il ragazzino cercava luppoli tra le campagne.
Il ritrovamento fu considerato segno di benedizione e la gente di Ariccia cominciò a venerare quel Quadro, che si rivelò – così raccontano le cronache – prodigioso. Insomma, Ariccia è terra dalla profonda devozione mariana. Per ragioni storiche, certo, ma l’amore per Maria è profondo e filiale ancora oggi.
Il 10 dicembre una grande folla ha accolto il Quadro della Madonna di Pompei in piazza Dante. Erano presenti il parroco Don Andrea De Matteis e il Sindaco Emilio Cianfanelli. Don Francesco Paolo Soprano, responsabile dell’équipe della Missione Mariana, ha guidato la processione verso il Santuario di Galloro, dove l’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, ha presieduto la celebrazione della Messa. Come di consueto per la Missione, l’Eucarestia è stata posta al centro di ogni giornata.
Le funzioni religiose sono state presiedute da Don Juan Carlos Alegria, Don Antonio Scagliuzzo, dal parroco e da Don Francesco Paolo Soprano.
Il 12, la celebrazione è stata officiata da Monsignor Marcello Semeraro, Vescovo di Albano, che tra l’altro ha dato inizio ufficialmente all’Anno della Vita Consacrata nella diocesi laziale.
Il 13 a presiedere è stato Monsignor Carlino Panzeri, Direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia. Durante la Messa, i bambini battezzati nel corso dell’anno sono stati
affidati alla Vergine di Pompei, la cui intercessione è stata invocata anche per le coppie di fidanzati e di giovani sposi. Più volte al giorno si è recitato il Santo Rosario di Pompei. Ad ammirarlo, insieme all’intera comunità, i ragazzi del Servizio diocesano per la pastorale giovanile e l’associazione Amici del Santuario di Galloro.
Particolare attenzione è stata riservata ai bambini.
L’11 dicembre, sono stati accolti in Santuario gli studenti della Scuola "Beata Rosa Venerini", il 13 si è tenuto l’incontro con i piccoli che frequentano il catechismo e che si avvicinano alla prima Comunione. A tutti è stato donato un Vangelo perché sia fondamento della loro vita.
Attraverso i bambini si fa catechismo anche agli adulti. Alla Messa del 14 sono stati invitati con particolare premura soprattutto i genitori dei bambini e dei ragazzi che frequentano il catechismo.
Tra i momenti più belli della visita a Maria ad Ariccia è la via Lucis, animata dagli operatori pastorali e dagli istituti religiosi del territorio e percorsa nella tarda serata del 13 dicembre,
festa di Santa Lucia. E Maria, attraverso i missionari dell’équipe, è entrata anche nelle case di coloro che, a causa della propria sofferenza fisica, non hanno potuto raggiungere il Santuario di Galloro.
La Vergine, madre di tutti, è accanto agli ammalati. Una presenza viva, forte, quasi tangibile. È in loro che Maria vede suo figlio Gesù sofferente sulla croce. E vengono alla mente le parole di Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata Mondiale del Malato, celebrata l’11 febbraio: "La Chiesa riconosce in voi, cari ammalati, una speciale presenza di cristo sofferente. È così: accanto, anzi, dentro la nostra sofferenza c’è quella di Gesù, che ne porta insieme a noi il peso e ne rivela il senso.
Quando il Figlio di Dio è salito sulla croce ha distrutto la solitudine della sofferenza e ne ha illuminato l’oscurità".

(Autore: Michele Cantisani)


 
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