Pensiero Settimanale - Istituto Aveta

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Pensiero Settimanale

Con Gesù

"Il comprensibile linguaggio della croce"
Dice Gesù: «È giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo» (Gv 12, 23); noi ci domandiamo: A che cosa allude?
In che modo e quando viene glorificato? Forse a Pasqua con la risurrezione? Non solo a Pasqua e non anzitutto a Pasqua.
Dal Vangelo di Giovanni risulta evidente che Gesù viene glorificato sulla croce e – quando accenna alla gloria che il Padre gli accorderà – egli intende la croce. Gesù, infatti, è il seme di grano che per portare grande frutto cade a terra e muore.
Se non aveva ancora dimostrato la portata del suo amore per gli uomini, Gesù lo fa quando, appeso alla croce «… li amò sino alla fine» (Gv 13, 1). Egli viene glorificato proprio nel momento in cui si manifesta l’inconcepibile amore che lo lega sia al Padre che agli uomini.
Secondo la tradizione cristiana, guardando la croce si vede già balenare la gloria di Dio; infatti tutti i santi sono stati affascinati dalla croce.
Gesù ha detto anche: «Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me» (Gv 12, 32). La croce attira, la croce spalanca le porte del cielo e lascia scorgere la glorificazione dell’amore.
Venerare il legno della Croce il Venerdì Santo non è un atto privo di contenuto. Tutti insieme, uno dopo l’altro, se ne prende concretamente coscienza e ci si inginocchia davanti a colui che dalla croce irraggia la sua gloria.
Se guardassimo più spesso la croce non accuseremmo Dio di non interessarsi a noi; non penseremmo di essere stati da lui abbandonati.
(Wilfrid Stinissen)

 
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