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Meditazione del giorno

Con Gesù
23 Marzo – “Le due direzioni della croce”
 
Dio vuole che tu gli consacri tutto quello che c’è nella tua vita. “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la sua mente” (Mt 22, 37). Quello che offrì alla società, al tuo lavoro e ai tuoi rapporti umani deve essere dato in modo da non togliere nulla a Dio. Ti chiedi se questo sia possibile. Certamente! Gesù con il suo esempio ci ha dimostrato che è possibile. Si è dato completamente a noi senza togliere nulla al Padre. Anzi, dedicandosi a noi, ha portato a compimenti la volontà del Padre. Anzi, dedicandosi a noi, ha portato a compimento la volontà del Padre e ci ha resi partecipi del suo amore.
 
Proprio per quel suo vivere completamente nel Padre, Gesù non ha dimenticato il mondo e l’umanità. Dopo tutto il Padre è il “nostro Padre”, colui che ci ama.
 
La croce testimonia come nella vita di Gesù non c’è stata alcuna separazione tra il Padre e noi. Non si è trattato di una scelta tra l’Uno e gli altri, ma di amare sia l’Uno che gli altri. Raggiungendo il culmine del suo amore per noi, Gesù ha raggiunto anche il culmine del suo amore per il Padre.
 
La croce, infatti, è composta da due travi. Quella verticale esprime il rapporto dell’uomo con Dio; quella orizzontale i rapporti umani. Le due travi si incrociano e uniscono al centro, nel “locus” del cuore di cristo, dove le direzioni si intersecano. Il suo cuore arde di un amore speciale che, da una parte, lo fa tendere verso il mondo, per abbracciarci tutti; dall’altra, verso il Padre, per portarci a lui.
(Wilfrid Stinissen)
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