Pensiero Settimanale - Istituto Aveta

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Pensiero Settimanale

Con Gesù

"Dio colma il vuoto"

La vita di preghiera generalmente porta verso un silenzio sempre più completo; quando si prega è faticoso interromperci per rispondere a chi ci rivolge la parola.
Chi prega accresce nell’intimo un bisogno profondo di silenzio; predilige la quiete per prolungare con Dio quello che san Giovanni della Croce (1542-1591) chiamava «un’amorosa attenzione».
Se vuoi veramente che la tua vita si spinga verso un’autentica unione con Dio, è importante che tu soddisfi l’aspirazione al silenzio.
Dio agirà dal di dentro e tu, se non vuoi gravare al suo lavoro, devi smettere di affannarti. Il "silenzio" o "passività" non vanno confusi con il vuoto interiore a cui tendono alcune forme di
meditazione.
Il silenzio della contemplazione cristiana sottende una concentrazione consapevole su Dio Padre e sul Figlio suo Gesù.
Obiettivamente parlando si vorrebbe raggiungere quel tipo di "vuoto" in cui tutti gli schemi del ragionamento e del pensiero logico si sfaldano: la mente rimane vuota e inerte, mentre il cuore è caldo d’amore.
Pregare significa porsi in profonda unione con Dio: per lui siamo stati creati. Pregando ci rendiamo conto delle tenebre, delle nostre carenze e negligenze verso Dio; nello stesso tempo la preghiera ci permette di ristabilire con lui un rapporto più genuino.
Non appena offri a Dio la tua solitudine e il tuo profondo silenzio interiore, egli comincia a rinnovarti e a rigenerarti. La sua azione non è mai autoritaria o affrettata. Ti attira gradualmente, togliendo con cautela quegli impedimenti che tu gli hai frapposto. Più penetri nel silenzio e più ti avvicini a lui.

(Wilfrid Stinissen)

 
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