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Pensiero Settimanale

Con Gesù
“Manda me!”
San Paolo ci dice che, pur non avendo un apprendistato, siamo chiamati da Dio a essere i suoi “collaboratori” (1Cor 3,9): d’altronde risalta chiaramente dal Vangelo che Gesù considera la vita come la migliore scuola.
Il Vangelo di Marco racconta l’episodio dei Dodici mandati in missione la prima volta. Gesù lo fa perché comincino a prendere confidenza con l’incarico che li attende e, soprattutto, perché familiarizzino con l’energia che li sorregge (6, 7-13).
Possiamo anche immaginare che, all’inizio, sentendo che li si voleva mandare avanti da soli, qualche discepolo abbia obiettato a tale invito.
Gli sarà sembrata un’esperienza prematura, non sentendosi ancora pronto, oppure poco adatto al compito. Ma Gesù li manda: Lui sa che “facendo” impareranno ad annunciare il Vangelo. Anche noi, quando ci chiama, obiettiamo: “Non credo di essere all’altezza delle aspettative del Vangelo! Sono troppo difficili ed elevate per me!”. Ma Gesù ci risponde:” Per ora fai quello che puoi, poi scoprirai che puoi fare molto di più di quello che pensi.
Non si collabora con Dio tirando fuori dei dubbi e difficoltà, ma agendo concretamente”. Probabilmente gli apostoli non erano pronti a quel compito, ma Gesù fa vedere loro che la capacità non era nemmeno richiesta. Per diventare apostoli bisogna essere “vocati”, bisogna essere eletti al compito, essere mandati da Dio. E si è mandati… non perché si è qualificati, ma… si è qualificati perché si è mandati.
(Wilfrid Stinissen)
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