Pensiero Settimanale - Istituto Aveta

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Pensiero Settimanale

Con Gesù

"Conosco le mie pecore"
Nel Vangelo Gesù paragona i suoi amici a pecore, non tanto perché quella era prevalentemente un’epoca di pastorizia: è risaputo che la pecora segue fedelmente il pastore. "Le mie pecore ascoltano la mia voce", egli dice (Gv 10, 27).
Ascoltare e obbedire è tipico delle pecore, mentre purtroppo al giorno d’oggi l’obbedienza è cosa rara anche nella Chiesa.
Un’altra caratteristica delle pecore è che non pensano a difendersi. "Ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi" (Lc 10, 3), dice ancora Gesù, perché, alla mansuetudine degli agnelli, tutti
si comportano più o meno come lupi. Invece di rispondere agli attacchi con altri attacchi sono persino disposti a perdere la loro vita.
La terza e più importante caratteristica delle pecore è che intrattengono un rapporto personale con il pastore, lo conosco e, lui pure le conosce: "Egli chiama le sue pecore una per una e le conduce fuori" (Gv 10,3).
L’essere conosciute e amate individualmente dal pastore valorizza il modesto vivere di un animale come la pecora.
Quanto a noi, può darsi che non siamo pecore fedeli e che abbiamo spesso irritato la nostra guida per l’ostinazione, l’indipendenza o l’insubordinazione. Ma grande conforto è sapere che, quando ci smarriamo, il pastore si mette alla nostra ricerca e molto si rallegra nel ritrovare la "pecora smarrita".
(Wilfrid Stinissen)

 
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