Pensiero Settimanale - Istituto Aveta

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Pensiero Settimanale

Con Gesù

"Non in teoria ma in pratica"
L’amore non è né passivo né astratto, l’amore è attivo. Dopo aver raccontato al dottore della legge della parabola del buon samaritano, Gesù gli fa una domanda sorprendente: "Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?" (Lc 10, 36).
All’inizio il dottore della legge gli aveva chiesto chi dovesse essere oggetto del suo amore: "Chi è il mio prossimo?" e Gesù, come ben sappiamo, gli aveva risposto capovolgendo il quesito; poi, di rimando,
gli aveva chiesto: chi ha agito con amore – chi si è comportato come vero prossimo – chi si è identificato con lui?
Per il dottore della legge -  tutto concentrato sul suo bene -, il problema semmai è quanto deve sforzarsi per venire incontro alle necessità altrui. Gesù lo incoraggia a riflettere su ciò di cui l’altro ha bisogno, a mettersi al suo posto, a predisporsi in modo da dargli un aiuto.
Il pensiero di Gesù non è mai astratto.
Se vuoi aiutare chi ha bisogno, se sei disposto ad amare, allora ogni persona che incontri può diventare il tuo prossimo. Tu non dici il vero quando testimoni – soltanto a parole -  l’amicizia per il tuo vicino e non esci concretamente dal tuo cerchio vitale per avvicinarti a lui. In effetti dipende da te che il tuo vicino diventi o meno il tuo prossimo. A Gesù interessa soltanto la realtà tangibile, quella delle azioni che pavimentano la strada che conduce alla vita eterna (cf. Lc 10,28). Se ti rendi disponibile e ti comporti da prossimo, ogni essere umano è il tuo prossimo. Non è necessario fantasticare su chi e su come si debba amare. Se ti senti pronto a dare un po’ di te stesso a colui o colei che stai per incontrare, dimostragli il tuo amore come se fosse la cosa più naturale del mondo.
(Wilfrid Stinissen)

 
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