Pensiero Settimanale - Istituto Aveta

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Pensiero Settimanale

Con Gesù

"L’invisibilità di Dio"

Quando Gesù assicura i discepoli del suo ritorno (cf. Gv 14,18), non si riferisce ai brevi incontri dopo la risurrezione, ma alla sua presenza costante nel tempo e nella storia tramite l’Eucaristia.
L’Eucaristia è incomprensibile e misteriosa poiché accostandoci ad essa beviamo e mangiamo del corpo di Cristo.
Egli è realmente e concretamente presente in questo sacramento, eppure non c’è niente di più impenetrabile di questa sua presenza concreta, che nel rivelarsi ci manifesta il suo nascondimento.
Se hai invidia dei discepoli che videro Gesù in carne ed ossa, pensa che incontrandolo nel suo
nascondimento tu lo conoscerai meglio di loro. I discepoli, frequentandolo concretamente, pensavano che fosse così come appariva, e che in lui non ci fosse nulla oltre a quello che era dato loro di toccare con mano.
In effetti Gesù è ben più di ciò che i discepoli conobbero. Egli è il grande mistero della Parola in continuo divenire, ed è con il Padre per l’eternità.
L’Eucaristia rende "presente" l’incomprensibilità di Dio, ci mette in comunicazione con lui, ma quello che cogliamo è la sua "invisibilità".
Infatti l’Eucaristia è così semplice che anche un bambino può capirla, ma proprio perché priva di esteriorità, semplice e di facile intendimento ci invita a entrare sempre più intimamente nell’incomprensibilità di Dio.
Sembra che Dio ami rovesciare le nostre percezioni. Egli fa grande quello che è piccolo e fa piccolo quello che è grande; con degli strumento semplici e di uso quotidiano, come il pane e il vino, dimostra la sua divina grandezza.
(Wilfrid Stinissen)

 
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