Meditazione del giorno
Con Gesù
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Marzo - Il peccato non è una “questione” privata
Il peccato
non è mai una questione privata. Dopo aver peccato non dobbiamo solo rimettere
a posto le cose con Dio: oltre a “guastare” il rapporto con lui il nostro
peccare ha ferito anche la comunità della Chiesa e l’umanità intera!
Il peccato
di ogni individuo si rispecchia su tutta l’umanità: tutto il male che si compie
nel mondo è radicato nell’egoismo che ciascuno di noi, in misura maggiore o
minore, nutre nel suo cuore.
Dopo la lavanda
dei piedi, Gesù dice ai discepoli: “uno di voi mi tradirà” (Gv 13, 21). Non
prende, quindi, in considerazione il traditore come un essere separato, un
individuo singolo, ma semplicemente come “uno di voi” Giuda è membro della
comunità degli apostoli; in essa è stato formato, ma né lui, né gli altri
capiscono che ad essere responsabile è sempre l’intera collettività. Uno dopo
l’altro gli domandano: “Sono forse io?” e Gesù risponde: “Uno dei Dodici” (Mc
14, 19-20). Né potrebbe esprimersi più chiaramente.
Quando ti
accosti al sacramento della riconciliazione ricorda che non lo ricevi soltanto
come simbolo individuo; con i tuoi peccati condividi la responsabilità del
peccare nel mondo. Non hai bisogno di sapere esattamente dove passa la linea
divisoria tra “il tuo” “il mio” o “l’altrui” peccare. Devi solo confessare i
tuoi peccati come una piccolissima parte coinvolta nel tutto cui tu appartieni.
Al battesimo
nel Giordano, quando Gesù ha preso su di sé il peccato del mondo, il cielo si è
aperto e si è udita la voce del Padre. Anche tu, se nel confessarti presti
ascolto alla tua fede, sentirai il Padre dire: “Tu sei il Figlio mio
prediletto, in te mi sono compiaciuto” (Mc 1, 11).
(Wilfrid Stinissen)