Santi del 2 Settembre - Istituto Aveta

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Santi del 2 Settembre

Il mio Santo > I Santi di Settembre

*Sant'Abibo di Edessa - Diacono e Martire (2 settembre)

Edessa, † 15 novembre? 322
Etimologia:
Abibo = padre, dalla radice sumerica hab
Emblema: Palma
Martirologio Romano: A Edessa nell’antica Siria, Sant’Abib, diacono e martire, che, sotto l’imperatore Licinio, concluse il suo glorioso combattimento condannato al rogo dal governatore Lisania.
Fino a poco tempo fa era ricordato insieme ai Santi Guria e Samona al 15 novembre, ma nell’ultimissima edizione riveduta del ‘Martyrologium Romanum’, Sant’Abibo è ricordato da solo al 2
settembre, mentre gli altri due martiri sono rimasti al 15 novembre.
Abibo (Habib) era un diacono di Edessa, città della Siria che fu centro di cultura cristiana (Scuola di Edessa) nel IV-V secolo; scampò alla persecuzione contro i cristiani di Galerio, imperatore d’Oriente del 305, il quale poi nel 311 emanò un editto di tolleranza.
In questa persecuzione caddero uccisi nel 306 i santi martiri Guria e Samona, suoi amici e compatrioti; subentrata la tolleranza imperiale, Abibo poté esercitare liberamente il suo ministero e per vari anni sostenne e fortificò la fede del popolo cristiano di Edessa.
Ma con l’avvento dell’imperatore Licinio Valerio (250-325) si scatenò una nuova persecuzione e anche il diacono Abibo fu arrestato, ma riuscì comunque a liberarsi; desideroso del martirio non restò nascosto in attesa del passaggio della bufera persecutoria, e si presentò spontaneamente a Teotecne, uno degli ufficiali di Lisania, governatore della provincia.
Sottoposto ad interrogatorio rimase insensibile a minacce, promesse e torture, finché venne condannato ad essere bruciato vivo (15 novembre? 322).
Benché morto, il suo corpo venne risparmiato miracolosamente dalle fiamme; quindi venne imbalsamato e sepolto presso la tomba dei martiri suoi amici Guria e Samona; il culto fu associato a loro per tutti questi secoli, ma i sedici anni di distanza fra le loro morti, 306 e 322, ha determinato la divisione della celebrazione.
(Autore: Antonio Borrelli – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Sant'Abibo di Edessa, pregate per noi.


*Sant'Agricolo di Avignone - Vescovo (2 settembre)

Etimologia: Agricolo = agricoltore, dal latino
Martirologio Romano: Ad Avignone in Provenza, Sant’Agricolo, vescovo, che, dopo aver condotto vita monastica nell’isola di Lérins, fu di aiuto a San Magno, suo padre, e gli succedette nell’episcopato.
Nato ad Avignone verso il 630 dal Beato Magno, vescovo della città, e da Gandaltrude o Austadiala a quattordici anni fu mandato a perfezionarsi negli studi e nella virtù nel cenobio di Sant'Onorato di Lérins, ove rimase per sedici anni, durante i quali venne ordinato sacerdote. fu poi chiamato dal padre, che lo nominò arcidiacono della chiesa di Avignone e che, verso il 660, lo fece eleggere dal clero e dal popolo adunati, suo successore.
Nel corso del suo episcopato, Agricolo fece costruìre a proprie spese una seconda chiesa entro le mura della città, non bastando più la precedente a contenere il numero accresciuto dei fedeli, e chiamò a ufficiarla i monaci di Lérins.
Morì un 2 settembre, probabilmente nell'anno 700.
Il suo corpo fu sepolto nella cappella di San Pietro nella cattedrale di Avignone: il fatto è ricordato in un documento del 919.
Una bolla di Giovanni XXII del 1321 parla della ricostruzione della chiesa di Sant'Agricolo (evidentemente si tratta della chiesa costruita da lui, che in seguito gli fu dedicata) e dell'elevazione di essa al rango di collegiata. Nel 1647 fu dichiarato ufficialmente patrono della città.
(Autore: Charles Lefebvre - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Sant'Agricolo di Avignone, pregate per noi.


*Sant'Alberto di Pontida - Abate (2 settembre)

m. 1096 circa
Alberto, della nobile famiglia dei Prezzati, fu un soldato che, per una grave ferita riportata, lasciò la vita delle armi per cercare la pace di Cristo.
Dopo un pellegrinaggio a Santiago di Compostela, in Spagna, si ritirò a Pontida, sua città natale, dove nella seconda metà del secolo XI, fondò un monastero che dedicò a san Giacomo, basato sulla regola di Ugo di Cluny (morto nel 1109).
Dopo un periodo di noviziato a Cluny, fu superiore a Pontida come successore del compagno Guido. Morì nel 1095 o 1099.
Le sue reliquie con quelle di san Guido, del quale non si conosce l'anno della morte, furono conservate nella chiesa del monastero di Pontida fino al 1373, quando, dopo un
incendio, furono traslate nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Bergamo e nel 1911 tornarono a Pontida. (Avvenire)
Etimologia: Alberto = di illustre nobiltà, dal tedesco
Emblema: Bastone pastorale
Martirologio Romano: A Pontida in provincia di Bergamo, Santi Alberto e Vito, monaci, dei quali il primo antepose alle armi e agli onori del mondo il servizio a Cristo e fondò nella sua città un monastero amprontato alle consuetudini cluniacensi, che il secondo governò.
Alberto, della nobile famiglia dei Prezzati, fu dapprima un valoroso soldato che, per una grave ferita riportata, lasciò la vita delle armi per cercare la pace di Cristo: dopo aver peregrinato a San Giacomo di Compostella in Spagna, si ritirò a Pontida, sua città natale, dove nella seconda metà del sec. XI, fondò un monastero che dedicò a San Giacomo e che pose sotto la regola di Ugo di Cluny (m. 1109), e del quale, dopo aver fatto un periodo di noviziato a Cluny, fu superiore dopo il suo compagno Guido.
Morì il 2 o il 12 settembre 1095 o 1099.
Le sue reliquie con quelle di san Guido, del quale non si conosce l'anno della morte, furono conservate nella chiesa del monastero di Pontida fino al 1373, quando, essendo questa andata distrutta da un incendio, furono traslate nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Bergamo e finalmente nel 1911 tornarono a Pontida. I martirologi benedettini fissano la festa dei due Santi al 5 settembre.
(Autore: Sergio Mottironi – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Sant'Alberto di Pontida, pregate per noi.


*Beato Alessandro Carlo Lanfant - Sacerdote Gesuita, Martire (2 settembre)

Schede dei gruppi a cui appartiene:
“Beati Pietro Giacomo Maria Vitalis e 20 compagni Martiri della Rivoluzione francese”
“Beati Martiri delle stragi di settembre Vittime della Rivoluzione francese”

Lione, Francia, 9 settembre 1726 - Abbazia Saint-Germain-des-Prés, Parigi, 2 settembre 1792
Anne-Alexandre-Charles-Marie Lanfant (Alessandro Carlo Lanfant) nacque a Lione il 9 settembre 1726 da famiglia borghese e, a quindici anni, entrò nella Compagnia di Gesù ad Avignone. Dedicatosi all'insegnamento, professò i voti religiosi nel 1760.
Dal 1° settembre 1768, in seguito alla soppressione dei Gesuiti in Lorena, per qualche tempo fu predicatore dell'imperatrice Maria Teresa a Vienna; poi si stabilì a Parigi. Rinomato oratore, grande
devoto del Sacro Cuore, Lanfant ricevette il titolo di predicatore del re Luigi XVI.
Erano tempi difficili per il cattolicesimo francese, la Rivoluzione era alle porte, pronta a eliminare i fedeli del Papa.
Il Lanfant si rifiutò di prestare giuramento sulla Costituzione civile e fu accusato di aver aiutato il sovrano ad assolvere il precetto pasquale.
Alla fine dell'agosto 1792 fu arrestato e finì vittima dei massacri del 2 settembre 1792 presso l'abbazia Saint-Germain-des-Prés a Parigi insieme a molti altri religiosi. Fu beatificato da Pio XI il 17 ottobre 1926. (Avvenire)
Anne-Alexandre-Charles-Marie Lanfant nacque a Lione il 9 settembre 1726 da una famiglia borghese ed all’età di quindici anni entrò nel noviziato della Compagnia di Gesù presso Avignone.
Compiuta una brillante carriera nell’insegnamento ad Aix, Besancon e Marsiglia, professo i voti religiosi nel 1760 e da quel momento si dedicò al ministero delle missioni presso Nancy.
Dal 1° settembre 1768, in seguito alla soppressione dei Gesuiti in Lorena, per qualche tempo fu predicatore dell’imperatrice Maria Teresa a Vienna, per poi tornare a Parigi ove si stabilì.
Rinomato oratore, stimato persino dai nemici della fede, grande devoto del Sacro Cuore, Padre Lanfant ricevette il titolo di predicatore del re Luigi XVI.
Erano tempi duri per il cattolicesimo francese, la Rivoluzione era alle porte, pronta a mietere un’innumerevole schiera di martiri fedeli al Papa.
Anche il Lanfant, infatti, rifiutò fermamente di prestare il giuramento sulla Costituzione civile del clero e fu accusato di aver aiutato il sovrano ad assolvere il precetto pasquale per mano di un sacerdote refrattario.
Verso la fine dell’agosto 1792 fu arrestato e cadde vittima per la sua fede durante i massacri di settembre, il 2 settembre 1792 presso l’abbazia Saint-Germain-des-Prés in Parigi insieme a molti altri religiosi.
Padre Lanfant fu beatificato da Papa Pio XI il 17 ottobre 1926 con altre 190 vittime della medesima persecuzione.
Dei suoi scritti non restano che una raccolta di Sermoni e le “Mémories et correspondance secrète du P. Lanfant, confesseur du roi, pendant trois années de la Révolution, 1790, 1791, 1792”.
(Autore: Fabio Arduino – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Alessandro Carlo Lanfant, pregate per noi.


*Beato Ambrogio Agostino (Ambroise-Augustin) Chevreux - Abate e Martire (2 settembre)
Schede dei gruppi a cui appartiene:
“Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni” - Martiri della Rivoluzione francese”
“Beati Martiri delle stragi di settembre” - Vittime della Rivoluzione francese”

Orléans, Francia, 13 febbraio 1728 - Parigi, 2 settembre 1792
Ambroise-Augustin Chevreux nacque ad Orléans, in Francia, il 13 febbraio 1728. Emise la sua professione monastica quale benedettino maurista nell’abbazia di Saint-Florent de Saumur il 14 maggio 1744.
Soggiornò in seguito nell’abbazia parigina di Saint-Germain-des-Prés. A partire dal
1763 occupò importanti funzioni nel suo ordine e nel 1783 fu eletto all’unanimità superiore generale.
Riconfermato cinque anni dopo, sostenette i diritti del suo ordine contro le pretese della commissione di regolarità, che agli albori della Rivoluzione Francese aveva lo scopo di sopprimere le congregazioni religiose, sognando di poter mantenere vivo l’ideale monastico all’interno delle case dell’ordine.
Fu infine arrestato nell’agosto 1792 con suo nipote Dom Louis Barreau de la Touche e Dom René-Julien Massey.
Rinchiuso nel Carmelo di Parigi, il 2 settembre fu ucciso insieme con la gran parte dei suoi compagni di prigionia.
Furono beatificati il 17 ottobre 1926 da Papa Pio XI unitamente ad un gruppo complessivo di 191 vittime dei massacri di settembre. Ambroise-Augustin Chevreux fu l’ultimo abate generale della Congregazione benedettina di San Mauro.
(Autore: Fabio Arduino – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Ambrogio Agostino Chevreux, pregate per noi.


*Beato Andrea Angar - Sacerdote e Martire (2 settembre)
Schede dei Gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e 91 compagni" Martiri della Rivoluzione francese - 2 settembre
"Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese - 2 e 3 settembre
"Martiri della Rivoluzione Francese"
Parigi, 1759 - Parigi, 2 settembre 1792
Andrea (André) Angar nacque a Parigi nel 1759.
Dopo l'ordinazione sacerdotale, continuò i suoi studi teologici e nel 1785 ottenne un dottorato in questo campo.
Ha svolto attività pastorale nella diocesi di Parigi come vicario a Saint-Sauveur.
Per essersi rifiutato di prestare giuramento sulla Costituzione civile del clero fu arrestato e portato nel convento dei carmelitani, dove venne ucciso il 2 settembre 1792.
Andrea Angar è stato beatificato da Papa Pio XI, il 17 ottobre 1926, insieme con altri centonovanta compagni, martiri delle cosiddette "stragi di settembre".
La sua festa ricorre il giorno 2 settembre.

(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Andrea Angar, pregate per noi.


*Beato Andrea Grasset de Saint-Sauveur - Sacerdote e Martire (2 settembre)
Schede dei gruppi a cui appartiene:
“Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni” -  Martiri della Rivoluzione francese

“Beati Martiri delle stragi di settembre” -  Vittime della Rivoluzione francese
Montréal, Canada, 3 aprile 1758 - Parigi, 2 settembre 1792
Tra la folta schiera di ecclesiastici che durante la Rivoluzione Francese persero la vita nelle Stragi di Settembre del 1792 troviamo anche degli stranieri: oltre allo svizzero Apollinare da Posat, padre
cappuccino, vi è anche il canadese Andrea Grasset de Saint-Sauver.
Nato a Montréal il 3 aprile 1758, si trasferì in Francia, ove divenne canonico della cattedrale di Sens. Allo scoppio della Rivoluzione, trovò rifugio presso gli Eudisti di Parigi.
Al rifiuto di sposare le teorie rivoluzionarie in materia ecclesiastica, volte a disconoscere l’autorità pontificia sulla Chiesa gallicana, i religiosi vennero internati presso il convento carmelitano della città, il 2 settembre 1792 avenne il massacro di ben 95 martiri in odio alla loro fede cattolica, capeggiati da tre vescovi, Jean-Marie du Lau d’Alleman ed i fratelli Francois-Joseph e Pierre-Louis de La Rouchefoucauld-Bayers.
Insieme con altre vittime della persecuzione religiosa morte in quei giorni a Parigi, per un totale di 191 persone, Andrea Grasset de Saint-Sauver fu dunque beatificato da Papa Pio XI il 17 ottobre 1926.
(Autore: Fabio Arduino – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Andrea Grasset de Saint-Sauveur, pregate per noi.


*Sant'Antonino di Apamea - Martire (2 settembre)
Martire del I secolo, originario di Aribazos in Siria seconda.
Secondo la tradizione il Santo, passando un giorno ad Apamea, un'antica città che si trovava nei pressi del fiume Oronte, rimproverò i pagani che adoravano i loro idoli.
Su richiesta del vescovo si adoperò per edificare ad Apamea una chiesa in onore della Santissima Trinità, ma non fece in tempo a realizzare l'opera perché fu assalito e ucciso dai pagani: aveva appena vent'anni.
Il corpo di Antonino fu smembrato e seppellito in una caverna, sulla quale il vescovo fece costruire una basilica dedicata al Santo, che però nel VII secolo fu distrutta.
Le reliquie del martire sarebbero quindi state portate in Francia per poi essere spostate in Spagna a Palencia e a Pamiers.
In quest'ultima città la popolazione venera Antonino come santo locale. Per questo motivo il martire è conosciuto anche con il nome di sant'Antonino di Pamiers. (Avvenire)
Emblema: Palma
Martirologio Romano: Ad Apamea in Siria, Sant’Antonino, martire, che, scalpellino, si tramanda sia stato ucciso a vent’anni dai pagani per avere abbattuto, a motivo della sua ardente fede, i loro idoli.
La “passio” del martire è andata persa, ma quelle notizie che rimangono nei “sinassari”, sono sufficienti per ricostruire il racconto della sua vita.
Antonino nacque ad Aribazos nella Siria Seconda; scalpellino di mestiere, passando un giorno in una località vicino Apamea di Siria, antica città posta sul fiume Oronte, rimproverò i pagani che
adoravano i loro idoli, (siamo nel I secolo); trascorse due anni presso un anacoreta di nome Teotimo ritornando poi presso Apamea, qui rivelando uno zelo che rasentava l’imprudenza, entrò nel tempio frantumando gli idoli, provocando così l’ira dei pagani, che lo percossero.
Il vescovo di Apamea (questa città fu sede vescovile sin dal I secolo) gli chiese di costruire un chiesa in onore della SS Trinità, ma dopo aver iniziato il lavoro fu assalito dai pagani che si ritenevano offesi dalla sua sfuriata e l’uccisero, aveva solo vent’anni.
Un altro ‘sinassario’ racconta che il corpo di Antonino fu dapprima smembrato e poi sepolto in una caverna ad Apamea, il vescovo della città fece costruire sulla stessa caverna, una basilica a lui dedicata, la quale fu poi distrutta da Cosroe II re di Persia († 628) nel VII secolo; questa basilica era già nota nel 518, menzionata negli atti di un Concilio della Siria.
Da qui la storia di Sant’ Antonino finisce e comincia quelle delle sue reliquie che sarebbero state portate da un certo Festo nella Noble-Val in Francia, dopo la distruzione di Apamea avvenuta nel 540 ad opera di Cosroe I di Persia; dalla Noble-Val alcune reliquie passarono a Pamiers e altre ancora trasferite a Palencia in Spagna.
Col passare del tempo gli abitanti di Pamia (Pamiers) perduta la memoria della traslazione da Apamea, videro in Antonino un santo locale, discendente di re dei Goti, diventato prete, che evangelizzò Tolosa ed altre città e ritornato a Pamiers fu ucciso dai concittadini; questa credenza ha fatto sì che il martire viene chiamato anche Sant’ Antonino di Pamiers.
Tutti i “martirologi” e “sinassari” antichi lo riportano nei loro elenchi in date diverse; quello “Romano” seguendo il “Geronimiano” lo cita al 2 settembre, ma anche al 3.
(Autore: Antonio Borrelli – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Sant'Antonino di Apamea, pregate per noi.


*Beato Antonio Carlo Ottaviano du Bouzet - Sacerdote e Martire (2 settembre)
Schede dei Gruppi a cui appartiene:
"Beati Pietro Giacomo Maria Vitalis e 20 Compagni" Martiri della Rivoluzione francese - 2 settembre
"Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese - 2 e 3 settembre
"Martiri della Rivoluzione Francese"
Bivès, Francia, 6 marzo 1739 - Abbazia Saint-Germain-des-Prés, Parigi, 2 settembre 1792
Il Beato Antonio Carlo Ottaviano du Bouzet nacque il 6 marzo 1739 a Bivès nella diocesi di Auch, in una famiglia d’antica nobiltà. Compì i suoi studi.
Nel 1759 entrò nel seminario di San Suplizio a Parigi dove compì i suoi studi.
Licenziato in utroque iure fu subito nominato canonico della cattedrale di Reims nel 1761.  
Dieci anni dopo, nel 1771, il vescovo della diocesi lo volle quale vicario generale.
Fu anche abate commendatore di dell’antica collegiata, fondata nel 1157, di Nostra Signora della Virtù nell’attuale diocesi di Châlons-en-Champagne.  
La collegiata era famosa perché possedeva una presunta reliquia, quella del "Santo Cordone ombelicale di Cristo" che fin dal secolo XV, attirava folle enormi di pellegrini.
Arrestato a Parigi per non aver giurato sulla Costituzione civile del clero, fu rinchiuso con numerosi altri sacerdoti della diocesi nel municipio della città.
Trasportato nell’abbazia di San Germano (Saint-Germain-des-Prés), venne ucciso nella strage della notte del 2 settembre 1792.
(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Antonio Carlo Ottaviano, pregate per noi.


*Beato Antonio Franco - Vescovo (2 settembre)  
Napoli, 26 settembre 1585 - S. Lucia del Mela, Messina, 2 settembre 1626
Prelato Ordinario di Santa Lucia del Mela
Da nobile famiglia di origine francese, terzo di sei figli, Antonio Franco nacque a Napoli il 26 settembre 1585. Crebbe buono, circondato da attenzioni e a soli diciassette anni conseguì la laurea in diritto canonico e civile. Per completare gli studi ecclesiastici il padre lo inviò a Roma e, un anno dopo, lo fece accogliere a Madrid alla corte di Filippo III.
All’età di venticinque anni ricevette gli Ordini Sacri, il 14 Gennaio 1611 fu nominato Cappellano Reale. Dopo un decennio di permanenza a corte, il 12 Novembre 1616 fu designato consigliere e cappellano Maggiore del Regno di Sicilia, con la carica di Abate e Ordinario di S. Lucia del Mela, una “prelatura nullius” soggetta direttamente alla S. Sede (oggi nell’Arcidiocesi di Messina).
Dopo essersi recato a Roma per l’investitura ufficiale, confermata da Paolo V l’11 Febbraio 1617, il novello monsignore fece l’ingresso solenne a S. Lucia del Mela il 18 Maggio.
Animato da fede profonda, il Servo di Dio si mostrò ben presto, nei difficili tempi del post Concilio, un pastore zelante. Seguì personalmente la formazione dei propri sacerdoti, visitando periodicamente anche le zone più remote della prelatura.
Mons. Franco, d’indole assai umile, si sottoponeva a penitenze: digiunava o pranzava a pane ed acqua, sovente dormiva sul pavimento usando una piccola stuoia per materasso. Secondo i canoni del tempo portava ai fianchi, come strumento di mortificazione, due catene di ferro, una delle quali è oggi conservata in una cassetta d’argento e, per antica tradizione, portata presso le case dei malati. Si distinse per la carità verso i poveri e gli infermi.
Grande fu l’impegno per le vittime degli usurai. Durante una persistente siccità, gli abitanti del vicino paese di S. Filippo del Mela, si recarono a visitarlo per chiedergli preghiere. Il santo prelato, vivamente commosso, disse loro di confidare in Dio. Tornati in paese, con grande sorpresa, trovarono che li precedeva in contrada “Basso”. Indicò loro un’abbondante sorgente d’acqua e alla misteriosa “bilocazione” si aggiunse la grazia di avere un pozzo tanto necessario, detto poi “del Beato” e dove venne poi eretta un’edicola con la sua immagine.
Antonio Franco morì, a soli quarantadue anni, anche a causa dell’infaticabile apostolato, il 2 Settembre 1626. Spirò dolcemente, con gli occhi al cielo che in quel momento si illuminava con i raggi del sole nascente.
La tomba del Servo di Dio divenne da subito meta di devoti che, pregandolo, ottenevano grazie. Sette anni dopo, durante alcuni lavori in cattedrale, si sparse la voce che il suo corpo fosse stato violato. Le Autorità, sia religiose che civili, la sera del 7 Luglio 1633 diedero ordine di aprire la sepoltura e si constatò, con commozione, che non presentava traccia di corruzione.
Nel 1656 ci fu la seconda ricognizione, alla presenza di molti fedeli che osservarono nella mano del Servo di Dio, fresco e verde, uno stelo di basilico. Da allora quella pianta fa parte degli ornamenti della sua urna. Una terza ricognizione vi fu nel 1721, pare, per richiesta dello stesso defunto che comparve più volte in sogno ad una nobildonna sua devota. L’ultima traslazione è del 5 Giugno 1913. L'urna di cristallo è oggi conservata nella cappella di Santa Lucia in Cattedrale.
Il 2 Settembre di ogni anno, nell’anniversario della morte, la banda musicale cittadina presta servizio gratuito come da voto dell’agosto 1919, per lo scampato pericolo di un naufragio dopo un servizio nelle Isole Eolie.
Il popolo da sempre lo chiama “Beato”, ma solo il 20 dicembre 2012 Papa Benedetto XVI ha riconosciuto un miracolo attribuito alla sua intercessione aprendo la strada alla beatificazione.
Il 2 settembre 2013 nella Cattedrale di Messina è stato beatificato dal cardinale Amato ed il successivo 15 settembre, con una solenne processione, il Corpo Santo è stato riportato nella cattedrale luciese e riposto sotto l’altare del SS. Crocifisso appositamente restaurato.
Preghiera
O Beato Antonio,
immagine fedelissima del buon Pastore:
con la tua vita sobria e orante

protesa verso gli ultimi e i bisognosi,
hai rinnovato la Chiesa nella verità e nella pace.
Tu hai edificato richiamando
ai valori eterni del Vangelo di Cristo,
vivendo nella fedeltà
quanto celebrato con decoro nei divini misteri.
A noi, che ricorriamo alla tua intercessione,
rinnova ancora oggi, le grazie che ti chiediamo:
ai ministri lo zelo pastorale,
alle famiglie l'amore fedele, fecondo e inesauribile,
ai malati il coraggio e la speranza.
Assistici nelle prove e fa che, amando la chiesa,
possiamo seguire le orme di Gesù Cristo
nostro Signore
e con lui poter un giorno regnare
nella beatitudine e nella pace.

Amen
(Autore: Daniele Bolognini - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Antonio Franco, pregate per noi.


*Beato Apollinare da Posat (Jean-Jacques Morel) - Sacerdote e Martire (2 settembre)
Schede dei gruppi a cui appartiene:
“Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni” - Martiri della Rivoluzione francese
“Beati Martiri delle stragi di settembre” - Vittime della Rivoluzione francese

Préz-vers-Noreaz, Svizzera, 12 giugno 1739 - Parigi, Francia, 2 settembre 1792
Gian Giacomo Morel compì la sua formazione religiosa e scolastica alle dipendenze del vicario parrocchiale Francesco Giuseppe Morel, suo zio, tre anni dopo perfezionò la sua formazione nel collegio dei gesuiti S. Michele a Friburgo.
A 23 anni vestì l'abito cappuccino nel convento di Zug con il nome di fra Apollinare da Posat (paese d'origine del padre). Ordinato sacerdote nel 1764, esercitò il ministero di aiuto al clero nelle parrocchie e della predicazione delle missioni al popolo.
Fu martirizzato a Parigi durante la rivoluzione francese. Il 17 ottobre 1926 Papa Pio XI lo annoverò tra i beati insieme ad altri 190 martiri.
Emblema: Palma
Jean-Jacques Morel nacque il 12 giugno 1739 nel villaggio di Préz-vers-Noréaz, nei pressi di Friburgo in Svizzera. Dal 1747 al 1750 fu affidato alle cure del curato del paese, suo zio Francesco Giuseppe Morel, e nel 1755 entrò nel collegio San Michele dei gesuiti a Friburgo per perfezionare la sua formazione.
Il 28 luglio 1762 sostenette brillantemente una disputa filosofica pubblica ed il 26 settembre dello stesso anno vestì l’abito cappuccino nel convento di Zug assumendo il nome di Apollinare da Posat, nome d’origine del padre.
Il 26 settembre 1763 emise la professione religiosa e il 22 settembre 1764 ricevette l’ordinazione presbiterale a Bulle.
Dal 1769 al 1774 Padre Apollinare fu impegnato ad aiutare il clero di varie parrocchie presso Sion, Porrentruy, Bulle e Romont. Alla fine dell’agosto 1774 divenne insegnante e direttore degli studenti
di teologia a Friburgo e nel 1780 vicario nel convento di Sion. Il 20 agosto 1781 fu trasferito sempre quale vicario nel convento di Bulle e nel 1785 a Stans, direttore della scuola annessa al convento.
Il 16 aprile 1788 lasciò Stans ed andò a Lucerna e nell’autunno del 1788 fu confessore dei tedeschi nel convento di Marais in Francia.
In questo paese fu sorpreso dalla Rivoluzione Francese, nemica del cristianesimo, ed alla soppressione gli ordini religiosi, ai primi di marzo 1790 fu inviato come vicario nella parrocchia di San Sulpizio.
Dal 1° aprile 1791 poi si diede al ministero clandestino.
Il 14 agosto 1792, celebrata la messa, si costituì ai commissari di Lussemburgo.
Il 2 settembre seguente anche Padre Apollinare rimase vittima del massacro perpetrato dai rivoluzionari in odio alla fede nel convento carmelitano di Parigi.
Lasciò scritto a coloro che piangevano la sua tragica fine: “Perché affliggervi tanto per me? Non sapete che io debbo essere nelle cose che riguardano il mio ministero?
A chi appartiene il regno di Dio? A coloro che soffrono persecuzioni per la giustizia. Non è forse soffrendo tormenti ben più atroci, che il Cristo è entrato nella sua gloria? Il servo sarà più grande del suo padrone?
Invocherò il Signore nella lode e sarò liberato dai miei nemici”. Papa Pio XI il 17 ottobre 1926 beatificò Apollinare da Posat insieme ad altre 190 vittime della medesima persecuzione, 94 delle quali morte proprio con lui nel convento carmelitano.
(Autore: Fabio Arduino – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Apollinare da Posat, pregate per noi.


*Beato Brocardo (2 settembre)
Martirologio Romano: Sul monte Carmelo in Palestina presso la fonte di Elia, Beato Brocardo, priore degli eremiti ai quali Sant’Alberto, vescovo di Gerusalemme, diede come regola di vita che meditassero giorno e notte la legge del Signore e fossero vigili nella preghiera.
Primo priore generale dei Carmelitani, verso l'anno 1210 Brocardo era alla testa di un gruppo di eremiti sul Monte Carmelo e riceveva da Sant'Alberto, patriarca di Gerusalemme, la regola e la
canonica istituzione dell'Ordine.
Alla sua morte, fu sepolto sul Monte Carmelo. Altri elementi della sua vita (reperibili solo presso T. Bradley, G. Paleonidoro e A. Bostio, scrittori carmelitani della seconda metà del sec. XV), quali la provenienza da Gerusalemme, la legazione al sultano di Damasco, la guarigione dalla lebbra e il battesimo del vice sultano d'Egitto nel fiume Giordano, sono leggendari.
Circa l'anno 1400 nella letteratura carmelitana fu introdotto Bertoldo di Malefaida, che è detto essere stato generale ancora prima di Brocardo.
Il culto di Brocardo fu ordinato nel capitolo generale dell'Ordine del 1564; tolto dal Breviario riformato nel 1585, fu ripreso nel 1609 e le lezioni proprie furono approvate dalla Sacra Congregazione dei Riti nel 1672; la festa si celebra il 2 settembre.
Brocardo è rappresentato in abito carmelitano, a volte a strisce bianche e nere, con la regola in mano.
(Autore: Adriano Staring - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Brocardo, pregate per noi.  


*Beati Carlo Luigi e Luigi Beniamino Hurtrel - Martiri (2 settembre)
Schede dei gruppi a cui appartengono:
“Beati Pietro Giacomo Maria Vitalis e 20 compagni” - Martiri della Rivoluzione francese
“Beati Martiri delle stragi di settembre” - Vittime della Rivoluzione francese 2 e 3 settembre

Carlo Luigi: Parigi, 1760 - † 2 settembre 1792
Luigi Beniamino: Parigi, 1770 - † 2 settembre 1792

I fratelli Charles-Louis e Louis-Benjamin Hurtrel, martiri durante la Rivoluzione Francese, non sono che uno dei molti casi di due fratelli o sorelle entrambi elevate agli onori degli altari.
Charles-Louis, nato a Parigi nel 1760, era sacerdote professo dell’Ordine dei Minimi.
Louis-Benjamin era invece un diacono dell’arcidiocesi di Parigi.
Sono stati beatificati da Papa Pio XI il 17 ottobre 1926 con altre 189 vittime della medesima persecuzione.
Nel firmamento della santità cattolica, rifulgono parecchie coppie di fratelli, segno tangibile di una particolare grazia divina, concessa alle loro famiglie d’origine, i cui genitori avevano donato con generosità, più di un figlio al servizio del Signore e dei fratelli.
Dai casi più noti dei tempi passati, come i Santi Cosma e Damiano e SS. Benedetto e Scolastica, si passa a figure più vicine a noi nel tempo, come San Paolo della Croce (Paolo Danei) fondatore dei Passionisti (1694-1775) e venerabile Giovanni Battista Danei, cofondatore dei Passionisti (1695-1765); i Beati Giacinta Marto (1910-1920) e Francesco Marto (1908-1919) veggenti di Fatima; il Beato Giovanni Maria Boccardo (1848-1913), fondatore delle Suore “Povere Figlie di S. Gaetano” e il Venerabile Luigi Boccardo (1861-1936) fondatore delle “Figlie di Gesù Re” non vedenti; le Beate Maria Teresa Ledòchowska (1863-1922), fondatrice delle “Suore di S. Pietro Claver” e Urszula Ledòchowska (1865-1939), fondatrice delle Suore “Orsoline del S. Cuore di Gesù Agonizzante”; e ancora i Servi di Dio Flavio e Gedeone Corrà, giovani d’Azione Cattolica di Isola della Scala (Verona) vittime dei nazisti, le Serve di Dio Teresa e Giuseppina Comoglio di Torino laiche consacrate; poi i messinesi sant’Annibale Maria Di Francia (1851-1927), fondatore dei Rogazionisti e delle “Figlie del Divin Zelo” e il Servo di Dio Francesco Maria Di Francia (1853-1913) fondatore delle Suore “Cappuccine del Sacro Cuore”; ecc.
A loro bisogna aggiungere altre due coppie di fratelli sacerdoti francesi, vittime della Rivoluzione Francese, i Beati Jean-Baptiste e René Lego, martiri di Angers e i beati Charles-Louis e Louis-Benjamin Hurtrel di Parigi; questi ultimi oggetto della presente scheda.
Carlo Luigi Hurtrel
Nacque nel 1760 a Parigi e nel 1780 divenne Magister artium. Entrato nei Frati Minimi, fondati nel 1435 da San Francesco da Paola, fece la professione religiosa nel 1781 e nel 1783 fu ordinato
sacerdote.
Nel 1789 era bibliotecario del suo convento parigino, quando cominciò la Rivoluzione Francese; e quando i religiosi in Francia, ebbero facoltà di scegliere la secolarizzazione oppure la vita comunitaria, chiese di continuare a vivere nel suo convento.
Il suo nome compare fra i firmatari di un indirizzo a Papa Pio VI, che parteciparono ad un ritiro ecclesiastico, tenutosi il 23 maggio 1792 nel Seminario degli Irlandesi, qualificandosi come “parisinus ex Ordine Minorum presbiter”.
Come tanti altri ecclesiastici diocesani e degli Ordini religiosi, fu arrestato il 10 agosto 1792 e trasferito al punto di concentramento situato nell’abbazia di Saint-Germain-des-Prés, trasformata in prigione, con l’accusa di essere partigiano del re e dove il1° settembre lo raggiunse anche il fratello diacono Luigi Beniamino Hurtrel.
Nelle prime ore del 2 settembre, furono portati nella sala del parlatorio, dove a gruppetti tutti i prigionieri appartenenti al clero, venivano processati da una parvenza di tribunale, presieduto dal commissario Maillard, investito di questo compito dal Comitato di vigilanza.
A tutti veniva chiesto di prestar giuramento alla Costituzione del Clero, coloro che si rifiutavano venivano giustiziati subito a colpi di sciabola.
Anche ai due fratelli Hurtrel venne chiesto se avevano fatto il giuramento; ma non avevano ancora risposto quando un componente del sedicente tribunale, che li conosceva, prese la loro difesa, ne scaturì un litigio fra il presidente e il difensore.
Nel contempo, senza aspettare nessuna sentenza, i rivoluzionari assetati di sangue e decisi ad ucciderli, li afferrarono e avendo il sopravvento sui pochi difensori, li massacrarono a colpi di sciabola.
Luigi Beniamino Hurtrel
Ci sono poche notizie su di lui; nato verso il 1770 a Parigi, come il fratello Carlo Luigi Hurtrel, è segnalato negli anni 1789 e 1790, come studente del Seminario di Trente-Trois di Parigi, e quando era suddiacono, frequentava il Seminario di Saint-Nicolas.
Era ancora diacono diocesano, quando fu arrestato contemporaneamente al fratello, religioso dei Minimi; fu imprigionato nel Municipio e poi dal 1° settembre 1792 nell’abbazia di Saint-Germain-des-Prés, dove si riunì al
fratello maggiore, col quale condivise la sorte che li condusse al martirio il 2 settembre.
I massacri di sacerdoti diocesani e di religiosi, continuarono per tutto il 2 e 3 settembre, nell’Abbazia suddetta, ai Carmelitani, a La Force, a S. Firmino; costituendo una pagina delle più orribili della Rivoluzione Francese.
(Autore: Antonio Borrelli – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beati Carlo Luigi e Luigi Beniamino Hurtrel, pregate per noi.


*Beato Carlo Geremia Bérauld du Pérou-Sacerdote Gesuita, Martiri (2 settembre)
Schede dei Gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e 91 compagni" Martiri della Rivoluzione francese - 2 settembre
"Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese - 2 e 3 settembre
"Martiri della Rivoluzione Francese"

Saint-Martin de Meursac, 17 novembre 1737 - Parigi, 2 settembre 1792

Carlo Geremia (Karol Jeremiasz) Bérauld du Pérou nacque il 17 novembre 1737 a a Saint-Martin de Meursac nella diocesi di La Rochelle.
Entrò nella Compagnia di Gesù a Parigi il 19 settembre 1753. Due anni dopo, il 20 settembre 1755 emise i suoi primi voti.
Studiò al Liceo del Collegio di Luigi il Grande.
Fu professore all'Università di Nancy (Université de Pont-à-Mousson) e insegnante di lettere nel collegio di La Flèche.
Sappiamo che il vescovo di Saintes, diocesi a cui apparteneva la parrocchia natale di Carlo Geremia, lo nominò suo vicario generale, in quanto ecclesiastico commendevole residente a Parigi, perché fosse il rappresentate del vescovo per i sacerdoti e i chierici che risiedevano nella capitale.
Nel 1762, quando avvenne la dispersione a Parigi dei Gesuiti, andò a soggiornare nel seminario di San Firmino.
Qui divenne suddiacono il 10 aprile 1763, e studiò filosofia nel convento di Pont-a- Mousson.
Dopo la soppressione dei Gesuiti, si aggregò degli Eudisti come ausiliare. Divenne sacerdote ed esercitò nelle loro case vari uffici.
Nell’agosto 1792 fu arrestato e rinchiuso nel convento dei Carmelitani; venne ucciso nella strage del 2 settembre.
Carlo Geremia Bérauld du Pérou è stato beatificato da Papa Pio XI, il 17 ottobre 1926, insieme con altri centonovanta compagni, martiri delle cosiddette "stragi di settembre".
La sua festa ricorre il giorno 2 settembre.

(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Carlo Geremia Bérauld du Pérou, pregate per noi.


*Beato Carlo Regis Matteo de La Calmette - Conte di Valfons, Martire (2 settembre)
Scheda del gruppo a cui appartiene:
“Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni” - Martiri della Rivoluzione francese
“Beati Martiri delle stragi di settembre” - Vittime della Rivoluzione francese

Nimes, Francia, 1747 - Parigi, 2 settembre 1792
Nato nel 1747 a Nìmes (parrocchia di S. Castor) il conte di Valfons era stato ufficiale nel reggimento reale di Champagne.
Nel 1792 abitava a Parigi presso il vicario della parrocchia di San Rocco, Guilleminet, suo padre spirituale, quando questi venne arrestato.
Fu condotto con lui nella prigione dei Carmelitani e da quel momento condivise l'esistenza dei preti prigionieri.
Al momento dei massacri del 2 settembre quando i sacerdoti erano chiamati e uccisi all'uscita della cappella, il conte di Valfons si fece avanti e pronunciò questa professione di fede: «Io appartengo alla Chiesa cattolica, apostolica, romana!».
Tale dichiarazione provocò la sua condanna; venne immediatamente giustiziato dai rivoluzionari.
Fu beatificato il 1° ottobre 1926 e se ne celebra la festa il 2 settembre.
(Autore: René Wasselynck – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Carlo Regis Matteo de La Calmette, pregate per noi.


*Beato Claude Cayx-Dumas - Sacerdote Gesuita e Martire (2 settembre)
Schede dei Gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e 91 compagni"
Martiri della Rivoluzione francese - 2 settembre
"Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese - 2 e 3 settembre
"Martiri della Rivoluzione Francese"

Martel, 6 novembre 1724 - Parigi, 2 settembre 1792

Il Beato Claudio Cayx-Dumas nacque il 6 novembre 1724, a Martel. Nel 1757, entrò nella Compagnia di Gesù a Tolosa. Esercitò la sua missione sacerdotale a Carcassonne, e dopo la dissoluzione dell'ordine dei Gesuiti, recatosi nella diocesi di Parigi, andò ad insegnare al Liceo Luois-le-Grand.
Fu arrestato il 15 agosto 1792, insieme ad altri due gesuiti, Claudio Francesco Gagnières des Granges e Francesco Vareilhe-Duteil, nella casa dei preti in pensione a Issy.
Fu assassinato nel monastero carmelitano il 2 settembre 1792. Claudio Dumas è stato beatificato da Papa Pio XI, il 17 ottobre 1926, insieme con altri centonovanta compagni, martiri delle cosiddette "stragi di settembre".
La sua festa ricorre il giorno 2 settembre.

(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Claude Cayx-Dumas, pregate per noi.


*Beato Claudio (Claude) Chaudet - Sacerdote Gesuita e Martire (2 settembre)
Schede dei Gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e 91 compagni" Martiri della Rivoluzione francese - 2 settembre
"Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese - 2 e 3 settembre
"Martiri della Rivoluzione Francese"

Bouches-du-Rhône, Aix-en-Provence, ?? - Parigi, 2 settembre 1792

Il Beato Claudio (Claude) Chaudet era originario di Bouches-du-Rhône nella diocesi di Aix-en-Provence.
Non sappiamo nulla della sua vita. Al momento della Rivoluzione era impegnato nella parrocchia di Saint-Nicolas-des-Champs a Parigi.
Per essersi rifiutato di prestare giuramento sulla Costituzione del Clero, fu arrestato dopo il giorno 10 agosto 1792 e chiuso nel convento dei Carmelitani.
Venne ucciso il 2 settembre 1792.
Claudio Chaudet è stato beatificato da Papa Pio XI, il 17 ottobre 1926, insieme con altri centonovanta compagni, martiri delle cosiddette "stragi di settembre".
La sua festa ricorre il giorno 2 settembre.

(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Claudio Chaudet, pregate per noi.


*Sant'Elpidio - Abate (2 settembre)

sec. IV
Le informazioni su di lui sono frammentarie confuse. Pietro da Natalibus lo identifica con un eremita originario della Cappadocia e venuto in Italia dove sarebbe morto. Lo scrittore Palladio lo ricorda come un eremita, vissuto presso Gerico per molti anni in una spelonca. Altri pensano che si tratti del diacono di San Basilio o dell'Elpidio ricordato nella vita di San Carotone.
Una vita redatta verso il XII secolo, e trovata in un leggendario della Biblioteca Capitolare di Spoleto, non ha alcun valore storico. Visto, però, che il suo culto è particolarmente vivo nel Piceno, dove diverse città portano il suo nome, l'ipotesi più probabile è che egli sia vissuto proprio questa regione.
Etimologia: Elpidio = speranza, dal greco
Emblema: Bastone pastorale
Martirologio Romano: Nelle Marche, Sant’Elpidio, del cui nome fu poi insignita la cittadina, in cui si conserva il suo corpo.
A sud di Ancona alcune cittadine portano il nome del santo odierno: Sant' Elpidio a Mare, Sant' Elpidio Morico, Porto Sant'Elpidio.
Nel Piceno questo nome è frequente anche nelle persone, e tuttavia poco si conosce di questo santo, lontano nel tempo e nella memoria, al punto d'essere confuso con vari personaggi.
Qualcuno ritiene che Sant' Elpidio sia originario della Cappadocia. Lo scrittore Palladio lo ricorda nella sua Storia Lausiaca come un eremita vissuto per molti anni in una spelonca presso Gerico e ne tesse gli elogi consueti per un asceta che, estraniatosi dalla compagnia degli uomini, scelse la solitaria scalata alle vette della perfezione cristiana.
Proprio nell'epoca in cui visse S. Elpidio, nel IV secolo, andava affermandosi una nuova forma di
monachesimo, con San Pacomio, iniziatore del "cenobitismo" cioè della vita comunitaria.
Nella Tebaide, presso il Nilo, aveva fondato i primi conventi di uomini e di donne, divisi in celle individuali, con la chiesa e il refettorio in comune.
A capo di ogni nucleo (il futuro convento) è l'abate che ha il compito di fare osservare la regola comune, imporre la castità, il lavoro, il digiuno e la recita dell'ufficio. Pochi anni dopo San Pacomio, il grande teologo e mistico orientale San Basilio di Cappadocia dava una regola più mitigata ma più saggia, destinata a diventare la "magna charta", le costituzioni, di tutto il monachesimo cristiano, sia in Oriente che in Occidente, tramite la Regola benedettina.
San Basilio poneva l'accento sul lavoro manuale e intellettuale e rafforzava l'autorità dell'abate per eliminare gli eccessi delle fantasie personali.
Non sempre i risultati rispondevano alle buone premesse: molti monaci, autentici girovaghi, abbandonavano il convento per correre nelle strade o nelle grandi città, o si dedicavano ad esercizi ascetici tanto insoliti quanto spettacolari, come gli "stiliti", che vivevano immobili come statue su colonne e facevano piovere dall'alto saggi e rari consigli ai pellegrini che sostavano per ammirarli.
Anche Sant' Elpidio aveva probabilmente lasciato il cenobio per un periodo di vita austera e solitaria nei pressi di Gerico, se accettiamo questa versione della vita del Santo, che in un secondo tempo si sarebbe trasferito nel Piceno per stabilirvi una comunità monastica o comunque per esercitarvi una forma di apostolato tra il popolo.
Alcuni studiosi tuttavia sono del parere che Sant'Elpidio sia stato originario del Piceno e abbia trascorso qui l'intera vita, conformandosi a una regola ascetica del tutto personale, ma tale da imporlo alla stima e più tardi alla devozione dell'intera regione.
(Autore: Piero Bargellini – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Sant'Elpidio, pregate per noi.


*Sant'Elpidio di Lione - Vescovo (2 settembre)
Etimologia: Elpidio = speranza, dal greco
Emblema: Bastone pastorale
Fu il diciassettesimo vescovo di Lione nella prima metà del sec. V. Non si sa niente della sua vita. Adone indica la sua sepoltura a San Giusto di Lione e la sua festa al 2 settembre. Sant’Elpidio (Elpèidius) è un vescovo di Lione.
Nella cronotassi ufficiale è inserito al diciassettesimo posto. Succede a Sant’Antioco e precede San Senatore.
Il nome di Sant’Elpidio è riportato nel più antico catalogo episcopale, contenuto in un evangelario della metà del IX secolo. Il catalogo è stato redatto attorno agli anni 799-814 all'epoca del vescovo Leidrado e si basa sui dittici originari della Chiesa lionese.
Il nome di Sant’Antioco è riportato anche in un secondo catalogo episcopale, riportato da Hugues di Flavigny nella sua Chronica universalis. Si presume sia vissuto tra il IV e V secolo, e abbia governato la città nei primi decenni del V secolo.  
Il suo episcopato si colloca dopo la morte di Sant’Antioco, che in alcune attestazioni viene indicata nell’anno 410, e prima del 432. Tra quelle due date, nella cronotassi della diocesi viene indicato il governo episcopale di due vescovi, Sant’Elpidio e San Senatore. Di lui non sappiamo nulla.
Solo Adone ci informa di due aspetti che lo riguardano: la sua sepoltura presso la chiesa di San Giusto e la celebrazione della sua festa nel giorno 2 settembre.
(Autore: Mauro Bonato - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Sant'Elpidio di Lione, pregate per noi.


*Beato Enrico Filippo Ermes - Martire (2 settembre)
Schede dei gruppi a cui appartiene:
“Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni” - Martiri della Rivoluzione francese
“Beati Martiri delle stragi di settembre” - Vittime della Rivoluzione francese

Parigi, 1752 - Parigi, 2 settembre 1792
Nato a Parigi nel 1752, alunno dei Sulpiziani, laureato in lettere nel 1775 e sacerdote nel 1776, insegnò per due anni filosofia nel seminario di S. Ireneo a Lione, come aiutante dei suoi antichi maestri.
Laureato poi in teologia nel 1782, ebbe nel 1788 la nomina a parroco della chiesa parigina di S. Martirio, presso San Medardo; ne fu privato, però, per mandato del Gran Consiglio, già il 31 gennaio 1789.
Ritiratosi in una casa privata, diede ospitalità a due sacerdoti, refrattari al giuramento scismatico della Costituzione civile del clero, in procinto di partire per l'estero, e all'abate Royon, coraggioso giornalista.
Fedelissimo alla ortodossia cattolica, scrisse parecchi opuscoli, nei quali i vescovi e i sacerdoti che avevano prestato il giuramento scismatico non erano punto risparmiati.
Questi scritti, pubblicati a Parigi nel 1791, molto probabilmente furono la causa del suo arresto, come lo fu anche in parte il fatto di aver rifiutato al letto del suo ospite Royon, moribondo, il ministero del curato della parrocchia di San Giacomo, perché aveva prestato il giuramento scismatico.
Arrestato dopo il 10 agosto 1792, fu imprigionato nel convento dei Carmelitani e vi fu ucciso il 2 settembre 1792.
Fu beatificato il 17 ottobre 1926.
(Autore: Celestino Testore – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Enrico Filippo Ermes, pregate per noi.


*Beato Francesco (Francois) Balmain - Sacerdote Gesuita, Martire (2 settembre)
Schede dei Gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e 91 compagni" Martiri della Rivoluzione francese - 2 settembre
"Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese - 2 e 3 settembre
"Martiri della Rivoluzione Francese"

Luzy, 23 maggio 1733 - Parigi, 2 settembre 1792

Francesco (François) Balmain nacque il 23 maggio 1733 a Luzy.
A soli vent’anni, il 20 luglio 1753 entrò alla Compagnia di Gesù, nella provincia di Champagne.
Dopo aver intrapreso gli studi teologici a Pont-à-Mousson il 23 settembre 1764, venne ordinato sacerdote, e fu mandato a fare l’insegnate nello stesso seminario. Qui fece la professione solenne il 15 agosto 1769.
Con lo scioglimento dell'Ordine, andò quale insegnante nei territori del duca di Lorena, Stanislas Leszczynski, che aveva ha preso i gesuiti sotto la sua protezione.
Alla la morte del protettore, e successivamente alla decisione del parlamento di sciogliere la Compagnia di Gesù, Francesco Balmain e i suoi confratelli furono costretto all'esilio. Durante questo periodo insegnarono in diverse città della Francia.
Dal 1788, divenne il cappellano delle Figlie della Croce di Rueil, e andò a vivere dagli eudisti.
Nel 1791, periodo in cui la persecuzione dei cattolici si intensificò nella Francia rivoluzionaria, si rifiutò di prestare giuramento sulla Costituzione civile del clero.
Arrestato il 10 Ago 1792 presso la sua residenza fu portato al monastero carmelitano, dove fu ucciso il 2 settembre 1792.
Francesco Balamin è stato beatificato da Papa Pio XI, il 17 ottobre 1926, insieme con altri centonovanta compagni, martiri delle cosiddette "stragi di settembre".
La sua festa ricorre il giorno 2 settembre.

(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Francesco Balmain, pregate per noi.


*Beato Francesco Luigi Hebert - Sacerdote Eudista, Martire (2 settembre)

Schede dei gruppi a cui appartiene:
“Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni” - Martiri della Rivoluzione francese
“Beati Martiri delle stragi di settembre” - Vittime della Rivoluzione francese

Crouttes, Francia, 14 settembre 1735 - Parigi, Francia, 2 settembre 1792
Nacque il 14 settembre 1735 a Crouttes, parrocchia nella diocesi di Lisieux, attualmente nella diocesi di Sées. Entrato nella Congregazione degli Eudisti nel 1756, fu ordinato prete nel 1761.
Insegnò quindi nei seminari di Caen, di Dol e di Domfort (nella diocesi di Le Mans, oggi nella diocesi di Sées).
Eletto il 16 ottobre 1782 coadiutore del superiore generale degli Eudisti, allora paralizzato, diresse durante dieci anni la Congregazione, esercitando inoltre le funzioni di superiore della casa di Parigi.
La stima di cui era fatto segno nella capitale fece si che fosse scelto, nell'aprile 1791, quale confessore di Luigi XVI.
Nessuno poteva dubitare della sua stretta ortodossia e dei consigli che egli dava al suo reale penitente. All'inizio dell'agosto 1792, il card. Zelada rimise a Pio VI una copia del voto di Luigi XVI «redatto d'accordo» con l'H.
Questi venne arrestato l'H agosto e ucciso nel convento dei Carmelitani (oggi Istituto Cattolico di Parigi, il 2 settembreIl 17 giugno 1793, in un'allocuzione concistoriale, Pio VI fece allusione all'«assassinio» del confessore del re.
Il martire aveva previsto la sua morte violenta e perdonato in anticipo al carnefice, cui il suo esecutore testamentario doveva regalare un orologio.
Fu beatificato da Pio XI il 17 ottobre 1926.
(Autore: Charles Berthelot du Chesnay – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Francesco Luigi Hebert, pregate per noi.


*Beato Francesco Urbano Salins de Niart - Sacerdote e Martire (2 settembre)

Schede dei Gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e 91 compagni" Martiri della Rivoluzione francese - 2 settembre "Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese - 2 e 3 settembre
"Martiri della Rivoluzione Francese"

Neuf-Brisach, Francia, 23 maggio 1760 – Parigi, Francia, 2 settembre 1792

François-Urbain Salins de Niart, di origini alsaziane, intraprese la carriera militare, ma quand’era già ufficiale passò tra le fila del clero, diventando sacerdote ad appena 24 anni.
Costretto alla prigionia nel convento dei Carmelitani a Parigi, perché con tutta probabilità si era rifiutato di prestare il giuramento sulla Costituzione Civile del Clero, difese accanitamente i confratelli più anziani.
Fu tra i primi a cadere sotto il piombo della folla inferocita, che già aveva compiuto una strage di membri del clero nell’abbazia di Saint-Germain-des-Prés.
È stato beatificato il 17 ottobre 1926 insieme agli altri 190 martiri delle stragi di settembre. La sua memoria liturgica cade il 2 settembre, giorno della sua nascita al Cielo.
François-Urbain Salins de Niart nacque a Neuf-Brisach, nella regione francese dell’Alsazia, il 23 maggio 1760. Come il padre, comandante della piazza d’armi di Neuf-Brisach, scelse la carriera militare. Rimasto orfano a diciotto anni, si trasferì da uno zio paterno, canonico di Saint-Lizier nella diocesi di Pamiers, e divenne ufficiale dell’armata reale dopo aver concluso gli studi militari.
Poco tempo dopo, entrò nel seminario irlandese di Tolosa e venne ordinato sacerdote il 5 giugno 1784 ad Albi; aveva appena 24 anni.
Nel settembre successivo, grazie all’ottenimento di un beneficio ecclesiastico, entrò alle dipendenze della cattedrale di Saint-Lizier.
Dieci anni dopo, nell’agosto 1794, fu condotto prigioniero nel convento dei Carmelitani a Parigi: evidentemente, si era rifiutato di prestare il giuramento sulla Costituzione Civile del Clero, cui tutti i sacerdoti erano stati obbligati.
Quando il Procuratore generale della Comune di Parigi, Manuel, si presentò al convento per comunicare la condanna a morte dei detenuti, lui gli si avvicinò per chiedergli quali accuse i rivoluzionari avessero contro i sacerdoti incarcerati.
Con un ardore pari a quello che aveva quando indossava la divisa da ufficiale, difese soprattutto i sacerdoti anziani e ammalati, che erano stati condotti via forzatamente dalla casa di riposo di San Francesco di Sales.
Non ricevette una risposta precisa; tuttavia, in seguito, poté prendere un po’ d’aria nel giardino del convento insieme agli altri detenuti.
Alle 16 del 2 settembre 1794, la folla che già aveva compiuto una strage nell’abbazia di Saint-Germain-des-Prés irruppe ai Carmelitani dalla porta in fondo al giardino.
Il primo a cadere fu l’abbé Giraud, che stava recitando il breviario. L’abbé Salins de Niart fece per avanzare, ma venne colpito a morte da un colpo di fucile.
In quell’eccidio perirono 95 membri del clero. Il gruppo, compreso nei 191 martiri delle stragi di settembre, è stato beatificato il 17 ottobre 1926.
La memoria liturgica dell’abbé François-Urbain Salins de Niart cade il 2 settembre, giorno della sua nascita al Cielo.

(Autore: Emilia Flocchini – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Francesco Urbano Salins de Niart, pregate per noi.


*Beato Francois-Joseph de La Rouchefoucauld-Maumont - Vescovo e Martire (2 settembre)
Schede dei gruppi a cui appartiene:
“Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni” - Martiri della Rivoluzione francese
“Beati Martiri delle stragi di settembre” - Vittime della Rivoluzione francese  2 e 3 settembre

Angoulême, Francia, 1736 - Parigi, 2 settembre 1792
Martirologio Romano: A Parigi in Francia, passione dei Beati martiri Giovanni Maria du Lau d’Allemans, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld, vescovi, e novantatrè compagni, chierici o religiosi, che, radunati nel convento dei Carmelitani, furono trucidati per Cristo in odio alla religione per essersi rifiutati di prestare l’empio giuramento imposto al clero durante la rivoluzione francese.
Francois-Joseph de La Rouchefoucauld-Bayers nacque ad Angoulême nel 1736. Era figlio di Messire Jean de La Rochefoucauld, signore di Maumont, Magnac, Barre, le Vivier ed altre località, cavaliere
degli ordini militari di Notre-Dame du Mont-Carmel e di St-Lazarre de Jérusalem, e di Marguerite des Escots.
Destinato dai genitori alla carriera ecclesiastica, divenne vescovo-conte di Beauvais, nonché pari di Francia, entrando nel parlamento come deputato del Clero di Clermont.
Rifiutò però la Costituzione civile del Clero, che prevedeva un giuramento di fedeltà allo stato, e guidò i sacerdoti della sua diocesi nella resistenza.
Si rifugiò poi con suo fratello Pierre-Louis, vescovo di Saintes, dalla sorella badessa di Notre dame de Soissons.
Ma la Rivoluzione Francese continuava ad infuriare ed essi furono scoperti.
Francois-Joseph, incolpato d’intelligenza con il Comitato austriaco, fu arrestato il 13 agosto, mentre Pierre-Louis chiese di parteggiare la sua prigionia e rifiutò di fuggire dal Carmelo di Parigi pochi giorni prima dell’eccidio.
Proprio qui, infatti, il 2 settembre 1792 avvenne il massacro di ben 95 martiri cristiani in odio alla loro fede, capeggiati dai due fratelli ed un altro vescovo, Jean-Marie du Lau d’Alleman.
Insieme con altre vittime della persecuzione religiosa morte in quei giorni a Parigi, per un totale di 191 persone, Francois-Joseph de La Rouchefoucauld-Maumont fu beatificato da Papa Pio XI il 17 ottobre 1926.
(Autore: Fabio Arduino – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Francois-Joseph de La Rouchefoucauld-Maumont, pregate per noi.


*Beato Giacomo Friteyre-Durvè - Sacerdote e Martire (2 settembre)
Marsac, Alvernia, 18 aprile 1725 - Parigi, 2 settembre 1792
Emblema:
Palma
Nel lungo elenco delle vittime della Rivoluzione Francese, fra quelle uccise in odio alla Fede cattolica e denominate “Martiri del settembre 1792 a Parigi”, vi è anche il Beato Giacomo Friteyre-Durvé.
Egli nacque a Marsac in Alvernia il 18 aprile 1725 e fu educato dai gesuiti a Boillons, rispondendo alla chiamata di Dio, entrò nel loro noviziato a Tolosa nel 1742. Ordinato sacerdote insegnò lettere e filosofia in istituti di varie città francesi.
Quando nel 1762 l’Ordine dei Gesuiti fu disperso nel territorio francese, si diede alla predicazione nella sua diocesi d’origine ma anche lì non era sicuro, pertanto dopo un po’ si rifugiò nello Stato Pontificio.
In seguito al decreto di ripristino (1773) della Compagnia di Gesù, poté ritornare come predicatore in Francia, la sua celebre oratoria gli procurò una grande fama di ottimo predicatore per cui fu invitato a predicare la Quaresima alla corte di Luigi XVI e nel 1777 anche a Notre-Dame, fu nominato anche canonico di San Paolo e San Dionigi.
Ma qualche anno dopo rifiutò le rendite che gli erano state assegnate e desideroso di rivivere la sua iniziale vocazione, desiderò ritirarsi presso un’ Ordine religioso: gli Eudisti.
Nel sorgere minaccioso della Rivoluzione Francese, volle rimanere a Parigi nonostante il pericolo che correva tutto il clero.
Usò la tattica di travestirsi da venditore ambulante di mercerie e così camuffato poté entrare nelle case dei fedeli e continuare così a confortarli nella fede, specie ai moribondi. Ma lo stratagemma non poteva durare a lungo e così venne scoperto, riconosciuto e arrestato verso la fine di agosto del 1792.
Rifiutò di prestare giuramento alla scismatica Costituzione civile del clero e pertanto venne rinchiuso nella prigione ricavata dal convento dei carmelitani.
Il 2 settembre mentre passeggiava nel cortile, fu avvicinato da tale Vincenzo ex cantore nella sua parrocchia, che dopo aver scambiato poche battute, dopo che era stato riconosciuto da padre Giacomo, gli spacca la testa con un colpo di scure, ritornando poi nella sua zona vantandosi del delitto commesso; in quel tempo e con quegli eccidi di religiosi, nessuno gli avrebbe mai dato una punizione, né tantomeno chiesto il perché.
Egli morì comunque cristianamente, essendosi pentito nel 1820, del gesto fatto in quei giorni di effettiva follia assassina, la sua morte fu preceduta da orribile delirio in cui egli invocava padre Friteyre di perdonarlo e di aiutarlo nel trapasso. Padre Giacomo Friteyre-Durvé fu beatificato il 17 ottobre del 1926 da Papa Pio XI.
(Autore: Antonio Borrelli – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Giacomo Friteyre-Durvè, pregate per noi.


*Beato Gianfrancesco Burtè - Francescano Conventuale, Martire (2 settembre)
Schede dei Gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e 91 compagni" Martiri della Rivoluzione francese - 2 settembre
"Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese - 2 e 3 settembre
"Martiri della Rivoluzione Francese"

Ramberviller, Saint-Dié, 20 giugno 1740 - 2-3 settembre 1792

Il Beato Gianfrancesco Burté fa parte dei 191 sacerdoti e religiosi francesi massacrati durante la Rivoluzione Francese, tra il 2 e il 3 settembre 1792 a Parigi e beatificati da papa Pio XI il 17 ottobre 1926.
Sorvolando sulle cause storiche, politiche e di odio contro la religione e contro il clero, diciamo solo che gli arrestati durante i vari rastrellamenti, furono radunati in quattro prigioni di Parigi: l’Abbazia, La Force, l’ex convento dei Carmelitani e il Seminario di San Firmino.
Ai Carmelitani morirono massacrati 96 martiri fra cui il Burté; dopo l’eccidio dei 21 preti prigionieri all’Abbazia, verso le 15,30 del 2 settembre 1792, il commissario Maillard incaricato dal Comitato di Vigilanza, diede ordine di spostarsi ai Carmelitani e con lui i banditi che lo seguivano, a cui si unì l’orda dei rivoltosi provenienti da San Sulpizio.
Qui dopo aver ucciso a sangue freddo il vescovo di Arles, Du Lau e alcuni preti che stavano con lui, presero a fare uscire dalla cappella dove erano rinchiusi, gli altri prigionieri a due alla volta; sul pianerottolo della scala che porta al giardino, venne improvvisato un processo sommario, tenuto dallo stesso Maillard; ad ogni prete si chiedeva di prestare giuramento alla nuova Costituzione del clero, per ogni rifiuto seguiva l’esecuzione immediata; la vittima spinta verso le scale, veniva trafitta dalle baionette e dalle sciabole di quegli assassini.
Fra la compiacenza della giunta comunale di Parigi, i massacri continuarono il 3 settembre nelle altre due prigioni di La Force e San Firmino.
Gianfrancesco Burté nacque a Ramberviller (diocesi di Saint-Dié) il 20 giugno 1740, entrò fra i conventuali della stretta Osservanza a Nancy nel 1757 e completati gli studi, rimase come professore e guardiano del convento nel 1768.
Nel 1778 fu inviato a Parigi come procuratore generale della sua provincia francescana; ritornò nella stessa città parigina nel 1790, divenendo superiore nel giugno 1792.
Venne accusato di aver autorizzato i “preti refrattari”, cioè quei sacerdoti che non aderivano alla Costituzione del clero e quindi fuorilegge, a confessare e celebrare nella sua chiesa, mentre avrebbe dovuto proibirlo; quindi fu arrestato ed inviato nell’ex convento dei Carmelitani, dove fu trucidato insieme agli altri religiosi e sacerdoti catturati.
La sua festa religiosa è comune con gli altri al 2 settembre.
(Autore: Antonio Borrelli – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Gianfrancesco Burtè, pregate per noi.


*Beato Giorgio Girault (Severino) - Martire Rivoluzione Francese (2 settembre)
Giorgio Girault che era nato a Rouen il 14 gennaio 1728, entrò nel convento del Terz’Ordine Regolare di San Francesco di Rouen e nel 1750 fece la sua professione.
Divenne sacerdote a Parigi nel 1754, ebbe negli anni successivi vari incarichi di responsabilità nell’Ordine in Normandia; a partire dal 1773 prese a firmarsi con il suo nome di religione: Severino.
Alla scoppio della Rivoluzione Francese era alloggiato nel convento di Notre-Dame di Nazareth a Parigi ed era confessore delle Suore Francescane di Sant'Elisabetta e anche primo assistente del vicario generale.
Nel 1790 i religiosi furono invitati a dichiarare se intendevano rimanere nel convento o vivere nella vita civile; il Girault dichiarò di restare a vivere nel convento sotto la Regola dell’Ordine, altrettanto fecero le suore affidate alla sua direzione, infatti il convento delle Francescane rimase funzionante fino al 29 agosto 1792.
Al momento dello scatenarsi dei massacri dei religiosi, padre Severino Girault si trovava nel convento dei carmelitani di Parigi, arrestato insieme a molti altri e fu il primo ad essere ucciso; un testimone oculare dichiarò che il martire si trovava presso la fontana, recitando l’Ufficio, quando fu colpito alla testa con delle sciabolate e una volta caduto, due rivoluzionari lo trafissero a colpi di picca.
Era il 2 settembre 1792, lo seguirono nel martirio in quello stesso luogo, altri 93 religiosi e sacerdoti. “I martiri di Settembre”, complessivamente 191, furono beatificati da Papa Pio XI il 17 ottobre 1926.
(Autore: Antonio Borrelli – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Giorgio Girault, pregate per noi.


*Beato Giovanni Andrea Capeau - Sacerdote Martire (2 settembre)

Schede dei gruppi a cui appartiene:
"Beati Pietro Giacomo Maria Vitalis e 20 compagni Martiri della Rivoluzione francese"
"Beati Martiri delle stragi di settembre Vittime della Rivoluzione francese"
"Martiri della Rivoluzione francese"

? Avignone - Abbazia Saint-Germain-des-Prés, Parigi, 2 settembre 1792

Sul beato Giovanni Andrea Capeau sappiamo molto poco. Al momento della Rivoluzione francese esercitava il suo ministero nella parrocchia di San Paolo a Parigi.
Prima era stato canonico coadiutore di San Pietro ad Avignone.
Il 27 agosto 1792, fu arrestato perché si rifiutò di prestare giuramento sulla Costituzione Civile del clero e venne rinchiuso in una segreta del palazzo comunale cittadino.
Dopo poco fu trasferito nella prigione dell’abazia di san Germano (Saint-Germain-des-Prés), dove venne ucciso il 2 settembre.

(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Giovanni Andrea Capeau, pregate per noi.


*Beato Giovanni Antonio Giacinto Baucharenc de Chaumeils - Sacerdote, Martire (2 settembre)
Schede dei Gruppi a cui appartiene: "Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e 91 compagni
"Martiri della Rivoluzione francese - 2 settembre
"Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese - 2 e 3 settembre
"Martiri della Rivoluzione Francese"

Pradelle, 7 giugno 1738 – Parigi, 2 settembre 1792

Il Beato Giovanni Antonio Giacinto (Jean Antoine Hyacinthe) Boucharenc de Chaumeils nacque il 7 giugno 1738, Pradelle a quel tempo diocesi di Viviers, oggi di Le-Puy-en-Velay. Studiò alla Sorbona; fu ordinato sacerdote nel 1762, si è diplomato in lettere e filosofia nel 1763, licenziatosi in teologia 1768 conseguì il dottorato il 7 ottobre 1773. Da sacerdote esercitò il suo ministero nella parrocchia di St-Jacques-du-Haut-Pas.
Nel 1775 divenne il superiore del seminario di San Marcello a Parigi, dove rimase in quell’incarico per dodici anni, ritirandosi quando la sua posizione divenne insicura.
Nel 1782 ebbe il titolo di vicario della diocesi di Viviers. Venne arrestato rinchiuso nel convento dei Carmelitani.
Prima di morire scrisse il suo testamento, dove troviamo "Unito inseparabilmente alla Chiesa cattolica, apostolica e romana, nella sua fede io vivo e muoio, risoluto nel confessarla, mediante la grazia di Gesù Cristo fino al patibolo".
Giovanni Antonio Giacinto Boucharenc de Chaumeils è stato beatificato da Papa Pio XI, il 17 ottobre 1926, insieme con altri centonovanta compagni, martiri delle cosiddette "stragi di settembre". La sua festa ricorre il giorno 2 settembre.

(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Giovanni Antonio Giacinto Baucharenc de Chaumeils, pregate per noi.


*Beato Giovanni Battista Michele Pontus - Sacerdote, Martire (2 settembre)

Schede dei Gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e 91 compagni" Martiri della Rivoluzione francese - 2 settembre
"Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese - 2 e 3 settembre "Martiri della Rivoluzione Francese"
Néville-sur-Mer, 19 giugno 1763 - Parigi, 2 settembre 1792
Giovanni Battista Michele Pontus nacque il 19 giugno 1787 a Néville-sur-Mer nella diocesi di Coutances.
Iniziati gli studi per diventare sacerdote, quando divenne diacono abbandonò la sua diocesi per entrare nella Compagnia di San Suplizio.
Dopo aver studiato all’università di Parigi, divenne a pieno titolo membro della comunità parrocchiale di san Suplizio.
Giovanni Battista Michele Pontus insieme a tutti gli altri membri della comunità si rifiutò nel 1791 di prestare giuramento sulla costituzione civile del clero.
Successivamente e fino al maggio 1792, esercitò clandestinamente il ministero sacerdotale nella parrocchia assieme al suo collaboratore Mayeneaud de Pancemont.
Arrestato fu incarcerato nel convento dei carmelitani, e ucciso il 2 settembre.
Giovanni Battista Michele Pontus è stato beatificato da Papa Pio XI, il 17 ottobre 1926, insieme con altri centonovanta compagni, martiri delle cosiddette "stragi di settembre".
La sua festa ricorre il giorno 2 settembre.

(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Giovanni Battista Michele Pontus, pregate per noi.


*Beato Giovanni Enrico Luigi Michele Samson - Sacerdote e Martire (2 settembre)

Schede dei Gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e 91 compagni" Martiri della Rivoluzione francese - 2 settembre
"Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese - 2 e 3 settembre
"Martiri della Rivoluzione Francese"

Avranches, Francia, 25 agosto 1754 – Parigi, Francia, 2 settembre 1792

Jean-Henri-Louis-Michel Samson, nativo della regione francese della Bassa Normandia, trascorse tutta la sua vita sacerdotale al servizio della diocesi di Bayeux, cooperando in stretta sinergia con il suo parroco, Jean-Marie Gombault-Duval.
Obbligato a prestare il giuramento costituzionale prescritto dopo la caduta della monarchia, rifiutò con una netta e determinata risposta scritta. Dovette quindi lasciare la parrocchia e rifugiarsi a Parigi, ma, quando cercò di ottenere un lasciapassare per abbandonare la Francia, venne rinchiuso nel convento dei Carmelitani, dove trovò la morte il 2 settembre 1792, assalito dalla folla che già aveva compiuto una strage di membri del clero nell’abbazia di Saint-Germain-des-Prés.
È stato beatificato il 17 ottobre 1926 insieme agli altri 190 martiri delle stragi di settembre. La sua memoria liturgica cade il 2 settembre, giorno della sua nascita al Cielo.
Jean-Henri-Louis-Michel Samson nacque il 25 agosto 1754 ad Avranches, nella diocesi di Coutances. Ricevette gli Ordini minori a Bayeux e fu ordinato sacerdote nella sua città natale il 18 settembre 1779. Nominato vicario della parrocchia di Sant’Egidio a Caen, passò in seguito ad essere coadiutore del parroco, Jean-Marie Gombault-Duval: per dodici anni cooperarono al servizio dei parrocchiani, dai quali erano molto apprezzati.
Nel gennaio 1791, l’abbé Samson fu chiamato a prestare il giuramento sulla Costituzione Civile del Clero, secondo la quale i sacerdoti non erano più al servizio della Santa Sede, ma alle dipendenze dello Stato rivoluzionario francese. Mise per iscritto la sua risposta in tono netto e deciso:
«Signori, per rispondere all’onore che mi avete fatto inviandomi la vostra lettera del 15 corrente, dichiaro che nessuno più di me è disposto a dar prova di patriottismo e a salvaguardare la pace pubblica.
Perciò ho l’onore di dichiararvi che son pronto a prestare il giuramento civico richiesto dall’Assemblea nazionale nel giorno e nell’ora che voi giudicherete opportuni; ma prima di tutto spero mi consentirete di spiegare la formula del giuramento che intendo prestare, dato che la mia coscienza non mi permette di farlo in modo sommario.
Dichiaro dunque che, riconoscendo nei principi della dichiarazione dei parroci di questa città la dottrina di Gesù Cristo e della sua Chiesa, io l’accetto pienamente in tutta la sua sostanza. Perciò: Giuro di essere fedele alla legge, alla legge che s’accorda con la legge eterna e che da essa promana; alla Nazione di cui faccio parte con gli altri francesi che la compongono e che il Vangelo mi comanda d’amare come me stesso; al Re che rispetto e amo; infine alla Costituzione decretata dall’Assemblea nazionale in tutto ciò che essa non offenderà la religione cattolica, apostolica e romana, di cui sono ministro e nella quale voglio vivere e morire.
Questi sono i sentimenti di colui che ha l’onore di essere [firmato] Samson, vicario di Sant’Egidio, a Caen, il 21 gennaio 1791».
La sua protesta fu vana: sia lui che il parroco furono esonerati dalle loro funzioni. Anche i parrocchiani fecero sentire il loro disappunto: dichiararono che non avrebbero considerato legittimi pastori quelli che avrebbero preso il loro posto, anzi, li avrebbero considerati degli intrusi.
Lo stesso abbé Samson mise in campo tutti i mezzi legittimi di cui disponeva per ottenere l’esonero dal giuramento: dato che i preti della città non esercitavano una funzione ufficiale, legalmente non erano tenuti a prestarlo, ma vi erano costretti dall’autorità.
Continuò quindi il suo apostolato di nascosto, tra il gennaio e il giugno 1791, finché, il 3 agosto, una nota speciale del Direttorio dipartimentale non ingiunse a lui e al parroco di abbandonare la parrocchia entro otto giorni e di non tornarvi.
Per un anno alloggiò quindi a Parigi, in rue des Postes, nella casa Tourettes, tenuta dai padri Eudisti, che già si erano occupati del seminario di Caen; era insieme ad altri sacerdoti normanni.
Il 26 agosto 1792 fu votata la legge di proscrizione che obbligava tutti gli antichi funzionari che si erano rifiutati di prestare il giuramento ad abbandonare il territorio nazionale, muniti di un apposito lasciapassare. L’abbé Samson si presentò quindi all’ufficio che lo rilasciava, ma venne arrestato e internato nel convento dei Carmelitani, diventato una vera e propria prigione esclusiva per il clero.
Alle 16 del 2 settembre 1794, la folla che già aveva compiuto una strage di membri del clero nell’abbazia di Saint-Germain-des-Prés, irruppe ai Carmelitani dalla porta in fondo al giardino del convento.
Il primo a cadere fu l’abbé Giraud, che stava recitando il breviario. L’abbé Salins de Niart, anche lui nel giardino, fece per avanzare, ma venne colpito a morte da un colpo di fucile. Quanto all’abbé Samson, scelse di non seguire alcuni compagni che avevano cercato rifugio nella proprietà vicina e, per questo, avevano scavalcato il muro di cinta: «Non voglio fuggire», disse, «davanti al martirio che Dio mi chiede».
Il parroco Gombault, invece, riuscì a scampare al massacro, ma venne arrestato il 4 aprile 1793 a Caen e decapitato con la ghigliottina.
I martiri uccisi il 2 settembre nel convento dei Carmelitani furono in tutto 95. Il gruppo, compreso nei 191 martiri delle stragi di settembre, è stato beatificato il 17 ottobre 1926. La memoria liturgica dell’abbé Jean-Henri-Louis-Michel Samson cade il 2 settembre, giorno della sua nascita al Cielo.
(Autore: Emilia Flocchini – Fonte: Enciclopedia dei Santi)

Giaculatoria - Beato Giovanni Enrico Luigi Michele Samson, pregate per noi.


*Beato Giovanni Lacan - Sacerdote e Martire (2 settembre)

Schede dei gruppi a cui appartiene:
“Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni” - Martiri della Rivoluzione francese  
“Beati Martiri delle stragi di settembre” Vittime della Rivoluzione francese

+ Hôtel des Carmes, Parigi, 2 settembre 1792
Nato nella diocesi di Rodez, era cappellano dell'Ospedale della Pietà a Parigi. Arrestato per avere rifiutato di prestare giuramento alla Costituzione civile del clero, venne assassinato nella prigione dei Carmelitani il 2 settembre 1792. Fu beatificato nel 1926 e la sua festa ricorre il 2 settembre.
(Autore: René Wasselynck – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Giovanni Lacan, pregate per noi.


*Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni - Martiri della Rivoluzione francese (2 settembre)
Scheda del gruppo a cui appartengono:
“Beati Martiri delle stragi di settembre” - Vittime della Rivoluzione francese
+ Hôtel des Carmes, Parigi, 2 settembre 1792

Martirologio Romano: A Parigi in Francia, passione dei Beati martiri Giovanni Maria du Lau d’Allemans, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld, vescovi, e novantatré compagni, chierici o religiosi, che, radunati nel convento dei Carmelitani, furono trucidati per Cristo in odio alla religione per essersi rifiutati di prestare l’empio giuramento imposto al clero durante la rivoluzione francese. Durante la Rivoluzione Francese un’innumerevole schiera di cristiani preferì morire anziché rinnegare la propria fede.
Tra essi ben 438 sono già venerati come beati e per altri 591 sono in corsi i processi per il riconoscimento del martirio.
Il 17 ottobre 1926, riconosciutone il martirio “in odium fidei”, Pio XI beatificò 191 vittime dei cosiddetti “massacri di settembre”, ai quali il Martyrologium Romanum dedica quattro commemorazioni tra il 2 ed il 3 settembre, in base al giorno ed al luogo della morte.
Il gruppo oggetto della presente consta di 95 martiri uccisi il 2 settembre 1792 nel convento carmelitano di Parigi ed è capeggiato dai vescovi Giovanni Maria du Lau d'Allemans, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld.
Essi, insieme con i loro compagni chierici e religiosi appartenenti a varie diocesi e congregazioni, rifiutarono di prestare il giuramento imposto agli ecclesiastici durante la Rivoluzione Francese e perciò vennero assassinati in odio alla religione cristiana.
Ecco l’elenco completo dei 95 Beati Martiri, dei quali si indicano luogo e data di nascita:
- Vincent Abraham Sacerdote dioc. Rheims, * Charleville, 15 giugno 1740
- Andé Angaer Sacerdote dioc. Parigi, * Parigi, 1759
- Jean-Baptiste-Claude Aubert Sacerdote dioc. Versailles, * Parigi, 19 marzo 1768
- François Balmain Sacerdote gesuita, * Luzy, 23 maggio 1733
- Jean-Pierre Bangue Sacerdote dioc. Parigi, * Vuillafans, 12 febbraio 1744
- Louis Barreau De La Touche Sacerdote benedettino maurista, * Le Mans, 6 giugno 1758
- Louis-François-André Barret Sacerdote, * Carpentras, 23 settembre 1758
- Jpseph Bécavin Sacerdote, * Carquefou, 6 febbraio 1767
- Charles Jéremie Bérauld Du Pérou Sacerdote gesuita, * Meursac, 17 novembre 1737
- Jacques-Jiles Bonnaud Sacerdote gesuita, * Cap-Haïtien (Cap-Français), 27 ottobre 1740
- Louis-Alexis-Mathias Boubert Diacono dioc. Amiens, * Amiens, 24 febbraio 1766
- Jean-Antoine-Hyacinthe Boucharenc De Chauleils Sacerdote dioc. Viviers, * Pradelles, 7 giugno 1738
- Jean-François Bousquet Sacerdote dioc. Parigi, * Ginestas, 8 gennaio 1751
- Jean-François Burté Sacerdote francescano conventuale, * Rambervillers, 20 giugno 1740
- Claude Cayx-Dumas Sacerdote gesuita, * Martel, 6 novembre 1724
- Jean Charton De Millou Sacerdote gesuita, * Lyon, 7 settembre 1751
- Claude Chaudet Sacerdote dioc. Parigi, * Aix-en-Provence, ?
- Ambroise-Augustin Chevreux Sacerdote benedettino maurista, superiore generale, * Orléans, 13 febbraio 1728
- Nicolas Clairet [Cléret] Sacerdote dioc. Parigi, * Barfleur, 1726
- Claude Colin Sacerdote, * Charenton, 15 febbraio 1728
- Bernard-François De Cucsac Sacerdote Società San Sul pizio, * Toulouse, 1758
- François Dardan Sacerdote dioc. Parigi, * Isturitz, Saint-Martin d'Arberoue, 13 giugno 1733
- Guillaume-Antoine Delfaut Sacerdote gesuita, * Daglan, 5 aprile 1733
- Mathurin-Victoir Deruelle Sacerdote dioc. Parigi, * Parigi, 18 settembre 1729
- Gabriel Desprez De Roche Sacerdote, * Decize, 1751
- Thomas-Nicolas Dubray Sacerdote Società San Sul pizio, * Beauvais, 21 gennaio 1746
- Thomas-René Dubuisson Sacerdote dioc. Orléans, * Laval, 6 luglio 1737
- François Dumasrambaud De Calandelle Sacerdote dioc. Limoges, * La Chaussade, 18 ottobre 1754
- Henri-Hippolyte Ermés Sacerdote dioc. Parigi, * Parigi, 1752
- Armand De Foucauld De Pontbriand Sacerdote dioc. Arles, * Celles, 24 novembre 1751
- Jacques Friteyre-Durvé Sacerdote gesuita, * Marsac-en-Livradois, 18 aprile 1725
- Claude-François Gagnieres Des Granges Sacerdote gesuita, * Chambéry (Savoia), 23 maggio 1722
- Jacques-Gabriel Galais Sacerdote Società San Sul pizio, * Longué, 15 aprile 1754
- Pierre Gauguin Sacerdote Società San Sul pizio, * Esvres, 12 febbraio 1725
- Louis-Laurent Gautier Sacerdote dioc. di Parigi, * Bazouges-la-Pérouse, 13 marzo 1717
- Georges Girault (Séverin) Sacerdote terziario francescano, * Rouen, 14 gennaio 1728
- Jean Goizet Sacerdote dioc. Poitiers, * Niort, 29 maggio 1742
- André Grasset De Saint-Sauveur Sacerdote dioc. Sens, * Montréal (Quebec, Canada), 5 aprile 1758
- Pierre-Michel Guérin Sacerdote Società San Sul pizio, * Saint-Christophe, 8 marzo 1759
- Jean-Antoine Guilleminet Sacerdote dioc. Parigi, * Bédarieux, 4 gennaio 1738
- François-Louis Hebert Sacerdote Congr. Gesù e Maria (Eudisti), superiore generale, * Crouttes, 14 settembre 1735
- Jacques-Etienne-Philippe Hourrier Sacerdote Società San Sul pizio, * Mailly, 16 luglio 1751
- Jean Baptiste Jannin Sacerdote dioc. Parigi, * Sourdeval-la-Barre, 1754
- Jean Lacan Sacerdote dioc. Parigi, * Rodez, ?
- Pierre Landry Sacerdote dioc. Poitiers, * Niort, 1762
- Claude-Antoine-Raoul Laporte Sacerdote gesuita, * Brest, 6 dicembre 1734
- Pierre-Louis De La Rochefoucauld-Bayers Vescovo di Saintes, * "Le Vivier", Blanzaguet, 1744
- François-Joseph De La Rochefoucald -Maumont Vescovo di Beauvais, * Angoulême, 1736
- Jean-Marie Du Lau D’alleman Arcivescovo di Arles, * "La Coste", Biras, 1738
- Mathurin-Nicolas De La Villecrohain Le Bous De Villeneuve Sacerdote gesuita, * Rennes, 19 dicembre 1731
- Robert Le Bis Sacerdote dioc. Versailles, * Saint-Amand, 1719
- Guillaume-Nicolas-Louis eclerq (Salomon) Religioso lasalliano, * Boulogne-ser-Mer, 15 novembre 1745
- Olivier Lefebvre Sacerdote dioc. Parigi, * Grentheville, 1728
- Urbain Lefebvre Sacerdote Società Parigina Missioni Estere, * Saint-Pierre-du-Boile, 21 gennaio 1725
- François Lefranc Sacerdote Congr. Gesù e Maria (Eudisti), * Vire, 26 marzo 1739
- Charles-François Le Gué Sacerdote gesuita, * Rennes, 6 ottobre 1724
- Jacques-Joseph Le Jardinier Deslandes Sacerdote dioc. Coutances, * Laigle, 1750
- Jacques-Jean Lemeunier Sacerdote dioc. Sées, * Mortagne-au-Perche, 1747
- Vincent-Joseph Le Rousseau De Rosencoat Sacerdote gesuita, * Châteauneuf-du-Faou, 3 luglio 1726
- François-César ondiveau Sacerdote dioc. Le Mans, * Saint-Calais, 11 giugno 1764
- Louis Longuet Sacerdote dioc. Tours, * Saint-Germain-Langot, 24 febbraio 1757
- Jacques-François De Lubersac Sacerdote dioc. Parigi, La Forge, Chalais, 1729
- Henri-August Luzeau De La Mulonniere Sacerdote Società San Sul pizio, * Sucé-sur-Erdre, 1° dicembre 1762
- Gaspard-Claude Maignien Sacerdote dioc. Beauvais, * Amance, ottobre 1752
- Jean-Philippe Marchand Sacerdote dioc. Poitiers, * Marsay, 22 agosto 1764
- René-Julien Massey Sacerdote benedettino maurista, * Rennes, 1732
- Louis Mauduit Sacerdote dioc. Orléans, * Chevillon, 31 dicembre 1763
- François-Louis Méallet De Fargues Sacerdote dioc. Clermont, nato il 7 luglio 1764 a Vitrac, Puy-de-Dôme
- Jacques-Alexandre Menuret Sacerdote dell’arcidiocesi di Paris, * Montélimar, 2 aprile 1734
- Jean-Jacques Morel (Apollinaire Da Posat) Sacerdote cappuccino, Prez-vers-Noréaz (Svizzera), 12 giugno 1739
- Jean-Baptiste Nativelle Sacerdote dioc. Versailles, * Guilberville, 25 settembre 1749
- René Nativelle Sacerdote dioc. Versailles, * Guilberville, 28 gennaio 1751
- August-Dénis Nezel Seminarista dioc. Parigi, * Parigi, 28 settembre 1770
- Antoine-Mathieu-Augustin Nogie Sacerdote dioc. Parigi, * Le Puy, 25 febbraio 1764
- Joseph-Thomas Pazery De Thorame Sacerdote dioc. Blois, * Aix-en-Provence, 18 aprile 1751
- Jules-Honoré-Cyprienrie Pazery De Thorame Sacerdote dioc. Fréjus, * Aix-en-Provence, settembre 1763
- Pierre-François Pazery De Thorames Sacerdote dioc. Arles, * Aix-en-Provence, 1735
- Pierre Ploquin Sacerdote dioc. Tours, * Villandry, 12 dicembre 1762
- Jean-Baptiste-Michel Pontus Sacerdote Società San Sul pizio, * Néville-sur-Mer, 19 giugno 1763
- René Nicolas Poret Sacerdote dioc. Sées, * Barbery, 11 gennaio 1732
- Julien Poulain Delaunay Sacerdote dioc. Rennes, * Ver-sur-Mer, 4 marzo 1744
- Pierre-Nicolas Psalmon Sacerdote Società San Sul pizio, * Rouen, 29 giugno 1749
- Jean-Robert Queneau Sacerdote dioc. Angers, * Angers, 9 aprile 1758
- Etienne-François-Dieudonne De Ravinel Diacono dioc. Nancy, * Bayon, 6 luglio 1769
- Jacques-Augustin Robert De Lezardieres Diacono dioc. Luçon, * Challans, 27 novembre 1768
- Claude Rousseau Sacerdote Società San Sul pizio, * Parigi, 1° maggio 1751
- François-Urbain Salins De Niart Sacerdote dioc. Pamiers, * Neuf-Brisach, 23 maggio 1760
- Jean-Henri-Louis-Michel Samdon Sacerdote dioc. Bayeux, * Avranches, 25 agosto 1754
- Jean-Antoine-Barnabé Séguin Sacerdote dioc. Parigi, * Carpentras, 1754
- Jean-Antoine Savine Sacerdote Società San Sul pizio, * Embrun, 20 June 1760
- Jean-Baptiste-Marie Tessir Sacerdote Società San Sul pizio, * Fontaine-les-Ribouts, 1761
- Loup Thomas-Bonnotte Sacerdote gesuita, * Entrains-sur-Nohain, 19 ottobre 1719
- François Varheilhe-Duteil Sacerdote gesuita, * Felletin, 15 giugno 1734
- Pierre-Louis-Joseph Verrier Sacerdote dioc. Parigi, * Douai, 28 dicembre 1728
- Charles-Regis-Mathieu De La Calmette De Valfons Laico dioc. Parigi, * Nîmes, 1747
(Autore: Fabio Arduino – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni, pregate per noi.    


*Beato Giovanni Pietro Bangue - Sacerdote e Martire (2 settembre)

Schede dei gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni" - Martiri della Rivoluzione francese  
"Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese

Vuillafans, Besançon, 12 febbraio 1744 - Parigi, 2 settembre 1792
Il Beato Giovanni Pietro (Jean Pierre) Bangue, nacque il 12 febbraio 1744 a Vuillafans (Besaçon).
Su di lui sappiamo ben poco.
Dopo gli studi in seminario ed esser stato ordinato sacerdote prestò la sua attività pastorale nella sua diocesi natale, a Besaçon.  Successivamente, nel 17989 fu nominato il cappellano dell’ospedale di San Giovanni a Parigi.
Nel 1791, nel periodo in cui la persecuzione dei cattolici si intensificò nella Francia rivoluzionaria, si rifiutò di prestare giuramento sulla Costituzione civile del clero.
Arrestato presso la sua residenza fu portato al monastero carmelitano, dove fu ucciso il 2 settembre 1792.
Giovanni Pietro Bangue è stato beatificato da Papa Pio XI, il 17 ottobre 1926, insieme con altri centonovanta compagni, martiri delle cosiddette "stragi di settembre". La sua festa ricorre il giorno 2 settembre.

(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Giovanni Pietro Bangue, pregate per noi.


*Beato Giuseppe Becavin - Martiri della Rivoluzione francese (2 settembre)
Schede dei Gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e 91 compagni" Martiri della Rivoluzione francese - 2 settembre
"Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese - 2 e 3 settembre
"Martiri della Rivoluzione Francese"
Brégètiere-en-Carquefou, 6 febbraio 1767 - Parigi, 2 settembre 1792
Giuseppe (Joseph) Bécavin nacque il 6 febbraio 1767 in Brégètiere-en- Carquefou. Entrato nella carriera ecclesiastica era stato ordinato suddiacono al momento del giuramento della Costituzione civile del clero. Giuseppe cosciente del suo rifiuto andò via dalla sua diocesi e si recò a Parigi, dove venne ordinato sacerdote il 15 aprile 1792. Poco dopo fu arrestato e rinchiuso nel convento dei carmelitani.
E’ stato ucciso il 2 settembre.
Giuseppe Becavin è stato beatificato da Papa Pio XI, il 17 ottobre 1926, insieme con altri centonovanta compagni, martiri delle cosiddette "stragi di settembre".
La sua festa ricorre il giorno 2 settembre.

(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beati Giuseppe Becavin, pregate per noi.
    


*San Giusto di Lione - Vescovo (2 settembre)

Martirologio Romano: A Lione in Francia, deposizione di San Giusto, vescovo, che, lasciato l’episcopato dopo il Concilio di Aquileia, si ritirò insieme al lettore Viatore in un eremo in Egitto, dove condusse per alcuni anni umile vita in compagnia dei monaci; il suo Santo corpo insieme alle ossa di san Viatore fu poi traslato a Lione.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Giusto di Lione, pregate per noi.


*San Guido (Vito) di Pontida - Abate (2 settembre)

m. 1096 circa
Etimologia:
Guido = istruito, dall'antico tedesco
Emblema: Bastone pastorale
Martirologio Romano: A Pontida in provincia di Bergamo, Santi Alberto e Vito, monaci, dei quali il primo antepose alle armi e agli onori del mondo il servizio a Cristo e fondò nella sua città un monastero improntato alle consuetudini cluniacensi, che il secondo governò.
Guido e Alberto furono priori del monastero benedettino di Pontida.
Alberto, della nobile famiglia dei Prezzati, fu dapprima un valoroso soldato che, per una grave ferita riportata, lasciò la vita delle armi per cercare la pace di Cristo: dopo aver peregrinato a San Giacomo di Compostella in Spagna, si ritirò a Pontida, sua città natale, dove nella seconda metà del sec. XI, fondò un monastero che dedicò a San Giacomo e che pose sotto la regola di Ugo di Cluny (m. 1109), e del quale, dopo aver fatto un periodo di noviziato a Cluny, fu superiore dopo il suo compagno Guido.
Morì il 2 o il 12 settembre 1095 o 1099.
Le sue reliquie con quelle di San Guido, del quale non si conosce l'anno della morte, furono conservate nella chiesa del monastero di Pontida fino al 1373, quando, essendo questa andata distrutta da un incendio, furono traslate nella chiesa di Santa Maria Maggiore di Bergamo e finalmente nel 1911 tornarono a Pontida. I martirologi benedettini fissano la festa dei due Santi al 5 settembre.
(Autore: Sergio Mottironi – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Guido di Pontida, pregate per noi.


*Beata Ingrid Elofsdotter di Skanninge (di Svezia) - Domenicana - (2 settembre)
? - Skanninge, 1282
Fondatrice del Monastero di Skanninge.
Visse nella metà del XIII sec. nell'Ostergotland, provincia della Svezia. Dopo aver fatto con sua sorella e altre donne un pellegrinaggio in Terrasanta, vestì l'abito dell'Ordine nella città di Skànninge, in attesa che fosse fondato un convento di suore. Il suo desiderio divenne realtà grazie all'interessamento di fra Pietro di Dacia (1230-1289), che assistette spiritualmente queste religiose. Il 2 settembre 1282 morì, mentre era priora.
Martirologio Romano: A Skänninge in Svezia, Beata Ingrid Elofsdotter, che, rimasta vedova, consacrò tutti i suoi beni alla gloria di Dio e dopo un pellegrinaggio in Terra Santa vestì l’abito delle monache dell’Ordine dei Predicatori.
Ingride, della nobile famiglia Elofsdotter, nata verso la metà del XIII° secolo, ricevette una nobile educazione, squisitamente cristiana. Anima di candidi ideali, visse fin dai primi anni in un fervore di
pietà che non venne mai meno. Le virtù più eroiche parvero connaturali in lei, e quando giovanissima fu obbligata dai genitori a contrarre ricchissime nozze, tutto quello splendore mondano non l’abbagliò, continuando a vivere nel mondo senza essere del mondo.
Rimasta presto vedova intraprese, con un devoto seguito di damigelle, un lungo pellegrinaggio in Terra Santa, dove il suo cuore si accese ancor più di tenero amore per il Salvatore Gesù.
Dalla Palestina si recò poi a Roma e quindi a S. Giacomo di Compostella. Ritornata in Patria, un unico desiderio la dominava: consacrarsi per sempre a una vita di preghiera e di penitenza. Ma il demonio, acceso di rabbia infernale, le macchinò una terribile trama, cercando di oscurarne la fama presso i concittadini e d’insidiarne la stessa sua vita.
Ma tutto andò a vuoto e la santa pellegrina, accolta con festosa venerazione, poté prestò compire i suoi voti e, aiutata da generosi benefattori, edificare un Monastero sotto la Regola di San Domenico, dove insieme a un bel numero di vergini si dedicò tutta alla contemplazione e alle sante austerità.
Ciò avvenne il 15 agosto 1281 alla presenza del Re Magnus Ladulas, con l’aiuto e il sostegno del Domenicano Padre Pietro di Dacia e l’autorizzazione del Vescovo di Linkoping e del Provinciale. Morì il 2 settembre 1882, mentre era Priora di quel Monastero, in tanta fama di santità e compiendo meravigliosi prodigi, tanto che presto il suo culto si estese ai vicini popoli.
Nel 1414 il Vescovo di Linkoping, Canuto Bosson, chiese alla Santa Sede l’autorizzazione per aprire il processo di Canonizzazione.
Arenatosi nel 1448, il processo riprese agli inizi del secolo seguente.
Pur non arrivando ad una formale canonizzazione, questi però portò alla solenne traslazione delle sue reliquie il 29 luglio 1507, per autorità di Papa Alessandro VI, presenti il Re, una gran folla, tutti i Vescovi della Svezia e ovviamente i Frati Predicatori di quella zona.
(Autore: Franco Mariani - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beata Ingrid Elofsdotter di Skanninge, pregate per noi.


*Beato Jean-François Bousquet - Sacerdote e Martire (2 settembre)

Schede dei Gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e 91 compagni" Martiri della Rivoluzione francese - 2 settembre
"Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese - 2 e 3 settembre
"Martiri della Rivoluzione Francese"

Ginestas, 8 gennaio 1751 – Parigi, 2 settembre 1792

Il Beato Giovanni Francesco (Jean-François) Bousquet nacque il giorno 8 gennaio 1751 a Ginestas. Compì gli studi a Tolosa e dopo la laurea a Tolosa fu ordinato sacerdote. Giovanni Francesco era un uomo di grande cultura e un appassionato canonista.
Si propose di scrivere un’opera completa intorno alla "giurisprudenza beneficiale", la cui interpretazione era contraddittoria per una quantità di saggi privi di dottrina che in quegli anni erano stati pubblicati. Con queste intenzioni lasciò Tolosa per recarsi a Parigi, andando ad abitare dagli Eudisti.
A Parigi, gli furono aperti gli archivi del Parlamento e per due volte l’Assemblea di Francia, grazie all’intervento dell’arcivescovo di Arles, mons. Du Las, gli furono assegnate delle somme in denaro per scrivere i suoi libri e poterli stampare.
Nel 1789, grazie al suo grande impegno, pubblicò due volumi dal titolo "Droit ecclésiastique français (Matière bénéficiale) che ebbero unanime approvazione.
Giovanni Francesco fu arrestato e rinchiuso nel convento dei carmelitani e ucciso nella strage del 2 settembre 1792. Giovanni Francesco Bousquet è stato beatificato da Papa Pio XI, il 17 ottobre 1926, insieme con altri centonovanta compagni, martiri delle cosiddette "stragi di settembre". La sua festa ricorre il giorno 2 settembre.

(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria – Jean-François Bousquet, pregate per noi.


*Beato Jean-Marie du Lau d’Alleman - Vescovo e Martire (2 settembre)
Schede dei gruppi a cui appartiene:
“Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni” - Martiri della Rivoluzione francese (2 settembre)
“Beati Martiri delle stragi di settembre” Vittime della Rivoluzione francese

La Coste, Biras, Francia, 1738 - Parigi, 2 settembre 1792
Jean-Marie du Lau d’Alleman nacque a La Coste nel 1738. Rampollo di una nobile famiglia, come consuetudine del tempo fu destinato dalla famiglia alla carriera ecclesiastica, sino a divenire arcivescovo di Arles.

Entrò inoltre nel parlamento francese come deputato del Clero, ma non condividendo le idee dei rivoluzionari volte alla statalizzazione della Chiesa francese, fu perseguitato per la sua fede cattolica.
Imprigionato allora nel monastero carmelitano di Parigi, qui il 2 settembre 1792 venne massacrato con altri 94 compagni.
Insieme con altre vittime della persecuzione religiosa morte in quei giorni a Parigi, per un totale di 191 persone, Jean-Marie du Lau d’Alleman fu beatificato da Papa Pio XI il 17 ottobre 1926.
A capo di tale folta schiera di martiri sono stati posti tre vescovi, tra i quali appunto Jean-Marie du Lau d’Alleman ed i fratelli Pierre-Louis e Francois-Joseph de La Rouchefoucauld.
(Autore: Fabio Arduino – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Jean-Marie du Lau d’Alleman, pregate per noi.


*Beato Juan Franquesa Costa - Sacerdote e Martire (2 settembre)  
Gruppo cui appartiene:
"Beati Martiri Spagnoli Figli della Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe" - "Beati 522 Martiri Spagnoli" Beatificati nel 2013
"Martiri della Guerra di Spagna"
Sacerdote, poeta e apostolo della devozione alla Sacra Famiglia, che diffondeva con tutti i mezzi a sua disposizione, sia nel confessionale e dal pulpito e la stampa.  
Egli apparteneva alla comunità scolastica degli orfani poveri di Sant Julia de Vilatorta, ma era a Barcellona per predicare un ritiro.
Rifugio a Sant Boi de Llobregat e nella sua città natale di Santa Fe, è stato riconosciuto come sacerdote e ucciso in Cervera il 2 settembre 1936.
Le sue spoglie giacciono in una fossa comune nel cimitero di Cervera.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Juan Franquesa Costa, pregate per noi.


*San Lanfranco di Vercelli - Vescovo (2 settembre)

V secolo  
San Lanfranco fu l’undicesimo della serie dei vescovi vercellesi, successore di Sant’Emiliano I.
Governò la diocesi per nove anni, alla fine del V secolo.
Scrive il Massa: “Dopo la morte, fu canonicamente acclamato per Santo da tutti gli scrittori, sì vercellesi che forestieri”.
Il nome di questo Santo vescovo vercellese non è mai stato inserito nel Martirologio Romano, ma proprio l’ultima edizione di quest’ultimo indica come sia legittimo il culto quali “Santi” e “Beati” di quei personaggi cui questi titoli sono stati riconosciuti nei calendari e cataloghi diocesani.
Emblema: Mitra, Pastorale
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Lanfranco di Vercelli, pregate per noi.


*Beato Laurent (Abbé Laurent) - Sacerdote e Martire (2 settembre)

Schede dei gruppi a cui appartiene:
“Beati Pietro Giacomo Maria Vitalis e 20 compagni” - Martiri della Rivoluzione francese
“Beati Martiri delle stragi di settembre” - Vittime della Rivoluzione francese

+ Abbazia Saint-Germain-des-Prés, Parigi, 2 settembre 1792
Sulla vita del Beato Laurent, di cui si ignora il nome, siamo poco informati.
Era coadiutore dell'abate Sicard all'istituto dei sordomuti di Parigi ed era domiciliato nella parrocchia di Saint-Paul.
Fu arrestato il 29 agosto 1792 e morì nel massacro della Abbazia, il 2 settembre.
Il Sicard, sfuggito al massacro, ricorda il Laurent e il Labrouche, suoi collaboratori, e dice del primo: «era un sacerdote, un istitutore-aggiunto, fornito di grande dolcezza, di grandi virtù e di grande coraggio».
Beatificato nel 1926, la sua festa si celebra il 2 settembre.
(Autore: René Wasselynck – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Laurent, pregate per noi.


*Beato Louis Barreau de La Touche - Monaco Benedettino, e Martire (2 settembre)
Gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e 91 compagni" Martiri della Rivoluzione francese
"Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese
"Martiri della Rivoluzione Francese"
Le Mans, Sarthe, 6 giugno 1758 - Parigi, 2 settembre 1792
Luigi (Louis) Barreau de La Touche, nacque in una famiglia borghese, il 6 giugno 1758 a Le Mans (Sarthe).Era figlio di Michel Louis, signore della Frénerie e Anne-Marguerite Chevreux. Apparteneva ad una famiglia in cui vi furono molte vocazioni sacerdotali.
Seguì le orme dello zio materno Dom Ambroise Chevreux, e si fece monaco nella congregazione di San Mauro (detti dei Maurini), nell’abbazia di San Fiorenzo di Saumur. Della vita di Luigi Berreau de La Touche conosciamo ben poco.
Vestì l’abito monastico il 17 settembre 1773, e fece la professione religiosa, a soli ventun anni, il giorno 8 giugno 1779.
Fu professore di matematica alla scuola reale di Sorèze fino al 1791.
Nello stesso anno, dom Luigi, con tredici compagni chiese l’autorizzazione agli amministratori del distretto di Castres, per potersi trasferire a Parigi. Luigi Berreau de La Touche è stato priore titolare del monastero di San Baudile nella Linguadoca e di San Lorenzo dell’Eremo in una località della città di Ahuillé a Mayenne, già nella contea di Laval.
A Parigi fu arrestato per essersi rifiutato di prestare giuramento alla Costituzione civile del clero; fu imprigionato nel convento del carmelitani.
In questa prigione si ritrovò a fianco dello zio Ambrogio Chevreux e del suo primo superiore del monastero di Saumur. Fu ucciso con gli altri religiosi, il 2 settembre 1792. Louis Barreau de La Touche è stato beatificato da Papa Pio XI, il 17 ottobre 1926, insieme con altri centonovanta compagni, martiri delle cosiddette “stragi di settembre”. La sua festa ricorre il giorno 2 settembre.
(Autore: Mauro Bonato - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Louis Barreau de La Touche, pregate per noi.


*Beato Luigi Alessio Mattia Boubert - Diacono e Martire (2 settembre)

Schede dei Gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e 91 compagni" Martiri della Rivoluzione francese - 2 settembre
"Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese - 2 e 3 settembre
"Martiri della Rivoluzione Francese"

Amiens, 24 febbraio 1766 – Parigi, 2 settembre 1792

Il Beato Luigi Alessio Mattia (Louis Alexis Mathias) Boubert nacque il 24 febbraio 1766 a Amiens.
Frequentò il collegio del Cardinale Lemoine a  Parigi, grazie ad una borsa di studio ottenuta da Capitolo di Abbeville, dove il 2 agosto 1788 ottenne dottorato in lettere e filosofia.
Deciso di diventare sacerdote, l’anno successivo entrò nel seminario di San Nicola di Chardonnet In questa sede, un volta  compiuti i suoi primi studi divenne diacono il 2 ottobre 1791.
Quando vennero soppresse le classi alla Sorbona, egli passò alla scuola parrocchiale di San Suplizio.
Venne arrestato con il suo superiore e rinchiuso nel convento dei Carmelitani.
Luigi Alessio Mattia Boubert è stato beatificato da Papa Pio XI, il 17 ottobre 1926, insieme con altri centonovanta compagni, martiri delle cosiddette “stragi di settembre”.
La sua festa ricorre il giorno 2 settembre.
(Autore: Mauro Bonato - Fonte: Enciclopedia dei Santi)

Giaculatoria - Beato Luigi Alessio Mattia Boubert, pregate per noi.


*Beato Luigi Francesco Meallet de Fargues - Sacerdote e Martire (2 settembre)
Schede dei gruppi a cui appartiene:
“Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni” - Martiri della Rivoluzione
“Beati Martiri delle stragi di settembre” - Vittime della Rivoluzione francese

Vitrac, Francia, 7 luglio 1764 - Parigi, Francia, 2 settembre 1792
Figlio del conte de Fargues, cavaliere di Malta, nacque a Vitrac il 7 luglio 1764 e compì gli studi di diritto a Parigi.
Sebbene fosse stato incardinato nella diocesi di Saint-Flour, egli fu nominato vicario generale da suo cugino de Boual, vescovo di Clermont.
Lasciò Vitrac tra il 1790 e il 1792, perché il 20 aprile di quest'ultimo anno lo si trova domiciliato a Parigi.
Fu imprigionato nel convento dei Carmelitani e ucciso il 2 settembre, lasciando soprattutto un ricordo di profonda pietà. La sua festa si celebra a Parigi il 2 settembre.
(Autore: René Wasselynck – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Luigi Francesco Meallet de Fargues, pregate per noi.


*Beato Luigi Remigio (Louis Remi or René) Benoist - Sacerdote e Martire (2  settembre)
Schede dei gruppi a cui appartiene:
"Beati Pietro Giacomo Maria Vitalis e 20 Compagni" Martiri della Rivoluzione francese - 2 settembre
"Beati Martiri delle stragi di settembre Vittime della Rivoluzione Francese" 2 e 3 settembre
"Martiri della Rivoluzione Francese"

Parigi, 1755 - Abbazia Saint-Germain-des-Prés, Parigi, 2 settembre 1792

Il Beato Luigi Remigio Benoist nacque nel 1755 a Parigi. Dopo gli studi ecclesiastici nel seminario di San Nicola du Cardonnet fu ordinato sacerdote 1779, ed entrò a far parte della comunità parrocchiale di San paolo.
Allo scoppio della Rivoluzione, il parroco don Bossu che già si era rifiutato di giurare sulla Costituzione Civile del Clero, il 21 aprile 1791 riaffermò il suo rifiuto e la sua protesta contro il governo del paese.
Seguendo il suo esempio, ben ventuno dei ventisei sacerdoti appartenenti alla comunità, si rifiutarono di prestare giuramento. Anche Luigi Remigio continuò imperterrito nel suo ministero sacerdotale.
A Luigi Remigio il 7 maggio 1792, gli venne contestato che insieme a altri quarantaquattro fratelli, firmò un documento dove si riaffermava la fedeltà al Pontefice e alle sue decisioni.
Luigi Remigio e Luigi Renato, furono arrestati insieme e rinchiusi in una segreta del palazzo comunale. Il giorno 1 settembre 1792 furono condotti all’abbazia di San Germano dove furono poi uccisi.
Luigi Remigio Benoist è stato beatificato da Papa Pio XI, il 17 ottobre 1926, insieme ad altri centonovanta compagni.
La sua festa è stata fissata nel giorno 2 settembre.
(Autore: Mauro Bonato - Fonte: Enciclopedia dei Santi)

Giaculatoria - Beato Luigi Remigio Benoist, pregate per noi.


*Beato Luigi Renato Nicola (Louis Remi Nicolas) Benoist - Sacerdote e Martire (2 settembre)
Schede dei gruppi a cui appartiene:
"Beati Pietro Giacomo Maria Vitalis e 20 Compagni" Martiri della Rivoluzione francese
"Beati Martiri delle stragi di settembre Vittime della Rivoluzione Francese" -
"Martiri della Rivoluzione Francese"

Parigi, 1742 - Abbazia Saint-Germain-des-Prés, Parigi, 2 settembre 1792

Il Beato Luigi Renato Nicola Benoist nacque a Parigi nel 1742. Dopo aver computo gli studi ecclesiastici nel seminario di San Nicola du Cardonnet, nel 1766 fu ordinato sacerdote, entrando successivamente nella comunità parrocchiale di San Paolo.
Luigi Renato continuò imperterrito nel suo ministero sacerdotale. Su di lui è rimasto un processo verbale del commissario della polizia di quartiere, datato 9 gennaio 1792, dove si afferma che il sacerdote continuava ad amministrare l’estrema unzione agli ammalati, nonostante il rifiuto del giuramento sulla Costituzione Civile del clero.
Luigi Remigio e Luigi Renato, furono arrestati insieme e rinchiusi in una segreta del palazzo comunale.
Il giorno 1 settembre 1792 furono condotti all’abbazia di San Germano dove furono poi uccisi. Luigi Remigio Benoist è stato Beatificato da Papa Pio XI, il 17 ottobre 1926, insieme ad altri centonovanta compagni.
La sua festa è stata fissata nel giorno 2 settembre.
(Autore: Mauro Bonato - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Luigi Renato Nicola Benoist, pregate per noi.


*Beato Martin Salinas Canizares - Sacerdote e Martire (2  settembre)
Schede dei gruppi a cui appartiene:
"Beati 115 Martiri spagnoli di Almería" Beatificati nel 2017
"Santi, Beati e Servi di Dio Martiri nella Guerra di Spagna" Vittime della persecuzione religiosa - Senza Data (Celebrazioni singole)
Canjáyar, Spagna, 25 maggio 1895 – Tabernas, Spagna, 2 settembre 1936
Martín Salinas Cañizares nacque a Canjáyar, in provincia e diocesi di Almería, il 25 maggio 1895. Il 28 febbraio 1920 fu ordinato sacerdote.
Aveva un beneficio nella Cattedrale dell’Incarnazione di Almería quando morì in odio alla fede cattolica il 2 settembre 1936, nella località di Pozo de la Lagarta, presso Tabernas.
Inserito in un gruppo di 115 martiri della diocesi di Almeria, è stato beatificato ad Aguadulce, presso Almería, il 25 marzo 2017.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Martin Salinas Canizares, pregate per noi.


*Beati Martiri delle stragi di settembre - Vittime della Rivoluzione Francese (2 e 3 settembre)
+ Parigi, Francia, 2/3 settembre 1792
Una folta schiera di martiri cattolici trovò la morte in Francia all’inizio del settembre del 1792, nel pieno della Rivoluzione Francese, condannati per essersi rifiutati di prestare giuramento di fedeltà alla costituzione repubblicana antireligiosa.
Furono uccisi in 4 diversi luoghi di Parigi tra il 2 ed il 3 settembre, con in testa i vescovi Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld, per poi seguire altri 188 sacerdoti e religiosi. Essi vennero beatificati da Papa Pio XI nel 1926 e la loro festa ricorre negli anniversari del martirio.
La Chiesa venera, sotto il nome di “Beati Martiri delle Stragi di Settembre” un folto gruppo di martiri uccisi in odio alla fede cattolica in quattro prigioni a Parigi, tra il 2 e 3 settembre 1792, nel tragico contesto della Rivoluzione francese.
Se la Chiesa enumera centonovant’uno martiri, in stragrande maggioranza ecclesiastici, la loro morte deve comunque essere necessariamente vista nella realtà più ampia di una serie di sfrenate atrocità che causarono la morte di moltissime altre persone che caddero per la loro fede, inclusi alcuni il cui nome è rimasto ignoto ed oltre quaranta ragazzi con meno di diciotto anni.
Il massacro avvenne illegalmente ed i pochi archivi ufficiali rimasero distrutti nell'incendio dell'Hotel de Ville a Parigi nel 1871. Le principali fonti d'informazione sono costituite dai testimoni oculari, in particolare quei pochi sacerdoti che riuscirono a sfuggire all'eccidio.
Promulgata la Costituzione Civile del Clero il 12 luglio 1790, l'Assemblea Costituente effettivamente alienò così ogni possibile sostegno che la Chiesa avrebbe potuto offrire alla Rivoluzione.
Dichiarando che il clero francese era al servizio del pubblico e non alle dipendenze della Santa Sede, si richiese a ciascun ecclesiastico di giurare fedeltà alla Costituzione. Inizialmente per coloro che avessero rifiutato fu prevista la confisca di tutti i beni, ma successivamente, dal 1792, la condanna venne tramutata in pena di morte.
Alcuni ecclesiastici, persino quattro vescovi ed un certo numero di sacerdoti, provenienti in gran parte da zone suburbane, non concependo questo gesto quale rinnegamento della fede e della morale, prestarono giuramento.
La maggioranza fu invece refrattaria, pensando infatti fosse una mossa politica contro la Chiesa cattolica volta a creare al suo posto una Chiesa nazionale gallicana, scismatica.
Sebbene le autorità gerarchiche avessero immediatamente condannato il decreto come illegale, la Chiesa s'indebolì per le differenti posizioni assunte poi localmente.
Questa condanna fu comunque confermata solo dieci mesi dopo, il 10 marzo 1791, da Papa Pio VI, otto anni dopo anch'egli martire della Rivoluzione.
Il pontefice definì il decreto “eretico, contrario all'insegnamento cattolico, sacrilego, e in contrasto con i diritti della Chiesa”. Per tutto il 1791, fu fatta pressione sui refrattari affinché pronunciassero il giuramento; alcuni espatriarono, e tra quelli che abbandonarono le loro parrocchie, non pochi si trasferirono a Parigi, dove vissero anonimamente tra i lazzaristi, i sulplici o presso altre congregazioni.
L'atteggiamento antireligioso dell'Assemblea Legislativa si rafforzò ed il 29 novembre si decretò che ogni sacerdote che non avesse prestato giuramento entro otto giorni sarebbe stato accusato di avere “mauvaises intentions vers la Patrie”, in altre parole di essere un traditore.
Nell'aprile del 1792, tale accusa fu rivolta a quasi tutti i sacerdoti, senza tenere conto della loro reale opinione. La Francia aveva dichiarato guerra a una lega capeggiata dall'imperatore austriaco, Giuseppe II, e da Federico Guglielmo II, re di Prussia, ed il papa era stato persuaso da sacerdoti emigrati a Roma a dichiararsi favorevole alla coalizione.
Bollati ora esplicitamente quali nemici della Rivoluzione, gli ecclesiastici comparvero in modo prominente accanto ai membri dell'aristocrazia ed a molti altri che vennero arrestati durante la seconda metà dell'agosto 1792. Il giorno 23, la fortezza a Longwy si arrese alle armate della coalizione, il 30 Verdun fu assediata, e la rivolta contadina della Vandea controrivoluzionaria rese ulteriormente instabile una situazione già incerta.
Lo stato d'animo che regnava a Parigi era un miscuglio di panico, terrore e trionfalismo. La monarchia era stata appena abolita e la famiglia reale deportata e messa a morte: in primis il re Luigi XVI, con la moglie Maria Antonietta, il piccolo Luigi XVII, la sorella del re Elisabetta ed una cugina, Maria Teresa di Savoia, principessa di Lamballe.
Ci fu un'euforia marziale, quando il Concilio Esecutivo Provvisorio reclutò trentamila volontari, ma allo stesso tempo il popolo si convinse che, una volta che le truppe fossero partite, Parigi sarebbe stata in preda ad una fuga di massa dalle prigioni.
Nulla può comunque giustificare ciò che accadde successivamente, ma parte della colpa risiede indubbiamente nel linguaggio infiammato e nell'atteggiamento laissez-faire dei capi della Rivoluzione. Domenica 2 settembre, Marat affermò retoricamente su L'Ami du Peuple: “Cittadini, il nemico è alle porte! [...] Non un singolo nemico deve restare a Parigi per godere della nostra disfatta!”.
Quello stesso pomeriggio, ben ventiquattro sacerdoti che erano stati segnalati per la deportazione vennero assaliti da una folla ostile mentre sotto scorta armata si recavano dalla Mairie alla prigione Abbaye. Fin qui la situazione fu comunque contenuta, ma non appena raggiunsero la prigione una gran folla domandò che fossero “giudicati”, processo che fu sommariamente condotto dal famigerato Stanislao Maillard, che si era fatto un nome all'inizio della Rivoluzione e che ora capeggiava una compagnia di paramilitari.
Quando i sacerdoti rifiutarono di prestare giuramento alla Costituzione, furono lasciati in pasto alla folla, che ne uccise la maggioranza.
Cinque sopravvissuti poterono testimoniare quanto era successo. Tra essi vi era l'abate Roch, Ambrogio Sicard, il cui imprigionamento mostrò quanto fossero diventati arbitrari gli arresti: giunto da Bordeaux a Parigi nel 1789, era immensamente popolare tra gli operai della città per aver fondato una scuola per bambini sordomuti. Tra i diciannove sacerdoti martiri vi era il confessore del re, Alessandro Lanfant, ex-gesuita.
Quello stesso giorno, ebbe ancora luogo un'altra carneficina nella chiesa carmelitana a Rue de Rennes, ove erano rinchiusi centocinquanta vescovi e sacerdoti, oltre a un laico. “Non c'è più niente da fare qui”, pare avesse affermato Maillard dopo il massacro all'Abbaye, “perciò andiamo dai carmelitani”.
Diversi vescovi ed alcuni sacerdoti stavano recitando il vespro in una cappella quando i rivoluzionari assassini irruppero nel giardino ed uccisero il primo sacerdote che incontrarono. L'arcivescovo di Arles, Jean-Marie du Lau, uscì dalla cappella, seguito dal vescovo Francoise Joseph de la Rochefoucauld di Beauvais e suo fratello, il vescovo Pierre Louis de la Rochefoucauld di Saintes, per scoprire cosa stesse succedendo. L'arcivescovo di Arles fu sommariamente giustiziato non appena ammise la sua identità e nell'attacco armato che seguì il vescovo di Beauvais fu colpito ad una gamba.
Persino gli stessi esecutori del crimine pare fossero impressionati dalla casualità delle uccisioni: per porre rimedio a ciò fu nominato un “giudice” che approvasse le sentenze, seduto in un corridoio tra la chiesa e la sacrestia, dinnanzi al quale a due a due vennero condotti i prigionieri, inclusi quelli che disperatamente avevano tentato di fuggire. Nessuno fu disposto a prestare giuramento, bensì tutti erano pronti ad affrontare il martirio.
Quando fu pronunciato il nome del vescovo di Beauvais, quest'ultimo a causa dell'infermità della sua gamba rispose: “Non rifiuto di morire con gli altri, ma non posso camminare. Per favore siate gentili abbastanza per portarmi dove volete che io vada”. Con queste parole zittì i suoi accusatori, ma non si salvò.
Solo verso la fine delle esecuzioni, qualcuno fu liberato ed altri riuscirono a scappare, ma al termine della giornata erano state assassinate novantacinque persone, compresi il laico, Charles de la Calmette, conte di Valfons, ee il suo confessore, Jean Guilleminet; il superiore generale dei benedettini mauristi, Ambroise Augustine Chevreux con due monaci; Francois Louis Hébert, confessore di Luigi XVI; Jacques Friteyre-Durvé ed altri quattordici gesuiti; e Jacques Galais, che, unico responsabile degli approvvigionamenti in prigione, passò al "giudice” i trecentoventicinque franchi che doveva a chi forniva il cibo. Tra le vittime si contarono inoltre tre francescani, un fratello cristiano, trentotto membri del seminario di Saint-Sulpice, sei vicari generali diocesani, tre diaconi, e un accolito.
Il massacro continuò durante la notte, senza che le autorità tentassero di porvi fine. Alla prigione di La Force invece, dove erano tenuti prigionieri molti aristocratici ed alcuni ecclesiastici, nessuno sopravvisse per narrare l'accaduto.
Anche il seminario lazzarista di Saint-Firmin fu adibito a prigione, dove, alle 5 e 30 circa del mattino seguente, 3 settembre 1792, giunse la banda di assassini. Loro prima vittima fu questa volta un sacerdote gesuita, Pierre Guérin. Quando questi rifiutò di giurare sulla costituzione, fu scaraventato dalla finestra più vicina e pugnalato nel cortile sottostante.
Anche suo fratello Robert morì, così come altri cinque gesuiti. Al superiore del seminario, Louis Joseph Francois, assai amato a Parigi, venne offerta la possibilità di scappare, ma questi rifiutò di abbandonare i suoi compagni di prigionia; morì, come Ivo Guillon de Keranrun, vice cancelliere dell'università di Parigi, insieme a tre laici.
Complessivamente, circa millequattrocento persone, pari alla metà dei prigionieri detenuti a Parigi, perirono durante i massacri di settembre. La beatificazione di centonovant’uno vittime, identificate come Martiri di Settembre, fu decretata il 1° ottobre 1926. L'Abbaye e La Force oggi non esistono più, Saint-Firmin è stato trasformato in un palazzo di uffici, mentre l'antico convento carmelitano è divenuto sede dell'Istituto Cattolico.
I quattro gruppi di Martiri sono commemorati dal Martirologio Romano suddivisi come segue:
- Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e 92 compagni – 2 settembre
- Beati Pietro Giacomo Maria Vitalis e 20 compagni – 2 settembre
- Beati Andrea Abel Alricy e 71 compagni – 3 settembre
- Beati Giovanni Battista Bottex, Michele Francesco de la Gardette e Francesco Giacinto le Livec de Tresurin – 3 settembre
(Autore: Fabio Arduino – Fonte: Enciclopedia dei Santi)

Giaculatoria - Beati Martiri delle stragi di settembre, pregate per noi.


*San Nonnoso sul Monte Soratte - Priore (2 settembre)

Martirologio Romano: Sul monte Soratte sulla via Flaminia nel Lazio, San Nonnoso, abate.
Il Monte Soratte si trova vicino Civita Castellana nel Lazio, alla destra del Tevere ed è alto 691 metri; su questo monte ed alle sue falde, sorsero sin dal VI secolo tre monasteri, il primo sul monte, con il nome di San Silvestro è citato per la prima volta in un documento di Gregorio II, papa dal 715 al 731.
E in questo monastero nella prima metà del VI secolo, visse Nonnoso monaco contemporaneo di San Benedetto, e che sembra sia stato in seguito abate dello stesso monastero.
Di lui si sa solo quello che racconta San Gregorio Magno nel 593, quando aderendo alle richieste di molti amici, si mise a scrivere le storie miracolose di santi italiani vissuti fino ad allora.
Purtroppo di San Nonnoso racconta solo tre suoi miracoli, senza alcun elemento cronologico che possa permettere di stabilire gli estremi della vita del santo.
Era ‘preposito’ del monastero posto sul Monte Soratte, sotto il governo di un rigoroso abate, quando avviene il primo miracolo; intorno al monastero manca un orto per coltivarlo, ci sarebbe un pezzo di terreno ma è occupato da una grande roccia che lo impedisce; allora Nonnoso si mette in preghiera tutta la notte e al mattino successivo la roccia si è allontanata più in là, lasciando libero il terreno, nemmeno cinquanta paia di buoi avrebbero potuto farlo.
Il secondo prodigio fu quello che essendogli caduta dalle mani una lampada di vetro, questa si frantumò in centinaia di pezzi; presentendo una sgridata dal severissimo abate, si mette in fervida preghiera e la lampada si ricostituisce in tutte le sue parti.
Il terzo miracolo avviene a favore della comunità, giacché i pochi ulivi del monastero non danno olio a sufficienza per i loro bisogni, l’abate dispone che i monaci escano dal monastero e vadano a lavorare presso i contadini dei dintorni, ricevendo in cambio dell’olio; Nonnoso però umilmente chiede all’abate di ritirare la disposizione, che avrebbe distratto i monaci dal raccoglimento e dalla preghiera.
Detto ciò fece raccogliere le poche olive dagli alberi e il pochissimo olio ricavato, lo fece dividere in piccole dosi nei recipienti vuoti, che dovevano contenere l’olio, poi trascorse la notte in preghiera e al mattino tutti i vasi si trovarono ripieni d’olio.
Oltre questi tre miracoli, san Gregorio Magno ne loda l’umiltà e la capacità di calmare l’irascibile abate.
Nonnoso morì in un anno incerto e sepolto a Soratte; a causa delle incursioni saracene avvenute tra la fine del secolo IX e gli inizi del X, che devastarono il Soratte e gli altri due monasteri, il suo corpo venne traslato nel monastero di Suppentonia (Castel Sant'Elia, fra Nepi e Civita Castellana) da qui il vescovo Nitkero (1039-1052) lo trasferì a Frisinga in Baviera.
Durante i lavori per la ricostruzione della cattedrale, il corpo fu rinvenuto e collocato nel 1161 nella cripta. Nel 1708 le reliquie di cui si era persa l’ubicazione, vennero riscoperte e quindi sistemate, dopo grandi feste, in un artistico sarcofago nella stessa cripta a Frisinga.
In epoca incerta il capo fu trasferito a Bamberga dove è molto venerato; San Nonnoso è considerato protettore degli ammalati di reni, che usavano e penso che usano ancora, strisciare carponi attorno al sarcofago per tre volte, invocandone l’intercessione.
Alcune reliquie nel 1611 vennero cedute dal vescovo di Frisinga ai monaci del Soratte, che continuavano la loro vita monastica nei monasteri, che dopo le distruzioni saracene erano rifioriti; il culto per San Nonnoso, dopo una lunga interruzione dovuta all’abbandono e alla rovina del monastero, riprese nel 1655-58 per iniziativa di un pio religioso cistercense, al cui Ordine era stata affidata l’abbazia.
Il 2 settembre 1664 fu riconsacrato il primo altare al Soratte in onore del Santo priore e fu celebrata la prima festa solenne, da allora il culto si diffuse in tutta l’Italia Centrale; egli è patrono della diocesi di Nepi e Sutri e compatrono di Frisinga; la sua festa è al 2 settembre.
(Autore: Antonio Borrelli – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
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*Beato Oliviero Lefevre - Sacerdote e Martire (2 settembre)

Schede dei gruppi a cui appartiene:
“Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni” - Martiri della Rivoluzione francese”
“Beati Martiri delle stragi di settembre” - Vittime della Rivoluzione francese”

Grentheville, Francia, 1728 - Hôtel des Carmes, Parigi, 2 settembre 1792
Nato nel 1728 a Grentheville, nella diocesi di Bayeux, verso il 1790, adempiva alle funzioni di cappellano all’Ospizio della Misericordia a Parigi.
Fu nel numero delle vittime massacrate ai Carmelitani il 2 settembre 1792.
Beatificato nel 1926, la sua festa si celebra il 2 settembre.
(Autore: René Wasselynck – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
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*Beato Pier Luigi Gervais - Sacerdote e Martire (2 settembre)

" Beati Pietro Giacomo Maria Vitalis e 20 Compagni" Martiri della Rivoluzione Francese - 2 settembre

"Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese - 2 e 3 settembre
"Martiri della Rivoluzione Francese"

Montreil-en-Caix, Francia, 1753 - Saint-Germain-des-Prés, Parigi, 2 settembre 1792

Il Beato Pier Luigi (Pierre Louis) Gervais nacque nel 1753 a Montreil-en-Caix, nella diocesi di Rouen.
Alla viglia della rivoluzione era segretario dell’arcivescovo di Parigi.
Pier Luigi Gervais si rifiutò di prestare giuramento sulla Costituzione civile del clero, fu rinchiuso nell’abbazia parigina di Saint-Germain-des-Prés, dove venne ucciso il 2 settembre 1792.
Fa parte di quel gruppo di quei 20 martiri, chierici e religiosi appartenenti a varie diocesi e congregazioni che fanno capo al sacerdote Pietro Giacomo Maria Vitalis.
Pier Luigi Gervais è stato beatificato da Papa Pio XI, il 17 ottobre 1926, insieme ad altri centonovanta compagni.
La sua festa ricorre il giorno 2 settembre.
(Autore: Mauro Bonato - Fonte: Enciclopedia dei Santi)

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*Beato Pierre-Louis de La Rouchefoucauld-Bayers - Vescovo e Martire (2 settembre)
Schede dei gruppi a cui appartiene:
“Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni” - Martiri della Rivoluzione francese
“Beati Martiri delle stragi di settembre” Vittime della Rivoluzione francese
Le Vivier, Blanzaguet, Francia, 12 ottobre 1744 - Parigi, 2 settembre 1792

Pierre-Louis de La Rouchefoucauld-Bayers nacque a "Le Vivier", Blanzaguet, parrocchia du St-Cybard-d'Eyrat, il 12 ottobre 1744.
Era figlio di Messire Jean de La Rochefoucauld, signore di Maumont, Magnac, Barre, le Vivier ed altre località, cavaliere degli ordini militari di Notre-Dame du Mont-Carmel e di St-Lazarre de
Jérusalem, e di Marguerite des Escots.
Destinato dai genitori alla carriera ecclesiastica, Pierre-Louis fu nominato nel 1770 priore commendatario di Nanteuil, divenendo agente generale del Clero nel 1775.
Fu poi nominato vescovo di Saintes nel 1781.
In tale città organizzò una cassa di soccorso contro gli incendi.
Il 24 marzo 1789 fu eletto deputato del Clero agli Stati Generali per la “Sénéchaussée de Saintes.
Sedette fra le file della minoranza, mostrandosi ostile alle riforme, e dopo la sessione si rifugiò con suo fratello Francois-Joseph, vescovo di Beauvais, dalla sorella badessa di Notre dame de Soissons.
Ma la Rivoluzione Francese continuava ad infuriare ed essi furono scoperti. Francois-Joseph fu arrestato il 13 agosto, mentre Pierre-Louis chiese di partegiare la sua prigionia e rifiutò di fuggire dal Carmelo di Parigi pochi giorni prima dell’eccidio.
Proprio qui, infatti, il 2 settembre 1792 avenne il massacro di ben 95 martiri cristiani in odio alla loro fede, capeggiati dai due fratelli ed un altro vescovo, Jean-Marie du Lau d’Alleman.
Insieme con altre vittime della persecuzione religiosa morte in quei giorni a Parigi, per un totale di 191 persone, Pierre-Louis de La Rouchefoucauld-Bayers fu beatificato da Papa Pio XI il 17 ottobre 1926.
(Autore: Fabio Arduino – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
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*Beati Pietro Giacomo Maria Vitalis e 20 Compagni - Martiri della Rivoluzione Francese (2 settembre)
Scheda del gruppo a cui appartengono:
“Beati Martiri delle stragi di settembre” - Vittime della Rivoluzione francese

+ Abbazia Saint-Germain-des-Prés, Parigi, 2 settembre 1792
Martirologio Romano:
Nello stesso luogo, giorno e anno, Beato Pietro Giacomo Maria Vitalis, sacerdote, e venti compagni, martiri, uccisi in odio alla Chiesa nella medesima circostanza nell’abbazia di Saint-Germain-des-Prés.
Durante la Rivoluzione Francese un’innumerevole schiera di cristiani preferì morire anziché rinnegare la propria fede.
Tra essi ben 438 sono già venerati come beati e per altri 591 sono in corsi i processi per il riconoscimento del martirio.
Il 17 ottobre 1926, riconosciutone il martirio “in odium fidei”, Pio XI beatificò 191 vittime dei cosiddetti “massacri di settembre”, ai quali il Martyrologium Romanum dedica quattro commemorazioni tra il 2 ed il 3 settembre, in base al giorno ed al luogo della morte.
Il gruppo oggetto della presente consta di 21 martiri uccisi il 2 settembre 1792 nell’abbazia parigina di Saint-Germain-des-Prés ed è capeggiato dal sacerdote Pietro Giacomo Maria Vitalis.
Questi martiri, chierici e religiosi appartenenti a varie diocesi e congregazioni, rifiutarono di prestare il giuramento imposto agli eccesiastici durante la Rivoluzione Francese e perciò vennero assassinati in odio alla religione cristiana.
Ecco l’elenco completo dei 21 Beati martiri, dei quali si indicano luogo e data di nascita:
- Daniel-Louis André Des Ppmmerayes Sacerdote dioc. Parigi, * Le Hâvre, 2 luglio 1756
- Louis-Remi (or René) Benoist Sacerdote dioc. Parigi, * Parigi, 1755
- Louis-Remi-Nicolas Benoist Sacerdote dioc. Parigi, * Parigi, 1742
- Antoine-Charles-Octavien Du Bouzet Sacerdote dioc. Châlons, * Bives, 6 marzo 1739
- Jean-André Capeau Sacerdote dioc. Avignon, * Avignon, ?
- Armand-Anne-Auguste-Antonin-Sicaire Chapt De Rastignac Sacerdote dioc. Orléans, * Corgnac, 1° ottobre 1727
- Claude Fontaine Sacerdote dioc. Parigi, * Parigi, 1749
- Pierre-Louis Gervais Sacerdote dioc. Parigi, * Montreuil-en-Caux, 1753
- Saintin Huré Sacerdote dioc. Versailles, * Vigny, 1765
- Charles-Louis Hurtrel Sacerdote Minimi, * Parigi, 1760
- Louis-Benjamin Hurtrel Diacono dioc. Parigi, * Parigi, ?
- Anne-Alexandre-Charles-Marie Lanfant Sacerdote gesuita, * Lyons, 9 settembre 1726
- Laurent Sacerdote dioc. Parigi, * ?
- Louis Le Danois Sacerdote dioc. Parigi, * Moitiers-en-Beauptois, 1744
- Thomas-Jean Montsaint Sacerdote dioc. Parigi, * Villerville, 18 dicembre 1725
- François-Joseph Pey Sacerdote dioc. Parigi, * Solliès-Pont, 1759
- JEAN-JOSEPH RATEAU Sacerdote dioc. Parigi, * Bordeaux, 18 novembre 1758
- Marc-Louis Royer Sacerdote dioc. Parigi, * Parigi, 1720
- Jean-Louis Guyard De Saint-Clair Sacerdote dioc. Beauvais, * Avenelles, 1734
- Jean-Pierre Simon Sacerdote dioc. Parigi, * Parigi, ?
- Pierre-Jacques-Marie Vitalis Sacerdote dioc. Parigi, * Carpentras, 1759
(Autore: Fabio Arduino – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beati Pietro Giacomo Maria Vitalis e 20 compagni, pregate per noi.


*Beato Pietro Landry - Sacerdote e Martire (2 settembre)
Schede dei gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni" - Martiri della Rivoluzione francese
"Beati Martiri delle stragi di settembre" - Vittime della Rivoluzione francese

Niorot, Francia, 1762 - Parigi, Francia, 2 settembre 1792
Nato a Niort, nella diocesi di Poitiers, nel 1762, e divenuto vicario della parrocchia di Notre-Dame, si rifugiò, come molti altri preti, a Parigi, quando la Vandea fu posta a ferro e fuoco dalle truppe della repubblica. Avendo rifiutato il giuramento alla Costituzione civile del clero, fu imprigionato ai Carmelitani e ucciso il 2 settembre 1792.
Beatificato nel 1926, la sua festa si celebra il 2 settembre.
(Autore: René Wasselynck – Fonte: Enciclopedia dei Santi)

Giaculatoria - Beato Pietro Landry, pregate per noi.


*Beato Pietro Ploquin - Scerdote e Martire (2 settembre)

Schede dei gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni" - Martiri della Rivoluzione francese
"Beati Martiri delle stragi di settembre" - Vittime della Rivoluzione francese

Villandry, Francia, 12 dicembre 1762 - Parigi, Francia, 2 settembre 1792
Nato il 12 dicembre 1762 a Villandry (diocesi di Tours), fu vicario di Druye dal 1787 al maggio 1791.
Rifiutatosi di prestare giuramento alla Costituzione civile del clero, si ritirò presso la madre a Langeais (Tours). Nel mese di maggio 1792 cercò rifugio a Parigi.
Il 15 agosto si trovava a Issy-les-Moulineaux per partecipare alle feste che si celebravano: fu arrestato con tutti i suoi confratelli seguendoli prima al municipio di Issy, poi alla prigione dei Carmelitani.
Vi trovò la morte il 2 settembre; nella stessa data se ne celebra la festa.
(Autore: René Wasselynck – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Pietro Ploquin, pregate per noi.


*San Prospero di Tarragona - Vescovo Venerato a Camogli (2 settembre)
Emblema:
Bastone pastorale
Martirologio Romano:
A Tarragona in Spagna, San Prospero, vescovo.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Prospero di Tarragona, pregate per noi.


*Beato Renato Nicola Poret - Sacerdote e Martire (2 settembre)
Schede dei Gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e 91 compagni" Martiri della Rivoluzione francese - 2 settembre
"Beati Martiri delle stragi di settembre" Vittime della Rivoluzione francese - 2 e 3 settembre
"Martiri della Rivoluzione Francese"

Mesnl-Touffray, 11 gennaio 1732 - Parigi, 2 settembre 1792
Renato Nicola Poret nacque il giorno 11 gennaio 1732 a Barbery in diocesi di Bayeux.
Dopo aver compiuto gli studi all’università di Caen venne ordinato sacerdote nell’aprile 1756.
Appena consacrato fu nominato parroco di Quilly e, dopo alcuni anni, con qualche difficoltà divenne il parroco di Boitron.
Rifiutatosi di prestare giuramento sulla costituzione del clero dovette abbandonare la sua parrocchia per rifugiarsi a Parigi, presso gli Eudisti, insieme ad altri suoi conterranei.
Arrestato nell’agosto de1972, venne incarcerato nel convento dei carmelitani e ucciso il 2 settembre.
Renato Nicola Poret è stato beatificato da Papa Pio XI, il 17 ottobre 1926, insieme con altri centonovanta compagni, martiri delle cosiddette “stragi di settembre”.
La sua festa ricorre il giorno 2 settembre.
(Autore: Mauro Bonato - Fonte: Enciclopedia dei Santi)

Giaculatoria - Beato Renato Nicola Poret, pregate per noi.  


*Beato Salomone (Guillaume-Nicolas-Louis) Leclerq - Protomartire Lasalliano (2 settembre)
Schede dei gruppi a cui appartiene:
"Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni" - Martiri della Rivoluzione francese
"Beati Martiri delle stragi di settembre" - Vittime della Rivoluzione francese

Boulogne-ser-Mer, Francia, 15 novembre 1745 - Parigi, 2 settembre 1792
I fautori della Rivoluzione Francese, dopo l’abbattimento della monarchia capitingia, individuarono quale principale bersaglio la Chiesa cattolica.
Nel 1790 la Costituzione civile del Clero assegnò allo stato il controllo della Chiesa francese: i sacerdoti ed i religiosi dovevano dunque prestare giuramento di fedeltà alla Costituzione, pena l’esilio, la prigione o addirittura la morte.
Questa tremenda persecuzione colpì anche l’Istituto delle Scuole Cristiane, meglio noti come Lasalliani. La maggior parte dei fratelli rifiutò il giuramento e dovette abbandonare le scuole e le
proprie comunità e nascondersi, poiché l’Istituto divenne illegale.
Il primo lassalliano a subire il martirio in tali circostanze fu Fratel Salomone, al secolo Guillaume-Nicolas-Louis Leclerq, nato a Boulogne-ser-Morì il 15 novembre 1745 ed entrato nel noviziato il 25 marzo 1767.
Allo scoppio della rivoluzione era segretario di Fratel Agathopn, Superiore Generale dell’Istituto, dopo essere stato insegnante, direttore ed economo. Fratel Salomone manifestò sempre un grande amore per le anime ed una grande dedizione ai propri doveri.
Avendo rifiutato di prestar giuramento, si trovo a vivere da solo a Parigi in stato di clandestinità. Ci restano numerose lettere che scrisse alla famiglia in quel periodo.
L’ultima di queste è datata del 15 agosto 1792: proprio in tale giorno infatti fu arrestato e rinchiuso nel convento dei carmelitani di Parigi, riorganizzato come prigione, con numerosi altri compagni.
Il 2 settembre seguente quasi tutti i prigionieri, tra i quali appunto Fratel Salomone, furono massacrati a colpi di spada nei locali e nel giardino del convento.
Furono beatificati il 17 ottobre 1926 da Papa Pio XI unitamente ad un gruppo complessivo di 191 vittime dei massacri di settembre.
Fratel Salomone fu così il primo lasalliano a morire martire di Cristo ed essere riconosciuto tale, seguito poi da altri tre fratelli morti nei pontoni di Rochefort, sempre nel contesto della Rivoluzione Francese, e beatificati nel 1995.
L’Istituto dei Fratelli delle Scuole Cristiane celebra al 2 settembre la memoria comune dei quattro martiri, Beati Salomone Leclerq e 3 compagni.
(Autore: Fabio Arduino – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Salomone Leclerq, pregate per noi.  


*San Siagrio di Autun - Vescovo (2 settembre)

m. 600 circa
Nella diocesi di Autun in Francia, lottò intrepidamente contro la simonia, esigette rigore nel compimento della disciplina ecclesiastica e promosse gli studi teologici.
Martirologio Romano: A Autun in Burgundia, ora in Francia, San Siagrio, vescovo, che nei concili ai quali prese parte rifulse per scienza e zelo.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
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*Santi Teodota, Evodio, Ermogene e Callista - Martiri (2 settembre)
Emblema: Palma
Martirologio Romano: A Nicea sempre in Bitinia, passione di Santa Teódota con i figli Evódio, Ermógene e Callisto.
Nei martirologi latini il 25 aprile viene presentato l'elogio di questi tre santi fratelli, martiri in Siracusa; nei menei greci, invece, li troviamo commemorati il 1 e talvolta il 2 settembre, e nel Menologio del card. Sirleto l’11 dello stesso mese.
Vi si riferisce che erano fratelli germani, che furono accusati come cristiani al preside della provincia e condannati a subire la morte di spada verso il 303-304.
Quest'elogio e queste notizie sollevano non poche questioni. Invece che a Siracusa, qualche codice pone il loro martirio a Cesarea: ma se questa attribuzione viene comunemente rifiutata, oggi si fa sempre più strada la tesi che si tratti di martiri di Nicea, da identificare coi tre figli di Santa Teodota, di cui si legge l'elogio nel Martirologio Romano il 2 agosto.
Qui infatti si parla del martirio di Santa Teodota e si riassume la notizia contenuta nella passio di Sant’ Anastasia, di cui il Venerabile Beda ci ha conservato il più antico particolare: Teodota è una martire di Nicea, bruciata viva coi suoi tre figli di cui il maggiore si chiamava Evodio.
Non è inutile notare che la data del 2 agosto, già fornita dal Martirologio Geronimiano, è un errore per il 2 settembre, come ci conferma il Martirologio Siriaco (sec. IV).
Riguardo al terzo di questi martiri, i messali a volte hanno Callisto e a volte Callista, cosicché rimane indeciso se si tratti in effetti di uomo o di donna, anche se dal manoscritto greco Contagaris del monastero di San Filippo di Fragalà, citato dai Bollandisti, sembra risultare con tutta evidenza trattarsi di una donna.
(Autore: Giovanni Mongeili – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
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*Beato Urbano Lefevre - Sacerdote e martire (2 settembre)

Schede dei gruppi a cui appartiene: "Beati Giovanni Maria du Lau d'Alleman, Francesco Giuseppe e Pietro Ludovico de la Rochefoucauld e compagni" - Martiri della Rivoluzione francese
"Beati Martiri delle stragi di settembre" - Vittime della Rivoluzione francese

Tours, Francia, 1725 - Hôtel des Carmes, Parigi, 2 settembre 1792
Nacque nel 1725 a Tours nella parrocchia di St-Pierre-du-Boille.
Sacerdote nelle Missioni estere, dopo alcuni anni trascorsi in missione, rientrò a Parigi e nel 1792 si trovava addetto alla parrocchia di Sant'Eustachio. Arrestato per il rifiuto del giuramento alla Costituzione civile del clero, fu nel numero dei preti massacrati ai Carmelitani il 2 settembre 1792. Beatificato nel 1926, se ne celebra la festa il 2 settembre.
(Autore: René Wasselynck – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Urbano Lefevre, pregate per noi.


*San Zenone e figli - Martiri a Nicomedia (2 settembre)

Etimologia: Zenone = divino, che viene da Giove, Zeus greco
Emblema: Palma
Martirologio Romano: A Nicomedia in Bitinia, nell’odierna Turchia, San Zenone, martire.
Il “Martirologio Romano” riporta al 2 settembre la memoria dei Santi Zenone, e dei suoi figli Concordio e Teodoro, martiri a Nicomedia.
La notizia a sua volta è stata presa da un antico breviario di Capua che riportava una ‘passio’ latina leggendaria.
Essi sarebbero stati vittime della persecuzione di Giuliano l’Apostata.
Altro non si sa, il medesimo gruppo unito ad altri martiri oppure con nomi quasi uguali come Cosconio e Concordio è riportato allo stesso giorno del 2 settembre sia nel “Martirologio Geronimiano” sia nel “Martirologio Siriaco” del IV secolo, generando un po’ di confusione e pareri diversi fra gli studiosi della materia.
Il nome deriva dal greco e significa “che vive per volere di Giove (Zeus)”.
(Autore: Antonio Borrelli – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Zenone e figli, pregate per noi.


*Altri Santi del giorno (02 settembre)

*San
Giaculatoria - Santi tutti, pregate per noi.

 
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