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Santi del 22 Luglio

Il mio Santo > I Santi di Luglio

*Beato Agostino Fangi da Biella - Domenicano (22 luglio)

Biella, 1430 - Venezia, 22 luglio 1493
Entrò giovanissimo nel convento domenicano della sua città natale. Uomo di profonda vita interiore, sebbene di salute cagionevole, circondò il candore della sua anima con penitenze e austerità, attese zelantemente al ministero della direzione spirituale e a soccorrere ogni genere di sofferenti.
Effuse sugli altri i tesori della sua santità personale. Visse a Soncino, Vigevano e a Venezia dove morì mentre cantava le lodi di "pio.
Etimologia: Agostino = piccolo venerabile, dal latino
Martirologio Romano: A Venezia, Beato Agostino da Biella Fangi, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che dispensò molti beni a Soncino, a Vigevano e a Venezia.
Agostino Da Biella, della nobile stirpe de Fango, vesti l’Abito domenicano nel Convento di Biella, da poco eretto. Fu anima di grande innocenza, dedita ad asprissima penitenza. La sua generosa
mortificazione fu premiata col dono di un’altissima contemplazione. Niente valeva a distrarlo dall’interno raccoglimento; neppure i più acuti dolori. Come Giobbe fu colpito da una malattia che coprì di piaghe tutto il suo corpo, già esausto dalle penitenze.
Quando il chirurgo gli praticò nella viva carne profonde incisioni, era talmente insensibile a tutto ciò, che se ne meravigliò lo stesso dottore. Svolse per tutta la vita, nel segreto del confessionale, il più prezioso ministero, e fu questa la sua predicazione.
Direttore di anime, dotto e santo, il suo solo esempio incitava alla virtù.
Visitava assiduamente i malati, portando la sua illuminata parola e la sua inesauribile carità. Ebbe il dono dei miracoli, e mentre era Priore a Soncino, restituì la vita a un bimbo morto senza il battesimo.
Ebbe anche grande potestà sui demoni.
Fu Priore in diversi conventi, dove sostenne o restituì la regolare osservanza che, in quel secolo, rifioriva nelle diverse Provincie per merito di tanti santi e zelanti religiosi.
Agostino morì il 22 luglio 1493 nell’osservantissimo Convento di S. Domenico di Venezia. Dopo aver ricevuti tutti i Sacramenti, si alzò in ginocchio sul letto esclamando: “Sia lode a Dio, sia lode all’Altissimo!”.
La chiesa dei Santi Giovanni e Paolo ne conservò le reliquie dal 1920 al 1973, quando vennero definitivamente traslate nella parrocchia di San Giacomo a Biella-Piazzo. Il Beato Papa Pio IX il 5 settembre 1872 ha confermato il culto.
(Autore: Franco Mariani - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Agostino Fangi da Biella, pregate per noi.


*Sant'Anastasio - Apocrisario (22 luglio)

Martirologio Romano: Nella fortezza di Schemaris sui monti del Caucaso, Sant’Anastasio, monaco, che, discepolo di San Massimo il Confessore, per la retta fede subì insieme a lui il carcere e la tortura e, partito verso questa fortezza, qui o forse lungo la strada perse la vita.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Sant'Anastasio, pregate per noi.


*San Cirillo di Antiochia, Andrea e Compagni - Vescovo (22 luglio)

Etimologia: Cirillo = che ha forza, signore, dal greco
Emblema: Bastone pastorale
Martirologio Romano: Ad Antiochia in Siria, San Cirillo, vescovo, che sotto l’imperatore Diocleziano patì il carcere e l’esilio.
Il Martirologio Romano commemora al 22 luglio Cirillo vescovo di Antiochia.
Nelle liste episcopali di questa città, egli viene dopo Timeo, cioè sarebbe stato eletto verso il 279-80.
Non si sa niente dell'episcopato di Cirillo, se non che avrebbe forse ammesso alla comunione
ecclesiastica il sacerdote Luciano, precedentemente condannato per suoi rapporti con Paolo di Samosata.
Verosimilmente, alla pubblicazione del secondo editto di Diocleziano (primavera 303) che prescriveva la cattura di tutti i capi delle chiese, Cirillo fu arrestato e mandato ad minas in Pannonia.
In questo senso si può interpretare un passo degli Atti dei SS. Quattro Coronati.
La sua morte avvenne in esilio verso il 306.
Insieme con Cirillo nel Martirologio Geronimiano viene commemorato un martire di nome Andrea.
Si tratta di un martire autentico che viene ricordato, sempre insieme con Cirillo, nella lista dei martiri di Antiochia che si trova nell'omelia de Martiribus attribuita a Eusebio di Cesarea.
Gli altri martiri, nominati nel Geronimiano dopo Andrea, Aulo, Tebellio, Sterteo, sono estranei ad Antiochia e probabili corruzioni.  
(Autore: Joseph-Marie Sauget – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Cirillo di Antiochia, Andrea e Compagni, pregate per noi.


*San Filippo Evans - Martire (22 luglio)

Scheda del gruppo a cui appartiene:
“Santi Quaranta Martiri di Inghilterra e Galles”

Nato a Monmouth (Galles) nel 1645, gesuita dall'8 settembre 1665. Dopo aver studiato nel collegio di Saint Omer, fu ordinato sacerdote nel 1675 e subito inviato come missionario nel Galles meridionale.
Conosciuto per la sua fede, le autorità gallesi chiusero gli occhi sul suo fervido apostolato, ma quando la pseudo-congiura di Titus Oates scatenò una nuova ondata di persecuzione, la situazione di Evans si fece pericolosa e sulla sua testa fu posta una taglia.
Consigliato a cambiare distretto, non volle abbandonare il suo gregge; per tradimento fu arrestato il 2 dicembre 1678 e chiuso nella prigione del castello di Cardiff.
Avrebbe potuto uscirne libero, se avesse prestato il giuramento di fedeltà e di supremazia del re anche in materia religiosa, ma non accettò, protestando la sua fedeltà al Papa come capo unico della religione cattolica.
Tornato in carcere, baciò le catene che lo stringevano, sorrise agli esecutori degli ordini ingiusti e si proclamò felice di portare le insegne del suo Maestro divino.
Il 22 luglio 1679 fu impiccato e squartato a Cardiff. Fu proclamato beato il 15 dicembre 1929 da Papa Pio XI. (Avvenire)
Etimologia: Filippo = che ama i cavalli, dal greco
Emblema: Palma
Martirologio Romano: A Cardiff in Galles, Santi Filippo Evans, della Compagnia di Gesù, e Giovanni Lloyd, sacerdoti e martiri, che sotto il re Carlo II furono impiccati nello stesso giorno per aver esercitato il loro sacerdozio in patria.
Nato a Monmouth (Galles) nel 1645, gesuita l'8 settembre 1665. Dopo aver studiato nel collegio di Saint Omer, fu ordinato sacerdote nel 1675, e tosto inviato come missionario nel Galles meridionale.

Quantunque conosciuto per quello che era, le autorità chiusero gli occhi sul suo fervido apostolato, ma quando la pseudo-congiura di Titus Oates scatenò una nuova ondata di persecuzione, la situazione dell'Evans si fece pericolosa e sulla sua testa fu posta una taglia.
Consigliato a mutare distretto, non volle abbandonare il suo gregge; per tradimento di chi gli si diceva amico, fu arrestato il 2 dicembre 1678 e chiuso nella prigione del castello di Cardiff.
Avrebbe potuto uscirne libero, se avesse prestato il giuramento di fedeltà e di supremazia del re anche in materia religiosa, ma non accettò, protestando la sua fedeltà al Papa come capo unico della religione cattolica: il processo, quindi, tenuto il 3 maggio del 1679, fu breve, non avendo egli negato di essere sacerdote e di avere esercitate le funzioni del suo ministero.
Tornato in carcere, baciò le catene che lo stringevano, sorrise agli esecutori degli ordini ingiusti e si proclamò felice di portare le insegne del suo Maestro divino. Poiché l'ordine di esecuzione della sentenza capitale tardava a giungere, gli fu concesso qualche svago nel cortile della prigione, l'uso di un'arpa con cui accompagnare i suoi canti di ringraziamento a Dio per la sua sorte felice e la licenza di ricevere e confortare i cattolici che accorrevano numerosi a visitarlo.
Finalmente, il 21 luglio giunse la notizia che l'esecuzione era fissata per il giorno seguente e il martire l'accolse continuando il gioco cui era intento.
L'impiccagione o lo squartamento ebbero luogo a Cardiff il 22 luglio 1679.
Fu beatificato il 15 dicembre 1929.
(Autore: Celestino Testore - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Filippo Evans, pregate per noi.


*Beato Giacomo Lombardie - Martire (22 luglio)

Martirologio Romano: In una sordida galera all’ancora davanti a Rochefort in Francia, Beato Giacomo Lombardie, sacerdote di Limoges e martire, che, al tempo della grande persecuzione contro la Chiesa, fu consegnato a una disumana prigionia a causa del suo sacerdozio, morendo contagiato da malattia incurabile.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Giacomo Lombardie, pregate per noi.  


*San Giovanni Lloyd - Sacerdote e Martire (22 luglio)

Scheda del gruppo a cui appartiene:
“Santi Quaranta Martiri di Inghilterra e Galles”

+ Cardiff, Galles, 22 luglio 1679
Martirologio Romano:
A Cardiff in Galles, Santi Filippo Evans, della Compagnia di Gesù, e Giovanni Lloyd, sacerdoti e martiri, che sotto il re Carlo II furono impiccati nello stesso giorno per aver esercitato il loro sacerdozio in patria.
Nativo del Brecknockshire ed appartenente ad un'antica famiglia gallese, ben poche notizie si hanno circa la vita e la sua attività.
Unici dati sicuri sono tuttavia l'ingresso nel 1649, sotto il nome fittizio di Floyd, nel collegio inglese di Valladolid, in Spagna, dove ricevette la sacra ordinazione il 7 giugno 1653 (cf. Registers of the Bnglish College at Valladolid 11589-1862), ed. E. Henson, Londra 1930, p. 164).
Compiuti gli studi di filosofia e teologia, venne subito avviato alle missioni inglesi, per cui rimpatriò il
17 aprile 1654, andandosi a stabilire nel natio Galles, che per quasi venticinque anni fu campo della sua continua e fervida attività sacerdotale.
Tutto comunque s'ignora del lavoro missionario di Lloyd e sconosciute rimangono anche le stesse circostanze della sua cattura, avvenuta sulla fine del 1678 in casa di un certo Turberville a Penllyne nella contea di Glamorgan.
Il Lloyd è una delle tante vittime della spietata persecuzione causata dalla presunta congiura papista (Popish plot) ideata dal tristo avventuriero inglese Titus Oates.
Rinchiuso in una segreta del castello di Carditi, il Beato divise la prigionia con il gesuita Filippo Evans, che ve lo aveva di poco preceduto, rimanendo entrambi lì segregati per oltre cinque mesi, prima che i persecutori riuscissero ad indurre qualcuno a testimoniare contro di loro.
Processati finalmente il 5 maggio 1679, furono tutti e due dichiarati rei di alto tradimento per essere ordinati sacerdoti all'estero e per aver poi esercitato in patria le funzioni del loro ministero contro il divieto posto dalle leggi allora vigenti, venendo quindi condannati a morte per impiccagione e successivo squartamento.
L'esecuzione della sentenza ebbe tuttavia luogo oltre due mesi e mezzo più tardi, perché sia l'uno che l'altro salirono il patibolo a Cardiff il 22 luglio 1679.
Prima di essere giustiziato L. arringò la folla circostante, esponendo le vere ragioni della loro morte in un breve discorso, il cui testo è riportato da R. Challoner (v. op. cit.)
Beatificato da Pio XI il 15 dicembre 1929 (cf. AAS, XXII [1930], p. 18, n. CXXXI), il martire Lloyd viene commemorato il 22 luglio.
(Autore: Niccolò De1 Re – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Giovanni Lloyd, pregate per noi.


*San Girolamo di Pavia - Vescovo (22 luglio)
Ventitreesimo vescovo di Pavia, menzionato nel 769

Martirologio Romano: A Pavia, San Girolamo, vescovo.
Un catalogo di vescovi pavesi, scoperto "ex vetere libello" ed inserito in un registro del capitolo della cattedrale dal canonico Alessio Beretta nel XVI secolo, è ritenuto attendibile e derivante dagli antichi dittici.
Così si Anche il Lanzoni lo dichiara: «Si può ritenere che il catalogo dell'archivio capitolare di Pavia, benché non anteriore al XVI secolo, derivi da fonte antica e degna di fede… Del resto il catalogo viene largamente confermato dai documenti sincroni»
Anche se l’Horff lo inserisce tra San Pietro I e San Teodoro, la cronotassi più recente lo inserisce dopo Agostino che successe a San Teodoro e prima di Ireneo.
Di lui sappiamo solo il nome e che è stato menzionato nel 769. Infatti nel conciclio romano convocato da Papa Stefano II, esiste questa sottoscrizione dove compare il mone di Girolamo: "Theodorus archipresbyter et Petrus diaconus locim praesentantes (Hieronimi) episcopi Papiae Ticini".
Sempre l’Horff gli fa governare la diocesi tra gli anni 737 e il 770.
L’unica cosa certa su San Girolamo è che fu sepolto nella chiesa di Santa Maria delle Pertiche, dove esercitava la funzione di sacerdote prima di essere eletto vescovo.
Alcune fonti riportano che la sua festa era il 24 luglio.
In realtà nel martirologio romano la sua festa si celebra il 22 luglio.

(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Girolamo di Pavia, pregate per noi.


*San Gualtero (Gualtiero) - Venerato a Lodi (22 luglio)

Gualtero (o Gualtiero) nacque a Lodi nel 1184 e a 15 anni vestì l'abito dei Frati ospedalieri. Operò a Piacenza nel nosocomio di San Raimondo e poi in quello di San Bartolomeo, nella sua città natale.
Lui stesso ne fondò uno presso Fanzago, sulla strada da Milano a Piacenza.
Il 30 aprile del 1206 le autorità lodigiane, infatti, concessero a lui e al suo aiutante - un prete di nome Everardo - il terreno su cui sorsero l'ospedale della Misericordia e la chiesa dei Santi Giacomo e Filippo.
Uomo dalla vita ascetica, che camminava scalzo e vestiva di sacco, diede vita a molti altri luoghi di cura nel Vercellese, nel Tortonese, a Crema e presso Melegnano.
Morì a circa 40 anni.
Il suo corpo, che nel XIV secolo venne trafugato, è stato a lungo conservato nella cattedrale di Lodi.
Dal 1960 riposa nella parrocchiale di San Gualtero, eretta poco lontano dall'ospedale della Misericordia. (Avvenire)

(Fonte: Enciclopedia dei Santi)

Etimologia: Gualtiero = capo dell'esercito, dal tedesco
Martirologio Romano: A Lodi, San Gualtero, fondatore della Casa Ospedale della Misericordia.
Unica fonte tuttora inedita, è la Vita Beati Gualterii confessoris, scritta da un canonico Bon Giovanni, consanguineo e contemporaneo del Santo. Se ne conosce attualmente un'unica tarda copia. Di altri codici danno notizia gli agiografi locali a partire dal sec. XVII; ma oggi, a quanto sembra, tali codici sono perduti.
Ecco quanto si ricava dallo scarno racconto di Bon Giovanni. Verso la fine del sec. XII vivevano a Lodi Aliprando e Adelazia, la cui unione era rimasta sterile.
I pii coniugi decisero di far voto che, se avessero avuto un figlio, lo avrebbero consacrato al servizio di Dio nella basilica di S. Pietro a Roma e lo avrebbero educato alla vita religiosa.
Quando nacque Gualtero i genitori, in adempimento del voto, lo portarono a Roma in pellegrinaggio e in seguito gli diedero un'educazione adatta alla missione cui l'avevano consacrato. A quindici anni infatti il giovane vestí l'abito dei Frati Ospitalieri.
Poco dopo Aliprando morí; allora Gualtero vendette i propri averi e li distribuì in elemosine e in soccorsi ai pellegrini e agli indigenti; collocò la madre in un convento "affinché nessun affetto carnale mondano lo distogliesse dai comandamenti di Dio e dal divin culto", e si recò a Piacenza, per prestare la propria opera nell'ospedale di S. Raimondo il Palmerio.
Due anni dopo tornò a Lodi e servì presso l'ospedale di San Bartolomeo. Qui Gualtero portò a compimento il proprio tirocinio, fino a sentirsi in grado di agire con piena autonomia.
La strada che congiungeva Milano a Piacenza passava, prima di giungere alle porte di Lodi, per un luogo denominato Fanzago, paludoso e boscoso, propizio agli attentati. Proprio là Gualtero pensò di erigere un ospedale per soccorrere i pellegrini e i viandanti. L'istituzione avrebbe risanato il posto malfamato.
Sostenuto dal prete Everardo, Gualtero si presenta alle autorità comunali di Lodi e chiede loro il terreno per edificare il suo ricovero. I consoli di Lodi ben volentieri concedono a lui e ad Everardo otto pertiche di quella terra, perché vi edifichino un ospedale della Misericordia e una chiesa dedicata ai Ss. Giacomo e Filippo.
È il 30 aprile del 1206, unica clata sicura nella vita del Santo.
Gli agiografi locali lo dicono nato nel 1184, il che crediamo possa corrispondere al vero, tenendo conto della cronologia relativa desumibile dal racconto di Bon Giovanni: a quindici anni Gualtero entra in religione, per due anni è a Piacenza, per un certo periodo presta servizio in S. Bartolomeo a Lodi. Bisognerà poi aggiungere un intervallo tra la vestizione e l'andata a Piacenza, durante il quale si verificano la morte del padre, la vendita dei beni, il collocamento della madre in convento.
Il nuovo ospedale ebbe un fiorente sviluppo: intorno al fondatore si riunirono "molti fratelli, molte sorelle e santi eremiti".
Gualtero era esempio a tutti di vita rigidamente ascetica: camminava scalzo, vestiva del sacco, digiunava. pregava, distribuiva elemosine.
Egli intraprese anche numerosi pellegrinaggi ed ebbe contatti con altri religiosi dalla vita esemplare.
Curò l'erezione di altri ospedali, per lo piú in territori sotto giurisdizione del vescovo di Lodi: nel Vercellese, nel Tortonese, uno presso Crema e un altro lungo la strada milanese, presso Melegnano, sul canale Vettabbia.
Tali istituti costituivano, rispetto a quello di Lodi, come delle dipendenze: Gualtero li manteneva sotto controllo, ispezionandoli ogni tanto, cosicché essi divennero famosi per santità e opere di carità.
Scrive Bon Giovanni: "L'onnipotente Creatore... a favore di questo santissimo uomo mostrò in presenza di molti prima e dopo la di lui morte molti segni e miracoli preziosissimi... che non si possono numerare esaurientemente, come dice la santa Scrittura".
Gualtero ricevette anche aiuti dall'arcivescovo di Milano, Enrico da Settala, suo "familiare e carissimo amico", che edificò la chiesa annessa all'ospedale della Misericordia di Lodi.
Gualtero venne a morte a circa quarant'anni, il 22 luglio, festa di s. Maria Maddaiena, aprendo le braccia in segno di accettazione della fine. I funerali furono imponenti per concorso di clero e di popolo; vi partecipò anche il vescovo di Lodi, Ottobello.
La sepoltura di San Gualtero fu meta di devote visite e di pellegrinaggi. Numerosi miracoli ottenuti per intercessione del santo dopo la morte sono registrati in una Vita, scritta nella seconda metà del XVII sec. da Giacomo Antonio Porro. Si tratta quasi sempre di guarigioni dalla podagra.
Il 26 gennaio 1384 alcuni fanatici, con la complicità di certi frati Crucigeri di San Biagio, trafugarono il corpo del santo, nascondendolo in San Biagio stesso; ma le rigorose inchieste delle autorità persuasero i ladri a trasferire la refurtiva nella vicina chiesa di San Paolo. Alla fine, per evitare il peggio, il ministro di San Biagio dovette restituire il maltolto. Il 18 febbraio le reliquie ritornarono alla chiesa della Misericordia con solenne processione, presente il vescovo Paolo de Cadamosto e le autorità cittadine.
Più tardi, sotto l'episcopato di Antonio de Bernerio (1437-1456) il corpo fu nuovamente trasferito e collocato sotto l'altar maggiore della cripta del duomo. Altri spostamenti furono operati dai vescovi Taverna (1579-1616), Rota nel 1896 e Calchi Novati nel 1946. Una ricognizione del corpo, effettuata nel 1893, accertò che il capo del santo era andato perduto.
Quanto rimane dello scheletro si trova dal 1960 nella parrocchiale di S. Gualtero, eretta nel 1843 poco lontano dall'antica chiesa della Misericordia, distrutta nel 1856. La Chiesa laudense celebra la festa del Santo il 22 luglio, con Messa e ufficiatura proprie.
(Autore: Luigi Samarati – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Gualtero, pregate per noi.


*Beata María Inés Teresa del Santissimo Sacramento (Manuela di Gesù Arias Espinosa) - Fondatrice (22 luglio)
Ixtlán del Rio, Messico, 7 luglio 1904 - Roma, 22 luglio 1981
Chiamata affettuosamente “Manuelita”, la religiosa ha espresso il 12 dicembre del 1930 i voti temporanei nel Monastero dell’Ave María davanti all’immagine della Santissima Vergine di Guadalupe e quelli perpetui il 14 dicembre 1933.
La sua vita di clausura è durata fino al 1949. Quattro anni prima suor María Inés Teresa aveva ricevuto la notizia che Roma aveva firmato l’autorizzazione per fondare le Missionarie Clarisse del Santissimo Sacramento, una nuova congregazione cattolica con un’ideale contemplativa e apostolica nata ufficialmente nell’agosto 1945 a Cuernavaca.
Il 22 giugno 1951 la Santa Sede ha approvato la nuova congregazione in modo permanente.
Da allora, le religiose Missionarie Clarisse del Santissimo Sacramento hanno esteso la loro attività di evangelizzazione in vari Paesi, non solo nelle Americhe ma anche in Asia, Africa ed in Europa.
Il 5 gennaio 1953 la Santa Sede ha autorizzato anche il movimento laicale Vanguardias Clarisas, che si è sviluppato in parallelo con la congregazione.
Le Missionarie sono una congregazione eucaristica, mariana e missionaria, che conducono una vita contemplativa e, allo stesso tempo, attiva, che ha come base l’adesione alla volontà divina, fonte di allegria, e come centro Gesù Cristo.
Fanno professione dei voti di castità, povertà ed obbedienza, e testimoniano l’amore fraterno “sempre in uno spirito di comprensione e di servizio, vissuti nell’amore e nella pace, essendo la carità ciò che incoraggia a vivere non per se stessi ma per ogni anima in stato di necessità”.
Madre María Inés Teresa ha lasciato numerosi scritti (oltre 6000), oltre a 36 case di missionarie in 14 paesi del mondo ed opere sacerdotali in Sierra Leone e in Messico.
La nuova beata nacque ad Ixtlán del Río (nello Stato messicano di Nayarit) il 7 luglio 1904 e morì a Roma (Italia) il 22 luglio 1981, solo pochi mesi dopo essere stata ricevuta da papa Giovanni Paolo II, il 9 dicembre 1980.
Era la quinta di otto fratelli nati da una famiglia cristiana. All’età di sette anni ha ricevuto la sua Prima Comunione. La sua vocazione risale al 1924, per entrare, cinque anni dopo, nel monastero dell’Ave María a Los Angeles, in California.
Erano gli anni della persecuzione religiosa dopo la Guerra dei Cristeros (1926-1929) e, per questo motivo, il monastero si era trasferito nei vicini Stati Uniti.
È stata la fondatrice delle congregazioni delle Missionarie Clarisse nel 1945 e dei Missionari di Cristo per la Chiesa universale nel 1979.
Il motto della Famiglia Inesiana è “Oportet illum regnare” (“Egli deve regnare”).
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beata María Inés Teresa del Santissimo Sacramento, pregate per noi.


*Santa Maria Maddalena (di Magdala)  (22 luglio)  
Magdala, sec. I
La Chiesa latina era solita accomunare nella liturgia le tre distinte donne di cui parla il Vangelo e che la liturgia greca commemora separatamente: Maria di Betania, sorella di Lazzaro e di Marta, la peccatrice «cui molto è stato perdonato perché molto ha amato», e Maria Maddalena o di Magdala, l'ossessa miracolata da Gesù, che ella seguì e assistette con le altre donne fino alla crocifissione ed ebbe il privilegio di vedere risorto.
L'identificazione delle tre donne è stata facilitata dal nome Maria comune almeno a due e dalla sentenza di San Gregorio Magno che vide indicata in tutti i passi evangelici una sola e medesima donna. I redattori del nuovo calendario, riconfermando la memoria di una sola Maria Maddalena senz'altra indicazione, come l'aggettivo "penitente", hanno inteso celebrare la santa donna cui Gesù apparve dopo la Risurrezione.
È questa la Maddalena che la Chiesa oggi commemora e che, secondo un'antica tradizione greca, sarebbe andata a vivere a Efeso, dove sarebbe morta. In questa città avevano preso dimora anche Giovanni, l'apostolo prediletto, e Maria, Madre di Gesù.
Patronato: Prostitute pentite, Penitenti, Parrucchieri
Etimologia: Maria = amata da Dio, dall'egiziano; signora, dall'ebraico
Emblema: Ampolla d'unguento
Martirologio Romano: Memoria di santa Maria Maddalena, che, liberata dal Signore da sette demòni, divenne sua discepola, seguendolo fino al monte Calvario, e la mattina di Pasqua meritò di vedere per prima il Salvatore risorto dai morti e portare agli altri discepoli l’annuncio della risurrezione.
Quando il Figlio di Dio entrò nella storia, Maria Maddalena fu fra coloro che maggiormente lo amarono, dimostrandolo. Quando giunse il tempo del Calvario, Maria Maddalena era insieme a Maria Santissima e a san Giovanni, sotto la Croce (Gv. 19,25). Non fuggì per paura come fecero i discepoli, non lo rinnegò per paura come fece il primo Papa, ma rimase presente ogni ora, dal momento della
sua conversione, fino al Santo Sepolcro.
La Chiesa celebra la sua festa il 22 luglio.
Non parole d’amore, ma atti d’amore ci consegnano i Vangeli sulla figura della Maddalena, colei che aveva lavato (con le lacrime del pentimento), asciugato, baciato i piedi di Cristo.
A quella vista il fariseo, scandalizzato, che aveva invitato Gesù a casa sua, pensò fra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice». Gesù lesse quell’indebito giudizio e gli disse: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m’hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.
Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco» (Lc. 7, 39-47).
Non a caso per il Messale romano, nel giorno dedicato a Maria Maddalena, è stata scelta una lettura del Cantico dei Cantici: «Mi alzerò e perlustrerò la città, i vicoli, le piazze, ricercherò colui che amo con tutta l’anima. L’ho cercato, ma non l’ho trovato. Mi incontrarono i vigili di ronda in città: “Avete visto colui che amo con tutta l’anima?”» (Ct. 3,2), un amore perseverante che il Signore premiò, rendendola degna di essere «apostola degli apostoli»: fu la prima ad annunciare la sua resurrezione.
San Gregorio Magno ha parole straordinarie (Om. 25,1-2. 4-5; PL 76,1189-1193) per colei che fece di Cristo l’unica ragione di vita. «Ella si recò la Domenica di Pasqua al Sepolcro, con gli unguenti, per onorare il Signore. Ma non lo trovò: “Maria invece stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva” (Gv. 20,10-11).
In questo fatto dobbiamo considerare quanta forza d’amore aveva invaso l’anima di questa donna, che non si staccava dal sepolcro del Signore, anche dopo che i discepoli se ne erano allontanati. (…) Accadde perciò che poté vederlo essa sola che era rimasta per cercarlo; perché la forza dell’opera buona sta nella perseveranza, come afferma la voce stessa della Verità: “Chi persevererà sino alla fine, sarà salvato” (Mt. 10, 22). Cercò dunque una prima volta, ma non trovò, perseverò nel cercare, e le fu dato di trovare. (…)
I santi desideri crescono col protrarsi. Se invece nell’attesa si affievoliscono, è segno che non erano veri desideri. (…) “Donna perché piangi? Chi cerchi?” (Gv. 20,15). Le viene chiesta la causa del dolore, perché il desiderio cresca, e chiamando per nome colui che cerca, s’infiammi di più nell’amore di lui. “Gesù le disse: Maria!” (Gv. 20,16).
Dopo che l`ha chiamata con l’appellativo generico (…) senza essere riconosciuto, la chiama per nome come se volesse dire: Riconosci colui dal quale sei riconosciuta. Io ti conosco non come si conosce una persona qualunque, ma in modo del tutto speciale».
Maria si risveglia dall’incubo: «Rabbunì!» («Maestro!»). L’umile penitente Maddalena, diventa testimone del trionfo del Crocifisso. Ora vorrebbe stare lì, in adorazione, e invece no: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro» (Gv. 20, 17). Porterà Lei l’annuncio agli Apostoli.
(Autore: Cristina Siccardi - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beata María Inés Teresa del Santissimo Sacramento, pregate per noi.


*Santi Maria Wang, Lucia Wang Wangzhi e Andrea Wang Tianqing – Martiri (22 luglio)
A Majiazhuang, presso Daining, nella provincia cinese dello Hubei, ricordo dei Santi Martiri Anna Wang, vergine, Lucia Wang Wangzhi e suo figlio Andrea Wang Tianqing, che furono uccisi per il nome di Cristo durante la persecuzione dei "Boxer".
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Santi Maria Wang, Lucia Wang Wangzhi e Andrea Wang Tianqing, pregate per noi.


*Santi Martiri Massulitani (22 luglio)
Martirologio Romano: In Africa, Santi Martiri Massilitani, nel cui anniversario di morte Sant’Agostino tenne un sermone.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Santi Martiri Massulitani, pregate per noi.


*San Meneleo di Menat - Abate (22 luglio)
† 700

Secondo la Vita, Meneleo (lat. Meneleus; fr. Ménelé) era nato a Précigné (Sarthe, Angiò). Per evitare il matrimonio si rifugiò in Alvernia e, con Saviniano, condusse vita eremitica a Menat (Puy-de-Dome).
I due compagni in seguito si misero sotto la direzione dei Santi Eudone e Teofredo (o Chaffre), nell’abbazia che più tardi prese il nome di Le Monastier (Haute-Loire). Dopo sette anni, Meneleo ritornò a Menat per assumere la direzione di quel monastero, che, poco dopo, fu distrutto da un incendio. Meneleo provvide alla ricostruzione e morì nel 700.
Questa Vita non ha alcun valore storico. Fra le sue numerose inesattezze, segnaliamo quella di avere assegnato alla fondazione di Menat una data meno antica di quanto sia stata in realtà.
La memoria di Meneleo al 22 luglio si trova nel Martirologio di Usuardo, nei Martirologi benedettini e fu ripresa dal Romano.
La festa rimase locale, a Bourges, Tours, Souvigny, ma Meneleo ebbe la sua commemorazione anche nella diocesi di Clermont.
Le reliquie del santo si trovavano, con quelle di san Saviniano, sotto l’altare maggiore di Menat, ma furono disperse dalla Rivoluzione, ad eccezione di alcuni frammenti che erano stati donati a Précigné nel 1711.

(Autore: Rombaut Van Doren – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Meneleo di Menat, pregate per noi.


*Beato Paolo de Lara - Mercedario (22 luglio)

XIV secolo
Religios di nobile famiglia, il Beato Paolo de Lara, ricevette l’ordinazione sacerdotale nell’anno 1344, e si distinse nell’Ordine Mercedario per la sua santità.
Nella città di Granada (Spagna), liberò 209 schiavi dalle oppressioni dei mori che li tenevano in dura schiavitù.
Ritirato in convento concluse i suoi giorni nella pace del Signore.
L’Ordine lo festeggia il 22 luglio.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Paolo de Lara, pregate per noi.


*San Platone di Ancira - Martire (22 luglio)

Martirologio Romano:
Ad Ankara in Galazia, nell’odierna Turchia, San Platone, martire.
(Fonte:
Enciclopedia dei Santi)

Giaculatoria - San Platone di Ancira, pregate per noi.


*San Vandregisilo - Abate (22 luglio)

circa 600 – 668
Nacque all'inizio del VII secolo nei pressi di Verdun, nella Francia orientale. Ufficiale a corte, si sposò, ma nel 628, d'accordo con la moglie, si separò ed entrambi intrapresero la vita religiosa.
Divenne monaco a Montfaucon sotto la guida di San Balderico, ma ben presto si ritirò a vivere in solitudine a Saint-Ursitz fra le montagne del Giura.
Trascorse un periodo di tempo al monastero di San Colombano a Bobbio nel Nord Italia, poi si trasferì all'abbazia di Romani-Moutier, dove ricevette l'ordinazione dall'arcivescovo di Rouen, Sant'Audoeno.
Tradusse la sua ricchezza spirituale nella fondazione della nuova abbazia di Fontanelle in Normandia. Sotto la sua guida, i monaci seguirono la "regola" di San Colombano. Morì nel luglio 668 (o secondo altre fonti nel 657). (Avvenire)
Etimologia: Vandregisilo = difensore forte, dall'antico tedesco
Martirologio Romano: Nel monastero di Fontenelle in Neustria, in Francia, San Vandregesilo, abate, che, lasciata la corte del re Dagoberto, condusse in vari luoghi vita monastica e, elevato al sacerdozio da sant’Audoeno di Rouen, fondò e resse un monastero nella selva di Jumièges.
San Vandregisilo (in francese Wandrille) nacque nei pressi di Verdun, nella Francia orientale, verso l’inizio del VII secolo. Fu ufficiale a corte e si sposò, ma nel 628 di comune accordo con la moglie si separarono per intraprendere la vita religiosa.
Il marito divenne monaco a Montfaucon sotto la guida di San Balderico, ma ben presto si ritirò a vivere in assoluta solitudine a Saint-Ursitz fra le montagne del Giura. Pare che abbia subito l’influenza delle pratiche ascetiche dei monaci irlandesi, in particolare San Colombano ed il suo discepolo Sant’Ursicino, che aveva operato nella zona fondandovi vari monasteri.
Vandregisilo divenne celebre per l’austerità che contraddistingueva la sua vita. Trascorse un periodo di tempo al monastero di San Colombano a Bobbio nel nord Italia, poi si trasferì all’abbazia di
Romani-Moutier, nella subregione savoiarda della Tarantasia, sulle rive del torrente Isère.
Qui trascorse all’incirca dieci anni e ricevette l’ordinazione dall’arcivescovo di Rouen Sant’Audoeno.
Sfruttò questa varietà di esperienze per fondare la nuova abbazia di Fontanelle in Normandia, la cui chiesa fu aperta al culto nel 657.
Sotto la guida del fondatore, i monaci seguirono la “regola” di San Colombano, gettando le basi per la futura crescita dell’abbazia, che infatti divenne uno dei monasteri più apprezzati in Francia, importante centro di erudizione ed evangelizzazione.
Prima di morire, nel luglio 668 (o secondo altre fonti nel 657), rassicurò i suoi monaci circa la prosperità del monastero qualora essi fossero rimasti fedeli alle tradizioni che egli aveva dato loro: “Il Signore sarà sempre tra voi e sarà il vostro conforto ed aiuto in ogni vostra necessità”.
Onde escludere un’eventuale profanazione da parte dei vichinghi, le reliquie del santo furono spartite fra diverse chiese, tra le quali l’abbazia di Mont-Blandin a Grand.
Da qui la celebrazione della sua festa fu estesa all’Inghilterra, nel periodo anteriore alla conquista da parte di Guglielmo nel 1066.
(Autore: Fabio Arduino – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Vandregisilo, pregate per noi.


*Altri Santi del giorno (22 luglio)

*San
Giaculatoria - Santi tutti, pregate per noi.

 
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