Santi del 23 Maggio - Istituto Aveta

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Santi del 23 Maggio

Il mio Santo > I Santi di Maggio

*Beati 20 Martiri di Beziers - Mercedari (23 maggio)

+ Béziers, Francia, 1562
Nel convento mercedario di Béziers in Francia, 20 Santi religiosi dell’Ordine della Mercede, nell’anno 1562 furono crudelmente uccisi dagli Ugonotti per la difesa della loro fede in Cristo e meritarono di ricevere in cielo la corona trionfale.
L’Ordine li festeggia il 23 maggio.  
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beati 20 Martiri di Beziers, pregate per noi.


*Beato Cristoforo Soler - Mercedario (23 maggio)
XIV secolo
Uomo di grande santità e cultura, il Beato Cristoforo Soler, onorò l’Ordine Mercedario con la sua vita esemplare.
Inviato ad Oran in Algeria, per redenzione, nel 1380 liberò da una barbara schiavitù 198 prigionieri.
Con una santa morte raggiunse il regno dei giusti.
L’Ordine lo festeggia il 23 maggio.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
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*San Desiderio di Langres (o da Genova) - Vescovo e Martire (23 maggio)
Sec. IV
Desiderio, nato a Genova nella delegazione che ancora oggi porta il suo nome, sarebbe stato terzo vescovo di Langres.
Partecipò al Concilio di Sardica, in cui si trattò della dottrina ariana e fu discussa la causa di sant'Atanasio, secondo la testimonianza dello stesso vescovo di Alessandria. Circa la metà del IV secolo fu trucidato e decapitato, donando così la vita per il suo gregge.

Emblema: Bastone pastorale, Palma
Martirologio Romano: Presso Langres nella Gallia lugdunense, ora in Francia, passione di San Desiderio, vescovo, che, come si tramanda, vedendo il suo popolo oppresso dai Vandali, si recò dal loro re per supplicarlo, ma, per ordine di costui, fu immediatamente sgozzato, offrendosi serenamente per il bene del gregge a lui affidato.  
La sua esistenza nel secolo IV, è garantita da Sant'Atanasio che lo indica come partecipante e sottoscrittore del Concilio di Sardica nel 343; il suo nome compare anche negli atti del pseudo-concilio di Colonia del 346.
S. Desiderio occupa il terzo posto nella lista dei vescovi di Langres (Francia), sembra fosse originario dei dintorni di Genova e designato miracolosamente alla sede episcopale di Langres.
Un chierico della suddetta città di nome Varnacario, scrisse all’inizio del VII secolo, un racconto del suo martirio, basandosi su tradizioni locali; secondo questo Varnacario, il vescovo Desiderio sarebbe stato decapitato durante un’invasione dei Vandali guidati da Croco; ma ci fu senz’altro una confusione nelle tradizioni locali, perché Langres ebbe diverse invasioni barbariche e quella degli Alemanni comandati dal vero Croco (298-307) non corrisponde alle date della sua permanenza come vescovo di Langres, probabilmente si tratta dell’invasione dei Germani del 355-357, respinta dall’imperatore Giuliano l’Apostata.
Una leggenda dice che dopo la sua decapitazione, il santo vescovo, come tanti altri cefalofori,
raccolse la sua testa e rientrò in città, attraverso una fenditura della roccia che si era aperta per farlo passare, tale apertura viene ancora oggi mostrata.
Il culto di San Desiderio di Langres è certamente anteriore al secolo VII e il Martirologio Geronimiano lo riportava all’11 febbraio; ma nel secolo IX per l’errore di un copista ripetuto poi in seguito, ci fu uno scambio con San Desiderio di Vienne, ricordato pure all’11 febbraio, finché si decise di lasciare il santo di Vienne a questa data e trasportare al 23 maggio la celebrazione del vescovo di Langres, data che fu definitivamente inserita nel ‘Martirologio Romano’; la città di Langres lo ricorda inoltre il 19 gennaio, anniversario della traslazione delle reliquie di San Desiderio avvenuta nel 1315.
Il suo culto si diffuse non solo in Francia, ma anche in Italia, Svizzera, Germania; è patrono della città di Langres e molte chiese della diocesi sono a lui intitolate; la sua tomba era custodita in un priorato benedettino posto al centro della città; nel 1354 fu fondata in suo onore una celebre confraternita a cui si iscrissero re e principi.
San Desiderio era invocato come testimone della verità dei giuramenti e come protettore nei parti difficili.
(Autore: Antonio Borrelli - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Desiderio di Langres, pregate per noi.


*San Doroteo - Monaco russo (23 maggio)

Santi Doroteo e Ilarione Jugskie
Nella festa liturgica della Chiesa russa dedicata a tutti i Santi di Rostov e Jaroslavl’ il 23 maggio, questi due santi monaci sono accomunati, ma in realtà essi sono i fondatori di due diversi monasteri.
Doroteo era monaco del monastero delle Grotte a Pskov, secondo la tradizione, quando nel 1615 gli svedesi minacciarono l’invasione della regione, ebbe in sogno la Madre di Dio che l’invitò a
portare in salvo l’icona della Odighitrìa.
Con l’assenso e la benedizione dell’egumeno (abate) egli partì e portando con sé l’icona si avviò verso la sua regione natale; giunto alla confluenza dei due rami del fiume Jug, il monaco si fermò per riposare e appese l’icona al rami di un pino.
Pronto a ripartire, cercò di staccare l’icona dal ramo, ma per quanto si adoperasse questo non gli riuscì, allora comprese la volontà di Dio e si fermò in quel luogo vivendo da eremita e morendovi nel 1622.
Alcuni anni dopo fu costruito l’eremo di Jugskoj nella cui cappella fu deposto il corpo del Santo monaco e la sua icona miracolosa.
L’eremo è stato sempre aperto fino all’inizio del Novecento.
Di Ilarione si sa solamente che diede origine al monastero della Dormizione della Madre di Dio presso il fiume Moca, vicino alla città di Povolzsk.
L’eremo esisteva già nel 1613; nel 1655 venne messo alle dipendenze del monastero Savvino-Storozevskij e infine soppresso nel 1708.
Ilarione è raffigurato come un anziano con capelli castani e barba e abiti monastici, mentre Doroteo ha un’iconografia più ampia collegata all’icona della Santa Madre di Dio appesa all’albero e lui inginocchiato davanti.
(Autore: Antonio Borrelli – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Doroteo, pregate per noi.


*Sant'Efebo - Vescovo di Napoli (23 maggio)

sec. IV

Martirologio Romano: A Napoli, Sant’Efébo, vescovo, che governò il popolo di Dio con grande santità e lo servì fedelmente.
È l’ottavo nella serie dei vescovi di Napoli, come ci è pervenuta attraverso il Liber Pontificalis di detta Chiesa. Il Calendario Marmoreo napoletano e tutti gli altri calendari ne commemorano la deposizione il 23 maggio, giorno in cui fissa la sua festa il Martirologio Romano.
Il nome greco Efebos assieme a quelli di Epitimeto ed Eustazio, rispettivamente secondo e settimo della serie, attesta l’esistenza dell'elemento greco accanto a quello romano nella primitiva Chiesa partenopea. La forma grafica del nome subì attraverso i secoli strane alterazioni e deformazioni: Efevo, Eufebio, Eufrebio, Efrimo, Effrimo, Eufirmo, Euframo ed Eframo; l’ultima forma è ancora corrente nell’uso dialettale.
Di Efebo il cronografo dei vescovi informa solo che fu «santissimo» presule e che resse «fedelmente» la sua Chiesa. Fiorì sul finire del secolo III o agli inizi del secolo IV.
La sua tomba nel cimitero suburbano, posto a nord-est della città, nella zona, in prossimità dei Ponti Rossi, che in seguito prese nome da Efebo, divenne centro di viva devozione: all'inizio del
secolo V vi fu inumato il vescovo Orso, successore di san Severo. Nella prima metà del secolo IX il corpo di Efebo fu trasportato dal vescovo Giovanni IV lo Scriba (m. 849) nella cattedrale Stefania, costruita da Stefano vescovo alla fine del V secolo, e il suo nome venne inciso nel ricordato Calendario Marmoreo.
La fama di Efebo come taumaturgo rimase legata alla sua chiesa estramurale e perdurava così viva nel secolo X che un agiografo napoletano vivente in quel tempo (probabilmente Pietro suddiacono) ne tramandò testimonianza (Libellus miracolorum s. Ephebi), nella narrazione di tre miracoli operati da Efebo, mentre il suo nome fu incluso da tempo immemorabile tra quelli dei sette Santi protettori della città.
Nel 1530 la detta chiesa estramurale fu affidata ai Cappuccini, i quali eressero sull’arca una nuova chiesa dedicata alla Immacolata Concezione, che conserva tuttora il nome di Sant'Eframo Vecchio in opposizione a una nuova chiesa dedicata, in altro luogo della città, in onore dell'Immacolata e di Efebo.
I Cappuccini ne tennero sempre vivo il culto: nel novembre 1589 praticarono nella vecchia chiesa alcuni scavi e vi rinvennero tre corpi privi di testa, che si vollero identificare, con scarso fondamento, almeno per quanto riguarda gli ultimi due, con i vescovi Efebo, Fortunato e Massimo: vi sarebbero stati trasportati dalla Stefania in epoca imprecisata, forse nel secolo XIII. Il fatto segnò un risveglio del culto verso Efebo.
Se ne occupò il celebre agiografo Paolo Regio, vescovo di Vico Equense, nelle sue Opere spirituali e nel 1889 se ne celebrò il terzo centenario con qualche solennità.
Inoltre, nel 1750, i Cappuccini stamparono e diffusero una Vita del glorioso Sant'Euframo vescovo e protettore di questa città di Napoli, di autore anonimo.
Del cimitero paleocristiano, legato al nome del santo vescovo, vennero alla luce alcuni elementi soltanto nel 1931, in seguito a scavi.
(Autore: Domenico Ambrasi – Fonte: Enciclopedia dei Santi)

Giaculatoria - Sant'Efebo, pregate per noi.


*Sant'Eutizio di Norcia - Monaco (23 maggio)
Insieme a San Fiorenzo, il monaco Eutizio condusse vita solitaria nei pressi di Norcia. Fu poi eletto abate della splendida abbazia in val Castoriana, alle pendici dei Monti Sibillini, di cui non era stato il fondatore, ma che porta il suo nome.
Essa risalirebbe ai primi tempi dell'invasione ostrogota, cioè dopo il 487.
Nel Medioevo fu centro benedettino importantissimo. In un codice della sua biblioteca è contenuto un importante testo latino-volgare delle origini della lingua italiana, la Confessione di Norcia (XI sec.). Eutizio scomparve prima di Fiorenzo, la cui morte risale al 540. (Avvenire)
Martirologio Romano: Nel territorio di Norcia in Umbria, commemorazione di Sant’Eutizio, abate, che, come racconta il Papa San Gregorio Magno, dapprima praticò vita solitaria insieme a San Fiorenzo, conducendo molti a Dio con il suo incoraggiamento, e in seguito governò santamente il vicino monastero.
Eutizio e Fiorenzo, monaci presso Norcia, Santi.
San  Gregorio Magno ne narra la vita nei Dialoghi. Di Eutizio si ha pure una leggenda di origine tardiva, in cui gli si attribuiscono le vicende raccontate da San Gregorio e quanto si trova negli Atti favolosi di un altro Eutizio.
Dopo aver condotto assieme a Fiorenzo vita solitaria in Nursina provincia, Eutizio fu eletto abate di un monastero in Val Castoriana, celebre nel Medio Evo, che resse per molti anni e che da lui prese il nome, pur non essendone stato egli il fondatore.
Il Rivera ritiene, seguendo altri, che la venuta di Eutizio in Val Castoriana e la costruzione del monastero, risalgano ai primi tempi dell'invasione ostrogota, cioè dopo il 487.
Quando Eutizio divenne abate, Fiorenzo rimase solo e, soffrendone, pregò il Signore di mandargli un compagno. Appena uscito dall'oratorio trovò un orso, al quale diede l'incarico di portargli al pascolo quattro o cinque capre, lavoro che l'animale compiva con cura.
Ma quattro monaci di Eutizio, invidiosi dei miracoli di Fiorenzo, uccisero l'orso, causandogli vivo dolore. Eutizio si recò a consolarlo, ma Fiorenzo, inconsolabile, chiese al Signore una severa punizione dei colpevoli. Questi, colpiti da misteriosa malattia, miseramente morirono.
Alla morte di Eutizio, Fiorenzo si portò probabilmente a Foligno, dove morì verso il 540, e dove è commemorato il 1° giugno. A Norcia la sua festa è il 27 giugno.
Il Martirologio di Farfa, del sec. XI, al 23 maggio ricorda "Natale S. Euticii confessoris ". Ambedue sono iscritti nel Martirologio Romano al 23 maggio, mentre Pietro De Natalibus, recenti martirologi e i primi revisori del Romano, ne avevano fissato erroneamente l'anniversario al 20 dicembre.
(Autore: Filippo Caraffa  - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Sant'Eutizio di Norcia, pregate per noi.


*San Fedele di Strasburgo - Vescovo (23 maggio)
Tra i praetermissi del 23 maggio i Bollandisti elencarono questo Fedele, discepolo di San Fiorenzo, notando però che le loro ricerche sul culto, sia a Strasburgo come altrove, erano riuscite vane.
Nel IV volume di novembre, poi, pubblicavano la Vita di San Fiorenzo dalla quale risulta che i compagni del vescovo di Strasburgo furono Arbogasto, Teodato o Idolfo.
Nessun accenno ad Fedele: questo personaggio non sarebbe quindi mai esistito.
Il nome sarebbe una errata trascrizione di un alsaziano che nel sec. XV, traducendo e riassumendo in tedesco la Vita di San Fiorenzo, avrebbe trasformato l'avverbio «videlicet», posto fra i nomi dei menzionati discepoli, in Videlis (Fidelis).
(Autore: Gian Domenico Gordini – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Fedele di Strasburgo, pregate per noi.


*San Fiorenzo - Monaco (23 maggio)
San Gregorio Magno ne narra la vita nei Dialoghi. Di Eutizio si ha pure una leggenda di origine tardiva, in cui gli si attribuiscono le vicende raccontate da San Gregorio e quanto si trova negli Atti favolosi di un altro Eutizio.
Dopo aver condotto assieme a Fiorenzo vita solitaria in Nursina provincia, Eutizio fu eletto abate di un monastero in Val Castoriana, celebre nel Medio Evo, che resse per molti anni e che da lui prese il nome, pur non essendone stato egli il fondatore.
Il Rivera ritiene, seguendo altri, che la venuta di Eutizio in Val Castoriana e la costruzione del monastero, risalgano ai primi tempi dell'invasione ostrogota, cioè dopo il 487.
Quando Eutizio divenne abate, Fiorenzo rimase solo e, soffrendone, pregò il Signore di mandargli un compagno.
Appena uscito dall'oratorio trovò un orso, al quale diede l'incarico di portargli al pascolo quattro o cinque capre, lavoro che l'animale compiva con cura.
Ma quattro monaci di Eutizio, invidiosi dei miracoli di Fiorenzo, uccisero l'orso, causandogli vivo dolore.
Eutizio si recò a consolarlo, ma Fiorenzo, inconsolabile, chiese al Signore una severa punizione dei colpevoli.
Questi, colpiti da misteriosa malattia, miseramente morirono.
Alla morte di Eutizio, Fiorenzo si portò probabilmente a Foligno, dove morì verso il 540, e dove è commemorato il 1° giugno.
A Norcia la sua festa è il 27 giugno. Il Martirologio di Farfa, del sec. XI, al 23 maggio ricorda "Natale S. Euticii confessoris". Ambedue sono iscritti nel Martirologio Romano al 23 maggio, mentre Pietro De Natalibus, recenti martirologi e i primi revisori del Romano, ne avevano fissato erroneamente l'anniversario al 20 dicembre.
(Autore: Filippo Caraffa – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Fiorenzo, pregate per noi.


*Beato Garcia de Cardenas - Mercedario (23 maggio)
Missionario mercedario di grandi virtù, il Beato Garcia de Card[nas, aveva una particolare grazia nella predicazione, e soprattutto per la conversione degli indios.
Si portò fino agli estremi confini della terra, fu difensore della fede cattolica e pieno di santità e opere buone si addormentò in una santa vecchiaia.
L’Ordine lo festeggia il 23 maggio.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Garcia de Cardenas, pregate per noi.


*San Giovanni Battista de' Rossi - Sacerdote (23 maggio)
Voltaggio, Genova, 22 febbraio 1698 - 23 maggio 1764
Nacque nel 1698 a Voltaggio, in provincia di Genova ma a 13 anni, per motivi di studio, si trasferì a Roma nella casa di uno zio sacerdote, canonico a Santa Maria in Cosmedin. A Roma frequentò il liceo presso i gesuiti del Collegio Romano avviandosi agli ordini sacri.
In quel periodo fu colto dai primi attacchi di epilessia, malattia che lo avrebbe fatto soffrire per tutta la vita. Venne ordinato sacerdote l'8 marzo 1721 e da allora diede ancora più slancio al suo apostolato, avviato in precedenza, tra gli studenti, i poveri e gli emarginati.
Sulla scia di quell'impegno nacque la Pia Unione dei sacerdoti secolari di Santa Galla dal nome di un ospizio maschile da lui diretto.
Giovanni ne volle uno anche per donne e lo dedicò a Luigi Gonzaga santo cui era devotissimo. Eletto canonico di Santa Maria in Cosmedin, venne dispensato dall'obbligo del coro per potersi dedicare con maggiore libertà ai suoi impegni apostolici. Negli ultimi mesi di vita l'epilessia si aggravò costringendolo a un vero e proprio calvario. Morì il 23 maggio 1764. Fu canonizzato da Leone XIII l'8 dicembre 1881. (Avvenire)
Etimologia: Giovanni = il Signore è benefico, dono del Signore, dall'ebraico
Martirologio Romano: A Roma, san Giovanni Battista de Rossi, sacerdote, che accolse i poveri e i più emarginati, insegnando loro la sacra dottrina.  
Non è nato per essere capo: a lui basta ubbidire e lavorare sodo, sia da laico come poi da sacerdote. Giovanni Battista de’ Rossi è uno dei pochi sopravvissuti di una famiglia segnata da troppi lutti: il papà muore prematuramente, e la maggior parte dei fratellini se ne va prima di raggiungere l’adolescenza. È nato nel 1698 a Voltaggio, nell’alessandrino, ma frequenta il genovese per le scuole che una famiglia benestante gli fa frequentare, perché chi lo avvicina
resta incantato dalla sua intelligenza ma soprattutto dalla sua pietà e dalla dolcezza del suo carattere.
Alla morte di papà alcuni sacerdoti, parenti o amici di famiglia, lo accolgono per carità e gli fanno proseguire gli studi e, di trasferimento in trasferimento, togliendo così alla famiglia il peso di una bocca in più da sfamare. arriva fino a Roma. Dove, com’è naturale, si prepara al sacerdozio, assecondando una vocazione che nutre fin da bambino, aiutato anche da un’intelligenza non comune che gli permette di completare in anticipo gli studi per cui è necessario ottenere dal papa la dispensa per l’ordinazione sacerdotale.
Non aspetta però il sacerdozio per buttarsi nell’apostolato: gli oratori romani e i gruppi studenteschi lo vedono protagonista attivo: mai con ruolo dirigenziale, solo e sempre come semplice gregario. E sono proprio i giovani a fargli corona alla prima messa, che celebra all’altare di San Luigi, nella chiesa di Sant’Ignazio, a marzo del 1721. Ormai la sua strada è tracciata: precedenza assoluta ai giovani, alla catechesi, alle fasce più deboli della Roma del suo tempo, ai malati che visita a domicilio per portare conforto cristiano e sostegno materiale.
Un occhio di riguardo lo vuole avere anche per i confratelli sacerdoti, per i quali fonda la Pia Unione dei Sacerdoti Secolari: sostegno, arricchimento spirituale, aggiornamento culturale per un clero che a metà Settecento non brillava per cultura e preparazione teologica. Il resto della sua vita lo trascorre in confessionale: chiede ed ottiene la facoltà di confessare solo a 40 anni, ma da quel momento sarà questo il suo apostolato specifico, che porta i romani ad assediarlo nel confessionale per lunghissime ore ogni giorno ed a renderlo ricercatissimo per la direzione spirituale.
C’è chi si domanda come faccia a reggere ad un così intenso ritmo di lavoro apostolico per le strade del quartiere del Campidoglio, sui pulpiti, nei confessionali, nei tuguri della povera gente, al letto degli ammalati.
Tanto più che lui stesso non è la salute fatta persona, soggetto com’è a frequenti crisi epilettiche e tormentato da una fastidiosa malattia agli occhi: la sua vita vorticosa e la sua inarrestabile carità rappresentano il trionfo della volontà sulla fragilità fisica, dell’impegno apostolico sui limiti imposti dalla malattia.
Nato da famiglia umile e povera, tale sceglie di restare fino alla morte, che sopraggiunge il 23 maggio 1764, ad appena 66 anni. Beatificato da Pio IX nel 1860, sarà proclamato santo da Leone XIII nel 1881.
(Autore: Gianpiero Pettiti - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Giovanni Battista de' Rossi, pregate per noi.


*Beato Giulio da Porto - Mercedario (23 maggio)

Insigne religioso mercedario, il Beato Giulio da Porto, compì una redenzione nella città di Granada (Spagna) dove liberò 100 schiavi dalla prigionia dei mussulmani.
Santamente morì nella pace dei giusti.
L’Ordine lo festeggia il 23 maggio.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
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*Beati Giuseppe Kurzawa e Vincenzo Matuszewski - Sacerdoti e Martiri (23 maggio)
Scheda del Gruppo cui appartiene:
“Beati 108 Martiri Polacchi”

+ Witowo, Polonia, 23 maggio 1940
I sacerdoti diocesani polacchi Jozef Kurzawa, nato a Swierczyn il 6 gennaio 1910, e Wincenty Matuszewski, nato a Chruscienska Wola il 3 marzo 1869, condivisero il martirio nei pressi di Witowo il 23 maggio 1940.
Furono beatificati da Giovanni Paolo II a Varsavia (Polonia) il 13 giugno 1999 con altri 106 martiri polacchi.
Martirologio Romano:
Nella cittadina di Witowo in Polonia, Beati Giuseppe Kurzawa e Vincenzo Matuszewski, sacerdoti e martiri, che, durante l’occupazione della patria da parte di una potenza straniera, furono uccisi dai persecutori della Chiesa.
(Fonte:
Enciclopedia dei Santi)

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*San Guiberto di Gembloux - Monaco (23 maggio)
m. 962
Martirologio Romano:
Presso Gemboux nel territorio di Liegi in Lotaringia, nell’odierno Belgio, deposizione di San Guiberto, monaco, che, abbandonata la vita militare e abbracciata la disciplina della vita monastica, costruì un cenobio su un fondo di sua proprietà, ritirandosi poi nel monastero di Gorze in Lotaringia.
Le fonti, assai numerose, relative a San Guiberto, sono piuttosto tardive; segnaliamo una
Laudario, dovuta a Erluino, abate di Gembloux (MGH, Script., Vili, pp. 15-16), una Elevatio (1106; ibid., pp. 516-18), dei Miracula (ibid., pp. 518-23) e soprattutto una Vita, scritta da Sigeberto di Gembloux (senza dubbio tra il 1071 e il 1075: ibid., pp. 507-16), che, accanto a qualche raro dato tolto dalla tradizione orale in vigore nell'abbazia, forniscono soprattutto delle varianti di stile su considerazioni ascetiche, intramezzate da numerose citazioni della Sacra Scrittura.
Nato senza dubbio alla fine del sec. IX da una famiglia della regione di Namur, Guiberto avrebbe prima esercitato il mestiere delle armi, decidendosi poi a rinunziare ai beni terreni; verso il 936 donò la sua terra di Gembloux a Dio per costruirvi un monastero, che affidò ai monaci dell'abbazia di Gorze.
Lasciata la carica di abate ad Erluino, si ritirò a Gorze dove morì, dopo aver promesso - si afferma a Gembloux - che il suo corpo sarebbe appartenuto a questa abbazia.
Elevate nel 1110, le sue reliquie furono messe in una cassa dall'abate Ancardo nel 1550 e se ne fecero ricognizioni nel 1623 e 1871.
Festa il 23 maggio.
(Autore: Albert D'Haenens – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
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*Sant'Ilarione Jugskie - Monaco russo (23 maggio)
Santi Doroteo e Ilarione Jugskie
Nella festa liturgica della Chiesa russa dedicata a tutti i Santi di Rostov e Jaroslavl’ il 23 maggio, questi due Santi monaci sono accomunati, ma in realtà essi sono i fondatori di due diversi monasteri.
Doroteo era monaco del monastero delle Grotte a Pskov, secondo la tradizione, quando nel 1615 gli svedesi minacciarono l’invasione della regione, ebbe in sogno la Madre di Dio che l’invitò a portare in salvo l’icona della Odighitrìa.
Con l’assenso e la benedizione dell’egumeno (abate) egli partì e portando con sé l’icona si avviò verso la sua regione natale; giunto alla confluenza dei due rami del fiume Jug, il monaco si fermò per riposare e appese l’icona al rami di un pino.
Pronto a ripartire, cercò di staccare l’icona dal ramo, ma per quanto si adoperasse questo non gli riuscì, allora comprese la volontà di Dio e si fermò in quel luogo vivendo da eremita e morendovi nel 1622.
Alcuni anni dopo fu costruito l’eremo di Jugskoj nella cui cappella fu deposto il corpo del Santo monaco e la sua icona miracolosa.
L’eremo è stato sempre aperto fino all’inizio del Novecento.
Di Ilarione si sa solamente che diede origine al monastero della Dormizione della Madre di Dio presso il fiume Moca, vicino alla città di Povolzsk.
L’eremo esisteva già nel 1613; nel 1655 venne messo alle dipendenze del monastero Savvino-Storozevskij e infine soppresso nel 1708.
Ilarione è raffigurato come un anziano con capelli castani e barba e abiti monastici, mentre Doroteo ha un’iconografia più ampia collegata all’icona della Santa Madre di Dio appesa all’albero e lui inginocchiato davanti.
(Autore: Antonio Borrelli – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Sant'Ilarione Jugskie, pregate per noi.


*Santi Lucio, Montano e Compagni - Martiri (23 maggio)
m. 259
Martirologio Romano:
A Cartagine, nell’odierna Tunisia, Santi Lucio, Montano, Giuliano, Vittorìco, Vittore e Donaziano, martiri, che, per la religione e la fede che avevano appreso dall’insegnamento di San Cipriano, affrontarono il martirio sotto l’imperatore Valeriano.
San Montano, Martire
Discepolo di Cipriano, subì il martirio a Cartagine nel 259 sotto l’impero di Valentiniano.
Dopo che a Cartagine aveva avuto luogo una sedizione popolare, l’autorità civile mise in atto un’azione repressiva nei confronti dei cristiani.
Montano venne arrestato per ordine del governatore, e insieme a Lucio, Flaviano, Giuliano, Vittorico, Primolo, Iteno e Donaziano, fu portato in carcere e lasciato là alcuni mesi a soffrire la fame e la sete.
Quindi venne condotto davanti al giudice per essere interrogato, e continuò coraggiosamente a professare la sua fede in Cristo, fino a quando subì l’estremo supplizio.

Mentre, si avviava a incontrare il suo carnefice sotto gli occhi del popolo incuriosito, mostrava un aspetto gioioso e invitava tutti alla carità e all’unità.
Montano con i suoi compagni è protagonista di una passione, ovvero la “Passio SS. Montani et Luci” (cfr. BHL 6009) ed è menzionato in vari calendari antichi.
La “Passio SS. Montani et Luci”, il “Calendarium Carthaginensis” e il “Martyrologium hieronymianum” pongono al 23 maggio il supplizio di Montano e Lucio e al 25 maggio il supplizio di Flaviano.
Viceversa il “Martyrologium Romanum”, probabilmente sbagliando, assegna la festa di Montano e di tutti i suoi compagni al 24 febbraio.
Il culto di Montano nella zona di Tebessa è attestato da un’iscrizione, non anteriore al VI secolo, appartenente all’altare della basilica di Henchir-el-Beguer.
(Autore: Paola Marone – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Santi Lucio, Montano e Compagni, pregate per noi.


*Santi Martiri di Cappadocia (23 maggio)
m. 303
Martirologio Romano:
Commemorazione dei Santi martiri, che in Cappadocia, durante la persecuzione dell’imperatore Massimiano, morirono con le gambe spezzate.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Santi Martiri di Cappadocia, pregate per noi.


*Santi Martiri di Mesopotamia (23 maggio)
m. 303
Martirologio Romano:
Commemorazione dei Santi martiri, che in Mesopotamia, nello stesso periodo, appesi per i piedi e con il capo rivolto in giù, furono soffocati dal fumo e arsi vivi.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Santi Martiri di Mesopotamia, pregate per noi.


*San Michele di Sinnada - Vescovo (23 maggio)
m. 826
Martirologio Romano:
A Sínnada in Frigia, oggi in Turchia, San Michele, vescovo, che, uomo di pace, favorì la concordia tra Greci e Latini; relegato poi in esilio per il culto delle sacre immagini, morì lontano dalla patria.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Michele di Sinnada, pregate per noi.


*Sant'Onorato di Subiaco – Abate (23 maggio)
sec. VI ex.
Martirologio Romano:
Presso Subiaco nel Lazio, commemorazione di Sant’Onorato, abate, che fu a capo della comunità che era stata in precedenza di San Benedetto.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Sant'Onorato di Subiaco, pregate per noi.


*San Ponzio di Condat - Monaco (23 maggio)
La vita di Ponzio ci è sconosciuta e la storia delle sue reliquie presenta ancora molti problemi. Un fatto è certo però: un santo personaggio di nome Ponzio è venerato da lungo tempo con culto pubblico sia nelle diocesi di Besancon e St-Claude, sia in Svizzera sulle rive del lago di Joux.
Questo personaggio, monaco dell'abbazia di Condat, aveva avuto il permesso, come anche altri, di stabilirsi in un eremitaggio. Comunque siano andate le cose, il suo ricordo è rimasto nelle montagne del Giura, dove le sue reliquie sono state oggetto di venerazione in parecchie chiese, specialmente al priorato di St-Point.
Da circa un secolo è stata scoperta nella chiesa di Lains (Giura) una lapide che reca l'iscrizione, in caratteri del sec. XVI: «S. Poncivs», e il busto di un monaco la cui testa è circondata da un'aureola.
Sotto la lapide è venuta alla luce una tomba di gesso contenente dei resti ossei; il personaggio cui appartengono le ossa non è stato identificato con certezza, ed il rapporto tra questo e il monaco di Condat non è stato ancora chiarito.
Hanno per patrono Ponzio, monaco di Condat, oltre la parrocchia di Lains, che ha fatto eseguire una vetrata in suo onore, una parrocchia nella diocesi di Besançon ed una nella diocesi di St-Claude.
La sua festa è il 23 o il 31 maggio. Attualmente il suo nome è Point, ma viene chiamato anche Ponce o Poncet.
(Autore: Claude Boillon – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Ponzio di Condat, pregate per noi.


*Beato Raimondo Folch - Vescovo (23 maggio)
Figlio di Don Giovanni Folch, primo duca di Cardona (Spagna), il Beato Raimondo era destinato alla corte ma quando fu sul punto di essere presentato al Re, il giovane Raimondo si gettò ai piedi del padre supplicandolo di poter entrare nell’Ordine Mercedario.
Avuto il consenso del padre, prese l’abito nel convento di Barcellona dove esercitò la via spirituale con umiltà e santità tanto che i reali di Castiglia Ferdinando ed Isabella lo vollero a corte per servirsi dei suoi consigli.
Proclamato vescovo di Cuenca vi rinunciò per la sua grande umiltà finché santamente spirò nel convento di Saragozza fra le braccia dei suoi religiosi ed al suo funerale partecipò tutta la corte.
L’Ordine lo festeggia il 23 maggio.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Raimondo Folch, pregate per noi.


*Festa dei Santi di Rostov-Jaroslavl' - Chiese Orientali (23 maggio)
È stata istituita nel 1964 con il consenso del patriarca di Mosca, Alessio II e del santo sinodo.
I Santi dei quali si fa memoria sono:
il vescovo martire Leonzio di Rostov; i monaci Adriano di Posechon'e, Daniele Grechozaruckij e 30 monaci e 200 fedeli di Uglic martiri insieme con lui; Anastasia di Uglic e 35 monache martiri insieme con lei; i monaci martiri Antonino Pokrovskij, Gerasimo, Eutimio, Barsonufio, Macario, Matteo, Bassiano, Gurio, Giobbe, Ilarione, Giobbe, Acacio, Onofrio, Giuseppe, Geronzio, Leonzio, Ticone, Filarete, Gelasio, Giuseppe, Bassiano, Cristoforo, Serapione, Germano, Marcello, Niceta,
Arsenio, Teodosio, Giona, Giuda, Simeone, Michele, Giovanni, Macario, Marnante, Gregorio, Niceforo, Harione, Atanasio, Polieuto, Cosma e 1000 fedeli di Uglic martiri insieme con lui, Basilio Manga-zejskij; i vescovi Teodoro di Rostov, Isaia di Rostov, Simone di Rostov, Luca di Rostov, Cirillo di Rostov, Ignazio di Rostov, Procoro (nello schima Trifone) di Rostov, Antonio di Rostov, un altro Cirillo di Rostov, Giacobbe di Rostov, un altro Teodoro di Rostov, Stefano di Perni', Gregorio il Saggio di Rostov, Dionisio di Rostov, Efrem di Rostov, Trifone di Rostov, Bassiano I di Rostov, Bassiano II di Rostov, Alessandro di Perejaslavl', Demetrio di Rostov; i monaci Abramo di Rostov, Niceta lo Stilita di Perejaslavl', Abramo di Ja-roslavT, Pietro Ordynski), Silvestro di Obnora, Sergio di Radonez, Cirillo e Maria di Radonez, Stefano di Mosca, Onestino il Portinaio ed Eliseo il Diacono di Radonez, Teodoro e Paolo di Rostov, Epifanio il Saggio, Barlamio Ulejmnskij, Sebastiano di Posechon'e, Paisio di Uglic, Adriano di Uglic, Bogolep di Uglic, Cassiano di Uglic, Bassiano di Uglic, Ignazio Priluckij, Daniele di Perejaslavl', Leonida di Posechon'e, Cipriano Tropskij, Gerasimo Boldinskij, Gennadio di Kostroma e di Ljubimograd, Ignazio di Lorna, Isacco di Lorna, Irinarco il Recluso di Rostov, Doroteo Jug-skij, Ilarione Jugskij, Nicodemo Kozeozerskij, Dionisio di Perejaslavl', Gioacchino di Sartoma, Cornelio di Perejaslavl', Cirillo Borissoglebskij, Pimen di Rostov; i pii principi Basilio di Rostov, Basilio e Costantino di Jaroslavl', Alessandro Nevskij, Gleb di Rostov, Romano di Uglic, Teodoro di Smolensk e i suoi figli Davide e Costantino, Basilio di Jaroslavl', Andrea di Smolensk, Andrea di Uglic, Demetrio di Uglic, Demetrio zarevic di Uglic e di Mosca; i «giusti» Tecla, Giovanni il Fanciullo di Uglic; i «folli per Cristo» Isidoro di Rostov, Sergio di Perejaslavl', Giovanni il Capelluto di Rostov, Giovanni di Mosca, Stefano di Rostov, Elia di Danilovo, Atanasio di Rostov, Onofrio di Romanov.
La festa ricorre il 23 maggio.
(Autore: Il'ja Basin – Fonte: Bibliotheca Sanctorum Orientalium)
Giaculatoria - Festa dei Santi di Rostov-Jaroslavl', pregate per noi.


*San Siagrio di Nizza - Vescovo (23 maggio)

† 787

Martirologio Romano: A Nizza in Provenza, in Francia, San Siagrio, Vescovo, che costruì un monastero presso il sepolcro di San Ponzio.
San Siagrio o Syagrius, è stato un vescovo di Nizza. Nella cronotassi della diocesi, l’ultimo vescovo che lo precede e che conosciamo è Abramo, menzionato nel 614. Ma, tra Abramo e Siagrio non sappiamo quali altri vescovi, governarono la diocesi. Dopo di lui, invece è menzionato nel 788, un certo Giovanni.
San Siagrio resse la diocesi, per dieci anni, dal 777 al 787.
La tradizione ci tramanda che fondò un monastero presso il sepolcro di San Ponzio.
Nel testo di Jacqueline Bouette de Blémur, del 1727, "Anno benedettino, ovvero Vite de’ Santi dell’ordine di San benedetto" lo si indica come nobile di nascita.
Nipote di Carlo Magno, si fregiava del titolo di conte di Briè.
Seguì Carlo Magno nelle sue battaglie. E seguendo l’imperatore in Provenza, a Comez, il giovane Siagrio entrò in chiesa dove erano custodite le reliquie di San Ponzio martire. In quel momento senti il desiderio di lasciare il mondo.
Decise di farsi religioso e di fondare un monastero. La conversione di Siagrio edificò tutta la corte.
Dopo alcuni anni, dal monastero venne "cavato" per diventare vescovo di Nizza.
San Siagrio è ricordato come uomo di virtù tra cui primeggiava l’umiltà.
Sempre nel testo settecentesco si dice che il vescovo aveva il dono dei miracoli. Scacciava i demoni dagli ossessi e guariva gli infermi che ricorrevano alla sua carità.  
Inoltre in quel testo si riporta, che alla presenza del suo Popolo, risuscitò un fanciullo morto per una caduta.
E che, il bambino miracolato, quando si alzò gridò al Cielo: "benedetto sia quegli, che viene nel nome del Signore".
Il culto per Siagrio di Nizza non si è mai diffuso.
In Italia c’è l’unica chiesa al mondo a Lui dedicata, vicino a Buggio in Provincia di Imperia.
Tale chiesa è stata edificata nel VII Secolo per ricordare una tradizione, che non ha alcun fondamento storico, che narra come San Siagrio si sia recato in quel luogo ad impartire alcune cresime.
La sua festa nel martirologio benedettino è stata fissata nel giorno 23 maggio.
(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)

Giaculatoria - San Siagrio di Nizza, pregate per noi.


*Santo Spes (23 maggio)
m. 517 circa
Martirologio Romano:
Sempre a Norcia, San Spes, abate, che per quarant’anni sopportò la cecità con mirabile pazienza.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Santo Spes, pregate per noi.

 
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