Santi del 26 Marzo - Istituto Aveta

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Santi del 26 Marzo

Il mio Santo > I Santi di Marzo

*Santi Baronto (Baronzio) e Desiderio - Eremiti a Pistoia (26 marzo)

sec. VII

Martirologio Romano: Presso Montalbano in Toscana, Santi Baronzio e Desiderio, eremiti.
Il Baronio introdusse al 25 marzo, nel Martirologio Romano, la celebrazione di Baronto e Desiderio, fondandosi su Atti della Chiesa di Pistoia. In questo testo, redatto da un monaco italiano tra il sec. XI e il XII e pubblicato dai Bollandisti, Baronto è identificato con l'omonimo monaco di Longoreto, che, dopo aver compiuto la penitenza impostagli da San Pietro e aver visitato le tombe degli apostoli, avrebbe deciso di abbracciare la vita eremitica, fissandosi sul monte Albano, presso Pistoia.
Questo racconto, accettato per molto tempo senza critica alcuna, è però ben poco attendibile, dal momento che, nella tradizione di Baronto di Longoreto, non si accenna affatto a un viaggio in Italia del santo.
E' sembrato quindi giusto e opportuno scindere le due figure e le loro vicende, indubbiamente confuse. La fama di santità di un eremita, di nome Baronto, e stabilitosi sul monte Albano nel corso del sec. VII, indusse cinque giovani a unirsi a lui nelle penitenze, e tra essi si distinse per fervore religioso Desiderio.
Morto alla fine del sec. VII, Baronto fu sepolto nell'oratorio, che aveva costruito presso la sua cella, e, sulla sua tomba che il popolo non aveva mai cessato di venerare, Restaldo, vescovo di Pistoia (1012-1023), fece erigere un monastero benedettino a lui dedicato.
Il monastero di San Baronto, in cui erano state trasferite le reliquie di Baronto assieme a quelle di Desiderio e degli altri eremiti, presso cui nel 1107 era sorto un ospedale, nel sec. XV fu dato in commenda e nel 1577 fu unito alla abbazia di Santa Maria di Firenze della Congregazione cassinese.

(Autore: Pietro Burchi – Fonte: Enciclopedia dei Santi)

Giaculatoria - Santi Baronzio e Desiderio, pregate per noi.


*San Bercario - Abate (26 marzo)

m. 685  
Martirologio Romano:
Nel monastero di Montier-en-Der nella Champagne in Francia, San Bercario, primo abate di Hautvillers e di questo luogo, che, violentemente colpito con il pugnale da un cattivo monaco il Giovedì Santo, passò al cielo nel giorno della Risurrezione.
Nato in Aquitania verso il 620, figlioccio di san Nivardo, Bercario (Bercherio), avuta una prima formazione alla scuola di San Remaclo, abbracciò la vita monastica sotto la regola di San Colombano, nell'abbazia di Luxeuil, al tempo dell'abate san Valberto.
Nivardo, divenuto vescovo di Reims, gli affidò la fondazione di Hautvillers (Marna), di cui Bercario fu il primo abate e dove elaborò una regola che era una sintesi delle regole di san Colombano e di San Benedetto. Vi eresse
degli edifici claustrali e due chiese, dedicate rispettivamente all'apostolo Pietro e alla Vergine Maria.
Poco dopo il 673 egli fondò nella regione del Der un monastero di vergini, che popolò di schiave riscattate (Puellemontier, Alta Marna), e poi, poco lontano, eresse un'abbazia di uomini (Montier-en-Der), di cui si pose alla testa, abbandonando la direzione di Hautvillers, e che divenne rapidamente celebre e prosperosa. È possibile che Bercario donasse ad essa i beni di famiglia, che possedeva a sud della Loira.
Dedicò la chiesa abbaziale ai santi apostoli Pietro e Paolo e fece i pellegrinaggi a Roma e in Terrasanta, da cui portò preziose reliquie. Da Roma portò fra l'altro il famoso dittico in avorio, di cui una tavoletta è presentemente conservata a Parigi (Museo di Cluny) e l'altra a Londra (Museo di South Kensington).
Un monaco, Daguino, che pure era stato suo figlioccio, messo fuori da Bercario per una punizione che gli era stata inflitta, pugnalò l'abate il giovedì santo di un anno che non può essere che il 685 o, più probabilmente ancora, il 696. L'abate perdonò magnanimamente il suo feritore e morì tre giorni dopo, la mattina di Pasqua.
Fu considerato martire e onorato con questo titolo non solo nella sua abbazia, ma anche nelle diocesi di Troyes, Reims, Châlons-sur-Marne e Langres.
Dinanzi alla minaccia delle invasioni normanne del sec. IX, i monaci trasportarono le reliquie di
Bercario in Borgogna, ma le riportarono poi a Der nel 924.
Intanto, una parte cospicua del capo di Bercario era conservata nell'antica chiesa collegiale di Châteauvillain (Alta Marna), che era dedicata all'abate martire: questa reliquia purtroppo disparve, come la stessa chiesa, durante la Rivoluzione francese.
La festa di Bercario si celebra il 27 marzo (depositio) e il 14 o 16 ottobre (translatio).
Quest'ultima data è oggi quella del Martirologio Romano e dei Propri di Langres, Châlons e Troyes. Reims ha fissato la festa al 13 marzo.
In piena campagna, non lontano da Montier-en-Der, si trova un'antichissima cappella dedicata a Bercario.
In un Messale (ms. dell'abbazia) datato del sec. XIV e attualmente a Parigi (Bibl. Mazarine, ms. 740), alcune miniature rappresentano episodi della storia del Santo.

(Autore: Jean Charles Didier - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
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*San Castulo - Martire (26 marzo)

Martirologio Romano: A Roma sulla via Labicana, San Cástolo, Martire.
Nel Martirologio Geronimiano Castulo è commemorato il 12 gennaio, insieme con Zotico, e il 26 marzo da solo. Secondo una nota marginale aggiunta all'itinerario De locis sanctis martyrum, il suo corpo giaceva sepolto in profondità, assieme a quello del vescovo Stratonico, in un cimitero della via Prenestina, presso l'acquedotto di Claudio. La Silloge di Tours, inoltre, conserva una iscrizione votiva in suo onore.
Nonostante queste indicazioni agiografiche e topografiche che documentano l'indubbia esistenza del martire Castulo, poche e di scarso valore storico sono le notizie che si hanno su di lui: esse sono contenute nella passio di san Sebastiano, secondo la quale Castulo, cubiculario di Diocleziano, nascondeva molti cristiani nel palazzo imperiale del Palatino.
Tradito dall'apostata Torquato, Castulo fu arrestato e, dopo aver sopportato coraggiosamente le torture, fu gettato in una fossa e sepolto sotto una massa di rena.
Da queste generiche affermazioni, si può ricavare che già nei tempi antichi ben poco di sicuro si conosceva sul martire.
Il cimitero di Castulo, scoperto nel 1672 tra le vie Prenestina e Labicana, nei pressi di Porta Maggiore, fu spogliato del materiale che, a detta del Fabretti, conteneva in gran copia.
Nuovi danni furono operati nel 1864, durante la costruzione della ferrovia Roma-Civitavecchia; il bombardamento dell'aprile 1943, infine, rimise in luce alcune gallerie, che, però, erano in pessime condizioni essendo state già devastate.

(Autore: Agostino Amore – Fonte: Enciclopedia dei Santi)

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*Santi Emanuele, Quadrato e Teodosio - Martiri in Anatolia (26 marzo)
Anatolia, III secolo?
Emblema:
Palma
Martirologio Romano: In Anatolia, nell’odierna Turchia, santi Emanuele, Sabino, Codrato e Teodosio, martiri.
Questo gruppo di martiri, riportato nel ‘Martirologio Romano’ al 26 marzo, subì il martirio in Anatolia; ma di essi  se ne parlava già nei Sinassari bizantini, chiamandoli genericamente come "orientali" e raggruppati nel seguente ordine: Manuele (Emmanuel nel Martirologio Romano) Codrato (diventato Quadrato sempre nel Martirologio Romano) e Teodosio.

Uno dei Sinassari narra, che spinti dall’esempio e dal coraggio dei cristiani, al cui martirio avevano dovuto assistere, si presentarono spontaneamente al governatore della loro provincia, dichiarandosi cristiani.
Vennero così arrestati e messi in prigione e giacché la morte, a quei tempi era una pena troppo lieve, furono prima torturati e alla fine decapitati.
Un altro Menologio, che fra l’altro li commemora distintamente, racconta che Quadrato (Codrato) era vescovo di una sede imprecisata e in un tempo non identificato; fu scacciato dai pagani e minacciato di morte se avesse continuato il suo ministero; il vescovo non li ascoltò e continuò come prima ad esercitare il suo apostolato, visitando e battezzando i prigionieri.
Quando fu scoperto dai persecutori fu arrestato, torturato e decapitato; Manuele e Teodosio non tollerarono tale violenza e pur sapendo di andare incontro a sicura morte, si schierarono con il loro vescovo e si presentarono al governatore per difenderlo, professandosi cristiani e come già detto, subirono anch’essi il martirio, presumibilmente nel  III secolo.
Emanuele deriva dall’ebraico Immanuel e significa “Dio con noi”; è anche il nome con cui il profeta Isaia chiama il futuro Messia e per questo fu usato come appellativo di Gesù.
Molto diffuso in Italia sia nel maschile che nel femminile, come anche nelle forme abbreviate di Manuele e Manuela e nelle versioni spagnole di Manuel, Manolo.
Inserito spesso nei nomi composti della tradizione di Casa Savoia: Emanuele Filiberto, Vittorio Emanuele, Carlo Emanuele, ecc.
(Autore: Antonio Borrelli - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
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*Sant'Eutichio di Alessandria - Martire (26 marzo)
† 356

Martirologio Romano: Commemorazione della passione di sant’Eutichio, suddiacono di Alessandria, che, al tempo dell’imperatore Costanzo, sotto il vescovo ariano Giorgio fu ucciso per la sua fede cattolica.
Fu martirizzato in questa città al tempo dell’imperatore Costanzo, nella Quaresima del 356, quando Giorgio, vescovo ariano, usurpatore della sede alessandrina, coadiuvato da soldati, fece scoppiare la persecuzione contro i cattolici.
San Atanasio nell'Apologia de fuga sua e nella Historia arianorum ad monachos narra come, dopo la settimana di Pasqua fino all’ottava di Pentecoste, per opera degli ariani, furono imprigionate vergini, incatenati vescovi, spogliate le case delle vedove e degli orfani, rapiti di notte i cattolici.
Fra costoro gli ariani rapirono anche Eutichio, suddiacono, che prestava ottimo servizio alla Chiesa di Alessandria, e con scudisci fatti di pelle taurina lo flagellarono tanto aspramente da ridurlo moribondo; né permisero che si curassero le sue ferite, cosicché quando lo condannarono ad metalla (esattamente, alle orribili miniere di Phoeno), il martire non vi poté giungere, perché, straziato dal dolore delle ferite, morì lungo la strada.
Atanasio, con stile che rivela il testimone immediato e inorridito, narra molte altre infamie e atrocità commesse dagli ariani specialmente per istigazione di Giorgio, che lo aveva indebitamente sostituito come patriarca e che fu poi massacrato dalla folla.
Eutichio è menzionato al 26 marzo nel Martirologio Romano: fu il Baronio a inserirvelo e ad assegnargli tale data, mutuandone la notizia dalla passio di Atanasio, ma forse confondendolo con l’omonimo vescovo ricordato nei sinassari greci appunto al 27 o 28 marzo.
Il Baronio ricorda anche altri martiri di questa furiosa e barbara persecuzione, collocandoli (per congettura) al 21 maggio.
(Autore: Pietro Bertocchi – Fonte: Enciclopedia dei Santi)

Giaculatoria - Sant'Eutichio di Alessandria, pregate per noi.  

 

*San Ludgero di Munster - Vescovo (26 marzo)
Frisia, c. 745 - 26 marzo 809
Nato verso il 745 in Frisia è legato all'evangelizzazione della Germania transrenana, come discepolo di Gregorio e di Alcuino di York. Dopo l'ordinazione sacerdotale, ricevuta a Colonia nel 777, si dedicò alla evangelizzazione della regione pagana della Frisia.
Nel 776, durante la prima spedizione in questa zona, Carlo Magno impose il battesimo a tutti i guerrieri vinti; ma la rivolta di Widukindo fu accompagnata da un'apostasia generale. Ludgero fuggì e raggiunse Montecassino.
La rivolta di Widukindo venne domata nel 784. Lo stesso Carlo Magno andò a incontrare Ludgero a Montecassino e lo rimandò in patria, incaricandolo di riprendere la missione nella Frisia. Prese il posto dell'abate Bernardo nel territorio della Sassonia. Nel 795 Ludgero vi eresse il monastero, attorno al quale sorse l'attuale città di Munster.
Il territorio apparteneva alla circoscrizione ecclesiastica di Colonia, poiché Ludgero accettò soltanto nell'804 di essere consacrato vescovo della nuova diocesi.
A lui si deve anche la fondazione del monastero benedettino di Werden, dove è sepolto. Morì nell'anno 809. (Avvenire)
Emblema: Bastone pastorale
Martirologio Romano: Nel monastero di Werden nella Sassonia, in Germania, transito di San Liudgero, vescovo, che, istruito da Alcuino, predicò il Vangelo nelle terre di Olanda, Danimarca e Sassonia, costituì la sede episcopale di Münster e fondò molti monasteri, veri centri di propagazione della fede.
La storia di S. Ludgero, primo vescovo di Munster, nato verso il 745 in Frisia, da nobile famiglia, è legata a un fatto nuovo nel mondo cristiano: in quell'epoca il cristianesimo valicò le frontiere dell'impero romano, con  l'evangelizzazione della Germania transrenana.
In quest'opera missionaria, che raggiunse il massimo sviluppo con San Bonifacio, troviamo impegnato San Ludgero, discepolo di San
Gregorio e di Alcuino di York. Dopo l'ordinazione sacerdotale, ricevuta a Colonia nel 777, Ludgero si dedicò alla evangelizzazione della regione pagana della Frisia, dove S. Bonifacio aveva subito il martirio.
I metodi usati dall'imperatore Carlo Magno per assoggettare questa zona e cristianizzarla erano ben poco in sintonia con lo spirito del vangelo. Nel 776, durante la prima spedizione, il monarca impose il battesimo a tutti i guerrieri vinti; ma la rivolta di Widukindo fu accompagnata da un'apostasia generale. Ludgero dovette fuggire, e dopo aver sostato a Roma raggiunse Montecassino, dove vestì l'abito monacale senza tuttavia emettere i voti.
La rivolta di Widukindo venne domata nel 784 e la repressione fu pesante.
Il rifiuto del battesimo e la rottura del digiuno quaresimale erano passibili di morte; ma questo regime di terrore, contro il quale si levò la condanna del grande maestro Alcuino, rendeva odioso lo stesso cristianesimo, che tuttavia attecchì e fiorì rigogliosamente, grazie ad autentici banditori del vangelo, come San Ludgero, che lo stesso Carlo Magno andò ad incontrare a Montecassino e rimandò in patria, incaricandolo di riprendere la missione nella Frisia. Poco dopo, per premiarlo del suo zelo, gli offrì il vescovado vacante di Treviri, ma il santo rifiutò. Non si sottrasse invece al suo compito di missionario, accettando di prendere il posto dell'abate Bernardo nel territorio della Sassonia.
Nel 795 Ludgero vi eresse il monastero, attorno al quale sorse l'attuale città di Munster (in tedesco Munster vuol dire monastero).
Il territorio apparteneva alla circoscrizione ecclesiastica di Colonia, poiché Ludgero accettò soltanto nell'804 di essere consacrato vescovo della nuova diocesi.  
Prima di questa data l'infaticabile missionario non aveva fissa dimora. Costruì chiese e scuole e fondò nuove parrocchie che poi affidò ai sacerdoti che egli stesso aveva formato nella sua scuola presso la cattedrale di Mimigernaeford.  
A lui si deve anche la fondazione del monastero benedettino di Werden dove ebbe poi sepoltura. Morì il 26 marzo 809 e fu venerato subito come Santo.
La sua tomba a Werden è mèta di pellegrinaggi.
(Autore: Piero Bargellini - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
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*Beata Maddalena Caterina Morano (26 marzo)

Chieri, Torino, 15 novembre 1847 - Catania, 26 marzo 1908
Destinata nel 1881 alla Sicilia, vi inizia una feconda opera educativa tra le fanciulle e le giovani dei ceti popolari. Volgendo costantemente "uno sguardo alla terra e dieci al Cielo", apre scuole, oratori, convitti, laboratori in ogni parte dell'isola.
Nominata superiora provinciale assume anche l'impegno formativo per le nuove numerose vocazioni, attratte dal suo zelo e dal clima comunitario che si crea intorno a lei. Il suo molteplice apostolato è apprezzato e incoraggiato dai Vescovi, che affidano alla sua evangelica intraprendenza l'intera Opera dei catechismi.
Minata da un'affezione tumorale, il 26 marzo 1908 suor Morano chiude a Catania una vita di piena coerenza, vissuta sempre nell'intento di "non ostacolare mai l'azione della Grazia con cedimenti all'egoismo personale".
Martirologio Romano: A Catania, beata Maddalena Caterina Morano, vergine dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, che si dedicò all’istruzione catechistica, percorrendo in lungo e in largo senza sosta tutta la regione.
Nella grande fioritura di sacerdoti e suore che coronarono sin dai primi tempi la fondazione salesiana di S. Giovanni Bosco, vi fu contemporanea del santo, Maddalena Morano delle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Nacque a Chieri (Torino) il 15 novembre 1847 da modesta famiglia, anche se discendente da nobile casato.
Trasferitasi con la famiglia a Buttigliera d’Asti a otto anni rimase orfana del padre, si mise a lavorare in casa come tessitrice, forse uno dei pochi mestieri a cui potevano dedicarsi le ragazze di allora.
Un parente sacerdote l’avviò allo studio dandole le prime lezioni di grammatica italiana, quando raggiunse i 14 anni, il parroco locale le diede l’incarico di curare l’asilo nonostante la sua giovane età, continuando negli studi prese il diploma magistrale per insegnare nelle scuole elementari.
Intanto in quella provincia andava ad affermarsi la nuova istituzione salesiana fondata dal
dinamico sacerdote Giovanni Bosco, Maddalena che sentiva in sé la vocazione alla vita religiosa, gli chiese consiglio, ma don Bosco la dissuase dal diventare suora di clausura e la indirizzò al suo collaboratore don Giovanni Cagliero il quale la invitò ad entrare nelle Figlie di Maria Ausiliatrice, avendo aderito e fatto il noviziato, il 4 settembre 1879, a 32 anni, emise la professione religiosa.
Per la sua istruzione e abilità educativa emerse subito fra le consorelle, per cui ebbe vari incarichi di responsabilità e poi fu inviata in Sicilia come direttrice ad Alì Marina (Messina) e poi come ispettrice dell’Ispettoria di S. Giuseppe. La sua attività divenne prodigiosa e sorprendente, in 26 anni fondò 19 case, 12 oratori, 6 scuole, 5 asili, 11 laboratori, 4 convitti, 3 scuole di religione, suscitando l’ammirazione di tutti, autorità e gerarchie ecclesiastiche comprese; di lei si diceva: “È una gran donna, è una donna straordinaria”.
Suor Morano aveva una ininterrotta unione con Dio, un desiderio di santità e una volontà d’azione salesiana immensa.
Morì ad Alì Marina il 26 marzo 1908 a 61 anni.
Apostola salesiana della Sicilia è stata beatificata a Catania il 5 novembre 1994 da Papa Giovanni Paolo II.
Nel Martirologio Romano la memoria è il 26 marzo. A livello locale e nella sua Congregazione è celebrata il 15 novembre.
(Autore: Antonio Borrelli - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
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*Santi Montano e Massima – Sposi e Martiri (26 marzo)

Sirmio (Pannonia), † 304 ca.
Martirologio Romano:
A Srijem in Pannonia, nell’odierna Croazia, Santi martiri Montano, sacerdote, e Massima, coniugi, che, per aver professato la propria fede in Cristo Signore, furono precipitati in mare da alcuni infedeli.
Il Martirologio Romano celebra al 26 marzo i Santi coniugi Montano e Massima, martiri di Sirmio in Pannonia (regione storica compresa fra l’Illiria, la Germania, la Dacia, che dal 9 d.C. divenne Provincia romana).
Le notizie riportate nei vari Martirologi (Siriano, di Floro, di Adone, Romano) non sono concordi sulla loro fine, ad ogni modo Montano era un sacerdote, che allora erano anche sposati, e Massima sua moglie, ed entrambi nel corso della persecuzione, indetta in tutto l’impero romano dall’imperatore Diocleziano (243-313), furono gettati  nelle acque di un fiume a Sirmio (odierna Mitrovica) e fatti annegare.
Qualche Martirologio dice solo Montano, altri dicono insiemealla moglie, alcuni dicono che le acque nelle quali affogarono erano del mare. L’anno del martirio era il 304 ca.  
Non si sa altro di questi coniugi, che si affiancano nella storia dei primi secoli della Chiesa, ad altre celebri coppie, come Sant'Aquila e Priscilla, San Severiano e Aquila, Santa Mario e Marta, ecc. delle quali molte martiri.
Montano deriva dal latino ‘Montanus’ e significa ‘montanaro’, con questo nome sono commemorati tre santi martiri al 24 febbraio, 26 marzo e 17 giugno. Massima, forma femminile del latino ‘Maximus’, significa ‘grande’, con questo nome sono celebrate sette sante martiri al 16 maggio, 26 marzo, 8 aprile, 30 luglio, 2 settembre, 1° ottobre, 16 ottobre.
(Autore: Antonio Borrelli - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Santi Montano e Massima, pregate per noi.

 

*San Pietro I di Sebaste - Vescovo (26 marzo)

Martirologio Romano: A Sivas nell’antica Armenia, San Pietro, vescovo, che, fratello minore di San Basilio Magno, fu insigne difensore della retta fede contro l’eresia ariana.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Pietro I di Sebaste, pregate per noi.


*Altri Santi del giorno (26 marzo)
*Sant'Emanuele - Martire
Giaculatoria - Santi tutti, pregate per noi


 
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