Santi del 29 Marzo - Istituto Aveta

Vai ai contenuti

Menu principale:

Santi del 29 Marzo

Il mio Santo > I Santi di Marzo

*Beata Agnese di Chatillon - Monaca (29 marzo)
XVII secolo

Agnese visse nel monastero cistercense di Beaupré attorno al 1600. La sua vita è tutta ispirata alla Gloria di Dio e ad un ideale di alta perfezione.
Si distinse particolarmente per l’amore all’Eucaristia e la meditazione della Passione di Gesù. Fu vista sovente rapita in estasi, specie dopo la comunione.
É ricordata al 29 marzo presso l’Ordine Benedettino e al 28 marzo presso i Cistercensi. Dopo la sua morte si ottennero molti prodigi per sua intercessione.
Etimologia: Agnese = pura, casta, dal greco
Monaca cistercense del monastero di Beaupré attorno al 1600. La sua giornata fu tutta intesa alla meditazione della Passione e ispirata a un ideale di suprema perfezione; ogni sua parola fu volta alla gloria di Dio. Andava spesso in estasi, specie dopo la Comunione. Dopo la sua morte si ebbero rilevanti prodigi.
Nei martirologi cistercensi, in quello di Bucelino, e nell'Auctarium ad Molanum di A. Du Raisse (che contiene un breve estratto dagli atti mss. di Beaupré) è ricordata ii 28 marzo.
Nell'Ordine Benedettino la memoria è al 29 marzo.

(Autore: Alfonso M. Zimmermann – Fonte: Enciclopedia dei Santi)

Tra Beate e Sante, il nome di Agnese compare ben sedici volte negli annali della santità cattolica. L’Agnese di oggi, Agnese di Chatillon, era una monaca cistercense del monastero di Beaupré e visse attorno al 1600.
Sappiamo di lei solo che passava le giornate immersa nella contemplazione della Passione e che, dopo aver ricevuto la comunione, non poche volte fu vista andare in estasi. Dopo la sua morte, sulla sua tomba si verificarono numerosi miracoli.
Le notizie, come si vede, sono scarse ma c’è quanto basta per una riflessione. Una persona normale si chiede: come si fa a passare le giornate immersi nella Passione?
Il sottoscritto, le volte che ci ha provato, non ha retto dieci minuti prima di cedere alle divagazioni mentali. Si deve concludere che solo alcuni sono anime mistiche, gli altri no.
Ma anche la stessa preghiera, pur obbligatoria per il cristiano, solo molto di rado non si riduce alla recitazione di formule. Certo, va già bene così, ma è pur vero che ciò non è allettante per coloro che dalla religione sono lontani.
Temo che il "gusto" per la preghiera sia una grazia che bisogna chiedere. Con insistenza. E, cosa più difficile, con umiltà.
(Scritto da Segreteria Web. Pubblicato in Santi)

Giaculatoria - Beata Agnese di Chatillon, pregate per noi.


*Santi Armogasto, Archinimo e Saturnino - Martiri (29 marzo)

Martirologio Romano: Commemorazione dei Santi Armogasto, Archinímo e Saturnino, martiri, che in Africa, al tempo della persecuzione vandalica, sotto il re ariano Genserico, per aver professato la vera fede patirono molti atroci supplizi e infamità.

Armogaste, Mascula e Satiro, Santi, confessori in Africa.

Nel Martirologio Romano, al 29 marzo, sono riuniti in un'unica celebrazione questi tre santi, perché, pur avendo confessato la fede in epoca e circostanze diverse, l'unico autore che di essi parla, Vittore di Vita, li nomina uno dopo l'altro nella sua Historia persecutionis.
Al tempo della persecuzione ariana di Genserico, probabilmente tra il 457 e il 458, Armogaste, rifiutatosi di abiurare, fu crudelmente seviziato e poi condannato a morte per ordine di Teodorico, figlio del re.
Ma un prete ariano, Giocondo, consigliò di non uccidere Armogaste, per evitare che egli fosse onorato come martire e Teodorico allora lo inviò a lavorare in una cava nella provincia Byzacena e poi, per umiliarlo, lo mandò a custodir vacche presso Cartagine.
Avendogli Dio rivelato l'appressarsi della morte, Armogaste convinse un cristiano, di nome Felice, a seppellirlo ai piedi di un carrubo.
Quando Armogaste morì, nella fossa scavata presso l'albero da lui indicato si trovò un magnifico sarcofago di marmo in cui i suoi resti furono degnamente composti.
Mascula, condannato a sua volta alla decapitazione, dopo vari tormenti, fu risparmiato, come Armogaste, perché non gli si tributasse culto di martire. Anche Satiro, procuratore della corte di Unnerico, ebbe salva la vita per lo stesso motivo, dopo che anche la moglie e i figli avevano tentato di convincerlo a farsi ariano per non essere ucciso.
Il testo di Vittore di Vita ha dato luogo a diverse questioni circa la condizione sociale e il nome stesso dei tre. Armogaste è da alcuni ritenuto un conte, ma l'espressione «comes bonac confessionis» della Historia persecutionis, da cui deriva il comitis del Romano, ha il senso di cum bona confessione.
Il problema concernente il secondo confessore non è di così facile risoluzione: alcune edizioni della Historia persecutionis hanno: «Archimimum, nomine Masculam», cioè «un archimimo, chiamato Mascula». Altre invece hanno «Archimimum nomine, Masculanum», cioè «uno di Mascula (città della Numidia) di nome Archinimo».
Questa lezione fu accettata da Floro e Adone che per primi introdussero i tre nei loro martirologi, mentre contro di essi è il Baronio che autorevolmente afferma sia da preferirsi la lezione «Mascula, archimimo».

(Autore: Mario Salsano – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Santi Armogasto, Archinimo e Saturnino, pregate per noi.  


*Sant'Aulo di Viviers - Vescovo (29 marzo)
Sant’Aulo o Avolo è un vescovo di Viviers.

La diocesi di Viviers fu eretta nel IV secolo. Inizialmente la sede episcopale fu nella città di Alba Helviorum, (l'odierna Alba la Romaine. Le fonti ricordano come protovescovo Sant’Ianuario (Januarius).
Quando i barbari misero a ferro e a fuoco Alba, i vescovi trasferirono la loro sede nella città di Viviers, intorno alla seconda metà del V secolo.
San Venanzio è il primo vescovo documentato, che partecipò, nel 517, al concilio di Epaon.
Originariamente la diocesi era suffraganea di Arles, come stabilito da Papa Zosimo e confermato nel 450, da Leone Magno.
Una situazione che rimase invariata fino a quando, nel XII secolo, papa Callisto II, assegnò la sede di Viviers alla arcidiocesi di Vienne.
Il 29 novembre 1801, con una propria decisione di papa Pio VII, la diocesi fu soppressa ed accorpata a quella di Mende.
Sant’Aulo, nella lista episcopale più antica della diocesi, redatta nel decimo secolo è collocato al quattordicesimo posto. In alcune liste è stato inserito al quindicesimo posto.  
Nella cronotassi della diocesi, figura sempre dopo Sant’Eucherio e prima di Sant’Eumachio.
A Sant’Aulo si attribuisce la fondazione del primo ospedale della città e la liberazione di numerosi schiavi.
Su di lui esiste anche una falsa attestazione. Infatti, nel XVIII, Policarpo de la Rivière, realizzò un falso documento, dove lo faceva diventare un martire, vittima della persecuzione dei barbari. Questa notizia sulla sua morte è palesemente falsa.
Alla sua morte, sant’Aulo fu sepolto in una chiesa presso Viviers e poi traslato nella cattedrale cittadina, in un 20 febbraio di anno imprecisato.
Le sue reliquie furono bruciate nel 1562 dai calvinisti.
Con un apposito decreto la festa dei Santi vescovi Firmino, Aulo, Eumaco e Longino venne fissata nel giorno 29 marzo.

(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Sant'Aulo di Viviers, pregate per noi.


*Beato Bertoldo - Priore Generale dei Carmelitani (29 marzo)

Sec. XIII
Nativo della Lombardia, fu intorno al 1230 secondo priore generale dei Carmelitani. Gli si  attribuisce una visione, durante la quale vide portare in cielo dagli angeli le anime di molti carmelitani uccisi dai saraceni.
Il domenicano Stefano di Salignac che attribuì erroneamente la composizione della regola carmelitana ad Aimerico di Malefaida da Salignac, patriarca di Antiochia (1142-93), disse che questo aveva tra i Carmelitani un nipote, «un uomo santo e famoso».
Costui ricevette un nome ed una qualifica nella cosiddetta Epistola Cyrilli, pubblicata dopo l'anno 1378 dal carmelitano Filippo Riboti, che lo dice fratello, non più nipote, di Aimerico, di nome Bertoldo e primo priore generale dei Carmelitani.
Il Papenbroeck pubblicando un testo del monaco greco Phocas che nel 1177 visitò il Carmelo, identificò Bertoldo con un vecchio monaco di Calabria. (Avvenire)
Etimologia: Bertoldo = famoso, illustre, splendente, dall'antico germanico
Martirologio Romano: Sul monte Carmelo in Palestina, beato Bertoldo, che, soldato, fu ammesso tra i fratelli che su questo monte avevano abbracciato la vita monastica e, in seguito, eletto priore, affidò la pia comunità alla Madre di Dio.
Nativo della Lombardia, fu, ca. il 1230, secondo priore generale dei Carmelitani: morì e fu sepolto sul Monte Carmelo.
Gli si attribuisce una visione, durante la quale vide portare in cielo dagli angeli
le anime di molti carmelitani uccisi dai saraceni. La sua figura è passata attraverso vari prismi deformanti. Le notizie sopra riferite ci sono state conservate in una raccolta di Legenda abbreviatae, che per molti santi hanno ancora una redazione primitiva.
Il domenicano Stefano di Salignac (prima del 1278) che attribuì la composizione della regola carmelitana ad Aimerico di Malefaida da Salignac, patriarca di Antiochia (1142-93), mentre essa è di Alberto, patriarca di Gerusalemme (1206-14), disse che detto Aimerico aveva tra i Carmelitani un nipote, "un uomo santo e famoso".
Costui ricevette un nome ed una qualifica nella cosiddetta Epistola Cyrilli, pubblicata dopo l'anno 1378 dal carmelitano Filippo Riboti, che lo dice fratello, non più nipote, di Aimerico, di nome Bertoldo e primo priore generale dei Carmelitani.
Successivamente un altro carmelitano, Giovanni Grossi, nel suo Virldarium (verso il 1400) dette a tale nipote il nome di Brocardo mentre nelle successive redazioni della medesima opera e nel catalogo dei Santi carmelitani della stessa epoca, Bertoldo di Malefaida è considerato primo generale e Bertoldo di Lombardia passa al quarto posto.
Il Papenbroeck pubblicando un testo del monaco greco Phocas che nel 1177 visitò il Carmelo, identificò Bertoldo con un vecchio monaco di Calabria: ma evidentemente Phocas non parla di eremiti latini, bensì di monaci greci, che erano pure sul Carmelo, ma in luogo diverso. il santo è rappresentato in abito carmelitano, con un libro e una spada, oppure mentre ha la visione dei martiri. il culto fu ordinato nel capitolo generale dell'ordine del 1564.
Il suo nome, tolto dal breviario riformato del 1585, poco dopo, nel 1609, vi fu nuovamente introdotto; le lezioni proprie furono approvate nel 1672.
La festa è fissata il 29 marzo.
(Autore: Adriano Staring - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Bertoldo, pregate per noi.  

 

*Beato Emanuele de Alburquerque - Cavaliere Mercedario (29  marzo)
XIII secolo
Cavaliere laico dell’Ordine Mercedario, il Beato Emanuele de Alburquerque, era nato da una delle più illustri e anziane famiglie del Portogallo.
Entrato nell’Ordine si distinse per la carità insigne e le virtù della vita e onorevolmente accettò la nomina di redentore.
Navigando verso l’Africa, nell’anno 1289, in missione di redenzione, venne sorpreso da una grande tempesta con la quale il naufragio sarebbe stato inevitabile, quando vide nel cielo Santa Maria de Cervellon, che sempre egli invocava, la quale comandò ai venti e al mare e subito questi si placarono.
Arrivato poi tranquillamente in Marocco, liberò 126 schiavi dalla crudele oppressione dei mussulmani.
Pieno di santi meriti morì nella pace del Signore in Spagna sotto il generalato di San Pietro de Amer. L’Ordine lo festeggia il 29 marzo.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beata Agnese di Chatillon, pregate per noi.  


*Sant'Eumaco di Viviers - Vescovo (29  marzo)

Sant’Eumaco (Eumachio, Eumacus o Eumaque) è un vescovo di Viviers.

La diocesi di Viviers fu eretta nel IV secolo. Inizialmente la sede episcopale fu nella città di Alba Helviorum, (l'odierna Alba la Romaine. Le fonti ricordano come protovescovo sant’Ianuario (Januarius).
Quando i barbari misero a ferro e a fuoco Alba, i vescovi trasferirono la loro sede nella città di Viviers, intorno alla seconda metà del V secolo.
San Venanzio è il primo vescovo documentato, che partecipò, nel 517, al concilio di Epaon.
Originariamente la diocesi era suffraganea di Arles, come stabilito da Papa Zosimo e confermato nel 450, da Leone Magno.
Una situazione che rimase invariata fino a quando, nel XII secolo, papa Callisto II, assegnò la sede di Viviers all’arcidiocesi di Vienne.
Il 29 novembre 1801, con una propria decisione di Papa Pio VII, la diocesi fu soppressa ed accorpata a quella di Mende.
Sant’Eumaco, nella lista episcopale più antica della diocesi, redatta nel decimo secolo è collocato al quindicesimo posto.
In alcune liste è stato inserito al sedicesimo posto.  
Nella cronotassi dei vescovi della diocesi, figura sempre dopo Sant’Aulo e prima di San Longino.
Di Sant’Eumaco sappiamo solo il suo nome e che è ricordato per la sua grande carità.
Con un apposito decreto la festa dei Santi vescovi Firmino, Aulo, Eumaco e Longino venne fissata nel giorno 29 marzo.

(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Sant'Eumaco di Viviers, pregate per noi.


*Sant'Eustachio di Napoli - Vescovo (29 marzo)

sec. III
Martirologio Romano:
A Napoli, commemorazione di Sant’Eustasio, vescovo.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Sant'Eustachio di Napoli, pregate per noi.  

 

*San Firmino di Viviers - Vescovo (29 marzo)
San Firmino è un vescovo di Viviers.

La diocesi di Viviers fu eretta nel IV secolo. Inizialmente la sede episcopale fu nella città di Alba Helviorum, (l'odierna Alba la Romaine. Le fonti ricordano come protovescovo sant’Ianuario (Januarius).
Quando i barbari misero a ferro e a fuoco Alba, i vescovi trasferirono la loro sede nella città di Viviers, intorno alla seconda metà del V secolo.
San Venanzio è il primo vescovo documentato, che partecipò, nel 517, al concilio di Epaon.
Originariamente la diocesi era suffraganea di Arles, come stabilito da Papa Zosimo e confermato nel 450, da Leone Magno.
Una situazione che rimase invariata fino a quando, nel XII secolo, papa Callisto II, assegnò la sede di Viviers alla arcidiocesi di Vienne.
Il 29 novembre 1801, con una propria decisione di papa Pio VII, la diocesi fu soppressa ed accorpata a quella di Mende.
San Firmino, nella lista episcopale più antica della diocesi, redatta nel decimo secolo è collocato al dodicesimo posto dopo Melanio. In alcune liste è stato inserito al tredicesimo posto.  
In entrambi i casi, prima di lui figura Melanio II menzionato nel 545, e dopo di lui rispettivamente, Sant’Eucherio e sant’Aulo.
Si tramanda che San Firmino fosse un nobile gallo-romano, che donò alla Chiesa tutti i suoi beni verso la fine del VI Secolo.
La sua festa nel proprio della diocesi era fissata nel giorno 11 ottobre.
Con un apposito decreto la festa dei Santi vescovi Firmino, Aulo, Eumaco e Longino venne fissata nel giorno 29 marzo.

(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Firmino di Viviers, pregate per noi.
 

 

*Beato Giovanni Hambley - Sacerdote e Martire (29 marzo)
Scheda del Gruppo cui appartiene il  Beato Giovanni Hambley:
“Beati Martiri di Inghilterra, Galles e Scozia” Beatificati nel 1886-1895-1929-1987

Diocesi di Oxford, 1560 circa – Salisbury, 1587
Martirologio Romano: A Salisbury in Inghilterra, commemorazione del Beato Giovanni Hambley, sacerdote e martire, che, durante il regno di Elisabetta I, a motivo del suo sacerdozio, in un imprecisato giorno di questo mese intorno alla Pasqua del Signore, nel supplizio del patibolo si conformò alla passione di Cristo.  
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Giovanni Hambley, pregate per noi.  


*Santa Gladys (Gwladys) - Regina (29 marzo)

La vita di questa regina gallese degli inizi del VI sec., ci è nota attraverso quella di suo marito, San Gwynllyw scritta ca. nel 1130 e una Vita dell'XI ic. del suo grande figlio San Cadoc.
Gwlady era la maggiore delle ventiquattro figlie di San Brychan di Brecknock e fu data in sposa
(secondo la Vita Gunlei) al regulus del Galles sud-orientale di nome Gwynllyw: secondo la Vita Cadoci ella fu rapita da questi, aiutato nell'impresa da re Arthur.
Sempre la Vita Cadoci, in contrasto con la Vita Gunlei, descrive i primi anni del matrimonio di Gwlady come ben lungi dall'essere esemplari; tuttavia sembra che il figlio Cadoc li persuadesse ad emendarsi.  
Gwynllyw si ritirò nel luogo che si chiama oggi Stow Hill (Newport) dove esiste un'antica chiesa dedicata a San Wooloo, mentre Gwlady scelse un luogo non molto lontano sulle sponde del fiume Ebbw.
Sebbene entrambi conducessero vita di penitenza, Cadoc li costrinse a separarsi più completamente, cosí Gwlady si diresse verso una "solitudine montana" a Pencarnau nel Bassaleg dove costruì una chiesa in onore della Vergine.
La festa di Gwlady e di suo marito è fissata al 29 marzo ed i loro nomi sono ricordati in varie chiese e pozzi nel Galles meridionale; in particolare quello di Gwlady in un pozzo a Tredegar Park e in una chiesa nella diocesi di Llandaff (prima del 1146).
(Autore: Leonard Boyle - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Santa Gladys, pregate per noi.  


*San Guglielmo Tempier - Vescovo di Poitiers (29 marzo)

Poitiers (Francia), sec. XII - † 29 marzo 1197
Canonico regolare a Sant'Ilario di Poitiers, Guglielmo Tempier divenne vescovo della città nel 1184. Viene ricordato per il coraggio con cui difese i diritti e le proprietà della sua diocesi: un documento del 1185 lo indica come «pro jure ejusdem ecclesiae persecutionem viriliter patientem». E nel 1191 viene chiamato «Guillelmus fortis».
Morì nel 1197. In vita oggetto di forti opposizioni, in morte fu onorato come un santo: la gente si recava sulla sua tomba per ottenere la guarigione dalle emorragie. (Avvenire)
Martirologio Romano: A Poitiers in Aquitania, in Francia, San Guglielmo Tempier, vescovo, uomo prudente e risoluto; difese dai soprusi dei nobili la Chiesa a lui affidata e riformò i costumi, offrendo egli stesso l’esempio di una vita integerrima.  
Non ci sono molte notizie su San Guglielmo Tempier, ma la sua festa da secoli è al 29 marzo e alla stessa data è riportato dal “Martirologio Romano”.
Non si sa quando e dove nacque, si crede a Poitiers (Francia), perché egli era Canonico Regolare a Sant'Ilario di Poitiers e divenne vescovo della stessa città nel 1184, come lo testimonia un documento di quell’anno.
Viene ricordato soprattutto per il coraggio dimostrato nel difendere i diritti e le proprietà della sua Diocesi, anche  questo è affermato in un documento del 1185, che lo indica come difensore contro i persecutori della Diocesi, e dotato di virile pazienza.
E ancora  nel 1191 è indicato come “Guglielmo il forte”; nello stesso anno costrinse uno dei suoi vassalli a prestargli il dovuto omaggio; non bisogna dimenticare che si era nel Medioevo, quindi i costumi generali dell’epoca, facevano assumere atteggiamenti, per noi oggi incomprensibili.
Dopo tredici anni d’intenso episcopato, morì il 29 marzo 1197 e fu sepolto nella Chiesa di San Cipriano.
Il vescovo Guglielmo Tempier che in vita era stato fortemente contrastato dai notabili della diocesi, da morto fu onorato come un santo, indice che al di là, della energia espressa nel condurre la vita amministrativa e allora anche politica della Diocesi, egli in campo pastorale fu un gran vescovo, attento alla vita spirituale dei fedeli, ai quali era un integerrimo esempio. Il popolo di Poitiers si recava alla sua tomba per essere guarito dalle emorragie.
(Autore: Antonio Borrelli - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Guglielmo Tempier, pregate per noi.  


*San Gwynllyw (Gundleius) - Re del Galles (29 marzo)

VI secolo
Essendo un santo gallese, i nomi che ricorrono in questa nota biografica, sono di conseguenza poco pronunciabili da noi latini.
San Gwynllyw (in latino Gundleius, Guleius), visse nel secolo VI ed appartenne ad una famiglia di santi reali; era fratello di San Petroc abate (4 giugno) e marito di santa Gladys (Gwladys) regina (29 marzo).
Gwynllyw era il primogenito del re (regulus) Glywys di Demezia, oggi Nonmouthshire, nel Galles sud-orientale, a cui succedette.
La sua vita ci è nota attraverso due fonti, una vita di Sabn Cadoc abate, suo figlio (21 settembre) e una non tanto attendibile vita di San Gunlei, scritte rispettivamente nell’XI e XII secolo.
Sposò la maggiore delle 24 figlie di San Brychan di Brecknock, Gladys, da cui ebbe una numerosa prole tra cui il già  citato San Cadoc e i Santi Clammarch e Cynfyw.
Non ci addentriamo con questa scheda a cercare di capire, perché i Calendari gallesi, scozzesi, irlandesi, ecc, celebrano come santi, buona parte dei componenti delle famiglie reali dell’epoca,
ascendenti e discendenti; ad ogni modo alcuni di essi, segnalati in questa scheda, sono riportati anche dall’attuale “Martirologio Romano”.
Gwynllyw, in gallese anche Winleus o Wooloo, fu un governante giusto, pacifico, gentile, secondo la “Vita Gunlei”; mentre secondo la ‘Vita di Cadoc’, egli fu un brigante e dissoluto.
Ad ogni modo, nella tarda vecchiaia fu convertito dal figlio Cadoc; da quel momento in poi la sua vita cambiò, e d’accordo con la sua santa moglie, presero a vivere una vita di austerità.
Gwynllyw abdicò al regno e si ritirò in un vecchio campo sulla Stow Hill (Newport), probabilmente su una collina del luogo; la moglie Gladys scelse un luogo non molto lontano sulle sponde del fiume Ebbw.
Sebbene ormai vivessero una vita di penitenza, il figlio San Cadoc li convinse a distaccarsi più completamente, allora Gwynllyw si trasferì verso un eremitaggio montano a Pencarnau nel Bassaleg, dove costruì una chiesa in onore della Vergine.
E in questo luogo fu sepolto insieme alla moglie, dopo la loro morte e avendo ricevuto gli ultimi sacramenti da suo figlio Cadoc.
Varie cappelle furono erette in onore dei due santi coniugi eremiti, oggi distrutte; una statua raffigura il re nella torre di S. Wooloo nel Carmarthenshire.
I loro nomi sono ricordati in varie chiese e pozzi nel Galles meridionale.
Il nome di San Gwynllyw è invocato in due litanie medioevali e la sua festa celebrativa insieme alla moglie San Gladys, è al 29 marzo.
(Autore: Antonio Borrelli - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Gwynllyw, pregate per noi.  


*San Longino di Viviers - Vescovo (29 marzo)
San Longino (Longinus o Longin) è un vescovo di Viviers

La diocesi di Viviers fu eretta nel IV secolo. Inizialmente la sede episcopale fu nella città di Alba Helviorum, (l'odierna Alba la Romaine. Le fonti ricordano come protovescovo Sant’Ianuario (Januarius). Quando i barbari misero a ferro e a fuoco Alba, i vescovi trasferirono la loro sede nella città di Viviers, intorno alla seconda metà del V secolo.
San Venanzio è il primo vescovo documentato, che partecipò, nel 517, al concilio di Epaon.
Originariamente la diocesi era suffraganea di Arles, come stabilito da Papa Zosimo e confermato nel 450, da Leone Magno.
Una situazione che rimase invariata fino a quando, nel XII secolo, Papa Callisto II, assegnò la sede di Viviers all’arcidiocesi di Vienne.
Il 29 novembre 1801, con una propria decisione di Papa Pio VII, la diocesi fu soppressa ed accorpata a quella di Mende.
San Longino, nella lista episcopale più antica della diocesi, redatta nel decimo secolo è collocato al sedicesimo posto.
In alcune liste è stato inserito al diciassettesimo posto. Nella cronotassi dei vescovi della diocesi, figura sempre dopo Sant’Eumaco e prima di Giovanni I.
San Longino governò la diocesi al tempo della nuova invasione dei Visigoti che saccheggiarono la città.
Con un apposito decreto la festa dei Santi Vescovi Firmino, Aulo, Eumaco e Longino venne fissata nel giorno 29 marzo.

(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Longino di Viviers, pregate per noi.


*San Ludolfo di Ratzeburg - Vescovo (29 marzo)
m. 1250
Martirologio Romano:
A Wismar nello Holstein in Germania, San Ludolfo, vescovo di Ratzeburg e martire, che per aver difeso la libertà della Chiesa fu gettato, per ordine del duca Alberto, in uno squallido carcere e ne fu così prostrato fisicamente, che, non appena liberato dei ceppi, migrò da questo mondo.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Ludolfo di Ratzeburg, pregate per noi.  

*San Marco di Aretusa - Vescovo (29 marzo)
+ Aretusa, Siria, 364
San Marco, che fu vescovo di Aretusa in Siria, al tempo dell’eresia ariana mai si allontanò dalla vera fede. Sotto l’imperatore Giuliano l’Apostata subì atroci torture, ma morì poi per cause naturali. San Gregorio Nazianzeno lo definì “uomo straordinario ed anziano santissimo”.
Martirologio Romano: Commemorazione di San Marco, vescovo di Aretusa in Siria, che ai tempi della controversia ariana mai deviò dalla retta fede e sotto l’imperatore Giuliano l’Apostata subì violente vessazioni; fu salutato da san Gregorio Nazianzeno come personalità insigne e anziano di vita santissima.
Nulla conosciamo della giovinezza di tale santo, che regnante Costantino il Grande fu nominato vescovo di  Aretusa, odierna Er Rastan in Siria. Per sua intercessione pare fu guaritò il futoro Giuliano l’Aposta, allora giovane principe.
In quel tempo imperversava l’arianesimo e gli eretici erano convinti di aver guadagnato anche
Marco alla loro causa: nel 343 infatti egli non venne deposto dal concilio di Sardica poiché parve scendere a patti  con l’errore per la sua debolezza di carattere e per più di dieci anni mantenne un atteggiamento equivoco. Marco nel 351 era con gli pseudo-ariani al concilio di Sirmio, ove presentò una nuova formula di fede redatta in lingua  greca che fu giudicatasospetta piuttosto che assolutamente eretica, secondo alcuni però risalirebbe a qualche anno dopo.
E’ cosa comunque certa che verso il 360 Marco di Aretusa tornò a pieno titolo nell’ortodossia.
L’anno seguente Giuliano l’Apostata ascese al trono imperiale e promosse la restaurazione del paganesimo, con conseguenti misure vessatorie contro la Chiesa. Marco che ad Aretusa aveva fatto distruggere un tempio dedicato agli idoli, temette allora per la propria incolumità e fuggì.
Quando gli giunse la notizia che alcuni ecclesiastici erano stati arrestati, non esitò a tornare in città per guidare il suo gregge. Rifiutatosi fermamente di ricostruire il tempio distrutto, fu allora imprigionato e torturato: la costanza nella fede ed il coraggo dimostrato nel sopportare le sofferenze cui fu sottoposto suscitarono l’ammirazione dei suoi persecutori, che infine si decisero a liberarlo.
Soppravvissuto agli atroci tormenti, si dedicò all’evangelizzazione dei pagani ed morì per causa naturali nel 364.
Fu iscritto come “confessore della fede” nei menologi e nei sinassari bizantini, mentre il Cardinal Baronio preferì non inserirlo nel Martyrologium Romanum per il suo passato a stretto contatto con gli ariani.
Il grande San Gregorio Nazianzeno definisce San Marco di Aretusa “uomo notevole e assai santo vegliardo”, nota che gli ha meritato in tempi recenti un riconoscimento della sua santità anche da parte della Chiesa catolica. I Bollandisti, per i patimenti subiti, lo considerano anche un martire.  
(Autore: Fabio Arduino - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Marco di Aretusa, pregate per noi.


*Santi Pastore, Vittorino e Compagni – Martiri di Nicomedia (29 marzo)
Il 29 marzo il Martirologio Geronimiano annuncia un lungo elenco di martiri, in capo al quale pone Pastore e Vittorino, che situa a Nicomedia.
Come fa notare H. Delehaye, Pastore è un nudum nomen che si ritrova ancora l'indomani, 30 marzo, nella stessa fonte, in Aurelianis civitate, ma che nessun altro documento permette di riconoscere esattamente.
Quanto a Vittorino lo ritroviamo già menzionato al 6 marzo nello stesso Geronimiano in compagnia di Vittore e sempre al 6 marzo nel Martirologio Siriaco del sec. IV: «a Nicomedia Vittorino».
Di lui non si conosce niente altro.
Usuardo, per primo in Occidente, nella seconda recensione del suo Martirologio inserì al 29 marzo: «Civitate Nicomediae, passio sanctorum Pastoris et Victorini», lasciando da parte i loro supposti compagni. C. Baronio nel Martirologio Romano riprese lo stesso annuncio aggiungendovi et sociorum.
(Autore: Joseph-Marie Sauget - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Santi Pastore, Vittorino e Compagni, pregate per noi.  


*Santi Simplicio e Costantino - Abati di Montecassino (29 marzo)

Dopo il Santo fondatore di Montecassino, il patriarca San Benedetto, i primi suoi quattro successori abati benedettini del famoso monastero, sono tutti santi e sono nell’ordine: Costantino, Simplicio, Vitale e Bonito.
Di Simplicio possiamo dire poco come del resto degli altri, non ci è pervenuto quasi nessun documento che ne racconti la vita.
Egli viene comunque menzionato insieme a Costantino nei secoli successivi, sia per il culto tributato ad ambedue il 29 marzo dai benedettini di Montecassino, sia perché le loro reliquie sono depositate insieme.
Infatti esse furono rinvenute nell’area del presbiterio della basilica cassinese verso il 1625-28 e trasportate nella vecchia cappella di San Bertario e poi nel 1710 sempre insieme a quelle di San Costantino furono traslate nella cappella di San Gregorio Magno.
Durante il disastroso bombardamento del 1944 esse ne uscirono indenni e di nuovo sistemate nella ricostruita cappella sotto l’altare, che come tutta la chiesa fu consacrato nella solenne dedicazione fatta da Paolo VI il 24 ottobre 1964.
Simplicio viene ricordato nella “Vita Mauri” del sec. IX come uno dei monaci che Benedetto dà come compagni a San  Mauro nel suo viaggio in Francia; inoltre lo storico Pietro Diacono afferma che diede a leggere a tutti i monaci la Regola del grande fondatore San Benedetto, scrivendo su ciò alcuni versi pervenuti fino a noi con interpretazioni diverse.
Egli è stato raffigurato in un quadro di De Mura posto nella cappella sopra citata, proprio nell’atto di presentare la Regola agli Ordini monastici e cavallereschi.
San Simplicio e San Costantino abati furono venerati subito dopo la loro morte per essere stati discepoli e primi successori del santo patriarca e la loro prima sepoltura fu proprio accanto alla sua.
Mancando o perlomeno non si conoscono Uffizi o Messe proprie, il loro ricordo è fissato al 29 marzo in relazione all’invenzione delle reliquie.
(Autore: Antonio Borrelli - Fonte: Enciclopedia dei Santi)  
Giaculatoria - Santi Simplicio e Costantino, pregate per noi.


*Altri Santi del giorno (29 marzo)
*San Secondo - Martire

*San Fulgenzio - Vescovo

Giaculatoria - Santi tutti, pregate per noi


 
Torna ai contenuti | Torna al menu