Santi del 7 Aprile - Istituto Aveta

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Santi del 7 Aprile

Il mio Santo > I Santi di Aprile

*Sant'Aiberto di Crespin - Monaco (7 aprile)
m. 1140

Martirologio Romano: Presso il monastero di Crespin nell’Hainault, nell’odierna Francia, Sant’Aiberto, sacerdote e monaco, che ogni giorno recitava in solitudine, in ginocchio o prostrato a terra, tutto il Salterio e ai penitenti che accorrevano a lui amministrava la divina misericordia.
Nato a Espain, a pochi chilometri da Tournai, nel 1060 da Albaldo, uomo d'armi, e da Elvide, mostrò fin da fanciullo una grande tendenza alla pietà, al punto di levarsi da letto la notte per poter pregare con maggior raccoglimento e di praticare spesso lunghi digiuni.
L'esempio di penitenza di san Teobaldo, di cui venne a conoscenza per mezzo di un mendicante, lo spinse a ritirarsi a vita eremitica nei dintorni del monastero di Crespin, insieme con un monaco di nome Giovanni che già, col consenso dell'abate, serviva Dio in quei luoghi deserti.
Dopo vent'anni di dure penitenze e rigorosi digiuni, Aiberto si recò col suo compagno di solitudine e con l'abate in pellegrinaggio a Roma.
Al suo ritorno entrò come monaco nel cenobio di Crespin, dove occupò gli uffici di preposito e di cellerario, senza peraltro abbandonare il rigore della vita fino ad allora condotta. Rimase nel chiostro venticinque anni, quindi, per poter attendere più liberamente alla preghiera e alla mortificazione del proprio corpo, chiese ed ottenne dall'abate il permesso di ritirarsi nuovamente nell'eremo; e poiché il popolo accorreva sempre più numeroso alla cella, che Aiberto si era fabbricata, il vescovo di Cambrai, Burcardo, «Ut populis ad se venientibus melius consuleret, et familiarius secreta confessionum audiret», lo ordinò sacerdote.
Aiberto ebbe dai Papi Pasquale II e Innocenzo II facoltà e privilegi speciali e fu visitato da vescovi, arcidiaconi, abati, letterati e nobili; il popolo gli strappava le vesti che indossava e le portava via come preziose reliquie.
Morì il 7 aprile 1140, giorno di Pasqua, dopo cinquanta anni di vita religiosa, e fu sepolto nel punto dove sorgeva la sua cella; anche dalla tomba il Santo continuò a far miracoli.
I suoi resti furono, in seguito, traslati nell'abbazia di Crespin e collocati nella chiesa; nel 1303 e ancora nel 1464 essi furono messi in nuove e più ricche urne. Nel 1568, dopo essere stati tenuti nascosti due anni per timore che venissero bruciati dai calvinisti, furono sistemati definitivamente in una cappella intitolata alla Santa Croce della Vergine e a Sant'Aiberto.
La sua festa si celebra il 9 aprile oppure, a ricordo della traslazione del 1568, il 2 maggio. Aiberto è invocato soprattutto per guarire dalla febbre.
(Autore: Charles Lefebvre – Fonte: Enciclopedia dei Santi)

Giaculatoria - Sant'Aiberto di Crespin, pregate per noi.  


*Beato Alessandro Rawlins - Sacerdote e Martire (7 aprile)

Scheda del Gruppo cui appartiene il Beato Alessandro Rawlins:
“Beati Martiri di Inghilterra, Galles e Scozia” Beatificati nel 1886-1895-1929-1987
+ York, Inghilterra, 7 aprile 1595
Durante gli socntri tra il nascente anglicanesimo ed il cattolicesimo, furono uccisi in odio alla loro fede, per non aver voluto riconoscere la supremazia regia in ambito religioso, il sacerdote secolare Alexander Rawlins ed il gesuita Henry Walpole.
Entrambi furono beatificati nel 1929, ma solamente il Walpole fu anche canonizzato da Papa Paolo VI il 25 ottobre 1970, unitamente al gruppo dei Quaranta Martiri d’Inghilterra e Galles.
Martirologio Romano: A York in Inghilterra, Sant’Enrico Walpole, della Compagnia di Gesù, e Beato Alessandro Rawlins, sacerdoti e martiri, che durante il regno di Elisabetta I furono messi in prigione e crudelmente torturati per il loro sacerdozio e, infine, condotti al patibolo, ottennero impiccati e poi sventrati la corona eterna.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Alessandro Rawlins, pregate per noi.  


*San Callopio - Martire (7 aprile)

Martirologio Romano: A Pompeiopoli in Cilicia, nell’odierna Turchia, San Calliopio, Martire.
Il Martirologio Romano e il Sinassario Costantinopolitano commemorano il martirio di Calliopio al 7 aprile, mentre un menologio del sec. X lo ricorda al 22 marzo.
Della sua passio esistono due redazioni in greco, una pubblicata negli Acta Sanctorum, l'altra da Latysev, e una in armeno.
Secondo queste fonti, Calliopio apparteneva a una famiglia senatoria di Perge in Panfilia e fu educato alle virtù cristiane dalla madre Teoclia.
Scoppiata la persecuzione di Diocleziano, si recò a Pompeiopoli in Cilicia dove, testimone delle orge sacre allestite dal prefetto Massimo, si rifiutò di parteciparvi professandosi cristiano. Massimo, incalzando per strappargli l'abiura, giunse a promettergli l'unica figlia in sposa se avesse sacrificato agli dei: Calliopio, però, preferì il celibato e il martirio.
Fu arrestato, flagellato, tormentato sul cavalletto e incatenato in carcere. Distribuiti i beni della famiglia e affrancati gli schiavi, sua madre lo raggiunse a Pompeiopoli per morire con lui: ottenne dal carnefice che il figlio fosse crocifisso con la testa in basso.
Il martirio avvenne il venerdì santo (7 aprile) del 304.
La passio fu criticata dal Tillemont e da E. Le Blant, giudicata attendibile da P. Allard, mentre il Delehaye la dice «ab agiographo otioso conficta».

(Autore: Placide Bazoche – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Callopio, pregate per noi.

 

*Beato Cristoforo Amerio - Cardinale (7 aprile)
+ 1425
Il Beato Cristoforo Amerio, cardinale di Santa Romana Chiesa del titolo di Santa Croce di Gerusalemme, onorò l’Ordine Mercedario con la sua vita esemplare e celebre per la santità morì nell’anno 1425.
L’Ordine lo festeggia il 7 aprile.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)

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*Beato Edoardo Oldcorne - Martire (7 aprile)

Scheda del Gruppo a cui appartiene il Beato Edoardo Oldcorne:
“Beati Martiri di Inghilterra, Galles e Scozia” Beatificati nel 1886-1895-1929-1987

York, Inghilterra, 1561 - Worcester, Inghilterra, 7 aprile 1606
Emblema:
Palma
Martirologio Romano: A Worcester sempre in Inghilterra, Beati martiri Edoardo Oldcorne, sacerdote, e Rodolfo Ashley, religioso della Compagnia di Gesù, che esercitarono clandestinamente per molti anni il loro ministero, finché, sotto la falsa accusa di cospirazione contro il re Giacomo I, furono gettati in carcere, torturati e infine tagliati a pezzi ancora vivi.
Il Beato Edoardo Oldcorne fa parte di quella schiera di martiri, ecclesiastici e laici, che furono vittime delle persecuzioni anticattoliche in Inghilterra, sotto i regni di Elisabetta I e del suo
successore Giacomo I (1566-1625).
Egli nacque a York nel 1560/61, fu educato alla religione cattolica in una famiglia di cui il padre era un convertito dall’anglicanesimo; il 12 agosto 1581 fu ammesso al Collegio Inglese di Reims e inviato poi l’anno successivo con altri sette compagni a proseguire gli studi nel Collegio Inglese di Roma.
Fu ordinato sacerdote il 23 agosto 1587 nella Basilica di San Giovanni in Laterano, chiese ed ottenne dal generale dei gesuiti Claudio Acquaviva di entrare nella Compagnia di Gesù, promettendo di andare ad operare nelle missioni inglesi.
Insieme ad un confratello nel 1588, tornò in Inghilterra e dopo aver soggiornato brevemente a Londra, si stabilì nel 1589 nella Contea di Worcester nel castello di Hindlip, ospite del nobile Thomas Abington. Dimorò lì per diciassette anni sotto il falso nome di Hall, operando alacremente per il bene delle anime, convertendo numerosi protestanti alla fede cattolica, fra i quali la sorella del suo ospite Dorotea Abington, la quale era una anglicana accanita, essendo vissuta a lungo alla corte della scismatica regina Elisabetta e che nutriva odio verso i sacerdoti cattolici; si meritò il titolo di “Apostolo della contea”.
Nel 1606 venne tradito da un rinnegato che fra l’altro aveva ricevuto del bene proprio da lui e arrestato fu condotto prigioniero a Worcester e da lì a Londra nelle prigioni famigerate della Torre dove fu anche torturato; subì un processo con l’accusa infondata di aver partecipato alla ‘congiura delle polveri’ che organizzata da cattolici inglesi contro il re Giacomo I, intendeva far saltare il Parlamento nella seduta inaugurale del 5-11-1605, ma scoperta fallì e gli organizzatori giustiziati.
Anche Edoardo Oldcorne nel clima persecutorio che imperversava contro i cattolici, fu condannato a morte, venendo impiccato a Worchester il 7 aprile 1606.
Fu beatificato da Pio XI il 15 dicembre 1929.
(Autore: Antonio Borrelli - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
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*Sant'Egesippo - Scrittore cristiano (7 aprile)
110 circa - 180 circa
Sant’Egesippo viene considerato il primo autore post apostolico, probabilmente originario della Palestina e conoscitore del greco, dell’ebraico e del siriaco. Visse a Roma durante il papato di Aniceto fino a quello di Eleuterio e scrisse con stile semplice la Storia degli Atti Ecclesiastici dalla passione del Signore fino ai suoi giorni.
Martirologio Romano: Commemorazione di Sant’Egesippo, che visse a Roma dal papato di Aniceto fino a quello di Eleuterio e compose con linguaggio semplice una storia della Chiesa dalla Passione del Signore fino ai suoi tempi.
Egesippo visse nella secondo secolo dell’era cristiana. Convertitosi dall’ebraismo, dalla Palestina si trasferì prima a Corinto e poi a Roma onde scoprire meglio la fece cristiana. Nella capitale dell’impero trascorse vent’anni, dal 157 al 177, poi fece ritorno in Oriente, ove morì in età avanzata probabilmente presso Gerusalemme, sebbene il Martyrologium Romanum in concordanza con il Card. Baronio indichi la Città Eterna quale luogo del suo transito.
In ogni caso le notizie biografiche sul suo conto sono assai scarse e per di più parzialmente inattendibili.
Godettero di grande popolarità le sue “Memorie”, consistenti in studi di storia ecclesiastica relativi in particolar modo a Gerusalemme e mirati soprattutto a mostrare la fedele trasmissione della predicazione apostolica.
Tali scritti sono suddivisi in cinque libri, redatti in stile semplice ma efficace nel confutare gli errori dello gnosticismo.  Sfortunatamente si sono salvati all’oblio del tempo solamente alcuni frammenti, in prevalenza negli scritti di Eusebio di Cesarea, che molta stima nutrì per Egesippo quale storico ed a suo giudizio sarebbe stato proprio lui durante il suo soggiorno a Roma a redigere l’elenco dei primi Papi.
(Autore: Fabio Arduino – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Sant'Egesippo, pregate per noi.  


*Sant’Enrico Walpole - Sacerdote Gesuita, Martire (7 aprile)

Scheda del Gruppo a cui appartiene: “Santi Quaranta Martiri di Inghilterra e Galles”
Docking, Inghilterra, 1558 – York, Inghilterra, 7 aprile 1595
Nato nel 1558 a Docking nel Norfolk (Inghilterra), cominciò gli studi di giurisprudenza a Londra nel 1578.
Decise di diventare sacerdote dopo il martirio di P. Edmund Campion; entrò il Collegio Inglese a Rheims nel Luglio del 1582 e si trasferì Collegio Inglese di Roma (aprile 1583) dove finalmente decise di entrare nella Compagnia di Gesù, nel 1584.
Terminò gli studi al Collegio Scozzese di Pont-à-Mousson, e fu ordinato sacerdote a Parigi. Dopo un periodo di apostolato sul continente, riuscì ad entrare di nascosto in Inghilterra nel 1593, ma fu tradito da un compagno di viaggio e subito imprigionato.
Dopo più di un anno di prigionia e torture, fu condannato per aver ricevuto l'ordinazione sacerdotale all'estero (un reato considerato come alto tradimento) e martirizzato il 7 aprile del 1595. Fu dichiarato santo da Paolo VI nel 1970.
Martirologio Romano: A York in Inghilterra, Sant’Enrico Walpole, della Compagnia di Gesù, e beato Alessandro Rawlins, sacerdoti e martiri, che durante il regno di Elisabetta I furono messi in prigione
e crudelmente torturati per il loro sacerdozio e, infine, condotti al patibolo, ottennero impiccati e poi sventrati la corona eterna.
Henry Walpole nacque nel 1558 a Docking nel Norfolk. Educato prima al liceo di Norwich e poi alla Peterhouse di Cambridge, entro infine al Gray’s Inn londinese per studiare legge. Si ritiene che i suoi genitori fossero cattolici, anche se una tradizione vuole che Henry si sia convertito solo dopo aver assistito il 1° dicembre 1581 all’esecuzione capitale di Sant’Edmondo Campion. Su questo tragico evento egli scrisse infatti un lungo poema, probabilmente poiché tale visione risvegliò la sua fede cattolica da un lungo letargo.
Dal 1582 Henry si trasferì all’estero per intraprendere gli studi ecclesiastici, in un primo tempo a Reims in Francia, poi a Roma ove due anni dopo entrò nella Compagnia di Gesù.
Terminati gli studi presso il Collegio Scozzese di Pont-à-Mousson, a Parigi nel 1588 ricevette l’ordinazione presbiterale e per qualche tempo esercitò il suo ministero in Italia, per poi divenire cappellano dei soldati cattolici inglesi nelle Fiandre, militanti nell’armata spagnola.
Per quattro o cinque mesi fu imprigionato da alcuni ribelli antispagnoli ed una volta rilasciato si trasferì in Francia per completare il suo tirocinio. Tornò poi a Bruxelles come bibliotecario e, contrariamente al suo desiderio di andare missionario in patria, fu spedito in Spagna a lavorare nei collegi di Siviglia e Valladolid, prima di ritornare nuovamente nelle Fiandre per aprire con l’autorizzazione regia un nuovo collegio inglese presso Saint-Omer.
Solo nel 1593 ad Henry Walpole fu dato di poter realizzare il suo grande sogno: giunto in Inghilterra a Bridlington il 6 dicembre, il giorno seguente venne già arrestato e condotto a York quale sacerdote sospetto.
Egli non ebbe paura ad ammettere la colpa, se colpa può essere considerata il non aver voluto aderire alla nascente confessione anglicana non in comunione con la Santa Sede, e quindi venne internato nella Torre di Londra.
Dalla prigione scrisse ad un confratello gesuita: “Sono fiducioso che Dio sarà glorificato in me, con la vita o con la morte [...]. Alcune persone vengono per interrogarmi, ma portano più parole chiassose che e vuote che argomenti solidi”. Le sue confessioni scritte sono assai più ricche rispetto a quelle di altri martiri inglesi.
Era una persona affettuosa, espansiva, con buona oratoria, debole di costituzione. Le torture subite lo lasciarono con le mani storpiate e pieno di dolori, ma nonostante la debolezza umana possa indubbiamente averlo segnato, mai pensò di abbandonare il sacerdozio ed il cattolicesimo.
Il suo processo fu infine rinviato a York, ove il santo dinnanzi alla giuria riunita disse: “Confesso molto volentieri di essere un sacerdote, di appartenere alla Compagnia di Gesù, di essere venuto per convertire il mio paese alla fede cattolica e per invitare i peccatori al pentimento.
Non negherò mai tutto ciò; questo è il dovere che la mia chiamata impone. Se trovate qualsiasi cosa in me che non sia d’accordo con la mia professione, non mostratevi favorevoli. Nel frattempo, agite secondo le vostre coscienze ricordando che dovrete darne conto a Dio”. Fu duqnue giudicato colpevole secondo la legge del 1585, secondo la quale era reato trovarsi in Inghilterra se ordinati preti all’estero. Salito al patibolo, tra le sue ultime parole vi fu l’esplicita negazione dell’autorità della regina in ambito religioso.
Il 7 aprile 1595, fuori della città, Henry Walpole fu impiccato, sventrato e squartato insieme al sacerdote Alexander Rawlins. Entrambi furono beatificati nel 1929, ma solamente il Walpole fu anche canonizzato da Papa Paolo VI il 25 ottobre 1970, unitamente al gruppo dei Quaranta Martiri d’Inghilterra e Galles.
(Autore: Fabio Arduino – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Sant’Enrico Walpole, pregate per noi.  


*Sant'Ermanno Giuseppe di Colonia - Premostratense (7 aprile)

Colonia, 1150/1160 - 1241/1252
Ermanno nacque a Colonia tra il 1150 e il 1160. Entrato giovanissimo nel monastero premostratense di Steinfeld, che allora si trovava nella diocesi di Colonia (oggi dipende da Aachen), fu ordinato sacerdote e da premostratense si trovò spesso a svolgere il suo ministero nei monasteri delle religiose cistercensi e premostratensi della sua regione.
Morì nel 1241 o 1252, a Hoven, il giovedì dopo Pasqua. Il martedì dopo Pentecoste le sue spoglie furono portate a Steinfeld dove si trovano ancor oggi. Compose molti scritti ma di lui conserviamo solo «Duodecim gratiarum actiones» e «Precula de
quinque gaudiis Beatae Mariae Virginis». Già nel 1339 gli fu dedicata una chiesa a Ubbergen. L'iconografia lo ritrae con un calice ornato di tre rose e con le vesti corali. (Avvenire)
Etimologia: Ermanno = variante di Armando
Martirologio Romano: Nel monastero premostratense di Steinfeld in Germania, Sant’Ermanno Giuseppe, sacerdote, che rifulse di tenero amore per la Vergine Maria e celebrò con inni e lodi la devozione verso il Sacro Cuore di Gesù.
Nato a Colonia tra il 1150 e il 1160, fin dalla infanzia si distinse per la devozione verso la Madre di Dio. A dodici anni entrò nel monastero premostratense di Steinfeld, allora nella diocesi di Colonia (da cui dista sessanta chilometri), oggi in quella di Aachen.
Per ragioni di studio dimorò alcuni anni nel monastero di Mariengaarde, in Olanda, fondato dal Beato Federico.
Tornato a Steinfeld, fu addetto al servizio del refettorio e poi alla sagrestia. Divenuto sacerdote premostratense in un anno indeterminato, esercitò spesso il suo ministero nei monasteri delle religiose cistercensi e premostratensi della sua regione.
Infine, nel 1241 o 1252, in Quaresima, essendo andato a esercitare il suo ministero a Hoven, assalito dalla febbre alcuni giorni prima di Pasqua, rese l'anima a Dio il giovedì entro l'ottava.
Sepolto ad Hoven, le sue reliquie, il martedì dopo Pentecoste, furono portate con una solenne processione in Steinfeld e deposte nella chiesa, dove ancor oggi sono devotamente conservate e venerate dai fedeli.
Ermanno si distinse per la sua tenera devozione verso il Bambino Gesù e verso la Vergine, che era solito invocare col nome di "Rosa".
Compose molti scritti, fra cui Orationes et gratiarum action; Commentarium in Cantica Canticorum; Officium S. Ursulae et Sociorum, ecc.
La maggior parte di queste opere è andata perduta, ad eccezione di Duodecim gratiarum actiones e di Precula de quinque gaudiis B. M. V.
Il famosissimo inno Summi regis cor aveto in onore del Salvatore, si disputa se sia da attribuirsi a Ermanno Alcuni gliene attribuiscono la paternità (G. Schreiber, in Theologische Quartalschrift, CXXII [1941, pp. 117 sg.; Zeitschrift fur katholische Theologie, LV [1941], p. 30; J. Ramackers, in Zeitschrift des Aachener Geschichtsvereins' LXV [1951-52], pp. 176-81), altri lo giudicano di Arnolfo di Lovanio (D. Stracke, Arnulf van Leuven, O. Cist., versus gelukz. Hermann Jozef, O. Praem., in Ons Geestelijk Erf, XXIV [1950], pp. 27-50, 133-69).
La storia del culto reso a Ermanno è descritta accuratamente nella Positio super casu excepto (Roma 1954, pp. 68-177).
Già nel 1339 gli fu dedicata una chiesa in Ubbergen, allora nella diocesi di Colonia; nel 1628 fu compilato a Steinfeld il processo super fama sanctitatis; le sue reliquie erano esposte alla venerazione del popolo con indulgenze in occasione della sua festa; gli erano dedicati altari e cappelle; lo stesso Benedetto XIII, nel 1728, consacrò a Roma un altare e lo dedicò ad E. (cf. H. Lamy, La dévotion de Benozt XIII pour le B. Hermann-Joseph, in Analecla Praemonstratensia, XV [1933, pp. 53-65). Finalmente, l'11 agosto 1958, fu pubblicato il decreto della S. Congregazione dei Riti con cui è stato confermato il culto a lui attribuito.
I1 15 maggio 1960 la stessa Congregazione stabilì che Ermanno si può invocare come santo e che questo titolo può essere stampato nei calendari liturgici della diocesi di Aachen.
Inoltre, Ia chiesa di Steinfeld, dove si conserva il corpo del santo, è stata dichiarata basilica minore. Con decreto del 7 gennaio 1961 è stato concesso che la sua festa si celebri in tutte le diocesi della Germania il 7 aprile.
L'arte raffigura il Santo con un calice ornato di tre rose e con le vesti corali dell'Ordine Premostratense. Questo modo di rappresentarlo deriva dalle apparizioni di cui egli godette durante la sua vita terrena. É notissima la pittura di A. Van Dyck, conservata nel museo di Vienna, in cui è ritratto lo sposalizio di Ermanno con la Ss. ma Vergine.
(Autore: Giovanni Battista Valvekens – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Sant'Ermanno Giuseppe di Colonia, pregate per noi.


*San Giorgio di Militene - Vescovo (7 aprile)

Asia, 776 circa – 7 aprile 820/821
Martirologio Romano:
A Mitilene sull’isola di Lesbo, San Giorgio, vescovo, che patì molto sotto l’imperatore Leone l’Armeno per il culto delle sacre immagini.
Giorgio nacque in Asia verso il 776 da una famiglia ricca e religiosa. All’età di diciassette anni distribuì tutti i suoi beni ai poveri ed entrò in un monastero per dedicare tutta la sua vita a Dio. Due
anni dopo fuggì a Mitilene, sull’isole di Lesbo nel Mar Egeo, ove per sei anni si diede all’austera vita anacoretica, sino a quando nell’804 il clero di Mitilene all’unanimità non lo elesse vescovo all’età di soli ventisette anni. Per nove anni fu pastore di questa Chiesa locale, sempre perseverando nella sua vita di penitenza e di carità.
Verso l’813 le vessazioni del governatore lo costrinsero a recarsi a Costantinopoli, capitale imperiale, per difendere i diritti della Chiesa di Mitilene. Trattenuto dal patriarca Niceforo, assistette all’ascesa al trono di Leone V l’Armeno, sotto il cui regno si scatenò nuovamente la persecuzione iconoclasta.
Giorgio insieme al patriarca si schierò in difesa del culto delle sacre immagini, ma ciò gli valse la fustigazione e l’esilio in un’isola nell’815. Non potendo più occuparsi della cura pastorale dei suoi fedeli, tornò alla via di anacoreta, ma rimase indebolito dalle pratiche ascetiche e dopo sei anni a seguito di una lunga malattia morì il 7 aprile 820 o 821.
Le sue spoglie furono sepolte provvisoriamente e solo con il ritorno alla pace in ambito religioso poterono essere traslate a Mitilene, al tempo del patriarca San Metodio.
Sulla sua tomba si verificarono parecchi miracoli, come attesta la sua Vita. Talune fonti hanno dato adito all’ipotesi che siano esistiti due santi omonimi, entrambi vescovi della stessa città, in primis secondo i sinassari bizantini che oltre alla festa del 7 aprile ne prevedono un’altra al 16 maggio.
In mancanza di fonti più certe si ritiene però che solamente uno sia stato il il vescovo di Mitilene di nome Giorgio ad essere venerato come santo, cioè quello oggetto della presente scheda agiografica.
(Autore: Fabio Arduino – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Giorgio di Militene, pregate per noi.  


*San Giovanni Battista de La Salle - Sacerdote (7 aprile)
Reims (Francia), 30 aprile 1651 - Saint-Yon (presso Rouen), 7 aprile 1719
Nasce a Reims il 30 aprile 1651 da genitori nobili, ma non ricchi, e con dieci figli. Si laurea in lettere e filosofia; è sacerdote nel 1678, e a Reims assume vari incarichi, collaborando anche
all'attività delle scuole fondate da Adriano Nyel, un laico votato all'istruzione popolare.
Scuole gestite però da maestri ignoranti e senza stimoli.
E proprio dai maestri parte la sua opera. Riunisce quelli di Nyel in una casa comune, vive con loro, studia e li fa studiare, osserva metodi e organizzazione di altre scuole.
Insgna un metodo e abolisce le lezioni in latino, introducendo in ogni disciplina la lingua francese.
Nel 1680 nasce la comunità dei «Fratelli delle Scuole Cristiane».
In genere non sono preti, vestono una tonaca nera con pettorina bianca, con un mantello contadino e gli zoccoli, e sotto la guida del La Salle aprono altre scuole.
Nel 1687 hanno già un loro noviziato.
Nel 1688 sono chiamati a insegnare a Parigi dove in un solo anno i loro allievi superano il migliaio.
A causa di critiche e ostacoli esterni da Parigi dovrà portare la sua comunità nel paesino di Saint-Yon, presso Rouen, dove morirà il 7 aprile 1719. (Avvenire)
Patronato: Insegnanti
Etimologia: Giovanni = il Signore è benefico, dono del Signore, dall'ebraico
Martirologio Romano: Memoria di San Giovanni Battista de la Salle, sacerdote, che a Rouen in Normandia in Francia si adoperò molto per la formazione umana e cristiana dei bambini, in particolare quelli poveri, e istituì la Congregazione dei Fratelli delle Scuole Cristiane, per la quale sostenne molte tribolazioni, divenendo benemerito davanti al popolo di Dio.
Combatte l’ignoranza per tutta la vita, e molti combattono lui. Nato da genitori nobili, ma non ricchi, e con dieci figli, Giovanni Battista si laurea in lettere e filosofia; è sacerdote nel 1678, e a Reims assume vari incarichi, collaborando anche all’attività delle scuole fondate da Adriano Nyel, un laico votato all’istruzione popolare. Scuole che vanno male, però, soprattutto perché hanno maestri ignoranti e senza stimoli.
E di qui parte lui. Dai maestri. Riunisce quelli di Nyel in una casa comune, vive con loro, studia e li fa studiare, osserva metodi e organizzazione di altre scuole...
Comunica a questi giovani raccogliticci la gioia dell’insegnamento, dell’aprire scuole; li appassiona a un metodo che da “ripetitori” li fa veri “insegnanti”, abolendo le lezioni in latino, e introducendo in
ogni disciplina la viva lingua francese.
Da quel primo nucleo ecco svilupparsi nel 1680 la comunità dei “Fratelli delle Scuole Cristiane”: il sodalizio degli educatori.
In genere non sono preti (lui li vuole laici, vicini al mondo che devono istruire nella fede, nel sapere, nelle professioni); vestono una tonaca nera con pettorina bianca, con un mantello contadino e gli zoccoli, e sotto la guida del La Salle aprono altre scuole.
Nel 1687 hanno già un loro noviziato. Nel 1688 sono chiamati a insegnare a Parigi dove in un solo anno i loro allievi superano il migliaio.
Poi cominciano le battaglie, e tutto sembra crollare.
Il fondatore si trova via via attaccato dall’alto clero di Parigi, da vari parroci e dall’autorità civile, dai cattolici integrali e dai giansenisti, abbandonato da gente che credeva fedele, e più tardi anche esautorato.
Lui in quei momenti si immerge – si inabissa, potremmo dire – nell’isolamento penitenziale, nella meditazione. Studia e si studia. Ma resiste, con la sua mitezza irriducibile. Da Parigi dovrà portare la sua comunità nel paesino di Saint-Yon, presso Rouen. Però la semina continua a dare frutti: nascono le scuole per adulti, le scuole per maestri, gli istituti d’istruzione nelle carceri, i collegi “di istruzione civile a pagamento”: e i suoi libri, trattati e sillabari pilotano l’opera dei maestri.
Nei momenti più desolati giunge a dubitare della propria vocazione per la scuola e si accusa di nuocere alla stessa opera. Ma intanto le dedica ogni energia, scrivendo e insegnando per il futuro dei Fratelli, che la fine del XX secolo troverà presenti e attivi ben oltre i confini della Francia e dell’Europa.
Quando muore nel piccolo centro di Saint-Yon, le sue case sono 23 e gli allievi diecimila. Ma per i funerali accade l’imprevedibile: trentamila persone si riversano nel paese per dargli l’ultimo saluto. Trentamila risposte a persecuzioni e tradimenti.
Papa Leone XIII lo canonizzerà nell’anno 1900. E, cinquant’anni dopo, Pio XII lo proclamerà "patrono celeste presso Dio di tutti gli insegnanti".
(Autore: Domenico Agasso – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Giovanni Battista de La Salle, pregate per noi.  


*Beata Maria Assunta Pallotta - Francescana (7 aprile)

Force (AP), 20 agosto 1878 - Shansi, Cina, 7 aprile 1905
La Beata Maria Assunta Pallotta nacque a Force (AP) il 20 agosto 1878 da Luigi ed Eufrasia Casali, primogenita di cinque figli. A causa della povertà della famiglia non poté seguire un corso di studi regolare ed andò subito a lavorare.
La sua vocazione alla vita religiosa arrivò in tenera età, il 4 maggio 1898 partì per il probandato delle suore Francescane Missionarie di Maria.
Quando il 9 luglio 1900 sette missionarie dell'istituto delle Suore Francescane di Maria furono martirizzate in Cina, nello Shansi, dai Boxers, Maria chiese di essere inviata missionaria in Cina, pronta a dare la vita per Cristo e per la fede.
La sua domanda fu accolta e Maria Assunta l'anno successivo raggiunse la Cina.
L'inverno del 1905 fu rigidissimo e nello Shansi scoppiò una tremenda epidemia di tifo che colpì anche Maria Assunta. La sera del 7 aprile ricevette il viatico e venti minuti prima di morire un profumo misterioso inondò la stanza.
Questo prodigio si ripeté nelle strade dove fu portato il suo feretro, nelle stanza e dove ella aveva abitato. Il 7 novembre 1954 Maria Assunta, chiamata dai cinesi "la santa dei profumi", veniva insignita da Pio XII dell'aureola dei beati. Ella fu la prima missionaria che raggiunse gli onori degli altari senza aver subito il martirio.
Martirologio Romano: In località Dongerkou in Cina, beata Maria Assunta Pallotta, vergine delle Suore Francescane Missionarie di Maria, che, addetta ad umili servizi, visse nella semplicità e nel nascondimento per il regno di Cristo.
La Beata Maria Asunta Pallotta, figlia di Luigi Pallotta e Eufrasia Casali, nata casualmente a Force il 20 agosto 1878, battezzata secondo la tradizione del tempo il giorno dopo (Assunta, Maria, Liberata), è stata cresimata 07.07.1880 da Mons. Bartolomeo Ortolani Vescovo e Principe di Ascoli Piceno nella Chiesa di s. Maria del popolo in Castel di Croce, qui anche è stato battezzato suo fratello Alessandro.
Dopo aver frequentato solo due anni di scuola dovette intraprendere la vita lavorativa, per aiutare le finanze della sua famiglia che stava vivendo un periodo di ristrettezze economiche. La piccola
santa si dimostrava instancabile nel lavoro e nella preghiera. Non era facile per una bambina di soli sei anni lavorare nei cantieri, come manovale, trasportava malta e pietre, ma lei non si lamentava, e tra i muratori uomini spesso avvezzi a parole grosse e volgari avvertivano in quella bambina un qualcosa che imponeva rispetto.
Successivamente trovò impiego presso il sarto del paese, che accettò volentieri l'aiuto della Piccola Assunta, vista anche la sua bravura e precisione nel lavoro. Dopo la giornata lavorativa, la piccola correva subito in chiesa, dove restava quando poteva anche intere ore, dinanzi all'altare del SS. Sacramento, testimoni raccontano che era talmente presa nella preghiera che quasi sembrava entrare in estasi. Nonostante la sua precaria condizione e malgrado a casa spesso era difficile reperire cibo a sufficienza per la famiglia, lei non mancava di prestare aiuto agli anziani bisognosi del paese, in particolar modo alla sua vicina che viveva in condizioni di assoluta povertà, e spesso condivideva con lei il suo misero pasto. Raccontò la mamma che più volte trovò nel pagliericcio dove dormiva grandi pietre, e più lei le toglieva e più Assunta ne aggiungeva. Successivamente intuì che sua figlia oltre a fare penitenza dormendo sopra le pietre, e digiunando tre volte alla settimana, non poco per una ragazzina che lavorava dalla mattina alla sera tardi, indossava anche il cilicio. Amava leggere le vite dei santi, e appena poteva recitava il rosario, suo inseparabile amico.
Nella serata di carnevale del 1897, ricevette la chiamata divina; partecipò con la mamma al ballo in maschera organizzato nel Palazzo Comunale, quella sera Assunta venne avvicinata da un giovane che le chiese se poteva dargli un bacio. Da quel momento la piccola Assunta iniziò a pensare ad una vita monastica a servizio dei bisognosi.
L'anno seguente con la raccomandazione di Monsignor Luigi Maria Canestrari alto Prelato forcese, Assunta, a soli venti anni, lascia Force per intraprendere la vita monastica presso l'ordine delle Francescane Missionarie di Maria. Dopo aver percorso il difficile cammino di novizia presso i monasteri di Firenze Roma e Grotta Ferrata volle essere tra le suore che andavano in missione nella Cina, a sostituire le consorelle martiri uccisi dai rivoluzionari anticristiani.
Nel 1904 si imbarca da Napoli per raggiungere la Cina. La sua attività in Cina fu quella di infermiera e di cuoca presso la missione, la sua bontà d'animo la sua semplicità e la sua santità era tale che molte suore rimanevano esterrefatte dal suo operare, e dalle sue affermazioni, tutte ispirate alla bontà divina. L'anno seguente si ammalò di tifo, e il sette aprile del 1905 morì, circondata dal dolore, delle consorelle e dei cristiani vicini alla missione. Poco prima di spirare avvenne il primo evento miracoloso, dalla stanza dove era assunta iniziò ad uscire uno strano profumo, dolce, intenso, misterioso, che scomparve proprio quando Assunta spirò.
Durante la stessa notte sempre dalla camera dove giaceva il corpo di Assunta ormai senza vita iniziò lo strano fenomeno, il profumo iniziò a farsi risentire e a propagarsi per tutte le stanze della missione.
La strana fragranza durò per ben tre giorni, e ad essa seguì un grande pellegrinaggio di cristiani e di pagani che accorsero nella missione per vedere lo strano fenomeno. Il profumo che sapeva di mistero e di mistico si risentì il giorno del suo funerale, quando le suore dopo le onoranze funebri tornando in missione trovarono la casa invasa dal profumo, che cessò proprio nel momento esatto in cui tre giorni prima Assunta spirò.
Di questo strano fenomeno venne informato subito il Santo Padre, Pio X, fu la madre superiore che chiese udienza al Papa, e dopo aver raccontato alla perfezione gli eventi accaduti nella missione in Cina il pontefice esclamò "Bisogna far causa e presto!".
Fu lo stesso Pio X ad interessarsi affinché la causa di Beatificazione venisse inoltrata. Seguirono un gran numero di miracoli avvenuti per intercessione di suora Assunta, nel 1913 venne riesumata la salma e il corpo di Assunta venne trovato incorrotto.
Il 7 novembre 1954 venne proclamata Beata. A Castel di Croce si trova la casa famigliare della Beata. Da 50 anni ogni terza domenica del mese diagosto i paesani festeggiano la Beata e chiedono la sua protezione per le loro famiglie e per altre persone.
(Autore: Don Adam Baranski - Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beata Maria Assunta Pallotta, pregate per noi.  


*Santi Martiri di Sinope (7 aprile)
Sec. IV
Martirologio Romano:
A Sinópe nel Ponto, nell’odierna Turchia Santi duecento soldati martiri.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Santi Martiri di Sinope, pregate per noi.  


*Beata Orsolina (Veneri) di Parma - Vergine (7 aprile)

Parma, 1375 - Verona, 7 aprile 1410
Oblata benedettina, andò invano due volte ad Avignone per convincere Clemente VII a porre fine alla divisione.
Si recò in Terra Santa e a Venezia. Morì a Verona. (Avvenire)
Orsolina, figlia di Pietro Veneri e Bertolina, a undici anni fu guarita da una grave infermità per intercessione di San Pietro Martire.
Manoscritti conservati nell'Archivio di Stato di Parma e in quello comunale di Siena, redatti dai
suoi confessori, testimoniano in Orsolina un'intensa vita spirituale e il dono della contemplazione.
Come oblata fu vicina alle Benedettine dei monasteri di Parma, pur non legandosi a nessun istituto monastico. Nella sua vita trovò eco il problema dello scisma avignonese che angustiava la Chiesa: per due volte, pur senza esiti positivi, andò ad Avignone, accompagnata dalla madre, per convincere Clemente VII a porre fine alla divisione nella Chiesa.
Al ritorno di un pellegrinaggio in Terra Santa (1396) si fermò a Venezia dove lasciò un'impronta così viva della sua santità, che a distanza di quarant'anni la Repubblica voleva promuoverne la canonizzazione e dedicarle un monastero.
Mandata in esilio da Ottone Terzi che si era impadronito di Parma, sconfiggendo i Rossi al cui partito apparteneva la famiglia dei Veneri, morì a Verona.
Il corpo fu portato nella Chiesa di San Quintino dalla madre.
(Autore: Ufficio Liturgico della Diocesi di Parma – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beata Orsolina di Parma, pregate per noi.  


*San Pelusio - Sacerdote e Martire (7 aprile)

Martirologio Romano: Ad Alessandria d’Egitto, San Pelusio, Sacerdote e Martire.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Pelusio, pregate per noi.  

 

*San Pietro Nguyen Van Luu - Sacerdote e Martire (7 aprile)

Scheda del Gruppo a cui appartiene:
“Santi Andrea Dung Lac e Pietro Truong Van Thi - Sacerdoti e Martiri”
 

Gò Vấp, Vietnam, 1812 circa - Mỹ Tho, Vietnam, 7 aprile 1861
Martirologio Romano: In Cocincina, ora Viet Nam, San Pietro Nguyen Van Leu, Sacerdote e Martire, che, condannato a morte sotto l’imperatore Te Ðec, morì lieto sul patibolo.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Pietro Nguyen Van Luu, pregate per noi.  


*Beato Randolfo Ashley - Religioso Gesuita, Martire (7 aprile)

Scheda del Gruppo a cui appartiene: “Beati Martiri di Inghilterra, Galles e Scozia”
+ Worcester, Inghilterra, 7 aprile 1606
Durante gli socntri tra il nascente anglicanesimo ed il cattolicesimo, furono uccisi in odio alla loro fede, per non aver voluto riconoscere la supremazia regia in ambito religioso, il sacerdote secolare Edoardo Oldcorne ed il religioso gesuita Randolfo Ashley.
Entrambi furono beatificati nel 1929, unitamente ad un folto gruppo dei martiri inglesi e gallesi.
Martirologio Romano: A Worcester sempre in Inghilterra, Beati martiri Edoardo Oldcorne, sacerdote, e Rodolfo Ashley, religioso della Compagnia di Gesù, che esercitarono clandestinamente per molti anni il loro ministero, finché, sotto la falsa accusa di cospirazione contro il re Giacomo I, furono gettati in carcere, torturati e infine tagliati a pezzi ancora vivi.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Beato Randolfo Ashley, pregate per noi.  


*San Saturnino di Verona - Vescovo (7 aprile)
IV sec.

San Saturnino è il quinto vescovo di Verona. Nella cronotassi ufficiale della diocesi scaligera figura dopo San Procolo che resse la diocesi tra il 260-314 e prima di San Lucillo vescovo intorno al 343-356.
Di lui non sappiamo nulla sulla sua vita.
La tradizione lo dice cospicuo per dottrina umana e divina.
Nel "Catalogus Sanctorum Ecclesiae Veronensis", mons. Franco Segala ne trascrive l’elogium dal Martirologio della chiesa veronese: "Veronae sancti Saturnini eiusdem urbis (qui admirabili humanarum et divinarum rerum doctrina conspicuus meritis plenus ad coelestia regna migravit).
Morì in un anno imprecisato alla data 7 aprile.
Venne sepolto, secondo  Gian Giacomo Dionisi, nella cripta di San Procolo, da lui ritenuta la prima cattedrale della città.
Da un’antica pergamena scaligera e dalle rozze ottave del Corna Da Soncino, sappiamo che suoi resti furono traslati nel VI secolo nella chiesa di San Stefano.
Nel martirologio romano veniva ricordata la sua festa il 7 aprile, fino alla riforma del Proprio veronese, del 1961, voluta dal vescovo Carraro, quando fu annoverato nella festa comune di tutti i vescovi veronesi, e la sua festa venne a cessare.

(Autore: Mauro Bonato – Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - San Saturnino di Verona, pregate per noi.  


*Santi Teodoro, Ireneo, Serapione e Ammone - Martiri (7 aprile)
Martirologio Romano: Nella Pentapoli in Libia, Santi Martiri Teodoro, vescovo, Ireneo, diacono, Serapione e Ammone, lettori.
(Fonte: Enciclopedia dei Santi)
Giaculatoria - Santi Teodoro, Ireneo, Serapione e Ammone, pregate per noi.


*Altri Santi del giorno (07 Aprile)
*xxx
Giaculatoria - Santi tutti, pregate per noi


 
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