1897 Casa Madre - Istituto Aveta

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1897 Casa Madre

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*1897 Casa Madre (Pompei)
(Suore Domenicane "Casa Madre e Generalizia - 1897" - Piazza Bartolo Longo,1 - 80045 Pompei (NA) Tel. 081/8577347)
(Casa Generalizia tel.081/8633368 - e-mail: ermelinda.cuomo07@gmail.com)
Fondazione di Casa Madre
"Casa Madre": nacque nell’Orfanotrofio femminile aperto il 7 maggio 1887 e raccoglieva le orfane gratuitamente. Lì giunsero le prime tre Suore provenienti da Marino il 24 novembre del 1896. Ha sempre avuto sede qui a Pompei e, per interessamento dei vari Delegati Pontifici, ha subito continui e significativi ampliamenti e adeguamenti strutturali.
Casa Madre

Animate di Buona volontà…
La comunità di Casa Madre è la culla della nostra Congregazione, dove risiede la Madre Generale.
È composta da Suore giovani e meno giovani, tutte animate di buona volontà e si aiutano
scambievolmente nei diversi uffici del Santuario e della Casa.
Ognuna dà il meglio di se stessa.
In questa bella comunità regna la pace, l’aiuto scambievole e tanto spirito di preghiera.
La corona del santo Rosario pende dalle mani delle nostre Suore; pregano la Madonna seguendo l’esempio del Fondatore.
Il Beato Bartolo Longo diceva che le Suore sono le “figlie predilette” di Maria, le “custodi” del Santuario.
Nella nostra comunità le feste sono molto sentite


*La Comunità costituita da circa 80 membri è la più numerosa
La casa Madre è la “culla” della fondazione delle Suore Domenicane “Figlie del S. Rosario di Pompei” e, con ragione è considerata il “cuore” della Congregazione, sia perché è annessa al Santuario, luogo privilegiato ove troneggia l’Immagine taumaturga della Regina del Rosario, sia perché essa costituisce un punto di riferimento molto caro per ciascuna suora che, in particolari circostanze della vita quotidiana, vi trova serenità, conforto, ascolto dei propri problemi, essendo Pompei anche la sede abituale della Superiora Generale.
La comunità, con un pizzico di predilezione, è, inoltre, spettatrice di numerosi prodigi di grazia e di pietà mariana che, giornalmente, si verificano in questa terra benedetta, ingigantendo sempre più la figura del suo Fondatore, il Beato Bartolo Longo.
L’Uomo della Madonna, l’Apostolo ardente del rosario e della carità nelle sue molteplici forme.
Ma, quali sono i ruoli che le suore di Casa Madre svolgono? Essi sono numerosi e complessi, con un ritmo apostolico molto vario, sui generis.
C’è tutta una vasta gamma di persone che giornalmente ci interpellano nei nostri ambienti di servizio e di contatto: dalla nostra gioiosa presenza nel Santuario, attraverso l’animazione
liturgica, alle suore che si trovano a dirigere il personale addetto alle cucine e alle lavanderie o che operano nelle sale e negli uffici amministrativi o, comunque, a contatto spirituale con le numerose anime che esprimono telefonicamente o in forma epistolare.
La Casa Madre è vicina alla casa della Madre divina. Annualmente si “riaccendono nuove stelline” di giovani vite che si consacrano all’Amore divino con la Professione religiosa, ed è anche il luogo ove, di tanto in tanto, nella linea della Volontà di Dio, si “spegne una candelina umana”, “guizzando” serenamente, dopo aver illuminato e testimoniato per tanti anni il Volto tenero dello Sposo divino e dell’Amico fedele: Gesù.
È davvero uno spettacolo edificante quello offerto dalle nostre suore anziane e dalle malate dell’infermeria! Esse sono serene, pur nel loro pesante carico di anni e di sofferenze, felici di svolgere un ruolo irrinunciabile  in seno a tutta la nostra famiglia religiosa: essere “seme fecondo” per il germoglio e la vitalità spirituale di ciascuna sorella.
Le suore inferme pregano, amano, soffrono pazientemente. Con la corona in mano, elevano a Maria l’eterno canto della loro filiale riconoscenza e devozione.
Quali “novelle Mosè”, le sorelle meno giovani sostengono, con la loro fede e le loro continue implorazioni al Signore, le altre impegnate nelle complesse attività dell’Opera Pompeiana, facendone un “olocausto gradito a Dio”.
Accanto alla dimensione “preghiera”, le suore di Casa Madre hanno un ruolo particolare, specifico al servizio del Santuario della Regina del Rosario.
Bartolo Longo ribadisce a più riprese lo stesso concetto, nei riguardi delle “sue suore”: “Son dette figlie e non sorelle del Rosario, perché sono chiamate a vivere come altrettante figlie al servizio del Tempio. (Cost. B.L. 1900) – Un gesto di predilezione e di profonda fiducia del nostro Fondatore.
Il salesiano P. Adolfo l’Arco, nella biografia del nostro Beato, sottolinea: “Se la Basilica primeggia per lindore, il merito va, in gran parte, a queste figlie che curano con passione il decoro della Casa paterna”.
E le nostre suore, addette alla cura della Basilica e alla custodia degli arredi sacri, sono davvero ammirabili nella loro scrupolosa e delicata missione; lavorano con competenza, amore, femminilità; si rivelano “portatrici simpatiche” dell’amore alla Madonna e al Beato B. Longo.
Le nostre sorelle di Casa Madre sono presenti in tutti gli ambienti della Basilica, con un lavoro assiduo, scrupoloso, responsabile, paziente, di gioiosa testimonianza.
C’è tutta una folla di pellegrini devoti di Maria che le interpellano con le loro accorate preghiere, considerandole “fortunate sentinelle” della Vergine di Pompei.
Il contatto con il mondo intero prende,  poi, gigantesche dimensioni in alcuni giorni o periodi dell’anno: nella festa della Supplica di maggio e di ottobre e nei mesi dedicati in modo speciale alla Mamma celeste.
Bartolo Longo nei suoi scritti sottolinea ed esalta la bellezza della nostra vocazione, dono fatto ad anime che Egli “pone a custodia del Santuario”.
Una missione molto delicata e che va assumendo forme sempre più grandi, è quella svolta dall’ufficio corrispondenza, un “filo rosso di carità” che intercorre tra molte devote di Maria e le suore di Pompei, mediante i mezzi che la società dell’oggi ci offre: il telefono e la corrispondenza.
Sono accorati appelli di madri, di spose, di figlie, che aprono il loro animo all’ ”amica suora”, sicure di riceverne una parola di conforto, di fede, di incoraggiamento, di speranza per un futuro migliore.
Chi ha avuto modo di essere protagonista di queste confidenze, proprio perché suora, ne è profondamente commossa.
Ecco alcuni stralci delle tantissime lettere giunte in segreteria:
La mia modestissima penna non è capace di descriverle l’infinita gioia recatami dall’affettuosa, esauriente, bellissima lettera giuntami questa sera …
Non abbandonarmi, carissima, perché dalle tue parole traggo la forza necessaria, la carica spirituale per andare avanti  in quest’ultimo scorcio di vita … (ha 90 anni)
Faccio fatica a scriverle, per l’età, ma il beneficio che ricevo dalla sua risposta, mi ripaga della stanchezza …
Il conforto che ricevo dalle sue missive è così redditizio da ritemprare tutte le mie forze cadute in una prostrazione spaventosa …
Sono molto legata a Pompei, mi manca quell’ossigeno indispensabile per la mia sopravvivenza …
Sento nel cuore tanta tranquillità per le sue parole cariche di amore …
Mia carissima amica, dolce mia consolatrice e sollievo, mi è gradito risponderle subito per esprimerle la mia intensa gratitudine per il suo biglietto meraviglioso, giunto fra i tanti regali del mio onomastico.
Ne sono rimasta commossa. Le sue parole, la sua fiducia nella Vergine irrobustiscono la mia fede quando vacilla e mi fa vedere tutto nero …
Voglio che lei sappia al più presto quanto mi renda felice la sua collaborazione nel chiedere alla Vergine la salute di mio figlio e quella pace in famiglia che attendo da anni.
Le sue parole incoraggianti agiscono in me alla stessa stregua di una medicina che ha il potere di calmare tanta ansia e di attutire la depressione che mi impedisce di riposare …
La ringrazio e le sono grata per il coraggio che m’infonde: è un balsamo che non riesco a descrivere …
Certamente la Madonna che si serve di noi, piccole Sue figlie, per operare nell’animo di chi ha fede grandi cambiamenti spirituali.
Dal cuore s’innalza umilmente un “grazie” sincero nel comune sforzo di lavorare solo e sempre per la gloria del Signore e per il bene di tante anime assetate di pace.
Un ruolo particolare, infine, viene svolto da suore della nostra comunità, che si rivelano “grandi missionarie” pur restando nelle loro accoglienti cellette del monastero.
Tale nobile compito trova la sua fecondità sia attraverso una costante preghiera per le nostre case di missioni estere, sia con un certosino e fervido lavoro di iniziative varie e di collegamento con le altre comunità per sostenere anche materialmente le sorelle missionarie e le loro attività tra la gente del luogo.
La comunità di Casa Madre, come del resto anche le altre, con gioia, gratitudine e intensa partecipazione, vive le varie feste e ricorrenze che si susseguono in questo luogo benedetto nel corso dell’anno; sono celebrazioni che arricchiscono spiritualmente e rinsaldano gli animi attraverso anche i momenti di serena distensione e di agape fraterna.
Mi piace ricordare, fra le tante feste che si vivono a Casa Madre, quella della sera della Vigilia di Natale, una festa che ha sempre tanto fascino per tutte noi.
Si assiste allora ad uno spettacolo suggestivo. Il folto stuolo delle suore e delle novizie, con la paterna ed affettuosa presenza del Prelato di Pompei, è pronto con i flabeaux nel corridoio attiguo alla Cappella, in attesa che si avvii la processione con Gesù Bambino, portato tra le braccia dello stesso Vescovo.
Si procede, cantando e pregando, lungo i corridoi, su per le scale del monastero, illuminato da molte luci, perché il Bambinello divino benedica le nostre stanzette e i vari punti della Casa. La sosta è più lunga nell’infermeria, ben addobbata per la grande solennità natalizia.
Sulla soglia di ogni stanza sono ad attendere le suore inferme, felici di essere protagoniste di un particolare sorriso del Bambinello e imprimere un caldo bacio sulla sua Immagine. Bello è il ritorno nel corridoio della Cappella.
Qui una “pioggia” di stelline illumina i volti sereni delle suore e fa vibrare ogni cuore di indicibile gioia, pregustando così lo spettacolo che, qualche ora dopo, si verificherà con l’attualizzazione del Mistero della Nascita, nel tempo, del Creatore del mondo.  
(Autore: Concetta Fabbricatore)


*Decima Madre Generale, dal 2019 e continua, Madre Ermelinda Cuomo
Il 20 luglio, le Suore del capitolo hanno eletto Madre Ermelinda Cuomo come nuova Superiora generale.
Dotata di eccezionali doti comunicative, amante della natura e dell’arte, ha sempre svolto con impegno e professionalità gli incarichi ricevuti in spirito d’obbedienza.
Ancora giovanissima è stata responsabile di comunità, insegnante e direttrice dell’Istituto
Comprensivo di Paola (Cosenza), ha diretto il Liceo Pedagogico "Santa Caterina" di Pompei, dove ha anche guidato la comunità del Centro Educativo "Beata Vergine del Rosario".
In seguito ha svolto a Fidenza (Parma) il suo mandato di responsabile di comunità, di insegnante nella Scuola Media e direttrice della Scuola dell’Infanzia. Per alcuni anni è stata membro del Consiglio Generale e collaboratrice del nostro periodico.

Ora le è stato affidato il compito più delicato e gravoso: guidare la Congregazione in un tempo in cui la società ci chiama ad affrontare nuove sfide.
A lei e al nuovo Consiglio auguriamo ogni bene nel Signore. Con la forza dello Spirito Santo, l’intercessione delle Vergine Maria e del Beato Bartolo Longo, possano guidare con sapienza questa famiglia religiosa, affinché continui ad essere faro luminoso di amore e di carità nella Chiesa e nel mondo.


*Comunità di Casa Madre

Responsabile della Comunità di Casa Madre

Madre Teodora La Montagna

Attualmente le Suore appartenenti alla comunità sono:
A)
Suor Maria Ada Villani (Italiana)
Suor Maria Amelia Puglia (Italiana)
Suor Maria Angelica Laum (Filippina)
Suor Maria Assunta Somma (Italiana)
C)
Suor Maria Candida Tenuta (Italiana)
Suor Maria  Caterina Datuin (Filippina)
Suor Maria Cecilia R. Acosta (Filippina)
Suor Maria Chiara Cudal (Filippina)
Suor Maria Claudia Del Giudice (Italiana)
Suor Maria Colomba Russo
D)
Suor Maria Diana Panella (Italiana)
Suor Maria Dolores Miglionico (Italiana)
E)
Suor Maria Elena Lagura (Filippina)
Suor Maria Elisabetta Batuto (Filippina)
Suor Maria Ester Rispoli (Italiana
F)
Suor Maria Florinda Capasso (Italiana)
I)
Suor Maria Isabel Babo (Indonesiana)
L)
Suor Maria Lidia Sammarco (Italiana)
Suor Maria Lina Altieri (Italiana)
Suor Maria Lina (Indiana)
Suor Maria Ludovica Attilio (Italiana)
M)
Suor Maria Margherita (Indiana)
Suor Maria Maura Del Giudice (Italiana)
O)
Suor Maria Olga Caliendo (Italiana)
R)
Suor Maria Rachele Pascal (Italiana)

Suor Maria Rachele V. Afinidad (Filippina)

Suor Maria Regina B. Goden (Filippina)

Suor Maria Remigia Martello (Italiana)

T)
Suor Maria Tommasina Esposito (Italiana)
V)
Suor Maria Virginia Gaglione (Italiana)
Z)
Suor Maria Zelia Villani (Italiana)


*La “voce” di chi ci conosce

Ecco la “VOCE” di chi ci conosce, di chi ci osserva e ci ammira, di chi loda l’attività, la preparazione, la profonda umanità e l’amore delle nostre Suore nella Casa Generalizia.
Ascoltiamola e confrontiamoci …


*Turni Esercizi Spirituali “Anno Domini "202-
Casa Madre  (xx/xx  Aprile -  P. Renato D’Andrea O. P.)
Centro Educativo Beata Vergine  (xx/xx  Luglio -  P. Vittorio Zuccone S.D.V.) Padula (xx/xx  Luglio -   P.Enrico De Cillis O.P.)
Padula  xx/xx Agosto -  P. Renato D’Andrea O. P.)
Maiori  (Data da definire)


*Città di Pompei

Sorge su un altopiano di formazione vulcanica, sul versante meridionale del Vesuvio, a circa 30 metri sul livello del mare ed a breve distanza dalla foce del fiume Sarno, in una suggestiva posizione, decantata in epoca romana anche da Seneca. La mancanza di sorgenti o corsi d'acqua sull'altopiano impedì il suo popolamento nelle epoche più remote, anche se nel corso dell' VIII secolo a. C. nella vicina valle del Sarno si erano formati alcuni insediamenti , come testimoniano numerose tombe a fossa.
La popolazione che fondò Pompei era sicuramente osca, ma è dubbio se il nome stesso della città derivi dal greco o dall'osco.
La fortuna della città fu sin dall'inizio legata alla sua posizione sul mare, che la rendeva il porto dei centri dell'entroterra campano, in concorrenza con le città greche della costa.
Naturalmente l'osca Pompei non poteva sottrarsi all'influenza greca, che si estendeva nel golfo di Napoli fino alla penisola sorrentina, includendo anche le isole di Capri e Ischia.
L'egemonia greca sulla costa campana venne però ben presto minacciata dall'avanzare prepotente di una nuova, formidabile potenza: quella degli Etruschi, che conquistò anche Pompei, risale infatti a quel periodo il Tempio di Apollo e le Terme Stabiane.
Contemporaneamente, però, dovette cominciare una lenta ma inarrestabile discesa delle popolazioni sannitiche provenienti dalle zone montane conquistando nel corso del V secolo a.C. tutta la Campania, ad eccezione di Neapolis e la unificarono sotto il loro dominio.
Pompei dovette subire notevoli trsformazioni urbanistiche ed architettoniche, nel compiere le quali i Sanniti non riuscirono a prescindere dall'influenza greca.
Finalmente, nel II secolo a. C. col dominio di Roma sul Mediterraneo che facilitò la circolazione delle merci, la città conobbe un periodo di grande crescita a livello economico, soprattutto attraverso la produzione e  l'esportazione di vino e olio.
Questo stato di benessere si riflette in un notevolissimo sviluppo dell'edilizia pubblica e privata: furono realizzati  in questo momento il Tempio di Giove e la Basilica nell'area del Foro,
mentre a livello privato una dimora signorile come la Casa del Fauno compete per la grandezza e magnificenza.
La situazione economica restò florida per molto tempo e furono creati nuovi importanti edifici pubblici, come l'Anfiteatro e l'Odeon.
L'età imperiale si apre con l'ingresso a Pompei di nuove famiglie filoaugustee della quale sono un chiaro esempio l'Edificio di Eumachia e il Tempio della Fortuna Augusta.
Nel 62 d. C. un disastroso terremoto provocò gravissimi danni agli  edifici della città; gli anni successivi furono impiegati nell'imponente opera di ristrutturazione, ancora in atto al momento della fatale eruzione del Vesuvio del 24 agosto del 79 d. C. quando Pompei fu seppellita completamente e definitivamente da una fitta pioggia di lapilli.


*Regione - Campania
La Campania è una  regione dell'Italia meridionale. Conta 5.701.931 residenti (censimento 2001 ed ha la più alta densità di popolazione tra le regioni italiane, ma è seconda dopo la Lombardia per numero totale di abitanti.
Il suo capoluogo è  Napoli. Confina a ovest, sud-ovest con il  Mar Tirreno, a nord-ovest con il  Lazio, a nord col  Molise, a nord-est con la  Puglia e ad est con la  Basilicata.  
Il nome Campania deriva dal termine  latino campus, che vuol dire campagna, e per commistione linguistica, dal termine osco Kampanom, con il quale si indicava l'area nei pressi della città di  Capua.


 
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