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1958 SMCV

Sr.Domenicane > Case in Italia

*1958 Santa Maria Capua Vetere (Caserta)
Suore Domenicane - Istituto "Antonio Aveta" - Via Albana, 34 - 81055 - Santa Maria Capua Vetere (CE) Telefono Comunità: 0823/841709 - Telefono Segreteria: 0823/842003
e-mail:istitutoaveta@alice.it - Pec:istitutoaveta@pec.it - Sito Web:www.istitutoaveta.it

19ª Fondazione: Istituto "Antonio Aveta" S. M. Capua Vetere (6 settembre 1958).
La casa porta il nome di Antonio, i cui figli erano: il Canonico Giovanni Aveta, Anna ed Adelina. Questi, rimasti soli, si rivolsero alle Suore di Pompei per l’assistenza.
Tutto nacque dall’incontro di Sr. Maria Serafina Natella con Mons. Aveta nel Carcere di Santa Maria Capua Vetere, dove la Suora si recava per accompagnare le bambine in visita ai propri genitori.
Di qui l’idea di donare la grande casa alle "Figlie del S. Rosario di Pompei" perché potessero meglio svolgere la loro opera assistenziale per i piccoli bisognosi del luogo.
Ora vi sono scuole dell’infanzia e primaria.

*Il 6 settembre 1958
Alle ore 16,30 arrivarono le prime quattro Suore: Madre Carmela Caianiello, Sr. Maria Santina, Sr. Maria Melania e Sr. Maria Dolores che portarono nella nostra Parrocchia una ventata spirituale mai conosciuta prima, veri angeli apportatori di serenità, amore e gioia.
Le Suore con la loro capacità entrarono subito nel cuore della nostra gente, operando prima con
l’istituzione di un laboratorio, con l’Asilo e poi con un primo ciclo di Scuola Elementare seguito in breve tempo da un secondo, fino ad ottenere nel 1987 la Parifica.
Le attività scolastiche con la ristrutturazione dell’edificio sono andate sempre migliorando, Mons. con la sorella Anna Aveta, in Pinna, adeguandosi alle ultime norme igienico-ambientali, dando agli alunni il meglio che la società moderna possa offrire, grazie al contributo dell’allora Madre Generale Madre Valeria Torelli.
Vorrei ora poter dire ed esaltare tutto quello che le Suore hanno dato e danno per la Comunità
Parrocchiale, esse sono attive per le Celebrazioni Liturgiche dando il loro apporto sia per il canto che per animazioni varie. Sono delle valide Catechiste e collaborano alla diffusione della Parola e del Pane come Ministri Straordinari dell’Eucaristia; fanno parte del Consiglio Pastorale ed aprono la loro casa a tutte le esigenze parrocchiali; disponibilità di aule per la catechesi, conversione del cortile in Chiesa sia durante la ristrutturazione della Chiesa Parrocchiale, sia per le Celebrazioni comunitarie di massa.
Tutto ciò che oggi ci offre l’ Istituto e le suore che continuano l’opera,   non è stato  facile, ma alle prime suore è costato grossi sacrifici poiché la casa donata era coabitata e non era del tutto idonea agli scopi prefissi, addirittura le prime
suore hanno sofferto per la mancanza del necessario; l’unico conforto poteva essere Gesù Sacramentato, ma poiché la chiesetta era pericolante, hanno dovuto aspettare che venisse ristrutturata.
Finalmente il 1 gennaio 1959 poterono, alla presenza di amici e molte persone del luogo,   fare una gioiosa celebrazione e far passare il messaggio che la Madonna desiderava: la divulgazione della devozione alla cara Mamma di Pompei.
Non è mancato in tutto questo la spinta, il conforto e l’interessamento di Mons. Gino D’Avighi, Amministratore del Santuario di Pompei, che ne ha voluto fortemente la realizzazione.

*Responsabile della Comunità di Santa Maria Capua Vetere

Madre Aurelia Grasso
Comunità di Santa Maria Capua Vetere

Attualmente le Suore appartenenti alla comunità sono:





Sr. Maria Demita Velasquez PH
Sr. Maria
Edna Ogaya PH
Sr. Maria Gilda Joan Legaspino PH
Sr. Maria Katharia Yohanina Kung RI
Sr. Maria
Lilian Paraguya PH



Sr. Maria Petacia Boldios Caayohan PH
Sr. Maria
Riza Guiang
Sr. Maria
xxx
Sr. Maria
xxx
Sr. Maria
xxx
Sr. Maria
xxx

*Le Superiore della Casa di Santa Maria Capua Vetere

Ben otto Suore si sono alternate alla guida dell’Istituto “Antonio Aveta” di Santa Maria Capua Vetere (Ce), è doveroso qui citarle, riportando con una breve scheda con le notizie generali relative alla loro vita.
Nei vari carteggi relativi a queste Suore evince sempre un loro particolare attaccamento alla Casa e al Paese. Tutte hanno lavorato con entusiasmo e piacere per il bene collettivo. In particolare va menzionata l’ottava Superiora, Madre Florinda Capasso, per la quale si fece richiesta di rinnovare l’incarico di Superiora anche oltre i termini previsti dalla normativa vigente, con dispensa a norma del Can. 505.

 Madre Carmela Caianiello         (1958-1968)
 Madre Matilde Caputo             (1969-1970)
 Madre Annunziata Granata      (1971-1977)
 Madre Fernanda Cota              (1978)
 Madre Chiara Marinelli            (1979-1983)
 Madre Annunziata Granata      (1984-1986)
 Madre Natalia Todisco            (1987-1990)
 Madre Florinda Capasso           (1990-2020)
Madre Aurelia Grasso              (2020 e continua)

Breve scheda con le notizie generali relative alla vita delle 9 Superiore

1ª - Madre Carmela Caianello (1958-1968)

Suor Maria Carmela Caianiello (*Napoli 10-06-1897 t Padula (Sa) 11-06-1970)
Nata il 10 Giugno 1897. Quando entrò Postulante tra le Suore Domenicane "Figlie del S. Rosario di Pompei" e poi vestì l’abito il giorno dell’Immacolata Concezione (1922), Bartolo Longo, vecchio, confortò la Novizia ed essa fedele, ascoltandone la parola come il testamento di un Santo, s’incamminò per la via dell’umiltà piena perché la grazia di Dio potesse trovare l’humus fecondo nella sua anima e la pietà allargasse e approfondisse le radici. E fu donna di pietà e di fede attiva per ben 47 anni. La Rev.da Madre Maestra, Suor Maria Margherita Idà, paragonava questa Novizia ad un terreno buono che rende il cento per uno. L’8 Dicembre 1923, fatta la Professione, fu inviata in aiuto nella Casa di Maiori. L’anno seguente passò a Paola dove rimase per cinque anni. Indi fu destinata quale Superiora nella Casa di Napoli, per la cui intelligente saggezza si poté aprire un pensionato per universitarie. L’Opera si svolgeva rigogliosa, quando i bombardamenti del 1942 costrinsero i Superiori a chiudere quella Casa. Suor Maria Carmela ritornò a Pompei e fu destinata all’economato dell’Istituto "Sacro Cuore". Di nuovo in cammino, e nel Giugno 1944 fu mandata ad aprire la Casa di Agerola. La prima abitazione delle Suore in questo luogo poteva paragonarsi alla grotta di Betlemme e Suor Maria Carmela la cambiò in giardino. Con l’aiuto del Parroco, Don Luigi Naclerio, fu costruito l’Asilo Infantile presso la Parrocchia di Bomerano. Qui l’Opera si sviluppò e Suor Maria Carmela, che godeva la stima di tutto il paese, vedeva con gioia l’incremento della Scuola Elementare. Nel Settembre 1958, per le sue particolari doti, signorilità, prudenza, spirito di sacrificio, fu mandata a fondare la Casa di Santa Maria Capua Vetere. Iniziò con l’Asilo Infantile, al quale fece seguito l’istruzione della Scuola Elementare. Nel 1968 fu mandata a reggere la Comunità di Padula e anche lì lavorò alacremente e qui si chiuse l’arco della sua operosa giornata l’11 Giugno 1970 compianta dalla Comunità e dalla cittadinanza.

2ª - Madre Matilde Caputo (1969-1970)

Suor Maria Matilde Caputo (*San Giorgio a Cremano (Na) 16-10-1917 t Pompei 02-10-2008)

È ritornata alla casa del Padre, Suor Maria Matilde Caputo, nata a San Giorgio a Cremano il 16 ottobre 1917 e morta a Pompei il 2 ottobre 2008, festa degli Angeli Custodi, alla veneranda età di novantuno anni. Entrata giovanissima tra le Suore Domenicane Figlie del santo Rosario di Pompei, emise i voti religiosi nel 1945 e quelli perpetui nel 1953. Ha ricoperto con spirito di vera religiosa il ruolo di Superiora in alcune Comunità della Congregazione: Padula, Santa Maria Capua Vetere, Parrelle, all’Istituto maschile "Bartolo Longo". Con tutti è stata cordiale e si è distinta per la sua accoglienza serena, amabile, gentile, pronta ad incoraggiare e ad offrire i suoi saggi consigli e le sue preghiere. Parlava più con il sorriso che con le parole. Di lei si può dire che è stata suora della "dolcezza". Come sorgente di "acqua cristallina", la sua vita è stata vissuta con trasparenza, umiltà, semplicità. Religiosa di profonda preghiera, ha saputo coniugare un’operosità paziente con la scrupolosa fedeltà ai doveri giornalieri, comunitari e spirituali. La sua vita è stata trasparente, umile e semplice. Non ha mai saputo dire di "no", come se non avesse mai studiato la grammatica ignorando l’esistenza dell’avverbio negativo "non" voglio! Ha amato in modo incondizionato l’Eucarestia, la Madonna, il Rosario. Stava recitando, infatti, con la consorella che l’assisteva, la "corona benedetta", quando ha reclinato il suo capo. Un amore particolare ha nutrito per San Giuseppe e per il Beato Bartolo Fondatore, Bartolo Longo. Questi "amori", coltivati con costanza, la rendevano felice, perché convinta che più si prega e si ama, più si è nella certezza di "aver scelto la parte migliore che non le sarà tolta" (Lc 10,41). Nell’ultimo periodo della sua vita si è lasciata plasmare, accettando con generosità, dal "mistero del dolore umano", facendone un incessante dono allo Sposo celeste per il bene della Congregazione, per la Chiesa, per i Sacerdoti.

3ª - Madre Annunziata Granata (1971-1977)

Suor Maria Annunziata Granato (*Boscotrecase (Na) 29-03-1914 t Pompei (Na) 15-04-2008)
Sr. M. Annunziata, il 15 Aprile ci lasciava dopo alcuni giorni di grande sofferenza respiratoria. Proveniva da Boscotrecase e aveva 94 anni. Era la decana delle Suore Domenicane del S. Rosario di Pompei, volute dal B.B.L. per le Opere da Lui fondate. Nel giardino variamente fiorito della sua vita, il "fiore" più bello è stato certamente la piena consapevolezza della sua consacrazione religiosa domenicana, vissuta come un dono prezioso, ricevuto da Dio e come una continua offerta a Lui attraverso il "cuore" e le "mani" della regina di Pompei, nella cui famiglia religiosa
lei, giovanissima, era entrata con un discreto curriculum di formazione spirituale, morale e culturale. Aveva l’Abilitazione per l’Insegnamento nella Sc. Materna, dove si è fatta sempre amare dai bambini e dai loro genitori. Intelligente, retta di animo e con uno stile di vita autentico, pio e povero, incline alle tante piccole mortificazioni giornaliere che recavano il "sapore" di un amore speciale a Maria, il "profumo" di una carità squisita, generosa, umana. Ha offerto sempre il suo contributo sereno ed equilibrato al momento giusto, nelle varie comunità a lei affidate. Emessi i voti religiosi il 20 Maggio 1939, fu inviata a Cattori, Torre Annunziata, sede dei piccoli Orfani di Pompei, ove insegnò alle giovani cucito e ricamo. Fu, poi, per qualche anno, assegnata all’Istituto di Paola, dove fu apprezzata da tutti per la sua naturale bontà. La troviamo, inoltre, Superiora nella Comunità di S. M. Capua Vetere; è stata con tutti amabile e i piccoli alunni erano seguiti con tenerezza, fermezza e sensibilità di madre. Negli anni 1980-83, Sr. M. Annunziata fu a Padula, nel salernitano, ove si prodigò molto tra i piccoli della scuola materna e come Superiora delle Suore; fu vera madre e sorella per tutte. Trascorse l’ultima tappa operativa nell’Istituto "Bartolo Longo", ove le nostre Suore s’impegnano nel servizio dell’economato. Anche qui, la nostra sorella si è fatta amare ed apprezzare dai Fratelli delle Scuole Cristiane, educatori dei ragazzi ospiti dell’Istituto. Infine, visse i suoi ultimi anni a Casa Madre vivendo la sua Consacrazione sempre con entusiasmo e amore.

4ª - Madre Fernanda Cota (1978)

Suor Maria Fernanda Cota (*...  00-00-0000 t .... 12-08-1979)
Signore, Suor Maria Fernanda si era consacrata a Te per essere un annuncio vivente delle realtà future. Tu la conosci più di noi. Conosci il bene che ha compiuto. Ha creduto fermamente in Te. La sua testimonianza di religiosa e la sua presenza operosa ha arricchito i nostri giorni. Perdona le sue mancanze. Liberala dal buio della morte. Apri i suoi occhi alla Tua luce. Falle gustare la Tua pace. Donale la vita eterna. Amen.

5ª - Madre Chiara Marinelli (1979-1983)

Suor Maria Chiara Marinelli (* Napoli 14-02-1905 t Pompei 05-03-1988 alle ore 12,50)
5 marzo 1988. Madre Chiara, Superiora di Casa Madre, spiccava il volo verso il Cielo, lasciando nel cuore di tutte un grande vuoto. Nacque a Napoli il 14.2.1905. Manifestò fin da bambina, il desiderio di abbracciare la vita religiosa, ma solo a 25 anni potè realizzarlo, entrando tra le
Suore Domenicane di Pompei. Nella Congregazione ricoprì delicati e importanti compiti, tutti svolti con grande serenità, amabilità e competenza, sempre coerente con la sua scelta di vita. Un’eccezionale tempra materna, unita alla vivacità dell’intelletto e ad una grande schiettezza, tipicamente partenopea, sono stati i tratti salienti che la rendevano subito simpatica a chi l’avvicinasse. È stata la V Superiora a Maiori dal 1974 fino al 1976, dove era stata come insegnante precedentemente e ancora la V Superiora all'Istituto "Antonio Aveta" in Santa Maria Capua Vetere, da settembre 1978 fino settembre 1983, infine ha abbracciato il Superiorato a Casa Madre, facendosi amare dalle sue Suore in un modo unico, perché sapeva dare sicurezza, ottimismo, comprensione, gioia di vivere. Direttrice delle giovani di "Casa Famiglia" e delle bambine dell’Istituto "Sacro Cuore", si dimostrava affettuosa verso le orfane che teneramente amava, senza differenza alcuna. L’amore di Madre Chiara ha avuto questa nota singolare: dare tutto senza aspettarsi nulla, testimoniando quanto è dolce "donarsi" nel silenzio e nel sacrificio. L’ultimo "voto" del suo cuore: partire missionaria; ne aveva tutta la "stoffa", ma … l’età non glielo consentiva. È stata una rinuncia molto sofferta; sapeva bene, però, che era proprio questo sacrificio a fare da "humus" alla fecondità missionaria della nostra Famiglia religiosa. Il merito più grande di una religiosa è quello di giungere al traguardo con la lampada accesa: la fede in un Dio che ci ama, ci perdona e ci accoglie nella Sua Dimora eterna, anche se con le mani "vuote"; ma … Madre Chiara le aveva "piene", e come!!!

6ª - Madre Annunziata Granata (1984-1986)

Vedere la scheda della 3a Superiora

7ª - Madre Natalia Todisco (1987-1990)

Suor Maria Natalia Todisco

8ª - Madre Florinda Capasso (1990-2020)

Ringraziamo La Regina del Santo Rosario di Pompei per gli 84 anni di vita di Madre Florinda Capasso, Responsabile della Comunità delle Suore Domenicane site in Santa Maria Capua Vetere. A Dio la nostra gratitudine e la nostra preghiera affinché la guidi e la protegga!
La festa dei 60 anni di Vita Religiosa di Madre Florinda Capasso
Le Suore e le Maestre hanno organizzato una bella festa nella quale abbiamo cantato, abbiamo  preparato anche un momento di preghiera durante la quale, io e i miei compagni, ci siamo commossi.

Ad un certo punto la Superiora ha raccontato i giorni belli della sua vita e ha anche parlato dei suoi genitori.
Era presente il Parroco, Don Rosario Ventriglia, che ha benedetto tutti noi bambini, le maestre, le suore e le medagline miracolose che poi abbiamo messo con orgoglio e gioia grande, medagline che hanno avuto per noi un valore affettivo inestimabile.
Una delle maestre ha letto un passo preso dalla Bibbia esortando noi bambini a ripetere delle monizioni inerenti alla stessa sua lettura. I bambini della scuola dell’Infanzia hanno portato un cesto di fiori alla Super e le hanno dedicato una recita, ma che bravi!!!  
(Autore: Gianluca Nuzzo)

9ª - Madre Aurelia Grasso (2020 e continua)

Suor Maria Aurelia Grasso (Salerno 01.09.1956)

*Responsabile della Comunità di Santa Maria Capua Vetere
Madre Aurelia Grasso
Comunità di Santa Maria Capua Vetere
Attualmente le Suore appartenenti alla comunità sono:
D)

Suor Maria Demita Cabajes Velasquez (Filippina)
E)
Suor Maria Edna Ogaya (Filippina)

G)
Suor Maria Gilda (Jacquiline Joan) Legaspino (Filippina)

K)
Suor Maria Caterina (Katharina Yohanina) Kung (Indonesiana)
P)
Suor Maria Petacia Caayohan (Filippina)
R)
Suor Maria Riza Guiang (Filippina)
L)
Suor Maria Liliana Paraguya (Filippina)

*Attività nella Comunità di Santa Maria Capua Vetere

La nostra Comunità di “Santa Maria Capua Vetere” è composta da otto Suore.
Ci impegniamo maggiormente nella missione svolgendo il nostro lavoro con amore e fedeltà.
Le nostre mansioni sono diverse: scuola, apostolato parrocchiale, studio.
La nostra Comunità religiosa si trova ad esercitare proprio quella forma di apostolato per la quale è nata la Congregazione: l’accoglienza dei più poveri, l’educazione religiosa e l’istruzione dei giovani, attraverso il servizio della Catechesi e della Scuola che rappresenta lo strumento principale di promozione umana e di  evangelizzazione.
Il Sabato ci vede impegnate nella Catechesi a tutte le fasce presenti sul territorio e, la
Domenica, nel servizio  d’animazione liturgica nella parrocchia di S. Pietro Apostolo a S. Maria C. V.
Nel mese di maggio propaghiamo e recitiamo il Santo Rosario nelle dieci zone in cui è divisa la parrocchia, mentre durante il mese di ottobre divulghiamo lo stesso Rosario nella parrocchia stessa. Ogni terzo giovedì del mese facciamo comunità con i fedeli della parrocchia per adorare Gesù Eucaristia.
Questo vuole essere una grande preghiera di lode a di ringraziamento, soprattutto, per il dono Simpaticamente insieme all’Incarnazione del Figlio di Dio e della redenzione da Lui operata.
Inoltre, partecipiamo ogni quindici giorni, con tutti gli operatori pastorali, alla formazione permanente che ci aiuta a svolgere con competenza il lavoro parrocchiale.
C’impegniamo ad essere “specchio di vita” per gli altri, cominciando da chi ci sta accanto e condividendo la stessa mensa, gli stessi ideali, le proprie gioie e dolori, in un contesto di serena stima e di cordiale accoglienza.
Nelle nostre attività, anche per questo anno, chiediamo la benedizione di Maria, nostra Madre, l’intercessione del nostro grande fondatore Beato Bartolo Longo perché il tutto possa aver efficace compimento.

*50 Anni e... Oltre

Carissime Consorelle,
non vi nascondo che nel rivolgermi a voi provo un’emozione nuova, quasi ansia e paura di non riuscire ad esprimere con parole, la grande gioia che ho nel cuore.  
50 anni...e...oltre… una   data che racchiude una motivazione, una storia, la nostra.
Era il lontano 1958 quando guidate dallo Spirito di Gesù e dall’Amore vigile della Beata Vergine del Rosario di Pompei, la nostra Comunità, iniziò  la sua opera di evangelizzazione e di istruzione nella Città di Santa Maria Capua Vetere.
Con impegno, saggezza e amore abbiamo, pur con non poche difficoltà, percorso un lungo pezzo di strada ed eccoci oggi a volervene rendere  partecipi.
L’Istituto “Antonio Aveta”, nel ricordo del suo benefattore e di quanti hanno contribuito a realizzare questo sogno… apre le sue porte svelandovi tutta la magia e quell’infinita tenerezza che solo i bambini sanno donare…
                                                                                              Madre Florinda
La Superiora e la Comunità delle Suore "Figlie del S. Rosario di Pompei" ricordano il 50° anniversario (L'Amore è inventivo all'infinito) della loro presenza educativa a Santa Maria Capua Vetere e ti invitano:
"1958 ... 2008: 50 anni ... e ... oltre"!
(... Continuate, continuate, senza l'interruzione neppure d'un minuto solo nell'opera del vostro amore e della vostra carità ..." (Dal testamento del Beato Bartolo Longo)
27 Maggio - Martedì -

Ore 10,00 - 12,30
● Visita agli Stands allestiti nel cortile dell'Istituto.
Ore 10,00
● Celebrazione Eucaristica. Presiede Sua Ecc. R. Mons. Luigi Diligenza, Arcivescovo emerito di Capua.
Ore 11,00
● Apertura dei festeggiamenti con i bambini della Scuola dell'Infanzia.
28 Maggio -  Giovedì  
Ore 10,00 - 12,30
● Visita agli Stands allestiti nel cortile dell'Istituto.
● Momento conviviale nel parco dell'Istituto
Ore 19,30
● Spettacolo presentato dagli alunni della Scuola Primaria
(... non potevano mancare le educatrici in queste Opere di carità; non dovevano mancare quelle guide spirituali e affettuose che avrebbero dovuto accogliere i piccoli per attuare il progetto; "La Carità, nel senso più largo della parola, cioè l'amore, deve essere la base, il fondamento di ogni sistema pedagogico che voglia pervenire a sicuri e lodevoli risultati" (59, Bartolo Longo).

                                                                                 La Responsabile della Comunità: Madre Florinda

*Rileggendo nei ricordi della mente di una testimone…
Melina Terlizzi su Madre Carmela Caianello così testimonia: ben volentieri mi accingo a parlare delle Suore Domenicane del Santo  Rosario di Pompei in Santa Maria Capua Vetere, conosciute nel lontano 1958.
Ricordi di guerra e di disordine mi vengono alla mente poiché il luogo dove oggi sorge la bellissima casa delle Suore Domenicane, un tempo ci ospitava per proteggerci dai bombardamenti nei suoi ricoveri.
I donatori: il Canonico Don Giovanni Aveta e le sorelle Anna e Adelina, rimasti soli e bisognosi di assistenza in uno stabile immenso,  pensarono di chiedere aiuto alle suore.
La Madonna che ci  voleva dimostrare la sua protezione e il suo amore fece casualmente incontrare Suor Maria Serafina con Mons. Giovanni Aveta in un luogo di pena, il “Carcere di Santa Maria” dove la Suora accompagnava le bambine, ricoverate negli Orfanotrofi di Pompei, Sr. Maria Serafina Natella, a visitare i genitori detenuti.
Ma chi era Suor Maria Serafina? potremmo chiamarla la Suora delle carceri.
Le visitò tutte, dall’Italia settentrionale alla Sicilia, accompagnando le bambine dell’Istituto “Sacro Cuore” in visita ai loro genitori.
Non era la sua una visita fredda, di abitudine, ma andava per compiere una missione, in ossequio al comando  di Gesù “visitare i carcerati” per confortarli, renderli più miti, per avvicinarli a Dio
e alla famiglia e   per aiutarli a rientrare nella Società con spirito nuovo. Gli ostinati cedevano al suo richiamo come figliuoli dinanzi alla Madre.
Questo pellegrinaggio carcerario di Suor Maria   Serafina è durato 25 anni, e lo compiva due volte all’anno.
Anche dopo un serio intervento chirurgico Suor Maria Serafina, per tre mesi, affrontò la fatica del viaggio compensata dalla gioia di rivedere quei “buoni figliuoli” che ansiosi ne attendevano l’arrivo.
Volò al cielo il 28 settembre 1964 al suono delle campane per la funzione serale, spirava dopo la benedizione al canto del Magnificat, quando, come assicurò il Padre Leone Radente (Redentorista) a Bartolo Longo, scendono schiere d’ angioli dal trono della Madonna a confortare i vivi e a confortare i moribondi.
Fu una morte dolce, un volo placido di colomba. “Dio mi vuole”, disse fioca, e reclinò il capo.  Un’incidenza preziosa c’è nella sua morte. Moriva all’antivigilia della festa di Santa Caterina da Siena, la Sorella Maggiore dell’Ordine Domenicano, alla quale Suor Maria Serafina era tanto legata.
Lo sottolineò Sua Ecc. Mons. Aurelio Signora nei funerali, celebrati il giorno appresso. Fu Santa Caterina messaggera di pace, e Suor Maria Serafina ne seguì le orme e lo spirito portando la pace, gioia,  sorriso e grazia nei luoghi di tristezza e di pena.
“Suor Maria Serafina – disse Sua Eccellenza alle novizie – ha passato a voi la fiaccola della verità”; l’ha passata a tutta la famiglia del Santuario e splende questa fiaccola nel suo esempio e nella sua carità. Ancora una stella della nostra famiglia rosariale s’aggiunge a far lume al trono di Maria.  
In detto luogo a Mons. Giovanni Aveta venne l’idea di donare alla Congregazione della Madonna del Rosario la propria casa con la sorella Adele Aveta.

*La “voce” di chi ci conosce

Ecco la “VOCE” di chi ci conosce, di chi ci osserva e ci ammira, di chi loda l’attività, la preparazione, la profonda umanità e l’amore delle nostre Suore nella Casa di Santa Maria Capua Vetere.
Ascoltiamola e confrontiamoci …

Sulle onde dei ricordi

Volete sapere com’era la nostra ex scuola? Beh, all’Istituto “Antonio Aveta” ci siamo sentite tanto unite con i nostri compagni.  
Era quasi come se fossimo stati tutti fratelli e sorelle: ci capivamo solo guardandoci, non litigavamo quasi mai… certo, qualche lite c’era, ma ci scusavamo sempre gli uni con gli altri.  
Ma a chi dobbiamo ciò?  
Chi ci ha insegnato ad amare e non odiare, chi ci ha insegnato a fare pace o a chi chiedere scusa invece di litigare?  
Le Suore vigili, ma allo stesso tempo comprensive nei nostri confronti, le maestre esigenti, ma allo stesso tempo dolci ed in grado di donarci un sorriso…  
Tutto quello che abbiamo imparato sul senso della vita lo dobbiamo a loro!  
Ma attenzione: le Suore non ci hanno insegnato solo a voler bene, bensì ci hanno donato preziosi insegnamenti!  
Le ore di italiano, di matematica, di storia, di geografi a, di musica, di religione, di inglese… non sono mai state noiose!  
Gli insegnamenti erano arricchiti da giochi in compagnia: ecco come il nostro cervello, da minuscola nocciolina che era, è diventato grande come un’arancia. Via via, il nostro sapere si è allargato anno dopo anno sempre più.  
Ah, quanti ricordi abbiamo del nostro cortile in cui trascorrevamo le ricreazioni giocando tutti insieme!  
Ogni mese aspettavamo il giorno dell’ ”Aveta Film Festival”, un momento   in cui tutta la scuola si riuniva per fare una pausa lontano dallo studio.
Per non parlare dei saggi di fine anno, momenti indimenticabili, in cui ci divertivamo a mostrare le nostre abilità di ballerini.
Ci manca la scuola, le Suorine e la Madre Superiora compagna di emozioni, abbracci e baci e…  Basta così, usciamo dalle onde dei ricordi perché i nostri occhi non riescono più a contenere le lacrime… tanto i ricordi rimarranno indelebili nel nostro cuore di ex alunne.  
(Autrici: Roberta Tamburrino e Marta Piccirillo)

*Palazzo Corsini

Su via Albana vi è un piccolo slargo, la cui funzione originaria era quella di permettere il comodo transito dei carri agricoli e delle carrozze in entrata ed in uscita da un antico palazzo, oggi proprietà delle Suore Domenicane di Pompei che gestiscono l’Istituto Antonio Aveta.
Il seicentesco edificio rurale che, in quel tempo, apriva le sue porte in aperta campagna, era proprietà di Francesco Maria Corsini (1658 – 1723), dimorante a Roma, ma con vasti possedimenti in Toscana, Umbria e anche nel Napoletano.
Morto Francesco Maria senza eredi, le proprietà terriere ed il fabbricato nei pressi di S. Maria Capua Vetere, pervennero a Bartolomeo Corsini, erede universale dell’intero patrimonio di famiglia. Oltre alle attività politiche, Bartolomeo poneva grande attenzione ai commerci della famiglia e con molta cura controllava la contabilità delle sue aziende agricole.
Tra i vari commerci, anche il commercio del grano, e, pertanto, nel caseggiato in Santa Maria Capua Vetere, il principe Corsini iniziò l’edificazione di alcuni magazzini utili a preservare il suddetto cereale.
Ma, evidentemente, non riuscì a terminare l’opera che venne completata dal pronipote Tommaso, come è ricordato da una lapide posta all’interno dell’ampio cortile:

THOMAS CORSINIUS CASILIANI DUX SISMANI PRINCEPS
HORREA A BARTOLOMEO CORSINIO PARENTESUO INCHOATA
PERFECIT ANNO MDCCLXXXXV

Trad.: Tommaso Corsini, duca di Casigliano e principe di Sismano, i granai incompiuti da Bartolomeo Corsini, suo antenato portò a compimento nell’anno 1795.
Bartolomeo Corsini (figlio di Filippo e di Lucrezia Rinuccini) nacque a Firenze il 9 maggio 1683. Apparteneva ad una casata fiorentina nota fin dal 1300, divenuta ricca con il commercio della lana e della seta.
Da parte di padre, era nipote di papa Clemente XII, al secolo Lorenzo Corsini, papa di larghe vedute, di ampia cultura, fondatore dei Musei Capitolini, committente della Fontana di Trevi e di altre importanti opere.
Il papa nominò il nipote Bartolomeo, suo prediletto, capitano generale della Guardia Nobile; gli elevò la signoria di Sismano a principato e quella di Casigliano in ducato.
Sismano è una frazione del comune di Avigliano Umbro in provincia di Terni. Casigliano è una frazione di Acquasparta anch’essa in provincia di Terni.
L’altro nipote, Neri, fratello di Bartolomeo fu eletto cardinale.
Bartolomeo, venuto a Napoli al seguito di Carlo III di Borbone, fu nominato Consigliere di Stato e poi dal 1737 vicerè di Sicilia, mantenendo tale carica per dieci anni.
Fu marchese di Casigliano, duca di Santa Colomba e principe di Pitigliano. Si spense a Napoli nel 1752.
La geneologia di Bartolomeo Corsini è la seguente: (limitata solo ai primogeniti)
Bartolomeo (1622-1685) sposò Lisabetta Strozzi – nacquero: Filippo (1647-1705) e Lorenzo (1625-1740) futuro papa Clemente XII.
Filippo sposò Lucrezia Rinuccini – nacquero: Bartolomeo (1683-1725) e Neri (1685-1770) eletto cardinale dallo zio papa.
Bartolomeo Maria sposò Maria Vittoria Altoviti – nacque: Filippo ((1706. 1767).
Filippo sposò Ottavia Strozzi – nacque: Bartolomeo Maria (1729-1792)
Bartolomeo Maria sposò Maria Felice Barberini – nacque: Tommaso Maria (1767-1856).
Tommaso Maria sposò Antonia Walstatten. Da questa unione nacquero otto figli, quattro maschi e quattro femmine. La loro discendenza continua ancora oggi.
Dunque, Tommaso era pronipote di Bartolomeo citato nella lapide. Infatti egli era figlio primogenito di Bartolomeo Maria e di Maria Felice Colonna Barberini, nato a Firenze il 7 novembre 1767.
Nel 1796 Tommaso inizia la sua vita pubblica. Fu ambasciatore del granduca di Toscana presso Napoleone che si trovava a Bologna. Poi fu nuovamente inviato dalla regina Maria Luisa d’Etruria presso Napoleone I che lo nominò senatore e conte dell’Impero. Dopo la Restaurazione fu senatore nel 1818 e nel 1847. Si spense a Roma nel 1856.
Il fabbricato sopra citato era un edificio rurale che si apriva su vasti appezzamenti di terreno, delimitati dalla via Appia, e si estendevano, per grosse linee, da via Albana fino a via Petrara. Su questa tenuta nell’aprile 1734 si accamparono i seimila uomini dell’armata spagnola, al seguito di Carlo III di Borbone venuto per prendere possesso del Mezzogiorno. Il sito, d’allora in poi, fu conosciuto come Campo Vecchio degli Spagnoli.
Dopo l’insediamento del re Borbone sul trono del Regno di Napoli, Bartolomeo Corsini venne nominato viceré della Sicilia e, nei dieci anni (1737-1747) di8 permanenza nell’Isola, concluse lucrosi affari nel commercio del cereale; (il commercio del grano costituiva la principale entrata delle famiglie nobili siciliane).
I granai, di cui ne erano stati costruiti solo alcuni sul totale previsto, servivano per conservare anche il grano che arrivava dalla Sicilia.
In questi dieci anni la famiglia di Bartolomeo Corsini continuò ad abitare a Roma, e dalla corrispondenza con l’amico Bernardo Tanucci emerge la nostalgia del vicerè per la mancanza degli affetti familiari.
Suo diretto discendente, figlio del nipote Bartolomeo Maria, fu Tommaso, che negli anni giovanili si prese cura degli affari di famiglia e quindi anche delle proprietà ubicate a S. Maria Capua Vetere facendole restaurare e completare.
Negli anni 50 dell’Ottocento o nei primi anni del Novecento, la famiglia Corsini vendette alcune proprietà terriere e fra esse anche quella in Santa Maria, che, infine, pervennero al Sig. Antonio Aveta e dai suoi figli esse furono donate alle Suore Domenicane di Pompei.
La Congregazione delle Suore Domenicane del Santo Rosario di Pompei fu voluta da Bartolo Longo, fondatore del Santuario di Pompei. Il 26 ottobre 1980, fu beatificato da Sua Santità Giovanni Paolo II.
Il nome "Suore Domenicane" fu scelto dal Beato Bartolo Longo, per ricordare che S. Domenico univa la vita contemplativa alla vita attiva.
Il 25 agosto del 1897 la congregazione ricevette l’approvazione diocesana e venne aggregata all’ordine dei Predicatori.
La missione della Congregazione è quella di:
* Divulgare la devozione verso la Vergine del S. Rosario di Pompei
* Istruire ed educare cristianamente e civilmente la gioventù loro affidata
* Accogliere minori in difficoltà
* Assistere le persone anziane
L’Istituto presente a S. Maria fu voluto da Monsignor Giovanni Aveta, cappellano militare, il quale chiese alle Suore che accudivano i familiari dei carcerati di assistere le sue nubili sorelle, Anna e Adelina, rimaste sole dopo la morte del genitore e ormai divenute anziane. Per la cura prestata loro, lo stabile venne donato alla Congregazione.
L’Istituto venne fondato nel 1958 e intitolato ad Antonio Aveta, genitore di Anna, Adelina e Giovanni, ricordato, nel corridoio dell’Istituto, con una scultura in marmo.
Il primitivo edificio ha cambiato completamente aspetto: è stato allargato, allungato, ripristinata la facciata e il proficuo lavoro svolto in tutti questi anni dalle Suore di Pompei appare in tutta la sua realtà.
(Autore: Salvatore Fratta)

*La Cappella Corsini

Nell’antico palazzo vi era una Cappella. Inizialmente era un ambiente piuttosto piccolo; venne ampliato da Francesco Maria Corsini.
Oggi, il tempietto che si presenta ad una sola navata, si trova all’incrocio con via Pasquale Fratta, ed è noto come "Cappella Corsini".
La porta d’ingresso, chiusa da un cancello in ferro, è sovrastata dallo stemma della famiglia Corsini, privo dei suoi colori.
Nel linguaggio araldico il blasone era: "Bandato d’argento e di rosso, alla fascia in divisa d’azzurro attraversante".
Al di sopra del blasone, i lati misti-linea di una finestra ospitano vetri colorati sistemati a formare la Croce. Più in alto, nel timpano triangolare, si apre una finestra rotonda.
Nella parte interna, sull’architrave della porta, posta in una cornice di stucco a mo’ di cartiglio, una iscrizione racconta di Maria Francesco Corsini, altro membro della famiglia, che ampliò la
prima angusta e umile cappella in onore di Maria Madre di Dio, di S. Domenico e di S. Andrea Corsini, aprendola al culto nell’anno 1718.
Sulla parete di fronte all’ingresso è posto l’altare di marmi policroni sovrastato da un quadro, opera datata 1718, di Andrea d’Aste, (pittore nato a Bagnoli Irpino, allievo di Francesco Solimena) raffigurante la Vergine con il Bambino tra San Domenico e Sant’Andrea Corsini.
L’opera è incorniciata da stucchi barocchi che racchiudono l’altare sui tre lati. Il soffitto è a cassettoni.
Le pareti sono abbellite con cornici di stucco e si presentano tutte dipinte di bianco. Il pavimento è formato da mattonelle raffiguranti un fiore stilizzato si fondo chiaro e su fondo scuro in alternanza fra esse.
(Autore: Salvatore Fratta)

*News da Santa Maria Capua Vetere

Colossale rapina: "arrestate le Suore Domenicane di Pompei"
Sono protagoniste di una clamorosa rapina all’Arcidiocesi di Capua (CE), religiose e laiche… e sentite... poco di meno che… La Madre Superiora, Suor Maria Aurelia!!!
Chi l’avrebbe detto con quello sguardo materno e severo!!!
Sue complici le giovani Consorelle alla vita di comunità e la signora Tafuri Maria Teresa e dal personale tutto del Catering "Fusco".
Interrogate dai carabinieri della Squadra Mobile dell’ Istituto “Antonio Aveta”, le “innocenti suorine” hanno confessato, tra lacrime e singhiozzi, di essere state costrette a rubare tale
cifra all’Arcivescovo di Capua, dalle consorelle:  Madre Aurelia, da tutti conosciuta come Coordinatrice dell’ Istituto stesso, da Sr. Maria Demita e da Sr. Maria Epie.
I carabinieri hanno aperto un’ inchiesta e sottoposto a Sequestro l’edificio.
Ma… dopo una lunga ricerca, la clamorosa scoperta!!!
Durante il colpo erano stati estorti 130 “Padre Nostro”, 285 Ave Maria e 62 “Gloria al Padre”, un’ infinità di Giaculatorie e Requiem… che dovevano essere distribuite, equamente, tra i bambini della Scuola dell'Infanzia e della Scuola Primaria Paritaria dell' Istituto “Antonio Aveta” e a quelli che, sparsi per il mondo, aspettano solo un po’ d’Amore.

Inaugurazione anno scolastico all’Istituto “Aveta”

7 Ottobre 2013: Inaugurazione apertura dell’ Anno Scolastico all’Istituto “A.Aveta” “Padre della luce, fa’ di alunni e docenti i discepoli di quella sapienza che ha come libro, cattedra e maestro il Cristo Tuo Figlio, assisti e proteggi tutti i membri della comunità educante, perché le nuove generazioni siano promosse nella scuola e nella vita; aiutaci a dare un valido contributo all’edificazione della civiltà dell’amore”.
È questo lo spirito che ha animato  l’inaugurazione dell’Anno Scolastico 2013/2014che si è svolta presso la palestra del nostro Istituto, presieduta dalla nostra carissima Madre Superiora, Madre Florinda Capasso.
È stata scelta la data del 7 ottobre affinché la Beata Vergine del Rosario di Pompei ci accolga sotto il suo manto miracoloso, nel giorno e nel mese dedicato a Lei.
Guidati dalla sapiente Suor Maria Aurelia, gli alunni hanno animato il momento di preghiera con canti, preghiere ed invocazioni al Signore, hanno posto nelle sue mani il cammino che ci sta  davanti ed hanno invocato la sua  benedizione e protezione, affinché questo nuovo anno sia momento di crescita e di grazia.
Inoltre docenti, alunni e genitori hanno letto una preghiera di ringraziamento per la scuola e per tutti gli operatori  affinché ognuno con rinnovato entusiasmo, riesca a trasmettere agli alunni la bellezza dell’amore del padre.
Alla fine è stata recitata la Supplica alla Beata Vergine di Pompei, grande testamento spirituale di Bartolo Longo, fondatore della nostra comunità e diffusore dei principi che animano l’operato delle nostre Suore: carità, accoglienza, volontà di educare i fanciulli nella fede e nell’amore.
Colmi di entusiasmo e di serenità ci siamo scambiati gli auguri di un “Buon Anno Scolastico” sulle note di un canto alla Regina del Rosario di Pompei.  
(Fonte: Buonanno Clotilde)
Il Mitico Istituto “Aveta”
Andare a scuola, spesso è come stare in prigione…
ma qui da noi c’è sempre il sole e mai grigiore!!!
La nostra scuola è molto carina
pur se da fuori sembra bruttina,
oltre il portone vedrai che gran cortile
e tante suorine con aria gentile!!!
Le aule grandi e spazi accoglienti,
in cui passiam tutti i nostri momenti,
a riscaldarle ci son le nostre voci,
il sole, i fiori nostri complici e soci.
Divisioni, moltiplicazioni, frazioni e addizioni…
qui non si rischia a rimaner testoni!
Io fui, tu fosti egli fu…
dai verbi non ne usciamo più!!!
La ginnastica, l’informatica, con la teacher l’inglese,
Maurizio, Sr Epie, Anna Paola, Sr Imelda simpatica e cortese.
Poi alla mensa con Sr. Luigina c’è sempre un profumino,
che aumenta il nostro languorino…
Pastasciutta, riso e gnocchi, verdurine sofficini…  
polpettone, frutta e dolci per i grandi e i piccini.
Le suorine bianche sembran fate del paradiso,

vigilano, amano e non lasciano il sorriso.
La Superiora con i suoi dolci sguardi
non smette mai di controllarci
e Sr. Aurelia con sue battute,
lenisce sempre le nostre cadute.
La gioia lei ci insegna
e in segreteria per noi s’impegna.
Sr. Demita, Rosabe e Cecilia operano con i piccini
che con loro son sempre carini.
E che dirvi delle altre insegnanti?
il loro sapere è per tutti quanti.
Un giorno qui più non saremo…
e mai il loro volto dimenticheremo.
Cucite abbiam le righe, il nome della sarta?
Non c’è di che impazzir,
siam quelli della seconda, prima quinta, terza e quarta!!!  
(Gli alunni dell’ Istituto “Antonio Aveta”)
Musica e Canto: un valido supporto all’Attività Didattica Formativa
(Una delle stelle del Carisma Didattico – Educativo nella costellazione delle Suore Domenicane di Pompei) L’Istituto Paritario “Antonio Aveta” di S. Maria Capua Vetere ha avuto modo in questi anni di sperimentare oltre alle normali attività scolastiche (che poi tanto “normali” non sono in quanto sono comprensive della lingua straniera, della ginnastica nelle sue varie configurazioni e del calcetto) la presenza della Musica, voluta fortemente dalla Dirigente Scolastica, Rev.da Madre Florinda Capasso.
Musica che, nella sua accezione più socialmente utile, è rappresentata dal canto corale; grazie al quale i fanciulli si abituano ad essere parte integrante di un tutt’uno, dove il singolo e il gruppo si stringono in un vincolo di comunanza che educa al rispetto delle regole ritmiche e melodiche e che tanto potrà essere utile al fanciullo nel momento del suo ingresso nella società adulta, contribuirà alla sua formazione personale e caratteriale.
Il canto corale infatti è un’attività di gruppo dove non esiste il migliore o il peggiore, ma tutti si rendono indispensabilmente protagonisti (quale migliore attuazione della parabola evangelica del corpo e delle membra).
Alle attività di canto sono state miscelate in un cocktail esplosivo (naturalmente nel senso più piacevole del termine) le attività di recitazione per i fanciulli.
L’Insegnante di musica e canto M° Gerardo Cavallo, le Suore e le Docenti, sono riuscite a preparare spettacoli come “La piccola storia di Gesù”, “Vacanze di Natale”, “Festa dell’Amicizia” e diversi concerti per coro il tutto rappresentato nei Teatri della zona, con successi di pubblico e di critica che hanno superato le più rosee previsioni.
Inoltre il vero obiettivo, ovvero la possibilità data ai fanciulli di interpretare un nuovo modo di essere alunni studiando con divertimento, è sembrato pienamente raggiunto.
Sull’onda di questi entusiasmi (infatti sono adesso gli stessi alunni e gli stessi genitori a chiedere informazioni sugli spettacoli in allestimento) parallelamente al canto il Dirigente Scolastica ha pensato (tanto per non lasciare che il Maestro di Musica  si annoi troppo!!!) di istruire una Orchestra scolastica di Diamoniche dove gli alunni possono soddisfare il loro desiderio di “fare musica” attivamente, mettendo in luce volontà e capacità tali da ripagare completamente gli sforzi dei loro educatori.


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