1958 SMCV - Istituto Aveta

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1958 SMCV

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*1958 Santa Maria Capua Vetere (Caserta)  
Suore Domenicane - Istituto "Antonio Aveta" - Via Albana, 34 - 81055 - Santa Maria Capua Vetere (CE) Telefono Comunità: 0823/841709 - Telefono Segreteria: 0823/842003
e-mail:istitutoaveta@alice.it - Pec:istitutoaveta@pec.it - Sito Web:www.istitutoaveta.it
19ª Fondazione:
Istituto "Antonio Aveta" S. M. Capua Vetere (6 settembre 1958).
La casa porta il nome di Antonio, i cui figli erano: il Canonico Giovanni Aveta, Anna ed Adelina. Questi, rimasti soli, si rivolsero alle suore di Pompei per l’assistenza.
Tutto nacque dall’incontro di Sr. M. Serafina Natella con Mons. Aveta nel Carcere di S. Maria C. Vetere, dove la suora si recava per accompagnare le bambine in visita ai propri genitori. Di qui l’idea di donare la grande casa alle "Figlie del S. Rosario di Pompei" perché potessero meglio svolgere la loro opera assistenziale per i piccoli bisognosi del luogo.
Ora vi sono scuole dell’infanzia e primaria.

“Rileggendo” nei ricordi della mente di una testimone…
Melina Terlizzi su Madre Carmela Caianello così testimonia: ben volentieri mi accingo a parlare delle Suore Domenicane del Santo  Rosario di Pompei in Santa Maria Capua Vetere, conosciute nel lontano 1958.
Ricordi di guerra e di disordine mi vengono alla mente poiché il luogo dove oggi sorge la bellissima casa delle Suore Domenicane, un tempo ci ospitava per proteggerci dai bombardamenti nei suoi ricoveri.
I donatori: il Canonico Don Giovanni Aveta e le sorelle Anna e Adelina, rimasti soli e bisognosi di assistenza in uno stabile immenso,  pensarono di chiedere aiuto alle suore.
La Madonna che ci  voleva dimostrare la sua protezione e il suo amore fece casualmente incontrare Suor Maria Serafina con Mons. Giovanni Aveta in un luogo di pena, il “Carcere di Santa Maria” dove la Suora accompagnava le bambine, ricoverate negli Orfanotrofi di Pompei, Sr. Maria Serafina Natella, a visitare i genitori detenuti.
Ma chi era Suor Maria Serafina? potremmo chiamarla la Suora delle carceri.
Le visitò tutte, dall’Italia settentrionale alla Sicilia, accompagnando le bambine dell’Istituto “Sacro Cuore” in visita ai loro genitori.
Non era la sua una visita fredda, di abitudine, ma andava per compiere una missione, in ossequio al comando  di Gesù “visitare i carcerati” per confortarli, renderli più miti, per avvicinarli a Dio e alla famiglia e   per aiutarli a rientrare nella Società con spirito nuovo. Gli ostinati cedevano al suo richiamo come figliuoli dinanzi alla Madre.
Questo pellegrinaggio carcerario di Suor Maria   Serafina è durato 25 anni, e lo compiva due volte all’anno.
Anche dopo un serio intervento chirurgico Suor Maria Serafina, per tre mesi, affrontò la fatica del viaggio compensata dalla gioia di rivedere quei “buoni figliuoli” che ansiosi ne attendevano l’arrivo.
Volò al cielo il 28 settembre 1964 al suono delle campane per la funzione serale, spirava dopo la benedizione al canto del Magnificat, quando, come assicurò il Padre Leone Radente (Redentorista) a Bartolo Longo, scendono schiere d’ angioli dal trono della Madonna a confortare i vivi e a confortare i moribondi.
Fu una morte dolce, un volo placido di colomba. “Dio mi vuole”, disse fioca, e reclinò il capo.  Un’incidenza preziosa c’è nella sua morte. Moriva all’antivigilia della festa di Santa Caterina da Siena, la Sorella Maggiore dell’Ordine Domenicano, alla quale Suor Maria Serafina era tanto legata.
Lo sottolineò Sua Ecc. Mons. Aurelio Signora nei funerali, celebrati il giorno appresso. Fu Santa Caterina messaggera di pace, e Suor Maria Serafina ne seguì le orme e lo spirito portando la pace, gioia,  sorriso e grazia nei luoghi di tristezza e di pena.
“Suor Maria Serafina – disse Sua Eccellenza alle novizie – ha passato a voi la fiaccola della verità”; l’ha passata a tutta la famiglia del Santuario e splende questa fiaccola nel suo esempio e nella sua carità. Ancora una stella della nostra famiglia rosariale s’aggiunge a far lume al trono di Maria.  
In detto luogo a Mons. Giovanni Aveta venne l’idea di donare alla Congregazione della Madonna del Rosario la propria casa con la sorella Adele Aveta.
Il 6 settembre 1958, Alle ore 16,30 arrivarono le prime quattro Suore: Madre Carmela, Sr. Maria Santina, Sr. Maria Melania e Sr. Maria Dolores che portarono nella nostra Parrocchia una ventata spirituale mai conosciuta prima, veri angeli apportatori di serenità, amore e gioia.
Le Suore con la loro capacità entrarono subito nel cuore della nostra gente, operando prima con l’istituzione di un laboratorio, con l’Asilo e poi con un primo ciclo di Scuola Elementare seguito in breve tempo da un secondo, fino ad ottenere nel 1987 la Parifica.
Le attività scolastiche con la ristrutturazione dell’edificio sono andate sempre migliorando, Mons. con la sorella Anna Aveta, in Pinna, adeguandosi alle ultime norme igienico-ambientali, dando agli alunni il meglio che la società moderna possa offrire, grazie al contributo dell’allora Madre Generale Madre Valeria Torelli.
Vorrei ora poter dire ed esaltare tutto quello che le Suore hanno dato e danno per la Comunità Parrocchiale, esse sono attive per le Celebrazioni Liturgiche dando il loro apporto sia per il canto che per animazioni varie. Sono delle valide Catechiste e collaborano alla diffusione della
Parola e del Pane come Ministri Straordinari dell’Eucaristia; fanno parte del Consiglio Pastorale ed aprono la loro casa a tutte le esigenze parrocchiali; disponibilità di aule per la catechesi, conversione del cortile in Chiesa sia durante la ristrutturazione della Chiesa Parrocchiale, sia per le Celebrazioni comunitarie di massa.
Tutto ciò che oggi ci offre l’ Istituto e le suore che continuano l’opera,   non è stato  facile, ma alle prime suore è costato grossi sacrifici poiché la casa donata era coabitata e non era del tutto idonea agli scopi prefissi, addirittura le prime suore hanno sofferto per la mancanza del necessario; l’unico conforto poteva essere Gesù Sacramentato, ma poiché la chiesetta era pericolante, hanno dovuto aspettare che venisse ristrutturata.
Finalmente il 1 gennaio 1959 poterono, alla presenza di amici e molte persone del luogo,   fare una gioiosa celebrazione e far passare il messaggio che la Madonna desiderava: la divulgazione della devozione alla cara Mamma di Pompei.
Non è mancato in tutto questo la spinta, il conforto e l’interessamento di Mons. Gino D’Avighi, Amministratore del Santuario di Pompei, che ne ha voluto fortemente la realizzazione.


*Responsabile della Comunità di Santa Maria Capua Vetere
Madre Aurelia Grasso
Comunità di Santa Maria Capua Vetere
Attualmente le Suore appartenenti alla comunità sono:

A)
Madre Angelica Bruno (Italiana)

D)
Suor Maria Demita C. Velasquez (Filippina)
E)
Suor Maria Edna Ogaya (Filippina)
K)
Suor Maria Katharina Yohanina Kung (Indonesiana)
P)
Suor Maria Petacia Caayohan (Filippina)
R)
Suor Maria Riza Guiang (Filippina)
L)
Suor Maria Liliana Paraguya (Filippina)


*Le Superiore della Casa di Santa Maria Capua Vetere

Ben otto Suore si sono alternate alla guida dell’Istituto “Antonio Aveta” di Santa Maria Capua Vetere (Ce), è doveroso qui citarle, riportando con una breve scheda con le notizie generali relative alla loro vita.
Nei vari carteggi relativi a queste Suore evince sempre un loro particolare attaccamento alla Casa e al Paese. Tutte hanno lavorato con entusiasmo e piacere per il bene collettivo. In particolare va menzionata l’ottava Superiora, Madre Florinda Capasso, per la quale si fece richiesta di rinnovare l’incarico di Superiora anche oltre i termini previsti dalla normativa vigente, con dispensa a norma del Can. 505.

 Madre Carmela Caianiello         (1958-1968)
 Madre Matilde Caputo             (1969-1970)
 Madre Annunziata Granata      (1971-1977)
 Madre Fernanda Cota              (1978)
 Madre Chiara Marinelli            (1979-1983)
 Madre Annunziata Granata      (1984-1986)
 Madre Natalia Todisco            (1987-1990)
 Madre Florinda Capasso           (1990-2020)
Madre Aurelia Grasso              (2020 e continua)
Breve scheda con le notizie generali relative alla vita delle 9 Superiore

1ª - Madre Carmela Caianello
(1958-1968)

Suor Maria Carmela Caianiello (*Napoli 10-06-1897 t Padula (Sa) 11-06-1970)
Nata il 10 Giugno 1897. Quando entrò Postulante tra le Suore Domenicane "Figlie del S. Rosario di Pompei" e poi vestì l’abito il giorno dell’Immacolata Concezione (1922), Bartolo Longo, vecchio, confortò la Novizia ed essa fedele, ascoltandone la parola come il testamento di un Santo, s’incamminò per la via dell’umiltà piena perché la grazia di Dio potesse trovare l’humus fecondo nella sua anima e la pietà allargasse e approfondisse le radici. E fu donna di pietà e di fede attiva per ben 47 anni. La Rev.da Madre Maestra, Suor Maria Margherita Idà, paragonava questa Novizia ad un terreno buono che rende il cento per uno. L’8 Dicembre 1923, fatta la Professione, fu inviata in aiuto nella Casa di Maiori. L’anno seguente passò a Paola dove rimase per cinque anni. Indi fu destinata quale Superiora nella Casa di Napoli, per la cui intelligente saggezza si poté aprire un pensionato per universitarie. L’Opera si svolgeva rigogliosa, quando i bombardamenti del 1942 costrinsero i Superiori a chiudere quella Casa. Suor Maria Carmela ritornò a Pompei e fu destinata all’economato dell’Istituto "Sacro Cuore". Di nuovo in cammino, e nel Giugno 1944 fu mandata ad aprire la Casa di Agerola. La prima abitazione delle Suore in questo luogo poteva paragonarsi alla grotta di Betlemme e Suor Maria Carmela la cambiò in giardino. Con l’aiuto del Parroco, Don Luigi Naclerio, fu costruito l’Asilo Infantile presso la Parrocchia di Bomerano. Qui l’Opera si sviluppò e Suor Maria Carmela, che godeva la stima di tutto il paese, vedeva con gioia l’incremento della Scuola Elementare. Nel Settembre 1958, per le sue particolari doti, signorilità, prudenza, spirito di sacrificio, fu mandata a fondare la Casa di Santa Maria Capua Vetere. Iniziò con l’Asilo Infantile, al quale fece seguito l’istruzione della Scuola Elementare. Nel 1968 fu mandata a reggere la Comunità di Padula e anche lì lavorò alacremente e qui si chiuse l’arco della sua operosa giornata l’11 Giugno 1970 compianta dalla Comunità e dalla cittadinanza.

2ª - Madre Matilde Caputo (1969-1970)
Suor Maria Matilde Caputo (*San Giorgio a Cremano (Na) 16-10-1917 t Pompei 02-10-2008)

È ritornata alla casa del Padre, Suor Maria Matilde Caputo, nata a San Giorgio a Cremano il 16 ottobre 1917 e morta a Pompei il 2 ottobre 2008, festa degli Angeli Custodi, alla veneranda età di novantuno anni. Entrata giovanissima tra le Suore Domenicane Figlie del santo Rosario di Pompei, emise i voti religiosi nel 1945 e quelli perpetui nel 1953. Ha ricoperto con spirito di vera religiosa il ruolo di Superiora in alcune Comunità della Congregazione: Padula, Santa Maria Capua Vetere, Parrelle, all’Istituto maschile "Bartolo Longo". Con tutti è stata cordiale e si è distinta per la sua accoglienza serena, amabile, gentile, pronta ad incoraggiare e ad offrire i suoi saggi consigli e le sue preghiere. Parlava più con il sorriso che con le parole. Di lei si può dire che è stata suora della "dolcezza". Come sorgente di "acqua cristallina", la sua vita è stata vissuta con trasparenza, umiltà, semplicità. Religiosa di profonda preghiera, ha saputo coniugare un’operosità paziente con la scrupolosa fedeltà ai doveri giornalieri, comunitari e spirituali. La sua vita è stata trasparente, umile e semplice. Non ha mai saputo dire di "no", come se non avesse mai studiato la grammatica ignorando l’esistenza dell’avverbio negativo "non" voglio! Ha amato in modo incondizionato l’Eucarestia, la Madonna, il Rosario. Stava recitando, infatti, con la consorella che l’assisteva, la "corona benedetta", quando ha reclinato il suo capo. Un amore particolare ha nutrito per San Giuseppe e per il Beato Bartolo Fondatore, Bartolo Longo. Questi "amori", coltivati con costanza, la rendevano felice, perché convinta che più si prega e si ama, più si è nella certezza di "aver scelto la parte migliore che non le sarà tolta" (Lc 10,41). Nell’ultimo periodo della sua vita si è lasciata plasmare, accettando con generosità, dal "mistero del dolore umano", facendone un incessante dono allo Sposo celeste per il bene della Congregazione, per la Chiesa, per i Sacerdoti.
3ª - Madre Annunziata Granata (1971-1977)
Suor Maria Annunziata Granato (*Boscotrecase (Na) 29-03-1914 t Pompei (Na) 15-04-2008)
Sr. M. Annunziata, il 15 Aprile ci lasciava dopo alcuni giorni di grande sofferenza respiratoria. Proveniva da Boscotrecase e aveva 94 anni. Era la decana delle Suore Domenicane del S. Rosario di Pompei, volute dal B.B.L. per le Opere da Lui fondate. Nel giardino variamente fiorito della sua vita, il "fiore" più bello è stato certamente la piena consapevolezza della sua consacrazione religiosa domenicana, vissuta come un dono prezioso, ricevuto da Dio e come una continua offerta a Lui attraverso il "cuore" e le "mani" della regina di Pompei, nella cui famiglia religiosa
lei, giovanissima, era entrata con un discreto curriculum di formazione spirituale, morale e culturale. Aveva l’Abilitazione per l’Insegnamento nella Sc. Materna, dove si è fatta sempre amare dai bambini e dai loro genitori. Intelligente, retta di animo e con uno stile di vita autentico, pio e povero, incline alle tante piccole mortificazioni giornaliere che recavano il "sapore" di un amore speciale a Maria, il "profumo" di una carità squisita, generosa, umana. Ha offerto sempre il suo contributo sereno ed equilibrato al momento giusto, nelle varie comunità a lei affidate. Emessi i voti religiosi il 20 Maggio 1939, fu inviata a Cattori, Torre Annunziata, sede dei piccoli Orfani di Pompei, ove insegnò alle giovani cucito e ricamo. Fu, poi, per qualche anno, assegnata all’Istituto di Paola, dove fu apprezzata da tutti per la sua naturale bontà. La troviamo, inoltre, Superiora nella Comunità di S. M. Capua Vetere; è stata con tutti amabile e i piccoli alunni erano seguiti con tenerezza, fermezza e sensibilità di madre. Negli anni 1980-83, Sr. M. Annunziata fu a Padula, nel salernitano, ove si prodigò molto tra i piccoli della scuola materna e come Superiora delle Suore; fu vera madre e sorella per tutte. Trascorse l’ultima tappa operativa nell’Istituto "Bartolo Longo", ove le nostre Suore s’impegnano nel servizio dell’economato. Anche qui, la nostra sorella si è fatta amare ed apprezzare dai Fratelli delle Scuole Cristiane, educatori dei ragazzi ospiti dell’Istituto. Infine, visse i suoi ultimi anni a Casa Madre vivendo la sua Consacrazione sempre con entusiasmo e amore.
4ª - Madre Fernanda Cota (1978)

Suor Maria Fernanda Cota (*...  00-00-0000 t .... 12-08-1979)
Signore, Suor Maria Fernanda si era consacrata a Te per essere un annuncio vivente delle realtà future. Tu la conosci più di noi. Conosci il bene che ha compiuto. Ha creduto fermamente in Te. La sua testimonianza di religiosa e la sua presenza operosa ha arricchito i nostri giorni. Perdona le sue mancanze. Liberala dal buio della morte. Apri i suoi occhi alla Tua luce. Falle gustare la Tua pace. Donale la vita eterna. Amen.
5ª - Madre Chiara Marinelli (1979-1983)

Suor Maria Chiara Marinelli (* Napoli 14-02-1905 t Pompei 05-03-1988 alle ore 12,50)
5 marzo 1988. Madre Chiara, Superiora di Casa Madre, spiccava il volo verso il Cielo, lasciando nel cuore di tutte un grande vuoto. Nacque a Napoli il 14.2.1905. Manifestò fin da bambina, il desiderio di abbracciare la vita religiosa, ma solo a 25 anni potè realizzarlo, entrando tra le
Suore Domenicane di Pompei. Nella Congregazione ricoprì delicati e importanti compiti, tutti svolti con grande serenità, amabilità e competenza, sempre coerente con la sua scelta di vita. Un’eccezionale tempra materna, unita alla vivacità dell’intelletto e ad una grande schiettezza, tipicamente partenopea, sono stati i tratti salienti che la rendevano subito simpatica a chi l’avvicinasse. È stata la V Superiora a Maiori dal 1974 fino al 1976, dove era stata come insegnante precedentemente e ancora la V Superiora all'Istituto "Antonio Aveta" in Santa Maria Capua Vetere, da settembre 1978 fino settembre 1983, infine ha abbracciato il Superiorato a Casa Madre, facendosi amare dalle sue Suore in un modo unico, perché sapeva dare sicurezza, ottimismo, comprensione, gioia di vivere. Direttrice delle giovani di "Casa Famiglia" e delle bambine dell’Istituto "Sacro Cuore", si dimostrava affettuosa verso le orfane che teneramente amava, senza differenza alcuna. L’amore di Madre Chiara ha avuto questa nota singolare: dare tutto senza aspettarsi nulla, testimoniando quanto è dolce "donarsi" nel silenzio e nel sacrificio. L’ultimo "voto" del suo cuore: partire missionaria; ne aveva tutta la "stoffa", ma … l’età non glielo consentiva. È stata una rinuncia molto sofferta; sapeva bene, però, che era proprio questo sacrificio a fare da "humus" alla fecondità missionaria della nostra Famiglia religiosa. Il merito più grande di una religiosa è quello di giungere al traguardo con la lampada accesa: la fede in un Dio che ci ama, ci perdona e ci accoglie nella Sua Dimora eterna, anche se con le mani "vuote"; ma … Madre Chiara le aveva "piene", e come!!!
6ª - Madre Annunziata Granata (1984-1986)
Vedere la scheda della 3a Superiora
7ª - Madre Natalia Todisco (1987-1990)
Suor Maria Natalia Todisco

8ª - Madre Florinda Capasso (1990-2020)

Ringraziamo La Regina del Santo Rosario di Pompei per gli 84 anni di vita di Madre Florinda Capasso, Responsabile della Comunità delle Suore Domenicane site in Santa Maria Capua Vetere. A Dio la nostra gratitudine e la nostra preghiera affinché la guidi e la protegga!
La festa dei 60 anni di Vita Religiosa di Madre Florinda Capasso
Le Suore e le Maestre hanno organizzato una bella festa nella quale abbiamo cantato, abbiamo  preparato anche un momento di preghiera durante la quale, io e i miei compagni, ci siamo commossi.

Ad un certo punto la Superiora ha raccontato i giorni belli della sua vita e ha anche parlato dei suoi genitori.
Era presente il Parroco, Don Rosario Ventriglia, che ha benedetto tutti noi bambini, le maestre, le suore e le medagline miracolose che poi abbiamo messo con orgoglio e gioia grande, medagline che hanno avuto per noi un valore affettivo inestimabile.
Una delle maestre ha letto un passo preso dalla Bibbia esortando noi bambini a ripetere delle monizioni inerenti alla stessa sua lettura. I bambini della scuola dell’Infanzia hanno portato un cesto di fiori alla Super e le hanno dedicato una recita, ma che bravi!!!  
(Autore: Gianluca Nuzzo)

9ª - Madre Aurelia Grasso (2020 e continua)

Suor Maria Aurelia Grasso (Salerno 01.09.1956)


*50 Anni e... Oltre

Carissime Consorelle,
non vi nascondo che nel rivolgermi a voi provo un’emozione nuova, quasi ansia e paura di non riuscire ad esprimere con parole, la grande gioia che ho nel cuore.  
50 anni...e...oltre… una   data che racchiude una motivazione, una storia, la nostra.
Era il lontano 1958 quando guidate dallo Spirito di Gesù e dall’Amore vigile della Beata Vergine del Rosario di Pompei, la nostra Comunità, iniziò  la sua opera di evangelizzazione e di istruzione nella Città di Santa Maria Capua Vetere.
Con impegno, saggezza e amore abbiamo, pur con non poche difficoltà, percorso un lungo pezzo di strada ed eccoci oggi a volervene rendere  partecipi.
L’Istituto “Antonio Aveta”, nel ricordo del suo benefattore e di quanti hanno contribuito a realizzare questo sogno… apre le sue porte svelandovi tutta la magia e quell’infinita tenerezza che solo i bambini sanno donare…
                                                                     Madre Florinda
La Superiora e la Comunità delle Suore "Figlie del S. Rosario di Pompei" ricordano il 50° anniversario (L'Amore è inventivo all'infinito)
della loro presenza educativa a Santa Maria Capua Vetere e ti invitano:
"1958 ... 2008: 50 anni ... e ... oltre"!
(... Continuate, continuate, senza l'interruzione neppure d'un minuto solo nell'opera del vostro amore e della vostra carità ..." (Dal testamento del Beato Bartolo Longo)
27 Maggio - Martedì
Ore 10,00 - 12,30
● Visita agli Stands allestiti nel cortile dell'Istituto.
Ore 10,00
● Celebrazione Eucaristica. Presiede Sua Ecc. R. Mons. Luigi Diligenza, Arcivescovo emerito di Capua.
Ore 11,00
● Apertura dei festeggiamenti con i bambini della Scuola dell'Infanzia.
28 Maggio -  Giovedì  
Ore 10,00 - 12,30
● Visita agli Stands allestiti nel cortile dell'Istituto.
● Momento conviviale nel parco dell'Istituto
Ore 19,30
● Spettacolo presentato dagli alunni della Scuola Primaria
(... non potevano mancare le educatrici in queste Opere di carità; non dovevano mancare quelle guide spirituali e affettuose che avrebbero dovuto accogliere i piccoli per attuare il progetto; "La Carità, nel senso più largo della parola, cioè l'amore, deve essere la base, il fondamento di ogni sistema pedagogico che voglia pervenire a sicuri e lodevoli risultati" (59, Bartolo Longo).
La Responsabile della Comunità: Madre Florinda


*Attività nella Comunità di Santa Maria Capua Vetere

La nostra Comunità di “Santa Maria Capua Vetere” è composta da otto Suore.
Ci impegniamo maggiormente nella missione svolgendo il nostro lavoro con amore e fedeltà.
Le nostre mansioni sono diverse: scuola, apostolato parrocchiale, studio.
La nostra Comunità religiosa si trova ad esercitare proprio quella forma di apostolato per la quale è nata la Congregazione: l’accoglienza dei più poveri, l’educazione religiosa e l’istruzione dei giovani, attraverso il servizio della Catechesi e della Scuola che rappresenta lo strumento principale di promozione umana e di  evangelizzazione.
Il Sabato ci vede impegnate nella Catechesi a tutte le fasce presenti sul territorio e, la
Domenica, nel servizio  d’animazione liturgica nella parrocchia di S. Pietro Apostolo a S. Maria C. V.
Nel mese di maggio propaghiamo e recitiamo il Santo Rosario nelle dieci zone in cui è divisa la parrocchia, mentre durante il mese di ottobre divulghiamo lo stesso Rosario nella parrocchia stessa. Ogni terzo giovedì del mese facciamo comunità con i fedeli della parrocchia per adorare Gesù Eucaristia.
Questo vuole essere una grande preghiera di lode a di ringraziamento, soprattutto, per il dono Simpaticamente insieme all’Incarnazione del Figlio di Dio e della redenzione da Lui operata.
Inoltre, partecipiamo ogni quindici giorni, con tutti gli operatori pastorali, alla formazione permanente che ci aiuta a svolgere con competenza il lavoro parrocchiale.
C’impegniamo ad essere “specchio di vita” per gli altri, cominciando da chi ci sta accanto e condividendo la stessa mensa, gli stessi ideali, le proprie gioie e dolori, in un contesto di serena stima e di cordiale accoglienza.
Nelle nostre attività, anche per questo anno, chiediamo la benedizione di Maria, nostra Madre, l’intercessione del nostro grande fondatore Beato Bartolo Longo perché il tutto possa aver efficace compimento.


*La “voce” di chi ci conosce

Ecco la “VOCE” di chi ci conosce, di chi ci osserva e ci ammira, di chi loda l’attività, la preparazione, la profonda umanità e l’amore delle nostre Suore nella Casa di Santa Maria Capua Vetere.
Ascoltiamola e confrontiamoci …

Sulle onde dei ricordi

Volete sapere com’era la nostra ex scuola? Beh, all’Istituto “Antonio Aveta” ci siamo sentite tanto unite con i nostri compagni.  
Era quasi come se fossimo stati tutti fratelli e sorelle: ci capivamo solo guardandoci, non litigavamo quasi mai… certo, qualche lite c’era, ma ci scusavamo sempre gli uni con gli altri.  
Ma a chi dobbiamo ciò?  
Chi ci ha insegnato ad amare e non odiare, chi ci ha insegnato a fare pace o a chi chiedere scusa invece di litigare?  
Le Suore vigili, ma allo stesso tempo comprensive nei nostri confronti, le maestre esigenti, ma allo stesso tempo dolci ed in grado di donarci un sorriso…  
Tutto quello che abbiamo imparato sul senso della vita lo dobbiamo a loro!  
Ma attenzione: le Suore non ci hanno insegnato solo a voler bene, bensì ci hanno donato preziosi insegnamenti!  
Le ore di italiano, di matematica, di storia, di geografi a, di musica, di religione, di inglese… non sono mai state noiose!  
Gli insegnamenti erano arricchiti da giochi in compagnia: ecco come il nostro cervello, da minuscola nocciolina che era, è diventato grande come un’arancia. Via via, il nostro sapere si è allargato anno dopo anno sempre più.  
Ah, quanti ricordi abbiamo del nostro cortile in cui trascorrevamo le ricreazioni giocando tutti insieme!  
Ogni mese aspettavamo il giorno dell’ ”Aveta Film Festival”, un momento   in cui tutta la scuola si riuniva per fare una pausa lontano dallo studio.
Per non parlare dei saggi di fine anno, momenti indimenticabili, in cui ci divertivamo a mostrare le nostre abilità di ballerini.
Ci manca la scuola, le Suorine e la Madre Superiora compagna di emozioni, abbracci e baci e…  Basta così, usciamo dalle onde dei ricordi perché i nostri occhi non riescono più a contenere le lacrime… tanto i ricordi rimarranno indelebili nel nostro cuore di ex alunne.  
(Autrici: Roberta Tamburrino e Marta Piccirillo)


*News da Santa Maria Capua Vetere

Colossale rapina: "arrestate le Suore Domenicane di Pompei"
Sono protagoniste di una clamorosa rapina all’Arcidiocesi di Capua (CE), religiose e laiche… e sentite... poco di meno che… La Madre Superiora!!!
Chi l’avrebbe detto con quello sguardo materno e severo!!!
Sue complici le giovani Neo-Professe alla vita di comunità e le altre consorelle.
Interrogate dai carabinieri della Squadra Mobile dell’ Istituto “Antonio Aveta”, le “innocenti suorine” hanno confessato, tra lacrime e singhiozzi, di essere state costrette a rubare tale cifra all’Arcivescovo di Capua, dalle consorelle:  Sr. Maria Aurelia, da tutti conosciuta come Segretaria e Docente di Religione dell’ Istituto stesso, da Sr. Maria Rosalia e da Sr. Maria Luigina.
I carabinieri hanno aperto un’ inchiesta e sottoposto a Sequestro l’edificio.
Ma… dopo una lunga ricerca, la clamorosa scoperta!!!
Durante il colpo erano stati estorti 130 “Padre Nostro”, 285 Ave Maria e 62 “Gloria al Padre”, un’ infinità di Giaculatorie e Requiem… che dovevano essere distribuite, equamente, tra i bambini della Scuola dell'Infanzia e della Scuola Primaria Paritari dell' Istituto “Antonio Aveta” e a quelli che, sparsi per il mondo, aspettano solo un po’ d’Amore. 

Inaugurazione anno scolastico all’Istituto “Aveta”

7 Ottobre 2013: Inaugurazione apertura dell’ Anno Scolastico all’Istituto “A.Aveta” “Padre della luce, fa’ di alunni e docenti i discepoli di quella sapienza che ha come libro, cattedra e maestro il Cristo Tuo Figlio, assisti e proteggi tutti i membri della comunità educante, perché le nuove generazioni siano promosse nella scuola e nella vita; aiutaci a dare un valido contributo all’edificazione della civiltà dell’amore”.
È questo lo spirito che ha animato  l’inaugurazione dell’Anno Scolastico 2013/2014che si è svolta presso la palestra del nostro Istituto, presieduta dalla nostra carissima Madre Superiora, Madre Florinda Capasso.
È stata scelta la data del 7 ottobre affinché la Beata Vergine del Rosario di Pompei ci accolga sotto il suo manto miracoloso, nel giorno e nel mese dedicato a Lei.
Guidati dalla sapiente Suor Maria Aurelia, gli alunni hanno animato il momento di preghiera con canti, preghiere ed invocazioni al Signore, hanno posto nelle sue mani il cammino che ci sta  davanti ed hanno invocato la sua  benedizione e protezione, affinché questo nuovo anno sia momento di crescita e di grazia.
Inoltre docenti, alunni e genitori hanno letto una preghiera di ringraziamento per la scuola e per tutti gli operatori  affinché ognuno con rinnovato entusiasmo, riesca a trasmettere agli alunni la bellezza dell’amore del padre.
Alla fine è stata recitata la Supplica alla Beata Vergine di Pompei, grande testamento spirituale di Bartolo Longo, fondatore della nostra comunità e diffusore dei principi che animano l’operato delle nostre Suore: carità, accoglienza, volontà di educare i fanciulli nella fede e nell’amore.
Colmi di entusiasmo e di serenità ci siamo scambiati gli auguri di un “Buon Anno Scolastico” sulle note di un canto alla Regina del Rosario di Pompei.  
(Fonte: Buonanno Clotilde)
Il Mitico Istituto “Aveta”
Andare a scuola, spesso è come stare in prigione…
ma qui da noi c’è sempre il sole e mai grigiore!!!
La nostra scuola è molto carina
pur se da fuori sembra bruttina,
oltre il portone vedrai che gran cortile
e tante suorine con aria gentile!!!
Le aule grandi e spazi accoglienti,
in cui passiam tutti i nostri momenti,
a riscaldarle ci son le nostre voci,
il sole, i fiori nostri complici e soci.
Divisioni, moltiplicazioni, frazioni e addizioni…
qui non si rischia a rimaner testoni!
Io fui, tu fosti egli fu…
dai verbi non ne usciamo più!!!
La ginnastica, l’informatica, con la teacher l’inglese,
Maurizio, Sr Epie, Anna Paola, Sr Imelda simpatica e cortese.
Poi alla mensa con Sr. Luigina c’è sempre un profumino,
che aumenta il nostro languorino…
Pastasciutta, riso e gnocchi, verdurine sofficini…  
polpettone, frutta e dolci per i grandi e i piccini.
Le suorine bianche sembran fate del paradiso,

vigilano, amano e non lasciano il sorriso.
La Superiora con i suoi dolci sguardi
non smette mai di controllarci
e Sr. Aurelia con sue battute,
lenisce sempre le nostre cadute.
La gioia lei ci insegna
e in segreteria per noi s’impegna.
Sr. Demita, Rosabe e Cecilia operano con i piccini
che con loro son sempre carini.
E che dirvi delle altre insegnanti?
il loro sapere è per tutti quanti.
Un giorno qui più non saremo…
e mai il loro volto dimenticheremo.
Cucite abbiam le righe, il nome della sarta?
Non c’è di che impazzir,
siam quelli della seconda, prima quinta, terza e quarta!!!  
(Gli alunni dell’ Istituto “Antonio Aveta”)
Musica e Canto: un valido supporto all’Attività Didattica Formativa
(Una delle stelle del Carisma Didattico – Educativo nella costellazione delle Suore Domenicane di Pompei) L’Istituto Paritario “Antonio Aveta” di S. Maria Capua Vetere ha avuto modo in questi anni di sperimentare oltre alle normali attività scolastiche (che poi tanto “normali” non sono in quanto sono comprensive della lingua straniera, della ginnastica nelle sue varie configurazioni e del calcetto) la presenza della Musica, voluta fortemente dalla Dirigente Scolastica, Rev.da Madre Florinda Capasso.
Musica che, nella sua accezione più socialmente utile, è rappresentata dal canto corale; grazie al quale i fanciulli si abituano ad essere parte integrante di un tutt’uno, dove il singolo e il gruppo si stringono in un vincolo di comunanza che educa al rispetto delle regole ritmiche e melodiche e che tanto potrà essere utile al fanciullo nel momento del suo ingresso nella società adulta, contribuirà alla sua formazione personale e caratteriale.
Il canto corale infatti è un’attività di gruppo dove non esiste il migliore o il peggiore, ma tutti si rendono indispensabilmente protagonisti (quale migliore attuazione della parabola evangelica del corpo e delle membra).
Alle attività di canto sono state miscelate in un cocktail esplosivo (naturalmente nel senso più piacevole del termine) le attività di recitazione per i fanciulli.
L’Insegnante di musica e canto M° Gerardo Cavallo, le Suore e le Docenti, sono riuscite a preparare spettacoli come “La piccola storia di Gesù”, “Vacanze di Natale”, “Festa dell’Amicizia” e diversi concerti per coro il tutto rappresentato nei Teatri della zona, con successi di pubblico e di critica che hanno superato le più rosee previsioni.
Inoltre il vero obiettivo, ovvero la possibilità data ai fanciulli di interpretare un nuovo modo di essere alunni studiando con divertimento, è sembrato pienamente raggiunto.
Sull’onda di questi entusiasmi (infatti sono adesso gli stessi alunni e gli stessi genitori a chiedere informazioni sugli spettacoli in allestimento) parallelamente al canto il Dirigente Scolastica ha pensato (tanto per non lasciare che il Maestro di Musica  si annoi troppo!!!) di istruire una Orchestra scolastica di Diamoniche dove gli alunni possono soddisfare il loro desiderio di “fare musica” attivamente, mettendo in luce volontà e capacità tali da ripagare completamente gli sforzi dei loro educatori.


*Città di Santa Maria Capua Vetere
Un po’ di Storia
Santa Maria Capua Vetere è un comune di 30mila abitanti della provincia di Caserta.
Eretta in comune con il nome di Santa Maria Maggiore nel 1861, precedentemente era stata frazione del comune di Capua con il nome di Villa Santa Maria Maggiore, costituita da un borgo contadino sviluppatosi nei pressi della chiesa di Santa Maria Maggiore.
Pur non avendo un legame storico con la Civitas Capuana (il borgo è di epoca basso-medievale), la vicinanza con l'Anfiteatro Campano, nonché con i luoghi dell'antica città di Capua, spinse gli abitanti a cambiarle nome in Santa Maria Capua Vetere (spesso indicata come Santa Maria C.V., S. Maria C.V. o S.M.C.V.) dopo la nascita del comune autonomo.

S. Maria Capua Vetere già S. Maria Maggiore, che dal nome si ricollega alle grandezze dell’antica Capua, nasce in seguito alla unificazione amministrativa, avvenuta dopo il 1860 dei tre Borghi di S. Maria Maggiore, S. Pietro in Corpo, S. Erasmo, unici poli superstiti nell’abbandono della città antica dopo la distruzione saracena della prima metà del IX secolo.
Gli antichi capuani, profughi della città distrutta, dopo breve parentesi in un centro provvisorio sui monti, fondarono una nuova città, l’attuale Capua, in un’ansa del Volturno, a 6 km dalla prima, nell’area di un altro antico centro forse già abbandonato: Casilinum.
La storia dell’antica Capua si identifica con la storia della Campania antica, di cui fu il centro più importante.
Centro di fondazione etrusca (VII sec. A. C.) e di irraggiamento della civiltà di quel popolo, gareggiò con i Greci stanziatisi a Cuma per il controllo dei mercati campani; la sconfitta subita dagli etruschi nelle acque di Cuma nel 474 a.C., fecendo prevalere la potenza economica greca, sconvolse equilibri stabiliti da secoli (greci sulla costa, sanniti nel retroterra montagnoso, etruschi nelle pianure interne): i sanniti dilagarono nelle pianure e Capua fu il primo centro ad entrare in loro possesso e ad aver organizzazione sannitica. In questa posizione venne a contatto con i romani, che videro in essa un pericoloso avversario, per potere economico e politico, e intervennero decisamente; tuttavia, anche sottomessa, incuteva rispetto se ancora Cicerone la chiamava "Seconda Roma" e il prestigio la portava ad essere la "Capitale amministrativa", quando dal IV secolo d. C. la Campania, come le altre regioni italiane, sarà equiparata ad una provincia con un suo governatore.
L’apertura della Via Appia da Roma a Brindisi la pose al centro di un sistema viario come nodo stradale di primaria importanza: l’apertura della litoranea Via Domitiana alla fine del I sec. D. C. dovette essere tutto sommato una necessità per abbreviare i percorsi da NEAPOLIS-PUTEOLI a Roma evitando il lungo giro e l’ingorgo di Capua.
Di tutta questa grandezza restano ben poche tracce; all’estremità orientale dell’abitato moderno, in località "Ponte di S. Prisco", un recentissimo scavo a messo alla luce un breve tratto, ancora visibile, della fortificazione del V sec. a. C. grossi blocchi rettangolari di tufo sovrapposti senza malta, in filari di uguale altezza.
Vicino alla porta che si apriva in corrispondenza del tracciato della statale Appia, fu in età tardo-repubblicana (I sec. a.C.); innalzato sulle mura un grosso serbatoio per il rifornimento idrico della Città come terminale di un acquedotto di cui, secondo alcuni dotti locali, nei secoli passati si vedevano ancora i resti degli archi nel territorio: lo scavo ha messo in evidenza un blocco semicircolare del serbatoio in OPUS RETICULATUM nel cui interno si vedono ancora nitidamente le concentrazioni calcaree formatesi per il passaggio dell’acqua.

La "Capua" antica
Contrariamente a quanto ritenuto dagli archeologi del secolo scorso, (Heurgon-Beloch ecc.) la Capua antica, a seguito dei rinvenimenti nel corso di questi ultimi decenni, ha dimostrato di essere molto più estesa come abitato urbano, mettendo in discussione il perimetro delle mura stabilito dai vecchi studiosi e confermando la descrizione in parte fatta da Giacomo Rucca nella fine dell'ottocento. Il complesso edilizio venuto alla luce nel corso del mese di ottobre 2004 nei pressi del locale macello Comunale sull'area della vecchia masseria dei Vetta, ha confermato che l'area urbana andava oltre il vecchio fondo Tirone, ove per tradizione venivano posizionate le mura.
L'abitato moderno
La città si è estesa nell'arco degli anni prima verso nord (direzione Sant'Angelo in Formis) e quindi verso sud (direzione Aversa) e relativamente meno nella direzione Est/Ovest contribuendo a rendere un unico centro abitato il percorso Capua-Caserta. Questo è attraversato dalla via Appia (SS 7), nonché dalla ferrovia Napoli-Caserta-Cassino-Roma con diramazione per Piedimonte Matese. Nei pressi corre l'autostrada A1 Milano-Napoli (ex A2), accessibile tramite il casello di imminente apertura.
Recentemente è stata aperta l'immissione sulla bretella che collega Capua a Benevento (manca solo il pezzo terminale S. Maria Capua Vetere-Capua).
Lo stemma
Lo stemma della città è di origine molto recente: risale al 1888. È di colore rosso, con una croce, sormontata da una corona, sotto la quale una fascia d'oro riporta le iniziali O.P.Q.C., acronimo di Ordo Populus Que Campanus.
Monumenti e Luoghi di interesse
1 - Monumento ai Garibaldini
2 - Monumento al Milite Ignoto
3 - Monumento ai fratelli De Simone
Chiese
1 - Chiesa delle Vittime Espiatrici
2 - Chiesa di Sant'Erasmo
3 - Chiesa di San Paolo Apostolo
4 - Chiesa di Sant'Andrea
5 - Chiesa di Sant'Agostino
6 - Chiesa di San Pietro in Corpo
7 - Chiesa di San Paolino
8 - Chiesa della Madonna delle Grazie
9 - Chiesa di San Gennaro
10 - Chiesa degli Angeli Custodi
11 - Chiesa di Santa Maria Maggiore

12 - Chiesa dell'Immacolata Concezione
Cultura - Università e ricerca

1 - Seconda Università degli studi di Napoli, SUN |: Hanno sede a Santa Maria Capua Vetere due delle otto facoltà:
A - Lettere - È ubicata nel medioevale Monastero di San Francesco. Agli inizi del Seicento la struttura venne occupata dai frati minori dell'ordine di San Francesco da Paola, fino a quando, nel 1738 vennero alloggiati i soldati del reggimento Borbonico di Rosciglione. Dopo il regio Decreto del 6 febbraio del 1807 il monastero venne destinato a carcere.
B - Giurisprudenza - Ha sede nel centro storico, a Palazzo Melzi, fatto costruire dall'Arcivescovo Camillo Melzi nel Seicento per servire come sede della Mensa Arcivescovile. Nel 1808 divenne sede del Tribunale, funzione che impose una ristrutturazione dell'edificio eseguita dall'ingegnere Pietro Tramunto. Da allora seguirono altri numerosi interventi di ristrutturazione fino al 1924.
Personalità illustri
1 - Gaetano Cappabianca (1849 - 1908), benefattore
2 - Errico Malatesta (1853 - 1932), anarchico
3 - Alessio Simmaco Mazzocchi (1684 - 1771), archeologo e filologo
4 - Nicola Vito Melorio (1772 - 1856), medico
5 - Giacomo Rucca (1785 - 1860), archeologo
6 - Antonio Tari (1809 - 1884), filosofo ed esteta
7 - Raffaele Uccella (1884 - 1920), scultore
8 - Francesco Russo (1993 - vivente), attore
9 - Giuseppe Russo (1954 - vivente), politico
Anfiteatro
Qui sorgeva la Capua dell'antichità. Altera Roma, l'altra Roma: così la chiamò Cicerone nel I secolo AC. Era probabilmente la più grande città d'Italia nel IV secolo AC.
La scoperta di vari villaggi di tipo Villanoviano, e la loro successiva fusione in abitato, è senza dubbio la base dello sviluppo della futura Capua, la sua urbanistica fu ampliata nei secoli successivi dagli Osci e dagli Etruschi. Venne distrutta a seguito di incursioni Vandaliche prima e successivamente saracene nell'841 d.C., dopo oltre 16 secoli di storia. L'abitato moderno cominciò lentamente a rinascere a partire dal XII secolo con la nascita di tre diversi casali attorno alle basiliche cristiane di S. Maria Maggiore, o detta dei Surechi, S. Pietro in Corpo e S. Erasmo in Capitolio.

L’Arco di Adriano
Comunemente detto anche Arco Felice o Arco di Capua, è un arco onorario o porta trionfale, a 3 arcate in mattoni, delle quali la meridionale ha resistito alle ingiurie del tempo e degli uomini; la settentrionale è scomparsa tranne le fondamenta giacenti nel cortile di una privata abitazione, e della centrale è rimasto il pilastro di sinistra.
Al centro vi è una lapide ricordo della battaglia del Volturno che durò da settembre a quasi metà ottobre del 1860, con una iscrizione dettata da Luigi Settembrini.
"Qui il giorno 1° di ottobre 1860 Giuseppe Garibaldi vinceva l’ultimo re delle Due Sicilie. Il popolo di S. Maria che lo vide e lo ricorderà per sempre, volle serbare il nome di batteria a Porta Capua dato a questo luogo ne’ giorni della pugna donde egli fulminò i nemici d’Italia. Tutta la città poneva questa memoria il 1° ottobre 1861".
Si pensa che tale struttura sia stata costruita nel 130 d.C. in onore di Adriano.
S. Prisco, Via Appia Carceri Vecchie
Opera composta da un grande corpo cilindrico a cupola, scandito da semicolonne ed archi ciechi che sostengono l’architrave; al di sopra un secondo corpo cilindrico più piccolo scandito da pilastri.
Probabilmente carcere di gladiatori.
L’interno della cella presenta frammenti di affreschi che testimoniano la presenza di decorazioni scomparse.
Conocchia
Sulla Via Appia tra S. Maria Capua Vetere e Caserta si erge, sulla destra, un monumento funebre romano attribuito al II secoli d.C.
Detto comunemente Conocchia forse per la sua forma di fuso, il mausoleo consta di un corpo quadrangolare dai lati a curva rientrante, con quattro torrette cilindriche agli spigoli su cui poggia un tamburo a cupola ornato da semicolonne e finti archi.
Probabilmente apparteneva ad una famiglia locale facoltosa, forse del mondo politico.

Il Mitreo

A Santa Maria Capua Vetere fu scoperto un Mitreo nel 1922, da Nicolino Cortese, durante uno scavo nel cortile della sua abitazione. Risale al II – III d.C.  
Il Mitreo, cioè un luogo di riunione dei discepoli di Mitra, è una cripta sotterranea formata da un’aula rettangolare di m 23x3; si trova in una piccola traversa di Via Morelli, non lontano dal Museo archeologico dell’antica Capua.
L’unicità del Mitreo di S. Maria è il fatto che la decorazione è tutta dipinta, anzichè essere scolpita o a bassorilievo.  
La volta è dipinta a stelle a sei punte verdi e rossastre.
Lungo i lati lunghi ci sono i sedili per i fedeli e, al di sopra, affreschi che illustrano i sette gradi del rito di iniziazione, con i vari gradi di percorso spirituale.
Bellissimo l’affresco sulla parete principale (come in tutti i Mitrei): il dio Mitra (abito rosso, cappello frigio, manto foderato in azzurro con sette stelle) uccide un bianco toro (il toro sacro – tauroctonia); un cane (il bene), un serpente (il male), un corvo, uno scorpione e una formica l’attorniano; il Solr, un tedoforo con una fiaccola alzata e l’Oceano (a sinistra) e la Luna, un tedoforo con fiaccola abbassata e la Terra (a destra) assistono.
Intorno alla scena centrale, vi sono tutti gli altri simboli ritraici. Dall’altare parte un canaletto che raccoglieva il sangue degli animali sacrificati, convogliandolo in un pozzetto.
Sulla parte occidentale si vede la luna su una biga tirata da due cavalli.
Il culto di Mitra, antico dio iraniano, era molto diffuso in Asia e i Greci ne conoscevano l’esistenza almeno sin dal V secolo a.C., ma spostandosi verso occidente, assorbì una coloritura astrologica.
Il culto di Mitra non era ostacolato dall’autorità politica che lasciava ai sudditi piena libertà religiosa.
La religione mitraica aveva un seguito in prevalenza maschile, soprattutto tra i militari romani.
Un culto misterico, invece, particolarmente seguito dalle donne era quello frigio di Cibale, la Grande Madre. Un altro culto, questo di origine egizia, anch’esso molto apprezzato, era quello di Iside e del suo sposo Osiride.
Il famoso tempio di Iside a Pompei era attivo al momento dell’eruzione che seppellì la città vesuviana nel 79 d.C.
Il Mitraismo a Capua, probabilmente introdottovi dai gladiatori che, per lo più, erano orientali o dai marinai che frequentavano la città (collegata col mare per mezzo del Volturno) perché addetti all’allestimento degli spettacoli navali nell’anfiteatro, ebbe vita effimera, in quanto, con l’Editto di Castantino (313 d.C,), crollava il pantheon pagano e, con esso, le altre forme di religiosità venute dall’oriente.
Infatti, a quella data, la religione cristiana si era già affermata nel popolo capuano grazie alla predicazione di S. Prisco, di S. Rufo e di S. Agostino e per essa già sette vescovi avevano subito il martirio.


*Regione - Campania

La Campania è una  regione dell'Italia meridionale. Conta 5.701.931 residenti (censimento 2001 ed ha la più alta densità di popolazione tra le regioni italiane, ma è seconda dopo la Lombardia per numero totale di abitanti.
Il suo capoluogo è  Napoli. Confina a ovest, sud-ovest con il  Mar Tirreno, a nord-ovest con il  Lazio, a nord col  Molise, a nord-est con la  Puglia e ad est con la  Basilicata.  
Il nome Campania deriva dal termine  latino campus, che vuol dire campagna, e per commistione linguistica, dal termine osco Kampanom, con il quale si indicava l'area nei pressi della città di  Capua.


 
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