1995 Bikok Camerun - Istituto Aveta

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1995 Bikok Camerun

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*1995 Bikok (Camerun - Africa)
(Soeur Dominicaines - Mission Catholique - De Bikok B.P. 185 - Yaoundé Camerun - Tel. 0023/777474707)
23ª Fondazione: In Camerun, il 31 maggio del 1995, nel villaggio di Bikok, nacque una casa per le giovani divenute suore appartenenti alla Congregazione e per una scuola materna per l’istruzione dei bambini fino all’età scolare.

Le Suore Domenicane di Bikok (Camerun)
Il terzo fiore all’occhiello è rappresentato dalla casa di Bikok.
La delibera del Consiglio Generale è del 24 maggio del 1993, quando vennero lette in quella sede “alcune missive pervenute da parte di Vescovi del Camerun con la formale richiesta di suore cui affidare impellenti compiti di promozione umana e sociale”.
A novembre dello stesso anno, nello stesso Consiglio Generale, si indugiò sulla realizzazione del progetto africano che venne ripreso a seguito del contatto avuto a  Roma con il Vescovo di
Yaoundè, Jean Zoa.
Quest’ ultimo, fermamente intenzionato ad attuare l’iniziativa, offriva alla Congregazione la sua collaborazione ad aprire un dispensario per le cure più urgenti agli ammalati e che sarebbe stato posto a circa 50 km dalla capitale.
Finalmente, nel continente africano nello stato del Camerun, e nella capitale Yaoundè, si aprì, nel villaggio di Bikok, il 3 giugno del 1995, la nuova casa che dovette subire un cambiamento nell’idea del dispensario.
“Perduta nella foresta equatoriale che copre le province del Centro, del Sud e dell’Est del Camerun, la piccola località di Bikok che, a prima vista, rassomiglia  a un grande villaggio, è un circondario del dipartimento del Mefon e Akono”.
Oggi, la missione è collegata a Pompei con un ponte di solidarietà.


*Responsabile della Comunità di Bikok (Camerun)
Suor Maria Sabina Rechichi
Attualmente le Suore appartenenti alla comunità sono:
XXX


*Missionarie di Bikok nel Cameroun

Nel Cameroun, dopo le Filippine e India, le Suore fondate da Bartolo Longo, pongono una nuova tenda di speranza e di promozione umana.
Nel villaggio di Bikok a 45 Km dalla capitale camerounense, inaugurata la nuova casa alla presenza di Mons. Jean Zoa, Arcivescovo di YaoundeLa domenica è il giorno del Signore per eccellenza.
Circa 45 chilometri da Yaounde, capitale del Cameroun, si trova Bikok, un villaggio di case sparse su una vasta superficie coltivata a banane, ananas e mais. È raggiungibile in auto con una strada non asfaltata di quasi undici chilometri.
Il villaggio, il 3 giugno è stato protagonista di un duplice evento: la consacrazione solenne della nuova Chiesa che ha coinciso con l’accoglienza ufficiale della nostra comunità di missione.
Fin dall’alba, la campana del nuovo campanile stiliforme ha fatto sentire i suoi ripetuti e festosi rintocchi, intensificandosi alle ore 9.00, quando ha avuto inizio il solenne rito della
Consacrazione del Tempio. Con l’Arcivescovo di Yaounde, Mons. Jean Zoa, erano presenti diciotto Sacerdoti concelebranti indigeni. Il Prefetto e il Sindaco del villaggio, altre autorità civili e religiose e una folla di circa 5000 persone, venute anche dai villaggi limitrofi.
La Liturgia eucaristica si è conclusa con la benedizione della nostra casetta e della cappella da parte di Sua Eccellenza Zoa, il quale, commosso, ci ha ringraziato ancora per essere venute tra la sua gente, rispondendo al suo invito paterno.
Era l’esultanza per la bontà di Dio che sa "operare cose grandi" anche quando sembrano impossibili.
Con la nostra presenza a Bikok, una nuova luce missionaria si accende nel Continente africano, un nuovo segno di speranza per la nostra Congregazione e per la Chiesa.
Ci sentiamo "strumenti inutili", ma ci arrendiamo al Signore, perché ci "usi" a Suo piacimento per un fecondo lavoro in questa terra: una presenza femminile coraggiosa che si affianchi al coraggio di tanti altri cristiani ugualmente forti.
La nostra Famiglia religiosa già da alcuni anni accarezzava il sogno di far conoscere le "glorie" della regina del Rosario di Pompei nel Cameroun, la nazione di cinque nostre juniori che, attraverso "vie misteriose" della provvidenza, hanno abbracciato il nostro ideale indossando il bianco abito di S. Domenico.
Il segno definitivo della Volontà divina per la realizzazione di questa missione, ci è venuto, poi, in questo ultimo tempo, dalla pressante e calda richiesta do9 Mons. Zoa, ansioso di poter avere nella Sua Diocesi le "Figlie del Rosario di Pompei".
Il Signore, pertanto, ci rivolgeva ancora una volta la Sua sfida a "prendere il largo e calare le reti della Sua Parola". (Gv 21,6)
Il lavoro missionario è tanto necessario nel mondo africano, più che in altri Paesi; esso è apportatore di vita e di "briciole" di speranza nella ferialità di questi popoli, seminata di disagi ad ogni livello.
Bikok è un villaggio tranquillo, con pochissime possibilità finanziarie e di lavoro. I giovani vivono nell’incertezza e nella mancanza di prospettive per il futuro.
La popolazione è serena, ricca di fede, di bontà e di gentilezza che si manifestano in tanti piccoli gesti.
Tutto il villaggio si raccoglie nella Chiesa parrocchiale per la Liturgia Eucaristica delle ore 11,00.
Ben curata è la corale che permette di "gustare" i vari momenti della celebrazione. I canti sono partecipati, melodiosi e ritmati; la danza esprime l’incontenibile bisogno di Dio e della propria religiosità.
Siamo arrivate al villaggio il 30 maggio insieme alla rev.ma Madre generale, Sr. Maria Colomba Russo e le tre sorelle designate per la nuova comunità: Sr. Maria Adalgisa Bartolo nel ruolo di Superiora, Sr, Maria Iolanda Pecoraro come infermiera, e Sr. Maria Veronica Ndzie, iuniore camerunense.
Erano ad attenderci, per un caloroso "benvenuto", varie persone davanti alla nostra casetta linda ed accogliente. Ci siamo subito capite, amate, abbozzando una tacita promessa di comunione e di fraternità.
Il giorno dopo, 31 maggio, chiusura del mese consacrato a Maria, la Superiora Generale con il Decreto di approvazione dell’Arcivescovo di Yaounde, Monsignor Zoa, dichiara eretta canonicamente la piccola casa di missione di Bikok.
Ella invita le sorelle a glorificare insieme il Signore e la vergine del Rosario per questo ulteriore "dono" fatto alla nostra Congregazione, vivificandolo, giorno dopo giorno, con l’accettazione generosa della "fatica" di una nuova presenza missionaria, accanto a quelle già esistenti nelle Filippine e nell’India; un nuovo lavoro, quindi, di promozione umana, sociale e di servizio in un mondo totalmente diverso.
È un nuovo "seme" missionario che si "pianta" nella linea della "Redemptoris Missio" che è "scelta preferenziale per i poveri, in qualunque condizione morale e personale essi si trovino. Dio prende le loro difese e li ama. L’amore resta, dunque, il movente di ogni missione" (cfr RM, n. 60).
A Bikok, è certamente presente il nostro Fondatore, Beato Bartolo Longo, il quale, mosso dal suo zelo missionario per gli "ultimi" anche dal Cielo, ha guidato le nostre Madri fin qui, in questo villaggio africano, e continuerà la sua opera di paterna assistenza e di celeste guida per le nostre sorelle insieme alla Madonna del Rosario.
Il mio soggiorno nel Cameroun con la Superiora Generale è breve, ma denso di belle esperienze.
Il 7 giugno siamo all’aeroporto di Yaounde per il volo di ritorno a Pompei.
Ancora un abbraccio caloroso, una preghiera ed un "presto rivederci" alle tre sorelle missionarie.
Pensieri, ricordi, emozioni "danzano" nel nostro cuore. Il tutto si placa, poi, per dare spazio alle ultime formalità per la partenza.
Nell’animo mi rimane, però, l’immagine dei tanti volti di quei "piccoli amici", a cui già mi sono affezionata, con l’entusiasmo e la volontà di fare qualcosa per loro; anche se poco, sarà tuttavia un piccolo segno di sincera gratitudine.

(Autore: Concetta Fabbricatore)


Grazie all'aiuto dei benefattori, in questi ultimi anni, la Fondazione "Elena Sapio" ha portato avanti progetti di cooperazione allo sviluppo: nelle Filippine, in India, in Indonesia e in Nigeria, costruendo scuole, orfanotrofi e dispensari.
Le Suore del S. Rosario di Pompei nelle missioni oltre oceano sono attente alle necessità primarie e spirituali dei poveri e, sulle orme del loro Fondatore, svolgono un lavoro intenso di promozione umana integrale e di istruzione, con la testimonianza, il primo annuncio, il dialogo, la gioia e tanto calore umano. Pur non possedendo un carisma esclusivamente missionario interpretano la missione come dimensione evangelica primaria.

 
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