Missioni Mariane Anno 2005 - Istituto Aveta

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Missioni Mariane Anno 2005

Il Santuario > Madonna Pellegrina > Anni 2000/2009

"2005" La Regina di Pompei a:
Sant'Arpino (CE)

09/13 Febbraio 2005 – Parrocchia “Sant'Elpidio (Diocesi di Caserta)” - Parroco: "Don Stanislao Capone".

"Benvenuta a Sant’Arpino!" Si leggeva così sugli striscioni posti lungo il percorso di ingresso in città per accogliere l’Icona della vergine del Rosario di Pompei, mercoledì 9 febbraio scorso.
Un saluto forte e prorompente che si rendeva manifesto soprattutto nella voce di tutti quelli che si erano accalcati ai lati delle strade per esprimere di persona il proprio caloroso e cordiale benvenuto alla madre di Dio.
Tutti si erano stretti in un unico abbraccio attorno all’Immagine pellegrina della Madonna di Pompei: il caloroso saluto del Vescovo di Aversa, Mons. Mario Milano, che ha invitato tutti a fare tesoro di questo evento di grazia; la consegna delle chiavi della città da parte del sindaco, ing. Giuseppe Savoia, ad indicare la disponibilità della comunità civile ad accogliere la Vergine Maria nelle proprie case; la cordialità e l’accoglienza del parroco, Don Stanislao Capone, e la presenza di tanti fedeli.
Sono stati giorni di grazia, giorni carichi d’emozioni e di particolare bellezza. Tantissimi gli appuntamenti comunitari e personali, guidati e curati dai sacerdoti missionari don Giosy cento,
don Ciro Cozzolino, don Giuseppe Adamo, don Rosario Pepe, don Franco Barbato: il concerto-meditazione con i giovani: l’incontro con gli alunni delle scuole cittadine; l’incontro con le famiglie e le coppie di fidanzati, con le testimonianze dei nostri missionari laici e religiosi: Enrico, Valentina, Mimmo, Antonio, Suor Maria Aurelia, Suor Maria Flora e don Giovanni Russo; l’incontro con i bimbi; l’incontro con gli uomini e con gli ammalati. Tante preghiere, tante lacrime, tante speranze, tutte riposte ai piedi della Madre, tutte unite dal Santo Rosario, "catena dolce che ci unisce a Dio".
Tutto ha avuto il suo culmine nella suggestiva concelebrazione eucaristica presieduta da Mons. Carlo Liberati, Vescovo di Pompei, al termine della missione mariana.
Poi il saluto finale in una piazza gremita di gente commossa fino alle lacrime, la benedizione di un’edicola a ricordo della missione e il saluto festoso e commosso di tutti.
Pro-memoria
Mercoledì 09, alle ore 20, arrivo dell'Icona della Madonna, saluto delle autorità e Veglia di preghiera.
Giovedì 10, giornata per i giovani. In serata, concerto di Don Giosy Cento "La Vela e il Vento".
Domenica 13, in serata, saluto e partenza dell'Icona della mMdonna.

(Autore: Antonio Marrese)


"2005" La Regina di Pompei a:
Capitolo Maranna (TA)

23/24 Febbraio 2005 – Parrocchia “Santa Maria Assunta (Diocesi di Taranto)” - Parroco: "Don Luigi De Giorgio".
Un’Accoglienza straordinaria nella stupenda terra di Puglia

Mercoledì 23 febbraio sfidando il gelo, siamo arrivati a Capitolo frazione di Martina Franca, una piccola contrada che ha saputo spalancare le proprie porte e farsi grande per accogliere la visita della Vergine del Santo Rosario di Pompei.
Poco più di mille abitanti, sparsi tra il verde degli uliveti e la bellezza dei trulli, che per l’occasione si sono prodigati tutti per una degna accoglienza della venerata Icona.
Ad attendere la Madonna c’erano proprio tutti, le autorità religiose con a capo Mons. Benigno Luigi Papa, Arcivescovo di Taranto, che ha presieduto la celebrazione iniziale, il Presidente della Regione, Dott. Raffaele Fitto, il Presidente della Provincia, Dott. Gianni Florido, il Sindaco di Martina Franca, Avv. Leonardo Conserva, che ha rivolto a nome di tutta la cittadinanza un caloroso e commosso saluto alla Vergine: "Il mio saluto e benvenuto alla Madonna di Pompei, - ha detto il primo cittadino – vuole essere anche espressione del mio personale attaccamento alla Madonna, in un momento particolarmente difficile per la mia famiglia ho invocato la Madonna di Pompei e sono certo che Lei ci ha aiutati".
Poche ore trascorse a Capitolo, ma tanto intense e piene di momenti belli. A sera il concerto-meditazione con Don Giosy Cento, che ha visto raccolti tanti giovani provenienti anche
dai comuni vicini. Per tutta la notte le gente ha vegliato pregando.
Giovedì la breve visita si è conclusa con la concelebrazione e la recita della Supplica, presieduta da Don Antonio Marrese, al termine il giovane parroco Don Luigi De Giorgio ha espresso la sua gratitudine, affidando a Maria la sua comunità parrocchiale e "quanti hanno collaborato per la buona riuscita di questo momento di grazia".
Nel pomeriggio di giovedì il saluto finale.

Pro-memoria
Mercoledì 23, nel pomeriggio, arrivo dell'Icona della Madonna, saluto delle autorità, Celebrazione Eucaristica e Veglia di preghiera con concerto-meditazione di Don Giosy Cento "La Vela e il Vento".
Giovedì 24, recita del Santo Rosario, Celebrazioni Eucaristiche; alle ore 12, Supplica; a seguire partenza per Tuglie.

(Autore: Antonio Marrese)


"2005" La Regina di Pompei a:
Tuglie (LE)

24/27 Febbraio 2005 – Parrocchia “Maria SS. Annunziata (Diocesi di Nardò-Gallipoli)” - Parroco: "Don Emanuele Pasanisi".

Nel pomeriggio di Giovedì l’arrivo a Tuglie, centro della provincia di Lecce, in uno degli angoli più belli del Salento, ad accogliere la venerata Icona c’era una grande folla, il Vescovo della diocesi di Nardò Gallipoli Mons. Domenico Caliandro che ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica, il Sindaco Dott. Daniele Ria.
Il primo Cittadino, che ha affidato le chiavi della città alla Madonna, rivolgendo un saluto a nome di tutta la città ha innanzitutto rivolto un pensiero al
Santo Padre: "L’occasione è quanto mai propizia per rivolgere l’invito a tutti i presenti a pregare per la salute del nostro Santo Padre, che come sapete è stato nuovamente ricoverato in ospedale.
Ci uniamo alle invocazioni che in questo momento si elevano in modo spontaneo e sentito da ogni parte della terra" perché la Madonna aiuti il nostro Pontefice a superare quanto prima questo difficile momento.
Grati per la testimonianza di fede e di fortezza che anche nei momenti di malattia Giovanni Paolo II ha saputo sempre offrire chiediamo alla Madonna un pronto ristabilimento affinché possa riprendere quanto prima il prezioso e infaticabile servizio per il bene della Chiesa e dell’umanità." Proseguendo il Dott. Ria ha sottolineato l’importanza della visita della Madonna: "L’arrivo a Tuglie del Venerato Quadro, è un evento destinato a rimanere fra i ricordi più belli e significativi per noi tutti.
In un momento in cui la società va sempre più allontanandosi dai valori cristiani e ne smarrisce persino la memoria; in un momento storico ricco di gravi tensioni sociali legate alla povertà, alla disoccupazione, all’immigrazione, all’emarginazione; in un momento in cui il mondo intero è in grave pericolo perché minacciato dal terrorismo, dalla guerra e dalla fame, questo evento mariano ci permette di stringerci attorno all’Icona della Madonna del Rosario nella preghiera e nella contemplazione, affinché Ella possa ascoltarci e aiutarci a diventare operatori di pace e di amore… Tuglie, gelosa custode delle tradizioni di fede e di devozione dei propri padri, si inchina oggi riverente dinanzi alla sacra immagine della Madonna del Rosario di Pompei per invocare da Lei le celesti benedizioni; si affida alla Sua generosità di Madre di Cristo Signore per poter guardare con speranza e con fiducia all’avvenire dei propri figli; spera che la Sua protezione valga ad allontanare lo spettro di guerre e di ogni ingiustizia sociale e assicuri a tutti i popoli, in
ogni parte del mondo, condizioni di vita migliori, caratterizzate non solo dal progresso ma anche da rapporti fra gli Stati e fra le persone improntati al reciproco rispetto e alla affermazione dei diritti di ognuno.
La fede profonda e la filiale devozione verso la Chiesa, mi inducono oggi, come interprete dei sentimenti della collettività tugliese che ho l’onore di rappresentare, ad affidare simbolicamente le chiavi della città alla Madonna del Rosario, con l’auspicio che Ella voglia proteggere tutti i suoi abitanti – ai diversi livelli di responsabilità e di impegno – dai rischi dell’egoismo, del particolarismo, dell’odio, del rancore, per orientare invece gli animi di tutti verso sentimenti di solidarietà, di condivisione, di altruismo, di speranza e di pace: i soli che possono caratterizzare, come autenticamente cristiano, un popolo che voglia essere testimone di amore per il prossimo".
Sono stati giorni intensi e ricchi di tanti momenti belli: le celebrazioni, le visite agli ammalati, le veglie notturne, mai la chiesa è rimasta vuota, c’è sempre stato un via vai di gente che veniva per parlare al cuore della Madre Celeste. Il tempo un po’ inclemente non ha permesso la processione a piedi per le vie della città, ma ugualmente venerdì nel pomeriggio con
l’auto-cappella l’Immagine della Madonna ha attraversato le vie di Tuglie.
Prima tappa un’industria cartaria, dove a nome di tutti, un giovane operaio ha affidato il lavoro e l’intera industria alla Madonna: "Madre santissima, ti ringraziamo per questa graditissima visita e con gioia ti accogliamo sul nostro posto di lavoro.
Insieme ad un cuore colmo di felicità per averti accanto a noi, questa sera ti offriamo tutte le nostre attese, le nostre speranze, e soprattutto le nostre incertezze, e con fiducia ci rivolgiamo al tuo Cuore Immacolato, sicuri di ottenere da te ogni benedizione. Ti chiediamo una benedizione per ognuno di noi: aiutaci a compiere il nostro lavoro con onestà, assisti le nostre mani in ogni azione ed orienta le nostre menti ad agire nel giusto.
Nei momenti di difficoltà, infondici forza e nei momenti di tensione, donaci mitezza. Ti chiediamo, infine, un’ultima benedizione per tutte le nostre famiglie e per quanti giorno dopo giorno transitano da questa azienda: clienti, fornitori, amici.
Orienta tutti i cuori al bene e allontanaci dall’inganno. Intendiamo consacrare a te, Madre Santa, ogni cosa qui presente, la struttura che ci accoglie, ogni suppellettile, ogni macchinario e soprattutto i nostri cuori.
Grazie ancora per essere tra noi.
Poi la sosta nella parrocchia di Santa Maria Goretti dove c’è stata la concelebrazione eucaristica presieduta dal Nunzio Apostolico Mons. Tricarico e l’ultimo tratto fino alla chiesa principale, sfidando la pioggia, dove il sindaco ha pronunciato a nome della cittadinanza un atto di affidamento.
Sabato 26 febbraio la comunità si è raccolta attorno a Mons. Liberati, Vescovo di Pompei, che ha presieduto la celebrazione eucaristica.
Unanime il ringraziamento al Vescovo per il dono grande della presenza della Madonna di Pompei a Tuglie, alla celebrazione insieme alle altre autorità, era presente il Presidente della Regione Puglia, Fitto che al termine della Messa ha salutato e ringraziato il Delegato Pontificio. "Tutto
ho posto nel cuore della Mamma, ella sa, ci accompagni sempre" queste parole, commosse e cariche di emozione pronunciate da Don Emanuele Pasanisi, zelante parroco della comunità, hanno salutato la venerata Icona domenica pomeriggio, una chiesa gremita di folla, volti commossi fino alle lacrime, tutti erano lì a salutare la Madonna e chi, per malattia o altro era costretto a casa ascoltava attraverso la radio parrocchiale.
Tuglie si è fermata a chiedere "un’ultima grazia" come ha detto Don Antonio Marrese nel suo saluto finale: "Raccogli o Maria le preghiere delle mamme e dei papà, le ansie e le incertezze dei giovani, i propositi dei bambini, le sofferenze dei malati e degli anziani, e per tutti vi sia una parola di speranza".
Pro-memoria
Giovedì 24, nel pomeriggio, arrivo dell'Icona della Madonna, saluto delle autorità, Celebrazione Eucaristica e Veglia di preghiera per i giovani. e Veglia di preghiera. In serata, concerto-meditazione di Don Giosy Cento "La Vela e il Vento". Domenica 27, nel pomeriggio, saluto e partenza dell'Icona della Madonna.

(Autore: Antonio Marrese)


"2005" La Regina di Pompei a:
Pontecorvo (FR)

10/14 Marzo 2005 – Parrocchia "San Bartolomeo - Diocesi di Sora-Pontecorvo" - Parroco: "Mons. Luigi Casatelli".
Un’accoglienza filiale e devota

Con uno slogan bello, e allo stesso tempo impegnativo, "Nell’anno dell’Eucarestia con Maria in Parrocchia per diventare cristiani", Pontecorvo si è preparato a vivere l’esperienza intensa della Missione Mariana del Rosario.
In questo anno dedicato dal santo Padre Giovanni Paolo II all’Eucarestia, la comunità ecclesiale ha voluto, sotto la guida di Maria Santissima, riflettere e accostarsi in maniera particolare, al mistero eucaristico.
Da molti anni Mons. Luigi Casatelli, parroco della parrocchia di San Bartolomeo, coltivava il sogno di avere l’Icona della Madonna di Pompei a Pontecorvo, avuta la certezza che il suo desiderio era
realizzabile, immediatamente assieme ai parroci della città guidati dal Vicario Foraneo Don Natalino Manna, si mobilitò per prepararsi ad accogliere nel modo migliore la visita tanto desiderata.
Giovedì 10 marzo tutto è pronto, c’era tanta gente, che assieme al Vescovo Mons. Luca Brandolini, ai sacerdoti della Forania. Alle autorità civili e militari, con a capo il Sindaco Dott. Riccardo Roscia hanno voluto stringersi in preghiera accanto alla Madre del Signore.
Presso la parrocchia dell’Annunziata il momento di accoglienza con il saluto del sindaco, che ricordano la speciale presenza della Madonna a Pontecorvo, grazie anche alle numerose chiese e santuari dedicati alla Vergine, sottolinea l’importanza di questo momento "da sempre – dice il sindaco – gli abitanti di Pontecorvo sono legati alla Madonna di Pompei, nel suo Santuario si recano spesso e volentieri, oggi per questa città e per noi tutti è un momento importante e significativo".
Al termine del saluto il Sindaco consegna le chiavi della città per indicare la totale apertura ed accoglienza di tutti verso Maria santissima.
Particolarmente toccante e profonda la preghiera di supplica con cui il Vescovo ha voluto salutare l’arrivo della Madonna, è affidare tutti alla sua materna e premurosa intercessione: "Abbiamo bisogno di te Madre santa, abbiamo bisogno di te per continuare a camminare per le strade di questo mondo sempre più distratto ed indifferente, abbiamo bisogno di apprendere da te come seguire Gesù, conduci ciascuno di noi, particolarmente i nostri giovani alla fede autentica e matura".
Al termine, l’Icona della Madonna è stata portata in processione per le vie della città fino alla cattedrale dove c’è stata la solenne concelebrazione Eucaristica.
Nei giorni seguenti si sono alternati momenti di incontro, preghiera e meditazione, che hanno visto la partecipazione di tanta gente. La visita alle scuole superiori della città, ha messo insieme l’entusiasmo di tanti giovani che hanno cantato e pregato con l’aiuto dei missionari laici e di Don Giosy Cento, che ha animato la serata dei giovani con il concerto-meditazione "La vela e il vento".
L’incontro con i bimbi del catechismo, che hanno voluto fare l’omaggio di un fiore alla Madonna, la veglia con le famiglie e le giovani coppie che hanno riflettuto sul senso dell’essere famiglie
cristiane oggi e l’incontro con gli operatori pastorali e i catechisti dell’intera Forania, che ancora una volta si sono interrogati su come, sull’esempio di Maria si può essere veri testimoni di Cristo.
Tanti sono stati gli ammalati che domenica mattina con l’aiuto dell’UNITALSI diocesana, hanno partecipato alla celebrazione Eucaristica, nella quale circa sessanta persone hanno ricevuto l’unzione degli infermi. Nell’omelia Don Antonio Marrese ha mostrato Maria come: "modello da seguire nella via della sofferenza, Maria infatti – prosegue Don Antonio – ha saputo seguire Gesù nella via della croce, ma ancor di più ha accolto con fede ed esemplarità la spada della sofferenza che le ha trapassato il cuore. Guardando a Maria anche noi dobbiamo imparare ad accogliere e portare le nostre piccole e grandi croci quotidiane.
La sofferenza fa parte di un misterioso cammino, che percorso con maturità e responsabilità, ci condurrà alla gioia senza fine della risurrezione".
Nel pomeriggio di domenica la solenne concelebrazione presieduta da Mons. Carlo Liberati, Vescovo Prelato e delegato Pontificio di Pompei. La Cattedrale era gremita da tanta gente venuta a rendere l’ultimo omaggio alla vergine Santa che ha visitato la città.
Il Vescovo ha ringraziato per la calorosa accoglienza e allo stesso tempo ha esortato tutti a lasciarsi condurre dalla vergine Santa, a imparare a contemplare il volto di Cristo attraverso il suo sguardo premuroso e materno.
A concludere la celebrazione due doni per la comunità di Pontecorvo, un’immagine della Madonna
e un’immagine con reliquia del Beato Bartolo Longo e per loro due promesse, la prima, pregare il rosario con maggiore attenzione e fedeltà, la seconda tornare a Pompei per ringraziare la madonna della visita a Pontecorvo. Intanto, rimane vivo in tutti il ricordo di quei giorni intensi e la cordialità delle persone che si sono prodigate per la buona riuscita della Missione.
Pro-memoria
Giovedì 10, nel pomeriggio, arrivo dell'Icona della Madonna, saluto del Sindaco e del Vescovo, processione fino in Cattedrale e Celebrazione Eucaristica.
Venerdì 11, giornata per i giovani: in serata, concerto-meditazione di Don Giosy Cento "La Vela e il Vento".
Domenica 13, ore 12, Celebrazione Eucaristica presieduta da Sua Ecc.za Mons. Carlo Liberati, Supplica e partenza dell'Icona della Madonna.

(Autore: Antonio Marrese)


"2005" La Regina di Pompei a:
Nocera Terinese (CZ)

14/17 Aprile 2005 – Parrocchia “San Giovanni Battista” - Parroco: "Don Pino Latelli".
Nocera Terinese è un paesino di circa 5000 abitanti vicino Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, immerso tra ilo verde degli ulivi.
Un piccolo paese che dal 14 al 17 aprile si è stretto attorno alla Madre del Signore. La comunità ecclesiale e civile si è preparata in grande stile per accogliere la venerata Icona della Madonna del Rosario di Pompei.
Alle porte del paese c’erano i rappresentanti delle istituzioni civili, le forze dell’ordine, i parroci
del circondario, il Vescovo di Lamezia terme e tanta gente.
Una breve processione fino in piazza dove il sindaco. Ing. Luigi Ferlaino, porge il suo saluto.
Poi in chiesa la solenne concelebrazione che dà inizio alla missione.
Il Vescovo, Mons. Luigi Antonio Cantafora, durante l’omelia si rivolge ai missionari dicendo di "non avere paura di presentare Gesù e di portare il suo Vangelo di salvezza a tutti" poi esorta i fedeli ad approfittare di questi giorni di grazia, per accostarsi ai sacramenti e soprattutto a sorridere di più: "Voglio – dice il Vescovo – che la gioia dell’incontro con Gesù attraverso la sua Madre Maria, si scorga sui vostri volti, non è possibile che dopo l’incontro con il Signore si continua ad essere tristi".
Il programma intenso vede alternarsi alle celebrazioni liturgiche, momenti di preghiera e di meditazione.
La chiesa è sempre stata piena di fedeli che dal paese e da tutto il circondario, si sono raccolti per incontrare e pregare la Madonna di Pompei.
Tante preghiere, tante suppliche, tante richieste scaturite dal cuore di piccoli e grandi, proprio
come questa preghiera di una ragazza di 13 anni.
"Cara Madonna di Pompei, io non voglio chiederti gran cosa, voglio solo chiederti di guidarmi, di non abbandonarmi, perché io ho bisogno di te, del tuo sostegno.
Sono solo una ragazza di 13 anni, che, come tutti, ha bisogno del tuo aiuto.
Guidami su una strada senza tanti problemi gravi. Ti chiedo di farmi vivere una vita serena e di darmi più fede di quanta ne abbia. Ti chiedo di aiutare un mio compagno, che non sta attraversando un bel periodo, stagli vicina perché lui ha veramente bisogno di te, fa che non si rovini. Aiuta tutti e anche la mia famiglia".
Che la Vergine Santa ascolti questa e tutte le preghiere a Lei affidate.
Pro-memoria
Nel pomeriggio del 21 arrivo dell'Icona della Madonna; saluto del Sindaco e breve processione fino alla Parrocchia dove seguirà il saluto del Vescovo con la celebrazione della Santa Messa.

Il 22 giornata per i giovani, a sera concerto-meditazione di Don Giosy Cento "La Vela e il Vento".
Il 24 alle ore 18:30 Mons. Carlo Liberati, Vescovo di Pompei, presiederà la celebrazione eucaristica.
Nel pomeriggio del 25 dopo la santa Messa presieduta dal Vescovo Diocesano in occasione del 60° anniversario di sacerdozio del parroco don Rocco Napoletano; a seguire partenza dell'Icona della Madonna.
(Autore: Antonio Marrese)


"2005" La Regina di Pompei a:
Lauro (AV)

21/25 Aprile 2005 – Parrocchia “Santa Margherita” - Parroco: "Don Rocco Napoletano".

Nell’anno dell’Eucarestia, con Maria, ringraziando il Signore per il dono del Sacerdozio, questo è il tema, il filo conduttore della missione del Rosario a Lauro di Nola.
I fedeli di questo piccolo centro della Valle del Lauro, si sono raccolti attorno all’Icona tanto venerata e cara della Madonna di Pompei, nei giorni in cui, una felice coincidenza ha voluto il 60° di sacerdozio e il 50° di parrocato di Mons. Rocco Napoletano.
Don Rocco ha voluto festeggiare il duplice anniversario, donando alla sua amata comunità un tempo di grazia e di preghiera, con la presenza speciale della Madonna.
Ad accogliere la Venerata Icona alle porte del paese c’erano tanta gente, il Sindaco dà il benvenuto alla Madonna offrendole le chiavi della città, in chiesa apre la missione la solenne concelebrazione presieduta da Mons. Salvatore Giovanni Rinaldi, Vescovo di Acerra.
Il presule invita i fedeli a fare tesoro della presenza di Maria: "In questi giorni lasciatevi attrarre dalla presenza di Maria, lasciate che Ella parli al vostro cuore e vi conduca al cuore di Cristo".
Tanti hanno accolto l’invito del Vescovo alternandosi ai diversi momenti di preghiera e riflessione, per le mamme i bambini e gli ammalati. Il concerto di Don Giosy Cento ha reso più bello e partecipato l’incontro con i giovani.
La sera del 24, dopo la celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Pasquale Mocerino, Vicario Generale della Prelatura di Pompei, l’Icona della Madonna è stata portata in processione per le strade della cittadina. Tanta gente si è unita a questo momento così bello e suggestivo, non vi era angolo della casa senza segni di festa.
Striscioni, bandiere, fiaccole, drappi: tutti hanno voluto in qualche modo onorare la Vergine Maria ornando a festa le strade della città interessate al passaggio della sacra Icona.
A fare da cornice a questa stupenda serata, in cielo la luna che irradiava un forte chiarore, ed è proprio da questa immagine che Don Antonio Marrese responsabile della missione, prende
spunto per la sua omelia: "Come la luna questa sera si affaccia dal cielo per illuminare l’oscurità della notte, così Maria viene a donarci luce per orientarci nelle tante oscurità che ci circondano".
A conclusione della Missione la solenne concelebrazione presieduta da Mons. Beniamino Depalma, Arcivescovo della Diocesi di Nola, nella quale si è ricordato in modo speciale il duplice anniversario di Don Rocco. Il Pastore nolano ha voluto sottolineare il forte legame tra l’Eucarestia, Maria e il Sacerdozio.
Prima della partenza della sacra Icona per Pompei, Don Rocco ha ripercorso gli anni del suo sacerdozio e del suo ministero parrocchiale, trascorsi all’ombra e sotto la guida materna e premurosa della Madonna di Pompei, confidando l’importanza dell’attaccamento alla devozione verso la Madre del Signore Gesù.
Pro-memoria
Nel pomeriggio del 21 arrivo dell'Icona della Madonna; saluto del Sindaco e breve processione
fino alla Parrocchia dove seguirà il saluto del Vescovo con la celebrazione della Santa Messa.
Il 22 giornata per i giovani, a sera concerto-meditazione di Don Giosy Cento "La Vela e il Vento".
Il 24 alle ore 18:30 Mons. Carlo Liberati, Vescovo di Pompei, presiederà la celebrazione eucaristica.
Nel pomeriggio del 25 dopo la santa Messa presieduta dal Vescovo Diocesano in occasione del 60° anniversario di sacerdozio del parroco don Rocco Napoletano; a seguire partenza dell'Icona della Madonna.
(Autore: Antonio Marrese)


"2005" La Regina di Pompei a:
Pescara (PE)

12/15 Maggio 2005 – Parrocchia “Sant'Andrea” - Parroco: "Padre Antonio Dibenedetto".
Come "Un fiume d'amore" per venerare la Vergine del Rosario
La testimonianza di alcune parrocchiane

L'esperienza della missione mariana a Pescara è stata davvero un evento particolarmente sentito dal popolo di Dio di quella città. Ne ripercorriamo alcuni momenti salienti con un racconto a più mani.
"L’estate scorsa (2004) abbiamo ricevuto da un Missionario Oblato di Maria Immacolata un grande quantitativo di perle sintetiche, forse di non grande valore ma certamente molto belle, per farne delle collane in vista della "pesca di beneficenza" in occasione della festa patronale. Per tanti motivi non se ne fece nulla.
Nella ricorrenza del 150° anniversario della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione una fedele della parrocchia, non a caso di nome Rosaria, ebbe l’idea di realizzare
delle coroncine del rosario da distribuire alle famiglie della parrocchia per infervorare tutti a recitare e diffondere sempre più la preghiera mariana, strumento straordinario per contemplare Gesù.
Ci siamo procurato l’occorrente necessario per la confezione delle coroncine e grazie alla gioiosa disponibilità di un nutrito gruppo di donne della parrocchia ci siamo messe al lavoro. Non è stato facile realizzare la prima, ma dopo reiterati tentativi, il risultato ci parve eccellente. L’abbiamo mostrata al nostro parroco che ne fu entusiasta e poiché il giorno dopo sarebbe andato al santuario di Pompei per l’annuale pellegrinaggio di fine ottobre, gli chiedemmo di portarla con se perché la Madonna benedicesse e sostenesse l’iniziativa.
Di ritorno a Pescara il Parroco ci ha detto di averla presentata alla Madonna, di averla utilizzata per recitare il Rosario e di averla deposta per alcuni minuti sull’urna contenente le reliquie del Beato Bartolo Longo.
Il racconto del nostro Parroco ci ha dato un entusiasmo maggiore per proseguire.
Abbiamo coinvolto il Gruppo Caritas e il Gruppo di Azione Cattolica parrocchiale e abbiamo iniziato con gran lena. Il poco tempo a disposizione ci ha costretto a lavorare anche fino a tarda notte, ma sempre con grande disponibilità e gioia avvertendo durante il lavoro una presenza particolare della Madonna in mezzo a noi. Più di un lavoro è stato una vera e propria esperienza di intensa e continua preghiera. Così la prima domenica di Avvento erano pronte ben seicento corone, tutte distribuite, una per famiglia, ma non sono bastate, tanto che abbiamo deciso di continuare per soddisfare tutte le richieste. Fino ad oggi abbiamo confezionate circa ottocento, ma forse ne occorreranno molte altre.
La sorpresa più bella, tuttavia, è stata la notizia della missione mariana. Accogliendo, infatti, la richiesta che il nostro parroco aveva presentata già da qualche anno al Santuario di Pompei, il responsabile delle missioni mariane ha comunicato che se fossimo stati d’accordo poteva soddisfare tale richiesta nei giorni 12-15 maggio 2005.
Vi lasciamo immaginare la gioia che abbiamo provato nel sapere che l’evento a lungo desiderato, si sarebbe finalmente realizzato. Ci è sembrato, in quel momento, che la Madonna, con la sua ormai prossima, anche se insperata, venuta in mezzo a noi avesse voluto manifestare a suo gradimento per l’iniziativa realizzata e soprattutto avesse voluto esortarci a intensificare l’impegno per la recita del Rosario.
Per questo motivo desideriamo ringraziare la Vergine di Pompei che ci ha sostenuto in questa iniziativa e la benediciamo per il grande amore che ci ha dimostrato venendo in questi giorni nella parrocchia Sant’Andrea di Pescara a pregare con gli abitanti di tutta la città e in particolare con quelli della comunità parrocchiale, e a prepararci ad accogliere l’effusione dello Spirito Santo nella solennità di Pentecoste".
La Missione Mariana nella Chiesa di Sant’Andrea
Un fiume di amore si è riversato nella parrocchia Sant’Andrea di Pescara con la visita della sacra Icona della Vergine del Rosario di Pompei.
Ma andiamo con ordine. La richiesta della venuta a Pescara della sacra Icona era stata avanzata dal Parroco, Padre Antonio Dibenedetto, missionario Oblato di Maria Immacolata, alcuni anni fa
e soltanto a dicembre del 2004, poco prima di Natale, inaspettatamente, la domanda è stata accolta con l’accordo che la breve missione mariana avrebbe avuto inizio con l’arrivo dell’Icona alle ore 17,00 del 12 maggio 2005 e si sarebbe conclusa alle ore 13,00 di domenica 15 maggio, solennità di Pentecoste.
In quel mese di dicembre 2004 la comunità parrocchiale Sant’Andrea era particolarmente unita alla Santa Vergine, sia perché l’8 dicembre, in occasione del 150° anniversario della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione, il Parroco aveva solennemente affidato e consacrato la parrocchia e i fedeli all’Immacolata, sia perché precedentemente erano state donate a tutte le famiglie della comunità circa ottocento corone del Rosario, confezionate a mano dalle donne del gruppo Caritas e del gruppo Azione Cattolica.
Non a caso la prima coroncina fu benedetta proprio dalla Vergine di Pompei in occasione del pellegrinaggio annuale della parrocchia alla fine di ottobre. Possiamo dire che, senza saperlo, la parrocchia si è preparata spiritualmente ad accogliere l’Icona della Madre di Dio. Le preghiere sono continuate con "I Venti Sabati" in onore della Madonna di Pompei e con un’attesa sempre più crescente nei cuori.
Il giorno dell’arrivo della Madonna la piazza antistante la chiesa e la chiesa stessa erano gremite. L’arrivo del quadro è stato accolto con amore dall’Arcivescovo Mons. Francesco Cuccarese, figlio devoto di Maria, e dall’entusiasmo della gente che ama con cuore semplice. Quanta gioia e lacrime di emozione sui volti sorridenti di coloro che hanno accompagnato in processione la sacra Icona fino al posto a Lei preparato con tanto amore da alcune donne della parrocchia!
Il gruppo missionario di Pompei, composto da quattro sacerdoti, un diacono, due Suore – Suor Maria Aurelia e Suor Maria Petacia – e quattro laici, ha reso un buon servizio pastorale. I sacerdoti, a turno, hanno celebrato l’Eucarestia, confessato e visitato gli ammalati nelle loro case. Suor Maria Aurelia e Suor Maria Petacia insieme ai missionari laici hanno animato la preghiera del Rosario, che è stato recitato prima di ogni celebrazione eucaristica.
Alle ore 21.00 di giovedì 12 maggio Don Giosy Cento ha allietato la comunità parrocchiale con il suo concerto coinvolgendo tutti con i suoi canti-preghiere. Nelle veglie delle sere successive sono stati coinvolti il coro parrocchiale e il gruppo dei giovani.
Ciò che però ha gioiosamente impressionato è stata l’enorme folla di persone che si è riversata nella Chiesa di Sant’Andrea, da mattino a sera. Ad ogni messa la chiesa brulicava di gente. È stato commuovente vedere la lunga colonna di persone che si recava a ricevere l’Eucarestia. È stata la cosa più bella: il popolo veniva ad onorare la Madre del Signore e a ringraziarla per aver donato Gesù al mondo. Ora Lei lo donava nuovamente nell’Eucarestia!
Che felice e provvidenziale coincidenza che la missione mariana si sia celebrata in coincidenza della solennità della Pentecoste, che è stata per tutti una nuova effusione di amore divino.
Chiunque sia venuto ad onorare la Madonna, dalla comunità parrocchiale di Sant’Andrea o da altri quartieri della Città, si è sentito riempire d’amore il proprio cuore.
Domenica 15 maggio, alle ore 13.00, dopo l’ultima celebrazione Eucaristica della mattinata, in processione, su di un tappeto di petali di rose, la sacra Icona ha lasciato la parrocchia e la città
di Pescara per far ritorno a Pompei. Uno stuolo di devoti con il cuore gonfio e in lacrime ha accompagnato l’Immagine della Vergine con la certezza che Lei, la Madonna, ci tiene per mano e ci guida ogni giorno sulla via che conduce a suo figlio Gesù, ma, soprattutto, per esprimere gratitudine al Signore per i doni che continuamente ci elargisce, anche se immeritati, e, infine, per ringraziare la santa Vergine per la sua vita esemplare con la quale è per tutti i discepoli del Figlio, maestra e guida di vita spirituale.
Pro-memoria
Nel pomeriggio di giovedì 12 arrivo dell'Icona della Madonna; saluto del Sindaco e breve processione fino alla Parrocchia dove seguirà il saluto del Vescovo con la celebrazione della Santa Messa. Venerdì 13 giornata per i giovani, a sera concerto-meditazione di Don Giosy Cento "La Vela e il Vento".
(Autore: Antonio Marrese)


"2005" La Regina di Pompei a:
Pontedera (PI)

04/05 Giugno 2005 – Parrocchia "San Giuseppe" - Parroco: "Don Giulio Giannini"

In quest’Anno dell’Eucarestia, il collegamento mariano della Toscana ha chiesto la presenza della nostra Icona per la sua XXXI Giornata Mariana Regionale, dal tema "La Vergine e il male".
È stata una breve, ma intensa sosta della madonna di Pompei a Pontedera nella parrocchia "San
Giuseppe", scelta per il raduno regionale.
L’arrivo, sabato 4 giugno in serata: ad accogliere la venerata Icona i fedeli della comunità parrocchiale, guidati da Mons. Vasco Giuseppe Vertelli, Vescovo emerito di Volterra, che ha presieduto la celebrazione Eucaristica.
A sera, dopo cena, la giornata viene conclusa da una veglia di preghiera, preparata dai giovani della parrocchia, ripercorrendo le orme del Beato Bartolo Longo.
Domenica, 5 giugno mattina la comunità parrocchiale si è riunita con la presenza straordinaria e speciale della Madonna, come più volte ha ricordato il parroco, Don Giulio Giannini.
Nel pomeriggio il grande appuntamento con il Coordinamento mariano.
Ad introdurre le riflessioni, Mons. Alessandro Plotti, Arcivescovo di Pisa, cui hanno fatto
seguito diversi interventi e testimonianze, con un unico filo conduttore: l’importanza della presenza di Maria nella vita della fede e la sua potente intercessione contro il male.
Momento centrale del raduno è stata la celebrazione dell’Eucarestia, presieduta dal Cardinale Francis Arinze, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei sacramenti, concelebranti, Mons. Diego Coletti, Arcivescovo di Livorno e delegato per il coordinamento mariano regionale, e Mons. Fausto Tardelli, Vescovo di San Miniato, assieme a numerosi sacerdoti.
Il Porporato ha ringraziato "per la presenza dell’Icona della Madonna, venerata nel celebre Santuario di Pompei", affidando a tutti l’impegno della preghiera del Rosario, quale strumento di
evangelizzazione, meditazione e contemplazione dei misteri della vita di Cristo.
A concludere la giornata, una processione per le vie della parrocchia, terminata con il saluto di Mons. Coletti. Il Presule ha calorosamente ringraziato per il dono della presenza dell’Icona della Vergine del Rosario a Pontedera, ricordando l’affetto e la profonda devozione di tutti per la Madonna di Pompei.
"Io stesso – ha confidato – sono cresciuto all’ombra e sotto lo sguardo di questa Icona, infatti, nella cucina della mia casa c’era affisso il quadro della Madonna di Pompei e fin da bambino ho imparato a pregare ed affidarmi a Lei".

(Autore: Antonio Marrese)


"2005" La Regina di Pompei a:
Sicignano e Petina (SA)

16/19 Giugno 2005 – Chiesa Parrocchiale - Parroco: "Don Romolo Barbarulo"

Sicignano e Petina, due piccole comunità alle pendici dei monti Alburni, dal 16 al 19 giugno, hanno spalancato le loro porte per accogliere la Missione Mariana del Rosario.
Nel cammino una breve sosta di preghiera a Scorzo, frazione di Sicignano, poi l’arrivo alle porte del paese, dove tanta gente si è unita al Vescovo della diocesi di Teggiano-Policastro, Mons. Angelo Spinillo, al sindaco, Prof. Domenico Pizzicara, e alle autorità civili e militari.
La processione si è conclusa in chiesa, dove ha avuto luogo la celebrazione Eucaristica, all’inizio
della quale il vice parroco, Don Michele Della Monica, ha rivolto il saluto alla Madonna, a nome dell’intera comunità. "O Madre nostra Maria, quanto è dolce in questo momento trovarci alla tua presenza.
Col cuore pieno di gioia. Ti accogliamo in questa nostra zona degli Alburni e in questa comunità si Sicignano. Davanti a Te, Madre beata, non sappiamo parlare; restiamo attoniti a contemplare la tua prodigiosa immagine; quante volte i nostri miseri occhi, indegni di Te, si sono saziati di guardarti nel tuo santuario di Pompei, che dice a tutto il mondo o prodigi, del Tuo Rosario".
Poi, un’accorata preghiera, una richiesta alla Vergine: "Visita le nostre famiglie; Ascolta il dolore di Tante madri e l’angoscia di tanti padri impegnati nel faticoso compito di genitori. Ti preghiamo per coloro che con il peccato si sono allontanati dal Tuo Amato Figlio e che non sanno a chi rivolgersi. Ti supplichiamo per gli ammalati. Assisti e benedici la nostra chiesa diocesana in Sinodo, il Vescovo della nostra chiesa, Angelo, le religiose, i religiosi e quanti, fedeli al loro impegno di battezzati si sforzano di costruire un mondo più buono tutto proteso verso le realtà eterne. Ispira nel cuore di tanti giovani il desiderio di seguire il tuo Figlio nella via del sacerdozio e della vita consacrata. In ultimo, o Sovrana di Pompei, Ti preghiamo per noi qui raccolti dinanzi a Te. Concedici tutte le grazie necessarie, soccorrici nelle varie difficoltà
spirituali e materiali, aiutaci a difenderci dagli assalti del maligno. Fa’ scendere su tutti noi fiumi di grazie e benedizioni dal cielo".
Il Vescovo, nell’omelia, ha ricordato il forte legame che c’è tra le popolazioni degli Alburni e il Santuario di Pompei ed ha evidenziato l’importanza di recepire il messaggio che la visita della Madonna vuole dare: "Un messaggio – ha detto – di preghiera e di carità. La preghiera del Rosario ci consente di contemplare i misteri della vita di Cristo e si traduce in amore e attenzione verso il prossimo".
Durante la permanenza della sacra Icona a Sicignano si sono alternati momenti di orazione personale e occasioni di preghiera comunitaria. Venerdì 17, in serata, dopo la Messa e il saluto, un corteo di automobili ha accompagnato il Quadro della Madonna nella vicina comunità di Petina. Tanto entusiasmo, bandiere, luci e fiaccole, hanno contribuito a rendere ancor più bello l’incontro di questa piccola comunità con la Madre del Signore. Nella bella chiesa parrocchiale i saluti ufficiali, prima quello del Sindaco, Sig. Federico Mansi: "Oggi Petina vive un momento di intensa emozione, che giustamente possiamo ritenere storico. Storico, perché non siamo andati noi dalla Madonna, che sarebbe la normalità, è stata la Madonna del Rosario a venire a farci visita. Considerate che il Santuario della Madonna di Pompei è uno dei centri di devozione mariana più frequentati in Italia. Pertanto sono qui a testimoniare la grandezza di un evento, ed è con profonda partecipazione, anche personale, che porgo umilmente il saluto di Petina alla Madonna del Rosario di Pompei".
Poi, il commosso e sentito saluto del Parroco, Don Romolo Barbarulo: "Oggi sei arrivata in mezzo
a noi, portaci Gesù! Siamo affamati di Lui, della sua Parola, del Suo Amore, Compi, o Madre, ancora una volta opere di misericordia: vogliamo convertirci a Dio, e l’unico mezzo per poterlo fare, sei Tu, Madre di Dio, Madre della Chiesa, Madre nostra Dolcissima. Tu, che con tuo Figlio Gesù e con il tuo sposo castissimo Giuseppe, fosti pellegrina verso il tempio santo di Dio, proteggi il nostro cammino.
Per tuo tramite, salga la lode della nostra comunità a Dio Padre nello Spirito Santo per il dono della salvezza in Cristo Signore, adesso e nei secoli a venire".
Nelle ore di permanenza a Petina, tante persone si sono alternate alla partecipazione dei diversi momenti di preghiera, riflessione e catechesi, guidati dall’équipe missionaria del santuario di Pompei.
Sono stati giorni di intensa preghiera e di particolare grazia, che hanno avuto il loro culmine nella solenne celebrazione conclusiva presieduta da Mons. Angelo Spinillo.
(Autore: Antonio Marrese)


"2005" La Regina di Pompei a:
Fragnete-Iserni (IS)

23/26 Giugno 2005 – Parrocchia “Santa Maria della Pace” - Parroco: "Don Domenico

In ricordo del suo X anniversario di ordinazione sacerdotale, Don Domenico Veccia, parroco della parrocchia di Santa Maria della Pace in Fragnete, ha pensato di offrire alla comunità di Isernia un momento di intensa preghiera, con la presenza della Madonna di Pompei. Ad accogliere la venerata Icona, il Vescovo di Isernia, Mons. Andrea Gemma, e numerosi sacerdoti.
Particolarmente bello è stato il momento di festa e preghiera dedicato ai giovani.
Dopo una processione per le vie di Isernia e prima del ritorno nella parrocchia "Santa Maria della Pace", il Quadro della Madonna ha fatto sosta nella cattedrale.
Vi è stato un momento di Adorazione Eucaristica, poi un incontro di festa e di riflessione per i giovani. Attraverso canti, testimonianze e preghiere, i giovani dell’équipe missionaria hanno evidenziato che la giovinezza è un tempo bello da vivere bene e che la fede, l’essere cristiani in questo tempo, non diminuisce o impedisce la gioia, ma la rende ancor più vera e autentica.
Nella moderna chiesa dedicata alla Madonna, immersa nel verde della campagna di Isernia, si sono recate tante persone, per partecipare all’Eucarestia, per accostarsi al sacramento della Riconciliazione, per pregare e cantare sotto lo sguardo materno e premuroso della più tenera
tra le madri.
Ad arricchire l’équipe dei missionari, sabato 25 giugno è giunto Don Francesco Paolo Soprano, Rettore del Santuario di Pompei, che ha presieduto la celebrazione Eucaristica, facendo dono ai fedeli della sua illuminata parola. In serata, la solenne celebrazione, presieduta da Mons. Carlo Liberati, Vescovo Prelato e delegato Pontificio di Pompei, che nell’omelia, ha ribadito l’importanza della preghiera del Rosario, quale strumento di meditazione e contemplazione dei misteri della vita di cristo.
A concludere i giorni di missione, domenica 26, al mattino, l’Eucarestia presieduta da Mons. Franco Marino, Vescovo di Avellino, che ha voluto ricordare il forte vincolo che lega Isernia al Santuario di Pompei, invitando tutti ad accogliere nel proprio cuore la presenza di Maria, quale guida spirituale nel cammino di fede.
(Autore: Antonio Marrese)


"2005" La Regina di Pompei si a:
Riccia (CB)

08/11 settembre 2005 – Parrocchia “...”  Padri Oblati di San Giuseppe.

Un antico legame unisce Riccia,  ridente paesino del Molise, alla Vergine del Rosario.
Nel 2005 ricorre, infatti, il centenario di uno dei due   prodigi di guarigione, l’altro è del 1903, avvenuti per intercessione della Madonna di Pompei in una famiglia della cittadina come racconta lo stesso Beato Bartolo Longo ne “Il Rosario e la Nuova Pompei” di quegli anni.
Vi siamo andati proprio per respirare il clima di una straordinaria ed edificante esperienza spirituale.
Ed è stato così proprio fin dal primo momento, avendo sperimentato con più consapevolezza,
insieme a tutta l’équipe missionaria, che Maria è la Regina delle Vittorie!
La Vergine Santa ci ha aiutato a superare tutta una serie di ritardi e di difficoltà imprevisti e a ricuperare la giusta serenità di spirito.  La presenza del Vescovo di Campobasso, Mons. Armando Dini, Pastore dal cuore campano, che nel saluto ha lasciato trasparire il suo filiale attaccamento alla  Madonna di Pompei, del Sindaco, Enrico Fanelli, accompagnato dalla Giunta comunale, dei membri del Comitato Organizzatore, hanno reso l’incontro un momento di gioiosa festa collettiva, il cui contagio era visibile sul volto di tutti.
Durante i tre giorni di missione mariana, moltissimi fedeli si sono alternati nelle celebrazioni e nei diversi momenti di preghiera.
Molti sono stati anche quelli che hanno celebrato il  sacramento della Riconciliazione. Particolarmente toccante la celebrazione Eucaristica e la benedizione dei bambini, che è stata allietata dai vagiti e dalle voci degli ultimi nati della comunità. Sabato sera l’icona della Vergine è stata portata in processione per le strade cittadine vestite a festa.
In conclusione, dopo aver attraversato una buona parte del centro abitato, migliaia persone hanno partecipato alla solenne celebrazione presieduta dal Vescovo di Pompei, Mons. Carlo  Liberati, nella piazza della città. Nella mattinata di domenica 11 settembre l’ultimo grande abbraccio di folla.
Ancora in piazza la solenne concelebrazione, presieduta da don Antonio  Marrese, delegato per la missione, con i confratelli missionari, i Padri e i chierici Oblati di San Giuseppe, e la partecipazione delle Autorità e dell’intera comunità.
Don Antonio ha salutato la folla, commossa e festante, invitandola ad avere sempre impresse nel cuore e nella mente le immagini, le sensazioni e i sentimenti che la missione aveva loro procurato e di accogliere l’invito della Vergine a guardare sempre di più a Cristo Gesù, unico vero modello da seguire.
(Autore: Antonio Marrese)


"2005" La Regina di Pompei si a:
Viagrande (CT)

17/20 settembre 2005 – Parrocchia “Santa Maria dell'Idria” - Parroco: Don Alfio Bonanno.
Dal 17 al 20 settembre la Missione Mariana del Rosario sbarca nella bella Sicilia. La nuova Autocappella per il trasporto dell’icona della Madonna si imbarca per solcare il mare, nel breve ma incantevole Stretto di Messina.
Vi è tutta l’emozione dei grandi eventi e, soprattutto, la premura della Madre per i figli siciliani.
La Madonna arriva a Viagrande, un bel centro a poca distanza da Catania, sito alle falde dell’Etna. Ad accoglierla Folto gruppo di giovani guidati da Don Alfio Bonanno.c’è tutta la comunità di “Santa Maria dell’Idria”, il Sindaco, Dott.ssa Vera Cavallaio, con l’Amministrazione comunale, l’Arcivescovo di Catania, Mons. Salvatore Gristina.
Al termine di una breve processione, l’arrivo alla monumentale chiesa parrocchiale, che lascia subito scorgere la bellezza artistica della Sicilia.
Nella celebrazione eucaristica l’Arcivescovo di Catania invita tutti a cogliere il senso profondo della missione, che costituisce un chiaro richiamo “ad amare la Vergine e a seguirne l’esempio di donna
dalla fede  forte ed autentica”. I giorni di permanenza dell’icona della Madonna sono stati scanditi da momenti intensi di preghiera, catechesi e riflessione. Particolarmente toccanti le visite ai centri di cura presenti sul territorio.
L’incontro con il mondo della sofferenza, soprattutto nelle sue forme più gravi, riconduce sempre la riflessione al Cristo crocifisso e alla presenza della Madre ai piedi della Croce.
Tutti gli appuntamenti previsti dal programma hanno visto una partecipazione numerosa e L'Arcivescovo di Catania, Mons. Salvatore Gristina con il Vescovo di ompei e il Sindaco della città.attenta da parte di tutta la comunità e, particolarmente, dal folto gruppo di giovani, guidati dalla saggezza e simpatia del giovane parroco, don Alfio Bonanno, che con i suoi collaboratori si è prodigato per un’accoglienza calorosa ed affettuosa di tutta l’équipe missionaria.
A concludere la missione, il Pastore pompeiano, Mons. Carlo Liberati, che con la sua visita ha voluto sottolineare la premura e attenzione del Santuario mariano verso quanti, anche se lontani, sono legati alla Vergine del Santo Rosario. L’arcivescovo di Catania  si è unito al termine della celebrazione per ringraziare, ancora   una volta, il Pastore pompeiano e i suoi collaboratori, per il dono della missione mariana. Insieme al clero, alle Autorità e ai fedeli tutti ha, poi, accompagnato in processione, per il saluto finale, la venerata Icona, che dopo la sorpresa dei fuochi d’artificio è ripartita alla volta di Letojanni.  
(Autore: Antonio Marrese)


"2005" La Regina di Pompei si a:
Letojanni (ME)

21-25 Settembre  2005 Parrocchia: "..." - Parroco: Don Adelino Affannato.
Eccoci a Letojanni, ridente località balneare che sorge nel cuore della riviera orientale della Sicilia, alle ultime pendici dei Peloritani.
Punto di forza della città è la sua bella spiaggia in sabbia granulare dai riflessi dorati, ben attrezzata e perfettamente integrata nel vasto comprensorio taorminese che, unitamente al clima salubre e mite in ogni stagione dell’anno, fa di Letojanni uno dei Il parroco Don Adelino Affannato.poli turistici che esercita un forte richiamo in campo nazionale ed internazionale.
L’arrivo nella cittadina è stato animato da un fervente ed appassionato saluto del parroco, Don
Adelino Affannato, che insieme al Sindaco, Sig. Gianni Mauro ed a tutta la comunità cittadina, ha accolto l’icona della Madonna, accompagnata dal Vescovo di Pompei, Mons. Carlo Liberati.
Durante i giorni di permanenza, i sacerdoti ed i missionari laici sono stati impegnati con incontri di catechesi in vari centri d’ascolto, dove assieme a piccoli gruppi di persIl Sindaco Dott. Gianni Mauro.one hanno potuto riflettere, pregare e condividere riflessioni, esperienze e preghiere.
In programma anche celebrazioni eucaristiche quotidiane, la celebrazione del sacramento della Riconciliazione, una veglia di preghiera per le famiglie, incontri di catechesi per gli educatori parrocchiali e gli alunni delle scuole medie superiori, inferiori ed elementari. Persino l’ Amministrazione comunale ha voluto un momento di catechesi tutto per sé.  
I giovani, inoltre, hanno vissuto un momento di festa con Maria grazie alla presenza di Don Giosy Cento, che con il suo concerto-meditazione ha dato modo di riflettere sui tanti problemi e temi attuali che affliggono la nostra società.
La missione mariana ha suscitato interesse e curiosità anche nei tanti turisti in vacanza nella bella cornice di mare, su cui si posa Letojanni, a poca distanza dalla più nota Taormina.
In mezzo ad una folla numerosissima, che ha accompagnato in processione la sacra immagine, si è conclusa la bella missione mariana nella cittadina sicula, ricca di sentimenti e di  suggestioni spirituali, per un nuovo cammino di luce, di fede e di speranza.
(Autore: Antonio Marrese)


"2005" La Regina di Pompei si a:
Trecase (NA)

06/09 Ottobre 2005 – Parrocchia “Sant'Antonio di Padova" - Parroco: Don Rosario Borrelli
Il continuo pellegrinare dell’Icona non si è interrotto nemmeno durante il mese di ottobre, anzi si è intensificato, raggiungendo ben tre località campane: Trecase, Ponticelli e San Marcellino.
Tre comuni diversi, tre realtà differenti, tre comunità, ma un’unica grande gioia: poter accogliere l’icona della Vergine del Rosario di Pompei.
Dal 6 al 9 Ottobre la Madre del Signore Gesù ha visitato i suoi figli di Trecase, il più piccolo comune del Parco Don Giosy CentoNazionale del Vesuvio, che con semplicità e profonda cordialità hanno ospitato la sacra Immagine nella parrocchia “Sant’Antonio di Padova”.
Non ci sono parole per descrivere l’affetto e la devozione, la gentilezza e l’umanità di coloro che attivamente hanno partecipato a tutte le iniziative proposte dall’équipe missionaria.
Gli incontri nelle scuole medie ed elementari, le visite agli ammalati, le veglie di preghiera, i
momenti di riflessione comunitaria, il concerto-meditazione di Don Giosy Cento, gli incontri con i ragazzi dell’ACR e le celebrazioni eucaristiche hanno contribuito a rendere questa sosta della Madonna pellegrina nella cittadina vesuviana una esperienza unica e indimenticabile.
Tutto è stato possibile grazie al contributo di persone straordinarie, come Don Rosario Borrelli, giovanissimo parroco, persona sincera ed allegra, e don Nicola Basso, giovane diacono, ordinato presbitero il 23 ottobre successivo.  
Proprio per preparare la comunità parrocchiale alla sua ordinazione sacerdotale la missione a Trecase ha avuto una particolare intonazione vocazionale. A conclusione della missione un “fiume” di persone ha accompagnato in processione la Madonna fino al suo Santuario, per riconsegnarla alla città di Pompei e al suo fondatore il Beato Bartolo Longo.
Né il maltempo, né altri inconvenienti hanno potuto arrestare il cammino, conclusosi con il canto popolare “Buonanotte Maria” nella Basilica mariana. Lo sventolio dei fazzoletti, le lacrime  che irrigavano il volto dei presenti e la commozione di tutti, hanno manifestato la filiale e intima devozione di questi figli per la Madre Celeste.
(Autore: Antonio Marrese)


"2005" La Regina di Pompei si a:
Ponticelli (NA)

13/16 ottobre 2005 – Parrocchia “Santa Maria della Neve” Parroco: Don Ciro Cocuzza
La settimana successiva, da giovedì 13 a domenica 16, l’immagine della Madonna del Rosario di Pompei ha raggiunto la comunità di Ponticelli ed è stata ospite della Basilica “Santa Maria della Neve”.
I parrocchiani hanno partecipato in massa. La Chiesa non è mai stata vuota: bambini, ragazzi, giovani, adulti e anziani, dal mattino fino a sera hanno indirizzato suppliche e preghiere alla Madre celeste, confidando nella sua potente intercessione.
Il parroco Don Ciro Cocuzza ha contagiato, con il suo entusiasmo e la sua vitalità, tutta la comunità parrocchiale.

La missione mariana ha aperto ufficialmente l’anno pastorale della comunità, invitata dal Parroco a rispondere con più entusiasmo alla chiamata del Signore: «Carissimi, siamo all’inizio di un nuovo anno pastorale.
Il Signore confida su di noi e ci ripete: “Andate avanti”! Questo incoraggiamento suona forte alla nostra coscienza: è una sollecitazione a rispondere alla chiamata alla santità ed a lavorare nella vigna del Signore. L’anno pastorale 2005/2006 inizia con un evento particolare: la missione mariana... Coltiviamo la devozione a Maria e lasciamoci portare da Lei alla conoscenza sempre più piena di Gesù».
Una fiumana di persone ha accolto il Quadro della Madonna in via Argine e l’ha accompagnata fino in chiesa, dove l’Icona è stata consegnata al popolo di Ponticelli dal Vescovo di Pompei, Mons. Carlo Liberati.
Le numerose famiglie, anche quelle più disagiate, hanno aperto le porte delle loro case per accogliere i missionari, che hanno portato parole di conforto agli ammalati, alle persone sole, a coloro che desideravano ascoltare la Parola di Dio.
Toccante è stato il concerto tenuto da Don Giosy Cento agli studenti del liceo “Calamandrei”, con le testimonianze dei giovani missionari laici. Ricca di contenuti è stata la veglia di preghiera per le famiglie e con le famiglie.
La missione mariana è stata conclusa dal Vescovo Ausiliare di Napoli, Mons. Filippo Iannone, che ha presieduto la celebrazione eucaristica vespertina della domenica.
(Autore: Antonio Marrese)


"2005" La Regina di Pompei si a:
San Marcellino (CE)

27/30 Ottobre 2005 – Parrocchia “...” Parroco Don Giuseppe Esposito

Dal 27 al 30 Ottobre, anche San Marcellino, in provincia di Caserta, ha potuto contemplare il viso dolce ed amorevole della Vergine del Rosario.
Nell’invito ai fedeli, il Parroco, don Giuseppe Esposito, aveva scritto: «Carissimi fedeli, alla fine del mese dedicato alla Madonna del Rosario, come conclusione dell’anno Eucaristico, abbiamo la grazia di accogliere nella nostra Parrocchia la sacra immagine della Madonna di Pompei.
Accostiamoci a lei “Donna Eucaristica” e “Mamma del Salvatore” e chiediamo grazie per la nostra
vita, per la vita dei nostri bambini, dei nostri giovani e delle nostre famiglie. Una preghiera speciale vogliamo innalzare alla “Madre dei sofferenti” per i nostri anziani e per i nostri ammalati che sono le anime predilette del Signore, perché partecipano ai patimenti del Cristo Gesù Crocifisso, suo Figlio e nostro Signore».
La missione ha avuto ufficialmente inizio con la celebrazione eucaristica presieduta da Mons. Mario Milano, Arcivescovo di Aversa. A sera, Don Giosy Cento ha animato, con grande intensità, l’incontro-concerto per i giovani, aiutandoli a gioire, ma, soprattutto, ad ascoltare, riflettere e meditare. Il sabato, una parte dell’équipe missionaria ha animato gli incontri di preghiera e il Rosario meditato in Chiesa, mentre l’altra parte ha fatto visita agli ammalati.
Sabato sera, 29 ottobre, si è svolta una veglia di preghiera durante la quale le famiglie sono state consacrate alla Mamma celeste.
Una particolare attenzione è stata offerta a tutte le coppie che durante l’anno hanno festeggiato il 25° e 50° anniversario di vita matrimoniale. In serata c’è stata una fiaccolata per le strade del paese e una breve sosta al Cimitero per pregare per tutti i defunti.
Il Vescovo di Pompei, Mons. Carlo Liberati, ha portato, nella celebrazione conclusiva di domenica sera, il cordiale saluto della comunità ecclesiale della città mariana ai fedeli di San Marcellino.  
Al termine, tutti hanno voluto accompagnare, per un breve tratto, l’icona della Madonna che ripartiva per far ritorno a Pompei.
(Autore: Antonio Marrese)


"2005" La Regina di Pompei si reca in:
Australia

18 Novembre al 3 Dicembre 2005 – Cattedrale “St. Mary”
La testimonianza del nostro, Don Giosy Cento, inviato al seguito dell’Icona pellegrina in Australia. Un’anteprima del servizio. Sentimenti e emozioni si intrecciano e si rincorrono nel nome della Vergine di Pompei e della storia di tanti uomini e donne italo-australiani. Prima e dopo l’ultima Guerra mondiale molti italiani sono partiti dall’Italia in cerca di benessere e di una vita possibile. Messi sulle navi per approdare su terre, a volte, “senza ritorno”. Partire poteva significare in un certo senso, e anche in tutti i sensi, “morire”. Partire, invece, ha anche significato vivere e, chi parte, cerca una vita nuova, più bella, spesso un’esperienza diversa. Partì Abramo, partì Maria per Betlemme, partirono gli Apostoli, partì Madre Teresa, partì Giovanni Paolo II, partì un ragazzo, un padre e una madre con dei figli, per la nuova e giovane terra australiana. Alcuni di questi pensieri avevo in mente ritrovandomi all’aeroporto di Fiumicino con il Vescovo, Mons. Liberati e l’équipe missionaria della Madonna di Pompei in partenza per Sidney e Melbourne, in Australia. Oltre 24 ore sull’aereo. Distanze immense da percorrere. Ma subito ho sentito vicina Maria, la madre dei lunghi e difficili percorsi: la Madre della strada da Nazareth ad Ain-Karim, da Nazaretha Gerusalemme; extracomunitaria in Egitto, e sempre più a Gerusalemme, per il compimento della missione nella prima Pasqua del suo Figlio Gesù, il Cristo; la donna instancabile, la Madre delle partenze e delle ripartenze; seduta vicino a me sull’aereo che va da Roma a Kuala- Lumpur (in Malesia), 12 ore di aereo. Nei momenti che mentalmente realizzi di stare in aria, di rischiare la vita in volo, pensi, senza troppa poesia, ma con la fede e la preghiera, che Lei è partita da Pompei (non solo il quadro!) e ha già fatto quel viaggio. Potrebbero sembrare “pii” pensieri di un prete. Credo, invece, profondamente, a questa compagnia di Maria nel viaggio e nei viaggi della vita. Credo nella sua materna protezione e sento la sua mano di madre quando, nascostamente, tengo una mano nella tasca dove ho il rosario e nessuno può vedere questo gioco di un piccolo figlio sacerdote con la sua Madre celeste. Sono fatto così. Mi piace questa condivisione di respiri e di situazioni con Lei! Ho detto grazie quando l’aereo ha toccato la pista di Kuala-Lumpur. Qualche minuto prima dell’atterraggio, lo speaker ha dato un annuncio che ha definito importante: “Si informano i signori passeggeri che, in Malesia, gli spacciatori di droga sono puniti con la pena di morte”. “Misericordia per tutti, o Madre di misericordia”, questa l’invocazione pompeiana di Bartolo Longo che il mio cuore ha gridato: una supplica in aereo, per i giovani, e non solo! Subito qualche italiano vicino a me, vedendomi sorpreso e stupito, mi racconta un fatto recente che ha fatto notizia. La sentenza è già stata più volte eseguita. Madonna mia, che strade fai e mi fai fare! Qualcuno aveva pensato che eri partita e che ci hai fatto partire insieme a te, soltanto per un viaggio oltre l’equatore, dove brilla la stella del sud, quasi per portarci a conoscere un altro continente. E invece ci butti in mezzo al dramma attuale dell’universo. Ma tu sei così, Madre dal cuore ferito di ogni figlio, in cerca di ogni Gesù, nell’ultima ora. Ti ho invocato “Madre degli spacciatori”, “Madre della Malesia”, “Madre del boia”... Perdonami Maria, ti ho messo in una litania veramente strana. Di’ la verità: non ti sei mai trovata a essere invocata così? Riprendiamo il volo per Sydney. Ancora tante ore di volo. Siamo stanchi e proviamo a dormire. Attendiamo di incontrarti nella cattedrale di Sydney, dove sei sbarcata prima di noi. Italiani nostalgicamente innamorati ti hanno voluto qui, e Pompei ... ti ha mandata. Tu, come sempre, hai obbedito! All’aeroporto di Sydney gli italiani del Comitato Organizzatore ci riservano l’accoglienza che hanno avuto per Te. Siamo missionari con Lei; perché la missionaria di Sydney è innanzitutto la Vergine del Rosario. È arrivata qui con l’arma che vince i cuori e le realtà di ogni angolo del mondo: il Rosario. Con la Corona in mano, Lei ha detto, si salva il mondo! Siamo ancora più stanchi, ma pronti ad iniziare per Lei. Stanotte, per il fuso orario o per l’emozione, oppure per quella gioia internazionale o “italiese” (quel simpatico italiano con sfumatura inglese... o quell’inglese inquinato di tanti dialetti italiani) ho dormito poco. Ora sto aspettando l’alba per vedere in Cattedrale l’icona della Vergine del Rosario e cantare Lei, la stella del mattino, l’aurora che precede, annuncia e porta l’alba di ogni giorno e dona il sole: Gesù. Sta cominciando l’estate a Sydney, si sta bene anche in maniche corte. Siamo partiti per vivere un’esperienza forte con Maria, come tanti nostri italiani partirono per l’Australia per giocarsi la vita. Oggi siamo qui con loro per godere, fare festa, pregare, piangere, incontrarci con la Vergine di Pompei. Forse una mamma, quando questi figli o i padri di questi figli partirono per l’Australia, non sapendo più come salutarli e accompagnarli, preoccupata per i rischi e con il terrore di non vederli più, mise loro in tasca o nella valigia di cartone l’immagine della Madonna di Pompei, dicendogli con le parole o solo con il silenzio del cuore: “Vai tranquillo, figlio mio. Con te hai la mamma e la Mamma. Non sarai mai da solo né abbandonato”. Forse per questo oggi la Vergine di Pompei è qui. Perché qui è arrivata con i primi italiani e perché ha fatto loro da mamma. Per noi della missione la commozione e la gioia di iniziare è grande. Grazie Madre di Pompei, Madre dei figli italo-australiani: oggi rivèlati, quale sei, Regina delle vittorie in questo complesso momento della storia. Sydney e Melbourne: il cuore italiano dell’Australia ti accoglie. Benedici e dona grazia. (Autore Giosy Cento)

A Sydney e Melbourne una straordinaria accoglienza

Dal 18 novembre al 3 dicembre una delegazione di sacerdoti, religiosi e laici, presieduta dal Vescovo, Mons. Carlo Liberati, ha accompagnato l’icona pellegrina della Vergine del Rosario in visita presso le numerose comunità di italiani residenti a Sydney e a Melbourne, in Australia. Accolta subito con grande calore dalla Chiesa di Sydney, la sacra Icona è stata “intronizzata”, per volontà del Cardinale George Pell, Arcivescovo di Sydney nella splendida cattedrale gotica di St. Mary con una celebrazione eucaristica nella solennità di Cristo Re, presieduta dal Decano della cattedrale metropolitana, Padre Neil Brown, concelebrata da Mons. Liberati e dai presbiteri della missione pompeiana. In una cornice di finezza spirituale, in onore della Vergine di Pompei, la schola cantorum della cattedrale, la più antica istituzione musicale d’Australia, fondata nel 1818 con un organico di 70 voci maschili, oggi diretta da David Russell, ha eseguito alla perfezione la Messa dell’Incoronazione di W. A. Mozart. Alla presenza di migliaia di fedeli italo-australiani e di altre nazionalità, che gremivano il tempio, il Prelato di Pompei, interpretando i sentimenti comuni, ha elevato un inno di grazie a Dio per aver potuto realizzare il sogno lungamente coltivato da tanti di poter rivedere la loro celeste Mamma di Pompei. Per un’intera settimana, l’austera cattedrale di Sydney ha ospitato centinaia di devoti del circondario e di altre città australiane che ogni giorno prendevano parte all’Eucaristia presieduta dal Prelato di Pompei, si confessavano e si fermavano in silenziosa contemplazione dinanzi alla venerata Icona per raccontare infine ai missionari pompeiani tutta la loro commozione, la loro gioia e sciogliere gli animi alle confidenze più profonde. Non sono mancati gli incontri di categoria, tra i quali una menzione speciale merita quello con l’intero episcopato australiano, riunito proprio in quei giorni nella metropoli per l’annuale conferenza. Mons. Liberati ha potuto parlare del miracolo pompeiano, fatto di fede, devozione, carità, progettualità missionaria. Una Chiesa, quella pompeiana - ha detto ai presuli australiani -, che non può chiudersi nello stretto ambito del suo territorio e dei suoi problemi, ma è chiamata a varcare i confini di ogni nazione e popolo, perché portatrice del carisma stesso di Maria, che attraverso il suo apostolo, il beato Bartolo Longo, ha voluto essere vicina ad ogni uomo. Stimolante e cordiale anche l’incontro, nella sua sede, con il Console d’Italia a Sydney, il Generale Antonio Verde, che non ha nascosto il suo attaccamento alla Vergine di Pompei, date le sue origini napoletane. Nel colloquio di alto profilo egli ha presentato una rapida panoramica delle attuali condizioni socio-culturali degli emigrati italiani. In particolare si è soffermato sull’attività dell’Istituto Italiano di Cultura a Sydney che ha come fine proprio la promozione di una migliore e più vasta conoscenza della cultura italiana in tutti i suoi vari aspetti, dalle arti alla scienza, dalla tradizione umanistica alle recenti conquiste della tecnologia. Culmine di tutta la settimana è stata la celebrazione eucaristica domenicale all’interno dello stadio del Club Marconi che si è gremito di oltre seimila persone. Appendice tutt’altro che superficiale è stato il doveroso riconoscimento ai benemeriti membri del Comitato organizzatore di questo pellegrinaggio mariano a Sydney, guidato dall’Ing. Domenico Moio, che con intelligenza e acume spirituale ha predisposto le tappe e i momenti della visita. Rivolgendo loro il suo sentito grazie, il Prelato ha consegnato a ciascuno una targa ricordo. Il pellegrinaggio è proseguito poi alla volta della seconda metropoli d’Australia, Melbourne, la città più cattolica della nazione, con oltre un milione di fedeli, una grossa fetta dei quali di origine italiana. Anche qui i missionari italiani si sono immersi in un bagno di folla, sperimentando l’affetto travolgente dei nostri connazionali. Molto intenso è stato il programma degli incontri, coordinati dal solerte Presidente del Circolo Lucano, il Sig. Leonardo Santomartino. A lui e ai membri dell’associazione è andato parimenti il grato riconoscimento del Prelato di Pompei con la targa ricordo per il servizio gratuito e intelligente prestato. Degna di nota è stata la celebrazione eucaristica nella festa dell’Apostolo Andrea nella Chiesa di Sant’Antonio, sede della locale comunità italiana, dove i missionari pompeiani sono stati cordialmente accolti dal Parroco, il giovanile e zelante Padre cappuccino Luciano Rocchi. Una parola speciale il Prelato l’ha rivolta, in questo contesto, ai giovani, figli degli emigrati italiani, invitandoli a non disperdere il patrimonio di fede loro trasmesso in una società, come quella australiana, fortemente secolarizzata. Li ha invitati a superare la triste opacità dell’egoismo umano, a riscoprire l’autentica bellezza, che è bellezza dell’amore fino al sacrificio di se stessi, ad impostare la loro vita secondo una legge di libertà conquistata dall’amore responsabile. Un breve scorcio sulla vita di questa Chiesa locale è stato offerto dal fraterno incontro della delegazione con Mons. Denis Hart, Arcivescovo di Melbourne, nella sua residenza. Dopo uno scambio di doni, il Presule ha risposto ad alcune domande sulle sfide e le opportunità pastorali che oggi si pongono per la nuova evangelizzazione. Il Presule ha lamentato la scarsità di clero nella sua diocesi, fatto che impedisce molti slanci missionari e ha parlato della priorità di raggiungere il cuore dei giovani di oggi anche attraverso la prossima Giornata Mondiale della Gioventù che si terrà a Sydney nel 2008. Portando nel cuore le gioie e le tribolazioni di questa Chiesa, i missionari pompeiani hanno concluso la loro permanenza nella bella e ricca capitale dello Stato del Victoria, riprendendo la via di casa, con la promessa di ritornare. (Autore:Giuseppe Ruggiero)

L’intervista al Pastore pompeiano

Eccellenza, sembra opportuno dopo l’impegnativo viaggio in Australia, sulle tracce del nostro milione e 200 mila italiani, emigrati in quel continente tra la fine del 1800 e nel secolo scorso fino al 1950 - 60, porle alcune domande per conoscere le motivazioni pastorali dell’iniziativa.
D. - Perché è andato in Australia all’inizio del suo servizio episcopale?
R. - Il primo giorno del nostro incontro presso la splendida cattedrale di Sydney ho detto ai nostri connazionali: “Siamo venuti perché vi vogliamo bene, perché rappresentate la parte migliore del nostro popolo e della Chiesa italiana, perché avete contribuito con il vostro ingegno al benessere di questo Continente, perché avete incarnato il genio creativo della nostra Italia e, senza chiedere nulla, avete dato tutto quanto era in vostro potere per diffondere le qualità positive della nostra gente, le virtù umane che ci contraddistinguono nei secoli.
D. - Perché ha scelto il Continente più lontano? Ci sono tanti italiani in Canada, Stati Uniti d’America, Venezuela, Argentina, Europa del Nord, etc.
R. - All’inizio del servizio pastorale, già nel discorso di saluto ai Pompeiani e di commiato dal Vaticano, il 10 gennaio 2004 nella Basilica di S. Pietro nel giorno della mia Ordinazione Episcopale, mi rivolsi ai meno fortunati della vita, ai più dimenticati, alle fasce sociali più deboli e fragili, ai più soli, all’infanzia abbandonata e alle famiglie infrante, agli sfiduciati della vita, a quelli che hanno ricevuto meno degli altri, a quelli che il Vangelo definisce “poveri”. Ebbene i nostri emigrati, oggi grazie a Dio e al loro impegno “benestanti”, uscirono dall’Italia con le valigie di cartone e pochi indumenti dentro. Un secolo fa erano i veri poveri. Furono assistiti soltanto dalla Divina Provvidenza e da pochi sacerdoti e suore cattoliche. Inoltre, si tratta di una categoria di persone nelle quali il cuore ancora funziona, dove sono solidi gli affetti familiari e i vincoli di sangue. Il Beato Bartolo Longo, ai primi del ’900 andava ai moli del porto di Napoli, di Castellammare, di Salerno ed altri e li salutava con affetto donando loro un’immagine della Madonna di Pompei, un rosario e li invitava ad avere fiducia in Dio, nella Vergine SS.ma e ad essere fedeli alla fede e ai valori della patria italiana. Ho voluto rinnovare questa splendida tradizione. Abbiamo molti abbonamenti in Australia alla nostra rivista “Il Rosario e la Nuova Pompei”. Amo molto gli emigrati. Anche mio padre lo è stato per un certo tempo della sua vita.
D. - Quanti milioni di italiani abbandonarono l’Italia tra la fine del 1800 e la prima metà del 1900?
R. - Secondo stime molto attendibili, furono 22 milioni gli italiani che dopo l’Unità d’Italia abbandonarono il nostro Paese. La maggior parte salparono dai porti meridionali. Si calcola ad esempio che oggi il 48% della popolazione argentina ha la cittadinanza italiana. Si trattò di un fenomeno enorme. Un vero esodo biblico.
D. - La lunghezza e la fatica del viaggio l’hanno ricompensata nella scoperta di qualche bella realtà australiana?
R. - Quando ci si apre su un mondo sconosciuto le impressioni e le reazioni dell’animo sono molteplici, nel bene e in ciò che è e resta problematico. Ho gioito fortemente per la collocazione sociale degli italiani e dei loro figli nati in Australia. Saperli e vederli ben collocati nella politica, nell’industria, nel commercio, nelle banche, nell’agricoltura avanzata, nell’artigianato, nel turismo, nel terziario e in tutte le professioni, mi ha procurato una gioia profonda e l’ho pubblicamente dimostrata. È gente che merita un sacco di elogi. Poi ci sono realtà meno confortanti.
D. - Vuole dirci cosa l’ha preoccupata pure in questo ambiente di realtà soddisfacenti?
R. - Gli stessi difetti che riscontriamo nelle società occidentali, cioè l’Europa, le Americhe, l’Asia industrializzata e quella parte dell’Africa che si è emancipata dalle varie povertà. La solitudine degli anziani, la frantumazione della famiglia (separazione, divorzio, aborto), l’inclinazione inarrestabile alla vita godereccia e al denaro, una concezione della vita molto orizzontale, la frenesia delle giovani generazioni verso il divertimento. Anche in Australia si va dimenticando l’ammonimento del filosofo Kant che non era un santo, cioè si guarda poco “il Cielo stellato sopra di noi e la legge morale dentro il nostro cuore”.
D. - Quali impressioni più propriamente di carattere socio-religioso, ha riportato da questo lungo viaggio?
R. - Mi ha preoccupato l’assenza delle giovani generazioni dalle celebrazioni liturgiche. Conservano e crescono nella fede cristiana quelli che si trovano nelle fasce di età dai 50 anni in avanti. Negli anni che precedono c’è crisi religiosa. È vero che la nostra Santa Messa nella Cattedrale di Sydney è stata celebrata per un’intera settimana nei giorni feriali (20-27 novembre) e che allo stadio del “Club Marconi” di Sydney (al quale sono scritti oltre 16.000 connazionali) la Santa Messa vespertina domenicale ha visto la partecipazione di oltre 6.000 Italiani. È stato uno spettacolo di fede e di attaccamento alla patria italiana che non potrò dimenticare.
D. - Come è stato possibile questo viaggio: chi deve ringraziare?
R. - Non è facile rispondere. Per il momento devo, in maniera esplicita, esprimere una gratitudine profonda e una riconoscenza illimitata al “Club dei Calabresi”, guidato dal suo attivissimo Presidente, l’Ing. Domenico Moio, che si è speso per la nostra missione con una abnegazione e uno spirito di servizio al di sopra di ogni previsione. Il Comitato di Sydney, guidato dal Presidente Moio, è stato efficiente, pieno di attenzione, costante e meticoloso nell’organizzazione, fecondo di risultati. Si è potuto ogni giorno vedere il frutto di una regia a lungo preparata, messa a punto e controllata a dovere.
D - Lei parla di clubs. Cosa sono e che cosa rappresentano per gli italiani?
R. - È la realtà più bella, a livello di organizzazione sociale degli Italiani d’Australia sul territorio di quel Continente. Nei “clubs” si incontrano, solidarizzano, si aiutano nei loro problemi e nella difesa di se stessi e dei diritti civili. Nei “clubs” organizzano celebrazioni, giochi, ricorrenze, anniversari; ricordano le origini italiane, la

comune fede cattolica, accolgono gli ospiti, organizzano banchetti e feste danzanti. Chi vuole contattare gli Italiani non può ignorare i Clubs. È la porta per entrare nel cuore dei nostri connazionali. Ho parlato prima del “Club dei Calabresi” così bene diretto dall’Ing. Moio. Ma c’è un altro Club cui devo una profonda e affettuosa gratitudine, il “Club dei Lucani” che ci ha accolto a
Melbourne (28 novembre - 3 dicembre) con delicata attenzione, spirito di servizio, affetto commovente. Si tratta di un Club di proporzioni modeste numericamente ma efficientissimo, superorganizzato, composto di amici di una intensità e schiettezza profonda. Ci hanno offerto tutta l’ospitalità dei sette giorni a Melbourne e preavvisato i soci e gli italiani per le celebrazioni religiose. Nel loro Club abbiamo celebrato una splendida e partecipatissima S. Messa allietata dai canti di Don Giosy Cento e così pure un commovente convivio serale. Al presidente del “Club dei Lucani”, Leonardo Santomartino, e a Giovanni Salvucci invio sentimenti di vivissima gratitudine.
D. - Cos’altro ha da notare sulla Comunità degli Italiani?
R. - Un profondo attaccamento alle ricorrenze della Patria lontana e un ricordo, talora struggente, delle tradizioni religiose della Chiesa cattolica italiana. Inoltre, i nostri connazionali hanno organizzato una efficientissima Radio italiana che trasmette ininterrottamente, giorno e notte, e che offre un servizio informativo e culturale preziosissimo per tutta la Comunità in quel Continente. Questa benemerita Radio mi ha gentilmente consentito un saluto, con tempi adeguati, a tutti gli italiani in Australia preavvisando e informando sui luoghi dei nostri incontri. Desidero esprimere profonda gratitudine ai responsabili della Radio e ai giornalisti che ci hanno accolto con vera gentilezza nelle loro belle ed efficienti redazioni. Il Signore e la Vergine di Pompei li ricompensino per il bene fatto. A Melbourne, nei giorni feriali, siamo stati accolti con la ben nota signorilità dalle Suore Pastorelle del Beato Alberione per le celebrazioni liturgiche. La loro nuova sede preparata come un piccolo e grazioso nido di rondini è già un punto di riferimento per tutto il quartiere. Altra splendida realtà degli Italiani in Australia sono i giornali quotidiani: “La Fiamma” di Sydney e ”Il Globo” di Melbourne; giornali che hanno notevole tiratura e svolgono un servizio informativo di prim’ordine. Alle loro redazioni va la nostra riconoscenza. Infine non possiamo tralasciare un affettuoso e particolarissimo ricordo per Padre Luciano, un pioniere dell’assistenza religiosa ai nostri emigranti e rettore del Santuario di Sant’Antonio a Melbourne: un vero centro propulsivo della vita religiosa tra gli Italiani d’Australia. (Autore: Gabriele Letizia)

Australia: Lettera aperta ai nostri connazionali

Mentre l’aereo sorvolando mezzo mondo ci riconduce in Italia, scorrono davanti agli occhi, come tante sequenze di un film, luoghi, persone, incontri, che hanno lasciato nel cuore un solco profondo, un ricordo che né il tempo, né la distanza, potranno mai cancellare. Ho accompagnato, come responsabile della missione mariana del Rosario, insieme al Vescovo e agli altri missionari, l’icona pellegrina della Vergine di Pompei in visita ai tanti connazionali emigrati in Australia, che in un tempo difficile hanno dovuto cercare in una terra così lontana, pane e fortuna. Cerco di ricordare l’avvio di questo stupendo evento. Sì, eravamo proprio lì, sulla stupenda baia di Sydney, in uno scenario che non ha eguali al mondo, seduti ad un tavolo tra amici, quando ad un certo punto della conversazione, emerge un desiderio dal cuore di un uomo, dalle origini calabresi, ma ormai trapiantato in Australia: “Quanto desidererei vedere il quadro della Madonna di Pompei in visita in Australia”. Senza pensarci un attimo e non immaginando cosa questo volesse dire, ma mosso da una misteriosa forza interiore risposi “se la Madonna lo vorrà ti prometto che fra un anno sarà qui”. Quell’uomo di origine calabra, Domenico Moio, poi, è stato, il presidente del Comitato Madonna del Rosario che, con la collaborazione attenta e intelligente di tanti, ha reso possibile questo miracolo. Dal primo passo, tanti altri passi, uno dietro l’altro, sempre più incalzanti, sempre più veloci. Incontri, contatti, lettere, telefonate, tanti momenti per preparare il grande momento. Giunti nella Cattedrale di Sydney una delle più lunghe del mondo, dove l’icona della Vergine ci aveva preceduto, il passo si fa veloce e lo sguardo attento a scorgere il luogo dove era stata sistemata la venerata icona. Era lì, bella, forse più bella del solito, già attorniata da tante persone che in ginocchio, in piedi, piangendo la salutano, la pregano, la venerano. Poi la solenne celebrazione inaugurale nell’austera e maestosa cattedrale e il primo messaggio del Vescovo di Pompei: “Siamo venuti perché vi vogliamo bene, la Madonna è qui per mostrarvi tutta la sua predilezione”. Da quel primo incontro, la mente corre alle celebrazioni programmate per tutta la settimana in cattedrale, agli incontri con i clubs e le scuole, con le famiglie e gli organi d’informazione, con le autorità religiose, consolari, e politiche. Ogni incontro è importante, andrebbe ricordato, ma si affollano nella mente le immagini di tanti volti, tanti sguardi, tante mani strette e, soprattutto, un leit motiv costante: “Grazie, per questo dono, grazie perché ci ricordate, grazie per la vostra visita”. Tanta gente che non conoscevamo perché lontana è diventata vicina e amica grazie alla Madre comune, la Vergine Santa. Tutti sono legati a lei da un ricordo: “... sono stata a Pompei 50, 30, 20 anni fa”; “... prima di partire mi sono fermato a Pompei”; “... porto da 50 anni con me questa immagine” e ne mostra una sulla quale, ormai, non si legge più, ma che è stata compagna di viaggio per una vita. L’ultimo saluto, l’ultimo abbraccio dei figli con la madre, sabato sera... nello stadio del club Marconi: un mare di gente, uniti dall’unica Madre e da preghiere, canti e festa per un momento veramente indimenticabile. Poi, la partenza per Melbourne, dove il nostro incontro continua con il calore dei nostri connazionali, questa volta Lucani: la celebrazione nel Santuario di Sant’Antonio, chiesa degli italiani a Melbourne, l’incontro con l’Arcivescovo, che ci ringrazia per questo momento, le celebrazioni intime e belle nella comunità delle Pastorelle, le mille premure del comitato. Ritornano alla mente, soprattutto, i ringraziamenti e la commozione di questa gente semplice, ma allo stesso tempo grande per aver avuto il coraggio di andare così lontano per salvare la famiglia, che con le mani strette in un unico cerchio, guidata da don Giosy Cento, cantavano: “prendimi per mano Dio mio, guidami nel mondo a modo tuo, la strada e tanto lunga e tanto dura, però con te nel cuor non ho paura”. Le parole di un canto sono diventate per tanti di loro esperienza di vita e di una vita vissuta affidandosi a Maria. Mentre l’aereo ci riporta a casa, la mente ricorda ancora il percorso fatto e la gratitudine tante volte sussurrata: “grazie, grazie di tutto, non ci dimenticate, tornate a trovarci”. Anch’io sento di dover dire Grazie. Grazie alla Vergine Maria che ha permesso questo. Grazie a quanti in maniera più o meno evidente hanno lavorato affinché questo evento riuscisse alla perfezione. Grazie, soprattutto, a voi amici Italiani d’Australia. Non conosco tutti i vostri nomi, ma sento di essere amico di tutti voi. Grazie perché ci avete insegnato tanto, soprattutto ci avete insegnato la fedeltà, perché, nonostante gli anni e la distanza, l’amore verso la Madre di Gesù non è mai cessato. (Autore: Antonio Marrese)

«Goodbye, Australia»!

Andate in tutto il mondo e annunciate la Buona Notizia.
Fin da bambino ho sognato di poter toccare tutte quelle terre del mappamondo, la terra di Dio e degli uomini, sparsa, a piccole o grandi manciate, su quel globo rotondo e colorato che abbelliva l’angolo della mia classe di quinta elementare. Da giovane ti sembra di avere la possibilità di tenere il mondo in un pugno. Più si diventa grandi e più il mondo si fa grande e troppo grande per te. Tu sei piccolo e l’universo lo puoi toccare globalmente solo con la fantasia, con il cuore, e soprattutto, credo, con la preghiera. E quando nella mia anima di ragazzo è risuonato, come forti rintocchi di campana, l’ Andate, ho sempre chiesto una disponibilità personale per tutta l’umanità e la possibilità di toccare i Continenti. Avevo toccato America, Africa, Europa, Asia. La Vergine del Rosario di Pompei mi ha chiamato e portato, alla fine del 2005, in Oceania: a Sydney e Melbourne. Un viaggio per il quale sono partito con entusiasmo e timore. La gioia di toccare una terra e una civiltà giovane e nuova per me, il timore del lunghissimo viaggio in aereo. Ma la comunità di Pompei con la quale ho vissuto questa esperienza mi ha donato tanta serenità. Più di 24 ore di viaggio in aereo (compreso lo scalo a Kuala Lumpur, in Malesia). All’andata non mi è sembrato così lungo. Ho potuto leggere, dialogare con persone, ammirare, in alcuni momenti mari e deserti e prepararmi in quelle... poche ore all’incontro con gli emigrati italiani del dopoguerra. Essi avevano fatto il viaggio in nave per oltre quaranta giorni e significava per molti non tornare più in Italia. L’Australia è bellissima a livello di natura. Vivere dei giorni nella Baia di Sydney è un sogno ogni istante. Ti colpisce anche un senso di serenità sociale che si tocca in ogni angolo. Una convivenza ancora piuttosto pacifica di popoli, culture, lingue e religioni. Ma l’incontro più sorprendente e commovente è quello con le Comunità degli Italiani immigrati. Ho rivisto i volti, gli atteggiamenti di altri tempi, rimasti intatti, di mio padre e mia madre. Il modo di fare, di parlare, di credere, come se il tempo, nonostante questi figli dell’Italia siano molto progrediti, si fosse fermato. Il modo di cucinare con tutti i sapori dell’Italia e di mia nonna. I dialetti, non l’Italiano. La loro gioia e disponibilità di accoglierti soprattutto perché vieni dall’Italia che, nonostante tutto, è in cima ai loro sogni e nostalgie. Per alcuni giorni ho potuto confessare in italiano nella Cattedrale di Sydney. Una esperienza fortissima di umanità e vita sacerdotale. Dopo il segno di croce questi fratelli e sorelle raccontavano le loro storie famigliari di emigrazione: la grave situazione di povertà in Italia, la decisione sofferta di partire per un mondo sconosciuto e lontanissimo. Ho ascoltato e in tanti momenti ho pianto davanti a loro senza paura e senza vergogna. Ho sentito davvero, dalla viva sorgente del cuore, l’eterna sofferenza dell’universo, l’eterno crearsi delle ingiustizie tra gli uomini, l’infinito irrisolto delle povertà e del voler vivere e non solo sopravvivere. Anche oggi e forse, tremo a dirlo, sarà sempre così. Nessuno sa e può risolvere nella giustizia e nell’uguaglianza della distribuzione delle risorse
della terra il problema delle umane convivenze. Ancora oggi, epoca tecnologica e del progresso, gli uomini e i giovani sono spinti lontano dalle loro case e dalle strade delle loro origini, con uno sradicamento di immense sofferenze e nostalgie. Ho potuto parlare con un mio compaesano che vive vicino Melbourne. L’abbiamo rintracciato via Internet e il dialogo telefonico con lui è stato struggente: “Non ci credo che uno di Ischia di Castro sia in Australia. Non è mai venuto nessuno del nostro paese qui. Vienimi a trovare. Io sono qui da oltre 50 anni. Sto bene”. “Ma forse ritornerò e ci potremo vedere”, provo a dire per stemperare l’emozione. E lui: “Ma io ho 78 anni e se ritorni, non ci sarò più”. Qualcuno dirà che mi vado a cercare queste emozioni, ma sono convinto che in questi frammenti di storia universale c’è tutto l’uomo e che mi piace tanto poter sentire ed emozionarmi per le più profonde cose umane. In fondo che ci stiamo a fare qui? Ho potuto pregare insieme a questi italiani-australiani, insieme ai loro figli e nipoti, avvertendo il valore della trasmissione della vita e della nostra cultura. Che bello l’intrecciarsi antico dei dialetti italiani, il cantare le lodi di Maria come attorno agli altari nelle strade non asfaltate del dopoguerra. Ma soprattutto il cuore! Per tutte le altre cose Sydney è una città meravigliosa, con la più bella Baia del mondo, con l’Opera House, con la Torre, con infiniti volti orientali e una accoglienza piuttosto pacifica tra le culture e le Religioni. Ho visto una Chiesa Cattolica organizzata e forte, ma molto bisognosa di un forte soffio di profezia e di testimonianza autentica. Ai vecchi italiani mancano molto i preti italiani di paese, con la casa sempre aperta e la chiesa sempre pronta. L’Acquario e lo Zoo, i canguri e i koala, lo shopping in italiese (inglese italianizzato), la buona cucina e i paesaggi, il mare con l’acqua che sembra di rubinetto, l’Oceano e tanto amore italiano. Ritorni a casa e quelle 21 ore di aereo ti sembrano una ... vita. Ma nel profondo senti che hai toccato quel lembo di terra, quel continente giovane dove l’antica civiltà degli Aborigeni (ormai sono poche centinaia di migliaia) si è incamminata con le antiche civiltà europee e le più moderne americane. Ringrazio il Signore del cielo e della terra che mi ha, ancora una volta, allargato il cuore alle dimensioni dell’universo. E quando ho potuto cantare mi sono accorto con gioia che la Musica è di Dio e che Dio è la musica del cuore di ogni uomo. Goodbye Australia. I love you. Arrivederci (Autore: Giosy Cento)

Un’intensa testimonianza da Melbourne

Sono una donna di 55 anni, felicemente sposata, madre di due figlie e nonna di due splendidi nipotini. Sono nata in Italia, a Lioni, in provincia di Avellino, ma vivo, da diversi anni, a Melbourne, in Australia con mia sorella Lucia e alcuni cugini. Ho la fortuna di avere una sorella, suor Maria Celina, che svolge la sua missione nell’opera di carità a Pompei nella Congregazione delle Figlie della Vergine del Rosario fondate dal Beato Bartolo Longo. Nel 2005 scoprii di avere un cancro al seno.
Caddi in una profonda angoscia. Telefonai a Suor Maria Celina per comunicarle la triste notizia. Mi disse di pregare la Madonna di Pompei recitando la “Novena di Impetrazione” e il Rosario per chiederle la grazia della guarigione. Iniziai la chemioterapia e la radioterapia e proprio quando ero al colmo dello scoraggiamento, mia sorella mi chiamò da Pompei dicendomi che l’immagine della Vergine del Rosario sarebbe venuta in missione in Australia, nella Cattedrale di Sydney. I miei figli, subito, prenotarono due biglietti aerei per me e per mio marito e una stanza in un hotel di fronte alla cattedrale che avrebbe accolto l’icona della Madonna. Dopo un’ora e mezza di volo, mi trovai ai piedi della Madre di Dio.
Mi tolsi la parrucca, e piangendo interrottamente invocai il suo aiuto. Al Vescovo di Pompei, che aveva accompagnato la Madonna in missione, raccontai la mia storia. Egli mi incoraggiò a sperare nell’aiuto della Vergine Santa. Restai ai piedi della Madonna, finché la sua icona rimase nella cattedrale. Dopo quattro giorni di intensa preghiera, tornai a casa. Incredibilmente, settimana dopo settimana, cominciai a sentirmi meglio. Ad ogni controllo mi sentivo dire che andavo migliorando sempre di più. Crebbero anche i capelli. Dopo sei mesi, i due dottori che avevano seguito il corso del mio male, mi riferirono che il tumore era scomparso. Ringrazio ancora oggi la Madonna che ottenuto da Dio la grazia della mia guarigione. Ringrazio anche mia sorella, Suor Maria Celina, e il Vescovo di Pompei che mi hanno incoraggiato a sperare nella Madonna del Rosario e tutti coloro che mi sono stati vicino. (Maria Recce - Keysborough Victoria “Australia”)


"2005" La Regina di Pompei si reca a:
Lettere (NA)

09-11 Dicembre 2005 - Parrocchia: "Sant'Anna" - Parroco: Don Salvatore Coppola
A Lettere, l’amore per Maria più forte delle avversità metereologiche
L’ultimo impegno, nel 2005, dell’icona pellegrina della Vergine del Rosario è stata la città di Lettere nei monti Lattari. Le pessime condizioni climatiche non hanno intimorito i numerosi fedeli che hanno accolto la Madonna di Pompei con affetto e gioia grande.
Il saluto commosso del Sindaco, Avv. Antonio Pentangelo, e la celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo di Sorrento - Castellammare di Stabia, Mons. Felice Cece, hanno dato il via a tre intense giornate che hanno coinvolto quasi tutti gli abitanti di Lettere nei vari momenti che hanno scandito la vita della missione: incontri di preghiera, di catechesi e di gioiosa condivisione fraterna.
Nella bella Chiesa di Sant’Anna, che si affaccia sulla sottostante Valle del Sarno, comprendente anche Pompei, l’équipe missionaria ha organizzato veglie di preghiera per le famiglie, i giovani, gli
ammalati; ha animato le celebrazioni eucaristiche; ha pregato con i fedeli il Santo Rosario meditato; ha incontrato i ragazzi delle scuole di Lettere e Casola.
Ogni giorno, ai piedi dell’immagine della Madonna di Pompei, tanti figli, in cerca dello sguardo amorevole e materno di Maria, hanno aperto i loro cuori, si sono abbandonati tra le braccia della Madre, affidandole la loro vita, con tutto il carico dei problemi, dei dolori e delle sofferenze, certi del suo amore materno e misericordioso.
Molto bello ed emozionante è stato l’incontro con le famiglie, con alcune testimonianze di vita e di esperienza familiare, tenute dai giovani missionari laici. Il Parroco, Don Salvatore Coppola, sempre presente e disponibile, ha accolto con grande emozione l’immagine della Vergine di Pompei, ricordando che tra Lettere e la città mariana c’è un forte legame, una simbiosi che lega i fedeli appartenenti alle due comunità. L’amore per la Vergine è stato così forte che, per quanto minacciose e proibitive, le non buone condizioni metereologiche non sono riuscite ad impedire, grazie all’aiuto celeste, la programmata “Marcia della Pace”, con l’icona della Madonna, da Lettere a Pompei. La pioggia battente si è interrotta all’uscita dalla chiesa di Sant’Anna e la processione si è potuta svolgere regolarmente.
Un fiume di persone si è riversato per la strada, seguendo l’icona lungo il percorso per riconsegnare al suo Santuario la “più tenera tra le madri”.
La processione ha fatto una prima sosta a Casola, dove il parroco, Don Aniello Dello Ioio, ha esortato a pregare per tutte le persone che, impedite per vari motivi, non avevano potuto unirsi al corteo, ma che seguivano  spiritualmente il cammino di ritorno a casa della Madonna di Pompei.
(Autore: Valentina Donadio)


 
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