Missioni Mariane Anno 2006 - Istituto Aveta

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Missioni Mariane Anno 2006

Il Santuario > Madonna Pellegrina > Anni 2000/2009

"2006" La Regina di Pompei si reca a:
Mesagne (BR)

02-05 Febbraio 2006 - Parrocchia: "Santa Maria in Betlem" - Parroco: Don Antonio

Dal 2 al 5 febbraio, con la visita a Mesagne, centro della provincia di Brindisi, paese natale della madre del Beato Bartolo Longo, la Missione Mariana del Rosario ha ripreso il suo cammino per l’anno 2006.
Ad accogliere l’icona della Madonna, in Piazza Porta Grande, presso la colonna votiva della Protettrice, c’è la folla delle grandi occasioni, guidata dalle autorità religiose, civili e militari.
Il primo saluto è del Pastore della Chiesa Particolare che è in Brindisi- Ostuni, l’Arcivescovo Rocco Talucci, che, dopo aver dato il benvenuto, eleva una accorata preghiera alla Vergine per l’intera comunità diocesana che Il saluto del parroco, Don Antonio Mitrugno, in occasione dell'arrivo della Sacra Icona nella cittadina pugliese.celebra la visita pastorale.
Il primo cittadino, prof. Mario Sconosciuto, facendosi interprete di tutti “esprime la gioia, la gratitudine, l’accoglienza dell’intera città di Mesagne, in festa per questo grande evento”; a seguire il saluto di don Angelo Argentino, Vicario Foraneo e di don Antonio Mitrugno, parroco della chiesa “Santa Maria in Betlem”, che ha voluto e organizzato la missione.  
Quest’anno ricorre il 75° anniversario della fondazione della parrocchia, nella città che, grazie alla
presenza di tante chiese dedicate alla Madonna, si fregia del titolo di Civitas Mariae. Dopo i saluti, la processione per le vie cittadine, con una breve e toccante sosta davanti alla chiesa Domenicana della “Santissima Annunziata”, dove Bartolo Longo si recava spesso per pregare dinnanzi all’immagine della Madonna del Rosario ivi custodita.
Al termine della processione, la solenne Concelebrazione, presieduta da Mons. Settimio Todisco, Vescovo emerito della diocesi.  
Sono stati giorni di intensa preghiera, che hanno visto la partecipazione attenta, ordinata e composta di tantissima gente, che si è alternata ai diversi incontri di catechesi e di preghiera previsti dal programma.  
La visita agli ammalati,Il Vescovo di Oria, Mons. Michele Castoro, ha concluso la missione di Mesagne. la veglia per le coppie e per le famiglie, l’incontro con i giovani: tutti piccoli momenti di un unico grande omaggio di fede e di amore a Maria.  
Sabato sera, la Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Carlo Liberati, Vescovo di Pompei, che, con le sue parole, ha voluto sottolineare “il forte legame che in Bartolo  Longo unisce le nostre comunità”. A concludere la missione, domenica 5, la solenne Concelebrazione presieduta da Mons Michele Castoro, Vescovo di Oria, diocesi natale del Beato.  
Il presule ha rimarcato l’importanza del Rosario, così come è stato proposto dal venerato Pontefice Giovanni Paolo II nella Rosarium Virginis Mariae, additando come modello da imitare il Beato Bartolo Longo.
In un clima di preghiera e di grande commozione l’icona della Madonna è tornata a Pompei, ma il ricordo di un evento così grande rimarrà a lungo nei nostri cuori. (Autore: Antonio Marrese)
Da   Mesagne
I giovani splendidi protagonisti dell'incontro con Maria
Caro don Antonio, forse non ti ricorderai di me..., io sono Pierluigi Iaia, della parrocchia Santa Maria in Betlem di Mesagne dove siete stati con la missione mariana l'anno scorso.
Da quei giorni la mia vita è cambiata. Ho scoperto la mia devozione alla Madonna, particolarmente quella che veneriamo con il titolo di Vergine del Rosario di Pompei.
In qualsiasi momento l'ho cercata, lei mi ha sempre ascoltato e mi è stata vicina. Ricordo ancora con gioia quei giorni passati insieme, ma anche con un po' di malinconia. Spero, un giorno, che l'esperienza della missione mariana si possa ripetere.
Sappiate voi missionari che vi porto sempre nel mio cuore e che non vi dimenticherò mai. Vorrei dirti, don Antonio, un forte GRAZIE. Se è possibile salutami tutti i missionari che sono venuti da noi.
Appena verrò a Pompei, spero di farlo di persona.   Pierluigi


"2006" La Regina di Pompei si reca a:
Villaricca (NA)

23/26 febbraio 2006 – Parrocchia “San Pasquale Baylon” - Parroco: Don Alfonso Ricci.
Alla Vergine del Rosario di Pompei il cuore e le chiavi della città di Villaricca
Mentre lentameFolla di fedeli festanti nella parrocchia “San Pasquale Baylon”.nte in processione viene percorso l’ultimo tratto di strada prima di ripartire per Pompei, mi tornano alla mente le  immagini commoventi e straordinarie dei giorni della missione mariana, svolta  a Villaricca (NA), dal 23 al 26 febbraio 2006.  
La comunità parrocchiale di “San Pasquale Baylon” è sorta in quella che era la periferia o meglio la campagna di Villaricca, per iniziativa dei Padri Ardorini, Pii Operai Catechisti Rurali, nati  dalla fusione dei Pii Operai, fondati nel ‘600 da don Carlo Carafa, sacerdote napoletano di nobili origini, e dei Catechisti  Rurali, fondati all’inizio del ‘900 da don Gaetano Mauro, sacerdote calabrese devotissimo della Madonna di Pompei (proprio nel nostro Santuario celebrò la sua prima Messa, nel 1912, ed ebbe anche un incontro personale con Bartolo Longo).
Trenta anni fa questi missionari, il cui carisma è l’assistenza spirituale e materiale delle popolazioni rurali e dei sobborghi  delle città, iniziarono la costruzione della chiesa ed in seguito di tutte le
opere anneIl parroco, padre Alfonso Ricci, con il Vescovo Mons. Gianfranco Todisco e un gruppo di seminaristi Ardorini.sse: scuole, campi sportivi, piscina. ecc.
Oggi è una comunità parrocchiale che, oltre ad avere eccellenti strutture, è piena di fervore e di entusiasmo. Nei quattro giorni della nostra permanenza, una straordinaria folla di gente si è riversata in chiesa per salutare l’Icona pellegrina della Madonna di Pompei.  
Giovedì 23, all’arrivo, il campo sportivo era pieno all’inverosimile, c’erano tutte le associazioni ed i gruppi parrocchiali, con i propri labari e stendardi. Al saluto del parroco, Padre Alfonso Ricci, è seguito quello del sindaco di Villaricca, Avv. Raffaele Topo, che, in segno di devozione ed affidamento alla Madonna, ha voluto offrirLe simbolicamLe Associazioni e i gruppi ecclesiali.ente le chiavi della città, e il saluto del Dott. Michele Schiano di Visconti, sindaco di Qualiano, comune che confina con Villaricca; a presiedere questo primo momento, Mons. Gianfranco Todisco, Vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa, anche lui Missionario Ardorino.
Venerdì 24, la giornata è stata dedicata in maniera speciale ai giovani, con  gli incontri nelle scuole e in chiesa, al mattino e nel primo pomeriggio; e di sera la conclusione con l’entusiasmante e travolgente concerto di don Giosy Cento.  
Sabato 25, la fiumana di fedeli è stata continua, dalle prime ore dell’alba, quando abbiamo dato il “BuonIl Sindaco di Villaricca, Avv. Raffaele Topo.giorno a Maria”, fino a dopo mezzanotte, quando, nella suggestione della notte, abbiamo cantato il “Buonanotte a Maria”. Con grande interesse è stato seguito l’incontro-catechesi con tutte le associazioni sportive, guidato da Mons. Filippo Strofaldi, Vescovo di Ischia, che, con la sua chitarra e i suoi modi semplici e profondi, è riuscito ad affascinare tutti.
A concludere la Missione, con la celebrazione della Messa vespertina della domenica, in una chiesa gremitissima, Mons. Carlo Liberati, Vescovo-Prelato e Delegato Pontificio di Pompei.
Tra gli applausi della folla e i fuochi d’artificio che sembrava non volessero mai finire, l’Icona della Madonna riposta nell’autocappella, prima di partire per Pompei, riceveva l’ultimo commosso canto del “Buonanotte a Maria”, dai  “suoi” figli di Villaricca.  (Autore: Antonio Marrese)
La storia della Parrocchia
Nell’ottobre del 1975, quando si apriva al culto la chiesa di San Pasquale Baylon e la si elevava a Parrocchia, la  zona dove questa era stata ubicata non era che una “landa deserta”, né si pensava mai che un giorno sarebbe diventata - come posizione geografica e come centro abitativo - la cerniera della cittadina di Villaricca che sorge a Nord di Napoli.
Ancor più desolato era il luogo di culto, che consisteva soltanto nelle mura e nei pilastri, elevati al cielo a gareggiare con gli alti pini dell’Alveo dei Camaldoli e le secolari piante di noci che la circondavano; e nient’altro!
Perciò non fu possibile allora, non lo permetteva ” la decenza” dedicare al Signore, quale sua degna dimora, questo edificio.
Ma è proprio vero, che dove sorge un Campanile, questo si circonda, prima o poi, di case e di persone come un richiamo irresistibile.
E diventa, nel tempo, un albero frondoso che offre ombra, frutti e riposo per gli stanchi viandanti.
Così, dunque, in questi primi 25 anni, grazie alla partecipazione generosa di tutti i fedeli, la Chiesa si è arricchita e adornata di opere d’arte di pregio non comune:
- Nel Dicembre del 1976 dell’Altare e dell’Abside.
- Nel 1980 della pavimentazione e della sistemazione del sagrato.
- Nel 1981 del mosaico sovrastante l’altare (opera del Maestro Veroi).
- Nel 1985 delle decorazioni della cupola, (cartoni del Maestro Veroi ed esecuzione del Pittore Biagio Russo).
- Nel 1992 del pavimento in marmo perlato.
- Nel 1995 nasceva un altro luogo di Culto in Villaricca 2: “Oasi di nostra Signora della Speranza”.
- Nel 1998 del monumento in bronzo la Madonna del Tabernacolo (opera del maestro scultore Mario Mendoza)
- Nell’Ottobre 2000 dei disegni a pastello sulle pareti laterali raffiguranti immagini tratte dal Vangelo (opera del Pittore Amleto Sales).
- È di questi giorni la statua lignea di San Pasquale Baylon (opera dello scultore Willy Massner).
In tal modo, avendo acquistato una sua “dignità”, oggi può essere donata al Signore perché ponga la Sua dimora stabile in mezzo a noi.
I fulgori giubilari di queste prime nozze d’argento, che ricadono nell’Anno Santo del Secondo Millennio Cristiano, e questa Solennità della Dedicazione segnano per la storia della nostra Comunità parrocchiale, che nel frattempo dal 1975 al 2000 è passata da 1200 anime a circa 10000, un punto di arrivo ma anche un punto di partenza per nuovi orizzonti di grazia e di crescita nello Spirito Santo.


"2006" La Regina di Pompei si reca a:
Cerignola (FG)

2-5 Marzo 2006 - Duomo: - "SS.mo Crocifisso" - Parroco: Padre Fortunato Grottola
Cerignola, città innamorata della Vergine

La parrocchia dei Padri Cappuccini del SS.mo Crocifisso di Cerignola ha avuto l’onore ed il privilegio di ospitare la Missione Mariana della Vergine del Santo Rosario di Pompei.
La visita della “tutta Bella” ha attirato l’attenzione dell’intera città, dando testimonianza della fedelissima devozione che questa terra Le ha da sempre riservato.
Indescrivibili sono le emozioni che la Madonna ha suscitato in me, è difficile da spiegare con semplici parole quello che l’effige della “Mamma celeste” ha saputo trasmettermi.
Sin dal suo arrivo nel Duomo di Cerignola, la Madonna ha ispirato serenità e protezione come solo una mamma sa fare. “Grandi cose ha fatto in me l’onnipotente e Santo è il suo nome”.
Con queste parole, tratte dal
Magnificat che Maria ha pronunciato quando si è recata nella casa di Elisabetta, oso sintetizzare la sua visita nella mia città e ho inteso quali suoi segnali i vari episodi accaduti durante il Suo soggiorno. Parlando di “Grandi cose” anche la Madonna ha fatto cose che difficilmente avrei pensato potessero verificarsi.
Difatti, è riuscita a richiamare una moltitudine di persone: devoti, credenti, semplici curiosi e persino coloro che, pur credendo in lei e in quel bambino che stringe a sé, non hanno un rapporto costante con la chiesa.
È riuscita, grazie all’ausilio dei suoi devoti servitori perfettamente coordinati da Don Antonio Marrese, responsabile della missione mariana, a far accostare alla Santa messa, al sacramento della confessione e della comunione tante persone che ne erano lontane. Suggestiva ed originale, inoltre, è stata l’idea di dedicare una serata alla liturgia penitenziale per soli uomini.
È riuscita a farmi impugnare dopo tanti anni una coroncina del Santo Rosario e con me tante altre persone hanno “riassaporato” il piacere di recitare la preghiera mariana.
È riuscita a dare la giusta forza al Guardiano del nostro Convento che l’ha ospitata, Padre Fortunato Grottola, per affrontare con rinnovato slancio e superando ogni difficoltà, il suo nuovo mandato di parroco in mezzo a noi. È grazie a Lei che abbiamo conosciuto i suoi “operai”, persone splendide ed estremamente interessanti che ci hanno aiutato a comprendere meglio la devozione mariana e il senso del Rosario; tra i suoi operai non posso esimermi dal ringraziare il Prelato di Pompei, Mons. Carlo Liberati, che con la sua omelia ha dato una scossa vigorosa alle coscienze di ognuno di noi, richiamandoci indirettamente a fare un esame di coscienza e stimolando il nostro senso di responsabilità. La Sua partenza è stata commovente.
Quando il quadro della Madonna è uscito dalla chiesa c’era chi piangeva e chi, facendosi forza, si limitava ad avere gli occhi lucidi. Eppure, vedendo quelle persone in lacrime, mi sono chiesto il perché di tutto ciò e mi sono detto: “Ma la Madonna è ovunque e ci sono raffigurazioni anche nel nostro Convento”. Poi mi sono accorto che io, come la gente che mi circondava, ero particolarmente legato a quella Madonna, a quella effige, alla nostra Mamma che ha il titolo di Beata Vergine del Santo Rosario.
Quando ho accompagnato la Madonna al mezzo che La riportava a Pompei, ho avvertito un senso di distacco, come una separazione verso qualcuno cui tenevo molto.
Ho guardato l’ultima volta il quadro di Maria e mi sono rasserenato, perché so che quella Mamma la rincontrerò. Per ciò che ho avvertito e visto accadere intorno a me posso affermare che realmente “Grandi cose” ha fatto la Beata Vergine di Pompei per noi, ed è veramente “Santo e Grandioso il suo nome”. Ringrazio infine tutti coloro che hanno reso possibile questa visita: il Parroco della comunità del SS. mo Crocifisso, Padre Fortunato Grottola, il Vescovo di Cerignola-Ascoli Satriano, Mons. Felice Di Molfetta, il Vescovo di Pompei, Mons. Carlo Liberati, il responsabile della missione mariana, Don Antonio Marrese; i missionari: Don Rosario Pepe, Don Antonio Pisani, il diacono Domenico Arcaro, le suore, i giovani laici. Presto la nostra comunità ricambierà la visita a Pompei.
(Autore: Gianluca Pignataro)


"2006" La Regina di Pompei si reca a:
Grumo Nevano (NA)

16-19 Marzo 2006 - Santuario: - "Madonna di Calandrino" - Parroco: Don Giuseppe Vitale
Un po' di storia: Grumo Nevano (Na)
Dopo essere stata già ospite della città in passato, l’Icona pellegrina della Madonna del Rosario di Pompei è tornata a far visita alla comunità di Grumo Nevano, dal 16 al 19 marzo scorso.
La Sacra Effige è stata accolta inizialmente presso il Santuario della Madonna di Calandrino dai fedeli e dal parroco, Don Giuseppe Vitale.
Dopo i saluti, l’Icona ha attraversato la città percorrendo Corso Carlo Alberto, Corso Cirillo, Via Pacilio, Via Duca D’Aosta, Piazza Cirillo fino alla stupenda basilica pontificia minore di San Tammaro. Sugli striscioni sistemati sui balconi si leggeva: “Benvenuta a Grumo Nevano”.
Sui volti dei numerosi devoti presenti per offrire il proprio benvenuto alla Madre di Dio erano visibili i segni di una accoglienza calorosa ed affettuosa.
Tutti si sono stretti in un unico abbraccio intorno all’immagine pellegrina della Vergine del Santo Rosario di Pompei.
L’accoglienza del parroco, Don Alfonso d’Errico, è stata di una straordinaria cordialità e, soprattutto, raffinata nella sensibilità pastorale con la quale ha invitato tutti a fare tesoro dell’evento di grazia dovuto alla presenza della sacra Icona: «La Madonna di Pompei visita la nostra città - ha detto - per donare a tutti il Dio della vita, vera speranza che non viene mai meno e ci incoraggia nella Quaresima della nostra vita, a guardare lontano verso gli orizzonti di Dio che è possibile raggiungere solo camminando nei deserti del mondo.
La Madonna ci prenderà tra le sue braccia materne e ci racconterà quell’ annuncio che ha cambiato la sua vita e la vita del mondo. Soltanto la Madonna può riempire il nostro cuore di stupore di fronte a ciò che Dio ha realizzato nella nostra vita.
La Madonna è la nostra ricchezza e la nostra speranza.
Non mancate. Sono giorni di luce e di grazia per dire a tutti che Gesù risorto è la speranza del mondo». Subito dopo, alle 18.30, i fedeli hanno potuto partecipare alla celebrazione eucaristica presieduta da Padre Antonio Smeraldi, missionario trinitario, che ha compiuto sessanta anni di sacerdozio.
Con lui celebravano altri sacerdoti che festeggiavano il venticinquesimo anniversario di ordinazione sacerdotale: Don Salvatore Coviello, Don Michele Verolla, e Don Giuseppe Esposito.
Per quanto brevi, sono stati giorni di grazia, carichi di emozioni e di momenti belli: Gli incontri con le scuole, con le famiglie e le coppie di fidanzati, con gli uomini e con gli ammalati sono stati animati dalle testimonianze dei nostri missionari: Mario, Salvatore, Mimmo, Antonio, Suor Monica, Suor Regina, Don Rosario.
Tanti sono stati gli appuntamenti comunitari e personali guidati e animati da Don Rosario Pepe e Don Francesco Barbato, oltre che dal sottoscritto.
A dare forza all’équipe missionaria pompeiana anche l’incoraggiante presenza del Pastore della Città mariana, Mons. Carlo Liberati, che presieduto la celebrazione eucaristica vespertina di sabato 18 marzo, e di Mons. Pasquale Mocerino, Vicario Generale della Chiesa di Pompei, che ha presieduto la Santa Messa di domenica 19 marzo, alla quale insieme a una straordinaria presenza di uomini e donne di ogni età, hanno partecipato alcuni Cavalieri e Dame dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme appartenenti alle Delegazioni di Pompei e di Aversa.
La Missione Mariana del Rosario si è conclusa con la celebrazione eucaristica presieduta da Don Antonio Marrese.
Al saluto finale attendeva una piazza gremita di gente commossa fino alle lacrime. Tutti hanno, poi, accompagnato in processione la sacra Icona fino alle porte della città, manifestando la propria gioia e la gratitudine per il grande dono ricevuto.
(Autore: Antonio Marrese)


"2006" La Regina di Pompei si reca a:
San Nicandro Garganico (FG)

23/26 marzo 2006 – Parrocchia “S. Maria del Carmine” Parroco Don Giancarlo Borrelli

“Non cuivis homini contigit adire Corinthum” (Non capita a tutti di andare a Corinto), disse Orazio nelle sue Epistulae, e la Chiesa di San Nicandro Garganico, adattando a sé questo antico proverbio, è fiera di proclamare che “non a tutti capita di ricevere l’illustre visita del glorioso Quadro di Pompei”.
Grazie al costante e risoluto impegno del parroco di S. Maria del Carmine, don Giancarlo Borrelli, la città di San Nicandro Garganico, dopo anni di fervida attesa, ha potuto gloriarsi di ospitare una tra le immagini più venerate al mondo della Vergine Maria, giunta direttamente dal Pontificio Santuario di Pompei.  
E ci diremmo ammirati nel pensare ad un provvidenziale premio di fede, ancor più quando ci è detto che si tratta di una peregrinatio concessa in via del tutto straordinaria. ‹‹Non poteva arrivare in un momento migliore, questa prodigiosa immagine››, sono state le parole pronunciate concordemente, se pure nei rispettivi discorsi di benvenuto, dal Vescovo della diocesi di San Severo, Mons. Michele
Seccia, e dal Commissario straordinario del comune, dott. Pasquale Santamaria, all’arrivo del quadro, nel piovoso pomeriggio del 23 marzo, riferendosi ad un momento di prova (la tragedia del pacco-bomba), che ha avuto risonanza nazionale, in cui San Nicandro s’era trovata qualche giorno prima.
Alla cerimonia di accoglienza, sul sagrato della chiesa della Pietà, prospiciente la stessa chiesa del Carmine, erano presenti tutte le autorità cittadine, civili e religiose, oltre ad un nutrito numero di fedeli che hanno sfidato il brutto tempo per dare l’intimo ed esteriore “benvenuto” a Maria. Tra essi, le quattro confraternite con i loro abiti variopinti, delle quali una è titolata proprio al Rosario. È qui che ci viene di scorgere un ennesimo aspetto provvidenziale di questa lusinghiera visita.
Dalla millenaria storia di San Nicandro conosciamo come già nel XVI secolo operava una Congrega del Rosario, che aveva per sedeLa grande partecipazione dei fedeli di San Nicandro Garganico. di culto, con relativo altare e sepoltura per gli aggregati, l’antico convento dei Padri Carmelitani, che nel 1949 farà posto alla Parrocchia del Carmine. Con indubbia certezza, dunque, è in questo luogo che il popolo sannicandrese vide nascere e fiorire il primo germoglio della devozione al Rosario. In questo stesso luogo, agli albori del terzo millennio, la Vergine del Rosario ha voluto ritornare, per mezzo della sua più famosa icona, a rinvigorire il culto e la pratica della più popolare, mistica, portentosa preghiera della cristianità. All’arrivo nella chiesa parrocchiale, è stato recitato il Santo Rosario meditato a cura dello “staff” che ha animato la missione popolare, coordinato da Don Antonio Marrese, con la collaborazione di Don Rosario, don Gennarino, don Salvatore, Suor Maria Aurelia e Suor Maria Lordes, e di quattro ferventi giovani laici, Mimmo, Antonio, Mario ed Olga.
È seguita la S. Messa e, alle 21, una veglia di preghiera. Quindi, alle 22.30, la consueta preghiera notturna officiata durante i mesi mariani anche nel santuario di Pompei, affettuosamente denominata “Buonanotte, Maria”. Il programma della “tre giorni” di permanenza del quadro e della missione popolare, incentrato sulle celebrazioni eucaristiche precedute dal Rosario meditato e sui momenti di preghiera del mattino (“Buongiorno, Maria”), l’Angelus  e la Supplica a mezzogiorno e la preghiera della sera, ha visto numerosi incontri con le famiglie, con i giovani, con le scuole, con gli ammalati, con i gruppi e un’intensa attività di catechesi nei centri d’ascolto della parrocchia.  
La messa vespertina del 24 marzo, presieduta dal Vescovo di Pompei, Mons. Carlo Liberati, e servita dall’Arciconfraternita del Rosario, ha rappresentato un momento unico di testimonianza tangibile della sinergia tra le Chiese locali. Mons. Liberati ha elargito, nella sua edificante omelia, i cardini della teologia mariana tradotti nei più semplici gesti della vita quotidiana di ognuno. Sabato 25 marzo, giorno dell’Annunciazione, ha avuto luogo la messa vespertina pontificale presieduta dal Vescovo di San Severo, Mons. Michele Seccia. Ill Commissario Prefettizio, Dott. Pasquale Santamaria, il Vescovo di San Severo, Mons.Michele Seccia e il parroco don Giancarlo Borelli.
Subito dopo, un concerto-catechesi di don Giosy Cento, per i giovani e anche per i meno giovani: un modo decisamente diverso e innovativo di pregare, nel quale i fedeli che gremivano la chiesa hanno potuto scorgere la gaudiosa versatilità degli insegnamenti evangelici. Memorabile la giornata conclusiva, domenica 26 marzo, in cui ennesimo presagio divino, come ha ricordato anche il parroco Don Giancarlo, è stata l’insolita giornata di sole, preludio di una primavera interiore per la città di San  Nicandro, come se la Vergine avesse davvero penetrato e rischiarato i cuori di una città come tante, particolarmente visitata in quei giorni dall’odio e dal rancore.
La messa del mattino, la supplica a mezzogiorno: partecipate al limite della capienza, nella pur ampia chiesa del Carmine.
Al termine, un saluto fraterno e commovente tra la Parrocchia e il Gruppo missionario che, nella persona di Don Antonio Marrese, si è congratulato per l’accoglienza da parte della comunità parrocchiale sicuramente encomiabile nell’organizzazione  dell’intenso programma pastorale.
“Ci rivedremo a Pompei”! Era l’anelito di tutti per l’ultima preghiera a Maria, nel contemplare la sua materna immagine.
(Autore:  Matteo Vocale)


"2006" La Regina di Pompei si reca a:
Casagiove (CE)

30 marzo - 2 aprile 2006 - Parrocchia: - "Santa Maria della Vittoria" - Parroco: Don Stefano Giaquinto
A Casagiove, una filiale accoglienza alla Vergine del Rosario
Dal 30 marzo al 2 aprile, la comunità parrocchiale di Santa Maria della Vittoria in Casagiove si è mobilitata per ricevere la visita, attesa da tempo, dell’icona pellegrina della Madonna di Pompei.
Ad attenderla, ai confini della parrocchia, c’era tanta gente guidata dall’Arcivescovo di Capua Mons. Bruno Schettino, dal parroco don Stefano Giaquinto e dalle autorità civili e militari. A testimonianza dell’affetto filiale della cittadina casertana, riportiamo quasi integralmente l’indirizzo di saluto del sindaco Vincenzo Melone: «La Città di Casagiove saluta questa splendida esperienza religiosa con viva fede ed entusiasmo.
Siamo tutti particolarmente lieti ed onorati per la presenza in mezzo a noi della prodigiosa effigie della Beata Vergine di Pompei, che illuminerà la strada dei fedeli della nostra città come da sempre illumina la strada dei pellegrini, che si recano in visita al suo Santuario.
Saluto con stima e gratitudine l’Arcivescovo di Capua, Mons. Bruno Schettino, Pastore della nostra diocesi, e il Vescovo di Pompei, Mons. Carlo Liberati.
Un saluto cordiale e fraterno al Parroco di Santa Maria della Vittoria, don Stefano Giaquinto, che ha organizzato questo evento. Un saluto a tutti voi, qui presenti, che avete la fortuna, oggi e nei
prossimi giorni, di vivere sotto lo sguardo amorevole e il sorriso materno della Madonna di Pompei. Casagiove Le dà il suo accorato benvenuto, con spirito cristiano, fervido e devoto. La Sua immagine suscita nel nostro popolo più venerazione di tante altre, sembra quasi una Madonna “Privilegiata”.
Sono rimasto sempre stupito di vedere a Pompei tanti giovani, tanta gente di ogni sesso, età e condizione sociale. Per questo ho pensato molte volte di dare alla Madonna di Pompei il titolo di “Madonna di tutti”. Nelle visite e nei pellegrinaggi che ho fatto al Santuario di Pompei ho capito che dietro questa “eccezionale” Madonna ci sono grandi opere di carità: c’è il Beato Bartolo Longo, un Vescovo, preti, suore e tanti fedeli, tutti innamorati della Vergine Santissima e tutti uniti da quella “catena dolce”, che è il Santo Rosario.
La Madonna di Pompei ce l’offre, ce lo propone, ce lo raccomanda come mezzo semplice ed umile, ma ricco ed efficace di preghiera cristiana... Ricordiamo sempre le parole di Giovanni Paolo II, che ripetutamente invitava a non dimenticare che il Rosario è la nostra preghiera con Maria e la preghiera di Maria con noi, preghiera attraverso cui gli uomini di buona volontà s’impegnano ad essere costruttori e testimoni di Pace.
Da Casagiove dobbiamo chiedere alla Celeste Madre di intercedere per la Pace tra i popoli della nostra amata terra, spesso martoriata da tante guerre e dal terrorismo. Il Beato Bartolo Longo la implorava nella sua meravigliosa “Supplica”, dove chiedeva all’Augusta Regina delle Vittorie “di volgere il suo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa e sul Mondo”...
Sono orgoglioso di essere il Sindaco di una città che oggi è felice perché sa di avere ne

lle proprie case e sopra di sé il sorriso materno della Beata Vergine, alla quale chiede umilmente di sostenere e di portare sollievo nelle famiglie più sfortunate della nostra comunità; di confortare quelle colpite dal lutto per la perdita di qualche loro caro; di sostenere quelle che stanno vivendo il dramma di una grave malattia o ancora persone che lottano ogni giorno con il dramma dell’abbandono e della solitudine; di dare sempre più forza ai fedeli della Parrocchia di Santa Maria della Vittoria, nella certezza che la visita della Madonna di Pompei riverberi su Casagiove e sulla Provincia di Caserta tanta grazia di Dio».
Al termine della processione, nella piazza antistante la chiesa, il Vescovo di Pompei, Mons. Carlo Liberati, ha presieduto la solenne celebrazione Eucaristica.
Particolarmente suggestiva a sera la “Via Crucis” per le vie della parrocchia. In un clima di grande raccoglimento e preghiera tanti si sono uniti per meditare il cammino di Gesù verso il Calvario, accompagnati dalla sofferta e premurosa presenza della Madre. La piccola chiesa parrocchiale ha visto l’alternarsi di grandi e bambini, giovani e adulti, ammalati, fidanzati e coppie di sposi, pellegrinaggi dalle vicine parrocchie e visite private di tanti che non hanno voluto mancare all’appuntamento con la Madre per attingere da lei la forza e il vigore per continuare nel cammino della vera fede.
Sabato sera l’incontro con don Giosy Cento è stato un’autentica esplosione di gioia ed entusiasmo. Nella piazza antistante la chiesa parrocchiale, i giovani e i meno giovani si sono uniti per danzare, cantare, pregare e riflettere. Domenica 2 aprile, a sera, la celebrazione conclusiva presieduta dall’Arcivescovo di Capua Mons. Bruno Schettino, durante la quale non è mancato il ricordo, forte ed intenso, per il primo anniversario della morte dell’indimenticabile Papa Giovanni Paolo II.
Poi, l’ultimo abbraccio a Maria e la partenza per Pompei.
(Autore: Antonio Marrese)


"2006" La Regina di Pompei si reca a:
Cetraro (CS)

22/25 aprile 2006 - Parrocchia: - " Maria SS.ma Addolorata" - Parroco: Don Giovanni Alessi
A Cetraro, una filiale accoglienza alla Vergine del Rosario
Cetraro, cittadina tirrenica della costa calabra, ha vissuto intensamente la presenza dell’icona pellegrina della Madonna del Rosario di Pompei.
La calorosa accoglienza è stata coordinata dal dinamico parroco, Don Giovanni Alessi, che avvalendosi della collaborazione di un comitato di volontari, ha preparato nei minimi dettagli l’iniziativa condivisa e attesa da tutta la comunità.
Nel primo pomeriggio di venerdì 22 aprile, proveniente da Pompei e trasportata da un elicottero della Guardia di Finanza, l’Icona ha raggiunto il grande piazzale antistante l’Ospedale Civile di Cetraro, dove è stata accolta da Mons. Augusto Lauro, Vescovo emerito della diocesi di San Marco Argentano-Scalea, dal personale medico, paramedico e dagli ammalati presenti nel presidio.
Dopo aver sostato per alcune ore nella cappella dell’ospedale, l’Icona è ripartita, attraversando la marina ed il centro cittadino, per poi raggiungere la chiesa parrocchiale “Beata Vergine Maria
Addolorata”, situata nella popolosa contrada di “San Filippo”.
Trasportata sull’Auto-cappella e scortata dalle Forze dell’Ordine di Cetraro, l’icona della Vergine, lungo il percorso ha ricevuto l’omaggio e il saluto di una folla che ha saputo offrire un’ accoglienza veramente regale alla “Regina del Cielo”.
Intorno alle 18.30, è, infatti, arrivata in Piazza del Popolo dove è stata accolta calorosamente dal sindaco, Giuseppe Aieta, che ha donato alla Vergine di Pompei le chiavi della città.
Ai saluti del primo cittadino e di un popolo in festa, è seguita la Santa Messa presieduta da Mons. Domenico Crusco, Vescovo della diocesi di San Marco Argentano- Scalea.
Il Presule ha sottolineato l’importanza del grande evento per Cetraro e per l’intera zona pastorale. Subito dopo, l’immagine della Madonna, accompagnata da un corteo di auto ha raggiunto la chiesa parrocchiale.
Più tardi, alle 22.00, ha avuto inizio l’Adorazione eucaristica, che è proseguita per tutta la notte, fino alle 7.00 del mattina.
In tantissimi si sono alternati nell’animazione della preghiera, sostando a lungo davanti all’ostensorio che offriva all’adorazione Gesù-Eucaristia.
La Missione Mariana del Rosario è continuata con diversi momenti di preghiera e di riflessione: il “Buongiorno a Maria”, ogni mattina, le celebrazioni eucaristiche, gli incontri con gli ammalati e gli anziani, la Via Crucis e la recita del Santo Rosario meditato.
Una significativa celebrazione eucaristica per le famiglie è stata presieduta da Mons. Salvatore Nunnari, Arcivescovo di Cosenza, e animata dal coro di Bonifati.
Così come una particolare liturgia penitenziale ha visto protagonisti soli gli uomini per favorire la loro partecipazione che è stata davvero notevole.
Tra i momenti fortemente partecipati la missione ha proposto anche il saluto del “Buonanotte, Maria”.
Particolare risonanza ha avuto la “Giornata dei Giovani” invitati all’Eucaristia, presieduta da Mons. Antonio Cantisani, Arcivescovo emerito di Catanzaro e al concerto di don Giosy Cento tenutosi presso la colonia San Benedetto a Cetraro Marina. Per tutta la missione la chiesa è rimasta aperta giorno e notte.
I fedeli si sono alternati nella preghiera, aiutati anche da un perfetto servizio d’ordine e dalle tante navette messe a disposizione dall’amministrazione comunale, che dalla marina a contrada San Filippo hanno trasportato i fedeli che lo desideravano.
Il 25 aprile, ultimo giorno di permanenza del Quadro della Madonna a Cetraro, è stato, infine, caratterizzato dalla celebrazione presieduta da Mons. Carlo Liberati, Vescovo di Pompei, che al termine ha benedetto l’edicola votiva in onore della Vergine del Rosario a ricordo della missione mariana.
Al termine, don Giovanni Alessi ha salutato con grande commozione, a nome di tutti i suoi parrocchiani, l’Icona pellegrina che è ripartita alla volta di Pompei accompagnata da un lungo corteo di auto e dal saluto di tanti che, ancora una volta, si sono accodati lungo il percorso di rientro, per un ultimo caloroso saluto.
(Autore: Antonio Marrese)


"2006" La Regina di Pompei si reca a:
Penta (SA)

26/27 aprile 2006 – Parrocchia “San Bartolomeo Apostolo” - Parroco: Don Antonio Pisani

A Penta, una filiale accoglienza alla Vergine del Rosario
A circa quattro anni dall’ultima visita, seppure per poco tempo, la comunità di Penta ha accolto per la seconda volta l’icona della Beata Vergine del Rosario di Pompei.  
Questa volta la breve Missione Mariana si è inserita nel contesto della celebrazione dei 900 anni di fondazione della monumentale chiesa parrocchiale di San Bartolomeo Apostolo, custode e testimone della fede di intere generazioni di pentani e così fortemente cara alla memoria della popolazione locale. Il tempio, che in realtà fa parte di un complesso monumentale, sito in Penta, frazione del Comune di Fisciano (SA), è un antico Convento fondato nel 1239. La chiesa custodisce affreschi di pregiata fattura. Fra questi vi è un quadro della Madonna di Montevergine  (1753).
La volta reca al centro un pregiato tavolato raffigurante l’Apoteosi dell’Ordine Benedettino, opera del grande pittore salernitano del ’700, Michele Ricciardi, nativo di Penta. L’organo, spostato sulla porta d’ingresso della chiesa dell’altare maggiore, è un’opera monumentale del 1746, con canne e rilievi dorati e lavorati, recante ancora al suo interno il nome del fabbricante (Tomas De Martino Neapolitanis). Notevoli in questa chiesa sono i rifacimenti d’epoca barocca (1600), ormai quasi definitivamente compromessi, insieme all’organo, dopo il sisma e venti anni di intemperie. La monumentale chiesa è stata riaperta al culto, dopo un lungo periodo di chiusura in seguito al terremoto del 1980, l’8 agosto 2000.
L’attesa dell’Icona pompeiana ha assunto un significato e una valenza ancora maggiori per i
parrocchiani di San Bartolomeo, impegnati con tutta la comunità diocesana nella celebrazione dell’Anno del Sacerdozio, istituito da Mons. Gerardo Pierro, Arcivescovo di Salerno, Campagna e Acerno. Particolari tappe di questo cammino sono state la celebrazione, alla presenza di Mons. Gerardo Pierro, del decimo anniversario di ordinazione e di ministero di parroco di don Antonio Pisani il 4 maggio e alla successiva ordinazione presbiterale del diacono don Luigi Aversa. Le due giornate mariane sono state caratterizzate da alcuni momenti di intensa preghiera e di spiritualità eucaristica. L’ingresso in città dell’icona della Madonna pellegrina di Pompei è avvenuto nel tardo pomeriggio del 26 aprile. Ad accoglierla il parroco, don Antonio Pisani, il  vicario parrocchiale, don Antonio Santoro, don Alvaro Naddeo, parroco di Giovi, don Aniello Del Regno, parroco di Borgo di Montoro, il consigliere provinciale  Il parroco, don Antonio Pisani intervistato da un’emittente locale presso l’edicola in onore della Madonna e del Beato Bartolo Longo, inaugurata per l'occasione.Tommaso Amabile e un numerosissimo e devoto popolo. Lungo il percorso, all’altezza di Largo Bartolo Longo, il  Vicario Generale della Chiesa di Pompei, Mons. Pasquale Mocerino, che ha accompagnato l’Icona insieme al responsabile della missione, don Antonio Marrese, e ad alcuni membri dell’équipe missionaria, ha benedetto un’edicola dedicata alla Madonna di Pompei e al Beato Bartolo Longo. Al termine della processione, Mons. Mocerino ha presieduto una solenne Eucaristia, nella quale ha sottolineato la  profonda esemplarità di fede e di azione della Vergine Santa e del Beato fondatore del Santuario di Pompei, proposti come straordinari testimoni del  Risorto. La chiesa parrocchiale di San Bartolomeo è stata aperta ai fedeli per tutta la notte di mercoledì 26 aprile per una «notte bianca» di preghiera, animata, soprattutto, da una significativa presenza dei giovani, chiamati a spendere parte del loro tempo nel fare “compagnia” alla Madre del Signore. Nel pomeriggio di giovedì 27, dopo un’intensa mattinata di preghiera, l’Icona è stata accompagnata a Salerno nella cui cattedrale era attesa per una nuova missione mariana. (Autore: Antonio Marrese)


"2006" La Regina di Pompei si reca a:
Salerno (SA)

27/30 aprile 2006 – Cattedrale “San Matteo e San Gregorio” - Parroco: Don Antonio Quaranta
Salerno si consacra alla Vergine nella Cattedrale dedicata a San Matteo
Dal 27 al 30 aprile l’Icona pellegrina della Madonna di Pompei ci conduce a Salerno. Per il bel capoluogo di provincia la visita della Vergine del Rosario è un grande ritorno. Durante la missione mariana del 1948 la città aveva già ospitato la sacra immagine.
Ad accogliere l’arrivo della Madonna in piazza Amendola, proprio presso la lapide eretta nell’Anno Santo, l’8 dicembre del 1950, che ricordava la prima visita, c’è la città nelle sue diverse componenti: il popolo, le autorità, il clero, i religiosi e le religiose e l’Arcivescovo Metropolita, Mons. Gerardo Pierro.
Dopo un primo saluto da parte del Presidente diocesano di Azione Cattolica, Dott. Giuseppe Pantuliano, che a nome dei fedeli laici sottolinea l’importanza del momento invitando tutti a fare tesoro del dono della presenza dell’Icona, veri giorni di grazia per l’intera comunità ecclesiale, è
l’Arcivescovo a ricordare all’intera diocesi che «Salerno è città dal cuore mariano, che già in passato aveva un analogo momento e che ora più che mai i suoi fedeli hanno bisogno della presenza di Maria». Al termine della preghiera è iniziata la processione che ha raggiunto la cattedrale della città, dove Mons. Pierro ha presieduto una solenne Concelebrazione Eucaristica.
Nell’omelia, il Pastore salernitano ha pronunciato parole accorate, commosse, e profonde, che ancora risuonano forte nel nostro cuore: «Vieni o Madre e visita Salerno, la tua Salerno. Assisti i piccoli, guida ed illumina i giovani, veglia sulle famiglie, dona conforto agli anziani sofferenti, custodisci i nostri seminaristi, benedici il nostro clero, vieni nelle nostre case, abbiamo bisogno di te, siamo figli bisognosi di una madre, tu sola puoi proteggerci, abbiamo bisogno di te».
Per tutti i giorni della missione la stupenda e monumentale cattedrale, che conserva la tomba dell’apostolo San Matteo e del grande pontefice Gregorio VII, vero capolavoro d’arte, ha visto un alternarsi di momenti di preghiera personale e comunitaria, celebrazioni liturgiche e confessioni. Una fiumana di persone ha inondato letteralmente la cattedrale: tanti figli che hanno voluto essere accanto alla più tenera delle Madri.
I momenti più importanti dell’intera missione sono stati trasmessi in diretta e in differita dalla televisione diocesana, che abbraccia il territorio della grande diocesi di Salerno ed oltre, in modo da permettere a tutti di unirsi spiritualmente in preghiera, particolarmente agli anziani e agli ammalati e a quanti non hanno avuto la possibilità di parteciparvi personalmente.
Particolarmente densi di significato alcuni incontri specifici di preghiera. Venerdì, giornata di preghiera dedicata alle vocazioni, con a sera, la solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da Monsignor Claudio Raimondo, rettore del seminario metropolitano e con la partecipazione di tutti i seminaristi. Sabato, la preghiera e la riflessione sono tutte per la famiglia.
A sera, il Vicario Generale della diocesi, Mons. Marcello De Maio ha presieduto la solenne Celebrazione Eucaristica, che ha visto la partecipazione di decine di famiglie, che hanno voluto affidarsi alla potente intercessione della Regina della Famiglia.
Il momento di animazione e di preghiera per i giovani è stato guidato dal cantautore Don Mimmo Iervolino che, attraverso un percorso fatto di canti e di esperienze di vita, ci ha fatto scoprire l’importanza del canto e come esso ci aiuti sempre più a lodare Dio.
A concludere la missione, domenica sera, la Celebrazione Eucaristica presieduta da Mons. Carlo Liberati, Delegato Pontificio di Pompei. Nell’omelia, il Presule ha sottolineato il profondo legame mariano che unisce Salerno a Pompei, incoraggiando la comunità salernitana ad affidarsi sempre di più alla Vergine riscoprendo sempre più la preghiera del Rosario, quale preghiera una cattedrale gremita come non mai, l’ultimo commosso saluto del parroco, Don Antonio Quaranta, che ha organizzato con grande cura l’intera missione. Al termine, accompagnata da un lungo, grande ed interminabile applauso, l’Icona della Madonna si è avviata verso l’uscita della cattedrale per fare ritorno a Pompei. Centinaia e centinaia di persone, sono accorse a salutarla per l’ultima volta.
Il loro applauso e le loro preghiere vogliono quasi allungare il tempo della sua permanenza.
Ancora una volta la Regina delle Vittorie infonde nei cuori amore e commozione e continua in maniera misteriosa ad attirare a sé i cuori.
(Autore: Don Antonio Marrese)


"2006" La Regina di Pompei si reca a:
Casalnuovo Monterotaro (FG)

8/11 giugno 2006 – Parrocchia: “Madonna della Rocca” - Parroco: Mons. Domenico D'Avella
Casalnuovo Monterotaro è un piccolo paese della provincia di Foggia, duramente provato dal terremoto del 31 ottobre 2002, che ha accolto la Missione Mariana del Rosario dall’8 all’11 giugno 2006.
Alla presenza del Vescovo di Lucera-Troia, Mons. Francesco Zerrillo, e del Comandante dei Carabinieri, Leonardo Lauriola, il Sindaco, Pasquale De Vita, ispirandosi all’insegnamento del suo illustre concittadino, il Cardinale Pietro Parente, ha salutato l’icona con le parole “Ave, Madonna nostra!”.
L’evento è stato organizzato anche per festeggiare il 50° anniversario di sacerdozio del parroco, Monsignor Domenico D’Avella, che in tutti questi anni di fedele servizio al Signore, ha donato la vita
per guidare il suo piccolo gregge. Tutte le celebrazioni sono state animate dall’ottima Schola Cantorum.
Un gran numero di portatori, con grinta e rispetto, si sono alternati con onore al trasporto del Quadro.
Nei giorni della Missione, i muratori hanno sospeso i lavori nei cantieri ed hanno ripulito le strade, cercando di abbellire il percorso, anche grazie alla collaborazione dei dipendenti comunali, dei volontari del servizio civile e dei semplici cittadini.
Tutte le strade erano addobbate con vasi di fiori e lenzuola bianche. Dappertutto si respirava un silenzio particolare, come quando nevica, come quel giorno d’estate, nel ’400, in cui la Madonna fece nevicare proprio nel luogo in cui oggi sorge la Chiesa della Madonna della Rocca, protettrice della città.
Anche allora i Casalnovesi erano reduci dal terremoto che devastò definitivamente l’abitato di “Mons Rotarus” e la Madonna, in cambio di protezione, ordinò in sogno di costruire la Chiesa a lei dedicata. Nel ringraziare Mons. Liberati e tutta l’équipe missionaria, il Sindaco si è augurato che anche adesso i Casalnovesi obbediscano alla Madonna facendo sempre del bene al prossimo.
(Autori: Antonio Marrese e Ivan Licino)


"2006" La Regina di Pompei si reca a:
Ostia (ROMA)

16/18 giugno 2006 – Parrocchia: “Regina Pacis” - Parroco: Padre Ludovico Barbangelo

È stata la Confraternita dei Cavalieri di Anco Marzio, assieme al parroco della chiesa “Regina Pacis”, Padre Ludovico Barbangelo, ad organizzare la Missione Mariana del Rosario svoltasi, dal 16 al 18 giugno, ad Ostia.
Dopo il discorsoOstia (Roma). I fedeli, davanti alla parrocchia “Regina Pacis”, accolgono la Madonna
di Pompei. di saluto da parte del presidente della Confraternita, il Cavalier Fabrizio Spadoni, c’è stata la solenne Concelebrazione Eucaristica, presieduta dal Vescovo ausiliare di Roma, Mons. Rino Fisichella.
Nei tre giorni di missione, si sono susseguiti, a cura dell’équipe missionaria, composta da sacerdoti, laici e religiose, incontri con gli ammalati, con gli anziani, con i giovani, con i bambini e con gli adulti, tutti ricchi di spiritualità e di significativi spunti di riflessione.
Molto seguita la recita della Supplica, svoltasi alle ore 12.00. Nella giornata di domenica numerosissimi sono stati i fedeli romani che hanno affollato la parrocchia “Regina Pacis” per partecipare alle varie celebrazioni che si sono susseguite.
Dopo la solenne Concelebrazione Eucaristica, presieduta da Mons. Carlo Liberati, Vescovo-Prelato e Delegato Pontificio di Pompei, ha avuto luogo la processione per le vie della città, seguita da moltissime persone, raccolte in preghiera dietro la venerata Icona.
(Autori: Antonio Marrese e Ivan Licino)


"2006" La Regina di Pompei si reca a:
Praiano (SA)

19/20 giugno 2006 – Parrocchia “San Gennaro” Parroco: Don Pio Bozza

La breve ma intensa visita dell’Icona della Madonna di Pompei nella comunità di San Gennaro in Praiano, piccolo comune dell’incantevole Costiera Amalfitana, dal 19 al 20 giugno, è stato un ulteriore segno di predilezione e di vicinanza, della Madre verso quei figli che tanto la venerano e la amano.
Il Quadro era già stato, circa quattro anni fa a Praiano; ora vi è tornato per appena ventiquattro
ore, che hanno visto l’interaPraiano (SA). La processione del quadro della Vergine nella splendida cittadina salernitana. comunità, guidata da don Pio Bozza, stringersi attorno alla Madre in un impareggiabile spettacolo di fede.
La preghiera, le celebrazioni, le catechesi, il rosario continuo per tutta la notte, sono stati solo alcuni dei tanti segni della fede sincera e schietta di quella gente.
Ad accompagnare l’icona ed a presiedere la celebrazione iniziale, il Vescovo di Pompei, Mons. Carlo Liberati, che ha spronato la gente ad affidarsi “alla più tenera fra le Madri”.  La celebrazione conclusiva è stata presieduta da Mons. Orazio Soricelli, Arcivescovo di Amalfi-Cava, che ha voluto ringraziare il Santuario di Pompei, il Prelato e l’intera équipe missionaria per il dono della presenza dell’icona della Madonna e ha sottolineato l’importanza della devozione mariana e della preghiera del Rosario.  (Autori: Antonio Marrese e Ivan Licino)


"2006" La Regina di Pompei si reca a:
San Cipriano d'Aversa (CE)

24/27 Giugno 2006  – Parrocchia “Santa Croce” Parroco Don Carmine Schiavone

Una piazza gremita di gente ha accolto l’icona della Vergine del Rosario di Pompei a San Cipriano d’Aversa (CE). Tanti bambini, vestiti di bianco, hanno salutato la Vergine gridando: “Evviva la nostra mamma!” mentre la banda festosa accompagnava il popolo nei canti popolari mariani.
Dopo il commosso saluto del Sindaco e il benvenuto dei parroci, ci si è avviati in processione verso la parrocchia di Santa Croce, dove l’icona della Vergine ha sostato, dal 24 al 27 giugno. E non è rimasta mai sola. San Cipriano d’Aversa (CE). L’arrivo dell’Icona tra la popolazione casertana festante.

La Missione è stata voluta dal giovane Vicario parrocchiale, Don Carmine Schiavone, per festeggiare il 40° anniversario di sacerdozio del parroco, don Sebastiano Paolella, devotissimo della Vergine.
Una Missione del tutto straordinaria e, come ha più volte precisato Don Antonio Marrese, “voluta dalla Madonna stessa” per infondere, attraverso i vari momenti del programma, semi di pace, speranza, gioia e letizia.
Profondi, poi, sono stati i momenti di preghiera particolari per le famiglie e le coppie di fidanzati, mentre un’adorazione vocazionale all’aperto, guidata da Don Giosy Cento, ha coinvolto i giovani che hanno affollato l’ampio sagrato e le strade antistanti la chiesa parrocchiale.
Inoltre, i missionari hanno visitato i volti e le membra sofferenti dei tanti ammalati costretti a letto portando l’Eucaristia, il conforto e la vicinanza della Chiesa a coloro che soffrono così come Maria soffrì ai piedi della croce.  
La Messa vespertina del 25 giugno, presieduta da Mons. Carlo Liberati, Vescovo di Pompei, ha rappresentato un momento unico di testimonianza tangibile di sinergia tra le Chiese locali. I giorni della missione sono scanditi dalle preghiere del Rosario, del “Buongiorno, Maria”, dell’Angelus e del “Buonanotte, Maria” fino all’ultimo giorno con la Santa Messa presieduta dal Vescovo di Aversa, Mons. Mario Milano.  
(Autori: Antonio Marrese e Ivan Licino)


"2006" La Regina di Pompei si reca a:
Toronto (Canada)

10/20 Luglio 2006 – Parrocchie “Varie" - Parroco: Padre Vito Marziliano

È con grande gioia e forte emozione che i fedeli di Toronto e di Montreal attendono l’arrivo del quadro della Beatissima Vergine di Pompei.
È l’arrivo della Mamma nella casa dei figli radunati come nel Cenacolo, per ricevere da Lei il confortevole: Blason Ville a Toronto (Ontario).  la pace, l’amore e la forza di continuare il cammino, sorretti dalla forza dello Spirito, nella sequela del Figlio.  
Una piccola riflessione nata da un gruppo di giovani canadesi, in cammino verso la Giornata Mondiale della Gioventù in Germania l’anno scorso, fermatisi ed accolti con grande ospitalità presso la dimora della Sacra Icona, ora diventa una realtà che toccherà il cuore e lo spirito di tanti devoti della Vergine Santa residenti in Canada.  
Non c’è famiglia italiana residente in Canada che non abbia in qualche modo un’immagine della Madonna di Pompei  nella propria casa.
O un quadro sui muri, o un’immagine sacra nel libro di preghiera, o una medaglia devotamente appesa al collo... ovunque troneggia Maria, che con il Divin Figliolo effondono sulla Chiesa l’amore del cielo.
Chiedendo ad alcuni devoti di Torontoil loro pensiero sull’arrivo della Santa Icona, ecco come una giovane donna riassume in poche parole ciò che le lacrime  non permettevano ad altri di poter esprimere: “Fede, devozione, entusiasmo e gioia hanno toccato il cuore delle nostre comunità nell’accogliere l’invito  ad ospitare la sacra immagine della Regina del Santo Rosario di Pompei.

Siamo in attesa e in preghiera, affinché questo sacro evento rafforzi la nostra fede, nell’amore e nell’unità cristiana”.
Con questi ed altri sentimenti ci uniamo tutti fiduciosi nell’attesa. I giovani musicFile:Toronto Flag.svgisti di Pompei recheranno a questo evento il tocco artistico della loro presenza.
Vi aspettiamo con grande gioia.  
Invitiamo I fedeli di Toronto e di Montreal a mettersi in contatto con le varie parrocchie per conoscere gli orari delle celebrazioni.  
Rimanendo in attesa dell’arrivo, salutiamo calorosamente tutti i devoti della Vergine Santa dandoci appuntamento a Toronto e a Montreal. (Per il Comitato Organizzatore: Padre Vito Marziliano)
Il Programma della Missione
Lunedì 10 luglio:  Arrivo e accoglienza nella Parrocchia di  Tutti i Santi a Toronto All Saints’ Church 1415 Royal York Rd. Etobicoke, Ontario M9P 3A7 Tel. (416) 244-3066
Martedì 11 luglio:   St. Margaret Mary Church, in Woodbridge St. Margaret Mary Church 8500 Islington Ave.
Woodbridge, Ontario L4L 1X4 Tel. (905) 851-2661
Mercoledì 12 e Giovedi 13 luglio  (da mezzogiorno a mezzogiorno) Parrocchia Madre dei Cristiani Montreal, Quebec  Tel. (514) 365-2830 father@madredeicristiani.org
Venerdì 14 luglio:   St. David, Maple St. David’s Church 2601 Major Mackenzie Drive Maple, Ontario L6A 1C6 Tel. (905) 832-6524
Sabato 15 Domenica 16 luglio:  All Saints’ Church, in Etobicoke All Saints’ Church 1415  Royal York Rd., Etobicoke, Ontario M9P 3A7 Tel. (416) 244-3066
Lunedì 17 luglio:   Epiphany of Our Lord, Scarborough Epiphany of Our Lord Church 3200 Pharmacy Ave., Scarborough, Ontario M1W 3J5 Tel. (416) 499-2196
Martedì 18 luglio:   St. Paschal Baylon Church, Thornhill St. Paschal Baylon Church 92 Steeles Ave.,  Westo Thornhill, Ontario L4J 1A1 Tel. (905) 889-7867
Mercoledì 19 luglio:  All Saint’s Church in Etobicoke  Chiusura della Missione con la Supplica a mezzogiorno  e partenza del Quadro.
La Missione Mariana a Toronto e MontrealL'assemblea dei fedeli nella parrocchia “Madre dei Cristiani” di Montreal, nel Quebec.
In Canada la Vergine si fa strada nei cuori dei fedeli
Dal 10 al 20 luglio  l’icona della Madonna Pellegrina ha visitato sei parrocchie del grande Paese nordamericano, incontrando migliaia e migliaia di persone.
Anche nel 2006, la Vergine del Santo Rosario di Pompei ha continuato il suo viaggio attorno al mondo per incontrare i suoi figli partiti dall’Italia con nel cuore un amore immenso per la Madre che in tutti i luoghi della terra dove sono giunti hanno coltivato e trasmesso alle generazioni successive.
Sono stati proprio gli emigranti italiani, nel corso degli anni, a fondare, in varie città del Nord e del Sud America, dell’Australia e dell’EurLa processione iniziale nella parrocchia “St. Margaret Mary” di Woodbridge, nello stato dell’Ontario.opa, chiese, cappelle, associazioni, congreghe e scuole dedicate alla Madonna di Pompei.
Dopo il viaggio dello scorso novembre in Australia, infatti, dal 10 al 20 luglio, l’equipe missionaria del Santuario di Pompei, presieduta dal Vescovo - Prelato, Mons. Carlo Liberati, si è recata, assieme all’icona della Madonna Pellegrina, in Canada, per incontrare  migliaia e migliaia di nostri connazionali che, nel corso degli anni, vi si sono stabiliti. La missione ha interessato le regioni del Quebec e dell’Ontario.
La delegazione, diretta da don Antonio Marrese, delegato per la Missione Mariana del Rosario, era formata da don Gennaro Celardo, sacerdote del santuario; don Giovanni Russo, incaricato della Pastorale Giovanile; Giuseppe Esposito, missionario ardorino; Suor Maria Teresa Angela Menye e Suor Maria Petacia Caayohan, Suore Domenicane Figlie del Santo Rosario di Pompei; Domenico Romano, segretario della Missione, e sette giovani diLa Celebrazione Eucaristica nella parrocchia “St. David” di Maple nell’Ontario. Pompei che avevano già partecipato a missioni in Italia: Enrico Cavallaro, Olga Cesarano, Giuseppe Di Martino, Errico Giordano, Dora Iaccarino, Antonio Mingolla e
Antonio Vigilia, che con la loro freschezza e convinzione hanno comunicato ai coetanei canadesi la gioia di essere credenti e la modernità della preghiera del Rosario. Con grande gioia sono giunti nel paese nordamericano dove trepidante era l’attesa della Madonna Pellegrina da parte di tutti coloro che Le sono profondamente devoti. Molti, infatti, gli italiani emigrati in Canada che, nonostante la distanza, sono rimasti legati alla Vergine di Pompei.
Il 10 luglio, la delegazione pompeiana è stata accolta nella parrocchia “All Saints” di Etobicoke, vicino Toronto, da una folla festante. In centinaia attendevano il quadro, immersi in un’ atmosfera di profonda commozione. All’arrivo, un minuto di silenzio ha lasciato spazio all’enorme gioia che traboccava dal cuore dei fedeli. A dare il I fedeli della parrocchia “Epiphany of our Lord” di Scarborough.benvenuto al Vescovo Liberati e a tutta l’équipe missionaria, don Vito Marziliano, coordinatore del Comitato Organizzativo in Canada.
Nel pomeriggio l’Icona è stata trasferita nella parrocchia di “St. Margaret Mary”, a Woodbridge, dove è rimasta esposta per l’intera giornata dell’11. Nella stessa giornata, Mons. Liberati è stato ospite di tre emittenti radiofoniche, una locale e due nazionali, per rispondere alle diverse domande sul Santuario, sulla missione mariana e sulle opere di carità pompeiane: Radio Maria, che, alle ore 12.00, ha trasmesso la Supplica, guidata da don Antonio Marrese; Radio Teopoli (locale di Toronto) e Radio CHIN (nazionale). In serata, numerosi fedeli sono accorsi dalle parrocchie e dai quartieri vicini per salutare la Madonna e partecipare alla Santa Messa, presieduta da Mons. Liberati, e alla recita del Santo Rosario.
La giornata si è conclusa con un ricco buffet all’aperto, al quale hanno partecipato tutte le persone che gremivano le strade. La delegazione missionaria pompeiana ha donato un quadro e una targa alla comunità visitata, come ha fatto con tutte le altre. Nei giorni successivi, la ‘peregrinatio’ ha fatto tappa nella parrocchia “Madre dei Cristiani”, di Montreal, dove la Madonna è stata presente da mezzogiorno di mercoledì 12 a mezzogiorno diAssieme alla Delegazione pompeiana, da destra, Don Vito Marziliano e i coniugi Giuseppe e Pina Zacchilli della parrocchia giovedì 13.
Insieme all’équipe missionaria erano presenti anche trenta giovani della parrocchia “All Saints”, che hanno voluto accompagnare con un gesto d’amore la Madonna nel pullman per animare le celebrazioni durante tutta la giornata. Venerdì 14, l’Icona è stata portata a Maple, nella parrocchia “St. David”, un arrivo caratterizzato da alcuni momenti di intensa preghiera e di spiritualità eucaristica. Toccante l’incontro svoltosi, sabato 15 luglio, a “Villa Colombo”, una casa per anziani, dove circa mille persone tra ospiti e personale, con grande commozione, hanno accolto l’icona pellegrina. Un momento di immensa gioia, non semplice da tradurre in parole.
La recita del Rosario e della Supplica, il passaggio attraverso le camere e le corsie degli ospiti, i giovani missionari che distribuivano a tutti un’immagine della Madonna, un crocifisso, ma anche tante carezze a coloro che hanno segnato la prima generazione dei nostri connazionali in Canada e che oggi, costretti dalla malattia o dall’età, vivono immersi nei ricordi di giorni lontani, come quello di un passaggio a Pompei, di un incontro con Maria, di una devozione forte tramandatagli dai propri genitori, hanno scandito le ore di questa emozionante visita. Il vescovo ha avuto per tutti una parola di speranza, una carezza e un abbraccio.
E dalle parole di Padre Vito Marziliano, del Comitato Organizzatore, traspare l’immensa gioia di chi ha  tanto atteso questo momento: “È con grande emozione che i fedeli di Toronto e Montreal hanno atteso l’arrivo del L’incontro a “Villa Colombo”quadro della Vergine di Pompei. La venuta di questa Icona è stata davvero un segno di Grazia, espressione dell’amore di quel Dio che li ama e della Madre che è sempre accanto a loro. È l’arrivo della Mamma nella casa dei figli radunati come nel Cenacolo, per ricevere da Lei il conforto, la pace, l’amore e la forza di continuare il cammino, sorretti dalla forza dello Spirito, nella sequela del Figlio.
Non c’è famiglia italiana residente in Canada che non abbia una qualche immagine della Madonna di Pompei nella propria casa. Ovunque troneggia Maria, che assieme a suo figlio Gesù dispensa le sue grazie”. Durante la missione, da ogni parte, la gente è accorsa per pregare ai piedi dell’Icona pellegrina e per ringraziare la Madonna delle grazie ricevute. Il cammino con Maria, in Canada, è stato ricco di momenti belli e toccanti e, come ha affermato don Antonio Marrese, Responsabile della Missione Mariana del Rosario: “La Madonna si è fatta strada da sola, è stata lei stessa la promotrice di questo grande evento”. Il pellegrinaggio nelle diverse comunità parrocchiali, come da programma, è proseguito, poi, in un crescendo di affluenza nelle parrocchie “Epiphany of our Lord” di Scarborough, e “St. Paschal Baylon” di Thornhill.
Continuamente il Vescovo, i sacerdoti e i giovani laici missionari hanno raccolto dal cuore della gente confidenze e ricordi, spesso accompagnate da lacrime di commozione. E continuamente i fedeli raccontavano di essere stati aLa Vergine di Pompei nella parrocchia di “St. Paschal Baylon” di Thornhill. Pompei in un passato a volte anche molto lontano, o di essersi recati dalla Madonna per affidarsi a Lei prima di lasciare la patria e trasferirsi in Canada. Molti, invece, leggendo la rivista del Santuario, già conoscevano i volti di chi ha portato loro l’Icona della tanto amata Vergine del Rosario e con entusiasmo hanno confidato di aver ricevuto grazie. Anche tra i canadesi che non hanno origine italiana l’interesse per l’arrivo della Madonna è stato altissimo.
Nei primi due giorni, ben cinquecento famiglie hanno chiesto di potersi abbonare alla rivista del Santuario, aggiungendosi, così, ai quattromila canadesi che già la ricevono regolarmente. Tra i fedeli, molti gli ex-alunni delle Opere di carità pompeiane, accorsi a salutare la loro Madonna e a ricordare l’amore con il quale in tenera età sono stati accolti a Pompei. Il 20 luglio, giorno  della partenza, nessuno voleva più andare via, tanto era stato il calore con cui la Madonna è stata accolta. I fedeli di Toronto hanno promesso di venire presto in Italia per rivedere la Vergine del Rosario ed esprimerle ancora una volta il proprio amore e la propria devozione.
Mercoledì 20 settembre, infatti, sono stati a Pompei, accolti da Mons. Liberati e da  tutta l’equipe missionaria. “Dopo una trepidante attesa, siamo giunti qui a Pompei ai piedi della Vergine. Siamo in 38, ma abbiamo portato alla Madonna le richieste e le preghiere di quanti non hanno potuto condividere con noi la gioia di essere qui”.
È don Vito Marziliano a farsi portavoce delle emozioni dei fedeli italo-canadesi che, con lui, hanno condiviso questo lungo cammino alla luce di Maria.  (Autore: Antonio Marrese)
Il saluto di Mons. Carlo Liberati
Attraverso le pagine della nostra rivista, il Vescovo di Pompei, Mons. Carlo Liberati, vuoErzbischof Carlo Liberatile salutare ancora una volta i fedeli canadesi ed esprimere nuovamente loro la sua vicinanza ed il suo profondo affetto. Cari fratelli di Toronto e Montreal, è con grande gioia che mi rivolgo voi, con ancora negli occhi e nel cuore le immagini della recente visita della Madonna di Pompei nel vostro grande e bel Paese. Come vi ho già detto durante la Missione, noi siamo venuti perché vi vogliamo bene, voi siete la parte migliore dell’Italia. Anche se avete dovuto abbandonare la Patria per diversi motivi, siete la testimonianza dell’Italia dei buoni e vi amiamo  anche se siamo lontani. Siamo venuti per testimoniare che il Rosario è strumento di evangelizzazione   che avviene attraverso la meditazione dei misteri del Rosario e la contemplazione del volto di Cristo.
I cristiani devono avere speranza, perché Maria è sempre pronta a porgere loro la mano nei momenti di sconforto, di fatica e di sofferenza. Acclamando e venerando Maria ci diamo la forza per amare ancora di più il Signore. Non doveteL’arrivo dell’Icona nella parrocchia “All Saints” di Etobicoke, vicino Toronto. mai sentirvi soli, perché la Chiesa è comunione nell’amore di Dio e della Madonna, è comunione nella Grazia, perché la Chiesa è sempre comunità. Un cristiano non si deve mai sentire isolato o solo nel mondo, perché vivendo in grazia di Dio portiamo sempre con noi la Santissima Trinità e la Grazia santificante che ci è stata meritata dalla morte e risurrezione del Signore, che è vivo in mezzo a noi. Basta che ci rivolgiamo a Lui attraverso un pensiero, una preghiera, un atto di amore e Gesù, la Madonna e tutti i santi ci rispondono subito. Ricordatevi sempre che abbiamo una Mamma in cielo che ci prende per mano nel cammino della vita e ci porta al Signore. Questo suo prenderci per mano è più efficace se noi le rispondiamo con il Santo Rosario. Qui Pompei siamo legatissimi a questa preghiera, come ci è stato indicato dal nostro fondatore, il Beato Bartolo Longo, soprattutto nella Supplica, una delle più celebri preghiere alla Madonna, laddove dice: “Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli Angeli...”. Tutti i momenti della nostra vita sono adatti a pregare, soprattutto la preghiera mariana. La nostra fede cattolica può essere sorgente di Grazia per essere forti, pieni di speranza, solidali nel cammino dell’esistenza in un mondo diviso, frastagliato e molte volte infelice e afflitto da tante fragilità come la crisi della famiglia, l’allontanamento dei figli, il distacco dalla religione.
(Autore: Mons. Carlo Liberati)


"2006" La Regina di Pompei si reca ad:
Afragola (Na)
 

12/15 Settembre 2006 - Parrocchia: "Santa Maria delle Grazie" - Parroco: Don Giorgio Montefusco
La devozione dei cittadini di Afragola per la Vergine di Pompei è molto profonda ed ha origini lontane nel tempo, fu, infatti, lo stesso Bartolo Longo a diffondervi il culto alla Madonna. Già varie volte l’Icona ha sostato in diverse parrocchie della città.
Dal 12 al 15 settembre, la Vergine è tornata ad Afragola, accolta nella parrocchia “Santa Maria delle Grazie”, dal giovane parroco, Don Vincenzo Polito. Sono stati giorni nei quali, in maniera ininterrotta, una fiumana di gente si è stretta attorno alla Madonna. Fin dalla celebrazione iniziale presieduta da Mons. Pasquale Mocerino, Vicario Generale di Pompei, originario di Afragola, la chiesa è stata sempre gremitissima. Mons. Mocerino ha sottolineato il forte legame tra quella città e il fondatore di Pompei: “Qui Bartolo Longo, prima della sua conversione, si recava per divertirsi nelle case dei nobili, qui l’uomo convertito tornò per evangelizzare”.
Don Pasquale ha, poi, ricordato la grazia che la Vergine di Pompei elargì al figlio del signor Gennaro Majello di Afragola nel 1879.
Dopo il furto subito nel recinto del nascente Tempio, Bartolo Longo pensò necessario installarvi delle porte. Lanciò, dunque, una petizione, attraverso una lettera che inviò ai suoi benefattori.

Quando la missiva arrivò al signor Gennaro Majello, egli fu preso da tale fede nella potenza della Madonna che, dopo essersi messo in ginocchio, promise alla Vergine di donare i soldi per le porte se Ella avesse guarito suo figlio Carlino, ammalato di febbre perniciosa algida. Scrisse, dunque, al Beato per comunicargli la sua decisione.
Passarono appena pochi giorni e il signor Gennaro fece visita a Longo per portargli le 500 lire che aveva promesso: la Madonna gli aveva concesso la grazia desiderata!
Alcuni momenti della Missione ad Afragola sono stati particolarmente significativi: l’incontro dei giovani guidato da Don Giosy Cento che ha entusiasmato i tanti ragazzi presenti; la veglia delle famiglie, con moltissime coppie di ogni età affidatesi alla Regina della Famiglia; la celebrazione con gli ammalati e gli anziani, circa sessanta persone che hanno voluto ricevere il sacramento dell’Unzione degli Infermi.
Sabato 14, la celebrazione serale è stata presieduta dal Vescovo di Pompei, Mons. Carlo Liberati. Visibilmente commosso dalla grande partecipazione, il Presule ha ringraziato per l’affetto e la grande partecipazione e ha incoraggiato i fedeli a crescere nella fede e nella devozione alla Madonna.
Al termine della celebrazione il parroco, a nome di tutta la comunità, ha consegnato al Vescovo una rosa d’argento a ricordo della visita della Madonna. Domenica, dopo la celebrazione finale, presieduta da Don Antonio Marrese delegato per la missione, una stupenda fiaccolata ha accompagnato la Madonna fino ai confini della parrocchia, salutandola con un interminabile applauso.
(Autori: Antonio Marrese e Ivan Licino)


"2006" La Regina di Pompei si reca a:
Vizzini (CT)
 

21/24 Settembre 2006 – Parrocchia “Sant'Agata Vergine e Martire” - Parroco: Don Giuseppe Luparello.
“Fidarsi, confidarsi, affidarsi, questi tre verbi vi guidino in questi giorni, ispirino i vostri atteggiamenti, siano il vostro programma, all’ombra della Vergine Maria.
Fidatevi di Lei, perchè Lei sola vi porterà al Signore della vita, confidate a lei i segreti del vostro cuore e, soprattutto, affidatevi a lei come un bimbo nelle braccia della madre”.
Con queste parole, il Vescovo di Caltagirone, Mons. Vincenzo Manzella, ha dato il via alla Missione Mariana del Rosario a Vizzini.
Prima della Messa, il parroco, Don Giuseppe Luparello, che ha fortemente voluto ed organizzato questa missione, Don Antonio Marrese, Delegato per la Missione Mariana, posa per una foto ricordo
con gli agenti della Polizia Stradale, ai quali, assieme ai loro dirigenti, va la gratitudine del Santuario di Pompei per la preziosa collaborazione svolta, in tutta Italia, durante i trasferimenti dell’Icona.aveva salutato l’arrivo dell’Icona pellegrina, sottolineando, assieme al sindaco, l’importanza e la straordinarietà dell’evento.  
Vizzini è un centro della provincia di Catania, a pochi chilometri da Caltagirone, paese dalla nobile storia. È la patria del Verga, dove sono conservati i luoghi famosi della “Cavalleria rusticana”. In un tempo ormai lontano vi erano numerosi e fiorenti ordini religiosi, oggi il paese, con circa 6000 abitanti, è scrigno che custodisce numerose e pregevoli opere d’arte che continuano a parlare di un passato glorioso. Vizzini in questi giorni ha superato tutte le attese, rispondendo in massa al richiamo della Madre che con premura si è recata a visitare i suoi figli. Anche qui, momenti forti e incontri indimenticabili.
Venerdì il Vescovo di Pompei, Mons. Carlo Liberati, ha visitato la comunità, donando ai fedeli parVIagrande (CT). Dopo un anno l’Icona torna, per un breve saluto, nella città siciliana.ole di speranza. Il culmine della Missione è stata la grande adorazione, svolta nella notte tra sabato e domenica. Tantissima gente di ogni età si è alternata nella preghiera, dando uno spettacolo di fede stupendo, che ha lasciato in tutti un ricordo straordinario e incancellabile.
Prima di rientrare a Pompei l’Icona pellegrina ha fatto una breve sosta a Viagrande, dove era stata esattamente un anno fa. Poche ore, ma intense e ricche di preghiera.  
La grande veglia notturna, interrotta dalla Messa di mezzanotte e poi proseguita fino alle sei del mattino, quando dopo la concelebrazione, la comunità ha salutato la Madonna.  (Autori: Antonio Marrese e Ivan Licino)


"2006" La Regina di Pompei si reca a:
Santa Maria Capua Vetere (CE)
 

08/12 Novembre 2006 – Parrocchie “Immacolata Concezione” e "Santa Maria delle Grazie" Parroci: Padre Clemente Basilicata (della Congregazione dei Padri Missionari Oblati) e Padre Giuseppe Palmisano (dell'Ordine dei Francescani Minori).
Intere comunità alla scuola di Maria
Il pellegrinaggio per le città d’Italia con l’icona della Vergine del Rosario di Pompei non ha conosciuto soste anche nell’ultimo scorcio del 2006. Dal 8 al 12 Novembre siamo a Santa Maria Capua Vetere, nel casertano, nella L'Arcivescovo di Capua, Mons. Bruno Schettino - parrocchia Immacolata Concezione, prima, e, poi, nella parrocchia Santa Maria delle Grazie.  
Le parole non bastano per descrivere l’affetto e la devozione, la gentilezza e l’umanità di coloro che attivamente hanno partecipato a tutte le iniziative in programma proposte dai missionari pompeiani.

La presenza dell’Arcivescovo di Capua, Mons. Bruno Schettino, dell’Arcivescovo emerito, Mons. Luigi Diligenza, e del Vescovo di Pompei Mons. Carlo Liberati, le visite agli ammalati, le veglie di preghiera, i momenti di riflessione comunitaria, l’incontro con i giovani, le celebrazioni eucaristiche, la processione cittadina che ha accompagnato l’Icona da una parrocchia all’altra, tutto ha contribuito a rendere questa sosta della Madonna pellegrina Parrocchia di Santa Maria delle Grazie un’esperienza unica ed indimenticabile. La gente ha partecipato in massa.
Le Chiese non sono mai rimaste vuote. Dal mattino fino a sera, la Vergine ha ascoltato con premura materna le numerose suppliche e preghiere che i fedeli le hanno rivolto con confidenza di figli.
Questo grazie alla disponibilità e al lavoro dei due parroci Padre Clemente Basilicata della Congregazione dei Padri Missionari Oblati, parroco dell’Immacolata Concezione, e Padre Giuseppe Palmisano, dell’Ordine dei Francescani Minori, parroco di Santa Maria delle Grazie.
(Autore: Antonio Marrese)


"2006" La Regina di Pompei si reca a:
Terracina (LT)

07/10 Dicembre 2006 – Santuario “Madonna della Delibera" - Parroco: Padre Arturo Nevastri - (Frati Cappuccini)
Terracina: arriva la famosa Madonna di Pompei. Sarà il Santuario della Madonna della Delibera ad ospitare la Sacra Immagine della Madonna di Pompei, in visita a Terracina dal 7 al 9 dicembre.
Il suo arrivo a Terracina sarà salutato dai tanti fedeli dell’ effige sacra, primo tra tutti Gianni Micalusi che per le sue attività di volontariato ha avuto modo di prendere contatto con le autorità ecclesiastiche responsabili delle  peregrinazioni della Madonna di Pompei.
La venerata immagine, cara a tanti fedeli, è una tela seicentesca della scuola di Luca Giordano restaurata nel 1965.
L’ immagine della Madonna, adorna di gemme e racchiusa entro una ricca cornice di bronzo, è attorniata dai Misteri del Rosario dipinti su rame da Vincenzo Paliotti.
Dall’antico Santuario della Madonna del Rosario, uno dei maggiori centri di devozione mariana d’Italia, la Madonna di Pompei arriverà a Terracina per il conforto dei fedeli. Per tre giorni il Santuario della Delibera sarà meta, quindi, di devoti provenienti da tutta la provincia per pregare davanti all’effige miracolosa della Madonna del Rosario.
Le origini del culto della Madonna della Delibera in Terracina
Le origini del culto della Madonna della Delibera in Terracina non sono sufficientemente documentate.
Nondimeno è certo che, nel secondo decennio del Quattrocento, l'immagine della Vergine era venerata nel preciso luogo dove ancora oggi si ammira.
Ed era la stessa che i fedeli vengono a visitare ai nostri giorni.
Vari   indizi, però, fanno ritenere che il culto ivi a Maria tributato sia più antico, forse di secoli.
Esso risale almeno al Trecento, quando sul posto sorgeva una edicola rurale, non dissimile dalle tante disseminate lungo le  strade di campagna, che per secoli ai viandanti hanno offerto un richiamo alla fede e, anche, un riparo dalle intemperie.
Ma nulla sappiamo circa il tempo, le   circostanze, i motivi che indussero uno o più fedeli a costruire la primitiva edicola.
Una cosa tuttavia è certa: in essa vi era raffigurata, quasi sicuramente sul muro, la Madonna col Bambino in braccio.
Motivo che fu ripreso ed immortalato nell'affresco che, con proporzioni maggiori ed arte ben superiore, fu realizzato nella chiesa eretta all'inizio del Quattrocento, e rimane intatto nell'attuale santuario, cominciato a costruire nel 1889 ed aperto al pubblico nel 1896.
Alla custodia del luogo di culto mariano si avvicendarono singoli eremiti, sino alla fine dell'Ottocento; e ad essi succedettero i missionari dell'amore Divino di Gesù, dal 1901 al 1910, mentre, a cominciare da quest’ultimo anno, ne sono custodi i padri cappuccini.
Dall'insieme delle testimonianze, una cosa risulta sicuramente provata nel corso di circa sette secoli, nel cuore della terracinese "Valle dei Santi", mai venne meno il culto mariano. In fatti, non vi è assolutamente posto per   una pretesa cessazione del culto che si sarebbe verificata in tempo "immemorabile" e che la leggenda dell'invenzione "miracolosa" (animali che sostano riverentemente presso l'immagine sepolta) farebbe supporre.
Molto probabilmente, il fenomeno che diede origine alla denominazione di "Valle dei   Santi" cominciò con l'erezione dell'edicola dedicata alla Delibera, cui seguì quella di piccole cappelle in onore di altri santi; anzi, due di esse furono intitolate alla Madre di Dio, e cioè S. Maria della Neve e S. Maria della Stella.
La fioritterracina panoramaura di tante edicole nella "Valle dei Santi", mentre scandisce l'esodo del popolo dalla città e la progressiva appropriazione del circostante territorio come spazio in cui
vivere e lavorare, documenta come il luogo sacro, la chiesa, abbia avuto, per secoli, la funzione di centro aggregante.  
È uno dei riflessi sociali ed "urbanistici" del fatto religioso. Non a caso oggi, intorno al Santuario della Delibera sorge un popoloso quartiere.
L’ultima tappa dell’anno si è svolta a Terracina che, dal 7 al 10 Dicembre, ha accolto la visita  della Regina delle Vittorie.
Nel breve saluto di Padre Arturo Nevastri, rettore del Santuario della Madonna della Libera, che ha ospitato la venerata Icona, ha sottolineato le attese della comunità locale: “... abbiamo la grazia di accogliere nel nostro santuario e in questa nostra comunità cittadina, la sacra immagine della Madonna di Pompei.  
Accostiamoci a lei, Madre del Salvatore, e chiediamo grazie per la nostra vita, per la vita dei nostri bambini, dei nostri giovani e delle nostre famiglie... per i nostri anziani e per i nostri ammalati”.
La missione ha avuto inizio con la celebrazione eucaristica presieduta da don Antonio Marrese, delegato per la Missione Mariana.
L’equipe missionaria ha animato tutti gli incontri di preghiera e di catechesi, con particolare attenzione al rosario meditato, proposto ogni giorno, e alla veglia di preghiera per le famiglie con l’atto di consacrazione finale alla Mamma Celeste.  
Suggello della missione è stata la presenza del Pastore pompeiano, Mons. Carlo Liberati, che ha celebrato per la comunità la Santa messa vespertina del 9 pomeriggio.  
Domenica 10, una folla straordinaria ha partecipato alla recita della Supplica e al saluto finale alla Madonna, la cui icona faceva ritorno a casa.
(Autore: Antonio Marrese)


 
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