Missioni Mariane Anno 2011 - Istituto Aveta

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Missioni Mariane Anno 2011

Il Santuario > Madonna Pellegrina > Anni 2010/2019

"2011" La Regina di Pompei si reca ad:
Afragola (NA)

02/06 Marzo 2011 – Parrocchia: "S. Marco Evangelista" - Parroco: Don Giuseppe Della Cave
Territorio

Si tratta di quello che è storicamente il maggiore centro dell'entroterra campano, collocato tra la via Sannitica (il vialone voluto da Carlo III di Borbone per collegare la Reggia di Caserta con la capita le del Regno delle Due Sicilie) e la via Appia in posizione pressoché equidistante tra Napoli (15 chilometri) e Caserta (18 chilometri).
L'abitato prosegue quasi senza soluzione di continuità a sud verso Napoli, a est verso Nola e a nord e a ovest verso Caserta e Aversa, trovandosi al centro di una conurbazione di circa 18 comuni per quasi 800mila abitanti, comprendente anche i quartieri periferici settentrionali del capoluogo campano, nota come «area a nord di Napoli». L'abitato costituisce inoltre un'unica entità urbana con Casoria e Cardito, e paesi confinanti
Storia
Il territorio di Afragola era abitato dai Sanniti, dei quali sono state ritrovate diverse tombe risalenti al IV-III secolo a.C. (tra cui la tomba dipinta rinvenuta nel 1961 in località "Cantariello" e oggi esposta al Museo Archeologico Nazionale di Napoli e la necropoli rinvenuta in località "Sanguineto" nel 1982).
Secondo la tradizione la città è stata fondata nel 1140 dal re Ruggero II di Sicilia, detto Ruggero il Normanno, che avrebbe distribuito terre incolte ai suoi veterani (l'episodio è raffigurato nell'affresco della sede municipale, eseguito dal pittore Augusto Moriani nel 1866). La tradizione era tuttavia già stata riconosciuta come falsa dallo storico ottocentesco Bartolommeo Capasso.
Probabilmente il centro si sviluppò a partire da una serie di insediamenti rustici, divenuti piccoli villaggi (tra i quali Arcopinto, costruito forse presso le arcate di un antico acquedotto romano, Cantarello, Casavico, San Salvatore delle monache, Archora e Salice) e attorno a chiese probabilmente preesistenti (Santa Maria la nova, dell'XI secolo, San Marco in sylvis, Santa Maria di Ajello e San Giorgio martire).
La prima menzione del nome (Afraore o Afraora) risale alla prima metà del XII secolo. Altre varianti in carte successive sono "Afragone", "Afraolla", "Fraolla", "Afrangola". Secondo la tradizione il nome sarebbe stato collegato all'esistenza delle fragole, che compaiono infatti nello stemma comunale.
Più probabilmente, deriva invece dalla locuzione latina "ad fragorem" (presso il rumore). Esistono tuttavia anche numerose altre ipotesi.
Fu feudo dell'arcivescovo di Napoli e uno dei "casali" considerati parte integrante di Napoli. Alcune terre furono possesso feudale di vari personaggi, mentre altre appartenevano al demanio regale; la collettività locale si era organizzata in una universitas guidata da un syndicus.
Nel 1576 l'universitas acquistò i diritti della parte feudale e della parte demaniale del suo territorio, mentre il re si riservava il diritto di nominare un governatore per l'amministrazione del "casale".
Nel 1639 il duca di Medina, viceré di Napoli, decise la vendita dei "casali" per finanziare la guerra dei Trent'anni e gli abitanti di Afragola furono costretti a versare nuovamente una considerevole somma di denaro.
Nel 1799 Afragola partecipò alla Repubblica Napoletana e fu issato nell'attuale piazza Municipio l'albero della libertà. Solo nel 1809 si ebbe la prima amministrazione comunale (con il primo sindaco Cesare Castaldo).
Un po' di storia inerente alla Parrocchia "S. Marco Evangelista"
L’interno della chiesa, riccamente decorato, si articola con navata unica e copertura piana
finemente decorata. La sala è caratterizzata lateralmente da quattro ampi archi a tutto sesto impreziositi da decori. Un’alta e sporgente trabeazione posta su lesene con capitelli in stucco è l’appoggio per grandi finestre roccocò caratterizzate da invetriate colorate che filtrano la luce donando all’invaso un’atmosfera suggestiva.
Il presbiterio, coperto da una cupoletta ellittica, si conclude con abside ove una nicchia conserva la statua del santo titolare.
Il fronte, dalle pulite linee neoclassiche, consente una chiara lettura dello sviluppo interno. La parte centrale, corrispondente alla navata, è caratterizzata da due ordini marcati da semplici trabeazioni e da paraste che affiancano il grande portale ligneo e la sovrastante ampia finestra ornata da timpano triangolare.
A sinistra sono individuabili le cappelle laterali, a destra si innalza il semplice campanile che si svuota con fornici arcuati ove sono poste le campane e culmina con una cuspide sovrastata da una artistica croce in ferro.
La chiesa seicentesca conserva solo poche testimonianze delle decorazioni originarie. L’abside mostrava in origine la settecentesca tela raffigurante un Angelo con Ostensorio adorato da S. Marco e dai Confratelli di S. Croce, e quelle coeve, poste ai lati, che effiggevano la Maria del Carmelo e la Vergine del Buon Consiglio. Gli archi sul lato sinistro si aprono verso cappelle arricchite con altari e edicole che ospitano figure sacre. A destra, gli archi custodiscono ottocenteschi altari in marmo sovrastati da barocche nicchie modanate in stucco ove sono poste statue di santi realizzate in legno e cartapesta, risalenti ai primi anni del novecento.


"2011" La Regina di Pompei si reca a:
Ceglie del Campo (BA)

23/27 Marzo 2011 – Parrocchia “S.Maria del Campo” - Parroco: P. Giuseppe Fanelli

Un po' di Storia
Ceglie del Campo è un quartiere di Bari, appartenente alla IV circoscrizione.
La fondazione
Si crede che Ceglie (anticamente Cælia) abbia una storia molto antica e forse anche precedente alla nascita di Roma. Fu fondata dai Peuceti e poi passata ai Greci.
Del suo passato rimane, all'interno del centro storico, un castello forse risalente all'XI secolo, inglobato nei secoli posteriori da case d'abitazione, che ne hanno modificato le forme originarie. Questo castello, con il villaggio che lo attornia, fu rifugio dei cittadini baresi che nel 1156 fuggivano dall'assedio di Guglielmo I di Sicilia il Malo (oltre che ricovero per persone aggredite dai predoni fino a tutto il '300).
Il centro storico del rione era (e lo è tradizionalmente ancora oggi) suddiviso in sei contrade: Aia di Cristo, Buterrito, La Fitta, Sant'Angelo, Piscine e Porta Nuova.
Aspetti generali
La maggior parte delle antiche case del rione sono alte non più di due piani. La strada principale è via Umberto I, che si estende da via Vincenzo Roppo (area di circolazione che collega Ceglie a Carbonara) fino alla necropoli del quartiere e poi ancora verso il comune di Valenzano.
Negli ultimi decenni, intorno alla zona antica, si sono sviluppate diverse zone residenziali e in particolare:
1 - una sulla strada per il comune di Valenzano;
2 - una in direzione del quartiere Loseto, in particolar modo sull'arteria barese denominata Viale Gennaro Trisorio-Liuzzi (già Via Giulio Petroni).
Da comune a quartiere di Bari
I Comuni di Ceglie del Campo nonché di Carbonara di Bari, furono soppressi con Regio Decreto n° 364 emanato in data 16 febbraio 1928 da Re Vittorio Emanuele III, controfirmato da Benito Mussolini in qualità di Presidente del Consiglio dei ministri nonché Ministro degli Interni ad interim ed aggregati sotto forma di un'unica frazione al comune di Bari. Contestualmente all'emanazione dell'atto Reale, si dotava la costituenda entità amministrativa di un unico ufficio di Stato Civile riconosciuto con decretazione del Ministro di Grazia e Giustizia.
Successivamente, il 30 luglio 1953 fu ratificato un decreto ministeriale, decreto quest'ultimo che attuava la scissione delle frazioni ivi indicate in due distinte frazioni amministrative. Tale provvedimento legislativo comportò conseguentemente la costituzione di due uffici di Stato Civile distinti e separati dal resto del comune di Bari.
Il 26 gennaio 1970 il Consiglio Comunale di Bari con delibera 489/70 approvò la suddivisione del capoluogo pugliese in 17 quartieri nella cui ripartizione fu inglobato in maniera distinta il quartiere Ceglie; La deliberazione ivi menzionata fu emanata sulla scorta dell'articolo 155 del Regio decreto legge n° 148 del 4 febbraio 1915, ora abrogato e sostituito dal Testo Unico sugli Enti Locali, il quale affermava testualmente: "I comuni superiori a 60.000 abitanti, anche quando non siano divisi in borgate o frazioni, possono deliberare di essere ripartiti in quartieri, nel qual caso compete al
Sindaco la facoltà di delegare, le sue funzioni di ufficiale di governo, ai sensi degli articoli 152, 153 e 154, e di associarsi degli aggiunti presi fra gli eleggibili sempre con l'approvazione del Prefetto". Tale provvedimento inoltre fu approvato dal Prefetto della Provincia di Bari allora in carica, nonché dal Comitato Regionale di Controllo (co.re.co) della Regione Puglia con nota protocollare N. 17309/6 in data 26 aprile 1972, con cui congiuntamente allo stesso Prefetto, la Regione Puglia prendeva atto della deliberazione del Comune di Bari approvandola definitivamente e rendendola esecutiva.
La delibera consiliare ivi indicata pertanto statuì il decadimento dello status giuridico di frazioni amministrative delle località citate, nonché delle restanti frazioni di Bari.
Il territorio del comune di Bari, il 28 luglio 1979 fu suddiviso in nove circoscrizioni amministrative: il quartiere Ceglie fu incluso nella IV circoscrizione, quest'ultima comprendente altri quartieri baresi tra cui Carbonara e Loseto.
La Chiesa Matrice
La Chiesa Matrice ubicata nel rione, dedicata alla SS. Maria di Buterrito, fu costruita nel 1776 ed ha avuto un ruolo molto importante nella storia del quartiere.
Tutt'oggi nella terza settimana del mese di ottobre si svolge la festa dedicata alla Santa Protettrice, e la stessa manifestazione ha tuttora un grande seguito non solo nei cittadini residenti nella zona, ma anche da parte di immigrati italiani provenienti dai paesi latino-americani; vasta è altresì la partecipazione dei vari concittadini provenienti dai quartieri limitrofi della città


"2011" La Regina di Pompei si reca a:
Napoli (NA)

30 Marzo 3 Aprile 2011 - Parrocchia: "Addolorata alla Pigna"


"2011" La Regina di Pompei si reca negli:
USA (America)

31 Maggio - 28 Giugno 2011 – Parrocchie Varie - Coordinatore Usa: Don Matteo Mauriello
Programma: 31 maggio - 27 giugno 2011
31 maggio - 1 giugno: Chiesa di San Rocco a Greenwich, CT.
2 - 5 giugno: Chiesa del Sacro Cuore a Stamford, CT.
5 giugno: Chiesa di Nostra Signora di Pompei a Paterson, NJ.
6 giugno: Chiesa di Nostra Signora di Pompei a East Haven, CT.
7 giugno: Cena di gala, in onore della Vergine del Rosario e dell'Arcivescovo di Pompei, Mons. Carlo Liberati.
8 - 9 giugno: Cattedrale di San Patrizio a New York.
10 - 12 giugno: Basilica dell’Immacolata Concezione a Washington, DC.
13 giugno: Chiesa del Salvatore a Norristown, PA.
14 - 15 giugno: Chiesa di San Rocco a Greenwich, CT.
16 - 17 giugno: Parrocchia del Monte Carmelo, Parrocchia di Santa Lucia, Cattedrale del Sacro Cuore a Newark, NJ.
18 - 19 giugno: Chiesa di San Luca a Whitestone, GA.
20 - 22 giugno: Parrocchia Regina Pacis a Brooklyn, New York.
23 giugno: Chiesa di San Rocco, Long Island, New York, PA.
24 - 26 giugno: Parrocchia del Monte Carmelo  nel Bronx, New York.


"2011" La Regina di Pompei si reca a:
Lucca Sicula (AG)

17/20 Settembre 2011 – Parrocchia “Maria SS. Immacolata” - Parroco: P. ...


"2011" La Regina di Pompei si reca a:
Marsala (TP)

21-25 Settembre 2011 - Parrocchia: "Ss Filippo e Giacomo" Parroco: ...


"2011" La Regina di Pompei si reca ad:
Agerola (NA)

09/16 Ottobre 2011 – Parrocchia “S. Maria delle Grazie” - Parroco Don Luigi Avitabile
Agerola, poco più di settemila anime che vivono tra case arroccate sui verdeggianti Monti Lattari, ha un legame speciale con la Beata Vergine del Rosario.
Da venticinque anni, nella seconda settimana di maggio, gli agerolesi si mettono in cammino e, percorrono i faticosi diciannove chilometri che li separano da Pompei.
Per quanto l’incontro con Maria sia continuo e la Madre di Cristo segua ovunque tutti i suoi figli, è talora necessario incontrarsi e, attraverso gli occhi, vedere e sentire più vicina la Madonna del Rosario.
A distanza di due anni dall’ultima visita, dal 9 al 16 ottobre, Maria è stata pellegrina ad Agerola, accolta dal sindaco Luca Mascolo e da tanti devoti nella parrocchia di San Martino Vescovo nella frazione di Campora e nella parrocchia della Madonna delle Grazie nella frazione di San Lazzaro.
Parroco di entrambe le comunità è don Luigi Avitabile, promotore dell’iniziati va insieme all’equipe della Missione Mariana.
Il sacerdote non si è sorpreso per il grande flusso in chiesa: “È Maria che chiama le persone, tante persone che pure non frequentano”.
La sua speranza è che quest’avvenimento possa conquistare soprattutto i giovani e che possa avvicinarli alla preziosa preghiera del Rosario.
Anzi, don Luigi e tutta la sua comunità hanno assunto un impegno: far diventare i padri di famiglia promotori, nelle loro case, del pregare insieme il Rosario.
Don Luigi ci spiega che “le famiglie pregano, ma spesso non hanno tempo”.
La Celebrazione Eucaristica conclusiva è stata presieduta da mons. Orazio Soricelli, Arcivescovo di Amalfi-Cava de’ Tirreni, che ha esortato i presenti ad affidare la propria vita nelle mani di Maria e a pregare il Santo Rosario, perché autentico compendio del Vangelo. (Autore: G.P.)


"1992" La Regina di Pompei si reca a:
Capurso (BA)

4/8 Dicembre 2011 – Santuario: “Santa Maria del Pozzo” - Rettore: P. Francesco Piciocco
Ultimo impegno, del 2011, dell’Icona pellegrina della vergine del Santo Rosario è stata la comunità di S. Maria del Pozzo in Capurso di Bari.
Alla presenza del Rettore del Santuario P. Francesco Piciocco, di tutta la comunità del Frati minori, del Sindaco Francesco Crudele, delle autorità militari e dei tanti fedeli accorsi, domenica 4 dicembre, l’Icona è giunta presso la Chiesa Madre, accolta dal Parroco don Franco Ardito.
Dopo la Santa Messa, in processione, ha fatto il suo ingresso nel Santuario di Santa Maria del Pozzo.
Anche qui, la Missione Mariana del Rosario ha realizzato pienamente la sua specifica vocazione, quella fondata sulla più nota e popolare preghiera mariana: il Santo Rosario.
Questa preghiera semplice ma profonda, rivolta a Maria e guidata da Maria, che va al cuore della fede cristiana, è stata riscoperta e vissuta con grande devozione dai tanti fedeli e pellegrini che hanno sostato dinanzi all’Icona. Attraverso una catechesi attenta, ispirata alla lettera Apostolica “Rosarium Virginis Mariae”, i padri missionari hanno potuto avvicinare ogni persona indicando una strada privilegiata per la salvezza.
Per realizzare un’esperienza di conversione, di missionarietà, di costruzione della pace è necessario affidarsi, confidare in Maria e fidarsi di Maria, che ci aiuta alla contemplazione dei misteri di Cristo.
L’esperienza mariana pervade tutta la vita del fondatore del Santuario e della Nuova Pompei, il Beato Bartolo Longo, di origini pugliesi.
“Uomo della Madonna” come ha affermato il beato Papa Giovanni Paolo II, il Longo ha risposto alla chiamata di Dio divenendo strumento di diffusione del culto mariano nel mondo.
Seguendo l’esempio del Beato Bartolo Longo, ciascuno è chiamato ad essere apostolo e discepolo di Cristo nonché missionario del Vangelo nella vita di tutti i giorni.
Ogni giorno, come un fiume in piena, in tanti hanno riempito il Santuario per l’intera durata della missione.
Migliaia di persone giunte anche dai centri vicini, in un alternarsi di preghiere, hanno salutato ed aperto i loro cuori, si sono abbandonati tra le braccia della Madre, affidandole la loro vita, le proprie sofferenze, certi del suo amore materno e misericordioso.
Nella solennità dell’Immacolata Concezione si è conclusa la peregrinatio Mariae nella bella comunità del Santuario di Santa Maria del Pozzo in Capurso di Bari e dopo la celebrazione Eucaristica delle 11,00 l’Icona pellegrina ha fatto ritorno a Pompei.
(Autore: Domenico Romano)


 
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