Missioni Mariane dell'Anno 1994 - Istituto Aveta

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Missioni Mariane dell'Anno 1994

Il Santuario > Madonna Pellegrina > Anni 1990/1999

"1994" La Regina di Pompei a:
Castellammare di Stabia (NA)

20 Gennaio - 08 Febbraio 1994 - Cattedrale - Parroco: Don Paolo Cecere

Finalmente! Arriva il Quadro della Madonna di Pompei. Sono le ore 18,30 del 20 gennaio 1994. Il tempo inclemente non consente di accogliere l’Immagine della Vergine del Rosario all’aperto come era stato programmato, ma la commozione è ugualmente intensa perché la madonna viene a trovarci.
Il nostro Arcivescovo nel saluto di accoglienza sottolinea i legami esistenti tra Pompei e la Città di Castellammare, infatti fu proprio Bartolo Longo che chiese al Servo di Dio Mons. Petagna l’invio di 3 sacerdoti stabiesi per tenere una "Missione a Pompei". Mons. Toppi durante l’omelia della concelebrazione con parroci della zona, riallacciandosi a quanto detto dal nostro Arcivescovo, afferma che la Madonna viene a restituire una "Visita" tramite i sacerdoti del
Santuario in "Missione" a Castellammare.
La Peregrinatio Mariae era stata preparata dai parroci della zona pastorale di Castellammare di Stabia da circa un anno, da quando Don Paolo Cecere parroco della comunità di S. Antonio, l’aveva inserita nei festeggiamenti per il XX anno di costruzione della chiesa parrocchiale.
La proposta di estendere la Peregrinatio a tutto il territorio stabiese fu caldeggiata dal nostro Arcivescovo Monsignor Felice Cece e accolta con entusiasmo da tutti i parroci della zona.
Vari incontri segnarono il cammino di preparazione per indicarne gli scopi, suggerire i contenuti, stabilire la modalità.
Per sollecitare il coinvolgimento non solo delle componenti ecclesiali, ma anche di tutta la comunità civile con particolare attenzione alle problematiche del territorio.
Nel programma particolareggiato riguardante 5 zone della città furono inseriti 5 incontri a carattere cittadino tenuti sempre con la presenza dell’Arcivescovo. Tutti intensi e partecipati, sia quelli a livello parrocchiale e zonale che quelli a carattere cittadino che suscitano maggiore interesse per le tematiche affrontate.
L’incontro con il mondo del lavoro tenuto, per scelta di tutti i sindacati (nell’AVIS di Castellammare), risulta quanto mai emozionante e significativo.
La Sacra Immagine accompagnata in Processione da tutti gli abitanti della zona dei Cantieri Metallurgici viene intronizzata nel cuore dell’attività lavorativa.
Dopo l’indirizzo di saluto da parte del direttore dell’AVIS, un operaio a nome di tutte le componenti lavorative esistenti sul territorio, esprime l’apprezzamento nei confronti del Pastore dell’Arcidiocesi per l’impegno profuso a sostegno delle vertenze in corso, auspicando che, anche per il futuro, tutta la Chiesa locale sappia farsi ispiratrice e portatrice dei valori evangelici nell’ambito del mondo del lavoro.
L’Arcivescovo durante l’omelia ribadisce la solidarietà attiva della Chiesa locale per il mondo del lavoro e chiede agli imprenditori e ai responsabili della cosa pubblica di fare tutto il loro dovere, perché sia riconosciuto per tutti il diritto al lavoro, nel rispetto della dignità della persona.
Le "Ave Maria" scandite con amore e commozione all’interno dei luoghi di lavoro risuonano come l’anelito dell’uomo moderno verso il trascendente pur immerso nella conflittualità dell’esistenza terrena.
Quei lavoratori abituati a lottare per difendere il proprio lavoro e l’avvenire dei loro figli, spesso manipolati a risolvere i loro problemi esistenziali senza l’aiuto di Dio.
In questo modo essi rispondono alla chiamata della "Madre della Chiesa": con amore, generosità e fede.
Particolarmente toccanti sono le parole rivolte da Don L’Arco agli operai dai quali strappa numerosi e ripetuti applausi.
Vale la pena sottolineare che per la prima volta, in una manifestazione all’interno di una fabbrica, sono ammessi gli abitanti della zona volendo così significare la comunione inscindibile fra gli operai e le loro famiglie.
L’incontro alle Terme Stabiane che rappresentano il simbolo della Città è tenuto dal Prelato di Pompei Mons. Francesco Saverio Toppi il quale tratta il tema "Maria e la Città".
Tema caro agli stabiesi in quanto nella loro storia esistono vari punti di contatto con la Madonna che i loro padri hanno voluto effigiare sullo stemma cittadino.
A Lei, alla Vergine di Pompei, è affidata anche oggi la rinascita della Città.
Non meno significativa è la partecipazione alla processione penitenziale tenutasi per le vie del quartiere di Scanzano guidata dal nostro Arcivescovo.
Questa processione acquista un significato speciale: la Madonna viene per invitare tutti ad una revisione di vita, ad una rivolta delle coscienze, veramente cristiane contro i soprusi e gli abusi di cui si è vittime, ma spesso anche protagonisti.
L’incontro con i giovani, tenutosi nella Cattedrale alla Vigilia della partenza della Sacra Immagine, segna un momento di intensa partecipazione: come sempre i giovani sono imprevedibili.
Dovunque l’accoglienza è calorosa e sincera.
Non entriamo nella sfera della coscienza, ma da quello che si è visto, si può affermare che i frutti sono stati molti ed evidenti.
Le storie segrete, le conversioni dei cuori, la volontà di rimettersi sulla giusta strada sono note soltanto a Dio.
Noi, da cronisti, registriamo il valore di una "presenza" che è servita a rinnovare la fede, a sostenere i vacillanti, a guarire delle ferite.
Sicuramente è servita a cementare una fraternità che le chiese sorelle hanno maggiormente sperimentato nei 18 giorni di permanenza del quadro della Madonna di Pompei nella città.
Come era venuta, la Madonna riparte in silenzio, per l’inclemenza del tempo, dalla nostra Cattedrale dopo la Concelebrazione presieduta dall’Arcivescovo Monsignor Francesco Saverio Toppi e conclusasi con la consacrazione della Città alla Madonna, da parte del nostro Arcivescovo.
(Autore: Bartolo Del Gaudio)

Foto: L’Arcivescovo Mons. Felice Cece, interviene all’inizio della Missione Mariana.


"1994" La Regina di Pompei a:
San Gregorio Magno (SA)

27 Febbraio al 06 Marzo 1994 – Chiesa-Madre

Dal 1987, a pochi mesi dalla riapertura della chiesa-madre, dopo le devastazioni del terremoto, abbiamo chiesto ripetutamente la venuta a San Gregorio del quadro della Madonna di Pompei accompagnato dai Padri del Santuario. Ci veniva sempre detto che dovevamo pazientare ancora.
Nel gennaio scorso una chiamata a telefono e la voce di Monsignor Baldassarre Cuomo, Vicario Generale di Pompei, che finalmente mi diceva: "Se volete, possiamo venire con il quadro della Madonna dal 27 febbraio al 6 marzo".
Ho subito acconsentito.
Una mia visita a Pompei per concordare il programma, un sopralluogo di Mons. Cuomo a San Gregorio nel pomeriggio di martedì 15 febbraio, con freddo e nevischio, che sulle prime lo avevano messo in seria apprensione, e finalmente alle 16 circa del 26 febbraio il primo incontro sull’Ofantina, alle 16,30 l’arrivo dell’autocappella a Teglia con la commuovente esposizione della venerata e cara immagine alle persone, che erano lì ad attendere.
Alle 17 arrivo in Piazza Croce, dove erano in molti ad attendere, dai più piccoli agli anziani, e processione fino alla chiesa-madre, dove Monsignor Francesco Saverio Toppi, Arcivescovo e Prelato di Pompei ha presieduto la celebrazione della Santa Messa e con voce limpida e calda ci ha invitati ad aprire i cuori alla venuta della Madonna del Rosario di Pompei e ai suoi materni inviti.
Durante la Settimana parecchi i momenti suggestivi, belli, carichi di commozione e di salutari emozioni, animati da Monsignor Cuomo e da Padre L’Arco e con Suor Maria Sabina e Suor Maria Barbara sempre tutt’occhi e cuore intorno alla cara immagine della Madonna e verso quanti si avvicendavano in momenti di preghiera e manifestazioni di devozione e di filiale affetto.
Alle 10,30 di domenica 6 marzo il primo incontro della nostra Comunità Parrocchiale con S.E.
Mons. Gerardo Pierro, nostro Arcivescovo, nella luce e nello sguardo amorevole della Madonna, per la chiusura della Settimana Mariana e la Confermazione di 34 giovani cresimandi.
A loro ed a tutti noi l’invito "ad una dimensione autenticamente cristiana… Nella consapevolezza che noi siamo amati da Dio e che soltanto Cristo può salvarci… e che il Signore non si dà agli uomini se non nella Madre Sua… che ha ascoltato la Parola di Dio, che l’ha accolta nel suo cuore ed ha consacrato la sua vita alla Persona e all’opera di Gesù… Così dev’essere per ciascuno di noi… tempio di Dio".
Alle 16 celebrazione conclusiva e processione fino a piazza Croce, dove non avremmo voluto mai più separarci da quell’immagine diventataci ancora più cara ed amata. Ma su questa terra anche le cose più belle finiscono.
L’Immagine della Madonna è scomparsa ai nostri occhi circondata di luci e di fiori, verso Pompei, ancora più verso il Paradiso, dove ci aspetta tutti – ce lo auguriamo con tutto il cuore – per non scomparire mai e per invitarci maternamente a sgranare gli occhi nella eternità delle meraviglie e delle gioie di Dio!
(Autore: Antonio Maria Tozzi)


"1994" La Regina di Pompei a:
San Vito dei Normanni (BR)

13-20 Marzo 1994 - Parrocchia: "San Domenico"

Un momento straordinario di fede e di pietà mariana per la comunità parrocchiale di San Domenico e per l’intera città di San Vito dei Normanni è stato quello vissuto nella settimana 13.20 marzo con la presenza della venerata immagine della Madonna del Rosario di Pompei.
Dall’annuncio ufficiale dato dal Parroco alla comunità domenica 15 gennaio, la stessa si è preparata con entusiasmo e nella preghiera ad accogliere la Mamma che veniva a visitare i suoi figli portando tesori di grazia su tutti.
Una comunità quella di San Domenico che da dieci anni vive in stato di difficoltà in quanto il 2 aprile 1984 subì il crollo parziale della chiesa parrocchiale che ancora è chiusa in attesa della ricostruzione.
Una comunità però sempre viva dove la devozione alla Madonna del Rosario è molto sentita, ne è
testimonianza la presenza di una Confraternita del Rosario la cui origine risale ai primi anni del 1600 e che fu eretta ufficialmente con Regio assenso della Real Camera di S. Chiara il 12 maggio 1777. La divisa di questa Confraternita è costituita da un camice bianco, un cingolo nero, di una corona del Rosario, da uno scapolare nero, da una cocolla nera ed un medaglione raffigurante la Vergine del Rosario.
La settimana mariana ha avuto inizio con l’accoglienza dell’Immagine della Madonna nel tardo pomeriggio del 13 marzo ed è terminata con una imponente e partecipatissima processione il pomeriggio del 20 marzo (erano presenti tutte le associazioni ecclesiali e le Confraternite della città e tanti, tanti fedeli delle cinque comunità parrocchiali di San Vito).
Un corteo di macchine ha poi accompagnato l’autocappella che custodiva l’Immagine della Madonna fino a Latiano paese limitrofo con San Vito e del quale è originario Bartolo Longo.
Tante lacrime hanno rigato i volti di uomini e donne, fanciulli e adulti al momento del saluto finale alla Mamma che ci lasciava: la presenza di Maria ha lasciato il segno nei cuori.
Tante persone hanno pregato davanti alla sacra immagine durante le celebrazioni eucaristiche, alla Supplica recitata ogni mezzogiorno, nella recita del Santo Rosario, negli incontri di gruppo.
Chi può valutare quante grazie la Madonna ha dispensato attraverso la partecipazione ai Sacramenti della penitenza e dell’Eucarestia, nei colloqui personali avuti dai sacerdoti e dalle suore: tutto è stato deposto nel cuore della Mamma celeste. La presenza della Madonna è stata occasione di comunione ecclesiale espressa concretamente dalla presenza dei parroci della città che si sono alternati nel presiedere le Celebrazioni eucaristiche vespertine.
Vorrei sottolineare infine tre momenti particolari vissuti durante questa settimana: l’incontro celebrazione con gli uomini, la giornata della sofferenza con la celebrazione presieduta dal Prelato di Pompei Monsignor Francesco Saverio Toppi che ha amministrato l’Unzione degli infermi agli anziani ammalati e la concelebrazione finale presieduta dall’Arcivescovo di Brindisi-Ostuni Monsignor Settimio Todisco e concelebrata dai sacerdoti diocesani e religiosi originari della Parrocchia.
Cosa dire di questa esperienza?
A distanza di giorni non si parla d’altro nella comunità: la presenza della Madonna di Pompei ha suscitato nuovi entusiasmi di vita cristiana e un risveglio per quanto riguarda la recita del S. Rosario.
La S. Pasqua appena trascorsa è stata testimonianza tangibile di quanto sopra detto.
Per tutto questo grazie a Don Baldassarre Cuomo, a Don Raffaele Matrone, a Don Adolfo L’Arco e alle suore: Suor Maria Sabina e Suor Maria Gloria.
(Autore: Giuseppe Moro)
Foto: Forte commozione ha suscitato la processione in onore della Madonna per le strade cittadine di San Vito dei Normanni. Gruppi di uomini si sono alternati nel trasporto della Sacra Immagine.


"1994" La Regina di Pompei a:
Gioia Tauro  (RC)

10-17 Aprile 1994 -Parrocchia: S.Francesco di Paola - Parroco: Mons. Albino Caratozzolo
Dal 10 al 17 aprile dopo un quarto di secolo dalla precedente "Peregrinatio" e per la terza volta nel dopoguerra è ritornata la venerata Immagine della Madonna di Pompei.
Il ritorno della Regina del Rosario tra i suoi figli di Gioia Tauro (Reggio Calabria) non a caso coincide con la singolarità del momento storico che sta attraversando tutta la "piana" di quest’estrema Calabria, momento pervaso da negatività e contraddizioni, ma anche ricco di tante attese e fermenti che non possono non dare i frutti desiderati in un futuro da ricostruire insieme.
A tutti la Madonna ha effuso le sue grazie e le sue celesti benedizioni.
In questa città divenuta problema a se stessa perché ormai da tempo "nodo" dell’intera questione meridionale, Maria per sette giorni ha posto il suo "trono di certezza" fondato non già sulle speranze inconcludenti delle parole, ma sulla sua provvida sapienzialità che conosce i bisogni reconditi di ogni suo figlio.
Per le vie di Gioia Tauro è passata Lei, Regina del Rosario, di quella catena che il Beato Bartolo Longo non a torto definì "porto sicuro nel comune naufragio", perché cancellato col ravvedimento il peccato di ognuno di noi potesse Ella, Madre di ogni grazia, dire "coraggio!" ad un popolo disorientato per la grave crisi di valori religiosi, civili e politici, ad una famiglia dissestata per la mancanza di lavoro, la disoccupazione giovanile, il disancoraggio dai valori etici e religiosi, ad un giovane sempre più smarrito nelle logiche dei quotidiani egoismi, della droga e della delinquenza.
Ecco perché anche la parola di Mons. Francesco Saverio Toppi, Prelato di Pompei, che ci ha fatto dono della sua graditissima presenza in mezzo a noi, non poteva non contemplare
nell’itineranza dei "misteri del dolore" la speranza verso una mamma che sa già le cose di cui abbiamo bisogno.
In Chiesa ci sono state nel corso delle giornate liturgie e momenti di preghiera appropriati per gli scolari e gli studenti di tutte le scuole cittadine, le aggregazioni ecclesiali e i religiosi, le coppie di fidanzati e coniugati, i giovani, gli ammalati, gli handicappati.
Veramente significativo e degno di lode l’incontro con gli uomini, che nel corso di una bella catechesi serale hanno ricevuto il dono della riconciliazione e dell’Eucarestia.
C’è da dire che ogni cosa è stata preparata con cura ed impegno dal parroco, l’infaticabile Mons. Albino Caratozzolo che si è avvalso della preziosa collaborazione di Don Pasquale Sergi e del consiglio pastorale parrocchiale, tutti assai bravi nel coinvolgere i sacerdoti, le religiose, le autorità cittadine a vario livello nei diversi momenti liturgici e di preghiera "in unum" con i simpatici Padri Missionari e le Suore Figlie del S. Rosario di Pompei, che hanno continuamente animato con l’esemplarità della preghiera l’itinerario mariano nei cuori e nelle menti delle persone.
E all’omaggio dei fedeli e dei cittadini si è aggiunto spontaneo il pellegrinaggio di tanta gente devota venuta appositamente dai centri vicini all’intera "piana".
Ognuno ha elevato la sua preghiera, ha esposto a Maria il suo cruccio, ha chiesto per sé e i propri cari una grazia perché qui in Calabria nessuno invoca la mamma senza avere la fiducia di essere ascoltato ed esaudito. "Mamma mia, fiducia mia!" ripete una vecchia invocazione assai viva nelle nostre contrade che è riecheggiata sulle labbra dei fedeli e dei pellegrini dinanzi al quadro della Madonna.
Lo stesso Vescovo diocesano, Mons. Domenico Crusco, nell’ossequiare la prodigiosa Immagine non ha mancato di svolgere un’efficace catechesi nell’affollata chiesa di San Francesco di Paola, patrono della Calabria, per implorare dal cuore materno della Madonna ogni sorta di grazia e di benedizione per la gente della "piana".
Nei giorni della Missione mariana sono state distribuite a tutti coroncine del Rosario, immagini col testo della "Supplica", opuscoli informativi e materiale di preghiera vario perché anche attraverso questi poveri, tangibili segni di edificazione e di pietà, ogni cristiano possa conservarsi coerente e fedele con i propri impegni battesimali.
Particolarmente suggestiva è stata la celebrazione conclusiva officiata da Monsignor Albino Caratozzolo: nel tempio affollato all’inverosimile è echeggiata ancora una volta la "Supplica" del Beato Bartolo Longo mentre alla simpatica arguzia di Padre Adolfo, alla profonda semplicità di Mons. Baldassarre Cuomo tutto un popolo in festa ha manifestato la sua riconoscenza per questi momenti di grazia a lode della Madonna.
A Gioia Tauro e in tutta la "piana" la Madonna, come si sa, è "di casa" per le edicole, le chiese, i santuari a Lei dedicati: ecco perché per la circostanza è stato inaugurato un monumento mariano in granito presso il piazzale antistante la parrocchia S. Francesco in memoria del giovane Francesco Mangione perito tragicamente un anno fa in un incidente d’auto.
Per ricordare che Maria pur nel suffragio è "mamma della vita" il cuore del popolo di Gioia, come quello dell’intera Piana, dovrà pulsare di battiti nuovi, di ritmi diversi che scandiscano nell’operosità dei giorni la preghiera universale "ad invicem" di tutte le persone riunite in quell’unica famiglia dove l’Eucarestia, il pane spezzato, altro non è che la gioia della condivisione.
(Autore: Filippo Mariano)


"1994" La Regina di Pompei a:
San Giorgio a Cremano (NA)

Dal 24 Aprile al 1° Maggio 1994 - Parrocchia: "San Giorgio Martire" - Parroco: "Mons. Pasquale Ascione"
Per celebrare i 450 anni della Chiesa
Nell'ambito delle celebrazioni programmate per i 450 anni della fondazione della Chiesa di San Giorgio Martire, retta da Mons. Pasquale Ascione, la cittadina di San Giorgio a Cremano ha avuto l’onore di ospitare dal 24 aprile al 1° maggio 1994 il quadro della Madonna del Rosario di Pompei.
Sin dal momento del Suo arrivo, la sera di domenica, e ancor prima, nelle settimane che hanno preceduto l’evento, la Vergine Santissima ha suscitato nell’animo della gente grande attesa e
vivissimo entusiasmo.
Non è stato, però, solo devozionismo, un fatto folkloristico o una manifestazione puramente esteriore: i sangiorgesi ed i cittadini dei comuni vicini hanno accolto la Madre di Gesù con una gioia intensa che si è espressa nella preghiera, nel raccoglimento, nel canto e l’hanno accompagnata lungo le strade cittadine, conservando sempre un atteggiamento di meditazione pensosa; che ha escluso qualsiasi esagerazione. La stessa eucaristia presieduta dall'Arcivescovo di Pompei, Mons. Francesco Saverio Toppi, nella centralinissima Piazza Vittorio Emanuele si è svolta in un clima di partecipazione corale di grandissima suggestione.
Non vi è stato giorno, un’ora o un minuto, in cui la Madonna, anche grazie ai sacerdoti ed alle suore che l’hanno accompagnata in questa missione, non abbia parlato al cuore di tutti, bambini, giovani, scolaresche, gruppi ecclesiali, fidanzati, famiglie, hanno ricevuto il dono della Parola e l’hanno accolto con stupore, commozione, gratitudine.
Particolarmente toccante è stato l’incontro con gli ammalati e gli anziani, i quali, il venerdì pomeriggio, hanno ricevuto il Sacramento dell’Unzione degli infermi. Il contatto con la sofferenza, la visione del dolore in tante creature ha indotto i cosiddetti "sani" ad una profonda riflessione sul senso della vita.
Riflessione continuata nella processione penitenziale per alcuni quartieri di san Giorgio, ancora
con una grande partecipazione di folla, che neanche una pioggia intensa, continua e fastidiosa, è riuscita ad interrompere o a scalfire nel suo raccoglimento.
Perfino gli uomini, in genere così riottosi anche nel più benevolo degli inviti, non sono riusciti a sottrarsi al richiamo della dolcissima Vergine.
Sabato sera sono venuti in tanti, desiderosi di ascoltare Maria e Suo Figlio e pareva che non volessero lasciar più quel porto sicuro, al quale forse dopo tanto tempo approdavano: molto tempo richiesero le confessioni.
L’ultimo saluto alla Vergine Maria è stato dato la sera del 1° maggio al campo sportivo. C’erano proprio tutti, anche il Sindaco, architetto Aldo Vella, che attraverso le forze dell’ordine ha assicurato il buon andamento di tutta la settimana e della conclusiva manifestazione.
Una folla immensa, magari affaticata, con gli occhi lucidi, non voleva proprio staccarsi da Maria, salutandola fino al suo allontanarsi con lo sventolio di bianchi fazzoletti.
Arrivederci Maria!
Quanta gioia ci hai dato, quante grazie hai riversato su di noi! Sapremo continuare a pregare così come abbiamo fatto tutti, in questa settimana tanto piena di Te?
Sapremo offrirti la nostra fatica quotidiana e conservare nel nostro cuore la Parola del Tuo Figlio, meditandola come facevi Tu?
Il Rosario che ci hai lasciato ci garantisce di sì. Grazie, Maria.
(Autore: Luciano Cafiero)
Prima foto: San Giorgio a Cremano. Piazza Municipio diventata per l'occasione luogo di celebrazione.
Seconda foto: Lo Stadio Comunale stracolmo di devoti, circa ottomila, per salutare la Vergine alla fine della Settimana Mariana.


"1994" La Regina di Pompei a:
New York

13-31 Maggio 1994 - Parrocchia: "Verie"
Tutte le generazioni mi chiameranno Beata
13-31 Maggio 1994 – Pompei-New York
La Madonna di Pompei negli Stati Uniti. L’accoglienza cordiale e commossa degli italo-americani.

È stato facile associare queste parole del Magnificat, lette nella festa della Visitazione di Maria al 31 di maggio, con la celebrazione conclusiva del mese dedicato alla Madonna e della Missione Mariana a New York.
La Madonna è certamente conosciuta ed amata da sempre negli Stati Uniti, tant’è che l’invocano, familiarmente, "the blessed Mother", cioè la Madre benedetta.
La nostra Missione svolta in cinque parrocchie della diocesi di Brooklyn (la città di New York è divisa in due diocesi, di cui una con lo stesso titolo e l’altra con quello di Brooklyn) ha ampiamente confermata questa realtà.
La cronaca che segue, nel rendere testimonianza alla tradizionale devozione mariana, intende sottolineare alcuni aspetti di questa prima esperienza estera e dire il dovuto grazie a tutti coloro che hanno reso possibile tale evento.

La preparazione ed i ringraziamenti

A cose fatte tutto sembra facile e naturale, si direbbe scontato. Ma la realtà è diversa.
L’idea maturò nell’ambito delle visite compiute agli amici del Santuario dal 1984 in poi, in alcune città del Canada e degli Stati Uniti. "Perché non si fa qualcosa di più grande e solenne per venerare la Madonna di Pompei?", era la domanda abituale.
Fu il centenario (1992) della fondazione della parrocchia intitolata alla nostra Madonna nel cuore di Greewich Village (N.Y.) a far pensare di "esportare" la Missione che già si compie in Italia da oltre quarant’anni. Solo ora è stato possibile realizzare il progetto.
Nei due anni di preparazione sono stati molteplici gli incontri con i parroci ed operatori pastorali.
Anche la corrispondenza con gli amici e la promozione "pubblicitaria" della Missione hanno registrato un notevole incremento.
Si sa che gli elenchi dei benemeriti per questo tipo di iniziative sono sempre incompleti e perciò sarà la Madonna a dire "il suo grazie" commisurandolo all’apporto di ognuno.
Ma non possiamo dimenticare Don Vincenzo Miceli della parrocchia S. Luigi "vero e proprio corrispondente dell’altra sponda". L’Agenzia Rosso Pompeiano e l’Alitalia per l’organizzazione del viaggio, l’iberfreight di Carlo Padovani per la consegna del voluminoso materiale devozionale ed informativo nelle cinque parrocchie, il sig. F. Alesci per la preparazione della cornice e base per il trasporto del Quadro, Queen’s Garden Center & Florist Inc.per l’addobbo di fiori e collaborazione nei trasporti, la Radio Maria di N.Y. (P. Walter) per i collegamenti e la radio CNI per la trasmissione della Messa conclusiva. Un grande grazie a Don Michele Salemme incaricato diocesano dell’Apostolato per gli Italiani.
È stata una gara da parte di tanti nel mostrare la propria devozione alla Madonna, favorendo in mille modi il felice svolgimento delle funzioni e celebrazioni. Si è potuto "toccare con mano" che i nostri connazionali erano sinceri quando chiedevano "qualcosa di solenne". Ora consideravano questo pellegrinaggio della Madonna o una visita speciale fatta nelle loro case o una gentile "restituzione" di quella da essi fatte a Pompei. Una signora chiusa in casa "per lutto stretto" non poté fare a meno di andare in chiesa perché "sollecitata dalla Madonna durante la processione.

Il messaggio di Pompei

Ma che cosa dire e fare in questa vasta e varia città di New York? Sono tante le sette religiose, le chiese cristiane e le parrocchie cattoliche formate da gente di mille provenienze etniche. Ma la Madonna ed il Rosario sono di tutti, non solo degli italiani. E questo è di incoraggiamento soprattutto all’équipe missionaria composta da Mons. Baldassarre Cuomo, Mons. Pietro Caggiano, Suor Maria Sabina e Suor Maria Immacolata.
Dice un’arzilla signora: "Venga a vedere questa bella Immagine della Madonna di Pompei che ha vegliato sulla famiglia dei miei genitori e sulle due generazioni successive. Io ho 90 anni e la ricordo da sempre come "capoletto" nella nostra casa. Raramente è saltato il Rosario quotidiano: questa dolce catena, come dice Bartolo Longo, ci ha legati alla nostra Patria, al nostro Santuario, alla nostra famiglia per un secolo". Esatto.
La "nonnina" ha racchiuso in queste poche parole la storia di molti italiano che hanno varcato l’Oceano "in cerca di fortuna". Ed è stato consolante notare come siano stati tanti a conservare caramente "il ricordo di Pompei" dato agli antenati dal nostro Fondatore o dalle "materne suore", come ha commentato un altro signore.
È ovvio che il santuario di Pompei, fondato sulla devozione al Rosario, promuova tale preghiera. E così facendo s’inserisce nella catena dei Santuari (Lourdes. Fatima, Banneaux, Medjugorje) che da circa 150 anni, rispondendo ai caldi e pressanti inviti della Madonna, hanno sviluppato la devozione mariana e la preghiera del Rosario. Ma che significa in particolare pregare il Rosario a Pompei? Qual è il carisma specifico di questo Santuario che accoglie quattro milioni di persone all’anno?
In comune con gli altri santuari promuove la sostanza di tale preghiera, sintesi del Vangelo e della storia della Salvezza. Di suo specifico ha l’abbinamento inscindibile della Fede e Carità o
preghiera ed azione sociale. Fin dall’incoronazione della Madonna (1887) sono state ospitate presso il Santuario, e da esso sostenute, ragazze e ragazzi in necessità di aiuto materiale, psicologico e spirituale. Oggi, allargandosi la Carità, ci si interessa di anziani e tossicodipendenti. È "l’effetto salvezza" nel suo senso più profondo ed integrato che promana, come effetto da causa, dalla meditazione e preghiera del Rosario. Il periodo liturgico della Pentecoste e della SS.ma Trinità ha dato inoltre occasione di sottolineare la presenza di Maria con gli Apostoli nel Cenacolo in preparazione alla discesa dello Spirito Santo.
Non sarà stata quella "prima novena" una meditazione sugli eventi salvifici della vita del Signore Gesù e di Maria e quindi una preghiera del Rosario a livello embrionale? Così il rapporto intimo di Maria con la SS.ma Trinità non è altissimo modello della vita di ogni cristiano?
Infine, quest’anno speciale della famiglia ha suggerito la riflessione sull’importanza della preghiera in comune (soprattutto quella del Rosario) come elemento di salvezza e coesione: la famiglia che prega insieme sta insieme.
Con questo messaggio evangelizzante l’interesse è cresciuto anche in altri, così che la missione – avviata per gli italiani, è diventata di tutta la parrocchia.

La vita nelle Parrocchie

Il programma è iniziato provvidenzialmente il 13 maggio presso il Seminario dell’Immacolata: il tutto si è caricato così di alto valore simbolico, dal momento che un seminario è cuore della diocesi.
Dal 14 al 17, la parrocchia dell’Immacolata Concezione (Long Island City, 21.47. 29 th St.), retta da Mons. Charles P. Boccio, ha dato l’avvio solenne con processione ed intronizzazione, recita del Rosario e celebrazione eucaristica in lingua inglese ed italiana, visita agli anziani ed ammalati, incontro con il gruppo del Rosario e gli alunni della scuola parrocchiale.
Particolare significato ha assunto la benedizione delle mamme incinte e dei bambini piccoli in questa zona dove avvengono circa un terzo degli aborti che si compiono in tutto lo Stato di New York.
La seconda tappa (dal 18 al 22) approda a S. Luigi (St. Aloysius, Ridgewood, 382 Onderdonk Ave).
Questa parrocchia guidata da P. Eugenio F. Mc Govern, si è molto distinta nell’ospitalità concessa e nell’impegno di collegare il lavoro tra le varie chiese.
Qui s’è data l’occasione per ammikrare la devozione mariana del gruppo Filippino che ha voluto ripetere la processione della nostra Immagine associandola alla tradizionale festa di "Santa Cruzen", tipica del mese di maggio.
Così pure il gruppo cattolico vietnamita ha salutato la Madonna "alla partenza", all’inizio della loro celebrazione domenicale.
Un cordiale incontro si è avuto con la comunità delle suore di Maria Riparatrice che hanno così
avuto modo di informarsi della storia e della realtà di Pompei.
Il 22 maggio, alle ore 16, ha avuto inizio la missione nella chiesa di S. Mel (28-20 154 th St. Flushing. N.Y., parroco Don Giovanni McGuire) con una composta, devota ed affollata processione.
Una nota caratteristica: un bravo trombettista ha guidato canti e ritmo dei passi e si è poi unito al suono dell’organo della chiesa. La locale comunità italiana si è distinta nel preparare un ricco rinfresco per le oltre 500 persone intervenute.
La Madonna è stata collocata in posizione evidente, sullo sfondo dell’altare maggiore. Anche qui si sono alternate le liturgie e preghiere nelle due lingue "ufficiali".
Non è stato interrotto o disturbato il calendario delle attività abituali parrocchiali, avendo concordato con il parroco (ma ciò è avvenuto in tutte le parrocchie) di "associarsi" per offrire una preghiera mariana (rosariale) alla prevista "quotidianità".
Un rispetto che ha certamente dato un importante contributo alla pastorale parrocchiale. S.E. il Prelato, con il segretario Mons. G. Rendina, si è unito in questi giorni alla missione offrendo nelle omelie delle Messe in italiano ricche e calorose riflessioni.
L’attività, tanto apprezzata dalla numerosa comunità e dal parroco, è terminata il 25, dopo l’adorazione e la Supplica di mezzogiorno.
Il triduo seguente (dal 25 al 27 si è svolto presso il Santuario della Madonna del Carmine /Brooklyn – 274 N – 8th St.) molto noto in questo antico e storico insediamento italiano. Nel
mese di luglio, preceduti da un lungo programma, si svolgono i festeggiamenti del giglio in onore a S. Paolino da Nola e la festa della Madonna del Carmine.
Si è ripetuto lo schema presentato nelle altre parrocchie. Intanto si era maggiormente diffusa la notizia della presenza del Quadro e molte persone visitavano la chiesa, anche fuori orario, dandole l’aspetto di un vero santuario.
Alcuni visitatori sono venuti dal New Jersey, dal Connecticut (la notizia era stata data dal foglio informativo della parrocchia del Carmine di Meriden) e da lontani insediamenti cittadini. Una riuscita processione aux flambeaux ha posto termine a questa esperienza, animata da tutta la comunità, dal Parroco Mons. D. Cassato e da P. Carmine Gagliardi.
La conclusione (28-31) si è celebrata nella chiesa di S. Luca (Clintonville Ave – Whitestone, N.Y.). Il parroco ammalato è stato rappresentato da Don Felice De Lanza e da tutto lo Staff. In questa zona residenziale del suburbio della Città vivono molti italiani che hanno raggiunto una tranquillità economica.
Abbiamo trovato un grande calore ed un vivo desiderio di poter avere altri incontri religiosi preferibilmente in italiano. Il programma ed il senso della missione è stato portato a conoscenza della comunità in lingua inglese attraverso l’omelia tenuta in tutte le S. Messe. Devota ed affollata la processione iniziale e quella finale aux flambeaux.
Il saluto al Vescovo diocesano S.E. Thomas Vose Daily da parte dell’équipe missionaria, guidata da S. E. il Prelato, è stato molto caloroso ed ha suscitato in lui l’interesse per il Santuario e per quanto era stato compiuto nella sua Diocesi. Il suo grazie è stato quello di tutta la Comunità.

(Autore: Pietro Caggiano)
Alla Madonna di Pompei Pellegrina a New York
(Di: Mons. Baldassarre Cuomo)
Come la pioggia dal lontano mare, percorrendo i cieli,
giunge a dissetare l’imploranti zolle,
e il suolo
in prati ed infinite gemme si risveglia,
così il volto tuo impresso in una tela,
dalla tua Valle, sorvolando il grande mare,
nella terra che di stelle il suo vessillo adorna,
ha visto il rapido sbocciare dei più bei pensieri.


Figli di lontane stirpi,
lucidi gli occhi dei colori d’orizzonti ignoti,
figli che la madre Italia in lacrime
sparse a sudare in estranei solchi,
sono davanti a te a dirti: "Ave!".

Scende il tuo sorriso
Come scintillio di cadenti stelle nell’agosto
E giunge al cuore
Dove la tempesta placa che ruggiva
E i desideri accende del paradiso.

Qui resterai, o Madre,
anche quando, col migrar dei giorni,
il volto tuo dipinto trasvolerà alla tua Valle.

Sempre qui sarai la Madre amata.

E se, calando l’ombra della notte infida,
infausti incanti rimpiangesse il cuore,
la tua "catena"
al caldo della casa lo trarrà
come l’incauta pecorella
la mano del pastore ai sani pascoli.
Pur se ferita, amabilmente riconduce.

(New York, durante la Missione Mariana 13 – 31/5/1994)

Prima foto: Una anziana signora rende omaggio alla Madonna.
Seconda foto: Parrocchia S. Luigi: fedeli filippini partecipano alla processione della Madonna.
Terza foto: Mons. B. Cuomo con alcuni devoti di Ischia che hanno visitato la Madonna nel Santuario del Carmine.
Quarta foto: Le Suore missionarie con una devota.
Quinta foto: Processione nella parrocchia di S. Luca alla presenza del nostro Arcivescovo.
Sesta foto: Particolare della chiesa S. Mel.


"1994" La Regina di Pompei a:
Taurasi  (AV)

Ottobre 1994 - Parroco: Don Luigi Liberto

Taurasi, la ridente cittadina della media valle del fiume Calore, ha scritto con la Missione Mariana una delle sue più belle pagine della storia religiosa.
Questa settimana, infatti, ha inciso profondamente nell’animo dei cittadini il segno cristiano che, tra l’altro, s’è manifestato in esultanti gesti esterni di partecipazione: lunghi cortei di auto a scorta dell’Immagine, affollate e devote processioni, fuochi di saluto.
La devozione alla Madonna di Pompei non è nuova in questa zona.
Essa va indietro negli anni ed è sottolineata da interventi miracolosi di Maria in favore di cittadini emigranti verso gli Stati Uniti (fine secolo scorso) e la famiglia Addonizio di Passo di Mirabella (perciò Le fu dedicata la chiesa parrocchiale).
Senza dire dei continui pellegrinaggi che dall’Irpinia muovono verso Pompei.
Ora questa "prima visita" è sembrata un gesto ulteriore di materna bontà. E tutti si sono dati da fare (a livello di amministrazione comunale, pro loco e privati) per ringraziare la Mamma Celeste di questo dono.
Per il Parroco Don Luigi Liberto, che l’aveva ardentemente desiderata, la Missione è stata come un suggello ai suoi cinquant’anni di sacerdozio – vissuti nel segno di Maria – e quasi tutti spesi a Taurasi.
Non sarà senza significato il fatto che due sacerdoti da lui curati fin dagli inizi, (D. Pietro Caggiano e Don Agostino Fierro) si trovino a svolgere il proprio ministero sacerdotale rispettivamente al Santuario di Pompei e quello di Montevergine.
In questo contesto si son trovati a loro agio (lo speriamo sinceramente) Monsignor Cuomo, D. L’Arco, Suor Maria Sabina e Suor Maria Veronica, che hanno aiutato la Missione, versando in noi generosamente la loro ricchezza spirituale.
Di grande sprone è stata la presenza iniziale di Monsignor Francesco Saverio Toppi, Arcivescovo-Prelato di Pompei, e quella conclusiva del Vescovo diocesano S.E. Antonio Forte.
La gente era stata preparata da alcuni mesi con messaggi e manifesti e la recita della preghiera alla Madonna, composta dal parroco utilizzando tipiche espressioni del Beato Bartolo Longo. Sarà aiutata a ricordare nel tempo questo evento di grazia con un nutrito programma, stilato d’intesa con il Consiglio Pastorale ed il gruppo dei Catechisti della Parrocchia.
Innanzitutto sarà potenziata la recita del Santo Rosario in comune, cercando dei "centri d’ascolto" della Parola di Dio in riferimento ai Misteri Gaudiosi (Avvento), Misteri Dolorosi (Quaresima), Misteri Gloriosi (dopo Pentecoste).
Parallelamente le famiglie sono invitate a curare "nel vicinato" occasioni della recita del Rosario, in modo speciale durante le "Peregrinatio Mariae".
Nelle scuole, durante le lezioni di Religione, gli alunni saranno aiutati "a scoprire il Rosario" recitandone "una posta".
Così pure nell’ultima domenica di ogni mese si terrà l’Adorazione Eucaristica, durante la quale si mediterà sui Misteri del Rosario.
Infine sarà potenziato il legame con il Santuario di Pompei, organizzando un pellegrinaggio a Maggio ed Ottobre, ed incrementando la devozione al Beato Bartolo Longo con l’auspicio che, al più presto, possa essere canonizzato.
Mi piace chiudere questa semplice cronaca di una settimana ricca di tante esperienze umane e religiose con una composizione di Mons. Baldassarre Cuomo:
Qui di profumati grappoli
/ vidi inghirlandarsi i tralci / e
Di squillanti vini gorgogliar le

Mense; / di che par giusto che
Il popolo si vanti. / Ma pur le
Lacrime io vidi / tra le belle
Case e le pastose ricche zolle.
/ Solitudine son quelle lacrime,
/ infermità e inarrestabile
Declino. / Qui imparai / cos’è
Il migrare nei lontani lidi / e il
Freddo della deserta casa /
Intorno all’umile vecchietta
Che sospira / col Rosario in mano.

(Autore dell’Articolo: A. Froncillo – Autore della Poesia: Mons. Baldassarre Cuomo)


"1994" La Regina di Pompei a:
Acicastello  (CT)

Dal 09 al 16 Ottobre 1994 – Parrocchia: "San Mauro Abate" - Parroco: "Don Orazio Adamantino"

Ad Acicastello si promuoverà la recita del S. Rosario nelle famiglie

Dal 9 al 16 ottobre, la comunità castellese di San Mauro Abate ha accolto con gioia e devozione la visita del quadro itinerante della Madonna del Rosario di Pompei.
Una visita attesa da quattro anni da quando il parroco, Don Orazio Adamantino, ne aveva fatto ufficiale richiesta.
È stata una settimana spiritualmente molto intensa, vissuta all’insegna dei quella dolce catena che è il Rosario.
Una missione mariana: era proprio la Madonna che, al di là della proprio effige, è venuta per risvegliare in noi l’amore per Gesù, per ricordarci che, come Madre, possiamo trovare sempre in Lei un sicuro rifugio.
E ci ha mostrato il Rosario, unico mezzo privilegiato per arrivare a Lei ed al suo Figlio.
La meditazione giornaliera propostaci da Monsignor Cuomo e da Padre L’Arco ci ha fatto comprendere la meravigliosa ricchezza di spunti che il Rosario contiene per convertirci all’autentica sequela di Gesù. Ad Jesum per Mariam: è proprio vero che solo attraverso Maria possiamo conoscere, comprendere, amare ed imitare Gesù.
Una settimana intensa di preghiera comunitaria, una settimana intensa di incontri specifici per
far sì che la Madonna potesse essere ascoltata da tutti: dai fanciulli ai ragazzi, dai giovani agli adulti, dai sacerdoti alle coppie, dai malati agli anziani, dalle Congregazioni alle Associazioni.
Alcuni momenti di partecipazione commossa non possono passare inosservati: all’arrivo del quadro della Madonna, tra gli applausi ed i canti, i volti rigati di lacrime; le mamme che tendono i propri figli verso la Madonna celeste per affidarli alla sua protezione; la processione penitenziale per le vie del paese con il quadro della Madonna portato a spalla; ed, infine, l’incontro per soli uomini.
La celebrazione eucaristica del giorno 14 è stata presieduta dal nostro Vescovo, Monsignor Giuseppe Malandrino, che ha sentito il bisogno di unirsi alla comunità castellese per pregare la Madonna.
Un grazie ai missionari della Madonna del Rosario di Pompei, ai sacerdoti ed alle suore, che hanno offerto la propria disponibilità per ascoltare, dialogare, consigliare, ma soprattutto per l’amore filiale con cui ci hanno avvicinati alla Madre di Gesù e Madre nostra. Come rispondere concretamente a tanto amore?
La nostra comunità si impegna a promuovere dei gruppi per la recita del Santo Rosario nelle famiglie, e propagandare il Rosario Perpetuo e l’Ora di Guardia, a vivere di Amore. Dal 24 al 26 ottobre è stato organizzato un pellegrinaggio per rinnovare ai piedi della Madonna a Pompei le promesse fatte.
(Autore: Teresa Manfré)

Gratitudine e Riconoscenza per la Vergine

La mia storia comincia così: io e mia moglie ci sposammo nella parrocchia di S. Giovanni Battista di Acitrezza il 12 ottobre 1989; partimmo per il viaggio di nozze e ci fermammo a Pompei. Scattammo in questo luogo molte foto ricordo. Quando le sviluppammo ci accorgemmo poi che di tutte le foto ne erano rimaste impressionate solo 3 scattate dentro il Santuario in particolare del quadro della Madonna.
Passano 3 anni e una mattina esattamente il 7 ottobre 1993 causa un incidente sul lavoro finisco in ospedale con due vertebre fratturate, i medici mi visitano e pensano a delle lesioni gravi. Arriva un dottore e mi dice: "Potrai camminare ancora, ringrazia la Madonna del Rosario che oggi è la sua festa".
Mi portano nella stanza e mi mettono in un letto. Sopra la mia testa vedo una immaginetta e chiedo al mio compagno di stanza quale era il santo raffigurato. Mi rispose: "È la Madonna del S. Rosario, la mia protettrice, io mi chiamo Rosario, e ogni anno vado a Pompei". Perché, gli dico, la Madonna di Pompei è la Madonna del Rosario?
Sì, mi rispose.
Così ricollego tutto e mi ricordo di quelle foto.
Da questo ho capito che quel giorno dell’incidente la Madonna di Pompei mi aveva protetto.
Allora mi sono ripromesso che non appena avrei potuto, sarei andato con la mia famiglia a Pompei. Magari in agosto.
Dopo un mese mia moglie diede alla luce la mia seconda bambina e la chiamammo "Federica Rosaria" in onore della Madonna.
Arriva agosto, ma per ragioni finanziarie non riesco a mantenere la promessa fatta. "Ci penso sempre, non so quando, ma devo andarci" pensavo.
Un giorno d’agosto mentre facevamo una passeggiata, scopro che una chiesa di Zafferana che era stata costruita portava il nome della Madonna del Rosario.
Scendemmo per visitarla, ma era chiusa.
Ci riproponemmo che non appena sarebbe stato possibile, saremmo andati ad ascoltarvi la S. Messa.
La sera del 12 ottobre nella cassetta delle lettere mia moglie trova una lettera, era della Parrocchia di Acicastello che ci invitava a parlare della "Madonna di Pompei". Un’altra coincidenza? No! Una chiamata!
Così la domenica del 16 ottobre non sapendo che la Madonnina era in Acicastello, decidemmo di andare a Zafferana. Quando stavamo per uscire, una telefonata da parte della nonna ci annuncia che nella chiesa di Acitrezza alle ore 12.00 sarebbe arrivato il quadro della Madonna di Pompei, ci precipitammo a messa e con grande fede l’abbiamo aspettata! Sono rimasto senza parole, ho pregato commosso pensando a un miracolo e alla cosa bella che non potendo andare dalla Madonna, la Madonna del Rosario è venuta da me, nella chiesa in cui mi sono sposato.


"1994" La Regina di Pompei a:
Zagarise  (CZ)

17-23 Ottobre 1994 - Chiesa del: "Santo Rosario"
Zagarise, la Madonna del Rosario ed una testimonianza da continuare.

Terminata la straordinaria settimana dal 17 al 23 ottobre, non c’è augurio più bello che si possa fare in risposta al grande e straordinario evento vissuto dalla comunità Zagarise: che ognuno possa sentirsi chiamato e risponda con impegno.
Zagarise, è un paesino di 2.000 anime nella pre-Sila catanzarese, ha ricevuto il grande dono di poter tenere, per una intera settimana, il sacro quadro della Madonna di Pompei.
La comunità, quasi incredula ("A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?") ha
risposto con fede e con fervore. La Chiesa del Santo Rosario è diventata, infatti, meta dei fedeli del circondario che, almeno una volta nella settimana hanno fatto visita al Sacro Quadro.
La settimana, cominciata con l’accoglienza festosa del Quadro da parte di numerosissimi fedeli che, in processione, l’hanno poi condotto in Chiesa, è stata ricca di momenti forti. Il Rosario meditato, la celebrazione della Santa Messa, l’adorazione del Santissimo Sacramento hanno scandito il ritmo delle giornate che terminava con incontri particolareggianti con i giovani, gli uomini, le famiglie, i gruppi ecclesiali, gli anziani, le scolaresche.
Durante gli incontri ognuno di noi ha potuto apprezzare la fede, la saggezza, l’umiltà e perché no?, anche la gioia e la simpatia di chi ci ha guidati.
"È il tempo dei laici" ci è stato detto, tra le altre cose, domenica durante il saluto finale; ecco perché ci auguriamo che ognuno di noi ora che il Quadro non c’è più (ma solo il Quadro!), possa rispondere: "Eccomi, sono la serva del Signore, accada di me secondo la Tua Parola!".

(Autore: Adele Guzzetti)


"1994" La Regina di Pompei a:
Rimini (Emilia Romagna)

... 14 ... Novembre 1994 - Parrocchia: "SS. Giovanni e Paolo" - Parroco: Don Duilio Magnani
A Rimini per rinsaldare un rapporto di amicizia con i romagnoli
Rimini ha aperto le porte alla madonna Pellegrina della Valle di Pompei e l’ha accolta per otto giorni nella Parrocchia dei SS. Giovanni e Paolo.
Modesta di proporzioni – n. 1.500 anime -, la Parrocchia ha espresso il meglio di sé nel fervore, nella gioia della comunione, nell’ascolto della parola.
Il Parroco, apostolo zelante, aveva proposto per la sua comunità l’esperienza della Settimana Missionaria Mariana da anni, attendendo pazientemente che gli eventi maturassero.
Ma l’attesa era condivisa anche dalla nostra équipe missionaria, fiduciosa di raggiungere quella terra dove i ricordi dei prodigi di S. Antonio e di tanti avvenimenti di storia religiosa e civile
sono stampati nel cuore stesso della gente.
A pochi metri dal mare, sul versante Nord della città, nella zona di San Giuliano Mare, la popolazione dei SS. Giovanni e Paolo ha circondato la venerata Icona di ogni possibile espressione di fede.
Non molto numeroso l’afflusso, ma convinto, costante, contento.
Il dialogo aperto con i singoli, i temi teologici e pastorali, la preghiera scandita in ordinati ritmi per tutta la giornata, hanno reso la chiesa parrocchiale un piccolo Santuario cittadino. Tutte le categorie che compongono la comunità sono state interessate: dai ragazzi agli uomini, dai giovani alle famiglie, dai bambini alle mamme, alle gestanti, agli ammalati ed anziani. Nota particolare di questa Settimana è stato l’incontro riservato alle donne alle ore 21 del lunedì 14 novembre.
È stata una loro scelta concordata prima col Parroco poi con i missionari. Sono state puntuali, attente e interessante al tema.
La Settimana Missionaria Mariana è sempre accompagnata dalla proposta del Rosario quale preghiera personale e comunitaria.
Infatti il Rosario segna i punti nevralgici della giornata: mattina, mezzogiorno, sera.
Ma si tende a suscitarne e solidificarne l’esigenza e l’impegno mediante l’iscrizione al Rosario Perpetuo – e Ora di Guardia – e alla Pia Unione per la recita del Rosario in comune e nelle
famiglie; secondo la tradizione introdotta dal Beato Bartolo Longo. Il seme gettato ha posto radici; come pure è stata accolta la proposta della pratica dei Quindici Sabati.
Il ritorno alla nostra "Valle" si scopre arricchito da questo nuovo contatto con i Romagnoli dopo quelli di Lugo, Conselice, Forlì.
Lavoro di semina che ricorda la parola del salmo "nell’andare, se ne va… portando la semente da gettare"; ma anche lavoro di raccolta, come i nostri occhi hanno potuto constatare nei molti incontri, e perciò "… nel tornare, viene con giubilo, portando i suoi covoni" (Sal 126, 6).
Salutiamo da queste pagine l’Ecc.mo Pastore della Diocesi, Mons. Mariano de Nicolò, grati dell’accoglienza offertaci in Episcopio, il carissimo Parroco Don Duilio Magnani, le affettuose Suore della Santa Famiglia di Spoleto e delle Francescane di S. Onofrio, il popolo con i suoi attivissimi collaboratori parrocchiali.
E giacché abbiamo conosciuto il Parroco quale ottimo organizzatore, gli proponiamo di puntare, nei suoi viaggi, anche su Pompei.
La Madonna certamente aspetta i Riminesi, soprattutto dopo la visita fatta a casa loro.
Anche noi aspettiamo.
Solo per precisione di cronaca: l’équipe missionaria, si componeva di tre Sacerdoti – Don Adolfo L’Arco, Salesiano, Monsignor Raffaele Matrone, il Sottoscritto, una Suora, Maria Alessandra; una Novizia: Ninfa.
(Autore: Baldassarre Cuomo)


"1994" La Regina di Pompei a:
Sant'Antonio Abate  (NA)

Dopo il 15 Novembre 1994 - Parroco: "Don Vincenzo Rosanova"
S. Antonio Abate: un popolo devoto e attento alla Vergine Missionaria

La Settimana Missionaria Mariana a S. Antonio Abate ha fatto rivivere i "colori" e le emozioni delle Missioni Popolari, passate alla storia come avvenimenti rivoluzionari nella vita delle comunità parrocchiali e cittadine.
Folle che si accavalcano, partecipazione costante, ascolto attento, preghiera fervorosa, confessionali assiepati, il tutto in una tensione di anime sui temi essenziali della vita cristiana, cui faceva da richiamo la bella Icona Mariana del Rosario di Pompei, posta a dominare dall’Abside tutta l’assemblea.
Era Maria la Missionaria, resa, in un certo senso, visibile attraverso un’immagine. E con Maria si è sentito come missionario tutto il popoli, sensibilizzato a questo dal clero locale, anzitutto dal
Parroco Don Vincenzo Rosanova e dalla èquipe missionaria venuta da Pompei.
Manifestazioni dai toni caldissimi all’interno e all’esterno della chiesa parrocchiale.
Accoglienza all’inizio del paese presso la Cappellina dell’Assunta ricordo di una grande Missione Popolare degli anni cinquanta.
Un inatteso sventolio di fazzoletti bianchi affioranti da una selva di mani levate in alto ha offerto a chi osservava un improvviso suggestivo colpo d’occhio.
Probabilmente nessuno del paese era assente. Ma a confermare il senso della "Ecclesia assidua nella preghiera" è stata la presenza simultanea dell’Arcivescovo di Sorrento – Castellammare di Stabia e del delegato Pontificio Arcivescovo di Pompei, nonché dei Parroci e Presbiteri del paese.
Si leggeva sul volto della gente la gioia, la festa, lo stupore del privilegio di trovarsi in tanti ad essere attratti dalla presenza della Madre Divina.
Sentimenti che potremmo sintetizzare con le parole di Elisabetta: "A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?".
Maria ha anzitutto insegnato a pregare: con la corona in mano, piccoli e grandi, uomini e donne, hanno creato ed espresso l’immagine del vero animus del popolo di S. Antonio Abate, che, se ferito per i fatti di cronaca diventati notizie della nazione, trova nella fede la forza della propria risurrezione.
Confessionali assiepati: non è espressione letteraria, ma verità, cui si aggiunge il fatto che ad esercitare il ministero della confessione erano assiduamente molti Sacerdoti.
L’Eucarestia era, anche nelle ore fredde del mattino, un gioioso incontro della famiglia ecclesiale che loda e ringrazia.
Esaltanti poi le celebrazioni alla serata di arrivo e di partenza della S. Immagine, presiedute la prima dall’Arcivescovo di Pompei, la seconda dall’Arcivescovo di Sorrento – Castellammare di Stabia.
È fondamentale saper ringraziare Dio; e il popolo di Sant' Antonio Abate lo ha fatto in modo eccellente.
La Settimana Mariana è volata via come un attimo che fugge, mentre tutti desideravano che fosse eterna.
Il seme gettato nella fertile terra ora deve produrre il centuplo che il Divino Seminatore attende avendolo affidato alle mani della Regina del S. Rosario.

(Autore: Luisa D.M.)


"1994" La Regina di Pompei a:
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xx-xx Ottobre 1994 - Parrocchia: "xxx" - Parroco: xx


 
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