Missioni Mariane dell'Anno 2012 - Istituto Aveta

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Missioni Mariane dell'Anno 2012

Il Santuario > Madonna Pellegrina > Anni 2010/2019

"2012" La Regina di Pompei si reca a:
Brindisi (PZ)

18/22 Gennaio 2012 – Parrocchia: “San Giustino De Jacobis” Parroco: Don Francesco Caramia

“Accogliamo Maria, Pellegrina d’amore tra noi e sull’esempio di S. Domenico, che con filiale fiducia si affidava alla Vergine, anche noi oggi, affidiamo a Lei la nostra vita, le nostre famiglie, le nostre comunità parrocchiali e la nostra città. La sua materna cura ci aiuti ad intraprendere e ci sostenga nel nostro cammino di conversione.
Animati dalla fede in Cristo Salvatore, che si è degnato di nascere da Maria Vergine, invochiamo, nella preghiera, la sua protezione su tutti noi che la salutiamo Regina del Santo Rosario”, Don Francesco Caramia, parroco della chiesa di San Giustino De Jacobis, ha accolto la Sacra immagine della Beata Vergine Maria del Santo Rosario di Pompei, che all’inizio del nuovo anno ha ripreso il suo viaggio, raggiungendo Brindisi.
Nel pomeriggio del 18 gennaio l’Icona pellegrina è giunta presso la Parrocchia Ave Maris Stella, dei Frati Minori Cappuccini.
Una nutrita folla di fedeli l’ha accompagnata in corteo al borgo marinaro, dove rinnovando l’antica tradizione, si è tenuta la processione a mare della venerata Immagine della Vergine Santa, come avviene ogni anno per il Santo Patrono.
Dopo lo sbarco, all’ingresso della marina del porto di Brindisi, la venerata immagine è stata accolta dall’Arcivescovo di Brindisi Mons. Rocco Talucci, dal Commissario Straordinario del Comune Dott. Bruno Pezzuto, dal Prefetto S.E. Dott. Nicola Prete, dal Questore Dott. Alfonso Terribile, dal
Comandante Provinciale del CC Col Ugo Sica, dal Comandante della polizia municipale Dott. Teodoro Nigro, da una rappresentanza della Marina Militare e della Guardia Costiera e da tanti fedeli pieni di commozione che processionalmente sono giunti nella Cattedrale.
Qui l’Arcivescovo ha presieduto la concelebrazione Eucaristica, dando un chiaro segno del suo amore personale e della sua devozione alla Madonna di Pompei.
Al termine una nutrita folla ha accompagnato l’icona nel quartiere di San Giustino De Jacobis, dove è rimasta fino a domenica 22 gennaio.
Nei giorni della missione mariana molte comunità parrocchiali limitrofe hanno manifestato con “minipellegrinaggi”, il loro amore e la grande devozione per la Regina delle Vittorie.
La Vergine Santa ha richiamato a sé tanti figli, anziani, bambini, ma soprattutto tanti giovani.
Per questo motivo desideriamo ringraziare da queste pagina web, per tutto l’impegno, la disponibilità, don Francesco Caramia e don Luca D’Agnano, sacerdoti di spiccata devozione mariana e veri pastori della comunità loro affidata, alla quale hanno trasmesso il loro amore filiale per Cristo e per la Vergine Maria.
Segno visibile di questa esperienza è stata la numerosa presenza dei giovani e di tanti, a tutti i momenti di preghiera.
Alla cordiale disponibilità di don Francesco e di don luca si è unita quella di S.E. Mons. Vincenzo Pisanello, Vescovo di Oria, del Vicario Generale della Diocesi di Brindisi, Mons. Giuseppe Satriano, del Vicario Urbano, Don Gianluca Carriero, che con grande affetto e devozione hanno voluto rendere omaggio alla Mamma Celeste presiedendo la solenne celebrazione serale. Al termine della missione un fiume di persone ha accompagnato in processione la Madonna del Rosario per un tratto di strada verso l’uscita della città, per salutare l’Icona che faceva ritorno nella Sua Pompei.
(Autore: Domenico Romano)


"2012" La Regina di Pompei si reca a:
San Valentino Torio (NA)

15-19 Febbraio 2012 – Parrocchia”San Giacomo Maggiore Apostolo” – Parroco: Don Alessandro Cirillo
Dopo sessantadue anni l’Icona della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei ha fatto ritorno a San Valentino Torio. Correva l’anno 1950 quando la sacra Immagine era in visita nel territorio dell’Agro Sarnese Nocerino e fu ospite nella comunità parrocchiale di santa Maria delle Grazie guidata da Mons. Cesare Quadrino.
Un evento eccezionale toccò la comunità di San Valentino Torio. Antonio Longobardi, oggi settantaduenne e nipote dell’allora Sindaco, era affetto da una grave malattia chiamata morbo di Werlhof, dichiarata impossibile da guarire dal dott. Michele Borgia.
Mons. Quadrino assieme al Sindaco Giuseppe Longobardi, zio dell’ammalato, chiesero ed ottennero che la processione con la sacra Immagine raggiungesse anche la frazione di Castori, che non era in calendario, e che sfilasse per Largo Trinciale con sosta sotto la finestra del piccolo Antonio, moribondo.
La gente era tanta,  accorsa anche dai paesi vicini, quando l’Icona si fermò sotto la finestra e don Cesare intonò il Magnificat.

Fu allora che Antonio, dopo alcuni giorni che era in coma, aprì gli occhi e con una esile vocina disse “mammina, quante luci e quanti angeli, ma sono in paradiso?”.
La Mamma celeste aveva accolto tutte le preghiere dei tanti che si erano rivolti a lei per il piccolo Antonio e le aveva offerte a Suo figlio Gesù che operò la Grazia.
Il piccolo lentamente si avviò alla guarigione ed oggi ha potuto raccontarla con forza e devozione.
San Valentino, città degli Innamorati e di Maria, è una delle tante testimonianze di fede e di devozione mariana.
Una folla festante guidata dal Parroco Don Alessandro Cirillo, assieme al Sindaco, Felice Luminello, ed alle autorità militari, ha atteso l’arrivo dell’Icona alle porte della città. Dopo una breve processione la sacra effige ha fatto il suo ingresso nella comunità di San Giacomo Maggiore Apostolo.
I giorni di missione sono stati scanditi già dalle prime ore del mattino con la celebrazione Eucaristica delle 6.00, da incontri di catechesi, dalla preghiera del Santo Rosario, dalla recita quotidiana della Supplica, dalle tante confessioni, dalle visite agli ammalati e dalle veglie in onore di Maria quale “Donna Eucaristica, Sotto la Croce ed in Attesa della Resurrezione”.
Domenica 19 febbraio è stato il vescovo diocesano Mons. Giuseppe Giudice a presiedere la solenne celebrazione eucaristica di chiusura della Missione mariana.
Egli ha fatto riflettere tutti sull’importanza che “la Missione Mariana con la Venuta dell’Icona del SS. Rosario non finisce ma inizia oggi.
Da oggi l’impegno di tutti deve essere di evangelizzare diffondendo la buona novella, di annunziare a tutti che Gesù è il Cristo vivo che ama e che non ci abbandona mai”. “Ognuno di noi deve seguire l’esempio di Maria quando ha risposto con il suo sì incondizionato a Dio”.
Il Sindaco Felice Luminello, al termine della celebrazione, a nome personale e di tutta la cittadinanza, ha rivolto a tutta la delegazione del Santuario di Pompei, parole di immensa gratitudine per aver accolto la richiesta del  parroco, aver portato l’Icona della madonna e “aver suscitato nella comunità di San Valentino tanta devozione”.
“Donne, uomini, giovani ed anziani, sono stati uniti da un’unica grande fede per la nostra amata Madre che ci ha restituito forza, provvidenza e gioia spirituale, che ci ha chiesto di essere uomini e donne di fede, costruttori di pace (…).
Umilmente offro le chiavi della città di San Valentino, a suggello di questo vincolo di Amore e di Fede che ci unisce da sempre e che si è rinsaldato e rinnovato in questi giorni.
La città degli innamorati, ma soprattutto la città di Maria, è qui ai Tuoi piedi e ti venera quale Sua santa protettrice.
A te si affida questo popolo fervente fatto di gente semplice e laboriosa”. Con questi sentimenti tutta la cittadinanza processionalmente ha accompagnato l’Icona della Madonna di Pompei fino a Piazza Ferrovia e di lì ha fatto ritorno al suo Santuario.
(Autore: Domenico Romano)


"2012" La Regina di Pompei si reca a:
Caivano (NA)

01/05 Febbraio 2012 – Parrocchia “San Pietro Apostolo” - Parroco: don Giuseppe Esposito
Il cuore mariano di Caivano

“L’industrioso centro dell’entroterra napoletano, al confine con la Provincia di Caserta, ha accolto per la seconda volta, a vent’anni di distanza, l’icona pellegrina della Madonna di Pompei”.

La celebrazione della 34ª Giornata Nazionale della Vita e il tesseramento dei soci dell’Azione Cattolica parrocchiale hanno caratterizzato le battute finali della Missione Mariana del Rosario, promossa dal Santuario di Pompei, celebratosi a Caivano, dal primo al cinque febbraio, nella chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo.
L’inclemenza del tempo non ha impedito ai fedeli di alternarsi numerosissimi alle varie celebrazioni in programma. Un tempo comunque sopportabile rispetto alle condizioni climatiche che, nei giorni successivi, per il freddo e le abbondanti ed eccezionali nevicate, hanno procurato non pochi disagi e, purtroppo, anche morti su tutto il territorio nazionale.
Una devozione mariana antica. Non è la prima volta che l’icona pellegrina della Vergine di Pompei fa visita a Caivano il cui primitivo nucleo urbanistico è documentato già intorno al decimo secolo.
Oggi la città conta una popolazione di circa 37.000 abitanti, che vive prevalentemente di
commercio, di artigianato e d’industria. Ospita, infatti, una delle maggiori aree industriali dell’Italia Meridionale: l’Algida, gli Stabilimenti topografici per la stampa del giornale Il Mattino, la Cirio, l’OLR. La FOM e l’impianto di Acerra.
Già nel 1992, dal 22 al 29 marzo, l’Icona fu ospite della comunità parrocchiale di Santa Barbara guidata dall’allora parroco don Lello Marino.
La devozione alla Madonna di Pompei è già testimoniata all’inizio del secolo scorso. Nell’annata 1914 della rivista pompeiana, infatti, è riportata la lettera di Filiberto Tedeschi, un impiegato del comune, che il 25 novembre 1912 scrive a Bartolo Longo di aver ricevuto la grazia della guarigione da infezione viscerale (paratifo) per intercessione della Vergine e lo prega di pubblicarne la notizia sulla rivista.
Ciò detto, forse bisogna far risalire la devozione alla Vergine del Rosario a un tempo ancora precedente, se si pensa alla vicina città di Afragola molto frequentata da Bartolo Longo, prima della sua conversione nel 1865, e, poi, come nella visita di Pasqua 1879, per mostrare alle tante famiglie che egli conosceva che ormai la sua vita era cambiata, come lui stesso narra nella sua “Storia del Santuario di Pompei”.
Caivano, quindi, è in prima fila tra le città che hanno manifestato la propria devozione alla Madonna di Pompei, senza dimenticare, tuttavia, che l’amore dei caivanesi per la Madre di Gesù è molto più antico, come testimonia l’antico affresco.
Datato 1419, custodito nel locale Santuario della Madonna di Campiglione, patrona indiscussa della città.
Un cammino di fede con Maria
Ad attendere l’Icona di Pompei e i missionari che l’accompagnavano un nutrito gruppo di fedeli guidati dal parroco don Giuseppe Esposito, che ha fatto gli onori di casa, insieme al vice parroco don Giuseppe Marino, al parroco emerito don Fernando Falco e al sindaco, Antonio Falco.
L’Icona ha fatto così il suo ingresso nell’antica chiesa di san Pietro già nota in una Bolla datata 1189. Il tempio ha conosciuto durante i secoli diversi rifacimenti, fino all’attuale struttura a cinque navate.
Fatto singolare è che la sua cura pastorale, almeno fino al 1830, era affidata a due parroci, il cui sostentamento era assicurato dalle rendite patrimoniali di cui la chiesa godeva.
Oggi la parrocchia conta circa 9000 abitanti divisi in 2500 nuclei familiari.
Ai saluti iniziali è seguita la preghiera del Rosario, che ha scandito i giorni della missione secondo la vocazione storica del Santuario di Pompei, il cui mandato missionario, eredità del Beato Bartolo Longo, ha trovato nella “Rosarium Virginis Mariae” di Giovanni Paolo II, i motivi della sua attualità e della sua efficacia pastorale.
È stato il vescovo diocesano, Mons. Angelo Spinillo, a presiedere la solenne concelebrazione eucaristica inaugurale.
Le sue parole hanno commentato la visita di Maria a Elisabetta, contestualizzando, sin dalle prime battute, l’obiettivo della missione: portare Gesù alla comunità parrocchiale di San Pietro Apostolo e a tutti i fedeli di Caivano, come quel giorno di circa duemila anni fa Maria aveva fatto con la cugina.
Parole, che hanno dato l’avvio a un vero cammino di fede sviluppatosi nei giorni seguenti secondo alcuni temi cari all’odierna riflessione ecclesiale sulla Madre di Gesù: “Alla scuola di Maria, donna eucaristica”, con “Maria sotto la Croce” e “ Con Maria, in attesa della Resurrezione”.
Per una comunità di laici impegnati Domenica 5 febbraio, giorno del Signore e pasqua settimanale, è stato un giorno straordinario per tutta la comunità parrocchiale, che si è assiepata intorno all’icona della vergine Maria, come la gente faceva con Gesù per ascoltare le sue parole.
La comunità ha rinnovato il suo impegno di condivisione e di corresponsabilità in occasione della 34ª Giornata Nazionale per la Vita, con particolare attenzione ai giovani, la cui educazione alla vita e alla ricerca della vera giovinezza rappresenta, oggi, una sfida centrale dei nostri tempi, come hanno sottolineato i vescovi italiani nel loro tradizionale messaggio per questa giornata.
Tra i segnali, ma non il solo, per comprendere con quale spirito la comunità ha preparato questo evento mariano, è stata la decisione del parroco di collocare il testamento dei soci dell’Azione Cattolica parrocchiale al termine della missione, anziché nella tradizionale data della solennità dell’Immacolata Concezione, per porre l’accento sull’esemplarità del “si” di Maria, cui ogni cristiano deve ispirarsi e, soprattutto, un socio di Azione Cattolica.
Aderire all’associazione, infatti, non è prendere una tessera, ma è rispondere di sì, senza tentennamenti, con gioia, al Signore che chiama a mettere al centro della propria vita il Battesimo, per vivere la propria vocazione dentro una comunità e con uno sguardo d’amore intelligente e appassionato per il mondo nel quale ognuno è inserito.
Guidati dalla presidente parrocchiale, prof. Assunta Crisci, i soci dell’AC hanno rinnovato il loro impegno a vivere, individualmente e comunitariamente, l’esperienza di fede, l’annuncio del Vangelo e la chiamata alla santità. Lavorando e collaborando con i Pastori al servizio del territorio di appartenenza nella diocesi e nella parrocchia.
Guidati dalla Madre di Gesù, modello di vita e maestra di spiritualità, pastori e fedeli si sono impegnati per una nuova stagione di testimonianza e di servizio.
Con questi auspici, al termine della celebrazione, tutti, all’unisono e con commozione, hanno recitato la preghiera della Supplica e hanno scortato per qualche tratto l’Icona della madonna di Pompei, ormai sulla via di casa, per nuove esperienze di fede e di evangelizzazione.
(Autore: Pasquale Mocerino)


"2012" La Regina di Pompei si reca a:
Monterosso Almo (RG)

07-13 marzo 2012 - Santuario dell': "Addolorata" - Parroco: Don Marco Diaria
Monterosso e Scillichenti sono state, dal 7 al 13 marzo scorso, le due ultime tappe di un itinerario mariano che l’Icona pellegrina della Madonna di Pompei ha percorso in terra di Sicilia nel secolo scorso, dagli anni Cinquanta in poi.
In queste tour, l’Icona ha visitato le comunità di Monreale, Balestrate, Altofonte, Capaci, Corleone, Palazzolo Acreide, San Cipirello, San Giuseppe lato, Terrasini, Gravina di Catania, Messina, Aci Castello, Barcellona, Adrano, e nell’ultimo decennio, Lucca Sicula, Aci Sant’Antonio, Randazzo, Viagrande, Vizzini, Letoianni, Messina, Bolognetta, Modica e Marsala.
Dappertutto l’incontro con la Madre di Gesù ha significato vera esperienza di fede e di rinnovamento spirituale per tutti i siciliani che hanno nella Madonna di Tindari e nella Madonna delle Lacrime di Siracusa le mete tradizionali del loro amore filiale per la Vergine Santa.
Sotto lo sguardo di Maria
A Monterosso Almo, cittadina di circa 3500 abitanti, in seguito al visibile calo demografico che l’ha caratterizzata dagli anni ’80 del secolo passato, l’immagine della Vergine è stata accolta, mercoledì 7 marzo, dall’arciprete don Marco Diara, dal vice parroco don Mariusz Starczewski, dal diacono Giovanni Agostino e da un nutrito gruppo di fedeli che, incuranti dell’inclemenza del tempo, l’hanno scortata in auto fino al Santuario Diocesano dell’Addolorata.
La chiesa del XV secolo, inizialmente dedicata a Sant’Antonio Abate, a conclusione dell’Anno Mariano indetto da Giovanni Paolo II, è stata eretta Santuario diocesano dall’allora Vescovo di Ragusa, Mons. Angelo Rizzo.
La bellissima statua lignea dell’Addolorata, ivi custodita, ha accompagnato le prime ore della
missione ricordando a tutti la centralità del mistero pasquale di Cristo, cuore della fede cristiana. Non a caso, con profonda sensibilità pastorale, don Marco aveva inserito, da qualche tempo, l’evento mariano del cammino quaresimale parrocchiale.
Una scelta, peraltro, orientata alle direttive diocesane, efficacemente illustrate dalla lettera pastorale: ”Educhiamoci alla libertà”, scritta dal vescovo locale, Mons. Paolo Urso.
L’equipe missionaria si è subito inserita in questo clima di comunione ecclesiale offrendo il proprio servizio di annuncio della Parola, di ministero della riconciliazione, di visita agli ammalati, di presidenza della mensa eucaristica e di dialogo sempre disponibile con tutti i fedeli.
Dal Santuario dell’Addolorata, si è passati, poi, alla chiesa dedicata a San Giovanni Battista, compatrono della città, dopo aver lambito l’antica Chiesa Matrice dell’Assunta, risalente all’anno Mille, chiusa in attesa di restauro.
La chiesa ha custodito l’Icona di Pompei durante i giorni in cui il ciclone “Athos” infuriava sulle coste orientali dell’isola facendo avvertire la sua forza anche in zone più interne della Sicilia.
Vento impetuoso e pioggia battente hanno messo a dura prova un po’ tutti rendendo più impegnativa la partecipazione alle celebrazioni, senza, tuttavia, scoraggiare i più coriacei, che non hanno voluto perdersi un solo istante della missione vissuta fino in fondo come evento di grazia e memori dell’antico legame con Pompei.
In una cappella della navata destra della chiesa, infatti, è collocata una statua lignea della Madonna del Rosario.
Una lapide, posta sulla parete di destra, subito dopo la piccola balaustra, documenta che la cappella fu decorata e inaugurata il 28 luglio 1910 a spese del Pio Sodalizio “Madonna di Pompei” sorto a Monterosso Almo il 18 luglio 1896.
(Autore: Pasquale Mocerino)


"2012" La Regina di Pompei si reca a:
Scillichenti (CT)

11/12 Marzo 2012 - Parrocchia: "Maria SS. del Rosario di Ponmpei" - Parroco: Don Angelo Pennisi
Scillichenti e Monterosso sono state, dal 7 al 13 marzo scorso, le due ultime tappe di un itinerario mariano che l’Icona pellegrina della Madonna di Pompei ha percorso in terra di Sicilia nel secolo scorso, dagli anni Cinquanta in poi.
In queste tour, l’Icona ha visitato le comunità di Monreale, Balestrate, Altofonte, Capaci, Corleone, Palazzolo Acreide, San Cipirello, San Giuseppe lato, Terrasini, Gravina di Catania, Messina, Aci Castello, Barcellona, Adrano, e nell’ultimo decennio, Lucca Sicula, Aci Sant’Antonio, Randazzo, Viagrande, Vizzini, Letoianni, Messina, Bolognetta, Modica e Marsala.
Dappertutto l’incontro con la Madre di Gesù ha significato vera esperienza di fede e di rinnovamento spirituale per tutti i siciliani che hanno nella Madonna di Tindari e nella Madonna delle Lacrime di Siracusa le mete tradizionali del loro amore filiale per la Vergine Santa.
Scillichenti: una chiesa, una comunità
Nella tarda mattinata di domenica 11 marzo, dopo la recita della “Supplica”, l’Icona e i missionari si sono rimessi in marcia alla volta di Scillichenti, frazione di Acireale.
La chiesa attuale risale al 1912, grazie alla generosità di Rosina Geremia, una signora acese, appartenente al patriziato cittadino.
Devota filiale della Vergine, la nobildonna, nel lontano 1902, promise che al termine della vendita di una parte di terreni di sua proprietà in località Scillichenti, avrebbe destinato parte di essi alla costruzione di una chiesa da dedicare alla Madonna del Rosario di Pompei, affinché con il permesso del vescovo diocesano tutti i devoti della diocesi di Acireale potessero soddisfare i loro voti in quel tempio anziché recarsi a Pompei.
Oltre al dono dei terreni, la Geremia concorse anche generose offerte di denaro, di suppellettili e arredi sacri necessari alla celebrazione del culto.
Con la costruzione della chiesa l’iniziale aggregato urbano è cresciuto fino all’attuale popolazione che conta circa 1500 abitanti.
Nel 1925, la chiesa fu elevata a parrocchia, ma nel titolo scomparve la denominazione “di Pompei”.  Recentemente, grazie all’interessamento di Mons. Pio Vittorio Vigo, arcivescovo di Arcireale, che ha seguito l’iter burocratico di preparazione della necessaria e dettagliata documentazione storica, con decreto del ministro dell’interno, Roberto Maroni, in data 19 luglio 2011, la denominazione della parrocchia “Maria Santissima del Rosario”, con sede in  Scillichenti , è stata mutata in parrocchia “Maria Santissima del Rosario di Pompei”.
Il provvedimento è giunto a ridosso del traguardo del primo centenario della fondazione del tempio.
Per questa ricorrenza.
Grazie all’azione promotrice del Comitato presieduto dal parroco, don Angelo Pennisi, è stato stampato il volume di Leotta A. – Vasta R., “Scillichenti, La chiesa e il paese.
Storia e documenti, Prova d’Autore, Catania 2011”.
Il 15 aprile, poi, sono stati solennemente consacrati la chiesa e il  nuovo altare dall’attuale vescovo diocesano, mons. Antonio Raspanti.
L’ingresso dell’Icona della Vergine di Pompei in chiesa è stato salutato da una comunità in festa, che, guidata dal parroco, ha intonato l’Inno a Maria SS. del Rosario, scritto e musicato da don
Angelo Grasso, parroco negli anni ’50.
Il canto ha manifestato più di ogni altra cosa la gioia e l’attesa di un popolo intero per quella visita: “O Regina del Santo Rosario, a te ogn’alma fedele si prona; Scillichenti ti esalta patrona in un inno d’amore e di fe’…”.
La permanenza a Scillichenti è stata breve, appena due giorni, ma intensa e partecipata.
Grazie all’impegno del Parroco e dei suoi collaboratori, la visita della Vergine Maria è diventata per tutti occasione di conversione, di riconciliazione e di grazia.
In un clima di festa anche le comunità parrocchiali di Maria SS.ma Immacolata di Guardia e di Pozzino, guidate dai loro Parroci, hanno voluto condividere l’evento, che è stato suggellato dal Vicario generale della Chiesa di Pompei, mons. Giuseppe Adamo e dal Parroco, don Angelo Pennisi, che hanno firmato una pergamena commemorativa del gemellaggio0 tra Scillichenti e Pompei.
(Autore: Pasquale Mocerino)


"2012" La Regina di Pompei si reca a:
Sabaudia (LT)

21-25 Marzo 2012 - Parrocchia: "SS.Annunziata dei Frati Minori Conventuali" - Parroco: Padre Giuseppe Bigolaro
Dopo le tappe siciliane, dal 21 al 25 marzo anche Sabaudia, città del litorale laziale nel cuore dell’Agro Pontino, ha potuto contemplare l’icona della vergine di Pompei del Santo Rosario.
Sabaudia è una delle città di fondazione dell’epoca
fascista edificata nel 1934.
A differenza di molte di queste nuove strutture urbane, che fecero riferimento nella loro architettura al neoclassicismo semplificato, Sabaudia è una delle città-simbolo del razionalismo italiano.
Anche la chiesa della santissima Annunziata, dove ha sostato l’Icona della Madonna, con il suo
battistero, risalenti alla fondazione, sono di struttura e concezione razionalista.
Ad accogliere l’Icona, nel Piazzale del Comune, c’era la folla delle grandi occasioni, guidata dalle autorità religiose, civili e militari.
Il primo saluto è stato del parroco P. Giuseppe Bigolaro, che, dopo aver dato il benvenuto, ha elevato un’accorata preghiera alla Vergine per l’intera comunità.
Il sindaco Maurizio Lucci, facendosi interprete di tutti, ha espresso la gioia, la gratitudine, l’accoglienza di Sabaudia alla Vergine e a tutta la delegazione del Santuario.
Dopo i saluti, l’Icona venerata è stata condotta in processione dai volontari dell’Acn, dal personale del corpo della Forestale e da una rappresentanza degli Alpini, accompagnata dalla banda dell’esercito.
Al termine della processione, giunta in chiesa, è stata celebrata la Messa solenne, presieduta dal Delegato per la Missione, don Andrea Fontanella.
Sono stati giorni d’intensa preghiera, che hanno visto la partecipazione attenta ed ordinata di tanti che si sono alternati ai diversi incontri di catechesi e di preghiera previsti dal programma e dedicati in particolare ai giovani, alle scuole, agli ammalati, ai gruppi parrocchiali, ai cresimandi e alle famiglie.
I missionari, inoltre, hanno visitato i volti e le membra sofferenti dei tanti ammalati costretti a letto, portando l’Eucaristia, il conforto e la vicinanza della Chiesa a coloro che soffrono così come Maria soffrì ai piedi della croce.
I giorni di permanenza del quadro e della missione sono stati scanditi dalle celebrazioni Eucaristiche precedute dalla preghiera del Rosario meditato, dalla Supplica a mezzogiorno, dalle catechesi mariane, dal “Buona Notte a Maria” fino all’ultimo giorno con la santa Messa conclusiva presieduta da S, E. Mons. Giuseppe Petrocchi, Vescovo di Latina-Terracina-Sezze.
Durante la funzione religiosa ben 70 ragazzi hanno ricevuto il sacramento della Confermazione.
Al termine, accompagnata da un lungo, grande ed interminabile applauso, l’Icona della Madonna si è avviata verso l’uscita della Chiesa per fare ritorno a Pompei.
Centinaia e centinaia di persone sono accorse a salutarla per l’ultima volta.
Il loro applauso e le loro preghiere hanno voluto quasi allungare il tempo della sua permanenza a sabaudia.
(Autore: Domenico Romano)


"2012" La Regina di Pompei si reca a:
Torre Del Greco (NA)

10/14 Aprile 2012 – Parrocchia “Preziosissimo Sangue" - Parroco: ...


"2012" La Regina di Pompei si reca a:
Postiglione

18/22 Aprile 2012 – Parrocchia “...” - Parroco: Don...


"2012" La Regina di Pompei si reca ad:
Amalfi (SA)

15/19 Maggio 2012 – “Duomo: Sant'Andrea Apostolo” - Parroco ...


"2012" La Regina di Pompei si reca a:
Genova Sestri Pon. (SA)

2/7 Giugno 2012 - Parrocchia: "S. Famiglia e S. Giorgio" - Parroco: Don ...


"2012" La Regina di Pompei si reca a:
Lido di Fondi (LT)

19/23 Giugno 2012 - Parrocchia: "Regalità di M. e San Pio X" - Parroco: Don ...


"2012" La Regina di Pompei si reca a:
Salerno (SA)

22 Luglio 2012 - "Stadio Arechi" - Parroco: Don  ...


"2012" La Regina di Pompei si reca ad:
Arce (FR)

18/22 Settembre 2012 – Parrocchia “Ss. Apostoli Pietro e Paolo” - Parroco ...


"2012" La Regina di Pompei si reca a:
Teano (CE)

27/30 Settembre 2012 – Santuario: “Cappelle di Teano"

"La Regina del Santo Rosario trovi dei cuori pronti ad accogliere il messaggio di amore, pace e misericordia che donerà a tutti.
L'incontro con S.E.Mons.Arturo Aiello riceve le offerte durante la Santa Messa.n Gesù Eucarestia e con la Mamma Celeste possa aiutarci ad essere sempre più costruttori di una nuova umanità capace di testimoniare al mondo la vita bella del Vangelo".   
†Arturo Aiello Vescovo di Teano-Calvi
Lungo i fianchi delle verdi colline tufacee e arenarie, che dal massiccio vulcanico di Roccamonfina degradano verso la fertile pianura del Volturno, si snodava, in tempi remoti, una strada raccordo dell’Appia.  
La regina delle vie romane partiva dal porto fluviale dell’antica Minturno, alla foce del Garigliano, toccava la città di Sessa Aurunca e saliva lungo il pendio delle colline di Cascano, Cappelle, San Giuliano, Fontanelle e Casamostra, altra importante arteria della rete stradale romana.  
La strada fu percorsa di certo dalle bighe dei centurioni e dai calzari dei soldati romani, ma essa fu calcata altrettanto di certo, dai piedi, spesso nudi, dei primi apostoli Cristiani, i quali da Roma, sull’esempio e con la benedizione di Pietro, primo Papa, si irradiavano per catechizzare gli abitanti e fondarvi i primi nuclei delle future chiese locali.  
Fu probabilmente in tale epoca che nel luogo, nel quale oggi si innalza il Santuario di Maria SS.
Delle Grazie e dove è giunta l’Icona della Madonna di Pompei, presso Cappelle di Teano, a brevissima distanza dalla via Adriana, fu eretta una prima edicola o cappella dedicata dai cristiani locali alla Madre Celeste, dalla quale attendevano il trionfo della loro fede.
Tra il murmure degli ulivi ed il profumo delle ginestre, in questo luogo di preghiera e di pace nel pomeriggio del 27 settembre è giunta la Madonna di Pompei accompagnata da una delegazione composta da tre sacerdoti, un diacono, due Suore Figlie del Santo Rosario di Pompei ed un laico.
Già in tempi passati l’Icona aveva fatto visita ad un’altra frazione della storica città di Teano, precisamente a Fontanelle.
Questa ha un particolare legame con il Santuario della Beata Vergine del Rosario e con la Missione Mariana avendo dato un sacerdote innamorato di Maria, don Adolfo L’Arco, che per anni ha accompagnato l’Icona pellegrina, diffondendo il Santo Rosario e l’Opera del Beato Bartolo Longo.
Il sacerdote amava ricordare le parole di Bartolo Longo: “Fare amare da tutto il mondo la Madonna, incendiare il mondo dell’amore per il Rosario”.  
Ed egli stesso affermava: “Questa è la grazia delle grazie, il vertice della felicità, l’avventura più stupefacente: amare Gesù col cuore della Madonna”.  
A Teano,  nella frazione Cappelle, nei giorni di permanenza dell’Icona, in tanti hanno reso omaggio a Gesù Eucaristia ed alla sua Mamma con la preghiera silenziosa.
Particolarmente suggestiva è stata la preghiera dei giovani provenienti da tutta la Diocesi di Teano-Calvi, animata da Mons. Arturo Aiello, nella quale si è riflettuto sull’importanza della preghiera come dialogo e si è pregato il Santo Rosario come “catena dolce che ci rannoda a Dio”.
La visita della “Piena di Grazia” ha attirato l’attenzione della città e contrade vicine, che hanno dato testimonianza della fedelissima devozione.
Con la celebrazione eucaristica del 30 settembre presieduta da Don Andrea Fontanella, Delegato per la Missione Mariana del Rosario, tra tanta gente che ha accompagnato in processione la sacra immagine, si è conclusa la visita di Maria a Cappelle di Teano.
(Autore: Domenico Romano)


"2012" La Regina di Pompei si reca a:
Fisciano (SA)

07 Novembre 2012 - Parrocchia: "Santi Giovanni Battista e Nostra Signora di Bari" - Parroco: ...


"2012" La Regina di Pompei si reca a:
San Cipriano Picentino (SA)

08-11 Novembre 2012 - Parrocchia: "Santi Andrea e Giovanni Battista" - Parroco: Don Luigi Aversa
“In questo anni di fede accogliamo Maria pellegrina d’amore tra noi, affinché con filiale fiducia attraverso il Santo Rosario affidiamo la nostra vita, le nostre famiglie, la nostra comunità parrocchiale.
La sua materna cura ci aiuti ad intraprendere il nostro cammino di fede e ci sostenga nel vivere quotidiano.
Animati dalla fede in Cristo Salvatore, che si è degnato di nascere da Maria Vergine, invochiamo, nella preghiera, la protezione su tutti noi   che La salutiamo Regina del Santo Rosario”.
Con queste parole il giovane parroco Don Luigi Aversa, nel pomeriggio dell’8 novembre, insieme a tutta la comunità dei Santi Andrea e Giovanni Battista ed al sindaco Gennaro Aievoli, che ha affidato l’intera comunità alla beata Vergine Maria con la consegna simbolica delle chiavi del
Comune, ha accolto la Madonna di Pompei accompagnata da una delegazione missionaria giunta dal santuario di Pompei.
Con tanta tenacia ma soprattutto con tanta fede in Gesù e devozione alla vergine Santa, Don Luigi, da pochi mesi nuovo parroco della comunità, ha voluto fortemente la missione mariana ad inizio del suo mandato.
Una bella testimonianza di fede è stato vedere tanti bambini, giovani ed anziani che non hanno lasciato mai sola la Madonna celeste, ma silenziosamente le hanno rivolto preghiere.
I padri missionari sono rimasti particolarmente colpiti dalla preparazione di quanti si sono accostati al sacramento della Riconciliazione, ma soprattutto dall’assidua partecipazione composta ed orante di tanti giovani.
Veramente una bella comunità di persone rispettose, devote, praticanti, timorate di Dio ed innamorate di Maria.
Tutti i momenti di preghiera e di catechesi sono sempre stati molto partecipati ed incentrati sull’importanza della preghiera del santo Rosario come compendio del Vangelo, mezzo di contemplazione e di santificazione, via per l’eternità e preghiera intima e fiduciosa nella intercessione della Vergine Maria e di unione con Dio.
Il Rosario è un vera catena di amore che aiuta a cogliere la paternità del Creatore.
Per il Fondatore della Nuova Città di Pompei è anche una preghiera da innamorati, semplice e popolare, ma anche molto profonda, meditativa, che sa mettere in circuito il cielo e la terra, Dio e le anime. Non è la preghiera degli anziani ma è di tutti.
Non è una preghiera monotona, ma giovane ed attuale e con la quale si rivive ogni volta la vita di Gesù. Ogni giorno, alle ore 12, gran parte della comunità parrocchiale si è radunata e, con tanta fede e devozione, ha pregato la Supplica alla Beata Vergine Maria.
Con la concelebrazione Eucaristica dell’11 settembre presieduta da S.E. Mons.  Gerardo Pierro, dal parroco Don Luigi Aversa e dal delegato per la Missione Mariana del Rosario, Don Andrea Fontanella, si è conclusa la Missione Mariana del Rosario
(Autore: Domenico Romano)


"2012" La Regina di Pompei si reca a:
Caloveto (CS)

21-25 Novembre 2012 – Parrocchia: “S.Giovanni Calibita” - Parroco: Don Massimo Alato
Con le due missioni mariane in terra di Calabria termina il suo peregrinare per il 2012 l’Icona della madonna di Pompei.
Prima visita il 21 novembre alla comunità di S. Giovanni Calybita in Caloveto.
In modo solenne la Madre Nostra è giunta accolta da una moltitudine festante, da superare ogni aspettativa.
Il Sindaco Francesco Pirillo ha rivolto un saluto di benvenuto ricordando a tutti l’importanza “di affidarci a Colei che da quell’oggi veniva in mezzo a noi”.
È seguito il saluto del “Baby Sindaco”, un adolescente eletto dai suoi coetanei dell’Istituto Comprensivo del paese, per rappresentarne proposte e difenderne i diritti.
Belle le sue parole, in particolare ha invitato tutti “a riprendere a considerare dentro la nostra vita la figura di Maria”.
L’accoglienza è terminata con il saluto del nuovo Parroco, don Massimo Alato, che ha ricordato come sia importante riprendere a inserire la recita del Santo Rosario nel vissuto di ogni giorno.
Le celebrazioni sono state un susseguirsi di momenti emozionanti.
Ogni giorno la recita del Santo Rosario e della Supplica alla Madonna di Pompei hanno contato tantissime persone, lì in ginocchio ad affidarsi alla Vergine.
La celebrazione Eucaristica, con l’Unzione degli Infermi, ha visto tanti ammalati nel corpo e nello spirito accostarsi e chiedere al Signore, anche grazie all’intercessione della Beata Vergine Maria, aiuto, forza, sostegno per poter portare la propria croce, esprimendo unione profonda con la passione di Nostro Signore Gesù Cristo.
In tanti si son9o accostati al Sacramento della Riconciliazione con lo sguardo al Padre Misericordioso e alla Madre che intercede.
Le scuole hanno accolto i missionari con poesie, canti e parti di un musical esprimendo tutta la riconoscenza e la benevolenza per la Madre Celeste lasciando meraviglia, complimenti e gioia nei missionari stessi. Le Catechesi serali sono state guida per i presenti, facendo ritrovare un punto di riferimento in Colei che tiene in braccio Cristo e ognuno di noi.
Nell’ultimo giorno di pellegrinaggio, la celebrazione conclusiva è stata o0fficiata da Mons.
Santo Marcianò, Arcivescovo di Rossano- Cariati. La funzione religiosa ha riunito tutta la comunità di Caloveto, che ha salutato la Beata Vergine affinché potesse riprendere il suo viaggio per la vicina Scala Coeli. Tantissimi i pellegrini venuti da fuori, accorsi alla chiamata di una Madre che vuole incontrare i suoi figli e li raduna attorno al Figlio, Agnello immolato.
Per il parroco Don Massimo, parlare della missione come semplice esperienza sarebbe riduttivo: “L’essersi messi davanti a quella Sacra Immagine – ha detto – che imponente sostava al lato del presbiterio invitando il paese e tutto il circondario a recitare il Santo Rosario, così come raffigurato nella donazione a San Domenico da parte del Gesù Bambino e a Santa Caterina da parte della Madonna, è stato veramente qualcosa di indescrivibile ma sicuramente qualcosa che rimarrà per sempre nei cuori di ogni persona che si sarà avvicinata a quel Quadro e, anche solo silenziosamente, avrà sostato per un attimo ai piedi di Colei che ama come Madre”.


"2012" La Regina di Pompei si reca a:
Scala Coeli (CS)

25-28 Novembre 2012 - Parrocchia: "Santa Maria Assunta" - Parroco: Don Rocco Grillo  
Nel pomeriggio del 25 novembre, dalla vicina Caloveto, l’Icona della Madonna di Pompei è giunta a Scala Coeli. Dopo tanta attesa, la comunità di Santa Maria Assunta, grazie alla tenacia del parroco don Rocco Grillo, promotore ed organizzatore dell’evento, e dell’Arcivescovo della Diocesi di Rossano-Cariati, S.E. Mons. Santo Marcianò, ha concretizzato il desiderio di essere visitata dalla Beata Vergine Maria del Rosario di Pompei.  
Per Scala Coeli è stato un immenso dono di grazia che Dio Padre ha offerto affinché si potessero vivere momenti di grande spiritualità.
In tanti sono giunti dai paesi vicini, per onorare e venerare la Vergine facendo diventare la piccola, ma accogliente chiesa, un piccolo Santuario di Pompei.
Per il parroco Don Rocco, è stato veramente un “dono di Grazia quello iniziato a vivere il giorno dell’arrivo della Sacra Immagine e nei giorni successivi, un dono che ci ha fatto riscoprire ancora di più la nostra fede”.
Il sacerdote, nel rivolgersi a Maria, nell’anno speciale indetto da Papa Benedetto XVI e dedicato
a questa virtù teologale, la fede, ha pregato: “Tu ne sei la portatrice, per questo Ti abbiamo chiesto quello che gli Apostoli chiesero a Tuo figlio Gesù: aumenta la nostra Fede!
L’abbiamo chiesto a Te Madre cara, perché siamo figli Tuoi, fiduciosi perché Tu vuoi il nostro bene, perché Tu vuoi la nostra salvezza”.
La missione mariana rimarrà nella storia di Scala Coeli come avvenimento religioso e sociale straordinario.
“Il Suo Nome è stato sulle labbra di tutti, anche su quelle delle persone che raramente o quasi mai frequentano la chiesa”, così ci dice Don Rocco.
Tanti i momenti di aggregazione sociale.
Alle 18 del 27 novembre, è stata celebrata una S. Messa presieduta dall’Arcivescovo Santo Marcianò. Al termine è seguita la recita della Supplica.
Alle 21,30 si è pregato nella veglia, dedicata al tema “Maria donna Eucaristica”.
Il presule, nell’omelia, ha parlato a lungo della figura di Maria.
Durante i giorni di permanenza a Scala Coeli, la Missione Mariana del Rosario ha avvicinato tutte le categorie di persone e le istituzioni presenti nella comunità, indicando a tutti la strada privilegiata per la salvezza: la contemplazione dei misteri di Cristo, per mezzo dello sguardo attento e premuroso di Maria, per realizzare un’esperienza comunitaria ed individuale di conversione, di cambiamento  radicale della vita, di servizio, di carità e di costruzione di pace.
Tutta la comunità ha partecipato alle funzioni fino alle 11 di mercoledì 28 novembre, quando si è recitato il santo Rosario meditato, è stata celebrata la Santa Messa e, al termine, prima del saluto a Maria, è stata recitata la Supplica.
A chiusura, sotto una pioggia battente, fra preghiere e canti di gioia, la sacra Immagine è stata accompagnata in Piazza per fare ritorno a Pompei.
L’ultima parola del canto finale, mentre l’auto-cappella si avviava al ritorno, è stato un arrivederci, una promessa comunitaria di rivederci a Pompei per ricambiare la visita alla Madre Santa.
Don Rocco, a nome di tutta Scala Coeli, dopo il bacio all’Icona, ha rivolto queste parole a Maria; “La comunità Scalese con Te, o Beata Vergine Maria del Santo Rosario, si sente sicura, perché Tu la porti a Gesù”.
(Autore: Domenico Romano)


 
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