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Personaggi della nostra storia

Chi siamo

Padre Louis Stanislas Henri Marie Cormier

Padre Louis Stanislas Henri Marie Cormier nacque a Orlèans l’8 dicembre del 1832 da Francesco, commerciante di spezie e da Margherita Bracquemond.
Fu ordinato sacerdote ed il 29.06.1856, vestì l’abito domenicano prendendo il nome di Giacinto. Professò solennemente nel 1859 a Roma.
“Sottomaestro dei novizi a S. Sabina (Roma) e a “La Quercia” (Viterbo), maestro del noviziato e Priore di Corbara (Corsica) non appena viene restaurata la provincia di Tolosa, ne è messo a capo per tre quadrienni (1865, 1869, 1878). Priore di Marsiglia (1874-7) di Tolosa (1882-8) e di S.
Massimino (1889-91), nel 1891 partecipò in qualità di definitore al Capitolo Generale di Lione. Il nuovo Maestro dell’Ordine, Andrea Frühwirth, lo scelse subito per suo assistente e nel 1896 come Procuratore Generale, mentre la S. Sede lo nominò consultore del S. Uffizio (1896) e di Propaganda Fide (1900).
76° Maestro Generale dell’Ordine eletto il 21.05.1904, vi restò alla guida fino al 3 agosto del 1916.
Morì a Roma il 17 dicembre dello stesso anno, nel Convento di S. Clemente, dove si era ritirato.
La sua salute, sempre cagionevole, destò meraviglia e anche qualche preoccupazione circa l’incarico che avrebbe dovuto ricoprire quando fu eletto Maestro dell’Ordine a 72 anni.
Varie Congregazioni lo guardano come Fondatore perché ebbe molta parte nell’organizzazione e nella guida all’affiliazione all’Ordine Domenicano. Egli fondò, nel 1874 ad Auch, in Francia, le “Domenicane Infermiere Catechiste di S. Caterina da Siena”.
Anche la Congregazione pompeiana ricorda il Padre Cormier come uomo buono e paziente, prudente e caritatevole, venerato dal Comm. Bartolo Longo come Santo. Vi è prova di ciò nelle testimonianze rese nei processi per la sua beatificazione che si svolse dal 1935 al 1938.
Tra le tante lettere, riportiamo parte della lettera di risposta del 18 dicembre del 1896, a nome del Card. Mazzella e inviata all’Avv. Bartolo Longo che aveva fatto richiesta al Cardinale di avere a Pompei Suor Maria Agnese Gambigliani:
“Preghiamo insieme la Vergine SS.ma di stendere la sua protezione su quel grano di senapa ora felicemente seminato affinchè cresca fino a divenire un albero grande sopra i cui rami vengano a ricoverarsi gli uccelli del cielo. Sarà certamente una grande consolazione per lei e la Signora Contessa vedere questo sviluppo sotto il soffio della grazia divina. Per un risultato così bello, un nulla sono le fatiche e il tempo che sembrava lungo, si trova breve quando si gustano i frutti”.
Fondò il Collegio “Angelicum” di Roma nel 1909, che diventò, nel 1963, Pontificia Università di S. Tommaso.
Fu proclamato Beato a Roma nella Basilica S. Pietro il 20 novembre del 1994.
Per una biografia completa di Padre Marie Cormier vi invito ad andare sulla pagina web "Beati Domenicani".


Padre Giacinto La Camera

Padre Giacinto La Camera nacque a Reggio Calabria il 27 settembre del 1843.
Venne a Pompei su richiesta esplicita del maestro Frühwirth nel 1904, essendo stato il suo precedessore, Padre Cecchini, nominato Vescovo.
Era il 21 aprile del 1904 e da quell’ anno fino alla morte, che avvenne il 6 aprile del 1912, non lasciò mai Pompei.


Venerabile Padre Emmanuele Ribera

Molfetta, BA, 1811 - Napoli, 1874.
É un'altra gloria redentorista e della religiosissima Puglia. Instancabile predicatore, ebbe una vita di sofferenze per il morbo contratto assistendo i colerosi.
Nacque a Molfetta (Ba) il 2 (o l'8) marzo del 1811, fu devoto ed incline alla preghiera fin dalla tenera età, anche perché seguiva l’esempio dei genitori convinti religiosi e di illustre discendenza.
Compì i suoi studi di formazione alla Consolazione, sotto la guida di p. Filippo Patroni suo conterraneo.
Ordinato sacerdote il 14 marzo 1835, lavorò a Pagani prestandosi per la “cura spirituale degli uomini della Congrega di S. Alfonso”.
Successivamente lo ritroviamo in varie Missioni e predicazioni tra cui: Nocera Inferiore (Sa), Molfetta, Montecorvino (Sa), Cava dei Tirreni (Sa), Salerno, Amalfi (Sa), Gragnano (Na).
“Assistendo i colerosi del 1836, riportò un grave e prolungato morbo che interruppe il suo apostolato” e fu, perciò, destinato alla casa dei novizi, eredi alla Chiesa di S. Antonio a Tarsia, in
Napoli.
Una sua iniziativa degna di menzione è quella di essere stato un grande “distributore di libri” che recuperava dagli stampatori napoletani.
Nel 1866 divenne apostolo della "Buona Stampa" nella città di Napoli, diffondendo non meno di un milione di libri con la creazione di una biblioteca pubblica.
Era un grande lettore della vita dei Santi.
Si trovò anch’egli a subire il dolore di trovarsi fuori Congregazione dal 1862 al 1874 a causa della soppressione degli Ordini religiosi.
Soffriva molto per la sua grave forma di broncopolmonite.
Morì l’8 novembre del 1874.
Le spoglie del Servo di Dio Padre Emmanuele Ribera, riposano nella Chiesa dei Redentoristi a Tarsia, in Napoli.
Bartolo Longo conobbe il redentorista perché glielo presentò il Prof. Pepe. Ribera “aveva fatto il voto di non perdere mai tempo, onde nessuna ricreazione, nessuno svago, e nessun riposo egli si consentiva mai, e il suo conversare, il suo consigliare, l’ascoltare le confessioni non durava più di cinque minuti.
Con il suo illuminato consiglio e direzione spirituale, contribuì alla conversione dell'Avvocato Bartolo Longo e alla fondazione del Santuario e Opere Sociali di Pompei.
Dagli scritti del Beato Bartolo Longo
“In un giorno adunque designato dalla misericordia di Dio, il prof. Pepe mi presentò al P. Ribera. Quel che seguì da quell’ora non mi è dato qui riferire (…) si aperse quella via che poi mi ha fatto pervenire a Pompei…”.
Il Venerabile Liguorino destava una sacra meraviglia in tutti coloro che lo frequentavano, e appariva al primo vederlo un santo inimitabile. (…)
Aveva fatto il voto di non perdere mai tempo: onde nessuna ricreazione, nessuno svago e nessun riposo egli si consentiva mai, e il suo conversare, il suo consigliare, l’ascoltare confessioni non durava più di cinque minuti.
(…) Come si possono riferire in due linee tutte le grazie, di cui Dio lo aveva arricchito per la salvezza di molti? Quanti giovani studenti io presentavo al P. Ribera, e quanti sacerdoti!
Quanti profetici lumi circa la scelta dello stato e le divine vocazioni! (…) Rapidamente rivolto a me pronunziò queste solenni parole: “Don Bartolino, la vostra non è vocazione è velleità. Non fatevi religioso, statevi così … altrimenti … non si compiranno i disegni di Dio”.
(Bartolo Longo)


Mons. Carlo Giuseppe Cecchini

Domenicano, proveniente da Ancona, conobbe Bartolo Longo mentre si trovava a Napoli per disbrigare pratiche della Curia Generalizia. Alla morte del Padre Rossi, Bartolo Longo fu lieto della nomina che il Maestro Generale, Padre Frühwirth, fece a lui come confessore e vice – Rettore del Santuario e direttore delle Suore.
Si legge che: “rimasero al Santuario padre Umberto Lorenzetti e due fratelli laici , fra Giacinto e fra Cristoforo. Non erano certo sufficienti. IL 27 settembre 1898, il Maestro Generale comunicò a Bartolo Longo la costituzione di una comunità domenicana in un convento a sé nell’ambito del Santuario. Con Padre Giuseppe Cecchini superiore.
Più tardi Bartolo Longo scrive: “Dopo sette anni di lavoro in Valle di Pompei quale Rettore di questa mondiale Basilica, il P. Cecchini era nominato Vescovo titolare di Alicarnasso (Halicarnassos = Bodrum, in Turchia) e insieme era investito del titolo e della giurisdizione di Abate di Abate mitrato Ordinario delle Regie Chiese Palatine di Altamura (Ba) ed Acquaviva delle Fonti (Ba)”.
La cerimonia della ordinazione Episcopale avvenne nella Basilica di Pompei, il 25 febbraio del 1904.
Nel 1910 divenne Arcivescovo di Taranto.
Morì a Taranto il 10 dicembre del 1916, a seguito di “una fiera polmonite, che appena in tre giorni lo sopraffece”.


Monsignor Vincenzo Celli
Già Vicario del Card. Augusto Silj fu poi Delegato Pontificio per il Santuario e le Opere di Pompei.
Vescovo titolare di Tapso (Ras Dimas in Turchia), era Vicario Generale della prelatura di Pompei, quando morì alle ore 15 del 17 ottobre del 1951.
Nato a Roma il 23 febbraio del 1870, fu ordinato sacerdote nella Diocesi di Norcia, il 22 settembre del 1892.
Insegnante nel Seminario di Norcia fu chiamato nel 1906 da Augusto Silj a Valle di Pompei per svolgere un apostolato che durò ben 45 anni.
Il 29 giugno 1927 fu ordinato Vescovo da Mons. Carlo Cremonesi che era successo al Cardinale Silj nel governo del Santuario e delle Opere di Pompei.
Fu a fianco di Sua Ecc. l’Arciv. Mons. Anastasio Rossi, Prelato di Pompei; poi collaborò con il Delegato Pontificio Mons. Roberto Ronca.
Fu fervente promulgatore della devozione alla Madonna di Pompei e sempre con quello stesso zelo e con la stessa fede, che Bartolo Longo gli aveva inculcato. (Prof. Mario Rosario Avellino)


Mons. Giuseppe De Angelis
Nacque a Visso (Macerata) il 17 marzo 1884.
Fondò a Pompei il circolo giovanile “S. Augusto” nome dato in onore a Mons. Augusto Silj che lo aveva voluto qui a Valle di Pompei nel 1907.
Occupava, benché giovanissimo, l’ufficio di segretario della Delegazione Pontificia.
A Mons. De Angelis, che era venuto a Pompei nel 1907, successe Mons. Pietro Di Pietro.
Morì a Valle di Pompei il 3 gennaio 1924.


Mons. Pietro Di Pietro
Venne a Pompei per volontà del Card. Augusto Silj, per collaborare con Mons. Vincenzo Celli.
Fu nominato “Segretario Generale della Delegazione Pontificia” e anche Assistente Ecclesiastico del Circolo Giovanile “S. Augusto”.
Era nato a Usigni Poggiodomo (Pg) il 29 luglio del 1882 e frequentò il Seminario Vescovile di Norcia dove fu ordinato Sacerdote e vi insegnò Lettere.
Missionario in Tunisia, insegnò Catechismo in quella Comunità Italiana e Francese, per ben 14 anni.
Nominato cameriere segreto di S.S., poi Prelato Domestico, nel 1949, in occasione del 25° anniversario della sua venuta a Pompei, Mons. Ronca gli comunicava che il Sommo Pontefice lo aveva annoverato tra i suoi Protonotari Apostolici “ad instar” in segno di riconoscimento per la sua fattiva opera apostolica.
Morì a Pompei il 16 gennaio 1951.
Gli succedette Mons. Francesco Giliberti nel delicato compito di Segretario Generale del Santuario e delle Opere Pompeiane. (Prof. Mario Rosario Avellino)

 
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