Volatili - Istituto Aveta

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Volatili

Meditando

*La farfalla *Il falenino e la stella *Due passerotti *


Istruzioni per l’uso

Questa pagina contiene piccole storie e qualche pensiero. Minuscole compresse di saggezza. Ě sufficiente una compressa al giorno. Ogni storia è un piccolo scrigno, dopo aver letto una storia, nessuno è più lo stesso. (Bruno Ferrero)   


1 La farfalla
A Elena piaceva moltissimo passeggiare nel bosco. Era una ragazzina dolce e un po’ svagata e il bosco dietro il paese era diventato il suo rifugio preferito. Un giorno, mentre camminava, vide una farfalla impigliata in un rovo. Con molta cura, facendo attenzione a non rovinarle le splendide ali, la liberò.
La farfalla volò via per un tratto, poi improvvisamente tornò indietro e si trasformò in una splendida
fata. Elena rimase a bocca aperta, perché fino a quel momento le fate le aveva viste solo nei libri per bambini. “Per ringraziarti della tua gentilezza d’animo”, disse la fata, “esaudirò il tuo più grande desiderio”. Proprio come dicono le fate nei libri…
La ragazzina rifletté un istante e poi rispose: “Voglio essere felice”. Allora la fata si piegò su di lei, le mormorò qualcosa all’orecchio e scomparve. Elena divenne donna e nessuno in tutto il paese era più felice di lei. Quando le chiedevano il segreto della sua gioia, si limitava a sorridere e diceva: “Ho seguito il consiglio della buona fata”. Gli anni passarono, Elena divenne vecchia, ma era sempre la più dolce e felice vecchina del paese. I vicini e anche i suoi nipoti temevano che il favoloso segreto potesse morire con lei. “Rivelaci che cosa ti ha detto la fatina”, la scongiuravano. Finalmente la deliziosa vecchina, sorridendo, disse: “Mi ha rivelato che, anche se appaiono sicuri, tutti hanno bisogno di me!”.
Che cosa sarei io, senza di te che mi sei venuta incontro?
Che cosa sarei io, senza di te, se non un cuore addormentato nel bosco?
Se non un’ora ferma sul quadrante dell’orologio?
Che cosa sarei io senza di te, se non questo balbettare? (Aragon)

 

2 Il falenino e la stella
Una piccola falena d’animo delicato s’invaghì una volta di una stella. Ne parlò alla madre e questa gli consigliò d’invaghirsi invece di un abat-jour. “Le stelle non son fatte per svolazzarci dietro”, gli spiegò. “Le lampade, a quelle sì puoi svolazzare dietro”. “Almeno lì approdi a qualcosa”, disse il padre. “Andando dietro alle stelle non approdi a niente”. Ma il balenino non diede ascolto né all’uno né all’altra. Ogni sera, al tramonto, quando la stella spuntava s’avviava in volo verso di essa e ogni mattina, all’alba, se ne tornava a casa stremato dall’immane e vana fatica. Un giorno il padre lo chiamò e gli disse: “Non ti bruci un’ala da mesi, ragazzo mio, e ho paura che non te la brucerai mai. Tutti i tuoi fratelli si sono bruciacchiati ben bene volteggiando intorno ai lampioni di strada, e tutte
le tue sorelle si sono scottate a dovere intorno alle lampade di casa. Su avanti, datti da fare, vai a prenderti una bella scottatura! Un balenotto forte e robusto come te senza neppure un segno addosso!”. Il falenino lasciò la casa paterna ma non andò a volteggiare intorno ai lampioni di strada né intorno alle lampade di casa: continuò ostinatamente i suoi tentativi di raggiungere la stella, che era lontana migliaia di anni luce. Lui credeva invece che fosse impigliata tra i rami più alti di un olmo. Provare e riprovare, puntando alla stella, notte dopo notte, gli dava un certo piacere, tanto che visse fino a tardissima età. I genitori, i fratelli e le sorelle erano invece morti tutti bruciati ancora giovanissimi.
La stella della speranza è un segno distintivo. Ogni giorno dovresti chiedere la fede per osare l’impossibile. Chi desidera operare con Cristo e, di conseguenza, trasformare il mondo, rifiuterà di adeguarsi a leggi ed ordinamenti precostituiti. Sarà disobbediente, quando altri obbediranno, eseguirà  quando altri troveranno insensato l’ordine impartito. Il mondo gli apparirà una prigione, quando altri parleranno di libertà, ed esso sarà trasparente agli occhi della sua fede, quando altri saranno disperati, sentendosi prigionieri. Fare cose impossibili è il realismo di coloro che conoscono la voce del Signore. Se c’è una stella nel cielo della tua vita, non perdere tempo a scottarti a qualche lampadina.


3 Due passerotti
Due passerotti se ne stavano beatamente a prendere il fresco sulla stessa pianta, che era un salice.
Uno si era appollaiato sulla cima del salice, l’altro in basso su una biforcazione dei rami.
Dopo un po’, il passerotto che stava in alto, tanto per rompere il ghiaccio, dopo la siesta, disse: “Oh, come sono belle queste foglie verdi!”. Il passerotto che stava in basso la prese come una provocazione. Gli rispose in modo seccato: “Ma sei orbo? Non vedi che sono bianche?!”.
E quello di sopra, indispettito: “Sei orbo tu! Sono verdi!”. E l’altro dal basso con il becco in su: “Ci scommetto le piume della coda che sono bianche. Tu non capisci nulla. Sei matto!”.

Il passerotto della cima si sentì bollire il sangue e senza pensarci due volte si precipitò sul suo avversario per dargli una lezione. L’altro non si mosse.
Quando furono vicini, uno di fronte all’altro, con le piume del collo arruffate per l’ira, prima di cominciare il duello ebbero la lealtà di guardare nella stessa direzione, verso l’alto. Il passerotto che veniva dall’alto, emise un “Oh” di meraviglia: “Guarda un po’ che sono bianche”. Disse però al suo amico: “Prova un po’ a venire lassù dove stavo prima”. Volarono sul più alto ramo del salice e questa volta dissero in coro: “Guarda un po’ che sono verdi”.
Non giudicare nessuno se prima non hai camminato un’ora nelle sue scarpe.


 
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